Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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NatoIl9Gennaio

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Citazione di: borges il 28 Set 2012, 15:42
Anche a me.....
Peggio della enron (che portó alla chiusra della storica arthur andersen...).

StylishKid

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Tra l'altro, ad aver del tempo da perdere tra lo sterco, non sarebbe male poter vedere i civilistici delle due legal entity.
Da quello che si legge qui sopra, la Merda Spa, quotata, è perfettamente sana, o così sembra.
Il vero polmone con bacilli [cit.] è la tal Soccer Sailcazzo SAS, controllata dalla merda SpA al 100%, a cui è stato conferito il marchio anni fa.
Tra l'altro sta Soccer continua a distribuire dividendi sopra, in barba ai creditori che continuano a finanziarla.
Che guarda caso si chiamano Unicredit e fam. Sensi.....
Questo ho potuto evincere da una lettura veloce e dal livello (scarso) di info prodotte.

Eagle70

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Citazione di: Tarallo il 21 Set 2012, 21:11
OT
Ricordo tanti anni fa qualcuno apri' un topic sul sesso orale, e il primo a rispondere fu Blow. Lo feci notare, e un sagace netter aggiunse che il massimo sarebbe stato se il secondo a rispondere fosse stato il netter giobbe
EOT

ah ah ah...
me ne assumo la piena paternita'.
ma come hai fatto a ricordartene?
stiamo parlando di roba di 6-7 anni fa...
cmq ad onor di cronaca, vorrei specificare che il topic fu aperto da blow e il primo a intervenire fu giobbe.
oddio, a ripensarci ancora rido
:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:


Barocco

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Balloon Denuncia Unicredit

Ilaria Sacchettoni per il "Corriere della Sera - Roma"


Il presidente di Balloon Spa, Roberto Greco, denuncia Unicredit per l'applicazione di tassi usurai. A fronte dei prestiti concessi accusa l'azienda - la banca l'avrebbe obbligata ad acquistare dei derivati rischiosi, con una perdita per le casse di circa 9 milioni di euro. Molti i punti vendita chiusi dopo l'estate. I pm hanno aperto un'inchiesta. Secondo la banca, l'esposizione di Balloon sarebbe superiore alle cifre finora dichiarate.
Tassi di interesse vicini all'usura. Condizioni vessatorie nei confronti dell'impresa indebitata. Obblighi tanto onerosi quanto soffocanti per l'impresa.
La Procura indaga su Unicredit per la denuncia presentata da «Balloon spa», l'impresa nata a fine anni Settanta da una felice attività di import dalla Cina della famiglia Greco. Nel fascicolo assegnato al pool dei reati economici, coordinato dall'aggiunto Nello Rossi, non ci sono iscritti per il momento. Gli investigatori ragionano su un aspetto in particolare: il fatto che, a fronte dei prestiti concessi all'impresa, la banca avrebbe obbligato il management alla compravendita di derivati particolarmente rischiosi. Una procedura in vigore anche per altre imprese ma che in questo caso, secondo una perizia di parte, depositata con la denuncia dall'avvocato Alessandro Diddi avrebbe rischiato di condannare l'azienda.
Le vicissitudini di «Balloon», già in crisi di liquidità e con diversi negozi sottoposti a chiusura obbligata dalla fine dell'estate, erano note solo in modo frammentario. Impresa dal fatturato in crescita fino agli anni Novanta, poi in crisi, quindi rilanciata con il marchio «Blunauta» (per il quale aveva sfilato anche l'attrice Charlize Theron) mentre una rete parallela di negozi, sotto il logo della mongolfiera («Balloon») continuava a vendere le collezioni precedenti a prezzi popolari. Trecento dipendenti nel suo momento più felice, ora ridotti a 120, tutti in cassa integrazione. Chiusi i negozi storici tra piazza Mignanelli e via Cola di Rienzo, l'impresa versa in uno stato di asfissia.
Il debito di Balloon nei confronti di Unicredit si aggira attorno ai 6 milioni e mezzo di euro ma, secondo una perizia commissionata dalla stessa azienda, l'acquisto dei derivati imposto dall'istituto di credito sarebbe già costato all'azienda nove milioni di euro. Con un simile capitale nelle sue disponibilità la società presieduta ora da Roberto Greco avrebbe potuto riprendersi dall'impasse, lamenta il suo gruppo dirigente.
«Siamo sopravvissuti a diverse crisi economiche in passato ma ora rischiamo di chiudere per una gabbia finanziaria imposta» dice Greco, amareggiato. Secondo fonti Unicredit la banca avrebbe tentato di concludere un piano di rientro senza risultato mentre l'esposizione complessiva di Balloon sarebbe più alta di quella dichiarata indipendentemente dai derivati acquisiti. Una vicenda sulla quale è già in corso, dall'anno scorso, una controversia al Tribunale civile.


