Io non la farei così semplice, ogni persona/sportivo ha il suo carattere ed il suo equilibrio (più o meno precario) e non sempre è uno che si fa bastare la motivazione sportiva (arrivare al top) per stare tranquillo, sereno e contento.
Ringraziando il Signore Iddio siamo tutti differenti e quindi non per tutti è facile trovare la serenità. Felipe è sempre stato un ragazzo dal carattere estremamente sensibile, non certo un mostro di personalità (alla Nedved o CR7), risente molto della fiducia dell'ambiente nelle sue performances, ha il suo entourage familiare che se porta appresso ovunque (e anche questo da un chiaros egnale di cosa per lui sia importante per "sentirsi a casa"). E poi è un brasiliano e come molti di loro c'ha la "saudade facile". Questo non significa dipèingerlo come un minorato mentale ma soltanto come un ragazzo che ha bisogno di altro per riuscire a dare il massimo: non è militare nel PSG o nel Real, ne tantomeno dormì nel deposito di zio Paperone che gli basta per tirare fuori il massimo. Probabilmente ha bisogno di altro e questos econdo me non significa non avere motivazioni o non voler crescere come atleta fino ai massimi livelli, forse per arrivare a questo per lui è più importante trovare un "ambiente adatto".
D'altronde succede anche nel lavoro: io c'ho colleghi che sotto pressione e con il capo che gli mette il forcone al culo se sentono tiratissimi, motivatissimi ed eccellono.....a me fa l'effetto contrario perchè la pressione per me è na zavorra. Poi ho un capo che mi conosce e quindi mi mette nelle condizioni di autogestirmi la pressione e a quegli altri due je spacco puntualmente il c**o. Ognuno per performare al meglio ha bisogno di determinate situazioni ambientali ed emotive : fare il coach significa capire queste variabili