Pescato fresco fresco dal web. Godete!!!!!!!!!!
http://www.ilromanista.it/images/copertina/copertina_20111017.pdfSTEFANO ROMITATanto hanno piagnucolato 'sti laziali sulla
scelta dell'arbitro che ne hanno condizionato
pesantemente il comportamento,
l'atteggiamento e le decisioni, per novantatre
minuti.
E' quasi scontato che contestare l'arbitraggio
in maniera preventiva qualche
effetto lo produce, soprattutto se si viene
da una serie di sconfitte da record. E' stata
per anni l'unica arma che avevano le
squadre minori contro il cosiddetto condizionamento
da sudditanza psicologica
che i fischietti avevano arbitrando Juve,
Milan e Inter. E' sempre andata così nella
storia del campionato italiano. Ed è andata
in questo modo anche ieri. Tagliavento
ci è cascato in pieno con una condotta
vergognosa.
Il rigore fischiato era inesistente. L'espulsione
di Kjaer immotivata. I continui
falli dei difensori avversari su Osvaldo
non sono stati mai visti. Anzi, peggio,
sono stati interpretati per tutta la partita
in senso contrario. Per principio preso
diremmo, visto che al termine proprio
un'occasione del numero 9 romanista
che si stava involando verso la porta laziale
è stata bloccata inspiegabilmente.
L'unica cosa che Tagliavento potrebbe
aver visto nell'occasione è una rete romanista
praticamente certa a un minuto dal
termine. O l'ennesima spallata regolare
di Osvaldo che per Tagliavento evidentemente
è scomparsa dalle regole del gioco.
Ma all'arbitro, che non ha mai interrotto
il gioco nonostante i romanisti
crollassero a terra come mosche (Pjanic,
De Rossi, Gago, Bojan) per falli violenti
subiti, e che ha fatto proseguire sempre
le azioni, vorremmo imputare anche altro.
Tagliavento ha fischiato solo due
"giochi pericolosi" contro i romanisti
(uno di Brocchi e l'altro di Cissè) impossibili
da tralasciare. Nei quindici minuti
finali di caccia all'uomo giallorosso in
tutte le zone del campo, Tagliavento si è
accorto solo delle botte a Pizarro, peraltro
mandato in campo un po' troppo in ritardo
da Enrique, visto che a centrocampo
si soffriva da molti minuti.
Detto questo è chiaro che la Lazio del
secondo tempo, in undici contro dieci, ha
avuto la supremazia nel controllo della
palla, e ha potuto spingere a fondo (palo
e traversa). Tuttavia il pareggio sarebbe
stato il giusto risultato. Non è andata così.
C'era la necessità di togliere la castagna
Reja dal fuoco amico dei suoi stessi
tifosi. E il pareggio per i laziali sarebbe
stato comunque un risultato negativo.
Alla Roma, che è piaciuta per la sua velocità
e che fino a quando ha potuto giocare
alla pari aveva sopraffatto gli avversari
per gioco e qualità, non abbiamo nulla da
rimproverare. Anzi sì, una cosa. E a
Osvaldo. Non basta mettere le magliette
sfottò per imitare Totti. Si deve anche saper
attendere il fischio finale della
partita per mostrarle al mondo.