Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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est1900

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Citazione di: rio2 il 06 Lug 2011, 12:10
convenuto non lo so' il sostituto di doni sicuramente gli costera' di piu' e non e' detto che valga di piu'......non ci scordiamo che hanno solo un portiere decente, sempre infortunato tale bertagnoli che azzeccato l'anno buono su 5 gli ha sfilato altri 5 anni di contratto, praticamente fino alla pensione.
nei loro piani il sostituto era viviano a 0, alla fine ci sono buone possibilita' che si trovino curci (che secondo me nelle mani di Grigioni diventava fortissimo ma nelle mani loro rimane quello che e'....).

Sono stranamente in disaccordo con te.
Cùlo sergio non è decente manco per niente. E' una figurina (meglio Lobont, che ha anche una dignitosa carriera alle spalle).
Ma ancor più indecente è Curci. Secondo me neanche nelle mani di Nostro Signore diventerebbe fortissimo.

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"Gli orfani della prima repubblica"

IL TEMPO (T. CARMELLINI) - È nata la nuova Roma. Con tutti i problemi e i rallentamenti tipici di una creatura in fasce, ma lo strappo col passato (anche se l'apparenza direbbe il contrario) è stato netto: deciso come forse in molti non si aspettavano. E l'addio della gestione Sensi, non priva di veleni in coda dispensati anche via etere in pieno modello prima repubblica, ha portato via con sé anche vecchi privilegi. E c'è chi non l'ha presa bene, c'è chi si ostina a non capire che qualcosa stavolta è cambiato davvero e che «budget», ripicche e minacce rischiano di non funzionare più: o addirittura di sortire effetti contrari. Non che i nuovi proprietari abbiano delle priorità e delle preferenze particolari nella scelta dei «loro» interlocutori (proprio perché questo modello non sembra appartenergli), ma l'idea generale è che si riparta da zero: tutti uguali, allo stesso modo senza preferenze... Pensa te! Dura perdere le vie preferenziali, non ricevere la telefonata serale di aggiornamento, rinunciare a passaggi in auto e a tutte quelle piccole accortezze ormai divenute routine. Coccole...Ma tra il nuovo che avanza c'è anche del vecchio che resta: e non tutto è tradizione e qualità.

C'è addirittura chi si riscopre paladino di battaglie mai fatte (o peggio ancora combattute per interessi personali e non direttamente collegabili alla Roma intesa come società e non dirigenza) e si lamenta di ritrovarsi di fronte vecchi nemici... Ma di chi!? Non certo della Roma e si aggrappa a «vecchi» amici (anche qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte) per gettar fango e provare a contare ancora qualcosa. Inutilmente. Intanto arriva, finalmente, un nuovo presidente: non ancora quello vero, ma comunque un segnale dell'evoluzione ormai inarrestabile di un club che cerca di rimettere la testa fuori dopo un lungo periodo di apnea. Durerà solo un mese l'avventura dell'avvocato Cappelli (eletto ieri dal cda giallorosso) che da romanista doc non sta nella pelle, pur sapendo che al massimo il primo agosto dovrà cedere lo scettro al futuro presidente della Roma: quello vero. Thomas DiBenedetto è atteso nella Capitale come il salvatore, come colui che dovrà risollevare le sorti di un club fin troppo vessato da problemi economici e gestionali. Il momento clou è arrivato, lo chiamano «closing» ma di fatto si tratterà dell'inizio di una nuova era: quella del futuro. Difficile dire se sarà vincente da subito e se incontrerà i favori del popolo romanista, ma le premesse per tornare a sognare ci sono tutte. Per il momento il motto collettivo affidato più che alla sostanza alla qualità dei nuovi interpreti è: «Lasciamoli lavorare». E così sia!

