Diciamo la verità: 'sti rigori dati alla Juve...

Aperto da porgascogne, 05 Ott 2014, 21:21

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Sliver

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Grandissimo Pikkio, lo zenit in queste ore surreali e ridicole.

Questa mattina su FB, preso da un rantolo di pena per un caro amico difettoso, gli ho scritto questa sorta di lettera aperta, rivolta a chi di loro usa ancora il cervello. Al momento l'80% delle loro risposte è pietoso.
;)
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Ve lo dico in premessa: ve sto attacca' un siluro senza fine. Siete avvertiti.
Il calcio, per molti di noi, è la cosa più importante tra quelle meno importanti. Ci accaloriamo come pazzi e perdiamo tanto di quel tempo appresso a 'sto pallone per ragioni oscure anche all'antropologia, alla sociologia e alla psicologia sociale.

Anche stavolta, dopo i "fatti di Torino", è partita la giostra volante dell'incudine e del martello. Giostra feroce, sarcastica, anche "violenta", ma comunque parte del gioco e delle sue consuete cerimonie infantili.
Domenica sera, però, la testimonianza diretta di un vecchio amico romanista, stravolto da un dolore sordo, saturo, senza sbocco, ha ridotto di un po' i decibel della mia personale soddisfazione (come succede nel permanente derby capitolino), facendo scattare alcuni pensieri seri.

I pensieri poi si sono trasformati in incredulità dopo aver letto l'interrogazione parlamentare bipartisan alla Consob "per turbativa di mercato" di alcuni noti deputati romani e il twitter rievocativo del vice-presidente della regione Lazio ("E' dal gol di Turone che è questione di centimetri.."), e dopo aver ascoltato il commento anti-juventino in diretta, su Rai tre (Gazebo), di una importante firma dell'Espresso.

Attorno a questo pallone ammaccato, in fin dei conti, si rispecchia un "dibattito" utile per capire questo strano paese e questa strana città.

Succede che segni e sintomi della (spesso giustificata) polemica velenosa su arbitri, corruzione e "poteri forti" si trasformino in una lettura paradigmatica della e sulla società, della politica, dell'economia.

Succede che stimati amici, professionisti, giornalisti, attivisti, quelle stesse persone capaci di analisi sofisticate e intelligenti in ogni ambito umano, decidano di dismettere i raffinati strumenti, infilandosi in tunnel senza uscita.

A voi sono dedicate queste righe, senza perculeggiamenti o moralismi.
Partiamo dai dati che minano le basi della verità inattaccabile che da domenica sera circola come un nuovo mantra collettivo: partita gestita a senso unico, decisa da tre gol irregolari della Juve. Assumo e sintetizzo le "controinchieste" che girano da due giorni:

-Come avreste reagito se al posto di Marchisio fosse stato atterrato Totti, davanti al portiere, con un fallo da ultimo uomo? Marchisio forse eccede nella caduta, ma il fallo sembra netto e avrebbe portato alla conseguente espulsione del difensore.

-L'arbitro Rocchi, già protagonista di altre sciagure (il primo derby dello scorso anno, espulsione creativa di Dias), con la coscienza sporca, entra in confusione e concede un rigore inesistente alla Juve. Il gomito di Maicon colpisce la palla fuori dall'area.

-Il rigore per la Roma nasce da un fallo per niente chiaro di Chiellini su Nainggolan. Poi, prima della battuta del calcio di punizione, Totti e Lichsteiner si trattengono a vicenda, ma viene punita (giustamente, dico io) la stupidità del terzino che continua a strattonare senza guardare la palla.

-Il rigore su Pogba è regolare, il giocatore viene colpito sulla linea dell'area (stessa cosa avvenne a Gervinho a Inter-Roma dello scorso anno). L'ulteriore recupero è giustificato dall'infortunio di Caceres che si ferma pochi secondi prima, offrendo a Gervinho la possibilità di segnare il 3 a 1. L'ivoriano fa bene a continuare in assenza del fischio dell'arbitro, ma a parti invertite, non vi sareste incazzati se un giocatore bianconero avesse proseguito l'azione nonostante la richiesta di interrompere il gioco?

-Il gol di Bonucci, alla luce del regolamento, è regolare: è un giocatore della Roma che impalla parzialmente il portiere, che comunque vede partire il tiro, e Vidal è ad almeno 3 metri dall'estremo difensore.

