Anche da loro, se non erro, è passato quella "mano della morte" che è Baraldi.
da Wikipedia
"Nel 2001 l'imprenditore Calisto Tanzi, patron della Parmalat e della squadra di calcio del Parma, convince Baraldi a lasciare la Banca Monte Parma e ad entrare nel Cda del Parma e della Parmatour.
L'8 gennaio 2003 diviene Amministratore Delegato della Lazio, fortemente voluto da Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, banca controllante il club romano. Il suo compito è quello di sanare i conti della società biancoceleste, caduta in una grave crisi finanziaria a causa del crac della Cirio del finanziere Sergio Cragnotti. Progressivamente il potere di Baraldi si amplia, tant'è che assume anche la carica di Direttore Generale. In questo ruolo sperimenta nuove strategie per ridurre l'enorme deficit societario, consistenti in "spalmature" degli ingaggi dei calciatori e nella trasformazione di parte dei loro stipendi in azioni societarie ("Piano Baraldi"). La permanenza di Baraldi alla Lazio è abbastanza breve e nell'ottobre del 2003 si dimette, adducendo come motivazione non meglio precisate esigenze familiari.
Nel gennaio 2004 diviene vicepresidente e consigliere d'amministrazione del Parma, ma il 25 giugno 2005 esce dalla società emiliana. Il 30 agosto 2006 è eletto vicepresidente della Lega di Serie B e contemporaneamente è nominato prima vicepresidente, poi Direttore Sportivo, e in seguito presidente del Modena. Ma anche in questi ruoli la sua esperienza non dura molto e nel luglio 2007 diviene collaboratore esterno del Rugby Colorno.
Nel novembre 2009 diventa Direttore Generale del Bologna, e nel gennaio 2012 diventa consulente del patron del Padova, ovvero l'imprenditore veneto Marcello Cestaro. Nella stagione 2012-2013 entra a far parte del consiglio di amministrazione del Calcio Padova con il ruolo di consigliere delegato. Nel luglio 2013 con la cessione del Calcio Padova da parte di Marcello Cestaro a Diego Penocchio, lascia l'incarico.[1]"