«Gli americani sono carichi»
IL ROMANISTA (A. F. FERRARI) - «Gli americani hanno inserito uno staff giovane, stanno lavorando su diversi fronti e vogliono fare grande questa squadra». A parlare è l'avvocato Mario Tonucci. Un nome che i tifosi della Roma hanno sentito migliaia di volte negli ultimi anni. Si tratta, infatti, del fondatore dello studio legale "Tonucci" :oo, di cui fa parte il consigliere della società giallorossa Mauro Baldissoni. Studio che ha curato gli interessi degli americani per l'acquisizione della quota di maggioranza dell'A.S Roma ma non solo. Il prestigioso studio romano, situato nei pressi di piazza del Popolo, infatti, nel 2008 lavorò come advaisor per la trattativa che vide il magnate americano George Soros interessato sempre alla Roma. Trattativa che, però, saltò nel momento in cui fu tirata in ballo una presunta offerta da parte di uno sceicco arabo che poi si rivelò fasulla. :rotfl:
Oltre a fare l'avvocato, Mario Tonucci è stato presidente del Club Scherma Roma :shock:, società che ha vinto più scudetti in Italia. :bann: L'avvocato, intervistato dal sito romanewe.eu, ha parlato della società giallorossa e della trattativa che due anni fa permise a James Pallotta e co. di acquisire il club giallorosso in mano alla famiglia Sensi. Anche in quel caso, l'attività di mediazione dello studio legale romano, che dopo la vicenda Soros non smise di interessarsi delle vicende legate alla vendita della Roma, fu decisiva. «Retroscena particolari nella trattativa che ha visto il passaggio dai Sensi agli americani non ci sono stati - ha proseguito -, quando si lavora con professionisti sono poche le sorprese che ti possono capitare». Nelle ultime due stagioni, quelle con gli americani alla guida, però i risultati sportivi sono stati scarsi. Tant'è che gran parte della piazza non è più disposta ad aspettare in silenzio. Annate che, assicura l'avvocato, non sono piaciute neanche a Pallotta e soci: «Non sono sicuramente contentissimi di queste due stagioni - le sue parole -. L'ambiente di Roma non è facile, tutt'altro ma sono carichi ancor di più a far bene. Hanno inserito uno staff giovane, stanno lavorando su diversi fronti e vogliono fare grande questa squadra».
Oltre agli americani, però, all'interno della AS Roma c'è anche Unicredit che starebbe cercando acquirenti per la sua quota di minoranza: «È dall'inizio che la banca si è prefissata di cedere le quote che la riguardano, ma non è sicuramente ora il momento - ha spiegato Tonucci -, bisogna risollevare il club per poi dedicarsi a cercare nuovi investitori». Uno di questi potrebbe essere (secondo alcuni rumors) Luca Parnasi :lol: , l'imprenditore romano incaricato di costruire, con la sua azienda di costruzioni, il nuovo stadio della Roma che a breve :up: dovrebbe essere presentato dall'architetto Dan Meis: «Parnasi? Sono tanti gli imprenditori che vorrebbero rilevare la quota di minoranza appartente alla banca ma non tutti sono affidabili» :rotfl2: :DD .
In ogni caso, si parla sempre di quote di minoranza e di ricerca di nuovi partner, come la proprietà americana ha sempre dichiarato fin dal momento del suo insediamento. Sicuramente non affidabile si è, invece, dimostrato il presunto sceicco
Al Qaddumi
:hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail:
che nei mesi scorsi cercò di entrare nella società giallorossa dichiarando eredità in arrivo e quant'altro. Dopo le verifiche del caso, non se ne fece nulla. «Non sappiamo perché gli americano lo hanno voluto ascoltare, forse gli hanno mostrato alcune carte e documenti in America. Per fortuna è andata diversamente...», ha concluso Tonucci
23-06-2013
advaisor m'ha fatto male.
A me tutta sta cialtronaggine comincia veramente a stomacare: sarà che oggi il mood è quello che è, un po' malinconico, un po' scazzato, ma per me, anche se fisicamente lontano, dividere la città con questi cialtroni comincia a diventare difficilmente sopportabile. Li mortacci loro sempre e mejo che non continuo: oggi so' da ban.
Io vorrei sapere a che pro' questi continuano a scrivere una marea di caxxate, sempre, ovunque, ogni santo giorno. Sempre le stesse cose, mannateveneaffanculo.
Che poi, se non sbaglio, il Mario avv. Tonucci non è che muore proprio per quei coloracci
il fatto che questo nuovo topic sia stato aperto da Biafra è giusto almeno quanto che Tarallo apra un topic sulla partita in corso e se la partita è un derby.
strano, leggo che la famosa offerta arrivata alla Sensi (e che avrebbe indispettito l'agenzia inviata da Soros) era una scemenza.. :lol:
Roma, Pallotta: "È stato anno frustrante, anche se abbiamo battuto tutte le grandi"
Le parole del presidente giallorosso al Financial Times.
In un'intervista realizzata dal Financial Times, James Pallotta ha commentato e analizzato la stagione disastrosa appena conclusa per la Roma (sesto posto in campionato, sconfitta in finale di Coppa Italia nel derby, fuori dall'Europa, due allenatori). Il presidente del club capitolino ha definito l'annata "frustrante" e si è detto "decisamente deluso". L'imprenditore americano ha in particolar modo criticato l'atteggiamento della squadra nelle gare disputate contro le medio-piccole, rivendicando invece i risultati positivi ottenuti nei big match:
Abbiamo sconfitto tutte le migliori squadre: la Juventus, abbiamo distrutto il Milan, la Fiorentina e battuto tre volte l'Inter. Ma è assurdo il modo in cui abbiamo giocato contro le squadre dalla metà della classifica in giù. Abbiamo molti nuovi giocatori. Ci vorrà tempo.
Successivamente Pallotta ha messo da parte le vicende tecniche e si è concentrato in maniera particolare sulla questione dello sviluppo del marchio Roma:
Stiamo facendo della Roma un brand. Le squadre di calcio in Italia sono scambiate sulla base di ricavi e un certo ammontare di ego. Noi non lo abbiamo fatto per l'ego. Se il Manchester United vale 3,9 miliardi di dollari e la Roma è valutata meno di 200 milioni, ci sono tante opportunità per colmare quel divario. Le squadre di calcio dovrebbero essere gestite come un business, non come un hobby.
Il presidente giallorosso, l'unico straniero nel campionato di Serie A italiano, ha quindi rivolto delle critiche alla passata gestione della famiglia Sensi che per quanto concerne i "social media o sistemi di gestione dei fan" non aveva "fatto nulla, dimenticandosi di Facebook o Twitter" ed ha spiegato che l'intenzione è di creare un database dei suoi sostenitori, riprendendo l'esperienza dei Boston Celtics, dei quali Pallotta possiede una quota. L'obiettivo finale è di permettere l'accesso allo stadio senza biglietto cartaceo, ma con gli smartphone.
Quindi ha rivelato che il suo gruppo si propone di raccogliere nuovo capitale di almeno 75 milioni di dollari, con la banca statunitense Morgan Stanley advisor dell'operazione. Insomma, in vista c'è un aumento del capitale:
Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma.
Intanto la redditività appare ancora lontana: secondo il rapporto annuale di Deloitte la Roma è scesa di quattro posti, al 19esimo, tra i top club europei nel 2011/12, con ricavi totali in calo del 19 per cento a €115,9 milioni, in gran parte a causa della sua mancata qualificazione per la Champions League. Le entrate commerciali sono invece cresciute del sei per cento (36,8 milioni di euro).
Scritto da: Massimo Galanto - lunedì 24 giugno 2013
http://www.calcioblog.it/post/195673/roma-pallotta-e-stato-anno-frustrante-anche-se-abbiamo-battuto-tutte-le-grandi
"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.
Citazione di: ian il 24 Giu 2013, 15:58
"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.
Cerca di farci capire che stanno cercando di mettere in piedi una tasche force.
Citazione di: ian il 24 Giu 2013, 15:58
"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.
cercano gente un po' meno mortidefame de loro pe finanzialli
Citazione di: Davy_Jones il 24 Giu 2013, 16:09
cercano gente un po' meno mortidefame de loro pe finanzialli
Ecco perchè hanno cercato lo sceicco umbro...
:D
Citazione di: ian il 24 Giu 2013, 15:58
"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.
pe' sfogasse
Per quanto riguarda la società di scherma che ha vinto più titoli , mi piacerebbe sentire l'opinione di Jesi.......
Citazione di: James Pallotta il 24 Giu 2013, 14:36
Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma.
Sì, da dietro. Come abbiamo fatto noi il 26 maggio. :ssl
Citazione di: Gricia il 24 Giu 2013, 14:36
Roma, Pallotta: "È stato anno frustrante, anche se abbiamo battuto tutte le grandi"
Le parole del presidente giallorosso al Financial Times.
Abbiamo sconfitto tutte le migliori squadre: la Juventus, abbiamo distrutto il Milan, la Fiorentina e battuto tre volte l'Inter. Ma è assurdo il modo in cui abbiamo giocato contro le squadre dalla metà della classifica in giù. Abbiamo molti nuovi giocatori. Ci vorrà tempo.
Questo li sta a sfidà. Li sta prendendo palesemente per il c**o.
Citazione di: Maremma Laziale il 24 Giu 2013, 19:07
Questo li sta a sfidà. Li sta prendendo palesemente per il c**o.
... sò sempre più convinto che è Laziale: solo un Laziale può prenderli x il cu.o così ... :) :) :) :) :)
Daniele, c'è solo un motivo
Mercoledì 03 Luglio 2013 07:59
TONINO CAGNUCCI
Non si sa perché ieri Panorama abbia elencato cinque motivi secondo cui Daniele De Rossi dovrebbe andarsene da Roma, ma si potrebbe fare una panoramica di tutti i motivi per cui Daniele De Rossi deve restare a Roma. Sono mille e mille e mille di più, ma ce n'è uno che vale tutti gli altri insieme, uno che vale di più: forse l'unico che va ricordato a lui, perché tutti gli altri lui sicuramente li sa. Daniele De Rossi deve restare a Roma non perché è ancora uno dei più forti centrocampisti al mondo (lo ha detto la Confederations Cup l'altro giorno), non perché sennò con chi lo sostituisci? Non perché Daniele De Rossi è il giocatore nella storia della Associazione Sportiva Roma ad aver giocato più volte con la Nazionale, non perché Daniele De Rossi è il giocatore nella storia della Associazione Sportiva Roma ad aver segnato più volte con la Nazionale, non perché Daniele De Rossi è insieme a Attilio Ferraris il giocatore della storia dell'Associazione Sportiva Roma ad aver vinto una medaglia olimpica e un Mondiale.
Non perché Daniele De Rossi ha vinto un Mondiale e lo ha vinto tirando a ventidue anni un rigore dopo quattro giornate di squalifica in finale. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma nemmeno perché una volta (a Bologna) si commosse quando raggiunse il numero di partite giocate da Agostino Di Bartolomei, e nemmeno perché pianse davanti a tutti quando intitolarono un campo a Trigoria per il Capitano. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma perché da ragazzino indossava la maglia Barilla di Falcao e di Agostino o perché quella storia la conosce e la rispetta a memoria, nel cuore o davanti al mare. No. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma perché quando la Roma perde perde soprattutto lui visto che è romanista e visto che il ritornello ormai è confezionato: "a corpa è de De Rossi"; non deve restare alla Roma perché non è vero che "so' tre anni che non gioca" visto che nella stagione di Luis Enrique ha la media voto più alta dei giocatori della Roma; non deve restare alla Roma perché quando la Roma vince non gliene frega niente di venire a parlare davanti alle telecamere troppo occupato magari a rivedersi la partita nel suo personalissimo interiore 90° minuto. Non per il sorriso spudorato smargiasso beffardo fantastico romano romanista in diretta tv quando vide la schermata della classifica con la Lazio terz'ultima dopo la sconfitta in casa col Catania di Maxi Lopez. Non per quella volta che s'è arrampicato sul cancello giallo fra palco e realtà, pista dell'Olimpico e Curva dell'Olimpo dopo un derby vinto, nemmeno per quella volta che là sopra ci arrivò solo con un salto, per andarsi ad abbracciare Okaka dopo un gol al Siena all'ultimo minuto manco fosse il Real Madrid. Assist di Pit. Non per quella maglietta sdrucita, slabbrata, strappata, amata, baciata mille volte e milleuna riamata, tirata fra il suo cuore e le gole della sua gente dopo un 3-3 in rimonta sull'Inter. Non per il tiro da lontano (roba di decenni, roba di vecchia Roma come un ritornello che nessuno canta più) tirato dalle mille miglia a Siena per infrangersi - lui mare e sempre mare di Roma - contro una vetrata dove c'era una scritta per Antonio De Falchi e dove c'era la sua Brigata. Daniele De Rossi non deve restare per i fiori che ha portato sotto le vetrate e dentro al cuore, non per tutto quello che ha fatto e che non dice, non per le parole che sceglie di tacere quando se parlasse forse in tanti capirebbero quello che pure è evidente...
Non per rispondere a tutto il livore che sopporta, nemmeno alle calunnie che lo feriscono e che feriscono le cose sante della sua vita. Daniele De Rossi non devere restare alla Roma per le lacrime a Verona, né per il sorriso che quando la Roma segna sprigiona. E no, nemmeno perché semplicemente e veramente ama la Roma. Né perché è biondo, non per la vena del collo che si gonfia, non per far vedere quello che c'è sotto la barba (il viso pulito di una persona pulita), non perché ha firmato col contratto in scadenza rifiutando il doppio di quello che guadagna. Daniele De Rossi non deve restare a Roma nemmeno perché se se ne andasse farebbe vincere le cattive voci, le calunnie di fuori e non le voci di dentro, lasciando anche un po' più soli i romanisti. Non se ne deve andare perché allo stadio finora non è mai stato fischiato dalla sua Curva, né perché negli ultimi tre anni la sua Curva ha deciso di fare soltanto uno striscione per un giocatore: a lui ("Daniele De Rossi non si tocca"). Daniele De Rossi deve restare per un motivo soltanto. Deve restare anche se a volte amare vuol dire soprattutto separarsi, lasciarsi e lasciarla andare. Ma l'amore devi saperlo anche finire e la tua storia, la tua immagine, la tua ultima partita non può essere quella. Non con te che piangi, non con loro che festeggiano. Non con te in ginocchio, non con quelli che saltano. No. Mai. No. Non lo meriti tu, non lo meritiamo noi. Non lo merita nessuno. Resta, magari per giocare solo un'altra partita. Alza quella Coppa Daniele, come fece Agostino, poi dopo se vuoi sarai libero di... amare.
Siamo passati dal sesso lombare di romita all'amore puro di cagnuccio nostro, con la speranza che l'articolo (dove però stranamente non riconosco lo stile futurista di tonino) convinca cappetan futuro a restare per regalarci altri bei momenti e soprattutto continuare a dissanguare la già disastrata cassa societaria.
I topi scappano, registriamo il ritiro dell'inno da parte dell'innominabile e gli strali di Amendola
Tutta 'sta pippa per dire che non se può andare proprio ora che ha qùest'ultimo bel palo ficcato su per chiùlo?
Bah, poracci, come stanno combinati.
Ps1 che vor dì "questa storia lui la conosce e la rispetta a memoria, nel cuore o davanti al mare"????
Ps2 che vor dì "lui mare e sempre mare di Roma"?