-Morata viene espulso nonostante subisca la reazione aggressiva di un difensore giallorosso.

Partita vera, bella, dura, caotica, arbitrata male, dove però non emergono i segni inequivocabili del piano a tavolino, diventato ormai un affare di stato. In tutto questo, ovviamente, sparisce l'analisi della partita giocata, la presa d'atto che (purtroppo per voi) quei maledetti gobbi sono ancora fortissimi.

Invece di concentrarsi sulla forza di una squadra che quest'anno (purtroppo) ha tutti gli strumenti per competere per tutti i titoli, scatta un vittimismo che rischia di fare danni (come io spero) soprattutto a se stessa, costruendo in primis un alibi gigantesco per giocatori, società e ambiente. Rassegnazione o "clandestinità" (portarsi via il pallone) è il bivio all'orizzonte, per non affrontare in faccia il vostro lato oscuro.
Il lato oscuro. Quello che vi accompagna ogni volta che vi innamorate di un immaginario manicheo e artificioso. La vostra coperta di Liunus che vi riscalda nelle paure e nelle sconfitte del viaggio.

Colpisce vedere gente che non si dà pace né spiegazioni, che vede in questa partita il segno della società "ingiusta e malata", che trasforma la comprensibile incazzatura in un complotto in scala che presuppone l'esistenza di una forza oscura e superiore, ineffabile e totalizzante che muove i fili del destino. Davanti all'impero del male, l'impero del bene rischia di accontentarsi sempre di una sconfitta mascherata da vittoria morale.

(Per evitare equivoci: ogni storia collettiva nel calcio, come ogni tifoseria, ha la sua faccia oscura. Figuriamoci quella della mia parte, spesso una ferita aperta e dolorante. Non sto facendo la classifica dei tifosi, non me ne frega niente, ognuno ha i suoi buoni motivi per tifare una squadra e odiarne un'altra. Non mi interessa fare proselitismo).

Per una volta, una soltanto, non sentite la necessità di emanciparvi da questa sceneggiatura, da questa tara nefasta che ha segnato la storia recente e passata?

Generazioni intere cresciute con il mito di un gol inventato (è ormai storia la manipolazione della moviola sul "caso Turone"); le bandiere già stampate "Roma campione d'Europa" del 1984; il giro di campo del sindaco Signorello prima di Roma-Lecce del 1986; il falso storico di un trofeo a inviti (la coppa delle Fiere) trasformata d'ufficio nel corrispettivo della coppa Uefa; le tante finali perse in casa (Uefa, Coppa Italia, il 26 maggio) segnate sempre da quel piglio da sicuri vincitori della vigilia; i record dei record, spesso inutili o presunti, sfornati alla bisogna per ingrossare un marketing che non vede riposo.

Nel momento topico di uno scontro agonistico – la finale, la partita clou, l'evento storico - la sconfitta non è una possibilità che si dà nel vostro orizzonte, ma si presenta sempre con la faccia della beffa incredula, del tradimento ontologico della "natura" del romanista e della As Roma.

Soltanto lo scherzo del destino, l'imprevista giravolta della Dea bendata, la turbativa dolosa di qualche "potere forte" possono spiegare questi schiaffi alla Storia.

A Torino, le reazioni spropositate di alcuni giocatori in campo, la sviolinata di un Garcia ex uomo fair play (a mimare le provocazioni mitomani di Mourinho), i gestacci in tribuna sembrano il copione di una "pedagogia climatica" che produce sindrome di accerchiamento.

Una vocazione accentratrice e "autoritaria" (nel suo obiettivo fondativo, nel 1927, di schiacciare la pluralità sportiva cittadina: la as Roma doveva essere l'unica squadra della capitale e del regime) che nemmeno l'epica popolare autentica di Testaccio è riuscita a controbilanciare, tramandando di generazione in generazione l'autopercezione collettiva di una superiorità "genetica", che passa per l'autoassegnazione del titolo supremo di epigoni della "romanità", dei tifosi più tifosi del mondo, gli antagonisti unilaterali dello strapotere del nord (nonostante la bacheca un po' sguarnita), gli integerrimi nel calcio malato, i resistenti alle lobby economiche.

