Citazione di: arkham il 13 Mag 2013, 10:08
Sul fatto che sia un pessimo allenatore qualcosa da aggiungere ci sarebbe, però.
All'inizio della sua carriera era bravissimo, la Fiorentina, ma soprattutto la Lazio e la primissima Inter, giocavano un buon calcio.
Poi si è adattato a vincere facile e l'Inter è diventata "palla a Ibra".
Un'involuzione continua, oggi della splendida banda Mancini non c'è rimasto nulla, il Mancity è una squadra catenacciara che si affida al talento delle sue punte.
Doveva essere l'Eriksson 2.0, è diventato la versione Beta di Dino Zoff.
Anche umanamente ha fatto scelte di facilità.
Il Mancini giocatore ha sempre avuto un'immagine di uomo "contro", di personaggio abbastanza fuori dagli schemi.
Ha vinto due scudetti da protagonista con due squadre di seconda fascia come la Lazio e la Samp, portandole una mentalità vincente che raramente (noi) o mai (la Samp) hanno avuto.
Anche in nazionale ha avuto una carriera difficile per la voglia di essere spesso e volentieri controcorrente.
Una specie di oggetto non identificato nel panorama del calcio italiano. Sempre fuori dai sentieri battuti, dalle squadre blasonate, dalle squadre di
potere. Come si dice.
E la sua stessa carriera da allenatore sembrava indirizzarsi su quella china, con due coppe Italia vinte con due squadre sull'orlo del baratro. Poi la scelta dei soldi.
E una lenta é inesorabile omologazione, anche, appunto, come personaggio.
Come uomo.
Perdendo, va detto, sia l'interesse che il
personaggio Mancini ha sempre suscitato, sia, forse, la sua capacità di trascinare alla vittoria anche chi non ci é mai riuscito.
Oggi vale un Benitez qualsiasi.