Vecchio articolo su Alessandro Nesta ma molto significativo grazie anche alle parole di Ilaria D'Amico:
Mentre Oddo e Favalli si recavano sotto la Curva Nord ad accogliere il saluto dei loro ex tifosi (che quanto darebbero per riaverli), la sensazione iniziale era che ci fosse anche Alessandro Nesta. Invece, "Ale" non c'era. Non si sa bene perché, ma come ha detto Oddo, "Alessandro lo conoscete, non è un tipo espansivo..forse però non ha dimenticato quell'accoglienza", riferendosi a quel Lazio-Milan della stagione 2002/03: tanti fischi ed insulti nei suoi confronti dalla maggior parte dello stadio (uno degli striscioni recitava "addio, finto capitano"). C'era anche qualcuno che però, invisibile nella moltitudine, quel giorno si dissociò, magari sedendosi mentre tutta la Curva era in piedi ad inveire...magari lasciando lo stadio, perché consapevole di aver perso ancora un altro pezzo di "identità". Ci si mise poi anche Lotito a chiudere la porta in faccia all'ex difensore biancazzurro ("Per il ritorno di Nesta non sussistono le condizioni necessarie - spiegò il patron laziale a Roma Uno - anche perchè lui è già un campione affermato e quindi non ha margini di crescita e poi non c'e' la compatibilita' economico-finanziaria". Posso affermare che stiamo formando due difensori che diventeranno piu' forti di Nesta e che nel giro di un anno e mezzo saranno stabilmente in prima squadra...") poco più di due anni fa. Ma proprio questo poteva essere un motivo per andare d'accordo, considerato il rapporto turbolento tra la Curva e il presidente. Forse Nesta non vuole "farsi strumentalizzare" in una situazione in cui avrebbe tutto per ergersi facilmente a paladino pro-curva e anti-Lotito (ad ottobre 2007 disse "Ho avuto qualche problema quando si diceva che dovevo tornare a Roma e Lotito elegantemente ha detto che non prendeva giocatori cotti. Se lo poteva risparmiare"). La freddezza nei rapporti tra Nesta e la sua vecchia Nord l'ha riscontrata anche Ilaria D'Amico, generalmente molto attenta a quel substrato che sono le emozioni del campionato italiano. Riportiamo qui sotto il suo articolo, comparso nell'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.
"È stato strano all'Olimpico vedere Oddo e Favalli andare sotto la curva laziale a salutare i tifosi e non vedere con loro Nesta, capitano per definizione, come se si fosse interrotto non il ricordo, ma l'affetto tra lui e la Lazio. Nesta è un ragazzo solare, molto corretto, incapace di non esserlo, condannato all'onestà anche da una vita non sempre facile. È stato ragazzo con la Lazio e con la Lazio è diventato un fuoriclasse. Si è preso sempre le sue responsabilità. Una volta dopo un derby in cui Montella gli segnò tre gol, subì da solo il giorno della contestazione del popolo biancoceleste che arrivò anche a mettergli qualche mano addosso. È sempre stato legato alla sua vecchia squadra; anche quando fu attaccato per essere andato al Milan, quasi fosse un mercenario, non ribattè, si prese i rancori della gente e andò avanti.
È strano e fondamentalmente sciocco questo atteggiamento nervoso tra Nesta e i laziali. Una società diventa squadra solo quando riesce a rispettare la propria memoria. Andare avanti cancellando non paga mai. Ognuno è quasi soltanto quello che è stato. E Nesta è stato tanto nella storia recente della Lazio. Non so che colpe o esigenze abbia Nesta, né so quali sono le rimostranze dei tifosi nei suoi confronti. Sapendo poco, è chiaro che ho anche pochissimi titoli per intervenire. Ma è così chiaramente sbagliato vedere un giocatore e la sua tifoseria separati in casa che mi permetto di intervenire.
Il calcio vive di queste piccole cose, di una corsa sotto la curva, del riconoscimento di un affetto. Non c'è calcio senza saper dimenticare. Se resta il rancore allora anche il calcio diventa vita, non c'è più salvezza. Per questo mi permetto di insistere. Vorrei che Nesta ritrovasse la porta di casa. E che trovasse tanta gente ad aspettarlo e a festeggiarlo".
Fonte: Lalazios.......