Della Valle Acquista Entra in Unicredit

ilSole24Ore

Poco più di 50 milioni di euro per una quota che si aggira intorno allo 0,26 per cento di UniCredit. A tanto ammonta l'investimento di Diego Della Valle per entrare nel salotto buono di Piazza Cordusio, una scelta maturata a inizio anno in occasione dell'aumento di capitale della banca.
L'operazione è stata condotta attraverso la finanziaria Di.Vi., la scatola in cui si trova anche il 53,6% di Tod's, dopo la chiusura del bilancio 2011; la holding dell'imprenditore marchigiano ieri ha informato che, tramite la società fiduciaria Servizio Italia, ha acquisito 15,25 milioni di azioni UniCredit per un investimento complessivo di 50,1 milioni. Di queste, 7,2 milioni di azioni sono state acquisite tramite partecipazione all'aumento di capitale della banca e 8,05 milioni «operando direttamente sul mercato».
Dunque Della Valle, come si era ventilato a inizio anno, è stato tra i più attivi della fase di riassetto innescata dal maxi aumento di capitale da 7,5 miliardi varato a gennaio da UniCredit. Un riassetto che - tra i soci italiani - ha visto scendere il peso delle Fondazioni ma salire quello dei privati: oltre all'ingresso di Diego Della Valle, infatti, c'è stato anche quello di Francesco Gaetano Caltagirone, con una quota stimata intorno all'1%, mentre altri soci storici come Carlo Pesenti, la famiglia Maramotti e Leonardo Del Vecchio hanno confermato il proprio sostegno; A proposito di quest'ultimo, è da ricordare che a metà luglio ha ulteriormente ritoccato al rialzo al 2% la propria quota (da un precedente 1,4%), portando così la pattuglia dei grandi soci italiani al 15% del capitale della banca. Per tutti coloro che hanno comprato a inizio anno, la scelta sembra essere stata premiata, visto che dai 2,2 euro di inizio gennaio, quando era partito l'aumento, il titolo staziona oggi stabilmente al di sopra dei tre euro (ieri ha chiuso a 3,35 euro, in aumento dello 0,84 per cento).

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italicbold

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Citazione di: Eagle70 il 28 Set 2012, 16:31
cmq ad onor di cronaca, vorrei specificare che il topic fu aperto da blow e il primo a intervenire fu giobbe.


Anch'io mi ricordo cosi'.
Il primo a rispondere fu Blow e poi scrisse Giobbe.

polentes

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Citazione di: NatoIl9Gennaio il 28 Set 2012, 15:57
Peggio della enron (che portó alla chiusra della storica arthur andersen...).

colpo basso ricordare enron a un arthurino di allora...

Tarallo

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Citazione di: Eagle70 il 28 Set 2012, 16:31
ah ah ah...
me ne assumo la piena paternita'.
ma come hai fatto a ricordartene?
stiamo parlando di roba di 6-7 anni fa...
cmq ad onor di cronaca, vorrei specificare che il topic fu aperto da blow e il primo a intervenire fu giobbe.
oddio, a ripensarci ancora rido
:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:

Citazione di: italicbold il 28 Set 2012, 17:31
Anch'io mi ricordo cosi'.
Il primo a rispondere fu Blow e poi scrisse Giobbe.

Adesso vedo se si puo' recuperare, ma no sono abbastanza certo. La coincidenza non avvenne, venne soltanto evocata (brillantemente, come detto). Ma potrei sbagliarmi, successe gia' una volta nel '99..  :DD

DaMilano

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interessante articolo su "ilfattoquotidiano".........


