una comica a essere gentili....
Toh, multato il coro dei bimbi in curva. Mai successo in A
È la prima volta nella stagione che quell'insulto viene sanzionato. La Juve: «L'iniziativa continua»
MILANO, 4 dicembre 2013 - I grandi possono, i piccoli no. I grandi, quando il portiere dell'altra squadra rinvia il pallone, sono liberi di urlargli «merda » e quasi quasi nessuno se ne accorge. Sì, il codice di giustizia sportiva prevede multe a carico delle società per i cori ingiuriosi pronunciati dai propri tifosi all'indirizzo dei giocatori rivali, ma curiosamente non erano mai scattate in questo campionato. Mai fino a ieri, dopo che la domenica a Torino i quasi 13 mila bambini ospiti delle curve squalificate dello Juventus Stadium avevano scandalizzato mezza Italia replicando quel coro che i grandi sono soliti intonare. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha inflitto l'ammenda di 5 mila euro alla Juve «per avere suoi (giovanissimi...) sostenitori rivolto ripetutamente a un calciatore della squadra avversaria un coro ingiurioso ».
Precedente Abbiamo passato in rassegna tutti i comunicati di questa stagione relativi alla Serie A, entrati in un certo senso nella storia per le sanzioni esemplari contro il razzismo, con la raffica di curve chiuse, comprese quelle bianconere. Per il resto, le multe di poche migliaia di euro sono relative a fumogeni o petardi, fasci di lucelaser, cori contro l'arbitro, con la chicca di un'ammenda di 4 mila euro inflitta al Sassuolo perché un suo sostenitore aveva lanciato una scarpa in campo provocando una breve interruzione della partita. Nessuna multa, invece, per i cori ingiuriosi ai danni di un calciatore, e in particolare per quel «merda» di cui Brkic è stato l'ultima vittima. Eppure allo Juventus Stadium viene udito a ogni partita e anche da altre parti rappresenta una becera quanto vecchia consuetudine. Beninteso, qui non si stanno giustificando i bambini (o meglio, i loro educatori), ma si sta ponendo in evidenza una certa schizofrenia nel meccanismo di irrogazione delle sanzioni. Il giudice sportivo più volte ha fatto notare di agire come un notaio che prende atto di quello che arriva sulla sua scrivania, e cioè del referto arbitrale e del rapporto stilato dai collaboratori della procura federale. In questa stagione non sono mai stati segnalati in Serie A cori come quello pronunciato dai bimbi a Torino, e in generale si tratta di casi piuttosto rari, a differenza degli insulti all'arbitro. Evidentemente domenica le orecchie di chi doveva sentire erano più attente, tant'è che la segnalazione è arrivata non solo dagli uomini della procura ma anche dal quarto uomo. L'effetto mediatico che sin da subito si è scatenato, vista l'eccezionalità del fatto, ha giocato un ruolochiave.
Reazioni La Juve ha accolto con «sconcerto» la notizia dell'ammenda precisando che «non intende avviare l'iter consueto su una vicenda che non merita alcun ricorso». L'iniziativa Gioca con me... Tifa con me ha suscitato «emozione e apprezzamento », tanto che il club bianconero la replicherà il 14 contro il Sassuolo, «con l'auspicio che presto gli usuali frequentatori degli stadi (non solo dello Stadium) possano trovare modalità civili di interazione con i protagonisti in campo e tolleranti tra loro». Contro la multa s'è scagliato il presidente del Coni Giovanni Malagò: «Non sono d'accordo nel modo più assoluto. Non si può mettere sullo stesso piano i cori degli ultrà con quelli di ragazzini che magari vanno per la prima volta allo stadio e hanno magari un genitore con poca cultura sportiva ».
Fonte: GdS (articolo a firma di Marco Iaria)