L'angolo del buonumore (Articoli divertenti - stagione 2011/2012)

Aperto da Biafra, 23 Mag 2011, 19:21

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ZombyWoof

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Citazione di: Palo il 26 Lug 2011, 08:53
Sinceramente a leggere questa prosa (?!) sincopata di prima mattina mi fa venire il mal di mare! Ho la stessa sensazione che si prova quando si va in macchina con quei signori, anzianotti, quelli della Lancia Flavia, col cappello in testa e le tendine sul lunotto posteriore. Quelli che guidano a scatti, un secondo di acceleratore e poi il piede alzato, una altra accelerata (senza esagerazioni) ed un'altra alzata di piede ... un moto che alterna i 40 ai 20 all'ora ogni due secondi. Roba che ti fa rivisitare il pranzo della comunione ...

Dei contenuti ... Mah! Ci sono dei contenuti?

ahah  è proprio vero.   una volta insegnavano a guidare in quel modo, forse per evitare con colpi secchi il consumo dei freni

ralphmalph

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Citazione di: Biafra il 26 Lug 2011, 08:13
Me so bastate le prime tre righe per famme sputà il caffè... mrtccs..:rotfl2:

Martedì 26 Luglio 2011 06:59
DALL'INVIATO A RISCONE

Roma, che bello averti al mondo
TONINO CAGNUCCI

Cosa resterà di questo ritiro Anni 80? Tan-credi! Tan-cre-di! Tan-cre-di! Tancredi con gli ultrà che gli danno la maglia col fulmine. E lo striscione scritto rosso su sfondo bianco: "Bentornato a casa, Franco". Le parole di un altro Franco sull'insostenibile leggerezza dell'essere Francesco Totti che però la legge la Repubblica.
La barba lunga che non è sintomatica di nessuna frustrazione di De Rossi. La voglia di De Rossi. Il rinnovo di De Rossi. L'offerta al ribasso. No, al rialzo. Un'asta a Brunico per ricomprarsi la maglia. Per ora da solo. Un gioco. Quello di Luis Enrique che sono mille giochi: acchiapparella, nascondino, giro-girotondo, calcio-tennis, calcio-basket che non esiste, pallamano che è palla avvelenata. Il calcio di Luis Enrique. Che cosa resterà di questo ritiro se questo è stato soprattutto il ritiro di Luis Enrique? Una promessa di rivoluzione. Bambini che giocano a pallone.
Diciassettenne titolari. Diciannovenni comprati per decine di milioni. La Primavera della Roma. La pesca di Pigliacelli. Viviani che sembra grande grande. Tutto il resto è Bojan. Sacchi, che è stato per questo sport – purtroppo o per fortuna eravamo catenacciari italiani – un avanti e un dopo Cristo, che arriva e incorona Luis Enrique. Gli parla di non aver paura del nuovo, di eversione, non riferendosi soltanto al mondo del pallone. Sì, è qui che si fa la rivoluzione. Politica: è la ricerca della felicità, l'emendamento che sta alla base della carta dei diritti e dell'uomo. Lincoln era asturiano. Sacchi che a Luis Enrique gli dice: "Benvenuto all'Inferno!". E lui, Luis sorride. E' il suo paradiso. Angel. A Brunico. "Mille giorni di te e di me" cantati dallo staff. E sembra una promessa. "Roma Roma" è invece l'inno e Luis Enrique lo fa tornare un inno. La neve su Plan de Corones (o come se chiama). Il sole, la pioggia e il sole nella pioggia. I viaggi dei fratelli Della Zonca, uno dal Lussemburgo e l'altro da Londra, e si rivedono solo per la Roma. La cena in baita della squadra. La squadra.
La Roma. Eeeeh oooooh forza magica Roma. Luigino Ghizzoni che di Ghizzoni Ghizzoni è il cugino. L'I-pad in campo. Gli occhiali scuri. L'erba bassa, la palla mai alta. Heinze centrale. Menez che se ne va nel modo come giocava: senza farsi accorgere. Adieu. Gli americani che se ne vanno. Anzi no tornano. La banca che fa il comunicato. Gli americani che se ne rivanno. No tornano. Non se ne sono mai andati. Welcome. Arriva Sabatini e si compra le sigarette in conferenza. Un po' di fumo. Va via. Vanno via tutti mentre arriva pure Stekelenburg. Va via la gente. I tifosi. E lasciano uno striscione nella tribunetta vuota di Riscone: "Roma che bello averti al mondo". Ecco che resta: l'amore per la Roma. Ciò che non andrà mai via.

Il mondo visto da Cagnucci


arturo

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Citazione di: Palo il 26 Lug 2011, 08:53
Sinceramente a leggere questa prosa (?!) sincopata di prima mattina mi fa venire il mal di mare! Ho la stessa sensazione che si prova quando si va in macchina con quei signori, anzianotti, quelli della Lancia Flavia, col cappello in testa e le tendine sul lunotto posteriore. Quelli che guidano a scatti, un secondo di acceleratore e poi il piede alzato, una altra accelerata (senza esagerazioni) ed un'altra alzata di piede ... un moto che alterna i 40 ai 20 all'ora ogni due secondi. Roba che ti fa rivisitare il pranzo della comunione ...

Dei contenuti ... Mah! Ci sono dei contenuti?

Hai sintetizzato perfettamente le sensazioni che provo ogni volta che leggo cgnuccio.

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Maremma Laziale

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Citazione di: Tarallo il 26 Lug 2011, 08:41

CitazioneLa neve su Plan de Corones (o come se chiama)

Visti i tuoi scritti, opterei per Plan de Coj0nes, che dici?

Che poi questa falsa ignoranza da un fastidio assurdo. Prima scrive esattamente il nome della montagna, poi ci fa il simpatico con quel tra parantesi "o come se chiama". Come a dire, sono uno di voi, 'sti strani nomi del nord Italia ci fanno girare la testa e noi, che siamo il magnifico bobolo che parlamo come magnamo eredi dell'impero, gli storpiamo tutta la toponomastica a 'sti padanucci.

