Uno dei giocatori che mi ha sempre più affascinato.
Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, meglio noto come Sócrates, con quella faccia da Che Guevara, con quella storia così curiosa di un grande giocatore laureato in medicina, capace anche di impegno sociale. Arriva tardino in Italia, a 30 anni, e fa vedere poco, anche perché non proprio ben accolto e aiutato dai suoi compagni (si narra di un boicottaggio). Ricordo soltanto un gol all'Atalanta: dribbling, entra in area al trotto e con un pallonetto beffa il portiere.
Non va dimenticata la sua specialità: il colpo di tacco. O calcanhar de Deus.
Tratto da WIkipedia: "Nella veste di capitano del Corinthians si rese protagonista di un curioso caso di autogestione dei calciatori, noto come "
democrazia corinthiana*": i giocatori rifiutarono l'autorità dell'allenatore e preferirono, per ben tre anni, allenarsi da soli. I grandi risultati sportivi conseguiti, seppur ottenuti con allenamenti durissimi in stile militare, resero Sócrates famosissimo e nel 1984 venne acquistato dalla Fiorentina.
Qui non riuscì a fare propri i sistemi di allenamento, né ad inserirsi negli schemi di gioco: era dunque la squadra di appartenenza a doversi adattare al suo gioco. Inoltre amava fumare, bere birra e tirare tardi la sera parlando soprattutto di politica. Dopo una sola, deludente, stagione ritornò in Brasile, prima al Flamengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988.
Nel 2004 tuttavia tornò in campo con il Garforth Town, squadra dilettantistica inglese, di cui fu anche allenatore.
Lo hai ricordato per quel gol al 12° di Italia Brasile, il pareggio dopo il vantaggio iniziale di Rossi.
Italia-Brasile è la mia personale "madre di tutte le partite", un match storico, bellissimo, avvincente, intrigante e alla fine vittorioso per noi, contro tutti i pronostici, anzi: contro ogni logica.
Ricordo che il dibattito della vigilia verteva su quale potesse essere una sconfitta onorevole: era scontato che dovessimo perdere, non era neanche oggetto di discussione. E invece, pronti via e Rossi ci porta in vantaggio! E poi Socrates pareggia e mentre matura l'idea che la festa stia per finire allora Rossi ci riporta in vantaggio. Poi nel secondo tempo resistiamo ma a 20 minuti dalla fine Falcao imbusta (altra perla di gol: finta, manda a destra Scirea e Bergomi e si gira rifilando un diagonale imparabile per Zoff) e a quel punto ho tirato fuori non solo tutta la mia italianità, ma anche la mia lazialità per maledirlo. A quel punto poteva avere la meglio su di noi lo scoramento e la rassegnazione ma ci sentivamo come quegli impiegati che al Casinò hanno le fiche calde e alle fine abbiamo sbancato. Con il gol del 75° di Rossi li abbiamo infilzati per l'ennesima e decisiva volta. Poi arriva anche Antognoni ma l'israeliano Klein annulla misteriosamente. Quindi l'inutile assalto finale dei brasiliani che si vedono materializzare lo spettro di un fallimento inaspettato.
Quel giorno abbiamo vinto il mondiale. Le altre due partite furono di "contorno" ... ;D
Il gol (minuto 1.10) parte da una avanzata di Socrates che supera il centrocampo guadagna altri metri e serve sulla verticale Zico (
Artur Antunes Coimbra) che prova a scartare sulla destra ma è chiuso da Gentile (marcatura a uomo, come si facevano una volta) e allora si accentra vede Socrates arrivare e quindi detta un assist di esterno destro a pelo d'erba che si trasforma in una palla invitante per Socrates che entra in area va sul fondo per provare a servire al centro Serginho (la sega) ma a quel punto lascia partire un tiro secco, sul primo palo a rientrare, che mette a sedere Zoff e fa anche una piccola nuvoletta con il gesso della linea. Preciso, perfido, bellissimo**.
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Idea su cui riflettere, per superare i limiti del calcio Rejano. Si potrebbe aggiornare quel modello nei termini di "un altro gioco è possibile"**
Personalmente, ai livelli a dir poco modesti nei quali ho giocato, ho avuto il piacere di fare un gol de genere. Una cosa simile l'ho vista fare a Careca in un Napoli-Juventus 1988-89.[/quote]