Cronaca di una disfatta annunciata

Aperto da Iker77, 25 Giu 2010, 00:33

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Iker77

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Inizio aprendo una parentesi. Dai mondiali del '94 sono diventato un tifoso abbastanza tiepido della nazionale italiana. Non mi entusiasma la nostra nazionale, raramente mi ha emozionato. Confesso di non aver preso neanche particolarmente bene la nostra vittoria al mondiale di Germania. Non perchè covassi un sentimento di "odio" e neanche per anti- italianismo ma più semplicemente perché ritenevo che non se la meritasse: per  il calendario agevole, per i risultati striminziti ottenuti e per la qualità media mostrata nelle 7 partite (con l'unica eccezione della semifinale contro i padroni di casa). Questo pomeriggio, dopo tanto tempo, sono tornato a tifare Italia. Non si "meritava" il mio appoggio neanche oggi, anzi oggi meno del solito, dopo gli scempi delle due gare precedenti. Ma tra un finale sul gradino più alto del podio ed un'eliminazione vergognosa, c'è una via di mezzo. Un'uscita agli ottavi o ai quarti contro compagini ben più forti e di prestigio sarebbe stata perlomeno dignitosa ed avrebbe rispecchiato, credo, il reale valore di questa rosa. Quest'eliminazione invece  rimarrà nella storia della nostra nazionale come una delle peggiori figure a livello mondiale; una pagina nerissima, che fa male , malissimo al nostro calcio.
Una storia iniziata male e finita peggio. I presupposti per fare il botto c'erano tutti ma nessuno pensava che questo finisse per essere così fragoroso. Un cammino in discesa deciso dalle urne che ci metteva di fronte due tra le squadre più deboli del lotto delle 32 ed una rivelazione delle qualificazioni della zona Sud America ma non certo un pezzo da novanta.
Eppure questa nazionale , quella che Lippi ha voluto a tutti i costi è riuscita nell'impresa. Con il suo gruppo di fedelissimi trascinati a forza in Sud Africa  a dispetto  delle condizioni fisiche , del rendimento e degli anni che passano. A casa qualcosa di meglio è rimasto. Il viareggino dice di no, io penso di si e credo di non essere l'unico. Non troppo forse, sintomo di un'Italia del calcio che ormai produce sempre meno talenti, che investe sempre meno sul prodotto nazionale. E'il sistema che è sbagliato. L'investimento è caro, non conviene. Le società preferiscono impiegare le risorse nel mercato oltre confine.  E gli sbocchi per i nostri , che pure meriterebbero, sono pochi. Il ricambio generazionale non arriva e a guardare le facce, sempre le solite,  una persona poco vicina al calcio giurerebbe di vederli lì  , con la maglia azzurra, almeno da Italia '90.
Lippi, come scrivevo, ha portato gli amici di sempre, come in un pic nic in campagna. Ha preferito affidare i suoi risparmi al compagno di scuola piuttosto che ad un professionista qualificato. E che quello finisse per investire sui fondi  sbagliati, era facilmente preventivabile.
Lippi ha preferito speculare sulle fiches a disposizione invece di tentare il rilancio, l'all in addirittura, forte della sua posizione di campione del mondo in carica e della ri-chiamata a furor di popolo.
Ha puntato su ex giocatori come il capitan Cannavaro e Iaquinta ; calciatori logori e tormentati da infortuni come Camoranesi e Gattuso, altri palesemente fuori forma reduci da una stagione deludente come Chiellini, De Rossi, Gilardino, Buffon. Carte che si rivelarono vincenti quattro anni fa, ma non certo un poker d'assi. Vincenti in una mano piuttosto fortunata quando gli altri ne avevano di peggiori e chi ne aveva di migliori preferì passare.
Giocatori acciaccati e fuori forma , in una competizione che si svolge nell'arco di 20 giorni è già di per se una scelta delirante. Chi ha adottato in passato la stessa strategia ne è sempre uscito con le ossa rotte, evidentemente l'esperienza non insegna. Per di più in questo desolante quadro tecnico/atletico,  il Bel Marcello ci ha messo il carico da 90, proponendo una delle Italia più brutte dal punto di vista tattico che si ricordino in anni.  Che con Pirlo sia un po' più facile giocare a pallone è teoria accettabile; che senza , la squadra , a partire proprio dal centrocampo, si muova per il terreno di gioco senza criterio, decisamente meno. Che in tre partite si sia assistito ad una girandola ,nella zona nevralgica, di uomini che si sono alternati le posizioni senza costrutto, denota pochezza di idee e confusione nelle poche che si hanno. Una fase di costruzione che non porta a mettere in fila tre passaggi (e non è un modo di dire) ed una fase di non posseso in cui la linea si sfalda lasciando i portatori di palla avversari giostrare e gli altri liberi di muoversi alla ricerca degli spazi. Un'idea di gioco sulle fasce scolastico che se, oltretutto, affidato a gente di bassa qualità tecnica non può che portare a risultati insoddisfacenti (10 volte sul fondo ci saremo arrivati in tre partite? Forse m'allargo pure) . Attacco abulico, pungente come un coltello di plastica, capace di andare in gol in 4 occasioni in 270 minuti a coronamento di 11/12 opportunità create nelle tre partite al netto dei tiri scoccati dall'hotel. Un'uscita sbagliata del portiere sugli sviluppi di un corner, un rigore, un gol segnato a giochi abbondamente fatti. Azioni corali neanche a parlarne. Uno score da far impallidire. Così come da far impallidire una difesa che si è riuscita a far infilare in tutti i modi. Con due palle scagliate da 50 metri, su azione per vie centrali, su angolo, fino all'apoteotica (licenza poetica   :) ) rete direttamente su fallo laterale. Più in generale un senso di insicurezza totale lì dove tradizionalmente siamo i migliori, lì dove tradizionalmente non si passa.
Una manovra ai limiti dell'improvvisazione, una condizione atletica da prima settimana di ritiro estivo, una qualità complessiva modesta. Gli ingredienti per uscire subito anche se gli avversari si chiamano Paraguay realtà interessante ma pur sempre minore nel panorama sudamericano; anche se gli avversari sono da sempre abituati a giocare con un pallone ovale;  anche gli avversari rappresentano una popolazione solo due volte più numerosa di quella della città di Roma.
Ce ne andiamo a casa per primi, facendo probabilmente peggio di tutti. Senza aver messo in mostra neanche quell'orgoglio , quello spirito che spesso nei momenti di difficoltà ci ha contraddistinto.
Si chiude un ciclo, quello di Lippi, presuntuoso rappresentante di un gruppo che nella sconfitta non è riuscito a conservare neanche un briciolo di stile come gli ultimi minuti della gara odierna hanno dimostrato(Cannavaro che sposta l'avversario che gli va incontro per i saluti di rito è da cazzotto in bocca. O lo stesso Lippi che scappa negli spogliatoi; alla faccia della sportività) . Sul carro a 'sto giro rimarrà solo. Che era quello che voleva in fondo, nel bene o nel male.
Se ne apre uno nuovo affidato a mister Prandelli. Un altro che non mi da la sensazione di essere un amante del gioco d'azzardo.