Poi certo, Plan de Loicnego sarebbe stato molto più appropriato :)

jp1900

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Citazione di: Maremma Laziale il 26 Lug 2011, 09:50

Che poi questa falsa ignoranza da un fastidio assurdo. Prima scrive esattamente il nome della montagna, poi ci fa il simpatico con quel tra parantesi "o come se chiama". Come a dire, sono uno di voi, 'sti strani nomi del nord Italia ci fanno girare la testa e noi, che siamo il magnifico bobolo che parlamo come magnamo eredi dell'impero, gli storpiamo tutta la toponomastica a 'sti padanucci.

Poi certo, Plan de Loicnego sarebbe stato molto più appropriato :)

:sisisi: :agree:

Sirius

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No, niente, solo due cose...
La prima:

Citazione di: Biafra il 26 Lug 2011, 08:13
Menez che se ne va nel modo come giocava: senza farsi accorgere. Adieu.

Questo e' uno ci e' stato spacciato per tre anni come un fenomeno mondiale di valore assoluto, al pari di Zidane e Platini. Oggi, per loro, se ne va esattamente come giocava, cioe' senza farsi accorgere.
Ve dovreste solo che vergogna', ma lo so, magno tranquillo (cit.)

La seconda:
ho notato come da circa 10 giorni a questa parte, nella homepage di Repubblica.it alla sezione sport (in fondo) c'e' sempre sempre sempre (ripeto, da 10 giorni circa) un trafiletto dedicato alle merde...
Accostate a Inter, Milan, Juventus e Napoli...
Qualcuna di queste 4 puo' anche mancare, ma le merde, non mancano mai....

Era cosi', giusto per chiacchierare... :)

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Ranxerox

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Citazione di: Sirius il 26 Lug 2011, 10:59
No, niente, solo due cose...
La prima:

Questo e' uno ci e' stato spacciato per tre anni come un fenomeno mondiale di valore assoluto, al pari di Zidane e Platini. Oggi, per loro, se ne va esattamente come giocava, cioe' senza farsi accorgere.
Ve dovreste solo che vergogna', ma lo so, magno tranquillo (cit.)

Ecco appunto, da ieri, dopo la notizia di Stekelemburg leggo nei vari topic una rivalutazione generale del mercato della roma. Lamela, se verrà (probabilmente appena venduto Vucinic) e Bojan, non sono altro che la riproposizione dell'arrivo di Menez, un film già visto. "Amo preso du' fenomeni", e pure questi saranno sicuramente più forti de Snaijde'.
In realtà spesso ad Agosto so' tutti fenomeni, soprattutto quelli che vanno alle merde (oggi a 'na radio speravano che non si ripetesse l'operazione Gurenko). Proabilmente usciranno Menez, titolare fisso della nazionale Francese e Vucinic (nazionale Montenegrino) che proprio una pippa ar sugo nun è. Entrano uno che agli Europei under 21 ha fatto panchina nella Spagna (Kozak, un pari età, nello stesso torneo ha giocato fino alla semifinale da titolare fisso) ed uno che ha partecipato attivamente alla prima storica retrocessione del River. C'è inoltre un terzino del Barça B costato un pochino di più di Lulic che Riise, nazionale Norvegese, 'proprio 'nse poteva più vede''.
Se il Barça avesse ritenuto Bojan meritevole di giocare a certi livelli non avrebbe speso 40 milioni di euro per un giocatore delle medesime caratteristiche e dal medesimo ruolo (Sanchez). Mentre, su Lamela, nel periodo in cui non era ancora attenzionato dalla 'maggica' e dai suoi propagandari di regime, da alcuni addetti ai lavori neutrali si erano letti giudizi sul fatto che non fosse ancora assolutamente pronto ad affrontare un campionato di livello come quello Italiano perchè giudicato troppo acerbo.
Il terzino non lo giudico non sapevo manco che esistesse ma sarà un campione pure lui, a me però Riise m'è sempre piaciuto.
Partono tre certezze, arrivano tre incognite. Ma sicuramente si riveleranno tre Fenomeni già solo per il fatto di giocare vicino al Divino 35enne.
Oggi, per la prima volta, al lavoro i cugini erano nuovamente fomentati come mai dalla fine del campionato (e come succede sempre ad Agosto :) )
So' spuntati come i funghi dopo il temporale, in effetti è un estate piovosa. E a piazza Cordusio pare che le nuvole nere continuano ad addensarsi.
Per le radio, nello specifico Virgilio, già partivano le considerazioni per cui Menez (titolare della nazionale Francese) alla fine si è rivelato una emerita pippaccia, mentre di Vucinic si può fare tranquillamente a meno perchè, score alla mano, "nun è mai stato uno costante" e quindi tutt'apposto.
Contenti loro contenti tutti ma non sempre le scommesse si vincono (proprio come per Menez), senza considerare oltretutto l'incognita dell''asturiano' (definizione affascinante anzicheno', fa' tanto effetto, ma manco sanno 'ndo cazzo sta' l'Asturia, in verità, fino ad un mese fa, non sapevano neanche che era un allenatore).
Poi apro il forum e vedo che noi, che l'anno scorso semo arrivati sopra, nonostante abbiamo preso Cissè e Klose (470 gol in carriera, un po' più di due scommesse), Cana (27 anni, capitano del Marsiglia e titolare del Galatasaray) soprannominato il 'Guerriero' e valutato la bellezza di circa 7 milioni di Euro, più altre 3 o 4 operazioni di contorno (sempre che quella di Marchetti possa essere considerata tale, che se non ci fosse stata la clausola di recissione l'avremmo dovuto pagare forse più de Sterch-e-l'hamburg), nonostante ci possiamo permettere di tenere in panchina un fresco vincitore della coppa America (Gonzalez) che abbiamo titolari più forti, continuiamo imperterriti a martellarci i colleoni, ansiosi di sapere se 'il minestraro' (bella definizione per l'allenatore della tua squadra, ma dopo il 'salumiere',il 'mercenario', il 'verme' e l''incapace', ce sta' tutta) sarà in grado di riuscire a fare un campionato di vertice. D'altronde lui nun li fa gioca' a nascondino, acchiapparella, palla avvelenata, nun vole la palla a terra, nun fa l'allenamenti co' l'Ipad, nun c'ha li schemi d'attacco, uno stereonzo qualunque quindi.
Sicuramente in questa città c'e uno sbilanciamento nella comunicazione e abbiamo giustamente la sensazione di essere sempre sotto assedio, però quanno è troppo, è troppo!
Nun dico de diventa' come i peperones che s'abbottano de ca.zzate, ma un po' di sano entusiasmo nun guasterebbe mica.
Eccheccazzo!