In questo modo siete diventati oggetto del marketing diretto o indiretto di chi investe su questa "attitudine": dalle video cassette del Corriere dello sport su Assuncao, Renato o Tomic alle breaking news sul cane di Totti che salva bambini a Sabaudia, passando per l'esaltazione lisergica di un Zeman ormai controfigura di se stesso (il detentore del record peggiore della storia dei derby, colui che diede il meglio sulla panchina biancoceleste!) fino all'iniziativa di Pallotta di trasformare il simbolo della As Roma 1927 in un sintetico, epigrafico e megalomane "ROMA" e basta.

Immaginate la stessa operazione a Madrid, Parigi o Londra. Immaginate le reazioni di media e tifosi.
Invece, basta scavare un po' ed escono fuori i fatti di un mondo in cui sono pochi gli eroi senza macchia e paura: 30 anni di "Paparelli a Prima Porta" canticchiati con il sorrisetto sardonico di chi se lo può permettere; 20 anni di puncicate goliardiche finite di recente al centro di una pubblica ammenda in un comunicato della curva sud; da una parte il dito puntato (giustamente) sulle derive fasciste della Nord, dall'altra la sostanziale indifferenza o minimizzazione nei confronti della propria curva, che detiene il record della presenza indisturbata per diversi anni di uno striscione di un gruppo diretta emanazione di un partito politico neo-fascista; una società, e un dirigente in particolare, graziati in piena moggiopoli (quello si, potere vero, ma più striato e differenziale rispetto alle letture di comodo) nonostante prove certe e imbarazzanti; il ruolo oligarchico e pervasivo della Unicredit nel gestire un debito mostruoso, contro prassi, regole e regolamenti; l'investimento decisivo del marchio Sky nella Roma americana; la vicenda speculativa dello stadio di Tor di Valle, che va avanti tra i silenzi imbarazzati di tanti attivisti-tifosi o politici distratti.

L'impressione è che il vero ostacolo al vostro successo sia questa corazza identitaria immaginaria che impedisce di misurarvi con il mondo del calcio per quello che è: un posto allo stesso tempo di merda e di passione, felicità e corruzione, merito e culo, dove si vince e si perde certamente per tanti motivi: economici, sportivi e tecnici.

Dove non vige la sospensione del capitalismo, dove la Fiat conte e tanto, ma all'interno di una "classe di potere" plurale composta da filiere bancarie, commerciali, speculative e mediatiche. In cui anche la As Roma, come molte altre società, con il suo pedigree e questo presente, non può vantare alcuna speciale estraneità antisistema.

Dal mio punto di vista, spero che continuerete a sentirvi i tifosi più tifosi dell'universo. Sarebbe una garanzia per la mia parte (e per questa città ;-)).

Ma lo dico a te, amico mio giallorosso che domenica sera mi hai fatto preoccupare (tu che conosci la storia, non quei tifosi occasionali o d'acqua dolce che non sanno nemmeno di cosa parliamo): fattene una ragione, affila le tue armi da guerra (solo giocata) e torna a respirare tra i comuni mortali. Domenica hai perso perché loro hanno giocato meglio. Succede.

Leoomshford

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Citazione di: GuyMontag il 07 Ott 2014, 14:02
Chiedo scusa a pikkio ma - dato che, anche grazie a voi, ho scoperto facebook - gradirei condividere questo testo, che racchiude un po' (io sarei stato più verboso) il summa del nostro pensiero...
Posso?

So scemo io, o non c'è il testo?

gesulio

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Citazione di: Sliver il 07 Ott 2014, 14:36


:hail:
purtroppo, essendo tuo amico, ho potuto assistere alla reazione sulla tua bacheca, a base di innumerevoli e disgustosi grugniti dai toni esoterici di qualche povera bestia che ha trovato pure il coraggio di commentare, sprezzante del pericolo di aggiungere vergogna alla vergogna.

parole al vento.

porgascogne

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Sli', ma come cazzo te va
per me resta valido quanto scriveva l'ottimissimo (appropo', ma che fine ha fatto?) Drake: "Pensare di poter parlare di calcio con un romanista è come credere che si possa dialogare con un cane mettendosi ad abbaiare."

