L'angolo del buonumore (Articoli divertenti - stagione 2011/2012)

Aperto da Biafra, 23 Mag 2011, 19:21

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fabichan

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Citazione di: tripleh il 30 Ago 2011, 15:15
gomblotto!!


http://www.ilromanista.it/component/content/article/8-redazionale/1582-la-roma-e-una-questione-politica.html


CAMILLO RICCI
Vorrei parlare della Roma e di politica. Politica? Certo, perché la vicenda è tutta politica e se non si capisce questo si finisce per perdersi dietro allo sterile dibattito su una sostituzione che, anche se riguarda il nostro Capitano, è un mero fatto tecnico - sportivo, tutto sommato marginale. Anche se ci è costato l'eliminazione in Coppa.
Per questo vorrei tanto che il Capitano e il Mister mettessero da parte orgoglio ferito e rivendicazione di ruolo per chiarirsi e consentirci di andare oltre.
Entrambi devono capire che non è questo il momento delle divisioni, perché i nemici della Roma e della rivoluzione, prima di tutto culturale, che si sta operando, sono tanti e stanno usando la disperata arma della contrapposizione con il nostro uomo simbolo per fermare il cambiamento.
I nemici del rinnovamento del calcio romano - che non potrà non avere ripercussioni positive anche su quello nazionale - le hanno provate tutte, e non da oggi, per impedire l'acquisto della squadra della Capitale da parte di un gruppo internazionale, lontano per cultura e tradizione dal loro piccolo cabotaggio. Sapevano bene che l'ingresso di un "alieno" (Soros, Di Benedetto o i russi, fa lo stesso) avrebbe destabilizzato l'ambiente e ne avrebbe reso impossibile il controllo. Operazioni come quelle di Marchini, di Anzalone o di Ciarrapico (per non parlare di Lotito) sarebbero state archiviate per sempre.
Di chi parliamo? Di tutti, ma proprio tutti, i cosiddetti poteri forti di questa Città e di questo Paese, ormai cronicamente incapace di rinnovamento.
Parliamo del Governo nazionale, intervenuto con il Premier - prima ancora che gli americani si profilassero all'orizzonte - per allontanare i magnati russi che volevano rilevare la società. E poi, più recentemente con il Ministro degli interni a impedire una ragionevole soluzione della questione abbonamenti, come quella prospettata dalla Società.
Come non pensare al potere locale, pronto con il Sindaco Alemanno a mettere in campo ogni espediente per favorire uno status quo che rischiava di far portare i libri dell'A.s. Roma in tribunale: chi non rammenta la messinscena della presentazione dello stadio o la nomina di un assessore giusto per ricordare agli americani che senza accordi con la politica non si passa?
E ancora. Tutto il mondo economico e finanziario della capitale, incapace di trovare al proprio interno anche un solo euro per la squadra della Capitale, ma pronto a fare un fuoco di sbarramento per l'arrivo di personaggi dall'estero (chi non ricorda la storia della finta cordata araba, servita solo a far scappare l'uomo più ricco del mondo?). Di certo a questo mondo non interessa il futuro della Roma, quanto piuttosto la possibilità di speculare sui terreni intorno al nuovo stadio o sugli interessi delle operazioni di finanziamento.
A questo concerto non poteva sottrarsi il quarto potere, a Roma più che altrove asservito a logiche di mera conservazione. E così abbiamo letto per mesi che all'orizzonte si profilavano gloriose iniziative di imprenditori, che alla prova dei fatti sono stati capaci solo di sfruttare il ritorno d'immagine di essere accostati alla nostra Roma. E ancora ci è stato spiegato che gli americani erano poco più che dei morti di fame e che la trattativa sarebbe fatalmente fallita. Una stampa, guidata da un grande quotidiano sportivo e da un'agenzia di stampa nazionale, con tanto di emittenza al seguito, sempre pronti a cercare - o a creare - i problemi dentro casa nostra, salvo omettere le scandalose magagne dei nostri concorrenti (mi riferisco a quelli di "provincia" come a quelli delle altre grandi città).
Pensate davvero che questa "serrata del maggior consiglio" di veneziana memoria stia tutta contro Di Benedetto e il suo progetto perché Luis Enrique ha sostituito Totti? O pensate invece che si stia cercando, con un tentativo ormai destinato al fallimento, di tornare al bel tempo andato in cui i destini della Roma - ma anche della Lazio (sì, sì con la e), si decidevano nelle stanze fumose del potere?
Perché una cosa è certa e nel Palazzo l'hanno capito bene: non si attraversa l'Oceano e si investono decine e decine di milioni di euro per andare a baciare la pantofola a chi pensa solo di raccattare consenso con il calcio, sfruttando la nostra grande e ingenua passione.
Se proprio cercano il consenso, provino a recuperarlo - se ne sono capaci - facendo di questa città una città moderna. E se non ci riescono, passino la mano. Noi non li rimpiangeremo.

