Io sono più affezionato per le
new-entry, ed allora la mia preferenza va alla più recente tra le tramvate cosmiche riomiche (se si eccettua la
coppainfaccia del 26 maggio ma quella è un'altra storia, eravamo parte attiva), l'1-2 con la samp di san Pazzini. Avevano vinto lo scudo, e dopo il primo tempo stavano pure in vantaggio.
Dalla disperazione levai Premium e mi misi a vedere un documentario su Rai storia, quelle trasmissioni interessanti ma dai ritmi lenti che servono, all'occorrenza, anche ad annacquare la tensione ed anestetizzare i nervi, prima del temuto ed ormai inevitabile carosello finale.
E invece dopo circa mezzora un urlo sovrumano, uno solo, una nota altissima tenuta per dieci secondi; al che la duplice domanda: chi sarà mai questo novello Pavarotti? Ma l'altra domanda era ancor più fondamentale: come mai un solo singolo urlo di una sola singola persona? se avessero segnato il 2-0 i canidi sarebbe stata una nuova Fuorigrotta, come per l'1-0.
E allora timidamente prendo il telecomando e digito 370: i giocatori della samp stretti intorno a Pazzini e sopra la didascalia dell'1-1.
Va bè, niente di che, era circa il 15°, i melmosi hanno più di mezzora per ristabilire la situazione. Però, da buon scaramantico, mi rimetto nella stessa identica posizione e naturalmente rivedo il canale 54.
A un certo punto ecco l'atteso
armageddon: scossa tellurica del 9° grado
Richter! Ci siamo ma, stranamente, il cataclisma dura solo un secondo: come mai di nuovo tutto tace? Rimetto ancor più timidamente il 370 e vedo Storari che rilancia il pallone dalla sua area e subito dopo il replay che fa vedere un gol di Toni annullato per fuorigioco. Fiiùùùù....
Di nuovo Rai storia ed intanto i minuti passano, niente. Ma tanto ero rassegnato: queste sono le classiche partite che si vincono con un gol al 90°, la questione era solo da stabilire chi avesse fatto il 2-1: io ero certo dell'
evergreen, il
rigorepaarioma.
Ed invece, proprio quando secondo i miei calcoli si stava avvicinando il 90°, ecco il secondo acuto del Pavarotti del palazzo di fronte! Non è possibile, pensai, questo sta scherzando ma intanto le dita sudanti spingono sommessamente i tasti 3 e poi 7, un secondo di rifiato e poi lo 0: san Pazzini esultante e la didascalia dell'1-2 che gronda sangue giallorosso!
Al che nun je 'a faccio più: apro la finestra e mi unisco all'acuto del Pavarotti di fronte, il quale apre anche lui la finestra e mi saluta con un sorriso a 32 denti. Non sapevo che di fronte a me abitava un mito!
Che poi l'ho conosciuto ed è un tifoso interista, da quel giorno grandissimo amico mio: in effetti se abbiamo goduto noi figuriamoci loro che grazie a quella partita vinsero lo scudo!