Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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Dopo il crollo di Milano
scatta l'allarme Champions
Finisse oggi il campionato i giallorossi sarebbero fuori dall'Europa che conta. Conquistare un posto tra le prime quattro è un obiettivo primario per i nuovi proprietari
di MATTEO PINCI
Dopo il crollo di Milano scatta l'allarme Champions


Anche a Boston la classifica della Roma non lascia dormire sonni tranquilli. La sconfitta pirotecnica di San Siro, restituendo una Roma bella almeno a tratti nel gioco, allontana la comitiva di Ranieri dalla vetta, ma anche dalle posizioni che valgono un posto per la prossima Champions. Finisse oggi il campionato, la Roma sarebbe fuori anche dall'Europa League.

VUOTO AL VERTICE - Il calo di risultati, coincide pericolosamente con le evoluzioni sul futuro del club (a proposito, giovedì DiBenedetto&friends dovrebbero presentare le integrazioni richieste, con la disclosure della società DiBenedetto As Roma LLC), e preoccupa anche all'interno di Trigoria, dove l'attesa per chi deve ancora arrivare rischia di delegittimare chi è attualmente alla guida del club. Anche per questo, mentre dall'interno c'è chi si spende per nominare una guida autorevole almeno fino a fine stagione, si fa largo il timore di dover seguire la prossima competizione continentale, l'unica che garantisca entrate sicure, dal divano di casa. Il monito, anche un po' a sorpresa, è arrivato direttamente da Rosella Sensi: "Non buttiamo via tutto, chi arriverà dovrà trovare una Roma vincente", ha ricordato la presidente a tempo dopo il kappaò di Milano.

CHE SUCCEDE SENZA CHAMPIONS? - Per fare una grande squadra, e su questo non ci sono dubbi, è indispensabile staccare un biglietto per la fase a gironi della Champions League. Non parteciparvi, al contrario, rischierebbe di cambiare anche
i piani di un futuro a breve termine dei proprietari in pectore. Il motivo? Semplice: chiunque acquisterà la Roma - che siano gli americani di DiBenedetto, come sembra, o meno - dovrà intervenire con un aumento di capitale sui conti del club, che rischia perdite tra i 35 e i 40 milioni. Ma la strategia pianificata con una Roma tra le regine d'Europa, dovrebbe essere rivista in caso di flop. Perché prendere parte alla Champions garantisce tra i 18 e i 26 milioni, cifra che - una volta risanati i conti - potrebbe essere reinvestita sul mercato-calciatori. Sapere già da maggio, invece, di non poterne disporre costringerebbe la proprietà a una ricapitalizzazione più massiccia che inevitabilmente andrebbe a togliere fondi a quelle spese che fanno sognare i tifosi. In più, il palcoscenico europeo rende necessari investimenti immediati per essere all'altezza delle concorrenti e soprattutto fare più strada possibile nella competizione (lo scorso anno, proprio per questo motivo, Unicredit si espose direttamente per acquistare Borriello e Burdisso) e accedere a bonus e diritti tv milionari, oltre a competere per traguardi ambiziosi che consolidano il nome del club a livello internazionale. Il futuro immediato mette sulla strada due occasioni da cui riparartire: il Napoli e lo Shakthar, entrambe all'Olimpico, nel giro di cinque giorni. Due vie non certo secondarie per raggiungere quei traguardi prefissati in estate. In attesa di chi verrà domani. (07 febbraio 2011)


Io non so voi, ma trovo questo articolo un messaggio diretto a qualcuno che conta nel palazzo. Inquietante.
Aspettiamoci il peggio. Questi devono entrare in C.L , non ci sono azzi.

eaglefly1978

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Citazione di: poeta1964 il 07 Feb 2011, 21:30

Io non so voi, ma trovo questo articolo un messaggio diretto a qualcuno che conta nel palazzo. Inquietante.
Aspettiamoci il peggio. Questi devono entrare in C.L , non ci sono azzi.

Ho pensato la stessa e identica cosa...

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biancocelestedentro

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Citazione di: poeta1964 il 07 Feb 2011, 21:30
[...]
Io non so voi, ma trovo questo articolo un messaggio diretto a qualcuno che conta nel palazzo. Inquietante.
Aspettiamoci il peggio. Questi devono entrare in C.L , non ci sono azzi.