Mio Dio che deliriooo... ma ci credono veramente a ste cose?  :asrm

ralphmalph

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Lowrence

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Quanto me piace sto topic. So due ore che sto a ride come un idiota! Tonino poeta nostrano!

Ma questo?

PaeseSera - Lorenzo Serafini

La Lazio trema per Cissé
i tifosi contestano la squadra

CitazioneScoccano le 19, si chiudono le porte dell'Ata Hotel di Milano, e non c'è più tempo per fare nulla. Il calciomercato biancoceleste si chiude senza il botto finale, senza un volto nuovo che forse sarebbe servito. Non solo sotto il profilo tecnico-tattico, ma anche sotto quello morale. Un mercato iniziato nell'euforia generale: subito colpi di grande prestigio, e ci riferiamo a Marchetti, Cissè e Klose. Tifosi felici e incuriositi anche dagli altri acquisti arrivati a coronare il progetto tecnico di Reja: Cana, Lulic e Konko. Giocatori che devono ancora dimostrare pienamente il loro valore, ma che fanno ben sperare per il futuro. E' il mercato in uscita, quello andato a buon fine e quello no, che lascia l'amaro in bocca nei tifosi: hanno salutato Lichtsteiner, Muslera (già diventato idolo dei tifosi del Galatasaray), Floccari ma soprattutto Mauro Zarate. Inoltre Tare non è riuscito a sfoltire la rosa, che conta ancora 31 giocatori, di cui quattro portieri, Carrizo compreso.

Zarate saluta – Avrà festeggiato El Ratòn, avrà sorriso anche Edy Reja. Mauro Zarate saluta la Lazio dopo tre anni, 103 presenze e 25 gol. Un patrimonio tecnico eccezionale, per fortuna non svalutato da Lotito, messo a rischio dal tecnico goriziano. Zarate va all'Inter, in prestito con diritto di riscatto per 2,7 milioni di euro, 15,5 i milioni che i nerazzurri dovranno sborsare per tenere il talento di Haedo. Uscendo dall'ufficio del vicepresidente dell'Inter Rinaldo Ghelfi, fresco di firma di contratto, ha rilasciato le prime dichiarazioni da interista. "Sono felice di essere all'Inter. E' stata la mia prima scelta e ho lottato per venire qui. Ho sempre voluto l'inter perchè è una grande squadra. Sono contento di trovare tanti argentini e adesso penso solo ad allenarmi e a giocare".  Fuori Formello ieri c'erano diversi tifosi ad aspettare i giocatori, a cercare di rubare qualcosa degli allenamenti, aspettando un autografo o una fotografia. In tanti erano lì per Zarate. Quando la notizia della cessione dell'argentino si è diffusa, gli animi si sono scaldati, la protesta è montata. Inevitabili i cori contro Lotito, gli insulti a Reja, i mugugni intorno ad una campagna acquisti che ha prima esaltato, poi affossato gli animi biancocelesti.

Cissè out – Mentre Igli Tare definiva le operazioni che avrebbero snellito il parco attaccanti biancoceleste, Zarate all'Inter e Floccari al Parma, sui campi del Centro Sportivo di Formello Cisse riportava una brutta distorsione alla caviglia.  In serata è arrivato il bollettino medico diramato dal club:  «Djibril Cisse ha ri­portato un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia destra che è stata subito bloccata. Le sue con­dizioni verranno va­lutate nell'arco delle prossime 24 ore". La Lazio comincerà il proprio campionato sul campo dei Campioni d'Italia, e iniziare senza Cisse potrebbe essere un grande contraccolpo, psicologico e tecnico. Il francese rimarrà a riposo per i prossimi tre giorni, nella speranza di riuscire a recuperare in tempo per il 9 settembre.