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IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) - Walter Sabatini vuole chiudere. La trattativa con l'Ajax rischia di andare troppo per le lunghe e quindi, il ds giallorosso, non intende aspettare oltre: in queste ore aspetta il fax di risposta dall'Olanda, può aspettare al massimo altre 48 ore. Se entro venerdì non sarà tutto definito nei dettagli, la Roma guarderà altrove. E c'è ancora chi dice che quell'altrove risponda al nome di Emiliano Viviano: il portiere, candidato numero 1 a sostituire Neur allo Schalke 04, sta aspettando a dare una risposta definitiva ai tedeschi perché aspetta l'evoluzione della vicenda Stekelenburg per capire se ci siano o meno i margini per un ritorno di fiamma della Roma.

Una vicenda, quella relativa al numero uno olandese che il ds romanista intende concludere al più presto, per consegnare a Luis Enrique il portiere titolare in tempo per il ritiro. Tra domanda e offerta c'è ancora distanza (la Roma non intende salire sopra agli 8 milioni complessivi, l'Ajax ne chiede almeno uno in più) ma
la volontà del giocatore potrebbe, o dovrebbe, essere decisiva. Ecco perché Sabatini, che continua i contatti con l'agente del ragazzo, continua ad essere ottimista. Per questo, almeno per adesso, non intende andare in Olanda ma conta di chiudere via fax o, al massimo, via mail. I contatti continuano anche con Sergio Berti, il procuratore di Daniele De Rossi. Ieri Berti non erano in Italia, ma appena tornerà si vedrà con Sabatini per continuare il discorso del rinnovo del centrocampista. Il quale parlerà di nuovo a quattr'occhi col ds prima del ritiro. Per decidere come sarà il contratto, no se il contratto ci sarà. In questo, Sabatini è stato chiarissimo: «Daniele non si muove».

Chi si muoverà dal River Plate è senza dubbio Lamela: la retrocessione del River ha fatto sì che il prezzo del giocatore calasse e Sabatini, che già lo aveva ozpionato nel viaggio in Argentina a maggio, sta aspettando il momento giusto per capire a quali e quanti condizioni si possa prendere. Ieri dall'Argentina rimbalzava la
voce che la Roma avesse offerto 12 milioni per l'intero cartellino del giocatore, ma al momento non ci sono conferme. Di certo c'è che il giocatore piace - e anche tanto - alla Roma. Sabatini ha una corsia preferenziale non tanto con la società argentina, comunque costretta a vendere, quanto con la famiglia del ragazzo, che
conosce da tempo e con cui i rapporti sono di confidenza assoluta.
Se Lamela, una volta acquistato, dovesse poi restare alla Roma non si può dire con certezza. Sabatini vorrebbe tenerlo per vederlo crescere sotto i suoi occhi, ma non è escluso che possa girarlo al Palermo per avere Pastore. A titolo definitivo? Difficile, magari in prestito. Per consentirgli di ambientarsi con calma in Italia.
Capitolo difensori: mentre il Wolfsburg continua a dichiarare incedibile Kjaer, la Roma sembra sempre sulle tracce di Silvestre, reduce da un'ottima stagione a Catania, che potrebbe essere il terzo centrale dopo Juan e Burdisso. Per José Angel, invece, si attende solo l'ufficialità. Quella arrivata in serata per Alvarez, ormai un giocatore dell'Inter.

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IL TEMPO (M. DE SANTIS) - Uno a zero per l'Inter. Ma la sfida di mercato con la Roma non finisce qui. Ieri Sabatini ha tentato un ultimo assalto ad Alvarez proprio mentre i dirigenti nerazzurri erano in Argentina per chiudere col Velez. La Roma ha alzato l'offerta a 10 milioni di euro più bonus, superando la proposta dell'Inter alla fine accettata: 9 milioni più bonus. Ora la sfida si sposta su Lamela. Da Trigoria è partita un'offerta di 12 milioni più bonus per il talento argentino, scoperta ieri anche dai dirigenti interisti che ora promettono battaglia dopo la manovra di disturbo sui Alvarez. L'Argentina è anche il teatro della Coppa America e Burdisso, protagonista tra i padroni di casa, dà il suo assenso all'operazione-Lamela: «Sicuramente è pronto per l'Italia». Poi sui compagni di nazionale: «Pastore o Higuain sono bravi, magari venissero», spiega ai microfoni di Sky Sport. Infine su Luis Enrique: «È sicuramente una scommessa, ma stiamo parlando di una persona con tanta esperienza nel calcio, anche se non ha mai allenato e giocato in Italia. Ho chiesto ai miei compagni del Barça e me ne hanno parlato bene. Ha un'idea di calcio simile a quella di Guardiola ed è ancora più sanguigno. Questo piacerà alla piazza di Roma».