Roma in crisi e sconfitta dalla Juve. E la società non investe su sè stessa
Batosta di sabato sera contro i bianconeri, ma il problema è la gestione finanziaria. Nel 2011 sono spesi 66,75 milioni di euro per gli acquisti a fronte di introiti per 24,12 milioni e nel 2012 sono spesi 39,3 milioni a fronte di un incasso di 18,1 milioni

di Luca Pisapia | 2 ottobre 2012Commenti (4)

La batosta di sabato sera contro la Juventus, un 4-1 senza appello che avrebbe potuto essere più pesante, apre ufficialmente la crisi della As Roma. I media nazionali e le radio locali mettono sotto processo il tecnico boemo Zdenek Zeman, passato in soli due mesi dal ruolo di messia a quello di capro espiatorio. La situazione sul campo non è certo eccellente. In cinque partite giocate (esclusa quindi la vittoria a tavolino 0-3 di Cagliari, che tra l'altro la Disciplinare potrebbe anche decidere di togliere facendo invece rigiocare la gara e penalizzando la società sarda in classifica) solo 5 punti conquistati: con 9 gol fatti e 11 subiti. Nel dopopartita contro la Juventus poi, le dichiarazioni di De Rossi ("non possiamo lottare per lo scudetto"), Zeman ("la squadra non mi segue") e Sabatini ("acquisti sopravvalutati") palesano un profondo malessere. Ma il problema della AS Roma è, prima di tutto, societario.

Nel luglio del 2011 la Roma diventa la prima società di calcio di proprietà straniera, grazie ad un gruppo di finanzieri americani allora rappresentati dal volto pacioso di Thomas Di Benedetto. Da allora la società è controllata per il 78% dalla Neep Roma Holding, società a sua volta controllata al 60% dagli americani e al 40% da Unicredit, che ai tempi rilevò il club nell'ambito della ristrutturazione del debito di Italpetroli. Un'operazione, quella degli americani, che se non è stata a costo zero poco ci manca. Le modalità d'acquisto della AS Roma ricalcano infatti quelle con cui la famiglia Glazer si è impossessata del Manchester United, il cosiddetto leverage buy out, dove grosso modo si chiedono al vecchio proprietario i soldi in prestito per l'acquisto del loro prodotto.

Dal 2011 la Roma investe pesantemente sul mercato calciatori, meno in se stessa. Nel 2011 sono spesi 66,75 milioni di euro per gli acquisti a fronte di introiti per 24,12 milioni (saldo negativo di 46,5 milioni). Nel 2012 sono spesi 39,3 milioni a fronte di un incasso di 18,1 milioni (saldo negativo di 21,2 milioni). In totale, in due anni il saldo negativo sfiora i 70 milioni: una curiosa eccezione in un panorama generale dove tutti cercano di risparmiare, che farebbe presagire un notevole disponibilità economica. Eppure non è così. L'aumento di capitale societario di 50 milioni deciso a gennaio, e richiamato "con urgenza" prima a maggio e poi a giugno è rinviato a dicembre. Il motivo è semplice, nessuno vuole mettere i soldi in una situazione societaria disastrosa. La relazione finanziaria semestrale approvata a febbraio 2012 recita che la posizione finanziaria netta risulta a debito per 61,4 milioni e il patrimonio netto consolidato di euro. E mentre si attende come fosse manna dal cielo il via libera per i lavori di costruzione del nuovo stadio, in soli due anni si assiste ad avvicendamenti in serie in tutti i settori.

Sul campo Destro sostituisce Borini, Castan arriva al posto di Kjaer e così via. E, soprattutto, Zeman si siede sulla panchina di Luis Enrique. In società, James Pallotta prende il posto di Di Benedetto – diventando ad agosto il 23esimo presidente della As Roma – e il suo braccio destro Mark Pannes è a tutti gli effetti il nuovo plenipotenziario societario, che ha ufficiosamente defenestrato l'ad Franco Baldini, sempre più ai margini del progetto. In tutto ciò, con una società che spende sul mercato e non trova invece i soldi per una ricapitalizzazione urgente, al centro del mirino rimane solo Zeman. In un campionato povero di stelle, dove ad eccezione dello splendido Cavani tutti i campioni se ne sono andati a cercar fortuna altrove, ogni suo sospiro è interpretato, ogni silenzio decifrato. Quando poi parla, sembra debba cadere il mondo. E così, se la Roma non gira ecco che la responsabilità è di Zeman: integralista, eretico, superato tatticamente, inadatto nella preparazione fisica. Un concentramento di fuoco sul tecnico che fa buon gioco nel coprire le cause reali e concrete della crisi della As Roma: quelle di una società finanziariamente sull'orlo del precipizio e che in soli due anni ha messo in campo a caro prezzo due 'progetti' antitetici. Poi certo, lasciare campo aperto a Pirlo non aiuta.