Ma quale Coppa dovrebbe alzà Dagnielino? Al massimo na coppa de spumante pe fasse un drinketto... Comunque io sono d'accordo RESTA DAGNIELINO RESTA
Citazione di: spook il 03 Lug 2013, 10:27
Daniele, c'è solo un motivo
Mercoledì 03 Luglio 2013 07:59
TONINO CAGNUCCI
Non si sa perché ieri Panorama abbia elencato cinque motivi secondo cui Daniele De Rossi dovrebbe andarsene da Roma, ma si potrebbe fare una panoramica di tutti i motivi per cui Daniele De Rossi deve restare a Roma. Sono mille e mille e mille di più, ma ce n'è uno che vale tutti gli altri insieme, uno che vale di più: forse l'unico che va ricordato a lui, perché tutti gli altri lui sicuramente li sa. Daniele De Rossi deve restare a Roma non perché è ancora uno dei più forti centrocampisti al mondo (lo ha detto la Confederations Cup l'altro giorno), non perché sennò con chi lo sostituisci? Non perché Daniele De Rossi è il giocatore nella storia della Associazione Sportiva Roma ad aver giocato più volte con la Nazionale, non perché Daniele De Rossi è il giocatore nella storia della Associazione Sportiva Roma ad aver segnato più volte con la Nazionale, non perché Daniele De Rossi è insieme a Attilio Ferraris il giocatore della storia dell'Associazione Sportiva Roma ad aver vinto una medaglia olimpica e un Mondiale.
Non perché Daniele De Rossi ha vinto un Mondiale e lo ha vinto tirando a ventidue anni un rigore dopo quattro giornate di squalifica in finale. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma nemmeno perché una volta (a Bologna) si commosse quando raggiunse il numero di partite giocate da Agostino Di Bartolomei, e nemmeno perché pianse davanti a tutti quando intitolarono un campo a Trigoria per il Capitano. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma perché da ragazzino indossava la maglia Barilla di Falcao e di Agostino o perché quella storia la conosce e la rispetta a memoria, nel cuore o davanti al mare. No. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma perché quando la Roma perde perde soprattutto lui visto che è romanista e visto che il ritornello ormai è confezionato: "a corpa è de De Rossi"; non deve restare alla Roma perché non è vero che "so' tre anni che non gioca" visto che nella stagione di Luis Enrique ha la media voto più alta dei giocatori della Roma; non deve restare alla Roma perché quando la Roma vince non gliene frega niente di venire a parlare davanti alle telecamere troppo occupato magari a rivedersi la partita nel suo personalissimo interiore 90° minuto. Non per il sorriso spudorato smargiasso beffardo fantastico romano romanista in diretta tv quando vide la schermata della classifica con la Lazio terz'ultima dopo la sconfitta in casa col Catania di Maxi Lopez. Non per quella volta che s'è arrampicato sul cancello giallo fra palco e realtà, pista dell'Olimpico e Curva dell'Olimpo dopo un derby vinto, nemmeno per quella volta che là sopra ci arrivò solo con un salto, per andarsi ad abbracciare Okaka dopo un gol al Siena all'ultimo minuto manco fosse il Real Madrid. Assist di Pit. Non per quella maglietta sdrucita, slabbrata, strappata, amata, baciata mille volte e milleuna riamata, tirata fra il suo cuore e le gole della sua gente dopo un 3-3 in rimonta sull'Inter. Non per il tiro da lontano (roba di decenni, roba di vecchia Roma come un ritornello che nessuno canta più) tirato dalle mille miglia a Siena per infrangersi - lui mare e sempre mare di Roma - contro una vetrata dove c'era una scritta per Antonio De Falchi e dove c'era la sua Brigata. Daniele De Rossi non deve restare per i fiori che ha portato sotto le vetrate e dentro al cuore, non per tutto quello che ha fatto e che non dice, non per le parole che sceglie di tacere quando se parlasse forse in tanti capirebbero quello che pure è evidente...
Non per rispondere a tutto il livore che sopporta, nemmeno alle calunnie che lo feriscono e che feriscono le cose sante della sua vita. Daniele De Rossi non devere restare alla Roma per le lacrime a Verona, né per il sorriso che quando la Roma segna sprigiona. E no, nemmeno perché semplicemente e veramente ama la Roma. Né perché è biondo, non per la vena del collo che si gonfia, non per far vedere quello che c'è sotto la barba (il viso pulito di una persona pulita), non perché ha firmato col contratto in scadenza rifiutando il doppio di quello che guadagna. Daniele De Rossi non deve restare a Roma nemmeno perché se se ne andasse farebbe vincere le cattive voci, le calunnie di fuori e non le voci di dentro, lasciando anche un po' più soli i romanisti. Non se ne deve andare perché allo stadio finora non è mai stato fischiato dalla sua Curva, né perché negli ultimi tre anni la sua Curva ha deciso di fare soltanto uno striscione per un giocatore: a lui ("Daniele De Rossi non si tocca"). Daniele De Rossi deve restare per un motivo soltanto. Deve restare anche se a volte amare vuol dire soprattutto separarsi, lasciarsi e lasciarla andare. Ma l'amore devi saperlo anche finire e la tua storia, la tua immagine, la tua ultima partita non può essere quella. Non con te che piangi, non con loro che festeggiano. Non con te in ginocchio, non con quelli che saltano. No. Mai. No. Non lo meriti tu, non lo meritiamo noi. Non lo merita nessuno. Resta, magari per giocare solo un'altra partita. Alza quella Coppa Daniele, come fece Agostino, poi dopo se vuoi sarai libero di... amare.
Siamo passati dal sesso lombare di romita all'amore puro di cagnuccio nostro, con la speranza che l'articolo (dove però stranamente non riconosco lo stile futurista di tonino) convinca cappetan futuro a restare per regalarci altri bei momenti e soprattutto continuare a dissanguare la già disastrata cassa societaria.
noto una vena alla Rokko Smitherson ma senza la battuta finale ... peccato, poteva ipotecare il Turone già a Giugno.
A cagnu' maccheè sta tristezza . ENNAMO ritorna bello pimpante . Nel 2014 nessuno ti toglierà il Turone d'oro .
Romita pure te .....................................di qualcosa.
Citazione di: COLDILANA61 il 03 Lug 2013, 15:01
A cagnu' maccheè sta tristezza . ENNAMO ritorna bello pimpante .
-
Non sono triste, sono solo un pò incazzato. Mi trovo in vacanza a Ostia, ma stà coppa in faccia mi impedisce di guardare il mare di Roma.(http://retesportcacher.s3.amazonaws.com/cache/com_zoo/images/TONINOCAGNUCCI_d4fd5e324a53ae3fa9d55d0d59cef613.jpg)
Ho fatto fatica a leggerlo stavolta.
Gli manca l'iperbole, il gusto dell'assurdo, l'illogicità che lo rende unico.
Forza Tonino, siamo con te!
Citazione di: spook il 03 Lug 2013, 10:27
Daniele, c'è solo un motivo
Mercoledì 03 Luglio 2013 07:59
TONINO CAGNUCCI
... Daniele De Rossi deve restare per un motivo soltanto. Deve restare anche se a volte amare vuol dire soprattutto separarsi, lasciarsi e lasciarla andare. Ma l'amore devi saperlo anche finire e la tua storia, la tua immagine, la tua ultima partita non può essere quella. Non con te che piangi, non con loro che festeggiano. Non con te in ginocchio, non con quelli che saltano. No. Mai. No. Non lo meriti tu, non lo meritiamo noi. Non lo merita nessuno. Resta, magari per giocare solo un'altra partita. Alza quella Coppa Daniele, come fece Agostino, poi dopo se vuoi sarai libero di... amare.
No, loro non pensano mai a noi. :=))
un calo verticale, un crollo. non e' piu' lui.
Citazione di: Davy_Jones il 03 Lug 2013, 21:45
un calo verticale, un crollo. non e' piu' lui.
E comunque vince il turone d'argento .
Non ve lo perdonero' mai .
E manco Maida .
:)
Maida in rimonta!
Citazione di: leomeddix il 03 Lug 2013, 15:14
- Non sono triste, sono solo un pò incazzato. Mi trovo in vacanza a Ostia, ma stà coppa in faccia mi impedisce di guardare il mare di Roma.
(http://retesportcacher.s3.amazonaws.com/cache/com_zoo/images/TONINOCAGNUCCI_d4fd5e324a53ae3fa9d55d0d59cef613.jpg)
questo alle feste dei 18 anni metteva i dischi
Citazione di: andyco il 04 Lug 2013, 16:24
questo alle feste dei 18 anni manco metteva i dischi
io se ad una festa di 18 anni trovavo uno cosi ai piatti me ne andavo, c'ha la faccia di quello che a mezza sera col la pista piena mette la sigla di capitan harlock
Citazione di: andyco il 04 Lug 2013, 16:24
questo alle feste dei 18 anni metteva i dischi
-
Ma io un ballo con Tonino me lo farei pure, però sembra che sulla sua faccia c'è sempre qualcosa che gli fa ombra...
(http://www.ilmondodipatty.it/wp-content/uploads/2010/06/ballo_430_1.jpg)
me so fermato ad advaisor.
Citazione di: andyco il 04 Lug 2013, 16:24
questo alle feste dei 18 anni metteva i dischi
Oppure temporeggiava bevendo spuma
Citazione di: leomeddix il 03 Lug 2013, 15:14
- Non sono triste, sono solo un pò incazzato. Mi trovo in vacanza a Ostia, ma stà coppa in faccia mi impedisce di guardare il mare di Roma.
(http://retesportcacher.s3.amazonaws.com/cache/com_zoo/images/TONINOCAGNUCCI_d4fd5e324a53ae3fa9d55d0d59cef613.jpg)
DIO l'ha fatto romanista e glielo ha stampato in faccia............una faccia un destino.
Citazione di: Maremma Laziale il 04 Lug 2013, 22:15
Oppure temporeggiava bevendo spuma
No no.
Era il classico che faceva un vento e cambiava il clima.
Il brasiliano avrebbe chiesto consiglio ad alcuni compagni di squadra che non avrebbero avuto dubbi: "Se puoi vattene di corsa dalla Roma". Pre ritiro: rischio contestazioni.
Roma giorno zero. L'alba di una nuova era e già le prime contraddizioni. Da una parte l'entusiamo di Rudi Garcia e del suo staff e dall'altra il nervosismo (e siamo solo a luglio) della piazza. In mezzo il solito immobilismo atavico di Pallotta e Sabatini in un mercato che ancora non ha intenzione di mettersi in moto.
Domani il pre ritiro a Trigoria, dal 13 al 22 tutti a Brunico. Marquinhos ci sarà, ma forse, come si legge dalle colonne della 'Gazzetta dello Sport' fra le montagne del Trentino ci rimarrà bene poco: "Cosa mi consigliate? Accetto di andare via?" avrebbe chiesto il difensore brasiliano ad alcuni compagni che prontamente (con grande spirito di spagliatoi) gli avrebbero risposto: "Certo, di corsa!".
Se fossero vere le indiscrezioni trapelate dalla 'rosea' allora saremo già ai primi scricchiolii. In una macchina nuova, quando tutti, almeno all'inizio, dovrebbero remare dalla stessa parte, ecco che già qualcuno (con la massima sincerità, certo) non mette il bene della squadra al primo posto. Sentori, voci, ma pur sempre indizi. Chi mal comincia....
Sembra invece immune all'aria negativa il nuovo tecnico Rudi Garcia, che ieri ha cenato in un hotel di Roma con i suoi due vice Bompard e Fichaux, il neo preparatore atletico Febbrari, l'ex allenatore in prima Andreazzoli e il ds Sabatini. Con loro anche Mehdi Benatia, che non vede l'ora di cominicare l'avventura giallorossa. Si è parlato di gestione del gruppo, di motivazioni e di cercare di avere una rosa il più completa possibile a breve. Cosa che non sarà facile. C'è da vendere (molto) e da comprare (altrettanto). Il cantiere è apertissimo.
Intanto, come già accennato in apertura, il pre ritiro a Trigoria non promette nulla di buono. Ufficialmente la tifoseria non ha organizzazto nessuna contestazione ma il clima di entusiamo che si respirava un anno fa con l'arrivo di Zeman (anche se poi sappiamo tutti come andò a finire) è solo un lontano ricordo. La Digos ha messo in allarme sia il reparto di Roma che quello di Brunico. Bastano pochi malintenzionati e tutto potrebbe prendere una brutta piega. Meglio prevenire.
A me questo articolo ha messo il buonumore :D
Fonte: Goal.com
Questa perla della dubbiosa Chiara c'è sfuggita tra le nomination.
C'è pure la foto.
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/23-05-2013/coppa-italia-maglie-roma-pronta-stella-d-argento-chi-vince-10-volte-trofeo-20443474356.shtml
Citazione di: m.m. il 08 Lug 2013, 17:07
Questa perla della dubbiosa Chiara c'è sfuggita tra le nomination.
C'è pure la foto.
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/23-05-2013/coppa-italia-maglie-roma-pronta-stella-d-argento-chi-vince-10-volte-trofeo-20443474356.shtml
beh, rispetto all'articolo profetico di romita questo è sin troppo pacato. la foto però è veramente fantastica. comunque la Zucchelli dobbiamo tenerla d'occhio perché è in crescita costante.
Nonostante la pochezza dell'articolo, diamo il nostro benvenuto a un nuovo aspirante al Turone d'Oro.
PS. Maccherò, con sta roba non entri neanche in nomination.
C'è proprio poco da ridere
LEGGO (F. MACCHERONI) - Ha ragione ancora una volta Lotito, non si gode delle disgrazie altrui. Nemmeno se la disgrazia scivola sulle spalle della Roma. Perché poi c'è da pensare a Palazzi, all'inchiesta sul calcioscommesse che, tanto per non cambiare, tira in ballo anche la sua Lazio. Così, nei giorni dei raduni, c'è poco da ridere, a destra e a sinistra.
La Lazio non riesce a godersi il magico momento di supremazia cittadina (in campio- nato sempre settima è finita), la Roma non riesce nemmeno a parlare di qualcosa che non faccia rima con sciagura. Ieri a Trigoria qualche giocatore è dovuto entrare con macchina dai vetri oscurati. Sabatini non parla. Pallotta è impalpabile. Girano sul web storie di un Sabatini disperato.
La sola speranza sarebbe legata alla cessione di qualche giocatore. Una eventuale contestazione avrebbe agevolato la cessione di Osvaldo a un club inglese, ma l'argentino non è venuto (mica scemo...). Altra vana speranza. Sabatini ha soltanto speranze. Ha perso ogni allenatore e finora ogni giocatore che ha cercato. Non ci sono soldi? Questo è il sospetto. Ma il vero pro- blema è che non ci sia società, l'unica cosa che non manca alla Lazio.
Fonte: http://www.laroma24.it/archivio/89004/c-e-proprio-poco-da-ridere.html
Citazione di: Biafra il 10 Lug 2013, 19:08
Nonostante la pochezza dell'articolo, diamo il nostro benvenuto a un nuovo aspirante al Turone d'Oro.
PS. Maccherò, con sta roba non entri neanche in nomination.
C'è proprio poco da ridere
LEGGO (F. MACCHERONI) - Ha ragione ancora una volta Lotito, non si gode delle disgrazie altrui. Nemmeno se la disgrazia scivola sulle spalle della Roma. Perché poi c'è da pensare a Palazzi, all'inchiesta sul calcioscommesse che, tanto per non cambiare, tira in ballo anche la sua Lazio. Così, nei giorni dei raduni, c'è poco da ridere, a destra e a sinistra.
La Lazio non riesce a godersi il magico momento di supremazia cittadina (in campio- nato sempre settima è finita), la Roma non riesce nemmeno a parlare di qualcosa che non faccia rima con sciagura. Ieri a Trigoria qualche giocatore è dovuto entrare con macchina dai vetri oscurati. Sabatini non parla. Pallotta è impalpabile. Girano sul web storie di un Sabatini disperato.
La sola speranza sarebbe legata alla cessione di qualche giocatore. Una eventuale contestazione avrebbe agevolato la cessione di Osvaldo a un club inglese, ma l'argentino non è venuto (mica scemo...). Altra vana speranza. Sabatini ha soltanto speranze. Ha perso ogni allenatore e finora ogni giocatore che ha cercato. Non ci sono soldi? Questo è il sospetto. Ma il vero pro- blema è che non ci sia società, l'unica cosa che non manca alla Lazio.
Fonte: http://www.laroma24.it/archivio/89004/c-e-proprio-poco-da-ridere.html
turone d'oro? questo è l'articolo più lucido che io abbia mai letto sul rioma!
Citazione di: edge24 il 10 Lug 2013, 19:45
turone d'oro? questo è l'articolo più lucido che io abbia mai letto sul rioma!
