il meraviglioso bobolo si avvicinia alla storia dell'arte

Aperto da cbea, 01 Apr 2011, 13:18

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andujo

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Citazione di: Tarallo il 02 Apr 2011, 09:54
...
Certo ci sono anche piccole differenze. la parola Universita' non e' mai comparsa nella vita di Totti.
...

Non e' del tutto esatto: pare invece che la parola CEPU non sia mai comparsa nella vita del Borromini...

JoePetrosino

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ancora che ve stupite...
cerracchio va dove il maida lo conduce.....


ZanoniBC

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Mr. Mojo

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sul paragone, visto che ho letto cose strane..... (soprattutto da uno...):p

(ricevo da lettrice indignata e pubblico)
...il libro crea un parallelismo tra due "Francesco" importanti per la storia di Roma e forse dell'umanità, visto che uno dei due sicuramente lo è. Francesco Totti e Francesco Borromini. Borromini ha avuto la sfortuna di chiamarsi Francesco ed essere nato il 26 settembre come il pupone e per questo è stato scomodato.
che si fosse arrivati ormai al DELIRIO in questa città di lacchè lo sapevo, ma questo va oltre l'umana immaginazione.
oltre al parallelismo azzardato  (che non voglio nemmeno commentare, ci mancherebbe altro.. è talmente assurdo a prescindere che fa rimanere mortificati per chi lo ha prodotto.. come quando ascolti una barzelletta raccontata male..) facendo finta che non sia assurdo.. è anche sbagliato concettualmente.
nella eterna e classica diatriba tra G.Lorenzo Bernini e Francesco Borromini ho sempre preferito il secondo. nel '600 i due grandi architetti facevano grande Roma.
Bernini inventa il Barocco in scultura (egli è architetto e scultore), dopo che Pietro da Cortona lo aveva "inventato" in pittura, a 20 anni era famosissimo, idolatrato, talentuosissimo, prolifico, amatissimo in città, cercato e finanziato dalle più importanti famiglie della capitale, introdotto.. era quello che oggi chiameremmo vip,  ma con  merito ! bello, ricco, genio.. un Artista vero.. non si può rimanere indifferenti davanti le sue sculture, davanti il Colonnato di S. Pietro, "il ratto di Proserpina" davanti "l'estasi di S. Teresa"..
semplicemente, incondizionatamente un grande.
e qua l'autore fa lo sbaglio. visto che il tuo libro è un azzardo perlomeno nell'ambito dell'azzardo non sbagliare ancora di più. il parallelismo con il calciatore fallo con Bernini.. hanno dei punti in comune, la giovane età in cui comincia il successo, miti in città, romani, amati da tutti, talentuosi, un talento "facile" che piace a tutti.. senza se e senza ma e spalleggiati dai potenti.
lo accosta invece a Borromini.
non era di Roma, ombroso, lunatico, al di fuori degli schemi, non amato dai potenti e dalle famiglie nobili come il suo collega, non si affannava a cercar commissioni, intenso, depresso. e genio. puro.
le chiese da lui progettate non traboccano, come quelle del Bernini, ma sono ricche di soluzione originali, eleganti  dove l'artista cerca di inserire sempre il suo pezzo forte: accettando progettazioni di chiese con spazi angusti, impossibili, Francesco  sfruttava
lo spazio al millimetro, con i suoi giochi di linee concave e convesse che dilatano lo spazio, lo aprono, lo fanno andare oltre, come i sogni, come l'immaginazione.. concavo, convesso, concavo, convesso.. come la sua anima sempre in bilico..
cosa ci trovi in queste peculiarità caratteriali, umane, di vita (una vita difficile, patita nell'anima e nella materialità, morì pure suicida, a raffronto di quella splendida e ricca di successi e di denari del Bernini) con Totti idolatrato, amatissimo e dal talento che non va certo compreso, spiegato  ma è lì, facile,a portata delle folle.
perlomeno, se dovete DELIRARE delirate con un pò di apertura mentale. perchè è ovvio, è scontato, lapalissinano che se proprio dobbiamo azzardare... Borromini non avrebbe potuto che essere Laziale..