:since  :asrm

Sirius

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E come darti torto, Rank?

E' giusto di ieri l'articolo del Fessaggero dove si dipinge Cana come "Il mistero del mercato".
Un giocatore appena arrivato, con pochissimi allenamenti in corpo complice anche una fastidiosa influenza, 12 giorni di ritiro e di preparazione atletica sulle gambe, un paio di amichevoli e gia' si parla di mistero, di fallimento, di scontro tra Reja e Tare, di "forse non serviva"...
Ovviamente di parla di uno che dovunque ha giocato ha fatto il capitano, di uno adorato dai tifosi per la grinta e il coraggio che mette in campo, per il carisma e la personalita'...

Per noi, ovviamente, e' soltanto un punto interrogativo, un mistero tattico, un acquisto di troppo.
Oggi.
Il 25 di Luglio.

Dall'altra parte c'abbiamo tutta una serie di acquisti di Serie B.
Non lo dico per partito preso, non lo dico perche' antiromanista convinto.
Lo dico perche' e' oggettivamente cosi'.
Luis Enrique allenava in Serie B
Bojan Krkic ha fatto gli ultimi due anni in Serie B
Nego viene dalla Serie B francese, dove non era nemmeno titolare.
Lamela e' andato in Serie B con il River.
Pero' sono fenomeni (loro).
Pero' c'hanno il progetto* (loro)
Pero' puntano sui giovani (loro)

A me non frega una ceppa se continuano a incensare la controparte giallograna, sai che cazzo mi frega...
Sono decenni che fanno cosi', sono lustri che partono come una delle pretendenti alla Champions League, alla pari con Juve, Milan, Barcellona e Manchester, sono anni che vincono lo scudetto di Agosto...
Poi pero' (come dice Tarallo) a fine anno si ritrovano a fronteggiare l'atroce dilemma...
A me frega poco di quello che scrivono di loro.
A me interessa che lascino in pace noi o, perlomeno, dopo ogni articolo che ci riguarda mettano in calce la dicitura "Tifare Lazio nuoce gravemente alla salute. E' per questo che proviamo a spegnere ogni vostro entusiasmo".

* Mo' pure er progetto c'hanno copiato. Gia' parlano de proggggetto Arsenal, se non fosse c'hanno aa cantera e che so' diventati satelliti giallograna der Barcellona...

Biafra

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Da leggere e gustare a fondo a piccole dosi. Io me so fermato alla E di Erba.. :poof:

L'ALFABETO DI RISCONE - Dall'acchiapparella all'Itagnol, l'abc della Revolucion

TONINO CAGNUCCI


A Acchiapparella. È l'esercizio simbolo di questo ritiro così come il trasportare la porta da parte della squadra fu quello simbolo di Spalletti a Castelrotto. È l'immagine più bella e poetica di tutto Riscone 2011. È stato in assoluto anche il primo esercizio fatto fare da Luis Enrique alla sua nuova squadra. Alla fine c'era tutta la Roma che si teneva per mano.
B Baita. È dove Lucho ha portato la squadra a cenare proprio la sera in cui a Roma e sui giornali scoppiavano le polemiche e gli allarmi per il closing fra gli americani e Unicredit. Già a Trigoria, nel primissimo giorno di raduno, aveva accorpato i tavoli, quella sera ha fatto qualcosa di più. Nessuno dei giocatori in questo ritiro si è mai seriamente impensierito per le questioni societarie. Tutto il resto è Bojan.
C Commando Ultrà Curva Sud. Se a qualcuno dà fastidio non è romanista. Commando Ultrà Curva Sud quassù, Commando Ultrà sempre. C'erano i "vecchi" del Cucs qui a Riscone – come sempre – ma stavolta più di altri ritiri recenti la loro presenza ha avuto un peso simbolico e un calore storico. La maglietta col fulmine data a Franco Tancredi a quelli battezzati da quella Roma e da quella Curva Anni 80, è stata un balsamo e un'emozione. Romanista.
D De la Pena. Dire DiBenedetto sarebbe troppo facile, e non bisogna ancora nominarlo invano. Ivan invece sì, come hanno fatto i tifosi della Roma che scherzando, ma mettendo i puntini sulle i sul suo passato gli hanno cantanto: «Tajate, tajate i capelli, De la Pena tajate i capelli». E così sul passato gli hanno fatto una riga.
E Erba. Quella del campo dev'essere alta non più di 1,8 centimetri. A Riscone era più alta, Luis Enrique ha provato a farla tagliare, ma il terreno si sarebbe rovinato. All'Olimpico vuole la stessa cosa: 1,8 centimetri e sopra acqua. Prima di ogni partita la bagnerà. La palla deve schizzare.
F Franco e Francesco. Se una parola può incrinare un rapporto, un'iniziale può rifarlo tornare normale. Forza Roma.
G Gonzalez Robert Moreno. Lui è il tattico dello staff di Luis Enrique (anche se così ci chiamano Simone Beccacioli). Gonzalez è stato il più giovane essere umano della storia della Catalogna ad aver conseguito il titolo nazionale di allenatore. All'epoca aveva 24 anni, adesso è vecchio per i parametri rivoluzionari di questo team: stiamo a 34.
H Hobby. Quello di Pigliacelli è la pesca, la cosa rilevante è che a parte il portierino nessun altro calciatore della Primavera, pardon della Roma (qual è la differenza, se si tratta di fiorire?) in una conferenza giustamente apparecchiata per loro (Verre, Viviani, Caprari e Antei) ha dichiarato di averne uno qualsiasi. «Venite a pesca con me» allora ha detto Pigliacelli. La battuta migliore delle conferenze di Riscone è la sua.
I "Itagnol". È la particolare lingua che parla Luis Enrique, la definizione l'ha data lui stesso. Un creatore è un creatore sempre. In campo e fuori. Nella vita e nel calcio (perché il calcio non è vita?). Itagnol fa rima pure con Inno. Lui, Luis Enrique da Gijon lo ha cantato persino in romano. Qui siamo molto più lontano dell'esperanto. È un gradino dopo la speranza.
J Jeremy. E Jenny la tennista. Ormai con quel nome per il tifoso romanista c'è solo il cartone animato Anni 80 (e te credo) visto che Menez ha preferito lasciar perdere e tornare a casa al PSG.
K Krkic. Tutto il resto è ancora Bojan.
L Luis. Chi Luis? Lui, chi altri? Lucho. È stato il protagonista, il mattatore, la copertina, la scoperta, la conferma di questo ritiro. Tra un disegno di Tim Burton e un fumetto di Jacovitti, c'ha il fisico da cerino. Per un popolo che campa per divampare è la scintilla migliore. Sta per iniziare una nuova era romanisti: emozionatevi.
M Mental coach. Si chiama Antonio Llorente, è lui il vero "scocciato" della compagnia. È l'artefice dei girotondi, degli allenamenti ai quattro cantoni e a palla avvelenata, che fa applaudire la squadra alla squadra per imparare la gratificazione e far crescere l'autostima. Lo ha fatto anche per compagnie telefoniche dopo aver giocato vent'anni a basket nel Real Madrid.
N No. Sono quelli che sa dire questo allenatore. Chi insegna ad essere felici sa imparare la rinuncia e ha conosciuto la sconfitta. I no sono una serie di regole che devono assolutamente essere rispettate: niente chiacchiere che distraggono, nemmeno dalle tribune, niente cellulari mentre, tantomeno a bordo campo, niente tivvù dopo i primi quindici minuti di allenamento. E nessun atteggiamento sbagliato. Un comportamento si può sbagliare – ha chiosato in conferenza il filosofo di Gijon – un atteggiamento mai. No. Sennò vai fuori squadra. O a Parigi o a Manchester dove t'illuederai d'essere felice.
O Occhiali. Quelli di Luis Enrique. Li porta sempre. Quando gronda o nevica – a Plan de Corones o come si chiama è capitato – è costretto a togliersi ma solo per non farsi scoprire che è tutta una scaramanzia. Fu costretto – all'epoca – a metterli, poi tenendoseli vinceva e non se li è più tolti. Tutti allo stadio in 3D.
P Pigrizia. È la parola che rischiamo di portarci dietro per tutta la stagione. È l'espressione scivolosa usata da Franco Baldini a la Repubblica riferendosi a Francesco Totti. Non era un'accusa di negligenza, ozio e simili, ma il tentativo di esortare il capitano a non lasciar che sia tutto quello che gli sta intorno, a fare qualcosa perché non tutti e sempre si permettano di usare il suo nome. Tant'è, la lingua italiana è bella apposta.
Q Quattordici. La maglia di Bojan Krkic. Così come quella del padre del calcio a Barcellona, del profeta del gol nel mondo, Johann Cruyff, e così come il suo amico Thierry Henry. Così come Tigana, Rochetau, ogni tanto Chierico. E così tutto il resto è sempre Bojan.
R Rivoluzione. Ora e sempre Resistenza. Ora e sempre Roma. Evvai! che con un allenatore matto, un diesse completamente folle della follia visionaria dei poeti, un direttore che si specchia in Don Chisciotte e si trova pure troppo conformista, si può tornare ad assaporare la sensazione del vento fra i capelli con la sciarpa al collo della Roma per sfidare il mondo quando è noioso.
S Sabatini. Per forza e per amore. S'è già detto troppo e troppo poco di questo direttore sportivo che si porta in faccia il taglio di chi è condannato a inseguire il demone della bellezza, i sapori forti della vita, le pieghe nascoste per spiazzare la quotidianeità. Tradotto uno che t'ha portato Bojan, Lamela, Stekelenburg, Heinze e pure un Angel e manco te ne sei accorto.
T Tancredi. Anzi "Tan-cre-di! Tancre-di! Tan-cre-di!". Bentornato a casa Franco, scritto rosso su sfondo bianco.
U Uolter. Come Luis Enrique chiama sempre Walter. E' il suo Itagnol, è anche l'indice di una confidenza profonda. Baldini ha scelto Sabatini, Sabatini e Baldini hanno scelto Luis Enrique che prima aveva scelto di essere solo se stesso. Chiamateli trinità e non esagererete.
V Ventiquattro. Sono gli anni che ha Pol Cabanellas Rafael. È il nuovo preparatore atletico della As Roma. È il più giovane preparatore della storia del mondo. È nato il 13 gennaio del 1987 a Maiorca, ha scritto un libro sulla preparazione atletica nel calcio ed è ricercatore congiunto tra l'università di Barcellona e quelle di Vienna e Colonia. È lui che ha deciso di abolire il fondo. Si volerà.
W W la Roma. In qualsiasi alfabeto al mondo.
X Ics, come i pareggi. Ne usciranno pochi quest'anno. La Roma tatticamente è disposta con dieci giocatori oltre la metà campo più il portiere. «L'unica coa che jho chieto ai miei giocatori, che chiederò ogni volta alla mia squadra e che dichiarerò in settimana è quella di cercare di vincere ogni partita»
Y Come Y, la congiunzione in spagnolo. Come trabajo Y sudor "e Y gioco" secondo l'Itagnol e la filosofia di Luis Enrique.
Z  Zeman chi? Da Riscome quel suo calcio appare impiegatizio. Luis Enrique show. Buona camicia a tutti.