AldoNicoli

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e certo Cana, Lulic e Konko sono scommesse, invece lapera, kririririricc e compagnia cantante sono già affermati. Questi non aspettavano altro per darci addosso, non diamogli altre occasioni :X( :asrm

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Il Tenente

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L'articolo che segue non è divertente in senso stretto, ma potrebbe diventarlo in futuro.
Lo riporto a futura memoria.

http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2011/09/01-191357/Sabatini%3A+%C2%ABLuis+Enrique+rester%C3%A0+a+lungo+a+Roma%C2%BB

Citazione di: CdS

Sabatini: «Luis Enrique resterà a lungo a Roma»

ROMA, 1 settembre - Walter Sabatini è molto soddisfatto del mercato della Roma: "Sì, sono stati centrati tutti gli obiettivi - dice il ds giallorosso a Sky Sport 24 - che seguivamo per completare la premessa di quella che doveva essere la Roma del futuro, quindi sono soddisfatto".

GAGO - Il ds giallorosso è sicuro che Gago sicuramente potrà fare bene alla Roma: "Porterà qualità, storia, carisma, un giocatore che si farà vedere a Roma. Certamente avrà qualche sassolino dalla scarpa da togliersi, perché è stato utilizzato poco dal Real, ma è sempre stato un punto fermo della nazionale argentina quindi avrà voglia di rivincita".

LUIS ENRIQUE - Luis Enrique resta a Roma: "Non c'è molto da aggiungere, sono cose che ha detto il presidente Zamparini, ma non c'è nulla da aggiungere perché il nostro allenatore è Luis Enrique e lo sarà per tanto tempo, lui è una grande risorsa. Non c'è nessuna candidatura di Rossi".

TOTTI - Il caso Totti si risolverà presto: "Mi sento piuttosto in colpa per non essere stato vicino né all'allenatore né alla squadra in questi giorni. Questa cosa che si è generata fa parte del nostro lavoro. Tutto si risolve nel calcio. Nell'ambiente Roma ho trovato tutte persone super motivate".


Valon92

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Chi ha il Corr sport di oggi.. pagina 11.. roma 4 scudetti...

Maremma Laziale

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Dovrebbe trattarsi del Corriere di trigoria edizione "universo senza un uomo di nome Giampaolo Pazzini".

Drake

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Citazione di: Maremma Laziale il 08 Set 2011, 15:57
"universo senza un uomo di nome Giampaolo Pazzini".

trattasi di mirabile esempio di ucronìa distopica anzi visto di chi parliamo sarebbe più appropriato usare il termine cacotopica

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Biafra

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"Uniti per la Roma"
Giovedì 08 Settembre 2011 10:17

