MAGICO QUEVILLYdi Alessandro Grandesso
La storia si ripete. Soprattutto in coppa di Francia, forse la più pazza delle competizioni europee. In finale quest'anno ci va una squadra di C, 14/a in C, il Quevilly che ai quarti aveva buttato fuori il Marsiglia (3-2 ai supplementari), vendicando così la finale del 1927 persa 3-0. Ma il 28 aprile, il Quevilly, come il Calais nel 2000 (che poi perse di misura contro il Nantes), proverà a vincerla la coppa contro il Lione, anche se sarà quasi un dettaglio perché i ragazzi di Brouard stasera il trofeo è come se l'avessero già vinto, rimontando il Rennes, 6/o in Ligue 1, sprofondato sotto i colpi di Herouat e di Laup, in gol all'ultimo assalto, al 93′. Al termine di una partita di calcio vero, su ritmi pazzeschi, con la passione come unico doping in campo come sugli spalti dello stadio del Caen. Il Rennes era anche partito bene andando subito in gol con Feret, ma poi forse ha subito anche l'impatto psicologico contro una squadra che si era già fatta giustizia nel 2009, negli ottavi. I bretoni hanno resistito soprattutto grazie alle spettacolari parate di Costil che ha ceduto al 64′ alla rete da urlo del panchinaro Herouat, un sinistro all'incrocio dopo un dribbling secco al limite dell'area. L'inizio della rivolta dei dilettanti culminata con il gol di Laup, servito da Herouat, un tiro quasi in scivolata, nell'ultimo sforzo per evitare i supplementari. Adesso, il Quevilly ha di nuovo appuntamento con la storia del calcio vero allo Stade de France, e magari anche con l'Europa League.
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