Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?

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Offline bak

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20154
Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?
« il: 20 Set 2016, 08:42 »
http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Sampdoria/19-09-2016/gable-crisi-guai-sampdoria-bari-20-squadre-lega-pro-170116413785.shtml

Gable in crisi, guai per Sampdoria, Bari e 20 squadre di Lega Pro?

Guai in vista per la Sampdoria di Massimo Ferrero? Stando a quanto riporta L’Espresso, sì: per Ferrero, scrive il settimanale, è appena arrivato da Londra "un filotto di brutte notizie che mette a rischio l'equilibrio dei conti, già piuttosto precario, della squadra genovese". Ma andiamo con ordine.

Tutto ruota attorno alle vicende della Gable, compagnia di assicurazioni in gravi difficoltà finanziarie, che lunedì 12 settembre ha annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla Borsa inglese. Nulla da dire, se non fosse che, secondo quanto scrive il settimanale – che ha consultato un file di documenti riservati – almeno un terzo delle 60 squadre di Lega Pro ha potuto iscriversi al campionato grazie alle fideiussioni siglate nel giugno scorso dalla compagnia che ora si trova sull’orlo del fallimento (le norme federali impongono una fideiussione da 350 mila euro per accedere al campionato di Lega Pro e di 800 mila per la B). Nell’elenco ci sarebbero anche alcune squadre di Serie B, tra cui il Bari, mentre la Samp avrebbe ottenuto dalla Gable una garanzia sui debiti del calciomercato che ammontano in totale a circa 12 milioni di euro.

L’elenco delle squadre di Lega Pro che avrebbero beneficiato delle fideiussioni della Gable comprende Akragas, Arezzo, Casertana, F. Andria,Fondi, Lupa Roma, Maceratese, Matera, Melfi, Mantova, Messina, Modena, Olbia, Pordenone, Reggina, Siena, Santarcangelo, Siracusa, Taranto e Venezia: la società con uffici a Londra ma sede legale a Vaduz, in Liechtenstein, avrebbe siglato 20 polizze del valore di 350 mila euro ciascuna. Il prezzo delle azioni Gable è crollato del 90% nell'arco di un anno: la società ha interrotto la vendita di polizze e assicurato che onorerà gli impegni assunti, ma il settimanale si interroga su quali garanzie può dare un gruppo che attraversa una fase così economicamente grave. E sottolinea il ruolo degli organi di controllo della Figc, che "non hanno avuto nulla da obiettare di fronte alla proliferazione di polizze targate Gable".
Gasport
 


Re:Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?
« Risposta #1 il: 20 Set 2016, 09:04 »
Poi bisognerebbe spiegare a quella carta da culo dell'espresso che gli organi di controllo della FiGC "non hanno avuto nulla da obiettare di fronte alla proliferazione di polizze targate Gable" perché solo il 07/09/2016 la FMA ha bloccato emissione e rinnovi dei contratti Gable:

https://www.assinews.it/09/2016/gable-insurance-ag-vietati-nuovi-contratti-disposizioni-patrimoniali/660029881/


Re:Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?
« Risposta #2 il: 20 Set 2016, 09:30 »
Questo l'articolo integrale de L'Espresso

Così i club del calcio hanno fatto il buco nel pallone

Società di serie A, B e moltissime di Lega Pro. Per avere i conti a posto si afdano alle garanzie di una nanziaria con sedi offshore. Sull’orlo del crack
di Vittorio Malagutti