E c'hai ragione pure te, mi riferivo a le rosicate qua e la sulla Lazio.
Comunque quest'anno è meglio che ci rassegniamo, c'è poco da fare, gli articoli sono quello che sono, i meravigliosi tempi della "cantera giallograna", della "rivoluzione americana" o del "4-3-3 sbrocco pe' te" sembrano lontani anni luce.
Quella appena iniziata si preannuncia come la peggiore edizione del Turone d'Oro della storia. Dopo il 26 maggio, purtroppo, i lettori stanno prendendo coscienza del loro stato e anche i nostri beniamini, i fuoriclasse della cazzata, sembrano timorosi nello scrivere i loro abituali articoli. E' evidente che sono terrorizzati, che temano la pizza in faccia casuale a Riscone o a Trigoria, non mi stupirei di vedere un Tonino con baffi e barba finta in giro per il ritiro.
A questo punto non ci resta che sperare nel coraggio dei nostri Eroi,
che la nobile arte della cazzata prevalga sulla paura e sulla violenza!
Citazione di: Biafra il 10 Lug 2013, 19:58
E c'hai ragione pure te, mi riferivo a le rosicate qua e la sulla Lazio.
Comunque quest'anno è meglio che ci rassegniamo, c'è poco da fare, gli articoli sono quello che sono, i meravigliosi tempi della "cantera giallograna", della "rivoluzione americana" o del "4-3-3 sbrocco pe' te" sembrano lontani anni luce.
Quella appena iniziata si preannuncia come la peggiore edizione del Turone d'Oro della storia. Dopo il 26 maggio, purtroppo, i lettori stanno prendendo coscienza del loro stato e anche i nostri beniamini, i fuoriclasse della cazzata, sembrano timorosi nello scrivere i loro abituali articoli. E' evidente che sono terrorizzati, che temano la pizza in faccia casuale a Riscone o a Trigoria, non mi stupirei di vedere un Tonino con baffi e barba finta in giro per il ritiro.
A questo punto non ci resta che sperare nel coraggio dei nostri Eroi,
che la nobile arte della cazzata prevalga sulla paura e sulla violenza!
Non è detta l'ultima parola, penso siano già pronti gli squilli di tromba e i toni trionfalistici per strootman, benatia e jedvaj.
Citazione di: Biafra il 10 Lug 2013, 19:58
E c'hai ragione pure te, mi riferivo a le rosicate qua e la sulla Lazio.
Comunque quest'anno è meglio che ci rassegniamo, c'è poco da fare, gli articoli sono quello che sono, i meravigliosi tempi della "cantera giallograna", della "rivoluzione americana" o del "4-3-3 sbrocco pe' te" sembrano lontani anni luce.
Quella appena iniziata si preannuncia come la peggiore edizione del Turone d'Oro della storia. Dopo il 26 maggio, purtroppo, i lettori stanno prendendo coscienza del loro stato e anche i nostri beniamini, i fuoriclasse della cazzata, sembrano timorosi nello scrivere i loro abituali articoli. E' evidente che sono terrorizzati, che temano la pizza in faccia casuale a Riscone o a Trigoria, non mi stupirei di vedere un Tonino con baffi e barba finta in giro per il ritiro.
A questo punto non ci resta che sperare nel coraggio dei nostri Eroi,
che la nobile arte della cazzata prevalga sulla paura e sulla violenza!
sono d'accordo con te, ho la sensazione che la Supposta Italia abbia lasciato un bruciore ceh noi neanche immaginiamo!
Citazione di: Biafra il 10 Lug 2013, 19:58
E c'hai ragione pure te, mi riferivo a le rosicate qua e la sulla Lazio.
Tipico debole tentativo di trascinarci nella merda con loro.
"
Ah, un tempo lottavamo tutte e due per lo scudetto e ora..." e ora noi vinciamo la Coppa Italia e voi la perdete in finale contro di noi; noi arriviamo ai quarti di Europa League, dove veniamo eliminati per colpa dell'arbitro, mentre voi neanche ci partecipate da tre anni consecutivi; noi siamo arrivati settimi in campionato perché abbiamo sofferto le tre competizioni, voi oltre a non giocare in Europa, avete preso 3 punti a tavolino che vi hanno permesso di averne uno in più di noi a fine stagione. Noi abbiamo individuato i nostri difetti e ci siamo subito mossi per risolverli, voi siete nella merda e non sapete dove mettervi le mani.
Questo è il titolo in prima pagina del Riommanista sotto la foto delle loro maglie.
Poi si lamentano che li prendiamo per il cùlo perché sono figli di madre ignota:
"Ecco la nuova divisa. Si chiama "Unica", ha i colori giusti ed è ispirata a quella del Roman".
Clima pesante nel ritiro della Roma a Riscone. Dopo la contestazione nel giorno del Raduno a Trigoria, i romanisti non risparmiano ancora i giocatori e mentre Garcia dirige il primo allenamento una trentina di tifosi se la prende con Osvaldo (soprattutto) ma anche Pjanic e Balzaretti.
OSVALDO NEL MIRINO — La Roma scende in campo intorno alle 9.45 e dopo qualche minuto i tifosi espongono lo striscione: "In vacanza di corsa senza chiedere scusa... Per voi il rispetto è una cosa sconosciuta. [...]". Poi, mentre Garcia fa fare alcune esercitazioni tattiche, arrivano gli insulti. Osvaldo è bersagliato: "Falso", "Vattene", "Piagnone" e via così. Accanto all'attaccante c'è Totti: "A Capita', diglielo te.... Te non vedi niente". Replica stizzita della punta italoargentina: "Vi prendo uno per uno quando vi pare..."
GLI ALTRI OBIETTIVI — La contestazione non ha risparmiato anche gli altri calciatori definiti "mercenari, ci avete fatto prendere in giro (il termine usato è stato un altro, ndr) da tutta Italia" e in particolare Pjanic e Balzaretti. Il terzino è stato "invitato" ad "andarsene a Parigi" dove vive la moglie, mentre al centrocampista non sono state perdonate le parole su Lulic dopo il derby: "Sei contento che ha segnato Lulic? Zingaro, tornatene in Serbia". In realtà Pjanic è bosniaco, ma per i tifosi inferociti poco cambia.
Chiara Zucchelli
Garcia in conferenza stampa ha appena dato dei laziali ai tifosi che contestano...questa stagione promette bene bene... :=))
:asrm
Citazione di: tritolo32 il 13 Lug 2013, 12:19
Garcia in conferenza stampa ha appena dato dei laziali ai tifosi che contestano...questa stagione promette bene bene... :=))
:asrm
nooo, non ci credo :rotfl:
"zingaro", tutto ok, nessun razzismo per carità.
Citazione di: skizzo87 il 13 Lug 2013, 12:10
Clima pesante nel ritiro della Roma a Riscone. Dopo la contestazione nel giorno del Raduno a Trigoria, i romanisti non risparmiano ancora i giocatori e mentre Garcia dirige il primo allenamento una trentina di tifosi se la prende con Osvaldo (soprattutto) ma anche Pjanic e Balzaretti.
OSVALDO NEL MIRINO — La Roma scende in campo intorno alle 9.45 e dopo qualche minuto i tifosi espongono lo striscione: "In vacanza di corsa senza chiedere scusa... Per voi il rispetto è una cosa sconosciuta. [...]". Poi, mentre Garcia fa fare alcune esercitazioni tattiche, arrivano gli insulti. Osvaldo è bersagliato: "Falso", "Vattene", "Piagnone" e via così. Accanto all'attaccante c'è Totti: "A Capita', diglielo te.... Te non vedi niente". Replica stizzita della punta italoargentina: "Vi prendo uno per uno quando vi pare..."
GLI ALTRI OBIETTIVI — La contestazione non ha risparmiato anche gli altri calciatori definiti "mercenari, ci avete fatto prendere in giro (il termine usato è stato un altro, ndr) da tutta Italia" e in particolare Pjanic e Balzaretti. Il terzino è stato "invitato" ad "andarsene a Parigi" dove vive la moglie, mentre al centrocampista non sono state perdonate le parole su Lulic dopo il derby: "Sei contento che ha segnato Lulic? Zingaro, tornatene in Serbia". In realtà Pjanic è bosniaco, ma per i tifosi inferociti poco cambia.
Chiara Zucchelli
:diab: :diab: :diab:
Che famiglia felice!
E aggiungo che Osvaldo ha fatto il dito medio ai contestatori e gli ha rivolto la seguente frase: "Avrete dei problemi, vi prendo uno per uno".
Io li amo.
Citazione di: leomeddix il 12 Lug 2013, 08:50
Questo è il titolo in prima pagina del Riommanista sotto la foto delle loro maglie.
Poi si lamentano che li prendiamo per il cùlo perché sono figli di madre ignota:
"Ecco la nuova divisa. Si chiama "Unica", ha i colori giusti ed è ispirata a quella del Roman".
per me va bene allora basta aggiungere al conto altri 14 derby persi su 14, 7 gol fatti 69 subiti compreso un 8-1, è recorde!
Maggio 1908 - Roma, Piazza di Siena - Lazio-Roman 8-1
Febbraio 1910 - Roma - Lazio-Roman 6-0
1907 - Roma, Piazza d'Armi - Lazio-Roman 2-0
Domenica 19 Gennaio 1908 - Roma, Campo di Piazza di Siena - Lazio-Roman 5-3
Domenica 20 marzo 1910 - Roma - Roman-Lazio 1-6
Domenica 17 aprile 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio-Roman 6-0
Domenica 27 Novembre 1910 - Roma - Lazio-Roman 9-0
Domenica 1 Gennaio 1911 - Roma, Campo dei Daini - Lazio-Roman 9-0
Domenica 8 Gennaio 1911 - Roma - Roman-Lazio 0-3
Domenica 14 dicembre 1919 - Roma, campo Due Pini - Roman-Lazio 0-1
Domenica 8 febbraio 1920 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Roman 3-1
Domenica 9 gennaio 1921 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Roman 6-0
Domenica 3 aprile 1921 - Roma, campo Due Pini - Roman-Lazio 1-5
bene, definire zingaro pjanic è solo una gaffe per la gazzetta, ah ah che risate
Citazione di: Aquila1 il 13 Lug 2013, 12:33
per me va bene allora basta aggiungere al conto altri 14 derby persi su 14, 7 gol fatti 69 subiti compreso un 8-1, è recorde!
Maggio 1908 - Roma, Piazza di Siena - Lazio-Roman 8-1
Febbraio 1910 - Roma - Lazio-Roman 6-0
1907 - Roma, Piazza d'Armi - Lazio-Roman 2-0
Domenica 19 Gennaio 1908 - Roma, Campo di Piazza di Siena - Lazio-Roman 5-3
Domenica 20 marzo 1910 - Roma - Roman-Lazio 1-6
Domenica 17 aprile 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio-Roman 6-0
Domenica 27 Novembre 1910 - Roma - Lazio-Roman 9-0
Domenica 1 Gennaio 1911 - Roma, Campo dei Daini - Lazio-Roman 9-0
Domenica 8 Gennaio 1911 - Roma - Roman-Lazio 0-3
Domenica 14 dicembre 1919 - Roma, campo Due Pini - Roman-Lazio 0-1
Domenica 8 febbraio 1920 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Roman 3-1
Domenica 9 gennaio 1921 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Roman 6-0
Domenica 3 aprile 1921 - Roma, campo Due Pini - Roman-Lazio 1-5
:clap: :clap: :clap: :clap:
Citazione di: giggio il 13 Lug 2013, 12:47
bene, definire zingaro pjanic è solo una gaffe per la gazzetta, ah ah che risate
No no, quello non l'hanno neanche commentato, per loro la gaffe sta nel fatto che gli hanno detto di tornare in Serbia, quando Pjanici è bosniaco.
Citazione di: Aquila1 il 13 Lug 2013, 12:33
per me va bene allora basta aggiungere al conto altri 14 derby persi su 14, 7 gol fatti 69 subiti compreso un 8-1, è recorde!
Maggio 1908 - Roma, Piazza di Siena - Lazio-Roman 8-1
Febbraio 1910 - Roma - Lazio-Roman 6-0
1907 - Roma, Piazza d'Armi - Lazio-Roman 2-0
Domenica 19 Gennaio 1908 - Roma, Campo di Piazza di Siena - Lazio-Roman 5-3
Domenica 20 marzo 1910 - Roma - Roman-Lazio 1-6
Domenica 17 aprile 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio-Roman 6-0
Domenica 27 Novembre 1910 - Roma - Lazio-Roman 9-0
Domenica 1 Gennaio 1911 - Roma, Campo dei Daini - Lazio-Roman 9-0
Domenica 8 Gennaio 1911 - Roma - Roman-Lazio 0-3
Domenica 14 dicembre 1919 - Roma, campo Due Pini - Roman-Lazio 0-1
Domenica 8 febbraio 1920 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Roman 3-1
Domenica 9 gennaio 1921 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Roman 6-0
Domenica 3 aprile 1921 - Roma, campo Due Pini - Roman-Lazio 1-5
Perché ti sei fermato? Hai voja ancora.... Fino al 1926-27!
Citazione di: WhiteBluesBrother il 13 Lug 2013, 13:15
Perché ti sei fermato? Hai voja ancora.... Fino al 1926-27!
l'ho presa da Wiki Lazio, non so perché non ce ne sono altri, probabilmente si saranno stufati di prendere le sveje dalla Lazio e si saranno rifiutati di scendere in campo :D
Citazione di: tritolo32 il 13 Lug 2013, 12:19
Garcia in conferenza stampa ha appena dato dei laziali ai tifosi che contestano...questa stagione promette bene bene... :=))
:asrm
:o :D
Ragazzi io ci credo sempre di più. Questi uomini dal presidente Pallotta fino a all'ultimo degli ultimi (probabilmente Piris) passando per il sergente Garcia possono regalarci un grande sogno. Ormai la parola sbando è un eufemismo.
Il grande sogno. Chissà che non sia la stagione buona...
Citazione di: syrinx il 13 Lug 2013, 14:05
:o :D
Ragazzi io ci credo sempre di più. Questi uomini dal presidente Pallotta fino a all'ultimo degli ultimi (probabilmente Piris) passando per il sergente Garcia possono regalarci un grande sogno. Ormai la parola sbando è un eufemismo.
Citazione di: syrinx il 13 Lug 2013, 14:05
:o :D
Ragazzi io ci credo sempre di più. Questi uomini dal presidente Pallotta fino a all'ultimo degli ultimi (probabilmente Piris) passando per il sergente Garcia possono regalarci un grande sogno. Ormai la parola sbando è un eufemismo.
Dai che potremmo soprannominarlo Marlon Sbando.
Citazione di: syrinx il 13 Lug 2013, 14:05
:o :D
Ragazzi io ci credo sempre di più. Questi uomini dal presidente Pallotta fino a all'ultimo degli ultimi (probabilmente Piris) passando per il sergente Garcia possono regalarci un grande sogno. Ormai la parola sbando è un eufemismo.
Fino ad oggi ho pensato e sostenuto che neanche una vittoria in Champion's League potrebbe regalarmi le stesse emozioni, gioia e commozione che mi ha dato la vittoria della Coppa Italia 2012-2013 contro i difettosi... fino ad oggi... :^^
".....la collaborazione di Roma e Lazio con l'Osservatorio per la gestione della finale di Coppa Italia ("un modello", secondo la Lega) e poche preoccupazioni, almeno per ora, per la Supercoppa del 18 agosto fra Lazio e Roma. Delicato invece il fatto che a Trieste giochino in casa Cagliari e Udinese. Ma fra Lega di A e Viminale i rapporti sono più stretti rispetto al passato. Buon segno. "
Fulvio Bianchi (as repubblica)
Ma cagnucci ancora non l'ha fatto l'alfabeto? Alla Z tornerà con Zeman chi? Adesso conta solo il calcio champagne...
