Citazione di: Mohammed Hussein il 07 Gen 2015, 12:14
E' stato fatto un mercato di prospettiva, in società hanno sperato che la gioia per la coppanfaccia potesse farci digerire una stagione sotto le righe. Evidentemente non hanno capito bene come funzionano qui le cose, e soprattutto ci si è messa di mezzo la grande stagione delle merde.
Ad oggi quel mercato assume un duplice significato: pessimo nel breve periodo, buonissimo nel medio-lungo.
Biglia e Anderson sono oggi, insieme a De Vrij e Candreva, i migliori giocatori della Lazio.
il tuo discorso ha senso, assolutamente, ma non contempla due elementi molto importanti a mio avviso:
1) il mercato è stato si di prospettiva ma anche di riparazione ai molti sbagliati negli anni precedenti; se dopo 3 anni da biava dias ti sei ritrovato con cana ciani e novaretti diciamo che qualche errore cè stato, più di uno
questo ha ritardato il mercato di prospettiva che già oggi avrebbe dovuto dare i suoi frutti, siamo in ritardo soprattutto considerando il punto 2
2) sei a roma e volente e nolente devi confrontarti con il tuo competitor principale, anzi unico, ovvero le cacche. e la società deve capire che la tifoseria non potrà mai accettare che il 5° bacino di utenza, non il 1° nè il 2° e il 3°, ma il 5°, veda arrivare giocatori importanti, mentre il 6° bacino d'utenza fa un mercato di prospettiva.
non basta, non può bastare.
e non valgono i discorsi come hanno fatto come ci sono riusciti, hanno fatto scelte diverse, che però non puoi non contemperare, seppur con altre proporzioni, nella tua gestione perchè non dovresti accettare che un club, che non è una strisciata, arrivi ad una tale differenza rispetto a noi.
questo è il punto centrale del discorso.
questo la tifoseria, intelligentemente, vede e capisce e questo genera malcontento.
e sempre per questo, la tifoseria intelligentemente, chiede uno scatto di reni, un colpo di recupero che serve a restringere in modo importante quel gap lì.
purtroppo il molto tempo perso, per me almeno 3 anni in cui non è stata realizzata alcuna crescita significativa, ad oggi impone un cambio di direzione importante, altrimenti lo stesso lavoro di prospettiva verrà continuamente depauperato perchè confrontato con un livello del competitor ancora più elevato, e questo sperando che non si verifichi un eventuale successo finale.
ecco dove sta l'errore grande della società in questi ultimi anni, che però ora, adesso, a gennaio, avrebbe l'occasione perlomeno di voler recuperare ulteriore terreno.