la slinguazzata di F. B. al tifoso dei cesaroni pora vittima della squalifica, la cui lettera, manco a farlo apposta, viene subito presa in considerazione . (evitiamo click facili, ecco il testo)
"Io abbonato alla Roma non ho fatto cori razzisti a Milano, perché non c'ero. E adesso non posso andare allo stadio, è ingiusto". Dibattito sulla lotta al razzismo
18 - dicembre - 2013 37 COMMENTI
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tifosi roma
In Bloooog! è arrivato un commento sulla lotta al razzismo che investe la sensibilità di molti e tocca gli interessi di tutti quelli che pur non essendo coinvolti e addirittura ripugnando il razzismo si trovano a pagarne le conseguenze. E giusto parlarne a parte.
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Il messaggio
Mi auguro che Bocca abbia la gentilezza di rispondere al mio quesito.
Sono un abbonato della Roma, per il primo anno, in curva sud. Lunedì scorso non ero a Milano assieme ai 1700 in trasferta, ma seduto a casa mia a Roma sul divano.
Quindi non posso essere tra coloro i quali hanno lanciato i cori razzisti contro Balotelli, ciononostante per ben due partite non potrò recarmi allo stadio ed usufruire del mio abbonamento pagato 240 euro (che se lo dividiamo per le partite in casa che nel caso mio erano 18 fa circa 14 euro a match). Quest'anno è già la terza partita per altro in cui la curva sud è stata chiusa.
Ora mi sembra evidente che io non solo non ho alcuna colpa per quanto accaduto a Milano, ma risulto chiaramente dannegiato nei miei diritti ed anche dal punto di vista economico.
In questo caso la faccenda è eclatante perchè per meno di 1000 persone che hanno intonato cori razzisti ne vengono punite per ben 2 turni 13.000 e rotti domenica prossima e oltre 20.000 a metà gennaio.
Ma aggiungo che se anche i cori fossero partiti durante un match casalingo qualcuno deve spiegarmi cosa avrei potuto e dovuto fare io semplice cittadino per dissociarmi od impedirlo a rischio della mia incolumità o di quella dei poveri steward. La risposta è semplice non avremo potuto fare niente, perchè a) non è nostro compito b) avremo probabilmente fallito, c) avremo rischiato di venire aggrediti.
Ma torniamo al caso di Milano. I 1700 presenti a San Siro erano tutti debitamente schedati perchè in possesso di un biglietto nominativo e di una away card emessa dalla Roma. Sarebbe sufficiente che venissero colpiti quelli disabilitando le loro tessere di abbonamento per due match ma preservando il diritto di visione degli altri. Questo continuo sparare nel mucchio non educa nessuno ma spinge solo la gente normale e civile come me a riflettere bene sull'opportunità, il prossimo anno, di abbonarsi nuovamente visto il rischio concreto e non evitabile di non poter assistere a numerosi match per i quali in estate si è pagato un lauto prezzo.
Sarebbe da intentare una class action non fosse altro per il costo che una simile decisione avrebbe a fronte del danno di alcune decine di euro.
Questo è un paese incivile sia per i razzisti o gli ignoranti che fanno quei cori, sia per colpa di uno stato che non educa ma punisce i normali cittadini trattandoli alla stregua di mezzi criminali.
Quello che mi fa specie e concludo, attendendo una sua risposta, è che i giornalisti invece di appoggiare una norma cosi assurda, incivile, diseducativa ed illegale facessero pressione sul governo dello sport perchè venga rapidamente cambiata. Non si combatte cosi il razzismo di una minoranza rumorosa, ma si continua solo ad allontanare la gente normale dallo stadio!
Spero vivamente in una sua risposta punto per punto.
Cordiali saluti
Davide
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La risposta
Caro Davide
fai delle considerazioni sul tema della lotta al razzismo su cui è difficile non essere d'accordo almeno al 90%. Come lo combattiamo però il razzismo da stadio? Come ci comportiamo quando cori, fischi e ululati da scimmia partono da una moltitudine indistinta? Perché vedi se abbiamo un caso singolo, che so qualcuno che si approfitta della sua posizione per discriminare gente di colore, e può accadere in strada, in ufficio, in un'abitazione privata o anche in uno stadio, possiamo andare a perseguire il singolo responsabile. Ma se accade in una folla cosa possiamo fare? Pensa anche che delle telecamere riuscissero a inquadrare qualcuno mentre fa il verso della scimmia, sei sicuro che quelle immagini basterebbero per farlo condannare? Io dubito fortemente.
E perché, ti chiedo, in molti altri sport tutto questo non accade quasi mai? Perché c'è un problema di maleducazione molto diffusa che nel calcio ha attecchito. Lo dico spesso. Per dieci che ululano, ce ne sono altri cento che si accodano, e altri mille che lo trovano normale, perché in fin dei conti siamo allo stadio e così si fa.
Purtroppo ci vanno di mezzo delle persone normalissime, che non c'entrano niente, lo so. E me ne disiace. Ma succede così da sempre, ti ricordo. Anche 20 o 50 anni fa chi si abbonava rischiava che magari un campo venisse squalificato per le intemperanze di qualcuno o per qualcosa successo in campo. E anche per fatti successi in trasferta le cui conseguenze disciplinari vanno a pagare quelli che seguono la partita in casa. E' sempre stato un rischio "connesso" con l'acquisto di un abbonamento. Penso anche io che una "class action" avrebbe una certa ragione di essere, e sicuramente i tantissimi abbonati che non c'entrano nulla, semplicemente perché non andati in trasferta, potrebbero forse rivalersi in campo civile. Anche se non sarebbe la prima volta e non credo ci siano molti precedenti positivi. Una buona scelta, secondo me, è quella di non abbonarsi: del resto le società hanno fatto molto poco per civilizzare il calcio, per combattere il razzismo e anzi accarezzato certe frange ultras violente, intolleranti e razziste. Pensiamo ai giocatori della Lazio andati a chinare la testa sotto la curva per il semplice fatto di passarsela male in campionato. E dunque è giusto che ne paghino le conseguenze.
A chi dice che di quanto è successo nessuno si è accorto e nessuno ne ha parlato, dico solo che nemmeno io me ne sono accorto in diretta ma ne sono stato informato subito addirittura da persone del blog. E abbiamo detto quello che dovevamo dire, che quei cori non li avevamo sentiti, ma che se c'erano stati era giusto che si procedesse come si è sempre fatto. Le norme antirazzismo non sono certo la perfezione e arrivo a dire che sono anche parzialmente ingiuste, razziste a loro volta nei confronti di chi non ha fatto niente, ma sono state già molto annacquate. La penso più o meno come la storia dei tornelli e della tessera del tifoso: se servono a rendere uno stadio comunque meno pauroso e un po' più sicuro – non dimentichiamo quando ci fa comodo tutti gli episodi di violenza vera e brutale che hanno portato a tutto ciò – ce ne sobbarcheremo la sopportazione. E se una curva vuota serve a sensibilizzare un'intera tifoseria sulla tolleranza che viene data a chi ha reso dei settori dello stadio dei luoghi incivili, bene meglio la curva o l'intero stadio vuoto. Forse tra qualche anno avremo un calcio migliore. Spero.
La lotta al razzismo si fa sicuramente cercando di punire i responsabili, ma ricade su tutti, ognuno nel suo ruolo.