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Tobal racconta suo fratello Keita: "E' innamorato della Lazio! Eto'o rimase colpito dal suo talento"
"A 15 anni stupì Eto'o, ora vuole conquistare la Lazio". E ci sta riuscendo, Keita Blade Diao. Classe 95, soli 18 anni, giovinezza e cinismo sotto porta, primo gol in serie A la scorsa domenica, contro il Parma, siglando il provvisorio vantaggio. Non a tutti i bambini di 10 anni capita di palleggiare con Eto'o, che rimase folgorato dalle capacità del giovanissimo Keita, o di poter osservare da vicino le gesta dei vari Ronaldinho, Deco e Xavi. Una posizione privilegiata, quella di chi grazie al suo talento si allena al Camp Nou di Barcellona, agli albori della propria esperienza con il calcio. Poi il prestito al Cornelia, la decisione di non rientrare nelle fila blaugrana, e il proprio sguardo diretto altrove: Keita punta Roma, vuole seguire la rotta biancoceleste. Ma la Spagna rimane il sangue nelle sue vene e per combattere la nostalgia di casa, l'attaccante si è fatto raggiungere dal fratello maggiore Tobal, in quel di Formello, per qualche tempo i due ragazzi vivranno insieme. Ai microfoni de Il Tempo, Tobal Balde ha raccontato suo fratello, il baby-prodigio, il volto nuovo e fresco che sta facendo impazzire i tifosi biancocelesti, ma che, soprattutto, promette un futuro avvincente.
Tobal, che rapporto ha con suo fratello? "Ottimo, siamo molto uniti e ci vogliamo bene. Keita è un ragazzo speciale, si fa in quattro per tutti e soprattutto per la famiglia. Non potrei desiderare nulla di meglio".
Il calcio e il Barcellona. A quale età avete iniziato con il pallone? "Presto. Io a tre anni, Keita forse anche prima. Giocavamo con i nostri amici tutto il giorno: per strada, al campetto vicino scuola, era il nostro divertimento preferito. Tornavamo a casa molto tardi, stanchi ma felici, ho dei ricordi bellissimi".
E il Barcellona? "Del Barcellona siamo sempre stati tifosi. Keita è stato per qualche anno con loro, è cresciuto e maturato tanto, ha imparato la tecnica di base. Ora nella cantera c'è nostro fratello più piccolo, Mamadou junior(classe '91)".
Ricorda quel giorno con Eto'o? Per Keita che emozione è stata? "Grandissima, ricordo tutto. La sera prima non stava nella pelle, poi andò tutto benissimo. I giocatori della prima squadra furono chiamati per questo servizio televisivo, ma Eto'o rimase davvero senza parole nel veder palleggiare mio fratello. È sempre stato un piccolo fenomeno".
Poi la Lazio, la Primavera e il primo gol in serie A? "Eh già, speriamo che sia il primo di una lunga serie. Keita è innamorato della Lazio, è felice e soddisfatto del lavoro che sta facendo. Si allena sempre con grande impegno e non vede l'ora di migliorare".
A casa come hanno vissuto Parma-Lazio? "Con grande orgoglio, mio padre e mia madre sono contenti dell'esperienza che sta vivendo, al momento del gol sono esplosi di gioia".
Si parla di Keita come un predestinato. A quale stella del calcio lo paragona? "Lui ha sempre stimato e seguito con attenzione Ribery, Cristiano Ronaldo e Ronaldo. Un bel mix di questi tre non sarebbe male".