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http://ilfantasistaalpotere.comunita.unita.it/2012/09/30/cagliari-il-mistero-buffo-dellis-arenas/Cagliari, il Mistero Buffo dell'Is Arenas
30 settembre 2012
Premessa importante: Massimo Cellino, patron del Cagliari Calcio, non è un presidente come gli altri. Importante imprenditore nel ramo del commercio alimentare, il n. 1 della squadra sarda si è sempre contraddistinto per uscite al limite del folkloristico, lasciando poco spazio a logica e immaginazione. Basti pensare ai 32 cambi di allenatore che Cellino ha messo in scena nei circa 20 anni di presidenza, in quel modo di fare tutto italiano che ha consegnato alla storia il titolo di Mangia Allenatori. L'ultima vicenda che lo ha visto protagonista, però, è stata la celebre goccia che ha fatto traboccare l'altrettanto celebre vaso. Abbandonato il vecchio e ormai inagibile stadio Sant'Elia, durante lo scorso campionato il presidente Cellino, un pò per necessità un pò per protesta, aveva trasferito la propria squadra al Nereo Rocco di Trieste, altrettanto storico stadio ma di certo poco comodo per le kilometriche trasferte dei tifosi isolani. La nuova stagione, quella attuale, ha visto sbocciare come un fiore nell'asfalto lo stadio "Is Arenas" di Quartu Sant'Elena, per l'occasione agghindato con vere e proprie tribune mobili dall'eccentrico proprietario cagliaritano. L'impianto preesistente ospitava gare d'atletica e partite di serie inferiori e, per permettere l'afflusso mastodontico della serie A, c'era bisogno di lavori adeguati. Lavori che, il 23 settembre 2012, avevano impedito l'apertura al pubblico dell'impianto, in occasione della sfida di campionato tra il Cagliari e la Roma. A ratificare l'impossibilità di ospitare tifosi sulle tribune dell'Is Arenas ci aveva pensato anche il Prefetto di Cagliari, mandando su tutte le furie Cellino che, dal caldo di Miami, già pregustava il battesimo della sua creatura nel nuovo stadio.
"La Società Cagliari Calcio, rappresentata dal Presidente Massimo Cellino, i tesserati e tutti coloro che lavorano per essa, visto il perdurare della situazione che porta a non vedere più un futuro per via delle difficoltà burocratiche ed il disinteresse collettivo delle istituzioni, invita e chiede a tutti i suoi tifosi, titolari di biglietto e abbonamento, di recarsi allo stadio per assistere alla partita Cagliari-Roma nel rispetto dell'ordine e della civiltà. La Società Cagliari Calcio e i suoi ingegneri reputano infatti la struttura agibile e sicura. Questo atto, assolutamente pacifico, spinto dal dolore e dalla frustrazione, per difendere il diritto di esistere. Viceversa è giusto prenderne atto". Un vero e proprio guanto di sfida gettato in faccia alle istituzioni locali e nazionali, una presa di posizione che, nel giro di poche ore, aveva portato alla sospensione della partita da parte del Prefetto e al conseguente 0 – 3 inflitto ai rossoblù da parte del giudice sportivo Tosel. Una decisione senza precedenti, visti i tempi e le modalità, una decisione che ha penalizzato la squadra di casa e che, di conseguenza, ha avvantaggiato gli ospiti vestiti in giallorosso. Tutto questo, come detto, accadeva a cavallo tra il 23 e il 24 settembre. Dopo pochi giorni, cinque per la precisione, il miracolo: lo stadio Is Arenas è parzialmente agibile, i cancelli possono spalancarsi per tutti gli abbonati del Cagliari Calcio. Che il debutto non sia stato fortunato, visto l' 1 – 2 subito contro il Pescara, è un dettaglio trascurabile per chi non ha particolarmente a cuore le sorti della squadra rossoblu ma, a far rumore, è la decisione immediata e contraria rispetto a quanto accaduto pochi giorni prima. A chiudere una storia tutta italiana, grottesca al punto giusto, è arrivato l'inevitabile scoop. A parlarne è il collega Fulvio Bianchi, sulle pagine di
Repubblica.it, nelle colonne della sua rubrica Spy Calcio. "Per una questione di regolarità del campionato è giusto che la partita venga disputata". Il virgolettato riportato da Bianchi è quello di "un influente dirigente" della federcalcio e, dopo il ricorso in appello della società sarda nei confronti dello 0 – 3 a tavolino, è probabile che la gara tra Cagliari e Roma si debba giocare. L'ipotesi più probabile è quella di una penalizzazione in classifica per i rossoblu, con la Roma che dovrà guadagnarsi sul campo i tre punti ottenuti a tavolino, in nome della regolarità del campionato. La parola ultima spetta alla commissione disciplinare ma, ancor prima di conoscere la sentenza, la sensazione suscitata dalla questione è la triste e banale copia di tante altre vicende pallonare: fretta, giustizia sommaria, dilettantismo. Massimo Cellino, che si è autosospeso dalla carica di presidente per potersi difendere nelle sedi preposte, ha voluto forzare le istituzioni sbagliando clamorosamente tempi e modi. Le istituzioni, dal canto loro, non hanno saputo dare una risposta adeguata al reale problema degli impianti sportivi italiani. Il gesto pilatesco del lavarsi le mani, regalando tre punti alla prima e fortunata squadra che ha incrociato i destini dell'Is Arenas, ha il dolceamaro sapore dei Tarallucci&Vino. Aspettiamo fiduciosi l'ultima decisione sulla questione ma resta viva una consapevolezza: porte chiuse, semi aperte, spalancate, poco cambia. Lo spettacolo mostrato dai protagonisti è squallido e ormai non più credibile. Tra un Don Chisciotte molto poco sognatore transfugo sotto le palme di Miami e un manipolo di burocrati poco avvezzi alla giusta decisione finale, la differenza è sempre più difficile da individuare.