PEGGIO DEI guai col fisco. Peggio della lite infinita con Antonio Cassano. E peggio perfino della sconfitta su rigore con la Roma alla terza di campionato. Per il patron della Sampdoria, Massimo Ferrero, è appena arrivato da Londra un filotto di brutte notizie che mette a rischio l’equilibrio dei conti, già piuttosto precario, della squadra genovese. Il problema si chiama Gable, una piccola compagnia di assicurazioni in gravi difficoltà finanziarie. A tal punto che lunedì 12 settembre la società ha annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla Borsa inglese. Niente a che fare con l’Italia, a prima vista, se non fosse che Ferrero, e come lui molti altri patron del calcio nostrano, sono costretti a seguire con grande attenzione i prossimi sviluppi della Gable story. Il motivo di tanto interesse sta scritto in un file di documenti riservati che “l’Espresso” ha potuto consultare. Le carte dimostrano che almeno un terzo delle 60 squadre di Lega Pro, la vecchia “serie C”, ha potuto iscriversi al campionato grazie alle garanzie, in gergo tecnico fideiussioni, siglate nel giugno scorso dalla compagnia che ora si trova sull’orlo del fallimento. I contratti, regolarmente depositati in Federcalcio, riguardano anche club dalla lunga e blasonata storia come Mantova, Modena Reggina e Venezia. Tutti si sono affidati a Gable, per un totale di 20 polizze del valore di 350 mila euro ciascuna. E secondo indiscrezioni l’elenco dei clienti comprende anche alcune società di serie B. Tra queste c’è di sicuro il Bari. La Sampdoria ha invece bussato alla società quotata a Londra per ottenere una garanzia sui debiti del calciomercato che ammontano in totale a circa 12 milioni di euro. Nessun segreto, sta tutto scritto nel bilancio 2015 della squadra blucerchiata, pubblicato nelle settimane scorse. La società di Ferrero, meglio noto al grande pubblico come “viperetta”, non se la passa molto bene. L’anno scorso, l’aumento di oltre il 50 per cento dei ricavi complessivi, grazie alla crescita dei proventi da diritti tv e alla vendita di calciatori come Manolo Gabbiadini, non è bastato per raggiungere il pareggio nei conti, chiusi in perdita per oltre un milione. Eppure, ad alleggerire il passivo, erano anche arrivati proventi straordinari per circa 8 milioni sotto forma di indennizzo pagato dai precedenti proprietari della squadra, i petrolieri Garrone. Adesso per Ferrero arriva la grana supplementare delle fideiussioni della Gable, una compagnia d’assicurazioni che corre da sempre sul filo del rasoio, sospesa tra la City di Londra e il mondo offshore. Gable holding, capofila del piccolo gruppo finanziario, batte bandiera di un paradiso fiscale caraibico, le Isole Cayman. La società che vende le polizze, invece, ha uffici a Londra ma la sede legale si trova a Vaduz, in Liechtenstein, minuscolo principato alpino notoriamente non proprio all’avanguardia in fatto di trasparenza. In Italia però, gli organi di controllo della Federcalcio (Figc) non hanno avuto nulla da obiettare di fronte alla proliferazione di polizze targate Gable. «Tutto regolare», è stato il verdetto di luglio al termine dei controlli di rito. Eppure, già a maggio, la compagnia aveva lanciato un primo segnale d’allarme correggendo al ribasso le anticipazioni sui risultati del 2015 pubblicate a fine marzo. Giusto un paio di mesi dopo si è scoperto che il bilancio dell’anno scorso è andato in perdita per 25 milioni di sterline, quasi 30 milioni di euro, con mezzi propri ridotti al lumicino: circa 3 milioni di sterline (3,5 milioni di euro). Per tirare avanti, il piccolo gruppo assicurativo ha quindi bisogno urgente di nuovi capitali. La ricerca di finanziatori è in corso da mesi, per ora senza successo. E allora i conti restano in bilico. La compagnia ha di fatto interrotto l’attività commerciale, quindi non venderà nuove polizze, anche se dichiara di essere in grado di onorare gli impegni con gli assicurati. Sul mercato però la fiducia è al minimi, come dimostra il prezzo di Borsa del titolo Gable, crollato del 90 per cento nell’arco di un anno, da 24 a 2 sterline. A questo punto nel mondo del calcio molti si chiedono quale valore possano avere le garanzie prestate da una società con i conti così disastrati. D’altronde Ferrero e gli altri patron