poeta1964

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Analisi ineccepibile, purtroppo.

genesis

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Complimenti per l'analisi.

Citazione di: Iker77 il 25 Giu 2010, 00:33

Lippi, come scrivevo, ha portato gli amici di sempre, come in un pic nic in campagna. Ha preferito affidare i suoi risparmi al compagno di scuola piuttosto che ad un professionista qualificato. E che quello finisse per investire sui fondi  sbagliati, era facilmente preventivabile.
Lippi ha preferito speculare sulle fiches a disposizione invece di tentare il rilancio, l'all in addirittura, forte della sua posizione di campione del mondo in carica e della ri-chiamata a furor di popolo.
Ha puntato su ex giocatori come il capitan Cannavaro e Iaquinta ; calciatori logori e tormentati da infortuni come Camoranesi e Gattuso, altri palesemente fuori forma reduci da una stagione deludente come Chiellini, De Rossi, Gilardino, Buffon. Carte che si rivelarono vincenti quattro anni fa, ma non certo un poker d'assi. Vincenti in una mano piuttosto fortunata quando gli altri ne avevano di peggiori e chi ne aveva di migliori preferì passare.
Giocatori acciaccati e fuori forma , in una competizione che si svolge nell'arco di 20 giorni è già di per se una scelta delirante. Chi ha adottato in passato la stessa strategia ne è sempre uscito con le ossa rotte, evidentemente l'esperienza non insegna.