leomeddix

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Citazione di: Biafra il 27 Lug 2011, 13:07
E Erba. Quella del campo dev'essere alta non più di 1,8 centimetri. A Riscone era più alta, Luis Enrique ha provato a farla tagliare, ma il terreno si sarebbe rovinato. All'Olimpico vuole la stessa cosa: 1,8 centimetri e sopra acqua. Prima di ogni partita la bagnerà. La palla deve schizzare.

Secondo me questo inconscio riferimento all'"erba" spiega molto della prosa psichedelica di Cagnucci.
Il quale Cagnucci, sempre inconsciamente, si identifica con la "palla".

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volerevolare

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Citazione di: Biafra il 27 Lug 2011, 13:07
Da leggere e gustare a fondo a piccole dosi. Io me so fermato alla E di Erba.. :poof:

L'ALFABETO DI RISCONE - Dall'acchiapparella all'Itagnol, l'abc della Revolucion

TONINO CAGNUCCI


A Acchiapparella. È l'esercizio simbolo di questo ritiro così come il trasportare la porta da parte della squadra fu quello simbolo di Spalletti a Castelrotto. È l'immagine più bella e poetica di tutto Riscone 2011. È stato in assoluto anche il primo esercizio fatto fare da Luis Enrique alla sua nuova squadra. Alla fine c'era tutta la Roma che si teneva per mano.
B Baita. È dove Lucho ha portato la squadra a cenare proprio la sera in cui a Roma e sui giornali scoppiavano le polemiche e gli allarmi per il closing fra gli americani e Unicredit. Già a Trigoria, nel primissimo giorno di raduno, aveva accorpato i tavoli, quella sera ha fatto qualcosa di più. Nessuno dei giocatori in questo ritiro si è mai seriamente impensierito per le questioni societarie. Tutto il resto è Bojan.
C Commando Ultrà Curva Sud. Se a qualcuno dà fastidio non è romanista. Commando Ultrà Curva Sud quassù, Commando Ultrà sempre. C'erano i "vecchi" del Cucs qui a Riscone – come sempre – ma stavolta più di altri ritiri recenti la loro presenza ha avuto un peso simbolico e un calore storico. La maglietta col fulmine data a Franco Tancredi a quelli battezzati da quella Roma e da quella Curva Anni 80, è stata un balsamo e un'emozione. Romanista.
D De la Pena. Dire DiBenedetto sarebbe troppo facile, e non bisogna ancora nominarlo invano. Ivan invece sì, come hanno fatto i tifosi della Roma che scherzando, ma mettendo i puntini sulle i sul suo passato gli hanno cantanto: «Tajate, tajate i capelli, De la Pena tajate i capelli». E così sul passato gli hanno fatto una riga.
E Erba. Quella del campo dev'essere alta non più di 1,8 centimetri. A Riscone era più alta, Luis Enrique ha provato a farla tagliare, ma il terreno si sarebbe rovinato. All'Olimpico vuole la stessa cosa: 1,8 centimetri e sopra acqua. Prima di ogni partita la bagnerà. La palla deve schizzare.
F Franco e Francesco. Se una parola può incrinare un rapporto, un'iniziale può rifarlo tornare normale. Forza Roma.
G Gonzalez Robert Moreno. Lui è il tattico dello staff di Luis Enrique (anche se così ci chiamano Simone Beccacioli). Gonzalez è stato il più giovane essere umano della storia della Catalogna ad aver conseguito il titolo nazionale di allenatore. All'epoca aveva 24 anni, adesso è vecchio per i parametri rivoluzionari di questo team: stiamo a 34.
H Hobby. Quello di Pigliacelli è la pesca, la cosa rilevante è che a parte il portierino nessun altro calciatore della Primavera, pardon della Roma (qual è la differenza, se si tratta di fiorire?) in una conferenza giustamente apparecchiata per loro (Verre, Viviani, Caprari e Antei) ha dichiarato di averne uno qualsiasi. «Venite a pesca con me» allora ha detto Pigliacelli. La battuta migliore delle conferenze di Riscone è la sua.
I "Itagnol". È la particolare lingua che parla Luis Enrique, la definizione l'ha data lui stesso. Un creatore è un creatore sempre. In campo e fuori. Nella vita e nel calcio (perché il calcio non è vita?). Itagnol fa rima pure con Inno. Lui, Luis Enrique da Gijon lo ha cantato persino in romano. Qui siamo molto più lontano dell'esperanto. È un gradino dopo la speranza.
J Jeremy. E Jenny la tennista. Ormai con quel nome per il tifoso romanista c'è solo il cartone animato Anni 80 (e te credo) visto che Menez ha preferito lasciar perdere e tornare a casa al PSG.
K Krkic. Tutto il resto è ancora Bojan.
L Luis. Chi Luis? Lui, chi altri? Lucho. È stato il protagonista, il mattatore, la copertina, la scoperta, la conferma di questo ritiro. Tra un disegno di Tim Burton e un fumetto di Jacovitti, c'ha il fisico da cerino. Per un popolo che campa per divampare è la scintilla migliore. Sta per iniziare una nuova era romanisti: emozionatevi.
M Mental coach. Si chiama Antonio Llorente, è lui il vero "scocciato" della compagnia. È l'artefice dei girotondi, degli allenamenti ai quattro cantoni e a palla avvelenata, che fa applaudire la squadra alla squadra per imparare la gratificazione e far crescere l'autostima. Lo ha fatto anche per compagnie telefoniche dopo aver giocato vent'anni a basket nel Real Madrid.