CARMINE FOTIA
  :pp


La Nuova Roma, la Roma della rivoluzione culturale e calcistica, la Roma che mette il bel calcio e i tifosi al centro del suo progetto, la Roma del sogno americano ha un leader, un simbolo, una guida. Si chiama Francesco Totti e non poteva che essere così. Questa Roma il capitano l'immaginava prim'ancora che nascesse, e quand'è venuta alla luce non poteva che esserne il naturale interprete. Sin dall'inizio dell'avventura americana è stato chiarito che Francesco Totti è al centro di questo progetto. Nel ritiro estivo, come ci hanno raccontato i nostri inviati, tra il nuovo allenatore Luis Enrique e il Capitano si era creato un feeling particolare, parlano la stessa lingua e non potevano che intendersi, anche perchè Lucho ama il calcio e Francesco e il calcio sono la stessa cosa. Poi è successo qualcosa che ha rischiato, come ha denunciato per tempo Walter Sabatini, il nostro filosofo esistenzialista preferito, un Sartre del calcio, di fossilizzare una triangolazione che avrebbe potuto uccidere questa nuova creatura. E' successo che una frase non felicissima di una lunga e bellissima intervista di Franco Baldini, alcune decisioni sbagliate di Luis Enrique, abbiano creato una tensione alimentata ad arte e fatta montare come una gigantesca bolla mediatica da chi, fin dall'inizio, ha scelto di contrapporsi alla Nuova Roma.
Ora Francesco con poche parole l'ha fatta scoppiare e ha riportato tutto nella sua giusta dimensione. Tanto rumore per nulla, dunque? No, perché la vicenda ha fatto emergere alcune inconfutabili verità.
La prima è che i veri nemici di Francesco e della Roma (due cose che per noi sono e saranno sempre la stessa cosa) sono quelli che, al solo scopo di difendere i loro piccoli interessi, fingevano di difenderlo da un inesistente complotto, interpretando i suoi silenzi, attribuendogli frasi mai dette, spingendolo a una contrapposizione che lui non ha mai cercato né voluto.
La seconda è che i nemici della rivoluzione romanista, sono usciti allo scoperto e sono stati sconfitti sul campo. Hanno chiesto le dimissioni di Luis Enrique e si sono beccati Totti che dice: io sto con lui (oltre che l'ovvio sostegno della società all'allenatore); avevano annunciato un mercato micragnoso e si sono beccati un mercato sontuoso, uno dei più importanti in Europa; speravano che la Nuova Roma, indebolita da una martellante campagna tesa a sobillarle contro i tifosi, scendesse a patti, chiedendo protezione e si sono beccati una sfolgorante conferenza stampa di Sabatini il cui significato è molto chiaro: a Trigoria non si subiscono campagne mediatiche negative, semmai le si trasforma in una Caporetto per chi le ha promosse.
La terza è che questo giornale, in splendida solitudine, vi ha sempre raccontato come stavano le cose prima degli altri (basta rileggere, per esempio, l'articolo di Tonino Cagnucci di ieri che annunciava la "svolta" tottiana). E continuerà a farlo, al fianco della rivoluzione romanista.
P.S.: Il Corriere dei Gufi ha già dovuto fare una tale frenata che sulla sua copertina i segni dei copertoni sono rimasti impressi.


Biafra

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Citazione di: Biafra il 08 Set 2011, 17:07
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CARMINE FOTIA
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La Nuova Roma, la Roma della rivoluzione culturale e calcistica, la Roma che mette il bel calcio e i tifosi al centro del suo progetto, la Roma del sogno americano ha un leader, un simbolo, una guida. Si chiama Francesco Totti e non poteva che essere così. Questa Roma il capitano l'immaginava prim'ancora che nascesse, e quand'è venuta alla luce non poteva che esserne il naturale interprete. Sin dall'inizio dell'avventura americana è stato chiarito che Francesco Totti è al centro di questo progetto. Nel ritiro estivo, come ci hanno raccontato i nostri inviati, tra il nuovo allenatore Luis Enrique e il Capitano si era creato un feeling particolare, parlano la stessa lingua e non potevano che intendersi, anche perchè Lucho ama il calcio e Francesco e il calcio sono la stessa cosa. Poi è successo qualcosa che ha rischiato, come ha denunciato per tempo Walter Sabatini, il nostro filosofo esistenzialista preferito, un Sartre del calcio, di fossilizzare una triangolazione che avrebbe potuto uccidere questa nuova creatura. E' successo che una frase non felicissima di una lunga e bellissima intervista di Franco Baldini, alcune decisioni sbagliate di Luis Enrique, abbiano creato una tensione alimentata ad arte e fatta montare come una gigantesca bolla mediatica da chi, fin dall'inizio, ha scelto di contrapporsi alla Nuova Roma.
Ora Francesco con poche parole l'ha fatta scoppiare e ha riportato tutto nella sua giusta dimensione. Tanto rumore per nulla, dunque? No, perché la vicenda ha fatto emergere alcune inconfutabili verità.
La prima è che i veri nemici di Francesco e della Roma (due cose che per noi sono e saranno sempre la stessa cosa) sono quelli che, al solo scopo di difendere i loro piccoli interessi, fingevano di difenderlo da un inesistente complotto, interpretando i suoi silenzi, attribuendogli frasi mai dette, spingendolo a una contrapposizione che lui non ha mai cercato né voluto.
La seconda è che i nemici della rivoluzione romanista, sono usciti allo scoperto e sono stati sconfitti sul campo. Hanno chiesto le dimissioni di Luis Enrique e si sono beccati Totti che dice: io sto con lui (oltre che l'ovvio sostegno della società all'allenatore); avevano annunciato un mercato micragnoso e si sono beccati un mercato sontuoso, uno dei più importanti in Europa; speravano che la Nuova Roma, indebolita da una martellante campagna tesa a sobillarle contro i tifosi, scendesse a patti, chiedendo protezione e si sono beccati una sfolgorante conferenza stampa di Sabatini il cui significato è molto chiaro: a Trigoria non si subiscono campagne mediatiche negative, semmai le si trasforma in una Caporetto per chi le ha promosse.
La terza è che questo giornale, in splendida solitudine, vi ha sempre raccontato come stavano le cose prima degli altri (basta rileggere, per esempio, l'articolo di Tonino Cagnucci di ieri che annunciava la "svolta" tottiana). E continuerà a farlo, al fianco della rivoluzione romanista.
P.S.: Il Corriere dei Gufi ha già dovuto fare una tale frenata che sulla sua copertina i segni dei copertoni sono rimasti impressi.