Cos'altro da aggiungere ?

Esprit Libre

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Non si tratta di giocare d'azzardo, ma soltanto di mettere in pedi una squadra con una minima logica di gioco, con tutti i limiti che il mediocre panorama calcistico nazionale pone.
Per questo ci si era affidati a Donadoni, tra mille polemiche, ma non gli si è dato nemmeno il tempo di finire il suo lavoro, dopo che la squadra uscì dagli europei ai rigori contro la Spagna campione.
Si è voluto cercare il miracolo, affidandosi di nuovo a Lippi, uno che non aveva nulla da perdere e che ha cercato l'impresa leggendaria inseguendo i fantasmi della spedizione tedesca, portandosi dietro pure due infortunati ed un giocatore appena recuperato.
Anche Lippi però si è reso conto che gli eroi di Berlino erano troppo logori per garantire un risultato appena soddisfacente ed ha allora messo su un pateracchio fatto di vecchi giocatori stanchi e giovani senza talento e per di più messi fuori ruolo, alla ricerca di un impossibile equilibrio tattico. Un equilibrio al quale si sono pure sacrificati i giocatori più in forma.
Un disastro figlio della vanità più che dell'arroganza.

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Mi trovo in gran parte d'accordo con Iker sulla sua analisi della nazionale, con la sua crisi che è sintomatica del momento del nostro calcio. basterebbe pensare che molti dei grandi talenti di questa nazionale sono over 30, mentre il resto, la gran parte dei giocatori, militnao in squadre che a fatica raggiungono il 5 o 6 posto (vedi Fiorentina e Udinese). E' anche banale osservare che però il nostro calcio celebra l'Inter acchiappatutto, ma si ricorda che al Bernabeu i giocatori salivano in tribuna per alzare la coppa con la loro bandiera nazionale. Io provai un senso di smarrimento. No sono un nazionalista, ma vedevo in qualche modo incongruente che una squadra italiana non avesse un giocatore italiano, a parte la mascotte Materazzi.

C'è bisogno di un ricambio culturale, di una nuova tendenza per cui si prova a privilegiare il calciatore nazionale. La nazionale di Spagna 82 vinse incredibilmente e inaspettatamente il titolo ma era un movimento calcistico che usciva da 10 anni di chiusura al mercato estero (gli stranieri erano tornati, uno solo per squadra, solo due anni prima). Quella del 2006 è una nazionale i cui migliori avevano tutti una grande esperienza internazionale, con coppe vinte, ma erano tutti nel fiore dlela loro vita professionale.
Ricordo una dichairazione di Seedorf, un grandissimo, che affermò che per emergere aveva avuto la grande chance di giocare per grandi squadre e che lo stesso andava fatto con i giovani, che altrimenti non crescono. In Italia si ragiona in questo modo di fronte al talento: sei bravo, hai 19 anni, vatti a fare le ossa in provincia; poi spesso e volentieri si perde. I Nesta e i Totti da queste parti sono cresciuti perché ci si è creduto e insistito su di loro, non solo per il loro talento.

D'altra parte le singole squadre che fanno? Ho provato a dare un'occhiata alla rosa della Lazio dello scorso anno per verificare quale avrebbe potuto essere il suo contributo alla nazionale.

ROSA DI 34 GIOCATORI
ITALIANI   17 STRANIERI 17

DEGLI ITALIANI
under 25   3   18% (Faraoni, Sevieri, Luciani)
25-30   6   35% (Berni, Foggia, Stendardo, Del Nero, Floccari, Mauri)
over 30   8   47% (Bonetto, Firmani, Brocchi, Biava, Baroni, Rocchi, Inzaghi, Siviglia)

Da nazionale è il solo Floccari (che al Gilardino di quest'anno gli fa un furto).
Quello che non va assolutamente sono gli under 25, troppo pochi, troppo ai margini della squadra.
In questo l'idea di Reja di 22 + 4 primavera è da sostenere, anche in ottica nazionale.
         

