Storica voce di "Tutto il calcio minuto per minuto".
Non per fare la tiritera del passato che è meglio del presente e innescare la solfa dei bei vecchi tempi andati, ma un topic-omaggio a un modo di vivere il calcio che, forse giustamente, non esiste più.
Le partite su sky e mediaset sono fichissime, ma l'esperienza di un viaggio in macchina ad ascoltare i vecchi marpioni della Rai è unica.
Augurarsi che da un momento all'altro, da studio o in diretta dal campo dove gioca la Lazio, arrivasse un'interruzione con il vociare dei tifosi in festa, e attendere quei secondi che sembrano lunghissimi per poi sentire: Gol della Lazio, o la Lazio è in vantaggio. Fenomenale. Che goduria!
Bellissimo. Una specie di cordone ombelicale di amianto che mescola nostalgia, infanzia, sogno romantico del calcio che fu.
Se ne va anche Alfredo Provenzali, dopo Ciotti, Ameri e Bortoluzzi. Indimenticabile la sua voce pastosa e monocorde che con burocratica precisione, senza accentuare toni, stila l'elenco dei risultati e coordina da studio l'ordine dei collegamenti.
Mi vengono in mente mio nonno, mio padre, una radiolina un po' tumefatta, l'odore della cucina, l'atmosfera irreale ed extra-ordinaria della domenica alle 14.00.
E un calcio con poche immagini ma anche a digiuno di isterie e polemiche.