Prepariamo le mutande di bandone e iniziamo a scansarci. Che poi, per come stiamo giocando in questo momento, non dovrebbe essere una mission impossible scalzarci dal quarto posto.
A proposito. In un post di qualche pagina fa qualcuno indicava un link a forbes online, nel quale, se non ho capito male, viene indicato il reddito annuo di questo di benedetto. Sui 55 mila dollari annui. Meno, per esempio, di un dirigente di un ufficio territoriale del ministero del lavoro (nella sezione trasparenza, valutazione e merito sul sito del ministero citato, è possibile vedere che, ad esempio, il direttore della dpl di roma, tale marco esposito, guadagna € 82.448,74 lordi all'anno). Insomma, stando a queste cifre non mi pare uno che ci butta dentro i soldi suoi.

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Ma magari arriviamo quarti e loro quinti ad un punto.

Biafra

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Forse il meglio deve ancora arrivare...lo scrivo, e rido come uno scemo... :DD

Vi posto un paio di post su un forum di finanza fatti da azionisti/speculatori che hanno asbrioma in portafoglio...(io concordo con entrambi)..

Originalmente inviato da magoz Visualizza messaggio
cioè le ipotesi sarebbero che UC voleva 140/150mil (per sé logicamente) e finisce di accettare il 67% di 120mil - il 40% che dovrà riacquistare (semplificando molto), quindi grosso modo una 30ina di milioni cash + il 40% del pacchetto azionario.
Mi sembra una barzelletta. E per giunta se ne sono pure andati a NY per partorire sto po' po' di accordo? Maddaai, non ci voglio credere


Risposta di joe-08
Ciao
... oltre tutto.... "questi" arrivano s******** 40/50 mil........ a Giugno
Vendono quattro cinque... Giocatori..... fanno una Plus valenza di
50/60 Mil ... e salutoni a tutti...... Perchè secondo voi non è Possibile???
... non ditemi che UC ha fatto firmare agli AMERICANI ... da un notaio
che non possono vendere "Subito " la Roma...... Non penso che ci sia
alcuna posibilità del Genere per una Società quotata in borsa !!!!
Vedendo il panorama generale...... vedi Porcedda ..Tacopina.....
il grande Maddof.... per metterti al riparo da porcate varie.....
questi devono pagare la Roma ... ad prezzo ragionevole proporzionato
al valore di mercato delle squadre di calcio....... che possono essere
anche 120/130mil per il 67% (che secondo me è leggermente basso...)
...... altrimenti giungerei che dopo ventanni di Borsa .... non avrei capito
nulla di matematica ed algebra...... e che UC è una sorta di associazione
Fate bene Fratelli....

Salutoni
joe-08 non è collegato      Rispondi citando

PS. In quel forum, credo sia il numero uno in italia, si stanno organizzando per un'azione contro consob e unicredit...

lasciateli sognà ancelotti, droghba,messi, bale...secondo me questo rischia di essere lo scaldabagno in faccia finale per sti poracci... :poof:

The Referee

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Citazione di: biancocelestedentro il 07 Feb 2011, 22:38
Prepariamo le mutande di bandone e iniziamo a scansarci. Che poi, per come stiamo giocando in questo momento, non dovrebbe essere una mission impossible scalzarci dal quarto posto.
A proposito. In un post di qualche pagina fa qualcuno indicava un link a forbes online, nel quale, se non ho capito male, viene indicato il reddito annuo di questo di benedetto. Sui 55 mila dollari annui. Meno, per esempio, di un dirigente di un ufficio territoriale del ministero del lavoro (nella sezione trasparenza, valutazione e merito sul sito del ministero citato, è possibile vedere che, ad esempio, il direttore della dpl di roma, tale marco esposito, guadagna € 82.448,74 lordi all'anno). Insomma, stando a queste cifre non mi pare uno che ci butta dentro i soldi suoi.

i 55mila si riferiscono alla retribuzione per uno solo degli incarichi che ricopre 'sto DiBenedetto, per altro una cosa assolutamente minore rispetto al resto.
ho scritto una cosa abbastanza articolata qualche giorno fa, quindi non mi ripeto, ma in sintesi la mia opinione è che questo è si uno "vero", ma che comunque punta a fare un affare, immobiliare o speculativo, visto la sua specifica 'professionalità'.