fabrizio1983

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Io sono d'accordo con voi ,ma alcuni talenti che c'erano non sono stati portati...Balotelli Santon Giuseppe Rossi e Poli sono quattro talenti, ok santon era rotto..abbiamo fatto l'esempio della Lazio,bene durante l'anno hanno giocato alcuni giovani Primavera ma tutti abbiamo visto che nn erano pronti o molto probabilmente non erano bravi...Tuia che abbiamo spacciato per un fenomeno, anzi hanno, visto che io l'ho visto più volte e tutto mi è sembrato meno che un fenomeno, non ha giocato nella vecchia C 2...il problema è che i talenti che una volta sfornavamo ora non ci sono, ma anche che quei pochi che ci sono non sono stati presi in considerazione

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Citazione di: fabrizio1983 il 25 Giu 2010, 11:18
Io sono d'accordo con voi ,ma alcuni talenti che c'erano non sono stati portati...Balotelli Santon Giuseppe Rossi e Poli sono quattro talenti, ok santon era rotto..abbiamo fatto l'esempio della Lazio,bene durante l'anno hanno giocato alcuni giovani Primavera ma tutti abbiamo visto che nn erano pronti o molto probabilmente non erano bravi...Tuia che abbiamo spacciato per un fenomeno, anzi hanno, visto che io l'ho visto più volte e tutto mi è sembrato meno che un fenomeno, non ha giocato nella vecchia C 2...il problema è che i talenti che una volta sfornavamo ora non ci sono, ma anche che quei pochi che ci sono non sono stati presi in considerazione

Ok, però no scadiamo sul discorso del settore giovanile che c'entra poco.
Dei nostri italiani solo 9 hanno meno di 30 anni e di questi solo 4 sono i nostri giocatori di punta (Foggia, Mauri, Floccari e Stendardo).
Si potrebbe fare molto di più su questo terreno. Purtroppo gli italiani costano cari e ha ragione chi ha osservato che un Lichsteiner italiano - mica Garrincha, Lichsteneier - lo pagavi molto di più del 1,8 mln che ci è costato. Però un pensierino la nostra società dovrebbe farlo. Settore giovanile o meno deve aumentare la quota degli under 30 (20 giocatori su 34) e soprattutto italiani (9 su 17).
Se penso che molti nazionali li hanno dati squadre come Fiorentina, Napoli, Samp, Palermo e l'Udinese (L'UDINESE!) ...

Esprit Libre

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Non si tratto solo di trovare fenomeni nei vivai, ma solo di creare dei buoni giocatori, che si costruiscono negli anni.
Oggi la cosa è impossibile se una società con limitate possibilità economiche si vede depredare di giovani appena promettenti non dico ai 16 anni, come pure avviene, ma pure ai 19, quando è tutto da dimostrare che il ragazzo possa veramente essere in grado di giocare in serie a.
Occorrono nuove regole e queste devono farle le federazioni nazionali e quelle internazionali, ma finché lo scopo principale di queste sarà il business sarà molto difficile che le cose cambino.

Senza dimenticare che contro Nuova Zelanda e Slovacchia, almeno, dovevano vincere pure i 23 presenti in Sud Africa.

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fabrizio1983

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Citazione di: fish_mark il 25 Giu 2010, 11:26
Ok, però no scadiamo sul discorso del settore giovanile che c'entra poco.
Dei nostri italiani solo 9 hanno meno di 30 anni e di questi solo 4 sono i nostri giocatori di punta (Foggia, Mauri, Floccari e Stendardo).
Si potrebbe fare molto di più su questo terreno. Purtroppo gli italiani costano cari e ha ragione chi ha osservato che un Lichsteiner italiano - mica Garrincha, Lichsteneier - lo pagavi molto di più del 1,8 mln che ci è costato. Però un pensierino la nostra società dovrebbe farlo. Settore giovanile o meno deve aumentare la quota degli under 30 (20 giocatori su 34) e soprattutto italiani (9 su 17).
Se penso che molti nazionali li hanno dati squadre come Fiorentina, Napoli, Samp, Palermo e l'Udinese (L'UDINESE!) ...
guarda Antonelli che non so se è più forte dell'algerino ma ha un prezzo quasi il doppio...il problema è anche questo forse...Ranocchia e Bonucci che hanno fatto bene il primo anno costano 13 e 8...mi sembra eccessivo

