Dal sito del nostro "amico" Fabrizio Bocca:
"Fuori dalla nazionale per l'applicazione del codice etico. Tocca a De Rossi per il famigerato pugno a Icardi durante Roma-Inter. E tocca anche a Berardi in campo per 45 secondi e poi espulso per una gomitata a Molinaro durante Sassuolo-Parma. Con una differenza: Berardi è stato espulso dall'arbitro stesso, De Rossi no, non è stato visto dall'arbitro, l'ha fatta franca ed è stato pizzicato dalla tv. Con tutte le possibili conseguenze anche di una squalifica con prova tv.
Non credo che ci sia nulla da meravigliarsi, è la regola, non è la prima volta. Il problema casomai può essere un altro, ed è quello dell'influenza della tv su decisioni del genere. E' la tv infatti – in particolare Sky – che con le sue telecamere scandaglia le aree di rigore, va a trovare tutti i gesti scorretti. Facendo il suo lavoro, certo. Ma finendo con lo sbattere essa stessa sul tavolo di giudici sportivi e ct il materiale su cui prendere decisioni importanti.
Uno dei grandi problemi degli arbitri ormai è quello di districarsi in quelle risse che si formano in area di rigore in occasione dei calci da fermo e in genere di tutte le azioni. I giocatori ormai si mettono letteralmente le mani addosso, si afferrano per le maglie, si tirano colpi proibiti, cercano di fermarsi a tutti i costi. E' così perché abbiamo ormai accettato, purtroppo, un calcio muscolare, distorto in questa maniera. I difensori abbrancano gli attaccanti, alcuni centrocampisti o attaccanti bloccano invece i difensori per impedir loro di intervenire su compagni che nel frattempo si sono spiazzati. Una specie di guerra di posizione. Un tipo di gioco che ha fatto diventare il calcio molto simile al rugby e alla pallanuoto, dove i colpi proibiti praticamente non si vedono perché sotto il pelo dell'acqua. Solo le telecamere riescono a infilarsi in una quindicina di persone intrecciate in area. Ma nemmeno loro possono vedere tutto, e in ogni caso ci sono sempre un operatore e un regista che scelgono quali immagini mandare a seconda di come la vedono loro. Che non sono arbitri o giudici sportivi, ma uomini di tv.
Le telecamere cercano più o meno a caso nelle aree di rigore. In certe partite tra l'altro sono anche in numero maggiore di altre. Se fai una scorrettezza a Sassuolo o Catania hai hai più probabilità di farla framca rispetto all'Olimpico di Torino, Roma, San Siro o il San Paolo. E un'inquadratura passata e ripassata in tv indirizza abbastanza anche le conseguenze disciplinari. Non che De Rossi non se la meritasse questa esclusione dalla nazionale – che in qualche maniera anticipa anche la decisione del giudice sportivo – ma quanti casi così ci passano sotto il naso senza nemmeno accorgercene? Quale garanzia c'è di uniformità di ricerca. Rispondo facilmente io: nessuna.
E' la tv che decide chi è buono e chi è cattivo."