:poof:



fabichan

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Citazione di: Biafra il 08 Set 2011, 17:07
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La Nuova Roma, la Roma della rivoluzione culturale e calcistica, la Roma che mette il bel calcio e i tifosi al centro del suo progetto, la Roma del sogno americano ha un leader, un simbolo, una guida. Si chiama Francesco Totti e non poteva che essere così. Questa Roma il capitano l'immaginava prim'ancora che nascesse, e quand'è venuta alla luce non poteva che esserne il naturale interprete. Sin dall'inizio dell'avventura americana è stato chiarito che Francesco Totti è al centro di questo progetto. Nel ritiro estivo, come ci hanno raccontato i nostri inviati, tra il nuovo allenatore Luis Enrique e il Capitano si era creato un feeling particolare, parlano la stessa lingua e non potevano che intendersi, anche perchè Lucho ama il calcio e Francesco e il calcio sono la stessa cosa. Poi è successo qualcosa che ha rischiato, come ha denunciato per tempo Walter Sabatini, il nostro filosofo esistenzialista preferito, un Sartre del calcio, di fossilizzare una triangolazione che avrebbe potuto uccidere questa nuova creatura. E' successo che una frase non felicissima di una lunga e bellissima intervista di Franco Baldini, alcune decisioni sbagliate di Luis Enrique, abbiano creato una tensione alimentata ad arte e fatta montare come una gigantesca bolla mediatica da chi, fin dall'inizio, ha scelto di contrapporsi alla Nuova Roma.
Ora Francesco con poche parole l'ha fatta scoppiare e ha riportato tutto nella sua giusta dimensione. Tanto rumore per nulla, dunque? No, perché la vicenda ha fatto emergere alcune inconfutabili verità.
La prima è che i veri nemici di Francesco e della Roma (due cose che per noi sono e saranno sempre la stessa cosa) sono quelli che, al solo scopo di difendere i loro piccoli interessi, fingevano di difenderlo da un inesistente complotto, interpretando i suoi silenzi, attribuendogli frasi mai dette, spingendolo a una contrapposizione che lui non ha mai cercato né voluto.
La seconda è che i nemici della rivoluzione romanista, sono usciti allo scoperto e sono stati sconfitti sul campo. Hanno chiesto le dimissioni di Luis Enrique e si sono beccati Totti che dice: io sto con lui (oltre che l'ovvio sostegno della società all'allenatore); avevano annunciato un mercato micragnoso e si sono beccati un mercato sontuoso, uno dei più importanti in Europa; speravano che la Nuova Roma, indebolita da una martellante campagna tesa a sobillarle contro i tifosi, scendesse a patti, chiedendo protezione e si sono beccati una sfolgorante conferenza stampa di Sabatini il cui significato è molto chiaro: a Trigoria non si subiscono campagne mediatiche negative, semmai le si trasforma in una Caporetto per chi le ha promosse.
La terza è che questo giornale, in splendida solitudine, vi ha sempre raccontato come stavano le cose prima degli altri (basta rileggere, per esempio, l'articolo di Tonino Cagnucci di ieri che annunciava la "svolta" tottiana). E continuerà a farlo, al fianco della rivoluzione romanista.
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Fossi un erede di Sartre, qui scatterebbe la querela.  :x

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Citazione di: Biafra il 08 Set 2011, 17:07

La seconda è che i nemici della rivoluzione romanista, sono usciti allo scoperto e sono stati sconfitti sul campo. Hanno chiesto le dimissioni di Luis Enrique e si sono beccati Totti che dice: io sto con lui (oltre che l'ovvio sostegno della società all'allenatore); avevano annunciato un mercato micragnoso e si sono beccati un mercato sontuoso, uno dei più importanti in Europa; speravano che la Nuova Roma, indebolita da una martellante campagna tesa a sobillarle contro i tifosi, scendesse a patti, chiedendo protezione e si sono beccati una sfolgorante conferenza stampa di Sabatini il cui significato è molto chiaro: a Trigoria non si subiscono campagne mediatiche negative, semmai le si trasforma in una Caporetto per chi le ha promosse.


