Sta di fatto che da quando esistono i social network certe cose sono sempre più lampanti:
io sono anni che vedo che a ogni anniversario della scomparsa di Di Bartolomei ci sono miei contatti Laziali che lo ricordano, me compreso. Quando se ne è andato Amedeo Amedei idem. Gesti rispettosi, "oltre i colori", sinceri, perché bene o male conosco le intenzioni di chi scrive.
E idem anche per infortuni di questo tipo: ho amici Laziali non lazionetter anche, che su facebook scrivono "beh mi dispiace, auguri sinceri a Strootman". E così via per una serie di altre cose.
Dall'altra parte questo non c'è mai. Mai. Mai.
Manco da parte del più "illuminato", civile, meno contagiato dal morbo assurdo del romanismo. Ammesso che esista una forma "lieve" di questa patologia sociale che ormai ha abbondantemente tracimanto dall'ambito sportivo. Non c'è stata una singola [...] che abbia espresso dispiacere alla scomparsa di Chinaglia. Non uno che un cazzo di 28 ottobre scriva un pensiero su Vincenzo. Anzi, al massimo ci sono i "sipperoisti" su Tzigano, come quel "giornalistucolo" del Romanista di cui non ricordo manco più il nome.
Ecco, magari non tutti i laziali "volano alto".
Ma nessun nessun nessunissimissimo romanista si eleva dalla piscina di merda in cui grufolano tutti in massa, dal primo all'ultimo, costantemente.