Ho trovato questo, per il futuro premio mi sembra buono... una poesia "di strepitosa bellezza" (cit.) per un augurio un po' così, in una data un po' così che hanno loro prima di andare a Lulic...
http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2013/07/22-329105/22+luglio%3A+Auguri+Roma%2C+ora+onora+la+storia (http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2013/07/22-329105/22+luglio%3A+Auguri+Roma%2C+ora+onora+la+storia)
22 luglio: Auguri Roma, ora onora la storia
Una maglia di strepitosa bellezza richiama il passato: da Schaffer a Garcia, è un ciclo che può ricominciare
Corriere di Trigora - lunedì 22 luglio 2013
di Giancarlo Dotto
ROMA - L'abito fa il monaco, la divisa fa l'eroe, la maglia fa il calciatore, il monaco e l'eroe. Da non autorizzato copywriter, sarebbe questo il mio manifesto per la nuova maglia vintage della Roma, colletto classico, scollatura bicolore, che rifà il verso a quella sinfonica dell'86, dei Boniek e dei Giannini. 86 come gli anni di questa amatissima squadra, amore inestinguibile come il fuoco del paradiso scambiato per inferno. 8 come Lamela, 6 come Strootman, i due pilastri futuribili di una new age che, immaginiamo voluttuosamente, decollerà nell'anno che verrà, 2014, 8 più 6 uguale 14. In attesa di uno stadio, capace di contenerla tutta, l'impresa.
Questa maglia è un'epifania. L'inizio di un ciclo. Un richiamo all'identità. Come i lupi affamati che escono dal tunnel dell'Olimpico. Come il gesto di Aldair. E' una Roma che nasce dal bel gesto. Quello di Aldair, che rinuncia a un privilegio unico, la sua maglia, il suo numero, per consegnarlo al ragazzo olandese che, a malapena, sa chi è questo carezzevole uomo, questa delizia di bahiano. Quello altamente significativo di Totti che consegna a Osvaldo la palla del rigore per un ritorno inverso e purificatore al passato.
Maglia di strepitosa bellezza da vestire come una seconda pelle, con tutti i brividi del caso. Come le corazze dei monaci guerrieri, dentro le quali non ci può essere altro che una dedizione infinita. Nemmeno la preghiera, che a quella ci pensano i tifosi. Loro, i giocatori, dentro questa maglia, non devono essere altro che impeccabili mercenari. Parola, "mercenario", ingiustamente usata per insultare e, invece, parola nobile, tutta da rivalutare. Gli ottusoidi che sprecano quello che non hanno, il cervello, vanno a piazzare i loro infamanti striscioni non afferrando l'elementare verità che, da Osvaldo come da chiunque altro, non possiamo pretendere altro che siano dei mercenari dediti alla causa. Troppo facile esserlo da romani, romanisti, da militanti del tifo.
Ma se io gioco, vinco, perdo e "muoio", alias mi rompo una gamba, perché ho firmato un contratto libero fondato sul denaro, io sono uno che ha onorato la maglia, come di più non si può. Il denaro non è vile, vile è se tiro indietro la gamba, se non faccio quello per cui sono pagato. Il mercenario è tutto là dove sta il fronte, la causa, la missione. Deve tentare l'impresa, non me ne frega un accidente se è pazzo da legare. Viva la pazzia se aiuta a vincere. Cosa voglio da tifoso della Roma che verrà, a partire dal numero 86? Voglio undici meravigliosi soldati di ventura con la faccia da Strootman, l'ultimo arrivato. Che faccia! Prezzolati e dediti alla causa erano anche i soldati dell'esercito romano che ha invaso il mondo. Niente striscioni insultanti per loro, ma solo l'onore delle armi.
Da Attilio Ferraris a Jedvaj, da Alfred Schaffer, l'austro-ungherese del primo scudetto, a Rudi Garcia, 86 anni che ognuno scandisce a modo suo e io dico, in ordine mio sparso, Fuffo Bernardini, Masetti, Amadei, Testaccio, Da Costa, Losi e Manfredini. Dico Anzalone e Di Bartolomei, ci metto anche Santarini e quel genio sublime, lui sì pigro, di Ciccio Cordova. Indispensabile Francesco Rocca. Viola e Liedholm, Falcao e Bruno Conti, ma dico anche Ancelotti e Pruzzo, Tancredi e Sebino Nela. Dico Toninho Cerezo. Ci metto Rudi Voeller e Giannini, ci metto anche Boniek. Il primo Zeman, Tommasi e Perrotta sempre, Delvecchio. Mazzone, ma anche Capello. Ci metto Montella e Samuel, Luciano Spalletti e Daniele De Rossi. Non dimentico Pizarro.
La Roma che verrà sarà anche quello del lutto estremo. Ci stiamo preparando, ma non lo saremo mai. Nostalgici ancora prima di averlo perduto. Francesco Totti, il ragazzo che si è detto romanista a vita ci dirà addio. "Questa sarà la mia ultima maglia", ha detto. Non poteva essere più bella.
Questo soo semo giocato.
Vabbe questo è fatto de crack.
Va bene il tifo, ma come se fa a di' che quella maglia è bella?!......
Guardate che sono tutti già allineati.
A me un tizio mi ha detto la stessa cosa,che la nuova maglia è bellissima,quando gli ho dato ragione dicendogli che la cosa piu' bella è il colletto a forma di sette,come le sberle di manchester e il minuto del gol di Lulic,mi ha guardato come se non stesse capendo di cosa parlassi,ha solo chiuso con voi della lazio(storpiato...quindi ha capito bene)siete tutti uguali,ma poi che squadra avete fatto?V'hanno fatto una squadra che fa ride..)
(rdz1) 7 giugno 1927 / 7 giugno 2013 - AUGURI ROMA per i tuoi 86 anni - La grande notizia si fa strada verso le redazioni di tre quotidiani nella serata di martedì 7 giugno 1927. Quelle pagine di giornale, preparate all'imbrunire esattamente 86 anni fa, hanno ancora la forza di materializzare la concitazione e l'emozione del momento storico: la nascita di un sogno voluto fortemente, l'Associazione Sportiva Roma.
Ripreso da un sito innominabile ed impresentabile.
Ma insomma, è 7 giugno o 22 luglio?
Mozzarella Pelosa se fa le endovene di Red Bull e tachipirina, ormai è assodato.
Poi l'elenco del suo ordine sparso è di una tristezza infinita, sembra la setlist di un cantante di piano bar per scambisti.
Poi metteteve d'accordo: 7 giugno o 22 luglio? Vabbè che siete figli de padre ignoto, come simbolo avete una lupa co cinque zinne, due gemelli senza palle e un capitano che firma gli autografi con la X: ma almeno una data unica no?
a forza di fare 3 compleanni l'anno ci supereranno in età XD
"La Roma che verrà sarà anche quello del lutto estremo. Ci stiamo preparando, ma non lo saremo mai. Nostalgici ancora prima di averlo perduto. Francesco Totti, il ragazzo che si è detto romanista a vita ci dirà addio. "Questa sarà la mia ultima maglia", ha detto. Non poteva essere più bella."
Ma , ma , ma ................................ non lo ferma ? Non chiede il rinnovo ? E il nuovo stadio , senza il 40enne ?
:o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o
:) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)
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un immenso imbecille.
http://direttanews.gazzetta.it/Article/110467-Marquinhos-il-bambino-fuoriclasse (http://direttanews.gazzetta.it/Article/110467-Marquinhos-il-bambino-fuoriclasse)
:o
Citazione di: chuck6 il 22 Lug 2013, 21:25
http://direttanews.gazzetta.it/Article/110467-Marquinhos-il-bambino-fuoriclasse (http://direttanews.gazzetta.it/Article/110467-Marquinhos-il-bambino-fuoriclasse)
:o
Ma la foto più famosa non c'è ! Quella della frenata senza ABS !
Ma cos'è, la prima candidatura al prossimo turone d'oro?
Sent from Lulic al 71esimo
Qualcuno ha aperto un bel libretto di risparmio nel Delaware, però a nome Doc. :pp
E' più forte de loro, non riescono a fare mai una cosa per bene, poro dotto, nonostante le promesse...
Quando se ne accorgerà, scriverà un'articolesssa toni e fulmini contro ammarragani & co. in sostegno ai marionoidi contestatori.
che immenso mare de merda che so' sta gente.
Totti a De Rossi: "Meglio che resti a Roma, così vinciamo qualcosa insieme" :pp :pp :pp :pp
Milano, 24 luglio 2013
Oggi il centrocampista compie trent'anni, nel primo giorno di allenamento dopo la Confederations Cup: ha conosciuto Rudi Garcia, che lo considera incedibile. Mentre per la società, se arrivasse una buona offerta, potrebbe partire
"Daniele te stai a invecchià, stai quasi alla frutta però il regalo faccelo te che è meglio: rimani qua a Roma, almeno vinciamo qualcosa di bello insieme". Lo ha detto Francesco Totti, alle telecamere di Roma Channel per fare gli auguri a Daniele De Rossi, che oggi compie 30 anni. E la Roma ha pubblicato una clip, che ripercorre i momenti più importanti della carriera del centrocampista.
[...]
(gazzetta.it)
Citazione di: chuck6 il 24 Lug 2013, 21:14
Totti a De Rossi: "Meglio che resti a Roma, così vinciamo qualcosa insieme" :pp :pp :pp :pp
Milano, 24 luglio 2013
Oggi il centrocampista compie trent'anni, nel primo giorno di allenamento dopo la Confederations Cup: ha conosciuto Rudi Garcia, che lo considera incedibile. Mentre per la società, se arrivasse una buona offerta, potrebbe partire
"Daniele te stai a invecchià, stai quasi alla frutta però il regalo faccelo te che è meglio: rimani qua a Roma, almeno vinciamo qualcosa di bello insieme". Lo ha detto Francesco Totti, alle telecamere di Roma Channel per fare gli auguri a Daniele De Rossi, che oggi compie 30 anni. E la Roma ha pubblicato una clip, che ripercorre i momenti più importanti della carriera del centrocampista.
[...]
(gazzetta.it)
Dopo il rigore ad osbajo ...
Ma il capitone sta giocando a chi lo tiene più lungo e duro , con gli ammerigani ? :=))
Citazione di: chuck6 il 24 Lug 2013, 21:14
Totti a De Rossi: "Meglio che resti a Roma, così vinciamo qualcosa insieme" :pp :pp :pp :pp
Milano, 24 luglio 2013
Oggi il centrocampista compie trent'anni, nel primo giorno di allenamento dopo la Confederations Cup: ha conosciuto Rudi Garcia, che lo considera incedibile. Mentre per la società, se arrivasse una buona offerta, potrebbe partire
"Daniele te stai a invecchià, stai quasi alla frutta però il regalo faccelo te che è meglio: rimani qua a Roma, almeno vinciamo qualcosa di bello insieme". Lo ha detto Francesco Totti, alle telecamere di Roma Channel per fare gli auguri a Daniele De Rossi, che oggi compie 30 anni. E la Roma ha pubblicato una clip, che ripercorre i momenti più importanti della carriera del centrocampista.
[...]
(gazzetta.it)
:puke2: :puke2:
Dopo "annamo a vince" arriva "vinciamo insieme".
Negli Usa nasce la Roma di Garcia
Tre reti e tante idee contro l'All Star Mls
Kansas City (Usa), 01 agosto 2013
Palla a terra e squadra corta, nell'amichevole di Kansas City si è vista la mano del tecnico francese. Finisce 3-1, segnano Strootman, Florenzi e Tallo. L'azzurrino migliore in campo. Di Gonzalez il gol della bandiera per gli americani
Le vittorie estive servono soprattutto a fare morale e quella portata a casa dalla Roma a Kansas ha soprattutto questo di sapore. Ma il 3-1 finale sulla All Star, secondo successo consecutivo in trasferta dopo quello di Salonicco, ha anche l'humus del team building: vittorie che servono a costruire il gruppo ed a cementare un'idea, di gioco e di squadra. In questo, la Roma di Garcia sembra proprio sulla strada giusta.
Gazzetta TV
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LA TATTICA — Il tecnico francese, già a corto di punte (out Destro e Osvaldo, Borriello sbarcherà oggi a Boston), deve rinunciare in extremis anche a Lamela, che nell'ultimo allenamento ha accusato un lieve fastidio al ginocchio destro. Così al centro dell'attacco ci finisce Tallo, con Florenzi (premiato a fine serata come mvp) spostato a fare l'esterno destro alto. Nonostante una condizione ancora approssimativa, le idee di Garcia si vedono subito: palla a terra, squadra corta in fase difensiva (raccolta in 20-25 metri) e pronta ad attaccare sempre con 7 giocatori (restano bloccati i due difensori centrali e l'esterno di difesa non coinvolto nell'azione), Pjanic confermato ancora una volta in regia. Così al 4' la Roma è già avanti: Pjanic trova Florenzi nello spazio, l'azzurrino con un tocco morbido lancia Strootman a tu per tu con Fernandez e Collin, con un tackle disperato da dietro fa sbattere il pallone sullo stinco dell'olandese, con la palla che si insacca beffardamente.
L'esultanza dei giallorossi dopo l'1-0 di Strootman. Usa Today Sports
L'esultanza dei giallorossi dopo l'1-0 di Strootman. Usa Today Sports
MAGIE — Ma con una difesa a maglie larghe come quella statunitense, è il genio di Totti ad illuminare la partita. Francesco regala nel primo tempo 4-5 giocate delle sue: aperture, tagli in profondità, invenzioni a smarcare il compagno. Al 6' il capitano serve Tallo, sul cui tiro (parato) Florenzi insacca in fuorigioco, un minuto dopo taglia il campo da sinistra a destra come una lama nel burro e spedisce 50 metri più in là ancora Florenzi da solo davanti a Fernandez, ma il giallorosso spreca al lato. E mentre Vermes inserisce Sanvezzo per aumentare il peso offensivo (con Henry che va a fare il trequartista), è ancora Totti al 36' a lanciare Balzaretti, sul cui assist Strootman insacca, ma con la bandierina dell'offside già alzata da un po'. Quattro minuti dopo, invece, il capitano offre a Tallo un bel pallone in area, ma la girata dell'attaccante è troppo centrale.
LA RIPRESA — Nella ripresa la Roma trova subito il raddoppio con la fotocopia dell'azione del 36'. Stavolta è Strootman a lanciare Balzaretti, sul cui cross basso Florenzi insacca con un tap-in ravvicinato. Il colpo del 2-0 è quello letale per gli americani, che riescono a reagire solo al 21' con Donovan, la cui conclusione è respinta da Lobont. Due minuti dopo, però, arriva anche il 3-0 giallorosso: Balzaretti dà una palla dentro l'area per Strootman che eccede di generosità e invece di tirare la gira dentro per Tallo, che la mette dentro con una fortunosa carambola. La gara è finita, c'è ancora spazio solo per un'iniziativa di Yedlin ed il gol della bandiera in pieno recupero di Gonzalez, su punizione calciata sa Sanvezzo.
NOTE POSITIVE — Tra i singoli, al di là del genio di Totti e della corsa e dell'intensità di Florenzi, c'è da sottolineare la duttilità infinita di Strootman, capace di dividersi equamente tra le due fasi. Corsa ed inserimenti non gli mancano, così come a Pjanic non manca la voglia di giocare in cabina di regia. Bene dietro anche Balzaretti (che a fine gara, avendo già scambiato la maglia, voleva fare la premiazione con quella della All Star, Garcia glielo ha impedito) e Benatia, che ha dominato la difesa. Peccato solo che si sia fatto bruciare da Gonzalez sul gol del 3-1, ma il marocchino ha dato impressione di essere già padrone della retroguardia giallorossa.
so tornati, finalmente
Citazione di: vaz il 01 Ago 2013, 10:36
Kansas City (Usa), 01 agosto 2013
Così al 4' la Roma è già avanti: Pjanic trova Florenzi nello spazio, l'azzurrino con un tocco morbido lancia Strootman a tu per tu con Fernandez e Collin, con un tackle disperato da dietro fa sbattere il pallone sullo stinco dell'olandese, con la palla che si insacca beffardamente.
so tornati, finalmente
Sò tornati davero!!
