I campionati italiani: riforme o no? E come?

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Offline Goceano

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I campionati italiani: riforme o no? E come?
« il: 16 Lug 2021, 13:43 »
Si parla sempre di riforme dei campionati italiani, legate soprattutto ai costi insostenibili che ogni anno portano sempre più squadre verso il fallimento o addirittura a sparire completamente, come riformare mantenendo costi sostenibili?

Serie A quante squadre? Serie B? Lega Pro quanti gironi da quante squadre? Quante promozioni e retrocessioni?  Toglieresti il paracadute retrocessioni? Cosa introdurresti e cosa leveresti? Tanti gli argomenti interessanti e da discutere, che ne pensate ragazzi?


Offline Goceano

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #1 il: 19 Lug 2021, 13:24 »
https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/seriea/riforma-serie-a-si-discute-riduzione-squadre-e-playoff_35662252-202102k.shtml

Riforma Serie A, si discute: riduzione squadre e playoff
Il 21 luglio convocata l'Assemblea dove le squadre di Serie A valuteranno le possibili modifiche dal 2023/24

19 luglio 2021
La Serie A sta pensando di rifarsi il look. A spingere per un nuovo format del campionato italiano di calcio e più in generale una riforma del sistema è il presidente della Figc Gabriele Gravina. La prospettiva resa nota qualche mese fa è quella di cambiare pelle a partire dalla stagione 2023/24, ma il primo passo sarà il 21 luglio dove in Assemblea verranno discusse le possibili modifiche a partire dal ritorno alle 18 squadre.


Le società del massimo campionato italiano - stando all'ordine del giorno - si ritroveranno per valutare i possibili effetti di prossime modifiche al format della Serie A.

In particolare si parla della riduzione delle squadre dalle attuali 20 alle 18 auspicate dallo stesso presidente Figc, ma l'assemblea sarà anche l'occasione per provare a discutere dell'introduzione di eventuali playoff e playout. Il tutto non prima del campionato 2023/24, per i quali i cambiamenti però dovranno essere decisi con largo anticipo.

Nessun problema ci sarebbe invece per quanto riguarda i diritti tv anche con una riduzione delle squadre partecipanti. Durante le trattative nell'ultimo bando, infatti la Serie A si è riservata la possibilità di cambiare il format della competizione nelle prossime stagioni.

Offline Goceano

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #2 il: 27 Lug 2021, 19:10 »
https://www.fanpage.it/sport/calcio/il-nuovo-calcio-di-gravina-green-pass-per-i-calciatori-e-fusione-serie-b-serie-c/


il nuovo calcio di Gravina: “Green pass per i calciatori e fusione Serie B-Serie C”
Il Presidente Gabriele Gravina nell’ultima Assemblea federale si è soffermato sulle principali novità che attenderanno il calcio nei prossimi mesi e non solo: “Stiamo lavorando per un Green Pass obbligatorio sia per tifosi che per tesserati, e per un sistema più sostenibile. Dal 2024 ci potrebbe essere una fusione tra Serie B e Serie C”

Ha parlato il presidente della FIGC, Gabriele Gravina e ha anticipato diversi temi caldissimi che andranno a modificare il mondo del calcio nei prossimi anni. Una riforma, più che una rivoluzione, perchè avverrà in modo graduale e programmatico e che prevede, tra le altre novità, lo studio di una fusione dei campionati di Serie B e di Serie C, per rendere il sistema interamente più sostenibile, oltre alla spinta verso l'utilizzo obbligatorio del Green Pass allargato non solo ai tifosi che vorranno tornare a vivere le partite dal vivo in uno stadio ma anche per gli stessi tesserati.

Green Pass per tutti: tifosi e calciatori

Gravina nell'ultimo Consiglio Federale non si è tirato indietro sugli argomenti che stanno anticipando cosa accadrà dalla prossima stagione, la numero "zero" post Coronavirus, che vivrà di vaccinazioni e riaperture degli impianti. In quali misure e potenzialità, il presidente della FIGC non si è potuto ancora pronunciare perché sarà oggetto di dibattito serrato con le Istituzioni. Di certo, un appoggio alla campagna vaccinale arriverà anche dall'intero sistema calcistico con la richiesta del Green Pass per tifosi e per i tesserati: "La nostra proposta è in linea con quanto prevede il Governo italiano e la Federazione valuterà nell’agevolare la campagna vaccinale. Siamo anche pronti ad adottare provvedimenti di obbligatorietà al vaccino per tutti i tesserati. Potremmo arrivare anche al punto per cui chi non ha il vaccino non potrà svolgere una determinata attività".

