Keita Balde Diao (Topic ufficiale)

Aperto da Biancolazio, 19 Set 2013, 23:32

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Panzabianca

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Citazione di: matador72 il 13 Nov 2013, 09:06
Hai ragione ma a mio parere il paragone con Zarate non ha senso.
Keita' mi sembra abbia a 18 anni la tersta sulle spalle piu' di quanto l'abbia Zarate a 26 anni.
Zarate era un potenziale fenomeno, i numeri li ha sempre avuti, rovnato da chi gli gravitava attorno, fratelli e procuratori.
Però a questa storia dell'entourage io non credo tanto. Il giocatore s'è rovinato da solo perché è uno stupido. Una persona con un cervello da adolescente.
Altrimenti a giudicare da chi gli gravitava attorno ...Maradona non sarebbe dovuto nemmeno scendere in campo...

Panzabianca

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Citazione di: eaglemiky il 13 Nov 2013, 14:16
Il caso Zarate poteva capitare solo a noi. Un giocatore che fa il Fenomeno per un anno intero in campionato e coppa , che ti fa vincere partite da solo che poi si squaglia totalmente l'anno dopo. Ancora mi ricordo Catania Lazio due stagioni dopo dove in un tempo ha deciso la partita da solo , prima o dopo quasi zero. Un mistero assoluto.
però la storia del calcio è piena di casi simili.
Rebonato! 33 gol e  stagione da fenomeno in B. Lo compra la Fiorentina ...lo compra... :)

eaglemiky

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Citazione di: Panzabianca il 13 Nov 2013, 14:19
però la storia del calcio è piena di casi simili.
Rebonato! 33 gol e  stagione da fenomeno in B. Lo compra la Fiorentina ...lo compra... :)

A parte Rebonato in B  :D, in serie A di casi cosi clamorosi non ne ricordo molti. Imho in quell'anno li Zarate era secondo a pochi al mondo. Uno dei pochi giocatori che ti faceva partire potenzialmente alla pari contro tutti ....una sfiga assurda. Tipica storia da Lazio. L'unico paragone che mi viene in mente e' Toto' Schillaci , due anni da fenomeno e poi il nulla.

Alexxio

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da llsn:

Tobal racconta suo fratello Keita: "E' innamorato della Lazio! Eto'o rimase colpito dal suo talento"

"A 15 anni stupì Eto'o, ora vuole conquistare la Lazio". E ci sta riuscendo, Keita Blade Diao. Classe 95, soli 18 anni, giovinezza e cinismo sotto porta, primo gol in serie A la scorsa domenica, contro il Parma, siglando il provvisorio vantaggio. Non a tutti i bambini di 10 anni capita di palleggiare con Eto'o, che rimase folgorato dalle capacità del giovanissimo Keita, o di poter osservare da vicino le gesta dei vari Ronaldinho, Deco e Xavi. Una posizione privilegiata, quella di chi grazie al suo talento si allena al Camp Nou di Barcellona, agli albori della propria esperienza con il calcio. Poi il prestito al Cornelia, la decisione di non rientrare nelle fila blaugrana, e il proprio sguardo diretto altrove: Keita punta Roma, vuole seguire la rotta biancoceleste. Ma la Spagna rimane il sangue nelle sue vene e per combattere la nostalgia di casa, l'attaccante si è fatto raggiungere dal fratello maggiore Tobal, in quel di Formello, per qualche tempo i due ragazzi vivranno insieme. Ai microfoni de Il Tempo, Tobal Balde ha raccontato suo fratello, il baby-prodigio, il volto nuovo e fresco che sta facendo impazzire i tifosi biancocelesti, ma che, soprattutto, promette un futuro avvincente.

Tobal, che rapporto ha con suo fratello? "Ottimo, siamo molto uniti e ci vogliamo bene. Keita è un ragazzo speciale, si fa in quattro per tutti e soprattutto per la famiglia. Non potrei desiderare nulla di meglio".

Il calcio e il Barcellona. A quale età avete iniziato con il pallone? "Presto. Io a tre anni, Keita forse anche prima. Giocavamo con i nostri amici tutto il giorno: per strada, al campetto vicino scuola, era il nostro divertimento preferito. Tornavamo a casa molto tardi, stanchi ma felici, ho dei ricordi bellissimi".