Citazione di: vaz il 01 Ago 2013, 10:36
Bene dietro anche Balzaretti (che a fine gara, avendo già scambiato la maglia, voleva fare la premiazione con quella della All Star, Garcia glielo ha impedito) e Benatia, che ha dominato la difesa. Peccato solo che si sia fatto bruciare da Gonzalez sul gol del 3-1, ma il marocchino ha dato impressione di essere già padrone della retroguardia giallorossa.
so tornati, finalmente
Già, so tornati davvero!
Che VOMITO sto articolo di Gazzetta TV :puke2: :puke2: :puke2: :puke2: :puke2: :puke2: :puke2: :puke2:
Ma avete ragione, sono tornati, articolo da conservare....
P.S.
Cazzo, il gioco del calcio può essere fatto palla a terra, che genio il loro "coach" ( meglio dirlo all'ammerrecana ovvio)
Citazione di: vaz il 01 Ago 2013, 10:36
. Due minuti dopo, però, arriva anche il 3-0 giallorosso: Balzaretti dà una palla dentro l'area per Strootman che eccede di generosità e invece di tirare la gira dentro per Tallo, che la mette dentro con una fortunosa carambola. so tornati, finalmente
Tutti gol di pregevole fattura.
Roma, Rudi Garcia nomina i 5 saggi
02 agosto alle 15:10
La Roma è arrivata questa mattina a Boston dove si allenerà per quattro giorni. Ad attenderla il presidente giallorosso James Pallotta. Intanto il tecnico Rudi Garcia ha nominato il cosiddetto 'consiglio dei cinque saggi', una cerchia ristretta di giocatori che avranno un rapporto diretto con il tecnico, per la risoluzione di ogni eventuale dissidio. I magnifici cinque saranno Totti, De Rossi, Burdisso, Pjanic e De Sanctis.
(http://www.asromalive.it/wp-content/uploads/2012/01/totti-scemo-e1327303507267.jpg)
- Amo', che dichi, paro abbastanza gaggio così?
- "Saggio" France', ha detto saggio.
(http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR5VQGglj3uvvNYgrgNX8lzNrIbe3xSNioVUEM741GF2CbxODUf)
Vince Luca Pelosi
Se la sentenza di lieve condanna (sì, condanna, non assoluzione) a Stefano Mauri per il calcioscommesse fosse stata una sentenza "politica", come si usa dire quando il merito viene al secondo posto nei critieri di chi giudica, non ci sarebbe da stupirsi. A livello politico, infatti, ormai da tempo il presidente della Lazio Claudio Lotito è un personaggio centrale. E sbagliano i molti tifosi romanisti che ancora lo considerano un personaggio buffo che fa divertire con le sue citazioni latine. Sarebbe ora di iniziare a considerarlo per quello che è: un manovratore molto abile a muoversi nelle stanze del potere e che fa di tutto per prenderselo, il potere.
LEGA E FIGC - Anche da una sconfitta, è uscito più forte. Qualche mese fa, infatti, non era riuscito a farsi eleggere vicepresidente federale, carica che peraltro non avrebbe potuto occupare in base alle Noif (le norme interne federali), in quanto condannato per calciopoli. Anzi, non potrebbe essere neanche consigliere federale, ma si è salvato in base una interpretazione fantasiosa da parte della corte di giustizia federale, dove si specificò che le condanne in primo grado non valgono. Per la verità, Lotito ha anche una condanna in secondo grado, quella per aggiotaggio riguardante il patto parasociale occulto che aveva portato alla condanna del presidente della Lazio e di Mezzaroma, lo zio della moglie. Dice: bisogna aspettare la cassazione? Bene, il 4 luglio a Roma è andato in scena l'ultimo atto di un processo riguardante Lotito, ma ancora non si sa se si tratti del processo Lotito-Mezzaroma. Qualora fosse quello, e qualora la cassazione avesse confermato la condanna in secondo grado, a Lotito non resterebbe che modificare il testo delle Noif. Nel caso, farà così. Come ha fatto con l'articolo 22 bis, quello sulla multiproprietà delle società sportive. Lui infatti possiede sia la Lazio sia la Salernitana, grazie a una deroga che scadeva a dicembre e che è stata prorogata al 30 giugno. Bene, proprio lo scorso 4 luglio (giornata chiave, per Lotito), il consiglio federale ha stabilito che quell'articolo non vale per chi ha acquistato la sua "seconda società" quando il club che ha rilevato era nei dilettanti. L'unico caso praticamente è quello di Lotito, che ha preso la Salernitana quando era nei dilettanti. Peraltro, non contento, Lotito ha anche provato a prendere Sambenedettese e Campobasso. Facile intuire il motivo: salvare una società che sta per sparire significa fare un favore all'amministrazione locale. E quindi poter chiedere qualcosa in cambio. L'esempio del terreno edificabile ottenuto a Salerno è un bel precedente... Insomma, se la vicepresidenza federale gli interessava per cambiare le regole, l'obiettivo è stato raggiunto lo stesso. Superfluo ricordare la situazione in Lega, dove il presidente Beretta è soprannominato "dimmi Claudio" e dove, con la benedizione di Galliani, è riuscito a tenere fuori dal consiglio Inter, Juventus, Fiorentina e Roma.
LE REGOLE - Come s'è visto, gli interessano relativamente. E' specialista di proroghe, deroghe e interpretazioni. Qualche esempio, forse più piccolo ma comunque indicativo, l'abbiamo avuto la passata stagione. Il derby di ritorno di campionato s'è giocato lunedì sera perché la Lazio aveva giocato giovedì in Europa League. Ma non s'era detto che per motivi di sicurezza non si poteva giocare di sera? La Roma ha dovuto giocare la partita di Coppa Italia contro la Fiorentina, pur avendo diritto a giocarla in casa, perché nello stesso turno, ma a una settimana di distanza, all'Olimpico giocava la Lazio. A proposito di Coppa Italia, di fronte a un'altra concomitanza, quella della semifinale di ritorno che si sarebbe dovuta giocare un giorno prima di Roma-Cagliari di campionato, la partita di ritorno della Roma con l'Inter è stata spostata dalla Lega (pochi giorni dopo il trionfo di Lotito nelle elezioni) a... quasi tre mesi dopo. Altra regola che a Lotito non interessa è quella della Figc in base alla quale possono essere tesserati dopo la chiusura del mercato solo gli svincolati che non abbiano giocato in questa stagione. Saha, invece, tesserato dopo la chiusura del mercato, aveva 11 presenze in Premier League. «Studiatevi le norme, prima di parlare» tuonò Lotito, appellandosi alle norme Fifa. Tant'è, Saha gioca nella Lazio. Il capolavoro finale è stato quello della Supercoppa. Lotito voleva andare a Pechino. La Juve no. Risultato? Si giocherà a Roma. Per la prima volta, quindi, in casa della squadra che ha vinto la Coppa Italia e non in casa di quella che ha vinto lo scudetto. «Roma è la sede naturale per la Supercoppa» ha detto Maurizio "dimmi Claudio" Beretta. In 23 anni è la prima volta che si gioca a Roma, a meno che una squadra di Roma non avesse vinto lo scudetto. Più «naturale» di così....
SENTENZE - D'accordo, come dice Lotito, Mauri sarà sicuramente innocente perché è andato in pellegrinaggio a Medjugorje con Floccari (e non si capisce cosa significhi, se invece fosse stato ateo sarebbe stato sospettabile?). Intanto bisognerebbe ricordare ai laziali che esultano che il loro capitano è stato condannato. Che è una cosa diversa da assolto. Omessa denuncia. Ci sarebbe da parlare anche del fatto che il telefono intestato a "Samantha Romano", che lo stesso Mauri ha ammesso di avere usato per scommettere sulle partite della Nba, ha contattato più volte l'utenza di "Mister X", il nome che gli investigatori di Cremona danno a uno dei due uomini che erano in grado di manipolare le partite di Serie A. Ma ciò che accade a Cremona riguarda l'aspetto penale della vicenda e ci sarà tempo per parlarne. L'assoluzione, in fondo, può anche arrivare da Medjugorje. In ogni caso, anche quando perde, fa passare la sconfitta come una vittoria. Ultimo esempio, il caso Zarate. Siccome la decisione finale spetterà alla Fifa, il calciatore si è svincolato. Ma Lotito lo perderà a zero euro, dovrà iscrivere a bilancio una minus-valenza di circa 5 milioni e vedrà andare in fumo tutti i soldi spesi per colui che si autodefiniva superiore a Totti: 23 milioni tra prestito e cartellino, 12 milioni di commissioni varie, 11 milioni d'ingaggio. Totale: 46 milioni.
ARBITRAGGI - Anche da questo si vede quanto Lotito sia diventato potente. E' sempre stato così, d'altronde. "Sudditanza psicologica" è il termine più elegante per dire che spesso gli arbitri sanno "fiutare" dove tira il vento (o almeno dove tirava prima che Lotito litigasse con Nicchi). Per la Lazio tira fin dalla prima giornata, AtalantaLazio 0-1, l'azione del gol inizia con un fallo di mano di Mauri non fischiato. Al ritorno, LazioAtalanta 2-0, i biancocelesti sbloccano il risultato grazie a Floccari che controlla il pallone con la mano. Nessun fischio. Andiamo avanti in ordine sparso: Lazio-Parma 2-1: negato al Parma un rigore per fallo di Ciani su Biabiany, mancata espulsione di Biava che avrebbe meritato il secondo cartellino giallo, irregolare il gol dello stesso Biava, fallo di mano di Klose nell'area del Parma, ma nessun rigore. Lazio-Cagliari 2-1. Sullo 0-1 Klose viene lanciato in profondità, alza il pallone che va fuori, poi Agazzi lo travolge. Rigore, espulsione di Agazzi e, già che ci siamo, anche di Cossu, e il Cagliari, rimasto in 9, poi perde. Lazio-Siena 2-1, fallo di Biava su Calaiò in area, ammonito Calaiò per simulazione. Sullo 0- 0, contatto tra Milito e Biava, Ciani non controlla il pallone e senza volerlo serve Cassano solo davanti al portiere. L'arbitro però interrompe tutto, fischiando solo allora il contatto tra Biava e Milito. Nell'azione successiva, segna la Lazio. Ah, l'arbitro era Mazzoleni, designato per il derby di ritorno. Certo, la Lazio è stata anche sfavorita, ad esempio contro la Fiorentina e contro il Milan. Ma in quest'ultimo caso, Lotito non s'è lamentato. Mica si mette contro Galliani.
L'OSSESSIONE - Va bene che per uno che esultava ai gol di Totti al derby (ci sono le immagini su youtube), fare il presidente della Lazio deve essere un problema, ma ultimamente la Roma è diventata un chiodo fisso per Lotito. Forse vuole compiacere l'ambiente laziale, un tempo suo feroce contestatore, e dove invece oggi quasi tutti hanno fatto marcia indietro. Perfino Guido De Angelis gli ha consegnato il premio "Lazialità". Segno che evidentemente si sta finalmente adeguando al mondo laziale, che ha la Roma come primo pensiero al punto che il primo coro che parte quando segna la Lazio all'Olimpico, in ogni partita, è: "Chi non salta è della Roma". Guardate con quanta frequenza Lotito ha parlato della Roma nell'ultimo anno. Ad aprile 2012, quando Baldini si limitò a dire che non era il caso di polemizzare sulla data del recupero della giornata di campionato spostata per la morte di Morosini, rispose subito: «Decidono i presidenti, non i funzionari di passaggio».
Naturalmente voleva che si giocasse quando diceva lui. Poi la stagione inizia con l'idea di scrivere "prima squadra della capitale" sulle maglie e con la foto al Colosseo. Quel giorno, ecco Lotito: «Il simbolo originario dell'altra squadra non era quello della lupa di Romolo e Remo, era una lupa ben diversa». Poco dopo, il 16 settembre: «Siamo la prima squadra della capitale, la Roma ha come simbolo la Lupa, noi il Colosseo». Una settimana dopo, si schiera prontamente a favore di Cellino, che per la vicenda dello stadio Is Arenas è finito in carcere, sulla vicenda dello 0- 3 a tavolino assegnato alla Roma senza che la società giallorossa presentasse ricorso. «Bisogna vincere sul campo» dichiara Lotito, non si sa bene a quale titolo, aggiungendo che «io non l'avrei fatto». Lo stesso che si lamentò del laser negli occhi di Muslera al derby e che dopo Udinese-Lazio del 29 aprile 2012 aveva chiesto la vittoria a tavolino perché al momento del secondo gol dell'Udinese era partito un fischio dalle tribune che aveva distratto i giocatori della Lazio (che dovevano essere già abbastanza distratti di loro, se non sanno distinguere da dove provenga un fischio). Arrivamo a novembre e si avvicina il derby. L'8, Lotito dichiara: «Io ci metto la faccia, nella Roma non si capisce chi sia l'interlocutore». Poi interviene a Lazio Style Radio e, parlando di Roma Channel, la definisce «la tv di topolino e paperino».
Lazio Style, appunto. Il derby lo vince, gli chiedono un parere sull'accoletellamento di due tifosi romanisti e lui risponde: «Non sono cose che riguardano i sostenitori della Lazio». Si saranno accoltellati da soli. Passata la sbornia-derby, Lotito torna alla carica il 30 dicembre, mentre la Roma presenta il progetto dello stadio negli Stati Uniti, lui a Radio Radio dichiara: «A me non interessa. Noi della Lazio non viviamo alla giornata, noi facciamo programmazione seria». Il 9 gennaio si festeggia il compleanno della società podistica Lazio: «Siamo la prima squadra della capitale. Hanno provato a mettersi contro la Lazio, lo hanno fatto nel 1927 e non ci sono riusciti. Nessuno si metta contro questi colori». Per carità, chi glieli tocca. Gennaio è un mese prolifico. Il 26, ancora: «Noi abbiamo gli atleti, gli altri Disneyland e i pupazzi» chiaro riferimento alle foto della Roma a Disneyland durante la tournée in America a Capodanno. «Non mi riferivo alla Roma» dichiara qualche giorno dopo. E a chi, agli Orlando Magic? L'ultima è recente, la settimana scorsa: «Non dobbiamo pensare al derby. La Roma è una delle squadre della capitale, è nata 27 anni dopo di noi e si trova in una condizione diversa». Per fortuna. Per ciò che accadde il 22 luglio 1927 veramente non c'è rivincita.
Chiudete il Topic.
Pelosi, a te la coppa più che in faccia te la abbiamo sbattuta sulla testa.
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Oltre ad essere una rosicata colossale questo articolo è anche da querela.
:since
non glie passa più!!!!!!
LUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUULIC!
pelosi... ma vattelapianderculo pure te va!
buona coppa in faccia!
(http://25.media.tumblr.com/tumblr_llcuj3vt5n1qagjn7o1_500.gif)
Certo che è sconcertante quello che tocca fa pe magnà.
Soprattutto quando hai finito i gomiti.
orcozzio che rosicata genuina...
Mi gioco la palla destra a 2 (chi accetta le perde entrambe) con 9 mesi di anticipo che questo finisce sul podio del turone.
Certo che il presidente li manda al manicomio a questi.
Solo per questo andrebbe sostenuto da tutti i laziali. Senza se e senza ma.
Immagino che il Pelosi si sia indignato anche quando cambiarono le regole sugli extra, a mercato chiuso, per fargli tesserare Nakata, o quando li fecero iscrivere al campionato nonostante fidejussioni palesemente false.
Citazione di: PILØ il 04 Ago 2013, 11:31
Immagino che il Pelosi si sia indignato anche quando cambiarono le regole sugli extra, a mercato chiuso, per fargli tesserare Nakata, o quando li fecero iscrivere al campionato nonostante fidejussioni palesemente false.
o quando uccisero Taccola...
ps
i comincerei a mandare la guardia di finanza nelle redazioni.....
In fondo, l'articolo dello Scrondo è una presa di coscienza dell'inferiorità della rioma e dei romanisti rispetto alla Lazio e ai Laziali.
Siamo più vincenti, più potenti, siamo i primi della capitale. Lì c'è scritto tutto. Finalmente cominciano a capire chi sono loro e chi siamo noi.
Un passo avanti.
Certo stanno sempre a pensare a noi, sebbene lo neghino.
