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Repubblica.itL'Unione europea liberalizza le pay tv
"Non si può limitarne la circolazione"
La Corte di giustizia apre nuovi scenari per il mercato televisivo. A rischio gli introiti delle squadre europee, ma i consumatori potrebbero ottenere tariffe più vantaggiosedi GIULIANO BALESTRERI
MILANO - Davide batte Golia. E apre uno scenario, per il mondo del calcio, che pochi giorni fa neppure era ipotizzabile. Un piccolo pub inglese trasmette le partite della Premier League utilizzando una scheda criptata della pay tv greca (che, piccolo dettaglio, costa meno). La Lega calcio presenta un ricorso, ma il pub si rivolge alla Corte di Giustizia della Comunità europea e invoca la libera circolazione delle merci e dei servizi. E vince, perché i servizi possono circolare liberamente all'interno della Ue.
Cosa succede. Il primo effetto è l'immediata liberalizzazione del mercato delle pay tv. In Inghilterra il servizio offerto da BSkyB per gli esercizi commerciali costa circa 10mila sterline l'anno, quella della tv greca 7mila. Da un lato, il danno economico per BSkyB che per l'esclusiva ha pagato profumatamente. Dall'altro il risparmio evidente per i clienti disposti ad ascoltare la tv in greco. Per il momento Sky e Mediaset non commentano anche perché hanno appena versato nelle casse della Lega Calcio quasi 2,5 miliardi di euro per trasmettere i prossimi tre anni di campionato. Adesso, però, nulla vieta a un network europeo di acquisire - per pochi milioni di euro - i diritti tv destinati all'estero (ancora da assegnare) e commercializzarli in Italia, o in un altro paese, a un prezzo inferiore dei concorrenti. Magari dopo averli prodotti nella lingua locale per poche migliaia di euro. Insomma il costo sarebbe sempre inferiore rispetto a quello sostenuto dai big.
Lo scenario. Se così fosse il valore dei diritti tv si polverizzerebbe in un secondo. Riducendo sul lastrico le squadre (a cominciare da quelle italiane) che dalle televisione ottengono oltre il 70% dei ricavi. Un rischio da non sottovalutare. Per difendersi le Leghe professionistiche potrebbero pensare di vendere i diritti tv con un solo bando in tutta Europa. Una procedura complessa che potrebbe richiedere molto tempo per essere preparata. E che rischierebbe comunque di cadere sotto la scura dell'Ue.
Nell'immediato. Intanto, da oggi, è possibile comprare tessere pay tv di tutta Europa. A patto di essere disposti ad ascoltare una telecronaca in un'altra lingua. Fino a quando qualcuno non inizierà a produrre nelle diverse lingue locali. Di certo, ancora una volta, l'Unione europea si muove per aprire il mercato dei servizi alla concorrenza. Sbarrando la strada a qualunque forma di oligopolio televisivo.
(04 ottobre 2011)