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IL ROMANISTA (D. GALLI) - La Roma sta cambiando. Sta cambiando tutto. Presidente, consiglieri di amministrazione, organigramma. Ma sta cambiando soprattutto filosofia. «Trovo che si stia lavorando ad un progetto estremamente innovativo», commentava ieri il vicedirettore generale di Unicredit Paolo Fiorentino, che adesso è anche membro del comitato esecutivo romanista. Giovane, vincente, dall'ingaggio
non esagerato. Questo è l'identikit del giocatore della Roma nell'era americana. Bojan e Nego 20 anni, Valdes 21. L'eccezione - e per modo di dire, perché Zoff ha vinto un mondiale a 40 anni - è il portiere Stekelenburg che
di anni ne ha 28. E sempre che Sabatini non dirotti all'improvviso sul ventiquattrenne Viviano. Tre indizi, quattro se ci mettete pure l'olandese volante, fanno una prova. Fiorentino descrive a grandi linee quello che si farà: «Stiamo provando a calare nello sport una cultura d'impresa, anche alla luce di quelli che sono cambiamenti normativi come il fair play finanziario. Che è praticamente in vigore già da giugno di quest'anno e pertanto rappresenta una scelta obbligata. Io personalmente credo che, con questa accoppiata di investitori americani e Unicredit, possiamo creare nel modo di gestire l'azienda un vantaggio competitivo rispetto agli altri. Che inevitabilmente dovranno muoversi in questa direzione con un po' di ritardo e, se posso permettermi, con un po' meno di esperienza». Per questo hanno preso Fenucci. Questo distinto manager cresciuto in ambienti bancari ha saputo tenere a galla i conti del Lecce. Li ha portati al traguardo della parità di bilancio. Mentre da una parte faceva le veci del direttore sportivo, e quindi doveva giocoforza investire delle risorse per
rafforzare la squadra, dall'altra lavorava notte e giorno per non promettere ai calciatori più di quello che aveva. Perché il problema della Roma, adesso, è proprio questo. A Trigoria si parla di «squilibrio strutturale». Significa che la Roma spende molto, ma molto di più, di quello che incassa. L'anno scorso sono stati investiti più di 80 milioni in stipendi per i giocatori. In lire, che fa ancora più effetto, sono più di 155 miliardi.

All'impennata del monte ingaggi non è seguito un incremento dei ricavi. Anzi, è stato l'opposto. Dodici mesi fa, a Trigoria hanno fatturato 123 milioni, contro i 175 del 2008. In soli due esercizi finanziari sono stati persi 52 milioni. Cento miliardi di lire. Sono cifre incompatibili con le norme della Uefa sul fair play finanziario. Questo vuol dire che la cordata americana guidata da DiBenedetto e la banca non compreranno delle stelle? Assolutamente no. Compreranno, ma solo laddove l'investimento si possa rivelare intelligente sul medio-lungo periodo. Ricordate l'identikit? Giovane, vincente, dall'ingaggio non esagerato. Non si farà più un altro Adriano. Si potrebbe fare, però, un altro Bojan. Ecco perché hanno chiamato Sabatini. Perché se Fenucci è stato ingaggiato per riequilibrare i bilanci giallorossi, il ds è stato ingaggiato perché in equilibrio, questi bilanci, ce li possa mantenere attraverso una strategia di mercato innovativa. Innovativa come il progetto