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visto che tra qualche giorno dovrebbero uscire dati 'certificati', mi lancio coraggiosamente in un toto-debito del gruppo ASR

a) tra 50 e 80 milioni
b) tra 80 e 100 milioni
c) oltre 100 milioni

io spero C

robylele

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topic aperto il 14 ottobre del 2010, ilfatto c'ha messo due anni a scoprire l'acqua calda. Così so' boni tutti. Fino a quando unicredit vorrà portare avanti questa farsa ?

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Rorschach

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Possiamo pacificamente affermare che in realtà la Roma sta cercando di ripercorrere le orme dell'Udinese.

La dirigenza compra giocatori giovani, dandoli in mano ad allenatori ritenuti potenzialmente 'capaci' a valorizzarli, per poi venderli a prezzo maggiorato.

Questi giocatori però, possono valutarsi solo se la squadra va bene... in caso contrario ti ritrovi con una squadra senza introiti da coppe e con giovani a prezzo dimezzato (Lamela, Destro, Taxi, Piris, Castan, Dodò...).

E a questo punto il botto è certo!

(anche perchè non credo che tutti gli anni sia possibile avere fortuna come con kjaer, borini e bojan accollato dal milan...)

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Citazione di: lagazzella il 02 Ott 2012, 17:56
Possiamo pacificamente affermare che in realtà la Roma sta cercando di ripercorrere le orme dell'Udinese.

La dirigenza compra giocatori giovani, dandoli in mano ad allenatori ritenuti potenzialmente 'capaci' a valorizzarli, per poi venderli a prezzo maggiorato.

Questi giocatori però, possono valutarsi solo se la squadra va bene... in caso contrario ti ritrovi con una squadra senza introiti da coppe e con giovani a prezzo dimezzato (Lamela, Destro, Taxi, Piris, Castan, Dodò...).

E a questo punto il botto è certo!

(anche perchè non credo che tutti gli anni sia possibile avere fortuna come con kjaer, borini e bojan accollato dal milan...)

L'Udinese (cci sua) con lo stipendio annuale di Titty e DeRozzi ci campa vent'anni.

Rorschach

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Citazione di: Il Tenente il 02 Ott 2012, 18:05
L'Udinese (cci sua) con lo stipendio annuale di Titty e DeRozzi ci campa vent'anni.

Ma infatti questi stipendi ai nuovi non li paga più.
Cerca di acquisire giocatori comunque rivendibili (fatta eccezione per il terzino ex Palermo) con stipendi interessanti.

robylele

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Citazione di: lagazzella il 02 Ott 2012, 18:07
Ma infatti questi stipendi ai nuovi non li paga più.

fa parte del Ridimensionamento, che alcuni ancora chiamano Rivoluzione Culturale.

Ad oggi pagano 28 milioni lordi per 2 giocatori, gli altri sono sotto media. Così non c'è futuro.

syrinx

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Citazione di: lagazzella il 02 Ott 2012, 18:07
Ma infatti questi stipendi ai nuovi non li paga più.
Cerca di acquisire giocatori comunque rivendibili (fatta eccezione per il terzino ex Palermo) con stipendi interessanti.

mah, secondo me con la strategia dell'udinese ci azzecca poco. l'udinese acquista giocatori a due lire.
le merde acquistano a cifre assurde: osvaldo, lamela, destro.

in un modo o nell'altro, se la piajanoinderculo.

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Citazione di: syrinx il 02 Ott 2012, 18:14
mah, secondo me con la strategia dell'udinese ci azzecca poco. l'udinese acquista giocatori a due lire.
le merde acquistano a cifre assurde: osvaldo, lamela, destro.

in un modo o nell'altro, se la piajanoinderculo.

In realtà quando possono li prendono in prestito con diritto di riscatto o altri strategemmi.
Se poi il giocatore non va se ne liberano, altrimenti pagano effettivamente il prezzo del cartellino; credo anche Destro sia in prestito con diritto di riscatto, o comproprietà.

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Citazione di: lagazzella il 02 Ott 2012, 18:20
In realtà quando possono li prendono in prestito con diritto di riscatto o altri strategemmi.
Se poi il giocatore non va se ne liberano, altrimenti pagano effettivamente il prezzo del cartellino; credo anche Destro sia in prestito con diritto di riscatto, o comproprietà.
Destro l hanno preso in prestito con diritto di riscatto
ma il prestito (se non sbaglio) l hanno pagato 7 milioni più due giovani (1 a Genoa e l altro al Siena)
il riscatto sono altri 4,5 milioni
per un totale tra cash e primavera di quasi 15

chuck6

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Ma destro è erfuturodaaaanazionale. Lascia perde che ha segnato meno di nico lopez.

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