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Biafra

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Altri spunti dallo stesso forum.. :))

da cacciare tutti a calci in **** quelli coinvolti in questa operazione.
ma non per l'oggi, non valutabile ancora appieno, ma per come è stata congegnata mesi fa l'operazione.
L'as roma sarebbe finita naturalmente nelle mani di uc per l'insolvenza di italpetroli , e per la necessita di as roma di un adc.
E lo sarebbe finita nel 2011.
invece questi presi da fregola improvvisa regalano 30 milioni al macaco per la firma sulla cessione subito.
Io logicamente ne ho dedotto che avevano con contratto firmato in acquirente per la roma.
Invece manco pe' u'cazz-.


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COMUNICATO STAMPA

Codacons
Federsupporter e Codacons chiedono alla Consob un intervento urgente sulle vicende relative alla cessione della partecipazione azionaria di controllo della A.S. Roma spa .

Federsupporter e Codacons hanno inviato in data odierna una formale richiesta, unita in copia al presente comunicato, alla Consob affinchè la Commissione, esercitando tutti i suoi poteri/doveri, intervenga urgentemente per fare chiarezza sulle vicende relative alla cessione della partecipazione azionaria di controllo della A.S. Roma spa.
In particolare, entrambe le Associazioni hanno sottolineato l'assenza, la carenza e la mancanza di tempestività di comunicazioni ufficiali al mercato da parte dei soggetti che stanno negoziando la suddetta cessione.
Hanno, inoltre, rimarcato l'esigenza che tutti gli organi di informazione, nel diffondere notizie o voci concernenti la cessione stessa, si attengano scrupolosamente all'osservanza delle norme di legge, di autodisciplina e di deontologia professionale che presiedono alla prevenzione e sanzione della diffusione di notizie e/ voci false o fuorvianti in grado di influire sui movimenti e, soprattutto, sul prezzo delle azioni della Società.
Babs.. non è collegato      Rispondi citando

Comunque sia....o sono impazziti
    * ghizzoni
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 06 feb - Ghizzoni ha detto di non voler fare commenti sulle offerte presentate oggi. "Sono momenti decisivi, non ho letto le carte, e' importante che l'offerta 'core' sia buona per noi e buona per la Roma". Aps-rd (RADIOCOR) 03-02-11 17:49:07 (0384) 3 NNNN,
    * tutti gli altri giornali che riportano l'offerta per il 67%,
    * e soprattutto il mercato che da mesi esprime quanto sopra
oltre che il sottoscritto che ha sempre pensato si chiudesse intorno alle cifre attuali.
Oppure qualcuno ci sta andando pesante a diffondere informazioni volutamente distorte.
Per carità, conoscendo la storia di bufale di questi mesi, viene da pensare solo alla mala fede di certa gente.
bei ********, quando ne incontro qualcuno, e ne incontro qualcuno, glielo dico volentieri.
incrociavo spesso profumo che sta a 150 metri da casa mia, ma purtroppo.....

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Avremmo dovuto far partire la denuncia quando Dimito scrisse della cordata Clessidra che avrebbe eluso l'opa, provocando il crollo del titolo di oltre il 10%.
Quella volta credo non siano stati pochi a rimetterci molti soldi.
Ora è troppo tardi, la trattativa si deciderà nei prossimi giorni.

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OPA volontaria o obbligatoria.....la solfa non cambia.
Molto semplicemente unicredit NON può svendere la Roma in quanto si farebbe troppo male da sola perchè questo vorrebbe dire:
1) Scrivere un bel rosso fuoco sul proprio bilancio con conseguente danno d'immagine relativo all'incapacità dimostrata dal proprio management nel gestire il credito con la famiglia Sensi.
2) Ulteriore danno d'immagine e dimostrazione di incapacità nella trattativa con gli americani (non penso i top di UCG siano andati negli states a farsi un viaggetto di piacere).
3) Far letteralmente inferocire i vecchi e nuovi azionisti e di conseguenza perdere una paccata di conti e quindi di clienti.

Visto che si tratta della banca numero 1 in Italia, che oltretutto si è allargata parecchio in Europa, queste figure non se le può proprio permettere.
Roma è una piazza troppo importante, strategica....svendere vorrebbe dire farsi un autogol clamoroso.

