Il Napoli è in alto mare
Finora niente acquisti
Tifosi preoccupati. E fra due giorni il pre-raduno. Servono colpi importanti per essere protagonisti in Italia e in Europa. Nell'estate 2009 investiti 37 milioni di euro: stavolta vince l'immobilismo. Nessun volto nuovo e per ora si parla prima di tutto delle cessioni da fare in ossequio ai conti finanziari. Presidente e allenatore rimangono nell'ombra
NAPOLI, 6 luglio - C'è chi parla di strategia; chi invece di ingessatura; chi di scarsa voglia di intervenire. Sta di fatto che l'atteggiamento del Napoli al calcio mercato 2010, è di un immobilismo disarmante. Tutto l'opposto rispetto alla scorsa estate allorché, di questi tempi, erano stati già conclusi gli acquisti di Quagliarella (addirittura a giugno), Cigarini (3 luglio) e Zuniga (9 luglio) per un totale di trentasette milioni di euro investiti. Sembra una sfida a chi sognava, e sogna ancora, una squadra sempre più competitiva. Persino nella risoluzione delle comproprietà è stata notata remissività: lasciato Calaiò al Siena per poco più di un milione di euro; rinnovata, invece, la comproprietà di Mannini con la Sampdoria. E da diversi giorni non si discute altro che di calciatori in uscita. Di acquisti, neanche l'ombra. Tutti sondaggi, trattative poggiate su poco, o più che altro semplici rumours.
SILENZIO DISARMANTE - Sarebbe diverso, se ci fosse un minimo di chiarezza da parte di chi regge le fila di un club così ambizioso. Invece, il silenzio di De Laurentiis, il black out di Mazzarri ed i giri di parole di Bigon contribuiscono soltanto ad alimentare equivoci e a creare turbativa nella tifoseria che si aspetta quei tre-quattro innesti di qualità per non sfigurare in Europa League e magari competere per ottenere la qualificazione alla Champions League nel prossimo campionato. Si dirà: c'è tempo fino al trentuno agosto; pochi altri club sono intervenuti in maniera massiccia sul mercato; le valutazioni al momento attribuite a quelli che possono essere i rinforzi giusti per il Napoli dovranno giocoforza calare tra qualche settimana. Tutto vero. Intanto, gli stessi elementi ritenuti funzionali al progetto tattico di Mazzarri si stanno accasando altrove; quando si tratta di completare il mosaico si rischia di trovare poco in giro; e tra due giorni è fissato il pre raduno a Castelvolturno mentre domenica si partirà per il ritiro di Folgaria con un organico persino approssimativo visto che mancheranno anche coloro che hanno partecipato al Mondiale (Quagliarella, Maggio, De Sanctis, Hamsik e Gargano). Insomma, una situazione di stallo, che smorza l'entusiasmo tra i tifosi e chissà quanto voluta o casuale.
IL BILANCIO - Dopo aver investito circa cento milioni di euro in tre anni, De Laurentiis ha detto stop: prima cedere e poi eventualmente acquistare. E giammai sforare con il tetto ingaggi, già lievitato negli ultimi tempi. Decisione saggia, se non fosse che la crescita graduale del progetto subirebbe un inevitabile rallentamento. Pur rispettando certi parametri sarebbe sempre possibile prendere un centrocampista di valore, una punta che possa avvicendarsi con Quagliarella o Lavezzi, un difensore mancino. Ma si preferisce temporeggiare, in attesa di sfoltire i ranghi. E Mazzarri, pur masticando amaro, ben poco può dire. Lui ha ottenuto più di quanto si aspettasse dal presidente: altri due anni contratto; ha ricevuto la promessa che verrà accontentato, non gli resta che tacere.