Ma dico io, si può fare un articolo dedicato alla Lazio nel quale baccagli perché i laziali pensano sempre alla riomma?
930.000 euro l'anno di contributi editoriali per scrivere di Lazio. Ma iscrivetevi qui, non fate prima?
Ah già, i soldi ve fanno comodo.
Oltre a non essere tifosi perché lasciano la squadra sola ad essere coppainfacciata, scrivono solo per soldi.
Che venduti :)
Se fossero tifosi veri scriverebbero aggratise.
eccolo il nostro eroe.
stammerda.
coppainfaccia, si.
Coppe in faccia e coppe al cielo
TONINO CAGNUCCI
Dopo il pronunciamento della Disciplinare più di qualche laziale ha esultato per i 6 mesi di squalifica a Mauri e per l'ammenda inflitta alla Lazio. Un sospiro di sollievo per aver evitato i 4 anni e mezzo di stop al giocatore e i 6 punti di penalizzazione alla squadra chiesti da Palazzi, ma pur sempre un'esultanza per una condanna. Il paragone è con la mitica esultanza dell'esercito di Silvio nel momento in cui viene pronunciata la sentenza della Cassazione, soltanto che l'esercito (!) di Silvio ha frainteso, il popolo (?) di Capocchiano no.
Qui non si vuol fare nessuna ironia su chi viene condannato (anche se ci sono condanne e condanne e uomini e uomini) perché in generale è meschino esultare per chi perde la libertà e resta cosa grave che a Mauri sia accaduto un anno fa; qui non si entra nel merito delle tante telefonate intercettate, dei cosiddetti zingari eccetera, perché c'è la Giustiza che lo deve fare. Ma lo ha fatto. Dall'altro ieri il capitano che ha alzato la coppa in faccia (un mantra che qualsiasi tirocinante in psicologia catalogherebbe come patologica frustrazione) è un condannato per la giustizia sportiva.
Il capitano del 26 maggio è colpevole di "omessa denuncia". Quello è il capitano di quella che loro ritengono la partita più bella della loro storia. Negli scatti delle loro bacheche, nel flash del loro momento di gloria ci sarà per sempre quest'ombra. E' una fotografia, non un'interpretazione. E' realismo e neorealismo, è Verga e Zavattini, non una sciarada fantasiosa, non Bunuel o Fellini.
Agostino Di Bartolomei ha alzato tre volte la Coppa Italia. L'ha alzata in un calcio dove sfidava i Platini, i Zaccarelli, gli Scirea, i Rummenigge, i Maradona. L'ha alzata con una squadra che aveva i Falcao, i Cerezo, i Conti, gli Ancelotti. I Maldera. Contro un calcio e in un calcio dove i Lulic non sarebbero mai potuti non solo diventare eroi per un giorno (privilegio fisiologico che prima o poi capita a chi per storia ha passato 11 anni in B e una settimana in C) ma nemmeno esserci.
Agostino Di Bartolomei ha alzato quella Coppa con una mano, perché con l'altra si teneva ancora il cuore che se ne stava andando via. Agostino Di Bartolomei non aveva le utenze intestate a Samantha, con o senza acca, ma a casa scriveva le regole per il Manuale del calcio per il figlio. Aveva un sogno Agostino: insegnare il pallone ai ragazzini e ai ragazzini dirgli soprattutto una cosa: "bisogna essere onesti e leali". Non cercava scorciatoie, non aveva bisogno di ali. Agostino Di Bartolomei non ha mai alzato la Coppa in faccia a nessuno (semmai solo al cielo, l'unico specchio di Roma), non solo perché non aveva bisogno di farlo, ma perché dall'altra parte non c'era proprio nessuno.
Ma quanto li sta massacrando Lotito? Senza dubbio il presidente più antiromanista della nostra storia :asrm
Aho qui dobbiamo fare un ballottaggio. Un turone d'oro estivo, tipo Paperissima sotto l'ombrellone.
La frase formidabile è: "una settimana in C" :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)
E' vero loro sono stati campioni d'italia per un quarto d'ora (che poi è l'intervallo di tempo tra un pelo e l'altro sulla faccia di T.C.), quindi noi siamo stati in C per una settimana.
Sono eccezionali.
Come se io parlassi per due minuti con Elisabetta Canalis incontrandola per strada: quei due minuti io sarei stato l'uomo della sua vita.
E Tonino, impugnando la stilografica con l'ascella, rimette in gioco la palla di m.m.
Mica m'ero reso bene conto del male che j'avemo fatto.
Contavano sulla penalizzazione per rifiatare. E invece di nuovo l'atroce dubbio.
Secerne fiele, sto morto de fame (cit. asmerda fidelity card).
Citazione di: saramago il 04 Ago 2013, 11:47
Coppe in faccia e coppe al cielo
TONINO CAGNUCCI
Dopo il pronunciamento della Disciplinare più di qualche laziale ha esultato per i 6 mesi di squalifica (nessuno ha mai esultato per questo) a Mauri e per l'ammenda inflitta alla Lazio. Un sospiro di sollievo per aver evitato i 4 anni e mezzo di stop al giocatore e i 6 punti di penalizzazione alla squadra chiesti da Palazzi, ma pur sempre un'esultanza per una condanna(nessuno Tonì t'ho detto nessuno). Il paragone è con la mitica esultanza dell'esercito di Silvio nel momento in cui viene pronunciata la sentenza della Cassazione, soltanto che l'esercito (!) di Silvio ha frainteso, il popolo (?) di Capocchiano (che volemo fà a chi c'ha avuto più pippe in squadra) no.
Qui non si vuol fare nessuna ironia su chi viene condannato (anche se ci sono condanne e condanne e uomini e uomini) perché in generale è meschino esultare per chi perde la libertà e resta cosa grave che a Mauri sia accaduto un anno fa; qui non si entra nel merito delle tante telefonate intercettate(non esistono telefonate intercettate!), dei cosiddetti zingari eccetera(su questo eccetera si poteva fare di più), perché c'è la Giustiza che lo deve fare. Ma lo ha fatto. Dall'altro ieri il capitano che ha alzato la coppa in faccia (un mantra che qualsiasi tirocinante in psicologia catalogherebbe come patologica frustrazione(mia o tua ?) ) è un condannato per la giustizia sportiva (la coppanfaccia RESTA!!!).
Il capitano del 26 maggio è colpevole di "omessa denuncia". Quello è il capitano di quella che loro ritengono la partita più bella della loro storia(ecco finalmente una cosa giusta l'hai detta). Negli scatti delle loro bacheche, nel flash del loro momento di gloria ci sarà per sempre quest'ombra(NO. Ci sarà la 6°Coppa Italia). E' una fotografia, non un'interpretazione. E' realismo e neorealismo, è Verga e Zavattini, non una sciarada fantasiosa, non Bunuel o Fellini(vacce piano coi funghetti).
Agostino Di Bartolomei ha alzato tre volte la Coppa Italia. L'ha alzata in un calcio dove sfidava i Platini, i Zaccarelli, gli Scirea, i Rummenigge, i Maradona(qui hai ragione , noi l'abbiamo alzata davanti ad una squadra di emerite pippe). L'ha alzata con una squadra che aveva i Falcao, i Cerezo, i Conti, gli Ancelotti. I Maldera. Contro un calcio e in un calcio dove i Lulic non sarebbero mai potuti non solo diventare eroi per un giorno (privilegio fisiologico che prima o poi capita a chi per storia ha passato 11 anni in B e una settimana in C(mai stati in C)) ma nemmeno esserci(Lulic c'è,ora,e me basta).
Agostino Di Bartolomei ha alzato quella Coppa con una mano, perché con l'altra si teneva ancora il cuore che se ne stava andando via(l'avete abbandonato come un cane in mezzo al raccordo e si è SPARATO.). Agostino Di Bartolomei non aveva le utenze intestate a Samantha, con o senza acca, ma a casa scriveva le regole per il Manuale del calcio per il figlio. Aveva un sogno Agostino: insegnare il pallone ai ragazzini e ai ragazzini dirgli soprattutto una cosa: "bisogna essere onesti e leali". Non cercava scorciatoie, non aveva bisogno di ali(ma l'avete abbandonato). Agostino Di Bartolomei non ha mai alzato la Coppa in faccia a nessuno (semmai solo al cielo, l'unico specchio di Roma(er cielo è biancoceleste ancora non l'hai capito), non solo perché non aveva bisogno di farlo, ma perché dall'altra parte non c'era proprio nessuno (scusa ma i Platini, i Zaccarelli, gli Scirea, i Rummenigge, i Maradona ?).
Citazione di: saramago il 04 Ago 2013, 11:47
Coppe in faccia e coppe al cielo
TONINO CAGNUCCI
cagnucci ha dei problemi seri. dico davvero, ha bisogno di aiuto. non dico una ricostruzione dello sfintere o una plastica ano-perineale, cioe' anche quelle ma secondo me le ha gia' fatte. gli serve un sostegno psicologico.
Che pena. Usa Di Bartolomei in modo disgustoso.
Cari amici netter , mi dispiace dirlo , con viva e vibrante partecipazione , che non mi accomuno all'investitura di questi due articoli per la partecipazione al Turone d' Oro 2013/14 .
Non scherzo , MAI letto tanto odio .
Questi sono i famosi cattivi maestri .
Quelli che mettevano in mano i razzi ai giovani e giovanissimi .
Quelli che in fondo Paparelli se l'era cercata (stai casa perché catso vai allo stadio) .
Quelli che Tabocchini , pure se lo aveva fatto apposta , non era colpevole .
Quelli che i razzisti verso gli ebrei , i neri , siamo noi .
Perché i loro buu , le loro scritte sono contro chi offende una città .
Pore stelle .
Ignoranti (però ignorano perché VOGLIONO ignorare) ed analfabeti .
Non cito perché dovrei CTRLc , per tutto l'articolo .
Mistificatori , abituati col loro popolo (esiste anche il senso dispregiativo di questo termine) a raccontare balle .
Neanche più merd.a ma liquame , quello che fai più fatica a raccogliere , quello che mischiato ad altre sostanze malefiche non è buono neanche per concimare .
NOI SIAMO CON MAURI .
NOI NON LASCIAMO LA CURVA .
MAI .
E VE LO RICORDEREMO SEMPRE .
PS : ricordatevelo quando porgerete il ramoscello d'ulivo a qualche merdos.o che farà finta di essere sportivo presentandosi in questo forum . C'e' la libertà d'iscrizione , ma c'e' anche il vaffancul.o preventivo (almeno da parte mia) .
Toninho cagnuccinho
Che goduria !
Citazione di: sempronio il 04 Ago 2013, 13:31
Che pena. Usa Di Bartolomei in modo disgustoso.
mi pare che dopo che fu venduto di bartolomei al milan, ci fu un milan-roma in cui graziani il sublacense fece il [...] con di bartolomei entrandogli male ed anche bruno conti il nettunense. non andava d'accordo quasi con nessuno di quella squadra, gli hanno chiuso le porte. invece bruno conti il furbetto si preparò subito un posto da allineato schifoso in società. ce l'hanno sulla coscienza quel poveraccio di agostino di bartolomei.
Citazione di: sempronio il 04 Ago 2013, 13:31
Che pena. Usa Di Bartolomei in modo disgustoso.
Macchè buonumore. Articolo orribile.
Quando non si ha più nulla da dire si tirano fuori i morti. Un po' come quel viscido di criscitiello il quale qualche settimana fa riuscì nella misera impresa di mettere in mezzo Borgonovo e la sua Fondazione per la questione Supercoppa.
Su Di Bartolomei sono andati fuori tempo massimo. Prima insultato per "lesa magggicità" e poi dimenticato (pre e post suicidio). Con il tempo hanno tentato di recuperare. Impresa vana se i risultati sono simili scritti.
A cagnù, nun me fai manco più pena.
Citazione di: fringuellone il 04 Ago 2013, 14:48
mi pare che dopo che fu venduto di bartolomei al milan, ci fu un milan-roma in cui graziani il sublacense fece il [...] con di bartolomei entrandogli male ed anche bruno conti il nettunense. non andava d'accordo quasi con nessuno di quella squadra, gli hanno chiuso le porte. invece bruno conti il furbetto si preparò subito un posto da allineato schifoso in società. ce l'hanno sulla coscienza quel poveraccio di agostino di bartolomei.
Dal 48° minuto in poi
Citazione di: fringuellone il 04 Ago 2013, 14:48
mi pare che dopo che fu venduto di bartolomei al milan, ci fu un milan-roma in cui graziani il sublacense fece il [...] con di bartolomei entrandogli male ed anche bruno conti il nettunense. non andava d'accordo quasi con nessuno di quella squadra, gli hanno chiuso le porte. invece bruno conti il furbetto si preparò subito un posto da allineato schifoso in società. ce l'hanno sulla coscienza quel poveraccio di agostino di bartolomei.
Dai, lascia stare. Davvero.
Citazione di: saramago il 04 Ago 2013, 11:47
eccolo il nostro eroe.
stammerda.
coppainfaccia, si.
Coppe in faccia e coppe al cielo
TONINO CAGNUCCI
Dopo il pronunciamento della Disciplinare più di qualche laziale ha esultato per i 6 mesi di squalifica a Mauri e per l'ammenda inflitta alla Lazio. Un sospiro di sollievo per aver evitato i 4 anni e mezzo di stop al giocatore e i 6 punti di penalizzazione alla squadra chiesti da Palazzi, ma pur sempre un'esultanza per una condanna. Il paragone è con la mitica esultanza dell'esercito di Silvio nel momento in cui viene pronunciata la sentenza della Cassazione, soltanto che l'esercito (!) di Silvio ha frainteso, il popolo (?) di Capocchiano no.
Qui non si vuol fare nessuna ironia su chi viene condannato (anche se ci sono condanne e condanne e uomini e uomini) perché in generale è meschino esultare per chi perde la libertà e resta cosa grave che a Mauri sia accaduto un anno fa; qui non si entra nel merito delle tante telefonate intercettate, dei cosiddetti zingari eccetera, perché c'è la Giustiza che lo deve fare. Ma lo ha fatto. Dall'altro ieri il capitano che ha alzato la coppa in faccia (un mantra che qualsiasi tirocinante in psicologia catalogherebbe come patologica frustrazione) è un condannato per la giustizia sportiva.
Il capitano del 26 maggio è colpevole di "omessa denuncia". Quello è il capitano di quella che loro ritengono la partita più bella della loro storia. Negli scatti delle loro bacheche, nel flash del loro momento di gloria ci sarà per sempre quest'ombra. E' una fotografia, non un'interpretazione. E' realismo e neorealismo, è Verga e Zavattini, non una sciarada fantasiosa, non Bunuel o Fellini.
Agostino Di Bartolomei ha alzato tre volte la Coppa Italia. L'ha alzata in un calcio dove sfidava i Platini, i Zaccarelli, gli Scirea, i Rummenigge, i Maradona. L'ha alzata con una squadra che aveva i Falcao, i Cerezo, i Conti, gli Ancelotti. I Maldera. Contro un calcio e in un calcio dove i Lulic non sarebbero mai potuti non solo diventare eroi per un giorno (privilegio fisiologico che prima o poi capita a chi per storia ha passato 11 anni in B e una settimana in C) ma nemmeno esserci.
Agostino Di Bartolomei ha alzato quella Coppa con una mano, perché con l'altra si teneva ancora il cuore che se ne stava andando via. Agostino Di Bartolomei non aveva le utenze intestate a Samantha, con o senza acca, ma a casa scriveva le regole per il Manuale del calcio per il figlio. Aveva un sogno Agostino: insegnare il pallone ai ragazzini e ai ragazzini dirgli soprattutto una cosa: "bisogna essere onesti e leali". Non cercava scorciatoie, non aveva bisogno di ali. Agostino Di Bartolomei non ha mai alzato la Coppa in faccia a nessuno (semmai solo al cielo, l'unico specchio di Roma), non solo perché non aveva bisogno di farlo, ma perché dall'altra parte non c'era proprio nessuno.