E il Barcellona? "Del Barcellona siamo sempre stati tifosi. Keita è stato per qualche anno con loro, è cresciuto e maturato tanto, ha imparato la tecnica di base. Ora nella cantera c'è nostro fratello più piccolo, Mamadou junior(classe '91)".

Ricorda quel giorno con Eto'o? Per Keita che emozione è stata? "Grandissima, ricordo tutto. La sera prima non stava nella pelle, poi andò tutto benissimo. I giocatori della prima squadra furono chiamati per questo servizio televisivo, ma Eto'o rimase davvero senza parole nel veder palleggiare mio fratello. È sempre stato un piccolo fenomeno".

Poi la Lazio, la Primavera e il primo gol in serie A? "Eh già, speriamo che sia il primo di una lunga serie. Keita è innamorato della Lazio, è felice e soddisfatto del lavoro che sta facendo. Si allena sempre con grande impegno e non vede l'ora di migliorare".

A casa come hanno vissuto Parma-Lazio? "Con grande orgoglio, mio padre e mia madre sono contenti dell'esperienza che sta vivendo, al momento del gol sono esplosi di gioia".

Si parla di Keita come un predestinato. A quale stella del calcio lo paragona? "Lui ha sempre stimato e seguito con attenzione Ribery, Cristiano Ronaldo e Ronaldo. Un bel mix di questi tre non sarebbe male".

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Ro

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Citazione di: matador72 il 13 Nov 2013, 09:06
Hai ragione ma a mio parere il paragone con Zarate non ha senso.
Keita' mi sembra abbia a 18 anni la tersta sulle spalle piu' di quanto l'abbia Zarate a 26 anni.
Zarate era un potenziale fenomeno, i numeri li ha sempre avuti, rovnato da chi gli gravitava attorno, fratelli e procuratori.

era per far capire, che un fenomeno si può dire dopo varie stagioni da fenomeno, non perchè fa un gol a parma e dimostra di avere i numeri
Sennò famo come le merde, lasciamolo tranquillo di crescere
E sia chiaro a me Keità, me fa impazzì, quest'anno poi dovrebbere giocare titolare fisso

Citazione di: dani2110 il 13 Nov 2013, 14:12
Tanti amici? Ma perchè c'era qualcuno che diceva che era na pippa dopo che aveva vinto da solo la Coppa Italia?

Non ho capito il senso delle tue parole
Mi spiego meglio, i "tanti amici" erano riferiti ai miei amici, io dicevo "aspettiamo a dire che è un fenomeno", fui preso in giro per tutta l'estate dopo quella famosa stagione, alla fine della fiera avevo ragione io, ecco perchè dico, aspettiamo a dire che keità è un fenomeno
Ripeto grandi numeri, grandi potenzialità, ma tutte da dimostrare stagioni dopo stagioni
Lasciamolo tranquillo, tutto qui

AVANTI LAZIO

Daniela

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Thunder

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Ma l'avranno capito che questo è un attaccante o no? Mi è venuto questo dubbio, perché ho visto Radu urlargli addosso di seguire il loro terzino fino alla linea di calcio d'angolo e di fare addirittura le diagonali.

Caro Petkovic, va bene seguire il terzino, ma fino a un certo punto. Dopo deve essere la mezz'ala ad accompagnarlo, non può lui fare per 90 minuti tutta la fascia, non è un esterno di centrocampo, ma d'attacco. Deve essere in grado poi di saltare l'uomo e creare azioni da gol, per cui serve brillantezza, non lo puoi sacrificare e gestire cosi. Ecco perché poi si è un po spento nel secondo tempo.
E' per questo motivo che è da un mese che dico che vanno invertite le mezze ali e mettergli Onazi alle spalle per coprirlo e permettergli di rimanere alto, altrimenti questo scoppia e ti diventa nullo anche in avanti. Hernanes quel lavoro non lo sa fare molto bene, oltretutto con Candreva che rimane molto largo, Hernanes avrebbe più spazio ad inserirsi dalla destra. Si avrebbe sicuramente anche più equilibrio. Non ci vuole uno scienziato per capirlo!