Paranoici fino alla morte. Ce l'ha con lo SLOVAN BRATISLAVA per caso?  :beer: :beer: :beer:

Flaminio

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Citazione di: Biafra il 08 Set 2011, 17:07
Francesco e della Roma (due cose che per noi sono e saranno sempre la stessa cosa)

se ne vanta pure...


Flaminio

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E' appena finita la partita tra ASrivoluzioneculturale e Cagliari.

Questa era la copertina odierna di un quotidiano alla cui uscita tutti noi contribuiamo con le tasse:
http://www.ilromanista.it/images/copertina/copertina_20110911.pdf

Inoltre, suggerisco a tutti (compresi i gentili ospiti di passaggio nel Forum) di leggere il Cagnucci di un paio di giorni fa. Assaporando parola per parola, possibilmente.

http://www.ilromanista.it/le-ultime-dai-campi/1620-il-piu-grande-spettacolo-compreso-il-big-bang.html

Il più grande spettacolo compreso il big bang
Venerdì 09 Settembre 2011 18:23

TONINO CAGNUCCI

C'è aria di Roma nell'aria. Sensazioni frizzanti. Venticelli di vigilia. Una voglia enorme di vederla. Vista da qui, da queste ultime ore che separano il tifoso dal suo capodanno, la partita con lo Slovan sembra essere stata giocata in un altro secolo. Brutta epoque. Conservatelo il biglietto di quella notte triste, potrebbe fare un bell'effetto riguardarlo a maggio. Ha già un significato profondo. Da quella sera finita tra i fischi, con una sostituzione che ha fatto troppo rima con eliminazione, è rimasto niente e tutto. Niente delle polemiche. Niente del principio di distruzione che i reazionari italioti avevano apparecchiato, predisposto, vaticinato. Tutto è la gente. I cinquantamila che erano venuti il 25 agosto verranno domenica. Saranno anche di più. Con persino più fiducia. Con persino più voglia di farla questa rivoluzione. E' iniziata. E se ne stanno accorgendo gli altri, e per questo daremo più fastidio, quindi saremo più romanisti. Come canta? Devi esserne orgogliosa, tu sei la Roma. In questo paese dei balocchi senza slanci, proposte, né opposizioni, c'è una società di pallone che si sta reinvantendo un'idea di fare calcio. Lo sta ridando alla gente. Sta riportando il calcio a casa: allo stadio. Il no alla tessera del tifoso è l'atto politico più puro fatto in Italia da qualche tempo a questa parte. Calcisticamente il più bello, invece, lo ha fatto Francesco Totti l'altro ieri. Le sue parole sono roba da Sinai. Scolpite internet nella roccia. Hanno tacitato i servi senza padrone, hanno sorpreso gli sciocchi, hanno curato gli infedeli, hanno fatto sorridere gli occhi ai romanisti. La sua umiltà e il suo coraggio sono diventati adrenalina per i tifosi della Roma. C'è aria di Roma nell'aria di Roma. Una squadra nuova. Un direttore poeta. Un allenatore dadaista. Un Don Chisciotte in arrivo dall'Inghilterra. Una proprietà che non ha subito avuto paura di mettersi contro il potere.

Tra tre giorni c'è il Cagliari. Tre giorni. Non si tratta più di risorgere, ma di cominciare a mettere la prima orma, la prima di un lungo cammino che è affascinante perché non si sa dove porterà. Si sa solo con chi lo farà la Roma. Coi suoi tifosi. Sono tornati a essere la stessa cosa. Il più grande spettacolo compreso il big bang.

Tarallo

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Maremma Laziale

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Flaminio

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Citazione di: Biafra il 11 Set 2011, 16:55

:rotfl:
Luis Enrique: "Spero sia una giornata memorabile per i nostri rifosi".
Senza dubbio     :rotfl:

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