Il male oscuro del numero nove

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Il male oscuro del numero nove
« il: 04 Dic 2014, 21:06 »
Roberto Pruzzo: «Ogni tanto penso al suicidio»

Roma - «Ogni tanto penso che sia giunto il momento di togliermi dai co..., un po’ perché sono stanco, un po’ perché ho voglia di non rompere più le palle a nessuno. Ma poi accadono quelle cose che ti fanno pensare che è più forte lo spirito di sopravvivenza».

La confessione choc è di Roberto Pruzzo, centravanti genovese del Genoa degli anni ‘70 con cui segnò oltre 50 gol, e anche protagonista della **** del secondo scudetto, detto “O Rey di Crocefieschi”.

Lo scrive nell’autobiografia «Bomber» da cui è tratta questa considerazione in cui l’idolo di molti tifosi, persona da sempre di carattere introverso, confessa di dover fare i conti anche con la depressione e «l’uomo nero ogni tanto mi viene trovare».

Un riferimento evidente anche quando ricorda Agostino di Bartolomei, suicidatosi nel 1994: «Molti quando si spengono i riflettori faticano a ricordare chi sei. Penso al funerale di Agostino, compagno onesto, discreto, intelligente. Un uomo che ha scelto il suo gesto estremo in silenzio, senza dare troppo fastidio. Un gesto che riesco a comprendere, rispettare ed in alcuni casi capire».

Ma per fortuna ci sono «i miei amici di Dezza, cacciatori di un paese vicino a Lucca. Amici di tutta una vita - spiega Pruzzo -, che mi invitano a mangiare i tordi e le beccacce, quelli con cui cazzeggiamo tra uomini, gli stessi che riescono a farmi tornare il sorriso». Il libro sarà presentato ufficialmente martedì a Roma.


 

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