del pallone nostrano camminano sulle sabbie mobili. Non sono molti gli operatori finanziari disposti a firmare fideiussioni a favore di squadre di calcio, soprattutto quelle delle serie minori. Da anni la Lega Pro deve fare i conti con i guai di bilancio di decine di squadre. In estate ben 12 club hanno dato forfait o sono stati esclusi d’autorità ancora prima dell’inizio del campionato. In luglio è così partita la corrida dei ripescaggi con l’obiettivo di formare i tre gironi regolamentari da venti squadre ciascuno. Le norme federali impongono una fideiussione da 350 mila euro per accedere al torneo di Lega Pro, che diventano 800 mila per la “B”. Sono poi previste garanzie supplementari per le società che non rispettano alcuni parametri di bilancio come per esempio quelli che riguardano il rapporto tra i ricavi e il costo del lavoro, cioè gli ingaggi dei calciatori. Per presentarsi con le carte in regola alla scadenza di fine giugno, i manager di molte squadre hanno dovuto fare i salti mortali. A volte, come per esempio nel caso del Pisa, l’ammissione al campionato di “B” è stata raggiunta solo in extremis a metà luglio dopo un primo verdetto negativo. La ricerca di un garante si sarebbe rivelata ancora più difficile se l’anno scorso l’Antitrust non avesse ribaltato una precedente delibera della Figc che aveva ristretto alle sole banche la possibilità di emettere fideiussioni a favore di squadre di calcio. Risultato: dal 2015 anche le compagnie di assicurazioni e le altre società finanziarie autorizzate da Bankitalia possono avallare gli impegni dei club per l’iscrizione al campionato. Liberi tutti, allora. E a quanto pare la Gable ha fatto da mattatore sul mercato del pallone, dove pure sono attive altre compagnie semisconosciute come la Elite Insurance di Gibilterra o la bulgara Nadejda. I prodotti dell’assicurazione con sede a Vaduz sono stati acquistati da decine di squadre anche grazie all’intervento di intermediari italiani. Tra questi ha svolto un ruolo importante la Essebi srl, minuscola società (solo 10 mila euro di capitale sociale) fondata a Roma a gennaio del 2015 da un imprenditore di Eboli, Emilio Vignola De Martino. Fin da principio, non tutto è filato liscio. A luglio la Guardia di Finanza si è presentata nella sede del Bari per verifi- care l’autenticità della fideiussione siglata dalla squadra pugliese con Gable. A gennaio infatti un comunicato dell’Ivass, l’ente di controllo sulle assicurazioni, aveva segnalato che circolavano “polizze fideiussorie contraffate” intestate alla compagnia quotata a Londra. «Il nostro contratto è autentico», rispose a suo tempo un portavoce del Bari. Del resto, proprio in quei giorni, la squadra pugliese aveva già ottenuto il via libera della Federcalcio per l’iscrizione al campionato di serie B. A quanto sembra, però, a Roma nessuno si era accorto che la Gable rischiava seriamente di affondare. Con tanti saluti al calcio italiano.

Offline Sirius

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Re:Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?
« Risposta #3 il: 20 Set 2016, 13:34 »
'Sta storia delle fidejussioni l'ho gia' sentita in passato ma non mi ricordo quando... :sisisi:

Offline GiPoda

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Re:Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?
« Risposta #4 il: 20 Set 2016, 13:39 »
C 'è anche il Matera, vedo.
Il cui Direttore Generale, quindi colui che avrebbe potere di scelta e di firma nella scelta di questa società di assicurazione, è un certo Pino Iodice...
Re:Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?
« Risposta #5 il: 20 Set 2016, 13:42 »
Dito indice destro sotto palmo della mano sinistra .

Magari fallisce sto coatto romanista .

Offline GiPoda

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3646
Re:Articolo de l'espresso: Samp e Bari a rischio?
« Risposta #6 il: 20 Set 2016, 13:52 »
Dito indice destro sotto palmo della mano sinistra .

Magari fallisce sto coatto romanista .
A parte il fallimento, cio' che colpisce è la scelta tutt altro che trasparente operata da chi (sempre se è stata una sua idea, ma come DG penso di sì) vuole passare da uomo senza macchia vittima innocente del sistema...
 

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