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) - Nuovo portiere titolare e cessioni. Il lavoro di Walter Sabatini, in queste ore, si concentra su due fronti, Entrambi complicati, anche se differenti. Sono priorità immediate per la nuova Roma, secondo l'input della nuova proprietà, arrivato lunedì sera al termine del primo cda della nuova éra. Perché poi ce ne saranno altre di assestamento che serviranno, prima del raduno del 13 luglio, per garantire altri giocatori, almeno un paio, a Luis Enrique. Così il tecnico asturiano potrà iniziare il ritiro precampionato con una rosa completa in tutti i settori. Un'altra giornata per il diesse giallorosso passata esclusivamente in ufficio, aspettando una chiamata dall'Olanda per andare a definire l'acquisto di Maarten Stekelenburg. Non nel suo studio in centro, come due giorni fa, ma stavolta a Trigoria, al secondo piano della palazzina della sede, dove si è sistemato da qualche giorno. Due cellulari sul tavolo, una cornetta del telefono appoggiata sulla spalla, una sigaretta accesa e una penna in mano per scrivere numeri e nomi. Sempre aspettando o inviando mail e fax.
Trattative in Europa. E come sempre in Argentina: per assicurarsi il diciannovenne Lamela del River Plate con 10 milioni più bonus. Oggi a Milano potrebbe incontrare i rappresentanti del fantasista, al quale ha già promesso un quinquiennale. L'Ajax deve ancora dire sì all'offerta della Roma per il portiere olandese: a quanto pare non bastano 6 milioni e mezzo più i soliti bonus. E' necessario un altro sforzo. Da Amsterdam pretenderebbero 1 milione e mezzo in più. Il manager di Stekelenburg che sta rappresentando il club giallorosso nella negoziazione sa di poter alzare la cifre solo fino a 7 milioni. Insomma l'accordo è vicinissimo. Sabatini si augura di avere l'okay in giornata per mettersi subito in viaggio. Stasera o al massimo domani. Anche se, conoscendo ormai l'atteggiamento del club olandese, sa che è possibile un ulteriore slittamento. Ma prima del weekend è convinto che andrà a chiudere l'affare di persona, volando ad Amsterdam. Il sì del portiere è la sua grande certezza, c'è solo da trovare ancora l'intesa sul prezzo.

Nessun annuncio, nemmeno ieri, della Roma. I dirigenti giallorossi sono, però, ottimisti. Con lo Sporting Gijon è tutto a posto per l'arrivo nella capitale del fluidificante mancino Josè Angel Valdes: ieri sono stati preparati a Trigoria i contratti che le due società devono siglare per rendere ufficiale l'operazione. Con il Barcellona, invece, lo scambio di documentazione è un po' più lento. Dall'inizio la formula scelta per il trasferimento di Bojan Krkic viene classificata come complicata. Un po' perché sarà un acquisto differito, un po' per le cifre da inserire per il riscatto a favore della Roma, da pagare tra un anno, e per il possibile controriscatto del Barça, alla fine della prossima stagione o tra due (con prezzo più basso). «Dettagli irrilevanti» li definisce Sabatini. Ieri, sul sito internet del Barcellona, Bojan ha salutato il club catalano e parlato in modo abbastanza diretto della prossima avventura, pur glissando su alcuni particolari, a cominciare dal ruolo avuto dal nuovo allenatore giallorosso nella trattativa: «Mi dedicherò alla Roma solo quando l'affare sarà concluso. So dell'interessamento di Luis Enrique e mi fa piacere, ma non ho mai parlato con lui. Sono orgoglioso di quello che ho fatto con il Barcellona, ma ho vent'anni, non sono ancora all'apice delle mie possibilità e spero di dimostrare ancora molte cose. Mi vedo più fuori del Barça che dentro. È una sensazione agrodolce». Il centravanti spagnolo ha detto no anche al Getafe. Entro domenica sarà nella capitale.