La riapertura degli stadi ai tifosi
Il discorso vaccini e green pass va anche di pari passo con la questione riapertura stadi su cui si sta lavorando da tempo con varie soluzioni sul tavolo da valutare e presentare al Governo: "Non ci soddisfa il 50% perché diverrebbe inapplicabile utilizzando un seggiolino sì e uno no, si dovrà studiare un metodo ‘a scacchiera' e l'occupazione dei posti diversa dal solito. Lo abbiamo già fatto presente al Governo".

La riforma dei campionati e la fusione tra Serie B e Serie C
Infine, il cambiamento del format e della struttura dell'intero sistema calcistico, con la sostenibilità di un sistema che dovrà diventare più snello e meno dispendioso per tutti. Anche su questo, Gravina ha un modello ben preciso in mente e che presenta senza paure: "Si andrà oltre una Serie A a 18 o 20 squadre, si studiano format e situazioni sostenibili: una vera e propria rivoluzione con un impatto a livello di stabilità del sistema. C'è in agenda anche una possibile fusione tra due categorie, la serie B e la Serie C. Quando? Magari dal 2024 per permetterci di lavorare e trasformare senza traumi".

Offline simcar

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #3 il: 28 Lug 2021, 17:52 »
Riduzione di squadre, per fare meno partite, poi mettiamo i playoff? Sempre contrario ai playoff in serie A, al massimo un playout.

Online Gulp

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #4 il: 28 Lug 2021, 18:04 »
Per me l'unica riforma da fare è una C unica a 20 e poi dilettanti.
Oltre alla Coppa Italia con tutte le squadre professionistiche 3 sorteggio senza limiti dall'inizio.

20 squadre mi vanno benissimo.

Offline PARISsn

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #5 il: 28 Lug 2021, 21:26 »
la serie A deve rimanere a 20 squadre, per evitare il solito discorso che pero' con 20 squadre a meta' campionato ce ne sono gia' diverse che non hanno piu' nulla da chiedere ( che  poi mica  è tanto vero, quest'anno a 6 giornate dalla fine 9 ancora lottavano per la salvezza e altre 8 per i posti europa ), aumentare le retrocessioni a 4....unificare B e C con due gironi da 20 squadre ( girone del nord e girone del centro sud ) con le prime 2 di ogni girone promosse, e le ultime 2 di ogni girone in serie D e qui finisce  il calcio professionistico, tutto il resto diventa calcio dilettante dalla D in giu', che  poi sarebbe dilettante sulla carta perche  una societa' che ambisce a salire investirebbe cmq

Offline NEMICOn.1

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #6 il: 29 Lug 2021, 09:11 »
La serie A a 18 o 20 squadre è la stessa cosa , il problema è che ci sono tante squadre come Torino, Sampdoria, Fiorentina, Genoa che sono gestite da presidenti senza nessuna ambizione di competere e quindi viene meno l'interesse .
Introdurrei una finale Play-off per il settimo posto , tra la settima e l'ottava a condizione che non ci siano più di 3/4 punti di distacco e il Play-out tra la 18sima e la 17sima, anche qui a condizione che la distanza non sia più di 3/4 punti .
Sulla serie B non saprei, non mi convince l'ipotesi dei due gironi ; la vera riforma come già detto la farei per la Lega Pro con 4 gironi da 15-16 squadre più play-off .