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ralphmalph

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Bellissimo sliver, visto anche io su FB grazie a un amico comune che ti ha citato. Parole al vento

Juvek

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Citazione di: porgascogne il 07 Ott 2014, 14:48
Sli', ma come cazzo te va
per me resta valido quanto scriveva l'ottimissimo (appropo', ma che fine ha fatto?) Drake: "Pensare di poter parlare di calcio con un romanista è come credere che si possa dialogare con un cane mettendosi ad abbaiare."
questa è da "Oscar" ...Wilde   :beer: :beer: :beer: :D :D :D

arkham

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Beato Silver che je va de fa' beneficenza.



JoeStrummer

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Pikkio

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Citazione di: Sliver il 07 Ott 2014, 14:36
[...]
ma per carita'. niente pena, e ringrazia[mo] iddio che anche stavolta non capiranno.

Citazione di: gesulio il 07 Ott 2014, 14:35
senza dubbio
nell'ammucchiata di merda che e' riuscito a comporre e mettere insieme in quelle cinque righe che ho riportato, e' questo a mio avviso il passaggio chiave.
senza dubbio. cioe': e' cosi'. 1263 like. in crescita.
che' mediamente si sa, va cosi': uno a sette/otto anni diventa dalla juve [o della roma, o della lazio] perche' cerca una rivincita sociale. perche' si sa, come te cascano i denti davanti te viene la coscienza sociale.

tutti noi tifosi, compreso il celenterato da tastiera autore di questo importantissimo saggio sociologico, potremmo raccontare dove nasce il percorso che ci ha portato a tifare questa o quella squadra: parenti indottrinatori, calciatori illuminanti, conflitti coi genitori e chissa' quante altre cose. tutti, tranne, senza dubbio, quelli della juventus, che a sette anni non sanno come sentirsi importanti anche se non contano niente.
dov'e' che ho gia' sentito sta frase?

Nesta idolo

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Tarallo

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Lasciate
Perde


Davvero. Io ci ricasco, e come vittima posso dirlo a ragion veduta: lasciate perde. Postate anche cose così su FB, almeno di passa agli atti che c'è un'altra versione dei fatti.
Ma non vi mettete a discuterci. Lasciate perde.

FeverDog

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Citazione di: porgascogne il 07 Ott 2014, 14:48
Sli', ma come cazzo te va
per me resta valido quanto scriveva l'ottimissimo (appropo', ma che fine ha fatto?) Drake: "Pensare di poter parlare di calcio con un romanista è come credere che si possa dialogare con un cane mettendosi ad abbaiare."


Che spettacolo... In firma!

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GuyMontag

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GuyMontag

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Citazione di: Sliver il 07 Ott 2014, 14:36
...

Troppo stringato per i miei gusti  ;)

E poi ti rivolgi ad un immaginario tifoso. Che non esiste.
Se capisse non sarebbe poi così romanista.

Ulissechina

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Ulissechina

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Citazione di: Pikkio il 06 Ott 2014, 15:13
che poi, veramente, la presa per il culo tra noi e loro ci starebbe tutta e sarebbe anche divertente. una volta lo era.

a me quello che fa veramente schifo e' 'sta cultura demmerda, i 20k like che ci ha una pagina facebook dove un kogliòne attacca ritagli estrapolati dal contesto prendendosela con gente tranquilla proprio perche' sa che cosi' arriveranno migliaia di like e poi magari un giorno ci fara' un libro - come quell'altra merda di kansas city, che fingeva di scrivere per sdrammatizzare e poi quando c'era da sdrammatizzare davvero, dopo il 26 maggio, e' sparito dalla circolazione. la cultura che porta i the pills a postare su facebook una battuta contro la lazio anche se loro non sono romanisti "se non per influenza culturale", o i marta sui tubi a fare la stessa cosa perche' i lazzialisofasci. tutta gente arrogante coi piu' deboli e zerbino coi potenti, che non e' [ancora] un cazzo e sgomita, e che per acquisire consenso passerebbe sopra qualsiasi cosa pur di diventare qualcosa. l'insulto al laziale fa comodo, fa aumentare i followers su twitter, i like su facebook, e velocemente droga tutti i misuratori di consenso.

