Ieri Senegal–Egitto è stata esattamente la partita che ci si aspettava: tesa, chiusa e giocata più con la testa che con i piedi. Non tanto spettacolo, pochi spazi e la sensazione costante che bastasse un singolo episodio per decidere tutto. Alla fine è andata così.
Il Senegal, secondo me, ha meritato qualcosa in più. Ha tenuto meglio il campo, ha spinto con più continuità e soprattutto ha dato l'impressione di voler vincere davvero la partita, non solo portarla ai rigori. L'Egitto ha fatto la sua solita gara ordinata, molto compatta, ma è sembrato più attendista del solito, quasi rassegnato a difendere lo 0-0.
Il gol nel finale è arrivato proprio quando la partita sembrava destinata a spegnersi. In quel momento si è vista la differenza di intensità: il Senegal ha continuato a crederci, l'Egitto un po' meno. Non direi una vittoria clamorosa, ma sicuramente una vittoria logica per come si era messa la gara.
Non è stata una partita da highlights, ma è stata una partita vera, da torneo importante. Nervi, duelli, pochi errori concessi. Alla fine, in match così, chi ha più coraggio viene spesso premiato. E ieri il Senegal ne ha avuto quel pizzico in più.