Offline Rorschach

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #7 il: 29 Lug 2021, 09:23 »
La serie A a 18 o 20 squadre è la stessa cosa , il problema è che ci sono tante squadre come Torino, Sampdoria, Fiorentina, Genoa che sono gestite da presidenti senza nessuna ambizione di competere e quindi viene meno l'interesse .
Introdurrei una finale Play-off per il settimo posto , tra la settima e l'ottava a condizione che non ci siano più di 3/4 punti di distacco e il Play-out tra la 18sima e la 17sima, anche qui a condizione che la distanza non sia più di 3/4 punti .
Sulla serie B non saprei, non mi convince l'ipotesi dei due gironi ; la vera riforma come già detto la farei per la Lega Pro con 4 gironi da 15-16 squadre più play-off .

Per rendere il campionato più vivace, gli introiti si potrebbero distribuire sulla base delle vittorie un po' sulla falsariga di quello che avviene in Champions League, e non solamente sulla base del piazzamento. Il 'paracadute' per le retrocesse invece mi sembra si sia rivelato un boomerang per società in crisi che preferiscono farsi un anno di B per riprendere qualche milioncino.
Io parlo di semplice redistribuzione di quello che c'è, per garantire stabilità economico-finanziaria ci sarebbe invece da fare ben altro:
- obbligo di avere almeno n giovani della Primavera in campo;
- maggiori controlli sull'indebitamento;
- tetto massimo di giocatori di proprietà (per evitare le sperequazioni con squadre che detengono centinaia di cartellini in giro per lo stivale);
- eliminazione di formule fantasiose di acquisto che creano solo debito (obblighi di riscatto, bonus 'facili' etc.);
- salary cap proporzionale al fatturato.

Online Gulp

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #8 il: 29 Lug 2021, 10:14 »
Il paracadute è una misura essenziale per non fare fallire chi scende dalla A alla B, soprattutto se si tratta di squadre che sono in A da tanti anni (quindi hanno tutta la rosa con contratti da Serie A) e scendono a causa di una brutta stagione. Vengono sempre evidenziati i 10M che si prendono una volta, dimenticando che dalla A alla B si passa da circa 25M minimo di diritti televisivi a quasi niente. Una retrocessione è un terremoto, e non è detto che chi retrocede riesca a vendere tutti e subito. Se vogliamo che anche le piccole investano due soldi mantenendo questo stato delle cose, secondo me il paracadute non è eliminabile.

Una misura che invece per me potrebbe davvero aiutare le squadre dalla Sampdoria in giù sono le clausole di rescissione per retrocessione e la diminuzione di stipendio automatica in caso di retrocessione per tutti i contratti. Sono misure che esistono ma solo in forma facoltativa.

I bonus nei contratti e nelle compravendite sono uno dei modi con i quali la Lazio riesce a fare mercato e ad accontentare acquirente e giocatore.
Fare scattare un bonus significa aver raggiunto il risultato sportivo, di conseguenza con alta probabilità anche quello economico. Immobile, LA, Sergej, hanno contratti pieni di bonus, che hanno firmato puntando sulle prestazioni loro e della squadra. Inoltre con i bonus anche facili si posticipano i pagamenti, è ossigeno per situazioni come l'indice di liquidità.

I primavera obbligatori in campo non funzionano, così come i vari tetti delle rose (io sono molto perplesso anche sulla lista dei 25), ed è dimostrato da chi queste cose le ha in vigore, come la C, la D e altri campionati esteri. Qualsiasi misura che forzi a schierare in campo obbligatoriamente una squadra che non è la più forte per me è stupida. Anche perché i giovani dopo qualche anno non sono più giovani e vengono scaricati male. In alcuni stati dell'est Europa, dove questa regola è in vigore, ci sono state sostituzioni dopo 20 secondi. In Russia, da quando hanno aggiunto ulteriori restrizioni sugli stranieri per i club, hanno cominciato a fare schifo in Europa (era addirittura davanti al Portogallo!) e la regola ha creato un mercato inflazionato di giocatori nazionali che costano un botto, prendono altrettanto e avendo il posto garantito si impegnano pure poco. Eliminerei anche la storia degli extracomunitari, ha pochissimo senso quando si parla di giocatori milionari.