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in più che figura e sopratutto che conseguenza porterebbe ai livelli alti di ucg una pessima figura della gestione del debito di italpetroli e di una vendita, dove si parlava dell'asset di ip più remunerativo? una loro disfatta darebbe linfa a PROFUMO .

PILØ

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Io ho sensazioni buonissime.
Diciamo che lo scenario che immagino in quel forum di finanza è quello che ho sempre immaginato io.

giulianofiorini87

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Visto che Inter Milan e Napule si prenderanno i 3 posti, spero tanto che il 4º posto je lo possano sfilare a sti mafiosi le seguenti squadre: Lazio, Udinese, Palermo e Juve... :D :D :D

poeta1964

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Citazione di: BiancoAzzurro il 07 Feb 2011, 22:47
Ma magari arriviamo quarti e loro quinti ad un punto.
Magari si. Ma c'è aria di inchiulata, anche per il Nappule e Palermo. Rubentus e as mafia verranno spinte lassù. Le altre dovranno fare il mazzo triplo.

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Citazione di: The Referee il 07 Feb 2011, 23:45
i 55mila si riferiscono alla retribuzione per uno solo degli incarichi che ricopre 'sto DiBenedetto, per altro una cosa assolutamente minore rispetto al resto.
ho scritto una cosa abbastanza articolata qualche giorno fa, quindi non mi ripeto, ma in sintesi la mia opinione è che questo è si uno "vero", ma che comunque punta a fare un affare, immobiliare o speculativo, visto la sua specifica 'professionalità'.

Avevo capito il senso del tuo intervento ma avevo inteso male le cifre riportate da forbes online. In ogni caso, a prescindere dalla vicenda che coinvolge i dirimpettai, non credo che mai nessun presidente di squadra di calcio abbia mai rimesso soldi propri se non per un ritorno, fosse pure di altra natura o fonte. E questo, che per di più di mestiere mi sembra di capire faccia il businessman, non credo costituisca un'ecccezione.

castroman77

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punto due ceci che rimane la banca con il macaco a gestire.

pandev66

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ROMA TEME LO ZIO D'AMERICA: A RISCHIO IL CONTROLLO DELLA POLITICA SUL CALCIO E I PRIVILEGI DEL GENERONE
Fabio Martini per La Stampa

Hanno reagito come Nando Mericoni, il giovanottone di «Un americano a Roma». Proprio come il ragazzo interpretato da Alberto Sordi, anche i tifosi romanisti sembrano istintivamente ammaliati dalla suggestione americana: ieri mattina a Trigoria, quaranta ragazzi si sono presentati al campo di allenamento della «Maggica» con grandi vessilli a stelle e strisce, allegramente sbandierati e poi offerti ai giocatori: «Aho' Arne, firma sta' bandiera, qui c'è il tuo rinnovo contrattuale pe' dieci anni!».

E persino il glaciale norvegese John Arne Riise è stato al gioco, sottoscrivendo sulla stoffa l'improbabile rinnovo. Lo scatto in pole position della cordata americana per l'acquisto della Roma ha eccitato la tifoseria giallorossa, ma ha spiazzato due «categorie» che hanno sempre messo il becco (e pure qualcosa di più) nelle vicende della squadra: il «generone» romano e l'invadentissima piovra dei politici.

Soffre l'indefettibile «generone», quello che da decenni va a sbafo allo stadio, che fa del biglietto gratis uno status sociale e che, a giudicare dal primo tam-tam che corre sui cellulari, è terrorizzato dalle intenzioni fatte trapelare dal nuovo possibile padrone. La prima volta che è entrato all'Olimpico, Thomas DiBenedetto pare abbia chiesto a un amico italiano: «Ma quanto costa il biglietto per quei palchetti alle mie spalle?». Alla risposta («Non costano nulla, sono degli sponsor»), DiBenedetto avrebbe reagito con un'espressione poco incoraggiante per i «portoghesi di Roma».

Ma a masticare amaro sono soprattutto i politici che, nel nome della «Roma ai romani», vedrebbero di buon occhio il successo degli Angelucci, il papà Antonio e il figlio Giampaolo, imprenditori delle cliniche private ed editori di «Libero». Rivelatore il comportamento di Gianni Alemanno.