N No. Sono quelli che sa dire questo allenatore. Chi insegna ad essere felici sa imparare la rinuncia e ha conosciuto la sconfitta. I no sono una serie di regole che devono assolutamente essere rispettate: niente chiacchiere che distraggono, nemmeno dalle tribune, niente cellulari mentre, tantomeno a bordo campo, niente tivvù dopo i primi quindici minuti di allenamento. E nessun atteggiamento sbagliato. Un comportamento si può sbagliare – ha chiosato in conferenza il filosofo di Gijon – un atteggiamento mai. No. Sennò vai fuori squadra. O a Parigi o a Manchester dove t'illuederai d'essere felice.
O Occhiali. Quelli di Luis Enrique. Li porta sempre. Quando gronda o nevica – a Plan de Corones o come si chiama è capitato – è costretto a togliersi ma solo per non farsi scoprire che è tutta una scaramanzia. Fu costretto – all'epoca – a metterli, poi tenendoseli vinceva e non se li è più tolti. Tutti allo stadio in 3D.
P Pigrizia. È la parola che rischiamo di portarci dietro per tutta la stagione. È l'espressione scivolosa usata da Franco Baldini a la Repubblica riferendosi a Francesco Totti. Non era un'accusa di negligenza, ozio e simili, ma il tentativo di esortare il capitano a non lasciar che sia tutto quello che gli sta intorno, a fare qualcosa perché non tutti e sempre si permettano di usare il suo nome. Tant'è, la lingua italiana è bella apposta.
Q Quattordici. La maglia di Bojan Krkic. Così come quella del padre del calcio a Barcellona, del profeta del gol nel mondo, Johann Cruyff, e così come il suo amico Thierry Henry. Così come Tigana, Rochetau, ogni tanto Chierico. E così tutto il resto è sempre Bojan.
R Rivoluzione. Ora e sempre Resistenza. Ora e sempre Roma. Evvai! che con un allenatore matto, un diesse completamente folle della follia visionaria dei poeti, un direttore che si specchia in Don Chisciotte e si trova pure troppo conformista, si può tornare ad assaporare la sensazione del vento fra i capelli con la sciarpa al collo della Roma per sfidare il mondo quando è noioso.
S Sabatini. Per forza e per amore. S'è già detto troppo e troppo poco di questo direttore sportivo che si porta in faccia il taglio di chi è condannato a inseguire il demone della bellezza, i sapori forti della vita, le pieghe nascoste per spiazzare la quotidianeità. Tradotto uno che t'ha portato Bojan, Lamela, Stekelenburg, Heinze e pure un Angel e manco te ne sei accorto.
T Tancredi. Anzi "Tan-cre-di! Tancre-di! Tan-cre-di!". Bentornato a casa Franco, scritto rosso su sfondo bianco.
U Uolter. Come Luis Enrique chiama sempre Walter. E' il suo Itagnol, è anche l'indice di una confidenza profonda. Baldini ha scelto Sabatini, Sabatini e Baldini hanno scelto Luis Enrique che prima aveva scelto di essere solo se stesso. Chiamateli trinità e non esagererete.
V Ventiquattro. Sono gli anni che ha Pol Cabanellas Rafael. È il nuovo preparatore atletico della As Roma. È il più giovane preparatore della storia del mondo. È nato il 13 gennaio del 1987 a Maiorca, ha scritto un libro sulla preparazione atletica nel calcio ed è ricercatore congiunto tra l'università di Barcellona e quelle di Vienna e Colonia. È lui che ha deciso di abolire il fondo. Si volerà.
W W la Roma. In qualsiasi alfabeto al mondo.
X Ics, come i pareggi. Ne usciranno pochi quest'anno. La Roma tatticamente è disposta con dieci giocatori oltre la metà campo più il portiere. «L'unica coa che jho chieto ai miei giocatori, che chiederò ogni volta alla mia squadra e che dichiarerò in settimana è quella di cercare di vincere ogni partita»
Y Come Y, la congiunzione in spagnolo. Come trabajo Y sudor "e Y gioco" secondo l'Itagnol e la filosofia di Luis Enrique.
Z  Zeman chi? Da Riscome quel suo calcio appare impiegatizio. Luis Enrique show. Buona camicia a tutti.


3 Come le 3 pere che il PSG gli ha rifilato in appena 30 minuti nella prima vera amichevole giocata

andyco

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Citazione di: Biafra il 27 Lug 2011, 13:07

G Gonzalez Robert Moreno. Lui è il tattico dello staff di Luis Enrique (anche se così ci chiamano Simone Beccacioli). Gonzalez è stato il più giovane essere umano della storia della Catalogna ad aver conseguito il titolo nazionale di allenatore. All'epoca aveva 24 anni, adesso è vecchio per i parametri rivoluzionari di questo team: stiamo a 34.

V Ventiquattro. Sono gli anni che ha Pol Cabanellas Rafael. È il nuovo preparatore atletico della As Roma. È il più giovane preparatore della storia del mondo. È nato il 13 gennaio del 1987 a Maiorca, ha scritto un libro sulla preparazione atletica nel calcio ed è ricercatore congiunto tra l'università di Barcellona e quelle di Vienna e Colonia. È lui che ha deciso di abolire il fondo. Si volerà.

