che poi, veramente, la presa per il culo tra noi e loro ci starebbe tutta e sarebbe anche divertente. una volta lo era.
a me quello che fa veramente schifo e' 'sta cultura demmerda, i 20k like che ci ha una pagina facebook dove un kogliòne attacca ritagli estrapolati dal contesto prendendosela con gente tranquilla proprio perche' sa che cosi' arriveranno migliaia di like e poi magari un giorno ci fara' un libro - come quell'altra merda di kansas city, che fingeva di scrivere per sdrammatizzare e poi quando c'era da sdrammatizzare davvero, dopo il 26 maggio, e' sparito dalla circolazione. la cultura che porta i the pills a postare su facebook una battuta contro la lazio anche se loro non sono romanisti "se non per influenza culturale", o i marta sui tubi a fare la stessa cosa perche' i lazzialisofasci. tutta gente arrogante coi piu' deboli e zerbino coi potenti, che non e' [ancora] un cazzo e sgomita, e che per acquisire consenso passerebbe sopra qualsiasi cosa pur di diventare qualcosa. l'insulto al laziale fa comodo, fa aumentare i followers su twitter, i like su facebook, e velocemente droga tutti i misuratori di consenso.
ecco quello che fa veramente schifo. e' la cultura di venti anni di berlusconi con tre quarti di stampa appecoronata a suo favore e l'altra quarto che ci ha paura di dire qualcosa contro, coi servi che intervengono ad ogni dibattito, su ogni fronte possibile, a dire quanto e' buono e bravo e bello. e' la stessa cultura che a noi che viviamo dentro al gra ci ha ossidato la punta del cazzo con totti che e' tanto un bravo ragazzo, che nasconde sotto il tappeto tutte le sue frustrazioni e sbavature da uomo normale [e magari, essendo miliardario, anche inevitabilmente un po strònzo] perche' altrimenti cade dall'altare e non e' piu' semidio, e le truppe cammellate che occupano qualsiasi cazzo di spazio con l'eloquio del capitano.
ecco: e' di tutto questo che non ne possiamo piu', esattamente come non ne possiamo piu' della giustificazione in salsa rosa di venti anni di porcherie di berlusconi. non e' che siamo invidiosi o abbiamo gli occhi foderati di prosciutto e non vediamo la sua classe: lo vediamo che a calcio ci sa giocare e bene, lo sappiamo che sono venti anni che gioca con la stessa maglia [miliardi o non miliardi, onore a lui], sappiamo che ha vinto un mondiale con l'italia e uno scudetto, 2 coppe italia e 2 supercoppe con la roma. sappiamo riconoscere un calciatore, abbiamo riconosciuto la classe di baggio come quella di le tissier, riconosciamo anche la sua.
e' tutto il resto che ci ha sfasciato il cazzo. i record tagliati su misura, il patrimonio del calcio mondiale, la trasmissione completa della processione di tutti i calciatori della roma a dargli il bacetto prima del derby e ilary blasi inquadrata in tribuna mentre la lazio attacca ed e' dentro l'area di rigore della roma, i titoli dei giornali, i sottotitoli dei giornali, e truppe mandate a strillare ad ogni trasmissione televisiva o radiofonica, su ogni testata giornalistica, su tutti i siti internet di calcio, sui social network, dovunque. mi hanno detto che ieri qualcuno - forse piccinini - ha detto che fischiare totti al momento della sostituzione e' una vergogna per il calcio [non l'ho sentita, ma l'hanno riportata quindi potrebbe anche essere sbagliata, ma il senso e' quello].
e' questa cultura qua, che passa dalla santificazione a tutti i costi di uno che, sarebbe bene riconoscerlo, magari ogni tanto si comporta da vero strònzo, dagli insulti per influenza culturale giustificati [e se rispondi "paghi da beve"], dall'aumento costante dell'applauso a chi mette alla gogna persone miti estrapolando pezzetti di conversazione con l'applaudito che misura costantemente il rumore per verificarne il progresso nel consenso, e' questa cultura, dicevo, che e' insopportabile, perche' e' insopportabilmente piatta e squallida.