Qualcuno spieghi al caro Tonino, che qui nessuno esulta, anzi ,il popolo Laziale e` indignato per questa assurda ingiusta condanna. Caro Tonino il bruciore al culo che senti ,difficilmente ti passera` mai. pijatela in der culo coppa infacciato.
Citazione di: sempronio il 04 Ago 2013, 15:44
Dai, lascia stare. Davvero.
che cosa dovrei lasciar stare? quella società è un covo di balordi, compreso chierico che conosco per vie traverse, è un villano pezzente
Citazione di: sempronio il 04 Ago 2013, 13:31
Che pena. Usa Di Bartolomei in modo disgustoso.
Ricordati sempre, cagnuccio mio,che chi sputa per aria...
Citazione di: fringuellone il 04 Ago 2013, 17:42
che cosa dovrei lasciar stare? quella società è un covo di balordi, compreso chierico che conosco per vie traverse, è un villano pezzente
Non tirare fuori il "roscio", anni fa ne ha rovinate pochi di ragazzi con le loro famiglie con il "miraggio Inghilterra"
Citazione di: cosmo il 04 Ago 2013, 11:02
Oltre ad essere una rosicata colossale questo articolo è anche da querela.
:since
ma andiamoci al sodo. Possibile che la Lazio non possa far partire una querela? :o
questo Pelosi, oltre a dimostrare di soffrirci parecchio e sognarci pure di notte, stavolta dovrebbe averla fatta fuori dal vasetto..
Pelosi, Cagnucci...co' sti cognomi giusto de riomma potevano scrive.
ambecille!
Citazione di: fringuellone il 04 Ago 2013, 17:42
che cosa dovrei lasciar stare? quella società è un covo di balordi, compreso chierico che conosco per vie traverse, è un villano pezzente
Si, ma ricordiamoci di come è morto Di Bartolomei. Evitiamo di riaprire ferite. Lasciamolo fare a Cagnucci,che oltrepassa e di molto i limiti della decenza, dell'educazione e della discrezione.
"Agostino Di Bartolomei ha alzato quella Coppa con una mano, perché con l'altra si teneva ancora il cuore che se ne stava andando via".
Citazione di: MadBob79 il 04 Ago 2013, 19:08
Pelosi, Cagnucci...co' sti cognomi giusto de riomma potevano scrive.
M'hai letto nel pensiero.
Cagnucci pelosi, lavorano in coppia; uno fa il sostantivo evocativo del simbolo, l'altro l'attributo, in gergo calcistico: il [...].
[Cog.Lione]
Ci fate caso che questi [...] vivono 25 anni indietro?
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Citazione di: fringuellone il 04 Ago 2013, 14:48
mi pare che dopo che fu venduto di bartolomei al milan, ci fu un milan-roma in cui graziani il sublacense fece il [...] con di bartolomei entrandogli male ed anche bruno conti il nettunense provinense. non andava d'accordo quasi con nessuno di quella squadra, gli hanno chiuso le porte. invece bruno conti il furbetto si preparò subito un posto da allineato schifoso in società. ce l'hanno sulla coscienza quel poveraccio di agostino di bartolomei.
specie se è vero quello che raccontavano su sensi, che lo sfanculava spesso per telefono, dicendogli di richiamare tra un po', che adesso non c'era niente per lui...
Qualcuno mi corregga se sbaglio . Purtroppo per motivi "personali" quando mi viene detto di guardare una cosa , io faccio una specie di TAC . Vedo , catologo , rivedo , analizzo , e ricomincio specialmente se c'e qualcosa che mi disturba . Come nei film da antologia di Dario Argento (LAZIALE) . C'e' sempre nei suoi film , un particolare all'inizio dei suoi per cui si POTREBBE capire chi è l'assassino .
Molto difficile ed allo stesso tempo "consolatorio" al termine dello stesso .
Scusate l'incipit :p
Torniamo al filmato di sfide . Scritto minuscolo .
Partita di ritorno , all'inizio del secondo tempo , il fattaccio , Ago (mi permetto di chiamarlo così confidenzialmente) entra troppo deciso su Bruco Conti . Rivedo l'azione , non è limpida , le riprese sono quelle degli anni '80 . Però ... ho l'impressione che Ago tenti di rinviare , Brucetto (nel senso che jerodeerculo) , entra a martello ed Ago reagisce scalciando . Rivedo allora in un flash , torno a 50.02 , ma non è bruchetto che "cammina " su Ago a terra durante l'andata ?
Bruchetto ed il mitico Ciccio . Il mitico Ciccio e bruchetto . Ed in tutto questo l'ottavo reuccio di roma dov'era .
bruchetto , ciccio , reuccio ... Roma 30/5/1984 . Due hanno ciabattato , uno fece come Celestino iV .
sfide in minuscolo , perché sembra , su questo spezzone di filmato , che il rancoroso sia Ago .
Ed in questo spazio temporale del pezzo , splende di merd.a , il sempre nostro caro ++++++++
O sono io paranoico ?
Di Bartolomei aveva il 5. Quello calpestato da bruchetto è il numero 7. Comunque da quelle parti hanno da sempre 'sta bella moda di passeggiare sulle schiena dell'avversario a terra...stemmerde
(http://iojuventino.net/wp-content/uploads/2013/02/totti.jpeg)
I sottovalutati...loro, eh...sottovalutati :roll:
AL LIVELLO DI NAPOLI E FIORENTINA
Calciomercato: e se avessimo
sottovalutato la Roma?
Un nuovo allenatore straniero resta una scommessa
Ma Maicon, Strootman e Gervinho sono arrivi importanti
Le incognite non mancano, a partire da un (altro) allenatore straniero, sicuramente bravo e preparato come Rudi Garcia, al debutto nel calcio italiano. Ma forse, anche per colpa dell'ottimo mercato di Fiorentina e Napoli, si è guardato troppo poco alle mosse della Roma. Che zitta zitta, e nonostante lo scetticismo (non del tutto infondato) che accompagna la proprietà italoamericana, ha costruito una squadra molto interessante. E che porta da due a tre il numero delle squadre che magari il campionato non lo vinceranno, ma di certo alla Juve potrebbero dare molto fastidio. E, perché no, pure piazzarsi davanti a Milan e/o Inter.
DIFESA - In porta è arrivato Morgan De Sanctis, probabilmente all'ultimo contratto importante della sua carriera, ma comunque una più che discreta sicurezza. La parte destra della difesa è stata ricostruita su Maicon come laterale e Benatia come centrale: il brasiliano è di certo un'altra bella incognita, visto il suo rendimento nell'ultimo anno di Inter e poi al City. Ma se Garcia riuscisse a recuperarlo, sarebbe uno dei colpi dell'estate. Anche Benatia è una scommessa, perché Udine non è Roma. Ma a 26 anni è il momento del salto di qualità.
CENTROCAMPO - Nel 4-3-3 di Garcia, a destra dovrebbero partire Pjanic (o Bradley), De Rossi e - unica novità - Kevin Strootman arrivato dal Psv Eindhoven. Che nessuno dei primi tre sia partito è un'ottima notizia per i tifosi giallorossi. E il 23enne olandese era l'oggetto del desiderio di mezza Europa, forse anche perché Louis van Gaal gli ha dato la fascia di capitano della nazionale arancione, facendo di lui il più giovane «oranje» di sempre a indossarla.
ATTACCO - L'acquisto di Gervinho dall'Arsenal ha suscitato parecchie ironie, visto che in 45 partite fra i Gunners ha segnato 9 gol. Ma al Lille (con Garcia allenatore, vincendo anche il campionato francese nel 2011), l'ivoriano che detiene il record mondiale di attaccatura alta dei capelli ne fece 28 in 67 gare. Gervais Yao Kouassi (questo il suo vero nome) partirà da sinistra, in un tridente che ha Lamela a destra e Mattia Destro al centro. Gervinho è un'altra possibile incognita, ma è anche un altro giocatore che aggiunge esperienza e statura internazionale alla squadra. Il che non è mai male. Tutto questo al netto di un nome che finora non è stato fatto ma che è nettamente il più pesante. Quello, ovviamente, di Francesco Totti.
IL CAPITANO - Probabilmente tonificato dalla cura zemaniana di inizio stagione, lo scorso anno il capitano è stato nettamente fra i migliori della Roma, a dispetto dell'età sempre più inclemente. Finora si è parlato di lui più per la battuta polemica sul mancato rinnovo del contratto che per il suo posto in squadra. Ma se sarà ancora quello dell'anno scorso, non sarà facile lasciarlo fuori - soprattutto se (com'è probabile) i risultati non verranno immediatamente. Anche per questo (e senza dimenticare il ruolo di giovani importanti come Florenzi o Romagnoli e quanto potrebbe contare il recupero di un attaccante come Osvaldo), varrà la pena seguire la Roma molto da vicino.
(corriere.it)
Tommaso Pellizzari
Citazione di: Maremma Laziale il 05 Ago 2013, 15:03
I sottovalutati...loro, eh...sottovalutati :roll:
AL LIVELLO DI NAPOLI E FIORENTINA
Calciomercato: e se avessimo
sottovalutato la Roma?
Un nuovo allenatore straniero resta una scommessa
Ma Maicon, Strootman e Gervinho sono arrivi importanti
Le incognite non mancano, a partire da un (altro) allenatore straniero, sicuramente bravo e preparato come Rudi Garcia, al debutto nel calcio italiano. Ma forse, anche per colpa dell'ottimo mercato di Fiorentina e Napoli, si è guardato troppo poco alle mosse della Roma. Che zitta zitta, e nonostante lo scetticismo (non del tutto infondato) che accompagna la proprietà italoamericana, ha costruito una squadra molto interessante. E che porta da due a tre il numero delle squadre che magari il campionato non lo vinceranno, ma di certo alla Juve potrebbero dare molto fastidio. E, perché no, pure piazzarsi davanti a Milan e/o Inter.
DIFESA - In porta è arrivato Morgan De Sanctis, probabilmente all'ultimo contratto importante della sua carriera, ma comunque una più che discreta sicurezza. La parte destra della difesa è stata ricostruita su Maicon come laterale e Benatia come centrale: il brasiliano è di certo un'altra bella incognita, visto il suo rendimento nell'ultimo anno di Inter e poi al City. Ma se Garcia riuscisse a recuperarlo, sarebbe uno dei colpi dell'estate. Anche Benatia è una scommessa, perché Udine non è Roma. Ma a 26 anni è il momento del salto di qualità.
CENTROCAMPO - Nel 4-3-3 di Garcia, a destra dovrebbero partire Pjanic (o Bradley), De Rossi e - unica novità - Kevin Strootman arrivato dal Psv Eindhoven. Che nessuno dei primi tre sia partito è un'ottima notizia per i tifosi giallorossi. E il 23enne olandese era l'oggetto del desiderio di mezza Europa, forse anche perché Louis van Gaal gli ha dato la fascia di capitano della nazionale arancione, facendo di lui il più giovane «oranje» di sempre a indossarla.
ATTACCO - L'acquisto di Gervinho dall'Arsenal ha suscitato parecchie ironie, visto che in 45 partite fra i Gunners ha segnato 9 gol. Ma al Lille (con Garcia allenatore, vincendo anche il campionato francese nel 2011), l'ivoriano che detiene il record mondiale di attaccatura alta dei capelli ne fece 28 in 67 gare. Gervais Yao Kouassi (questo il suo vero nome) partirà da sinistra, in un tridente che ha Lamela a destra e Mattia Destro al centro. Gervinho è un'altra possibile incognita, ma è anche un altro giocatore che aggiunge esperienza e statura internazionale alla squadra. Il che non è mai male. Tutto questo al netto di un nome che finora non è stato fatto ma che è nettamente il più pesante. Quello, ovviamente, di Francesco Totti.
IL CAPITANO - Probabilmente tonificato dalla cura zemaniana di inizio stagione, lo scorso anno il capitano è stato nettamente fra i migliori della Roma, a dispetto dell'età sempre più inclemente. Finora si è parlato di lui più per la battuta polemica sul mancato rinnovo del contratto che per il suo posto in squadra. Ma se sarà ancora quello dell'anno scorso, non sarà facile lasciarlo fuori - soprattutto se (com'è probabile) i risultati non verranno immediatamente. Anche per questo (e senza dimenticare il ruolo di giovani importanti come Florenzi o Romagnoli e quanto potrebbe contare il recupero di un attaccante come Osvaldo), varrà la pena seguire la Roma molto da vicino.
(corriere.it)
Tommaso Pellizzari
Praticamente la risposta che si da' alla domanda "Ma se avessimo sottovalutato la roma?" e' "No" :lol:
Anfatti :)
Ma quanto so idioti?
Citazione di: Maremma Laziale il 05 Ago 2013, 15:03
I sottovalutati...loro, eh...sottovalutati :roll:
AL LIVELLO DI NAPOLI E FIORENTINA
Calciomercato: e se avessimo
sottovalutato la Roma?
Un nuovo allenatore straniero resta una scommessa
Ma Maicon, Strootman e Gervinho sono arrivi importanti
Le incognite non mancano, a partire da un (altro) allenatore straniero, sicuramente bravo e preparato come Rudi Garcia, al debutto nel calcio italiano. Ma forse, anche per colpa dell'ottimo mercato di Fiorentina e Napoli, si è guardato troppo poco alle mosse della Roma. Che zitta zitta, e nonostante lo scetticismo (non del tutto infondato) che accompagna la proprietà italoamericana, ha costruito una squadra molto interessante. E che porta da due a tre il numero delle squadre che magari il campionato non lo vinceranno, ma di certo alla Juve potrebbero dare molto fastidio. E, perché no, pure piazzarsi davanti a Milan e/o Inter.
DIFESA - In porta è arrivato Morgan De Sanctis, probabilmente all'ultimo contratto importante della sua carriera, ma comunque una più che discreta sicurezza. La parte destra della difesa è stata ricostruita su Maicon come laterale e Benatia come centrale: il brasiliano è di certo un'altra bella incognita, visto il suo rendimento nell'ultimo anno di Inter e poi al City. Ma se Garcia riuscisse a recuperarlo, sarebbe uno dei colpi dell'estate. Anche Benatia è una scommessa, perché Udine non è Roma. Ma a 26 anni è il momento del salto di qualità.
CENTROCAMPO - Nel 4-3-3 di Garcia, a destra dovrebbero partire Pjanic (o Bradley), De Rossi e - unica novità - Kevin Strootman arrivato dal Psv Eindhoven. Che nessuno dei primi tre sia partito è un'ottima notizia per i tifosi giallorossi. E il 23enne olandese era l'oggetto del desiderio di mezza Europa, forse anche perché Louis van Gaal gli ha dato la fascia di capitano della nazionale arancione, facendo di lui il più giovane «oranje» di sempre a indossarla.
ATTACCO - L'acquisto di Gervinho dall'Arsenal ha suscitato parecchie ironie, visto che in 45 partite fra i Gunners ha segnato 9 gol. Ma al Lille (con Garcia allenatore, vincendo anche il campionato francese nel 2011), l'ivoriano che detiene il record mondiale di attaccatura alta dei capelli ne fece 28 in 67 gare. Gervais Yao Kouassi (questo il suo vero nome) partirà da sinistra, in un tridente che ha Lamela a destra e Mattia Destro al centro. Gervinho è un'altra possibile incognita, ma è anche un altro giocatore che aggiunge esperienza e statura internazionale alla squadra. Il che non è mai male. Tutto questo al netto di un nome che finora non è stato fatto ma che è nettamente il più pesante. Quello, ovviamente, di Francesco Totti.
IL CAPITANO - Probabilmente tonificato dalla cura zemaniana di inizio stagione, lo scorso anno il capitano è stato nettamente fra i migliori della Roma, a dispetto dell'età sempre più inclemente. Finora si è parlato di lui più per la battuta polemica sul mancato rinnovo del contratto che per il suo posto in squadra. Ma se sarà ancora quello dell'anno scorso, non sarà facile lasciarlo fuori - soprattutto se (com'è probabile) i risultati non verranno immediatamente. Anche per questo (e senza dimenticare il ruolo di giovani importanti come Florenzi o Romagnoli e quanto potrebbe contare il recupero di un attaccante come Osvaldo), varrà la pena seguire la Roma molto da vicino.