Tra i contatti di ieri, compreso uno con il manager di De Rossi per un appuntamento nelle prossime ore, Sabatini ha ricevuto un fax da Londra: il Fulham vuole Riise, pagandolo poco meno di 3 milioni. Se si troverà un accordo, John raggiungerà il fratello centrocampista Bjorn. Appena Riise andrà via, Sabatini sceglierà il sostituto. In difesa, però, serve almeno un centrale: l'obiettivo è il danese Kjaer del Wolfsburg. In corsa anche Ogbonna del Torino e Silvestre del Catania. Per il centrocampo sempre vivo l'interesse per Fernando del Porto. Julio Sergio, invece, parla con il Siena. Il Napoli chiama Menez. Intanto è ufficiale, dal 1° luglio, l'addio di Gian Paolo Montali. Non quello di Daniele Pradè che aspetta, per decidere se restare o andar via, di conoscere meglio quale sarà il suo ruolo nella nuova Roma.

genesis

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Citazione di: Moebius il 06 Lug 2011, 12:15
Se Lamela, una volta acquistato, dovesse poi restare alla Roma non si può dire con certezza. Sabatini vorrebbe tenerlo per vederlo crescere sotto i suoi occhi, ma non è escluso che possa girarlo al Palermo per avere Pastore. A titolo definitivo? Difficile, magari in prestito. Per consentirgli di ambientarsi con calma in Italia.

M I T I C O !

PDB

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Quindi le news del giorno sono il leggendario ultimatum a stekelenburg e lezioni di gestione d'impresa in salsa piscioruggine.


Certo, scrivendolo in, forse, stile zucchelli, il rioma potrebbe aver dato una scadenza indicativa per cercare un portiere piuttosto che un altro, contestualmente iniziando forse ad ammettere che, direbbero alcune voci apparentemente non confermate, essendo probabilmente messi peggio di chiunque altro a bilanci avrebbero, pare, bisogno di stare più attenti di altri alle spese, tutto questo tendenzialmente vantando di essere i primi più avanti di tutti. Forse.

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Il Tenente

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URTIMATUM PAAA RIOMAAA!

me fanno sganascià  :D

Gio

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Ma che sono i "bonus "(9 più bonus, 12 più bonus) ?
Foto autografate di totti ?


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Citazione di: Flaminio il 06 Lug 2011, 15:49
"Atto di eroismo"... questi non conoscono il significato delle parole.

Questi non conoscono il significato di NIENTE ..........

Gianluca Piacentini probabilmente si e' laureato o diplomato al CEPU con 10 di fuori corso alle spalle .

MA ANDATE A LAVORARE .......  :x

est1900

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Citazione di: COLDILANA61 il 06 Lug 2011, 16:10
Gianluca Piacentini

Ex Vicedirettore del romanista.
Che scrive sul Corriere della Sera.
Presto ci troveremo Tonino Cagnucci sul NY Times e a ben vedere se lo meriterebbe pure.


Maremma Laziale

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Mah, a me sembra un problema generale per cui ogni gesto semplice e banale di un Vip viene enfatizzato come se stesse compiendo, appunto, un atto eroico, quasi impossibile per ogni comune mortale.
Tipo quando al tg ti "informano" che la moglie del principino Harry ha dato due-tre pagaiate con il kayak...


COLDILANA61

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Citazione di: est1900 il 06 Lug 2011, 16:16
[
Ex Vicedirettore del romanista.
Che scrive sul Corriere della Sera.
Presto ci troveremo Tonino Cagnucci sul NY Times e a ben vedere se lo meriterebbe pure.
Chi lo meriterebbe Cagnucci o il NYT ?
Ma il NYT che cosa ti ha fatto ?  ;)

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chuck6

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Bojan-Lamela: che Roma!
E Lazio aspetta Cissé
TRATTATIVE IN TEMPO REALE. In Argentina sono convinti: la Roma è in pole per il fantasista del River Plate, e a breve l'annuncio di Bojan. La Lazio aspetta l'arrivo dell'attaccante francese Cissé.

Ma chi è convinto? Da quante settimane si dice 'a breve l'annuncio di ...(nome a piacere)'?

Pergianluca

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Citazione di: Flaminio il 06 Lug 2011, 15:49
"Atto di eroismo"... questi non conoscono il significato delle parole.
Secondo me il signor Gianluca Piacentini non conosce il significato di tante altre parole.
Quello che stupisce, piuttosto, è che un articolo che probabilmente sarebbe stato scartato anche dalle fanzine in distribuzione nella zona dell'Ardeatina riesca a farsi spazio sulla home page del Corriere.

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