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Magnopèl

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Keita è un'ala, ha gli stessi compiti che ha Candreva, per dire.

Thunder

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Citazione di: Magnopèl il 29 Nov 2013, 19:34
Keita è un'ala, ha gli stessi compiti che ha Candreva, per dire.
Non c'entrano niente. Candreva è un centrocampista e ha quelle caratteristiche, Keita è un attaccante. Candreva ti fa pure l'Ala pura nel 4-4-2, come esterno dei 4, o la mezz'ala in un centrocampo a 3, come fatto in Nazionale o in carriera. E' come mettere sullo stesso piano, per caratteristiche, CR7 a Di Maria o Neymar a Jesus Navas/Kuba Blaszczykowski/Cuadrado/Valencia ect.
Non hanno le stesse caratteristiche(te lo dimostra anche il campo) e non possono avere gli stessi compiti.

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Dal miuto 1.23, ascolta Mourinho come parla di Cristiano Ronaldo.

Biancolazio

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FabioPirovano

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Keita è un ala Come Candreva  :beer: :S :beer: :S come Signori era Terzino

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Citazione di: FabioPirovano il 29 Nov 2013, 20:08
Keita è un ala Come Candreva  :beer: :S :beer: :S come Signori era Terzino
Un video pure per te. :)
min 1.04

Thunder

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Citazione di: Magnopèl il 29 Nov 2013, 19:51


Dal miuto 1.23, ascolta Mourinho come parla di Cristiano Ronaldo.

Sta raccontando tante bugie(lo fa quando gli conviene, lo sappiamo), perché CR7 non rientra quasi mai, tranne in casi eccezionali. Tatticamente non ha mai il compito di seguire il terzino, anzi rientra più Benzema che lui. Ti faccio un esempio recente, anche eprché credo che l'abbiamo visto tutti il classico: hai mai visto Ronaldo seguire Dani Alves? L'ha fatto solo una volta quando ha perso palla ed ha subito un tunnel. E stiamo parlando della partita più sentita, figuriamoci in quelle altre.



p.s poi Mourinho è una persona ipocrita, perché nel video dice che il pallone d'oro non si può vincere senza aver vinto un trofeo importante e adesso rilascia interviste in cui dice che lo merita Ronaldo, quando sappiamo tutti che quest'anno non ha vinto niente e non ha nemmeno segnato più di Messi.

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Nel calcio di qualche anno fa nessuno avrebbe avuto dubbi nel definire l'ala un attaccante, ma da qualche decennio sulle fasce hanno dominato dei mediani o, se volete, giocatori "universali".

Magnopèl

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Cmq al di là di definizioni e tutto, io sono d'accordo che molto dipende dalle caratteristiche e dall'interpretazione del ruolo.

Per me (e per lui soprattutto) Keita deve stare sulla fascia sinistra in posizione offensiva. Quindi esterno nel 352? No, assolutamente.
Esterno nel 4141/4231/433? Perfetto, imho.

Come seconda punta, quindi in posizione più centrale, lo snaturi molto, ariimho.

Esprit Libre

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Credo che nella nomenclatura del calcio contemporaneo debba essere definito un "attaccante esterno".

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LazialeFerrarese

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a leggere di zarate mi sono messo a  :s

Thunder

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Citazione di: Magnopèl il 29 Nov 2013, 20:25

Esterno nel 4141/4231/433? Perfetto, imho.

Come seconda punta, quindi in posizione più centrale, lo snaturi molto, ariimho.

Forse non mi stai capendo, per me nel ruolo in cui sta giocando è perfetto, però non deve avere quelle disposizioni tattiche che lo obblighino a fare addirittura le diagonali profonde e seguire sempre il terzino. Lo seguisse fino a un certo punto, poi l'allenatore deve stabilire che dev'essere la mezz'ala a raddoppiare sull'esterno e dare una mano al nostro terzino per non farsi mettere in mezzo sulla fascia. Keita è uno che ti crea quasi sempre superiorità numerica(mette anche in soggezione gli avversari che sono costretti a raddoppiare la marcatura) e per fare ciò gli serve freschezza e brillantezza fisica, se te gli chiedi di rientrare sempre, lui la perde. 

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