Alle prime notizie sull'arrivo degli americani, il sindaco di Roma ha frenato: «I giochi sono totalmente aperti per soggetti nazionali e internazionali». Poi quando la cordata ha preso corpo, lo stesso Alemanno ha iniziato a virare: «Sono felice di constatare che la vendita sta seguendo un andamento positivo».

Ma gli Angelucci non demordono, ben sapendo di poter contare su un appoggio bipartisan destra-sinistra, che comprende personaggi della destra come Maurizio Gasparri, l'eterno Gianni Letta, ma anche l'ex premier Massimo D'Alema.

D'altra parte gli Angelucci sanno che «la Roma è sempre stata politicizzata - racconta Michele Plastino, il capostipite degli opinionisti delle radiotv cittadine - e lo è stata talora come strumento di consenso, ma soprattutto per una ragione che Giulio Andreotti usava per la politica: il potere logora chi non ce l'ha».
Ciarrapico alza la Coppa Italia della Roma con Flora Viola moglie di Dino

A lungo la Roma è stata un orto di Andreotti, che negli anni della Ricostruzione chiese di prendere la presidenza a un onorevole democristiano di Cassino, Pier Carlo Restagno, a un conte, Romolo Vaselli, e poi a personaggi a lui vicinissimi, come Franco Evangelisti (quello del «A' Fra' che te serve?»), Giuseppe Ciarrapico, ma anche Dino Viola e Franco Sensi, pur personaggi con una loro personalità.

La Roma però non è stata un monocolore Dc: una volta è diventato presidente un «palazzinaro rosso» come Alvaro Marchini, che nel dopoguerra aveva costruito le Botteghe Oscure, storica sede del Pci. E qualche anno fa, quando gli eredi del Pci avevano un terribile bisogno di vendere immobili per colmare il loro deficit, chi si è comprato il palazzo del Bottegone? Guarda un po', proprio gli Angelucci, che trattarono la vendita con Ugo Sposetti, uomo di (grande) fiducia di Massimo D'Alema.

Certo, i tifosi temono la mano morta della politica, ma nessuno può escludere che, dopo l'iniziale infatuazione, proprio come Nando-Sordi, gli ultrà continuino a preferire il maccarone romanesco alla mostarda americana.

2- IL MARCHIO OLTRE L'URBE LA VERA SFIDA YANKEE
NUOVO STADIO E NIKE AL POSTO DELLO SPONSOR ITALIANO
Simone Di Segni per La Stampa

Un progetto industriale capace di ribaltare le logiche di Roma e della Roma. Il paragone con i punti di Wilson è eccessivo, quelli della cordata Usa di Mr DiBenedetto non sono 14 e non servono a disegnare un nuovo assetto mondiale, ma i cinque cardini del piano americano, allorché la trattativa per l'acquisto del club giallorosso finirà in porto, rivoluzioneranno il modo di intendere il calcio nella Capitale e non solo. Lo stravolgimento coinciderà con l'allontanamento della famiglia Sensi.

L'uomo venuto da Boston è partito da un concetto: quel brand, «Roma», ha ben altre potenzialità rispetto a quelle sfruttate fin qui. Il limite di esportazione del marchio, secondo lui, ha gli stessi confini della Terra. Il margine di miglioramento si è palesato alla lettura del bilancio d'esercizio della società di Trigoria al 30 giugno 2010, dove la voce merchandising riportava 7,1 milioni di ricavi.
jrf08 franco sensi

Gli Stati Uniti e il SudEst asiatico, per il suo modo di intendere gli affari, sono a un passo dal Cupolone: anche in quei mercati dovranno finire le magliette di Totti, magari con un nuovo sponsor tecnico, forse la Nike, visti i legami di uno dei soci di DiBenedetto con la marca americana. A tal fine, verrebbero sopportate le penali per sciogliere il contratto in essere con la Kappa, rinnovato la scorsa estate fino al 2017. Stesso destino potrebbe essere riservato alla Wind.

Prima di tutto gli statunitensi dovranno fare i conti con le perdite che erediteranno: ricapitalizzare, coprire le cifre in rosso, dare una sterzata alle previsioni (35-40 milioni di passivo). La loro offerta, dall'esame di Unicredit e Rothschild, è risultata la più competitiva: non si tireranno indietro. Anzi, già contano di raddoppiare il giro d'affari della Roma, ora inchiodato a 118 milioni. Si sono dati cinque anni per centrare l'obiettivo.