E' DOPPIO RECORD!

valpa62

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Citazione di: Biafra il 27 Lug 2011, 13:07
Da leggere e gustare a fondo a piccole dosi. Io me so fermato alla E di Erba.. :poof:

L'ALFABETO DI RISCONE - Dall'acchiapparella all'Itagnol, l'abc della Revolucion

TONINO CAGNUCCI


A Acchiapparella. È l'esercizio simbolo di questo ritiro così come il trasportare la porta da parte della squadra fu quello simbolo di Spalletti a Castelrotto. È l'immagine più bella e poetica di tutto Riscone 2011. È stato in assoluto anche il primo esercizio fatto fare da Luis Enrique alla sua nuova squadra. Alla fine c'era tutta la Roma che si teneva per mano.
B Baita. È dove Lucho ha portato la squadra a cenare proprio la sera in cui a Roma e sui giornali scoppiavano le polemiche e gli allarmi per il closing fra gli americani e Unicredit. Già a Trigoria, nel primissimo giorno di raduno, aveva accorpato i tavoli, quella sera ha fatto qualcosa di più. Nessuno dei giocatori in questo ritiro si è mai seriamente impensierito per le questioni societarie. Tutto il resto è Bojan.
C Commando Ultrà Curva Sud. Se a qualcuno dà fastidio non è romanista. Commando Ultrà Curva Sud quassù, Commando Ultrà sempre. C'erano i "vecchi" del Cucs qui a Riscone – come sempre – ma stavolta più di altri ritiri recenti la loro presenza ha avuto un peso simbolico e un calore storico. La maglietta col fulmine data a Franco Tancredi a quelli battezzati da quella Roma e da quella Curva Anni 80, è stata un balsamo e un'emozione. Romanista.
D De la Pena. Dire DiBenedetto sarebbe troppo facile, e non bisogna ancora nominarlo invano. Ivan invece sì, come hanno fatto i tifosi della Roma che scherzando, ma mettendo i puntini sulle i sul suo passato gli hanno cantanto: «Tajate, tajate i capelli, De la Pena tajate i capelli». E così sul passato gli hanno fatto una riga.
E Erba. Quella del campo dev'essere alta non più di 1,8 centimetri. A Riscone era più alta, Luis Enrique ha provato a farla tagliare, ma il terreno si sarebbe rovinato. All'Olimpico vuole la stessa cosa: 1,8 centimetri e sopra acqua. Prima di ogni partita la bagnerà. La palla deve schizzare.
F Franco e Francesco. Se una parola può incrinare un rapporto, un'iniziale può rifarlo tornare normale. Forza Roma.
G Gonzalez Robert Moreno. Lui è il tattico dello staff di Luis Enrique (anche se così ci chiamano Simone Beccacioli). Gonzalez è stato il più giovane essere umano della storia della Catalogna ad aver conseguito il titolo nazionale di allenatore. All'epoca aveva 24 anni, adesso è vecchio per i parametri rivoluzionari di questo team: stiamo a 34.
H Hobby. Quello di Pigliacelli è la pesca, la cosa rilevante è che a parte il portierino nessun altro calciatore della Primavera, pardon della Roma (qual è la differenza, se si tratta di fiorire?) in una conferenza giustamente apparecchiata per loro (Verre, Viviani, Caprari e Antei) ha dichiarato di averne uno qualsiasi. «Venite a pesca con me» allora ha detto Pigliacelli. La battuta migliore delle conferenze di Riscone è la sua.
I "Itagnol". È la particolare lingua che parla Luis Enrique, la definizione l'ha data lui stesso. Un creatore è un creatore sempre. In campo e fuori. Nella vita e nel calcio (perché il calcio non è vita?). Itagnol fa rima pure con Inno. Lui, Luis Enrique da Gijon lo ha cantato persino in romano. Qui siamo molto più lontano dell'esperanto. È un gradino dopo la speranza.
J Jeremy. E Jenny la tennista. Ormai con quel nome per il tifoso romanista c'è solo il cartone animato Anni 80 (e te credo) visto che Menez ha preferito lasciar perdere e tornare a casa al PSG.
K Krkic. Tutto il resto è ancora Bojan.
L Luis. Chi Luis? Lui, chi altri? Lucho. È stato il protagonista, il mattatore, la copertina, la scoperta, la conferma di questo ritiro. Tra un disegno di Tim Burton e un fumetto di Jacovitti, c'ha il fisico da cerino. Per un popolo che campa per divampare è la scintilla migliore. Sta per iniziare una nuova era romanisti: emozionatevi.
M Mental coach. Si chiama Antonio Llorente, è lui il vero "scocciato" della compagnia. È l'artefice dei girotondi, degli allenamenti ai quattro cantoni e a palla avvelenata, che fa applaudire la squadra alla squadra per imparare la gratificazione e far crescere l'autostima. Lo ha fatto anche per compagnie telefoniche dopo aver giocato vent'anni a basket nel Real Madrid.
N No. Sono quelli che sa dire questo allenatore. Chi insegna ad essere felici sa imparare la rinuncia e ha conosciuto la sconfitta. I no sono una serie di regole che devono assolutamente essere rispettate: niente chiacchiere che distraggono, nemmeno dalle tribune, niente cellulari mentre, tantomeno a bordo campo, niente tivvù dopo i primi quindici minuti di allenamento. E nessun atteggiamento sbagliato. Un comportamento si può sbagliare – ha chiosato in conferenza il filosofo di Gijon – un atteggiamento mai. No. Sennò vai fuori squadra. O a Parigi o a Manchester dove t'illuederai d'essere felice.
O Occhiali. Quelli di Luis Enrique. Li porta sempre. Quando gronda o nevica – a Plan de Corones o come si chiama è capitato – è costretto a togliersi ma solo per non farsi scoprire che è tutta una scaramanzia. Fu costretto – all'epoca – a metterli, poi tenendoseli vinceva e non se li è più tolti. Tutti allo stadio in 3D.
P Pigrizia. È la parola che rischiamo di portarci dietro per tutta la stagione. È l'espressione scivolosa usata da Franco Baldini a la Repubblica riferendosi a Francesco Totti. Non era un'accusa di negligenza, ozio e simili, ma il tentativo di esortare il capitano a non lasciar che sia tutto quello che gli sta intorno, a fare qualcosa perché non tutti e sempre si permettano di usare il suo nome. Tant'è, la lingua italiana è bella apposta.
Q Quattordici. La maglia di Bojan Krkic. Così come quella del padre del calcio a Barcellona, del profeta del gol nel mondo, Johann Cruyff, e così come il suo amico Thierry Henry. Così come Tigana, Rochetau, ogni tanto Chierico. E così tutto il resto è sempre Bojan.
R Rivoluzione. Ora e sempre Resistenza. Ora e sempre Roma. Evvai! che con un allenatore matto, un diesse completamente folle della follia visionaria dei poeti, un direttore che si specchia in Don Chisciotte e si trova pure troppo conformista, si può tornare ad assaporare la sensazione del vento fra i capelli con la sciarpa al collo della Roma per sfidare il mondo quando è noioso.
S Sabatini. Per forza e per amore. S'è già detto troppo e troppo poco di questo direttore sportivo che si porta in faccia il taglio di chi è condannato a inseguire il demone della bellezza, i sapori forti della vita, le pieghe nascoste per spiazzare la quotidianeità. Tradotto uno che t'ha portato Bojan, Lamela, Stekelenburg, Heinze e pure un Angel e manco te ne sei accorto.
T Tancredi. Anzi "Tan-cre-di! Tancre-di! Tan-cre-di!". Bentornato a casa Franco, scritto rosso su sfondo bianco.
U Uolter. Come Luis Enrique chiama sempre Walter. E' il suo Itagnol, è anche l'indice di una confidenza profonda. Baldini ha scelto Sabatini, Sabatini e Baldini hanno scelto Luis Enrique che prima aveva scelto di essere solo se stesso. Chiamateli trinità e non esagererete.
V Ventiquattro. Sono gli anni che ha Pol Cabanellas Rafael. È il nuovo preparatore atletico della As Roma. È il più giovane preparatore della storia del mondo. È nato il 13 gennaio del 1987 a Maiorca, ha scritto un libro sulla preparazione atletica nel calcio ed è ricercatore congiunto tra l'università di Barcellona e quelle di Vienna e Colonia. È lui che ha deciso di abolire il fondo. Si volerà.
W W la Roma. In qualsiasi alfabeto al mondo.
X Ics, come i pareggi. Ne usciranno pochi quest'anno. La Roma tatticamente è disposta con dieci giocatori oltre la metà campo più il portiere. «L'unica coa che jho chieto ai miei giocatori, che chiederò ogni volta alla mia squadra e che dichiarerò in settimana è quella di cercare di vincere ogni partita»
Y Come Y, la congiunzione in spagnolo. Come trabajo Y sudor "e Y gioco" secondo l'Itagnol e la filosofia di Luis Enrique.
Z  Zeman chi? Da Riscome quel suo calcio appare impiegatizio. Luis Enrique show. Buona camicia a tutti.
:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:

Sirius

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Citazione di: Sirius il 26 Lug 2011, 10:59
ho notato come da circa 10 giorni a questa parte, nella homepage di Repubblica.it alla sezione sport (in fondo) c'e' sempre sempre sempre (ripeto, da 10 giorni circa) un trafiletto dedicato alle merde...
Accostate a Inter, Milan, Juventus e Napoli...
Qualcuna di queste 4 puo' anche mancare, ma le merde, non mancano mai....

Mi ci giocavo le palle, cazzarola.
Si, mi ci sarei giocato le palle...
Ma pura la casa, la macchina, la fidanzata.
Tutto c'avrei scommesso, che queste merde non avrebbero scritto una riga che e' una sui giallograna.

Oggi niente riomma nei trafiletti di Repubblica. :)

Oggi Juve, Milan e Napoli, ma niente riommamerda.
Ve dovreste vergogna', ma lo so, magno tranquillo...

spook

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Citazione di: Biafra il 27 Lug 2011, 13:07
Da leggere e gustare a fondo a piccole dosi. Io me so fermato alla E di Erba.. :poof:

L'ALFABETO DI RISCONE - Dall'acchiapparella all'Itagnol, l'abc della Revolucion

TONINO CAGNUCCI



X Ics, come i pareggi. Ne usciranno pochi quest'anno.

ce poi giurà cagnù...

Camel

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Citazione di: andyco il 27 Lug 2011, 13:51
E' DOPPIO RECORD!

in pratica la scelta di abolire il fondo è stata presa da un 24enne neolaureato.

grandissima esperienza immagino.  "si volerà".. si si. :o

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Meno_Nove

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Citazione di: Camel il 27 Lug 2011, 22:41
in pratica la scelta di abolire il fondo è stata presa da un 24enne neolaureato.

grandissima esperienza immagino.  "si volerà".. si si. :o

tra bambini prodigio in attacco, mister rivoluzionario con l'ipad, schemi ultraoffensivi con alle spalle una difesa di cartapesta, rosa praticamente senza riserve all'altezza, preparazione atletica tutta velocità e niente fondo...
si stanno concentrando una serie di fattori che se poco poco gli gira male qualcosa, sarebbe la tempesta perfetta...

Flaminio

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Oggi, dopo la pubblicazione dei calendari:
http://www.ilromanista.it/images/copertina/copertina_20110728.pdf
Sottolineo:
"Con l'uscita del calendario, siamo già nel vivo del nuovo campionato. Si parte il 28 agosto a Bologna, stessa squadra affrontata alla "prima" del 2000-01. Poi il Cagliari, con cui invece cominciammo nel 1982-83 e alla terza l'Inter. Luis Enrique: «Ci faremo trovare pronti». Totti: «Gare ben distribuite»
All'interno un poster con tutte le date, e c'è anche un possibile derby in Coppa Italia. Sempre forza Roma!"

Sono al delirio....




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