Checco_Puricelli

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Speriamo in Prandelli, da una parte è fortunato, farà sicuramente meglio di Lippi 2° "corso".
Spero in una Nazionale giovane: Cassano, Balotelli, Poli, Antonelli, Ranocchia, Bonucci, Macheda...

fabrizio1983

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Citazione di: Checco_Puricelli il 25 Giu 2010, 11:59
Speriamo in Prandelli, da una parte è fortunato, farà sicuramente meglio di Lippi 2° "corso".
Spero in una Nazionale giovane: Cassano, Balotelli, Poli, Antonelli, Ranocchia, Bonucci, Macheda...
una base da cui ricominciare c'è...Ranocchia, Santon, Bonucci, Cassano Balotelli Poli e altri non me ne vengono in mente

Kim Gordon

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Come la metti la metti c'aveva Ragione Brunetta.
anche stavolta.
La nazionale non andava guardata.
Bisognava rimanè a lavorare.

Perchè l'unica cosa che batte il lavoro, per noia, è proprio lei, la Nazionale.

Grande Lippi. Grandi Tutti. Finalmente si vede chiaramente chi siamo. Il Nulla presuntuoso.
..e pensare che anche stavolta stavamo per sculare come nostro solito coll'ultimo rimpallaccio..

Che Impuniti!  :lol:

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Dentro le Mura

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Sia Spagna (mo magari gliela sto' a tirà) che Inghilterra (e due....  :D) che tra l'altro prevedevo in finale in un sondaggio su questo forum (sempre che non si incontrino prima), hanno giocatori provenienti dalle prime due/tre squadre delle loro leghe. Noi dobbiamo aggrapparci a Marchetti (Cagliari) piuttosto che Sirigu (Palermo).... rimpiangiamo il mancato impiego di Quagliarella (Napoli) per non parlare del blocco Juventus e del centravanti della squadra che ha fatto un punto solo più della Lazio (Gilardino). Solo De Rossi (spompatissimo) proviene dalle prime due squadre del campionato.

Sono d'accordo con le dichiarazioni di Calderoli (è la prima volta in vita mia) e di Cannavaro (pure lui da me odiatissimo), o si rifondano i vivai e si pone un limite agli stranieri oppure smettiamola di agitarci tanto per questa nazionale che ormai non rappresenta più il meglio del calcio italiano. Quattro anni fa giocavamo male ma avevamo dei fuoriclasse in grado di risolvere le partite in ogni momento, i migliori Totti, Del Piero, Pirlo, Gattuso, Cannavaro, Buffon, Zambrotta.

Ora non ci sono ricambi, non può esserci un futuro se continuiamo a prendere giocatori all'estero perfino per le nostre giovanili. Mettiamoci l'anima in pace...


Esprit Libre

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Sto pure ascoltando per radio un cumulo di sciocchezze, per non usare termini più crudi, sulle altre nazionali che secondo questi che si definiscono giornalisti sportivi fanno giocare tanti stranieri.
Spagna e Germania hanno tra le loro fila solo giocatori nati, o quasi, e cresciuti in quei paesi, non dei naturalizzati, e quindi prodotti dal movimento calcistico di quei paesi.
Sarebbe una cosa molto diverso se l'Italia riempisse la nazionale di argentini e brasiliani naturalizzati.
Che poi questi giornalisti professionisti non sanno nemmeno che El Sharawi è a tutti gli effetti un cittadino italiano che gioca già nelle rappresentative giovanili e che nulla osta al suo impiego futuro nella nazionale maggiore, sperando che mantenga le promesse.
Proprio non entra nella capoccia che il movimento calcistico nostrano è ben misero in se, per motivi vari, e che non c'entra niente l'origine etnica dei ragazzi.

Lothar72

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Citazione di: fish_mark il 25 Giu 2010, 11:26
Purtroppo gli italiani costano cari e ha ragione chi ha osservato che un Lichsteiner italiano - mica Garrincha, Lichsteneier - lo pagavi molto di più del 1,8 mln che ci è costato. Però un pensierino la nostra società dovrebbe farlo.