Ne acquista quando si parla di minorenni invece, infatti sugli acquisti under 18 sarei molto stretto. Il limite ai giocatori di proprietà, di prestiti in generale e prestiti alla stessa squadra dello stesso campionato per me sarebbe stato da mettere ieri (l'ultimo c'è in Inghilterra) così come il salary cap in base al fatturato (come in Spagna)
Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #9 il: 01 Ago 2021, 11:49 »
Rimanendo solo sulla formula per la serie A:
16 squadre e 4 retrocessioni.
Il playout a quel punto puoi farlo fra la 12a e la 13a. Bel pepe al culo, rimarrebbero solo  4 squadre fra il settimo posto che di regola ti porta in conference e i playout. Insomma crolla il numero delle partite fasulle/regalate.
Inoltre dai speranza a ben 4 squadre di B (le ridurrei a 18) che diventerebbe una sorta di cadetteria di lusso, con “grandi nomi” “dell’alta aristocrazia borghese”.
Elimini turni infrasettimanali del cazzo, dai più spazio a coppe e nazionale. Un win-win con giocatori meno stressati da troppi impegni, un livello di calcio più alto in cui veramente ogni partita è una battaglia.
Non farei playoff.
Tornerebbe la grande serie A, campionato altamente competitivo e tiratissimo, molto più interessante da seguire anche all’estero.

Offline Goceano

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #10 il: 26 Gen 2022, 14:29 »
Il sistema calcio merita di collassare visto quello che stanno permettendo ad alcune società...e Marotta se lamenta pure...ma vaffa...
Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #11 il: 26 Gen 2022, 14:38 »
Serie A a 16 squadre, così quando ti qualifichi in Europa ci punti e magari guadagni anche tanti soldi dalla Uefa. Niente play off scudetti ma play out per le retrocessioni. Facendo un campionato a 16 squadre non esisterebbero partiti inutili o partite biscotto nelle ultime giornate, ne guadagni anche dalle tv, sarebbero meno partite ok ma molto più interessanti. Oggi un salernitana - spezia o venezia - empoli ecc ecc, non credo che ci fai tanti spettatori e soldi.

Offline Goceano

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #12 il: 05 Feb 2022, 11:56 »
Ma quindi chi dovrebbero eleggere in Lega?

Offline Gio

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #13 il: 05 Feb 2022, 12:50 »
Le riforme sono un mezzo. Una vale l'altra. Per renderlo più appassionante e coinvolgere i famosi giovani, basterebbe renderlo competitivo. Se ci sono 6 o 7 squadre che ogni anno possono vincere il campionato, l'interesse rinasce.
Invece qui da noi vogliono vincere sempre loro e poi si lamentano dei giovani che si disinteressano.  Già sono fortunati che i vecchi tifosi restano ancora a guardare aspettando che accada qualcosa.
Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #14 il: 05 Feb 2022, 13:06 »
Riduzione di squadre, per fare meno partite, poi mettiamo i playoff? Sempre contrario ai playoff in serie A, al massimo un playout.

concordo, serie A a 16 squadre e play out.
Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #15 il: 05 Feb 2022, 14:11 »
Ma quindi chi dovrebbero eleggere in Lega?

Nel frattempo in Lega tirano fuori 'ste cose qui

https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/esclusiva-tmw-la-lega-progetta-un-torneo-con-tutte-le-20-di-a-negli-states-durante-il-mondiale-1642101

Perché, santoiddio, io una Bologna-Udinese giocata a Los Angeles non me la perderei per nessuna ragione al mondo
Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #16 il: 05 Feb 2022, 14:26 »
Mi pare di aver letto che una cosa simile fu fatta negli anni '80 (ma chiaramente giocando in Italia).
Al di là del format e della location secondo me diverse leghe nazionali penseranno a cose del genere (ma chiaramente non penso neanche io che possano generare chissà quali business, semmai giusto per tenere le squadre in allenamento).

Offline king

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #17 il: 06 Feb 2022, 17:59 »
Il primo punto di una qualunque riforma non può che essere la cancellazione della dinamo trigoria, il divieto della sua ricostituzione sotto altre spoglie, ed il 41bis, carcere duro, per chiunque ha collaborato con loro.

Fatto questo, si potrà poi discutere di calcio, etc...

Offline Goceano

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Re:I campionati italiani: riforme o no? E come?
« Risposta #18 il: 30 Giu 2022, 11:38 »
 

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