Terzo punto: ristrutturazione manageriale e potenziamento della squadra nel rispetto del fair play finanziario. Porteranno dall'America i loro esperti di marketing, per il progetto sportivo hanno già contattato Franco Baldini. Walter Sabatini potrebbe affiancarlo. Montali aspetta di conoscere il suo ruolo. Per la panchina il nome più accreditato è quello di Ancelotti.
stadio olimpico

Da mesi studiano i modelli di Barcellona, Real Madrid e Manchester. Si portano dietro l'esempio dei Boston Red Sox (DiBenedetto è socio della New England Sports Ventures, che controlla sia la squadra di baseball, sia il Liverpool): nella Major League hanno esorcizzato la maledizione di Babe Ruth. Dall'altra parte dell'Oceano vogliono portare al successo anche i calzettoni giallorossi.

La costruzione di uno stadio di proprietà, nelle trattative con Unicredit, non è mai stata indicata come una conditio sine qua non. Contano di dare una nuova casa ai tifosi romanisti al massimo entro 5-6 anni. Sarà «leggermente» diversa dall'Olimpico: un camion che vende gadget e maglie fuori dalla Tribuna Monte Mario non si concilia con le loro idee.

Il megastore dovrà essere raggiungibile da ogni settore dell'impianto. Sui tabelloni pubblicitari ci saranno altri sponsor. I palchetti verranno sfruttati diversamente. Infine la «cantera». Quella di Guardiola ha fatto breccia nei loro cuori. Anche DiBenedetto vuole sfornare i suoi Pedrito.

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-22526.htm


In realtà niente di nuovo, a parte il fatto che SEMBRA che i tifosi briomici siano contenti di TOGLIERE LA POLITICA dalla loro squadra (e allora si che ci faremmo grasse risate) e il Plastico definito
"... capostipite degli opinionisti delle radiotv cittadine ..." (E Marione?)

disincantato

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mmhhh. interessante...

da Dagospia.

ASPETTANDO UN GOL DEGLI AMERICANI
Dovevano arrivare sabato a Milano per la partita e per continuare le trattative con Unicredit per l'acquisto della AS Roma, ma degli americani che dovrebbero chiudere l'asta non si è vista nemmeno l'ombra.
Forse è meglio così perché quel 5-3 conficcato dall'Inter nelle costole della squadra di Ranieri non è stato uno spettacolo gioioso. Adesso si dice che dopodomani arriveranno altri documenti da parte dei cinque soci della Newco guidata da Thomas Di Benedetto, l'imprenditore fantasma con il quale il vertice di Piazza Cordusio ha avviato una trattativa esclusiva.

Secondo il "Corriere della Sera" la fase finale del negoziato potrebbe già iniziare venerdì con l'obiettivo di concludere tutto entro marzo, ma lo stesso giornale scrive che la cordata dei cinque americani sta cercando nuove adesioni e che gli acquirenti potrebbero diventare 7 o forse più.

Tom di Benedetto
Queste notizie non sono tranquillizzanti per i tifosi e gli azionisti che sperano nella bandiera a stelle e strisce, soprattutto non piace quel riferimento che lo stesso giornale fa con la penna di Massimo Gaggi su margini di incertezza che rimangono in Unicredit e nell'advisor Rothschild per l'assenza di impegni vincolanti da parte degli americani.
E non basta certo dire che i cinque partner della cordata "hanno studiato in università prestigiose, hanno avuto successo negli affari" e hanno in mente di valorizzare il marchio in tutti i modi attraverso il merchandising e uno stadio-emporio-ristorante.

Per saperne di più su come stiano andando iniziative simili in giro per l'Europa, basta cliccare sul nuovo sito "Linkiesta" dove un esperto di calcio come Gianfranco Teotino scrive che la grande sbornia che a metà degli anni '90 aveva fatto girare la testa ai club inglesi e a quelli di mezza Europa è in via di smaltimento.