ecco quello che fa veramente schifo. e' la cultura di venti anni di berlusconi con tre quarti di stampa appecoronata a suo favore e l'altra quarto che ci ha paura di dire qualcosa contro, coi servi che intervengono ad ogni dibattito, su ogni fronte possibile, a dire quanto e' buono e bravo e bello. e' la stessa cultura che a noi che viviamo dentro al gra ci ha ossidato la punta del cazzo con totti che e' tanto un bravo ragazzo, che nasconde sotto il tappeto tutte le sue frustrazioni e sbavature da uomo normale [e magari, essendo miliardario, anche inevitabilmente un po strònzo] perche' altrimenti cade dall'altare e non e' piu' semidio, e le truppe cammellate che occupano qualsiasi cazzo di spazio con l'eloquio del capitano.

ecco: e' di tutto questo che non ne possiamo piu', esattamente come non ne possiamo piu' della giustificazione in salsa rosa di venti anni di porcherie di berlusconi. non e' che siamo invidiosi o abbiamo gli occhi foderati di prosciutto e non vediamo la sua classe: lo vediamo che a calcio ci sa giocare e bene, lo sappiamo che sono venti anni che gioca con la stessa maglia [miliardi o non miliardi, onore a lui], sappiamo che ha vinto un mondiale con l'italia e uno scudetto, 2 coppe italia e 2 supercoppe con la roma. sappiamo riconoscere un calciatore, abbiamo riconosciuto la classe di baggio come quella di le tissier, riconosciamo anche la sua.
e' tutto il resto che ci ha sfasciato il cazzo. i record tagliati su misura, il patrimonio del calcio mondiale, la trasmissione completa della processione di tutti i calciatori della roma a dargli il bacetto prima del derby e ilary blasi inquadrata in tribuna mentre la lazio attacca ed e' dentro l'area di rigore della roma, i titoli dei giornali, i sottotitoli dei giornali, e truppe mandate a strillare ad ogni trasmissione televisiva o radiofonica, su ogni testata giornalistica, su tutti i siti internet di calcio, sui social network, dovunque. mi hanno detto che ieri qualcuno - forse piccinini - ha detto che fischiare totti al momento della sostituzione e' una vergogna per il calcio [non l'ho sentita, ma l'hanno riportata quindi potrebbe anche essere sbagliata, ma il senso e' quello].

e' questa cultura qua, che passa dalla santificazione a tutti i costi di uno che, sarebbe bene riconoscerlo, magari ogni tanto si comporta da vero strònzo, dagli insulti per influenza culturale giustificati [e se rispondi "paghi da beve"], dall'aumento costante dell'applauso a chi mette alla gogna persone miti estrapolando pezzetti di conversazione con l'applaudito che misura costantemente il rumore per verificarne il progresso nel consenso, e' questa cultura, dicevo, che e' insopportabile, perche' e' insopportabilmente piatta e squallida.
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GuyMontag

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Ma poi a me dei rigori dati alla Juve non me ne frega un cazzo. Parliamone.
Che avrebbe dovuto dire l'Udinese che ha perso 2 punti per un rigore al 93' che cristo ma come si fa...

Quello che ha strapazzato le gonadi, è il complotto e tutto quel circo inverecondo di nani e ballerine che ci gira intorno, come ben ha evidenziato pikkio e certo non voglio ripetere le sue (di tutti noi) sensazioni.

Ecco, un ciceruacchio o un khalutz dovrebbero iniziare un post dicendo QUESTA STORIA DEL COMPLOTTO E' UNA CAZZATA, e MARCO CONIDI (uno a caso fra tanti) E' UNA MERDA OPPORTUNISTA, in quel caso potrebbero discutere poi di rigori ed interpretazioni.

Io ci metterei pure TOTTI E' LA QUINTESSENZA DELL'ANTISPORTIVITA' e GARCIA ME STA SUR CAZZO (questo perché per me il solo vederlo è come la sabbia nelle mutande), ma forse sono troppo estremista.

La metterei come precondizione perché uno dei loro poi possa mettersi a discutere qua se il gol di Turone era bono.

In caso contrario, ma de che stamo a parlà. Con chi stamo a parlà. Scusassero cari, ma via di qua...


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charlie

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Io a vederli rosicare così, tirare fuori le solite lagne, convincersi per l'ennesima volta di essere li mejodeimejo, sottratti dall'olimpo del calcio dal palazzo, ci godo il doppio.

Dinamo

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Piano piano ci riesco, grazie a Tarallo e Kappa  ;)

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