COLDILANA61

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Citazione di: Mr. Mojo il 07 Apr 2011, 17:54
sul paragone, visto che ho letto cose strane..... (soprattutto da uno...):p

(ricevo da lettrice indignata e pubblico)
...il libro crea un parallelismo tra due "Francesco" importanti per la storia di Roma e forse dell'umanità, visto che uno dei due sicuramente lo è. Francesco Totti e Francesco Borromini. Borromini ha avuto la sfortuna di chiamarsi Francesco ed essere nato il 26 settembre come il pupone e per questo è stato scomodato.
che si fosse arrivati ormai al DELIRIO in questa città di lacchè lo sapevo, ma questo va oltre l'umana immaginazione.
oltre al parallelismo azzardato  (che non voglio nemmeno commentare, ci mancherebbe altro.. è talmente assurdo a prescindere che fa rimanere mortificati per chi lo ha prodotto.. come quando ascolti una barzelletta raccontata male..) facendo finta che non sia assurdo.. è anche sbagliato concettualmente.
nella eterna e classica diatriba tra G.Lorenzo Bernini e Francesco Borromini ho sempre preferito il secondo. nel '600 i due grandi architetti facevano grande Roma.
Bernini inventa il Barocco in scultura (egli è architetto e scultore), dopo che Pietro da Cortona lo aveva "inventato" in pittura, a 20 anni era famosissimo, idolatrato, talentuosissimo, prolifico, amatissimo in città, cercato e finanziato dalle più importanti famiglie della capitale, introdotto.. era quello che oggi chiameremmo vip,  ma con  merito ! bello, ricco, genio.. un Artista vero.. non si può rimanere indifferenti davanti le sue sculture, davanti il Colonnato di S. Pietro, "il ratto di Proserpina" davanti "l'estasi di S. Teresa"..
semplicemente, incondizionatamente un grande.
e qua l'autore fa lo sbaglio. visto che il tuo libro è un azzardo perlomeno nell'ambito dell'azzardo non sbagliare ancora di più. il parallelismo con il calciatore fallo con Bernini.. hanno dei punti in comune, la giovane età in cui comincia il successo, miti in città, romani, amati da tutti, talentuosi, un talento "facile" che piace a tutti.. senza se e senza ma e spalleggiati dai potenti.
lo accosta invece a Borromini.
non era di Roma, ombroso, lunatico, al di fuori degli schemi, non amato dai potenti e dalle famiglie nobili come il suo collega, non si affannava a cercar commissioni, intenso, depresso. e genio. puro.
le chiese da lui progettate non traboccano, come quelle del Bernini, ma sono ricche di soluzione originali, eleganti  dove l'artista cerca di inserire sempre il suo pezzo forte: accettando progettazioni di chiese con spazi angusti, impossibili, Francesco  sfruttava
lo spazio al millimetro, con i suoi giochi di linee concave e convesse che dilatano lo spazio, lo aprono, lo fanno andare oltre, come i sogni, come l'immaginazione.. concavo, convesso, concavo, convesso.. come la sua anima sempre in bilico..
cosa ci trovi in queste peculiarità caratteriali, umane, di vita (una vita difficile, patita nell'anima e nella materialità, morì pure suicida, a raffronto di quella splendida e ricca di successi e di denari del Bernini) con Totti idolatrato, amatissimo e dal talento che non va certo compreso, spiegato  ma è lì, facile,a portata delle folle.
perlomeno, se dovete DELIRARE delirate con un pò di apertura mentale. perchè è ovvio, è scontato, lapalissinano che se proprio dobbiamo azzardare... Borromini non avrebbe potuto che essere Laziale..


Mamma mia !  :o

Che spettacolo di lettera !  :clap:

iDresda

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a favore della lettrice va anche il fatto che Bernini è nato a Napoli.
Perfetto per il paragone con il romanista medio


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anderz

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Citazione di: ZanoniBC il 30 Apr 2011, 15:10
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1557231129.html

era tutto vero!!!  :s :s :s :s :s :s :s :s :s :s

:asrm :asrm :asrm

ma che schifo.
Ennesimo esempio del degrado culturale a cui è sottoposto il nostro Paese, paragonare un calciatore (in questo caso un personaggio da du' spicci) ad un gigante del'arte.
Vergognatevi tutti.

ZanoniBC

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Citazione di: anderz il 30 Apr 2011, 15:40
ma che schifo.
Ennesimo esempio del degrado culturale a cui è sottoposto il nostro Paese, paragonare un calciatore (in questo caso un personaggio da du' spicci) ad un gigante del'arte.
Vergognatevi tutti.

non solo lo paragonano, hanno il coraggio di andare a presentare il loro capolavoro nella BIBLIOTECA CASANATESE!!! mavafffffffffffffffffffffff

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