GUARGUA, MARINA GROSSI L'articolo è molto interessante perché spiega che rispetto alle 26 società di calcio britanniche quotate in Borsa alla fine degli anni '90 ne sono rimaste solo 6, e che l'idea di comprare una squadra per il business di un nuovo stadio non è un'idea meravigliosa. Contro questo progetto anche gli americani si dovranno scontrare con i ritardi cronici delle società italiane nelle politiche di marketing e merchandising applicate al pallone.

8)

gaizkamendieta

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diventano sette?? mejo no??? ce so piu' dollari..  :D :D :D :D :D :D :D

DaMilano

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i numeri di cui parlano i giornali e su cui si ragiona mi sembrano essere in parte lontani dal vero.
facciamo due conti della serva.
La xxxx ha una capitalizzazione di 132 milioni i spicci di azioni.
Il 67% cioè circa 89 milioni è in mano ai Sensi che lo devono conferire nella nuova newco.
Ora.....cosa comprano gli americani per i fantomatici 120 milioni?
Il 67%? in questo caso parliamo di un prezzo pari a circa 1,35 ad azione, base sulla quale poi dovranno lanciare l'opa (e qui se ne vanno via almeno altri 60 milioni di euro).
180 milioni totali per prendere il controllo di una società il cui bilancio parla di perdite per 22 milioni al 30 giugno 2010 con previsione di ulteriori perdite per l'esercizio in corso.
Società che deve incassare solo l'ultima rata per Aquilani mentre deve pagare le rate per burdisso e borriello, società che ha già scontato i diritti televisivi per il prossimo anno.

I giornali parlano dell'acquisto del 60%, ma 60% di cosa del 67% cioè il 40% della società? pagando cioè 2,27 euro ad azione.....e poi per l'Opa quanto cacciano? altri 100 milioni?

Mi sembra che i giornali brancolino molto nel buio.
Non vorrei che i 120 prendessero in considerazione il 60% del 67% cioè il 40 e poi i soldi per l'opa...perché a quel punto la vendita dell'asmrda sarebbe davvero una svendita per unicredit, svendita da giustificare davanti agli azionisti e magari ai correntisti.

Non so...ci sono troppe cose che non tornano.
Altra cosa.
Supponiamo che gli usa comprassero il 40% (il 60 del 67%) e poi facessero un'opa che andasse deserta. In teoria (pura teoria) qualcun altro potrebbe sfilargli la società accordandosi con Unicredit e lanciando un'Opa sul flottante.


Insomma, a fronte della vendita delle magliettine del capppppetano, mi sembra che siamo di fronte a un'operzione di suicidio finanziario.
A meno che le cifre non siano altre, non siano vere le voci che dicono che, per esempio, Angelucci ha offerto 50-60 milioni di euro, a meno che l'operazione non risulti alla fine un grosso fallimento per la BBBBBanca.

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COLDILANA61

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La domanda che ci dobbiamo fare , e vale anche in prospettiva per la ns LAZIO :

Perche' mi compro una squadra di calcio della massima serie (di qualsiasi campionato ?) :

a) Ho un Biliardo di Euro da buttare
b) Ho un business da "valorizzare , rendere visibile" da allargare
c) Mi prendo una copertura sociale/politica
d) ci voglio guadagnare

Il caso a) vale solo per sceicchi e simili , il caso b) vale se prendi societa' come Real e Barca dove il "presidente" vale "poco" in termini di esposizione finanziaria , il caso c) prevede solo presidenti come Lotito e Angelucci , il caso d) riferito alla situazione calcio  italiana e' assolutamente ridicolo .

Si parla di hedge found e di come si muovano , ma voi lo sapete qual'era la missione della Cragnotti & partners ? 
Sapete quando e come Cragnotti e' diventato imprenditore ? e soprattutto come gli e' stato permesso ?

Questi sono Cragnotti americani , ma senza i suoi , ai tempi , agganci economici e politici .

Le merde se finiscono in queste mani , ci mettono meno tempo di noi a finire in malo modo .

Le merde , perche' gli americani se la filano prima di Sergio nostro .


cartesio

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Citazione di: COLDILANA61 il 08 Feb 2011, 15:11

Si parla di hedge found e di come si muovano , ma voi lo sapete qual'era la missione della Cragnotti & partners ? 
Sapete quando e come Cragnotti e' diventato imprenditore ? e soprattutto come gli e' stato permesso ?

Nel caso ci fosse sfuggito qualcosa, illuminaci.

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