Il punto è tutto qui,come giustamente hai sottolineato,secondo me...è vero, l' Inter non ha giocatori italiani, e questa è una cosa che anche a me,da tifoso,dà un pò di fastidio.

Ma,prima considerazione...indicami un solo giocatore della Nazionale che potrebbe giocare nell' Inter oggi come oggi (forse i soli Chiellini,che continua a non dispiacermi, e Quagliarella come quarta punta).

Seconda...se un Pepe qualunque (immensa,stratosferica pippa ar zugo) me costa 13 milioni e con meno della metà me compro Coutinho...se un Maicon lo prelevo a 5 milioni dal Monaco e per un Motta qualsiasi (mezzo rotto,e cmq senza ancora aver dimostrato niente) me ne sparano 12...questo è il motivo (ce ne sono altri in verità) per cui il prodotto Italia,allargando il concetto,sta morendo lentamente ma inesorabilmente...le motivazioni per cui non siamo più competitivi a 360 gradi...questo è il motivo per cui,per esempio,io acquisto il latte in polvere per mia figlia in Germania.Al lordo delle spese di spedizione,risparmio circa il 49% per acquistare lo stesso,identico prodotto.E' sto paese che non funziona,che non si adegua,che si illude di poter ancora speculare a proprio piacere su tutto e tutti,che della globalizzazione si piglia in culo passivamente tutto il suppostone.

Tornando in topic...non sono d'accordo, al cento per cento,sul momento no del calcio italiano e sulla sua presunta sterilità in termini di talento.

Certo che non siamo all'abbondanza dei Rivera,Mazzola,Riva,Boninsegna,Facchetti...

Non siamo ai fasti (nefasti,invero,scusate il gioco di parole) dei Giannini,Baggio,De Napoli,De Agostini,Schillaci (la più forte Italia di tutti i tempi ma SFICATA...come il povero Azeglio Vicini che la guidava).

Ma neanche,e ribadisco il concetto espresso in un topic aperto poco dopo il Paraguay ma passato inosservato,alla pochezza del 1986, dove lo scudetto dell'anno prima lo vinceva il Verona,i cui due unici,veri fuoriclasse si chiamavano Elkjaer e Briegel, e che fornirono tre 'fenomeni' del calibro di Tricella,Di Gennaro e Galderisi alla Nazionale di allora.

I giocatori ci sarebbero stati,è inutile rielencarli...se il viareggino col sigaro in bocca non avesse trattato la Nazionale come proprietà privata,come una lobby da spolpare fino all' osso per i suoi 'Family Affairs',se dopo il campanello d'allarme della Confederations Cup avesse capito e avesse fatto un piccolo,piccolissimo bagno d' umiltà (termine non facente parte del suo vocabolario,purtroppo),sono sicuro che non staremmo qua,adesso,a fà sti discorsi.

LI MORTACCI SUA e de chi ce l' ha rimesso...

Yanez_de_Gomera

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La Nazionale di Lippi, fin dall'inizio, é sempre stata una squadra costruita su una difesa rocciosa e quasi impenetrabile. Quella era la forza principale. Quella la tattica vincente: far sbattere il grugno agli avversari sulla nostra fortezza difensiva e fregarli in contropiede.

Ma io non condanno a priori questo tipo di gioco, anche se non mi piace. Se si hanno gli uomini giusti per farlo,  vada anche per catenaccio e contropiede, il problema semmai sarà degli avversari che devono sfondare il nostro muro....

Il problema é che stavolta, però, la tattica non ha funzionato. E non ha funzionato perché:
1) gli uomini della nostra linea Maginot erano cotti,
2) giocavamo contro avversari pippe che regolarmente passavano in vantaggio nei primi minuti, per cui poi ci toccava attaccare, inventare, costruire qualcosa, fare gioco. Esattamente ciò che la nostra squadra NON era programmata per fare. Secondo le previsioni, il gioco lo dovevano fare gli altri. E' saltato tutto per aria.
3) qualcuno bisognerà pure che insegni al popolo italiano come di tira un corner o come va fatto uno spiovente in area dalla tre-quarti. Se continuiamo a disegnare le traiettorie della cupola di Santa Maria Novella, non ci siamo... 

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