(corriere.it)
Tommaso Pellizzari
ho smesso di leggere qui...
Sto' Tommaso Pellizzari è il fratellastro della Zucchelli.
Stringetevi forte! :D
IL TEMPO (A. SERAFINI) - Uno slogan inflazionato, un'idea o al momento soltanto un'intenzione. Ma se «il meglio deve ancora venire», quello della Roma di Walter Sabatini puó nascondere ancora una sorpresa. Di quelle che possono cambiare il volto e la valutazione di una sessione intera di mercato. Sistemate le priorità (risolvere le falle tra difesa e centrocampo), ora il ds si concentrerà sulla definizione del parco attaccanti, già saturo, ma falcidiato da problemi fisici e continui malumori. Farlo poi con un nome da stropicciarsi gli occhi sarebbe il massimo, una ciliegina sulla torta per rendere piú competitiva la terza stagione sotto la guida della proprietà americana. Il sogno, passato nella mente dei dirigenti di Trigoria, si chiama Karim Benzema, un nome che non ha bisogno di presentazioni, ma che nell'immaginario collettivo appare un obiettivo irragiungibile.
Probabilmente nell'effettiva realtà andata in scena nella riunione della nottata di domenica a Boston in casa Pallotta, alla quale hanno partecipato le piú alte cariche dirigenziali romaniste, Sabatini ha ricevuto conferme sulla possibilità di ricevere uno sforzo economico per chiudere il mercato con un colpo ad effetto.
Benzema è in rotta con il Real Madrid che aspetta Suarez e Ibrahimovic, ma le cifre che girano intorno al venticinquenne francese sono spaventose: circa 30 milioni la valutazione del giocatore che in Spagna guadagna piú di 4,5 netti all'anno. Anche perchè Sabatini prima di muoversi dovrà occuparsi della cessione di Osvaldo e Borriello (...)
Sul numero nove rimane vivo l'interesse inglese del Liverpool e presto se ne parlerà anche con il Chelsea. La Roma preferirebbe vendere il giocatore all'estero e non doversi rivolgere alle richieste italiane di Napoli e Inter, considerate come ultima ancora di salvataggio. Discorso simile quello di Borriello, che aspetterà gli ultimi giorni di mercato per capire se ci sarà l'eventualità sempre sperata di tornare al Genoa. Le alternative in linea con i parametri societarie rimangono le solite: in pole continua ad essere vivo l'interesse per il brasiliano Diego Costa dell'Atletico Madrid, valutato circa 15 milioni. Garcia è preoccupato delle condizioni di Destro, che difficilmente riuscirà a presentarsi al via del campionato in condizioni fisiche ottimali, sapendo inoltre di non poter caricare l'intero peso offensivo sulle spalle di capitan Totti. La scala di valori per integrare la rosa verrà spostata in extremis su Gilardino ed Hernandez (...)
Citazione di: Maremma Laziale il 05 Ago 2013, 15:03
I sottovalutati...loro, eh...sottovalutati :roll:
AL LIVELLO DI NAPOLI E FIORENTINA
Calciomercato: e se avessimo
sottovalutato la Roma?
Un nuovo allenatore straniero resta una scommessa
Ma Maicon, Strootman e Gervinho sono arrivi importanti
Notare come, una volta venduto a cifre "sospette", il difensore centrale più forte del mondo non viene più neanche nominato.
Citazione di: Mohammed Hussein il 06 Ago 2013, 13:58
Stringetevi forte! :D
IL TEMPO (A. SERAFINI) - Uno slogan inflazionato, un'idea o al momento soltanto un'intenzione. Ma se «il meglio deve ancora venire», quello della Roma di Walter Sabatini puó nascondere ancora una sorpresa. Di quelle che possono cambiare il volto e la valutazione di una sessione intera di mercato. Sistemate le priorità (risolvere le falle tra difesa e centrocampo), ora il ds si concentrerà sulla definizione del parco attaccanti, già saturo, ma falcidiato da problemi fisici e continui malumori. Farlo poi con un nome da stropicciarsi gli occhi sarebbe il massimo, una ciliegina sulla torta per rendere piú competitiva la terza stagione sotto la guida della proprietà americana. Il sogno, passato nella mente dei dirigenti di Trigoria, si chiama Karim Benzema, un nome che non ha bisogno di presentazioni, ma che nell'immaginario collettivo appare un obiettivo irragiungibile.
Probabilmente nell'effettiva realtà andata in scena nella riunione della nottata di domenica a Boston in casa Pallotta, alla quale hanno partecipato le piú alte cariche dirigenziali romaniste, Sabatini ha ricevuto conferme sulla possibilità di ricevere uno sforzo economico per chiudere il mercato con un colpo ad effetto.
Benzema è in rotta con il Real Madrid che aspetta Suarez e Ibrahimovic, ma le cifre che girano intorno al venticinquenne francese sono spaventose: circa 30 milioni la valutazione del giocatore che in Spagna guadagna piú di 4,5 netti all'anno. Anche perchè Sabatini prima di muoversi dovrà occuparsi della cessione di Osvaldo e Borriello (...)
Sul numero nove rimane vivo l'interesse inglese del Liverpool e presto se ne parlerà anche con il Chelsea. La Roma preferirebbe vendere il giocatore all'estero e non doversi rivolgere alle richieste italiane di Napoli e Inter, considerate come ultima ancora di salvataggio. Discorso simile quello di Borriello, che aspetterà gli ultimi giorni di mercato per capire se ci sarà l'eventualità sempre sperata di tornare al Genoa. Le alternative in linea con i parametri societarie rimangono le solite: in pole continua ad essere vivo l'interesse per il brasiliano Diego Costa dell'Atletico Madrid, valutato circa 15 milioni. Garcia è preoccupato delle condizioni di Destro, che difficilmente riuscirà a presentarsi al via del campionato in condizioni fisiche ottimali, sapendo inoltre di non poter caricare l'intero peso offensivo sulle spalle di capitan Totti. La scala di valori per integrare la rosa verrà spostata in extremis su Gilardino ed Hernandez (...)
Un po' come dire: stasera esco per rimorchiare Laetitia Casta, se poi me dice male vado sulla Togliatti. In fin dei conti, sposto la scala di valori in extremis, no?
Citazione di: Maremma Laziale il 05 Ago 2013, 15:03
I sottovalutati...loro, eh...sottovalutati :roll:
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Calciomercato: e se avessimo
sottovalutato la Roma?
Un nuovo allenatore straniero resta una scommessa
Ma Maicon, Strootman e Gervinho sono arrivi importanti
Le incognite non mancano, a partire da un (altro) allenatore straniero, sicuramente bravo e preparato come Rudi Garcia, al debutto nel calcio italiano. Ma forse, anche per colpa dell'ottimo mercato di Fiorentina e Napoli, si è guardato troppo poco alle mosse della Roma. Che zitta zitta, e nonostante lo scetticismo (non del tutto infondato) che accompagna la proprietà italoamericana, ha costruito una squadra molto interessante. E che porta da due a tre il numero delle squadre che magari il campionato non lo vinceranno, ma di certo alla Juve potrebbero dare molto fastidio. E, perché no, pure piazzarsi davanti a Milan e/o Inter.
DIFESA - In porta è arrivato Morgan De Sanctis, probabilmente all'ultimo contratto importante della sua carriera, ma comunque una più che discreta sicurezza. La parte destra della difesa è stata ricostruita su Maicon come laterale e Benatia come centrale: il brasiliano è di certo un'altra bella incognita, visto il suo rendimento nell'ultimo anno di Inter e poi al City. Ma se Garcia riuscisse a recuperarlo, sarebbe uno dei colpi dell'estate. Anche Benatia è una scommessa, perché Udine non è Roma. Ma a 26 anni è il momento del salto di qualità.
CENTROCAMPO - Nel 4-3-3 di Garcia, a destra dovrebbero partire Pjanic (o Bradley), De Rossi e - unica novità - Kevin Strootman arrivato dal Psv Eindhoven. Che nessuno dei primi tre sia partito è un'ottima notizia per i tifosi giallorossi. E il 23enne olandese era l'oggetto del desiderio di mezza Europa, forse anche perché Louis van Gaal gli ha dato la fascia di capitano della nazionale arancione, facendo di lui il più giovane «oranje» di sempre a indossarla.
ATTACCO - L'acquisto di Gervinho dall'Arsenal ha suscitato parecchie ironie, visto che in 45 partite fra i Gunners ha segnato 9 gol. Ma al Lille (con Garcia allenatore, vincendo anche il campionato francese nel 2011), l'ivoriano che detiene il record mondiale di attaccatura alta dei capelli ne fece 28 in 67 gare. Gervais Yao Kouassi (questo il suo vero nome) partirà da sinistra, in un tridente che ha Lamela a destra e Mattia Destro al centro. Gervinho è un'altra possibile incognita, ma è anche un altro giocatore che aggiunge esperienza e statura internazionale alla squadra. Il che non è mai male. Tutto questo al netto di un nome che finora non è stato fatto ma che è nettamente il più pesante. Quello, ovviamente, di Francesco Totti.
IL CAPITANO - Probabilmente tonificato dalla cura zemaniana di inizio stagione, lo scorso anno il capitano è stato nettamente fra i migliori della Roma, a dispetto dell'età sempre più inclemente. Finora si è parlato di lui più per la battuta polemica sul mancato rinnovo del contratto che per il suo posto in squadra. Ma se sarà ancora quello dell'anno scorso, non sarà facile lasciarlo fuori - soprattutto se (com'è probabile) i risultati non verranno immediatamente. Anche per questo (e senza dimenticare il ruolo di giovani importanti come Florenzi o Romagnoli e quanto potrebbe contare il recupero di un attaccante come Osvaldo), varrà la pena seguire la Roma molto da vicino.
(corriere.it)
Tommaso Pellizzari
"Che detiene il record mondiale di attaccatura alta dei capelli" scritto così, seriamente, è sensazionale. Un record in più che si aggiunge a quelli targati GRA del capitone
La Roma sconfigge l'aquila... del Toronto FC
Milano, 08 agosto 2013
La mascotte della franchigia Mls è uguale a quella della Lazio, così i giallorossi sono stati preceduti in campo dal volo dell'animale
Gazzetta TV
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Durante la tournée nordamericana, i giallorossi hanno fatto tappa a Toronto per sfidare la squadra di casa, il Toronto FC, che milita nella Mls. Il caso ha voluto che la mascotte della squadra canadese fosse la stessa degli arci-rivali della Lazio: un'aquila.
LA PARTITA — Nonostante la presenza della mascotte a bordo campo, la Roma non si è lasciata distrarre: Totti e compagni hanno battuto il Toronto FC 4-1, grazie alla doppietta di Pjanic e ai gol di Florenzi e Borriello.
Gasport
grazie di esistere
coppanfaccia :asrm
...che invece poi era un falco...manco gli animali sanno riconoscere.
Citazione di: luilhafondata il 09 Ago 2013, 12:08
...che invece poi era un falco...manco gli animali sanno riconoscere.
che poi l'aquila è solo il simbolo degli U.S.A.
Citazione di: Durrell il 07 Ago 2013, 02:14
"Che detiene il record mondiale di attaccatura alta dei capelli" scritto così, seriamente, è sensazionale. Un record in più che si aggiunge a quelli targati GRA del capitone
Gervinho altro non è che un Fanna di colore coi capelli lunghi e a treccine.
Citazione di: zaradona il 09 Ago 2013, 12:56
Gervinho altro non è che un Fanna di colore coi capelli lunghi e a treccine.
Fanna era molto più forte. Diciamo che è a metà tra Fanna e Manfredini.
:)
Citazione di: robylele il 09 Ago 2013, 13:38
Fanna era molto più forte. Diciamo che è a metà tra Fanna e Manfredini.
:)
Fanfredini.
Citazione di: borges il 09 Ago 2013, 12:41
che poi l'aquila è solo il simbolo degli U.S.A.
Ma Toronto è in Canada.
poi dici che uno è complottista, ma vi pare normale?
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/09-08-2013/roma-jedvaj-ha-convinto-tutti-lui-dopo-marquinhos-20933012132.shtml
Citazione di: laziAle82 il 09 Ago 2013, 18:05
poi dici che uno è complottista, ma vi pare normale?
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/09-08-2013/roma-jedvaj-ha-convinto-tutti-lui-dopo-marquinhos-20933012132.shtml
Normalissimo.
Parliamo del loro mondo parallelo.
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
Citazione di: Limesiano il 09 Ago 2013, 18:28
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
"
Di tutti gli allenatori che sono arrivati in Italia dall'estero negli ultimi anni, è tecnicamente il più affascinante".
che stereonzi..
Citazione di: Limesiano il 09 Ago 2013, 18:28
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
Citazione di: Limesiano il 09 Ago 2013, 18:28
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
Citazione di: Limesiano il 09 Ago 2013, 18:28
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
A posteriori... Nel senso che ha risolto il dilemma?
Citazione di: Limesiano il 09 Ago 2013, 18:28
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
Vi stupirò, ma il giornalista che ha scritto l'articolo, Giuseppe De Bellis, ci farebbe molto comodo nella vicenda Mauri.
Chissà Strike cosa ne pensa...
Citazione di: laziAle82 il 09 Ago 2013, 18:05
poi dici che uno è complottista, ma vi pare normale?
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/09-08-2013/roma-jedvaj-ha-convinto-tutti-lui-dopo-marquinhos-20933012132.shtml
Tutto ciò dopo aver giocato contro alcuni boscaioli, la quart'ultima del campionato greco, Il Bursaspor, la selezione giocatori della MLS (avessero detto Liga, Premier League...) e nientemeno che il Toronto FC.
Tanto la prossima estate con questo qui ci rifanno una plusvalenza da condanna a morte. Assicurato. :asrm
Citazione di: Maremma Laziale il 09 Ago 2013, 19:30
Tutto ciò dopo aver giocato contro alcuni boscaioli, la quart'ultima del campionato greco, Il Bursaspor, la selezione giocatori della MLS (avessero detto Liga, Premier League...) e nientemeno che il Toronto FC.
Tanto la prossima estate con questo qui ci rifanno una plusvalenza da condanna a morte. Assicurato. :asrm
È esattamente questo. Stanno preparando il terreno. Hanno trovato la frode per eccellenza per ripianare i debiti.
Inviato con Eugenio usando tapatalk
Citazione di: Limesiano il 09 Ago 2013, 18:28
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
oggi garcia ha pure commentato sugli accostamenti a mourinho
stanno in pieno pompaggio, una cosa mai vista
ottimo
Citazione di: robylele il 04 Ago 2013, 17:47
ma andiamoci al sodo. Possibile che la Lazio non possa far partire una querela? :o
questo Pelosi, oltre a dimostrare di soffrirci parecchio e sognarci pure di notte, stavolta dovrebbe averla fatta fuori dal vasetto..
Ma a questo non gli è bastato aver ammazzato Pasolini, ora pure sul riommerdista si mette a scrivere...
Mamma mia, che viscidi schifosi.
Citazione di: Aquila1 il 09 Ago 2013, 21:23
Ma a questo non gli è bastato aver ammazzato Pasolini, ora pure sul riommerdista si mette a scrivere...
Ma stai scherzando? Ma che davvero è lo stesso?
Citazione di: riccio72 il 09 Ago 2013, 22:44
Ma stai scherzando? Ma che davvero è lo stesso?
:beer:
Citazione di: Limesiano il 09 Ago 2013, 18:28
E invece, questo...
Il nome della Rioma
Si chiama Rudi Garcia, non è un incantatore, non è uno alla Mou e fa parte della generazione dei personaggi a posteriori. Come nasce e dove può arrivare il nuovo allenatore giallorosico
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/19363)
Luis Enrique Deja Vu
Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, anche i giocatori di Serie A si schierano dalla parte di quelli di Lega Pro, alle prese con le nuove regole della categoria. Il capitano della Roma Francesco Totti ha aperto un gruppo su Facebook denominato "post Macalli", che in 24 ore ha ricevuto oltre mille adesioni.
Fonte: TMW
Poi cerchi la pagina, e c'è un fotomontaggio(venuto male) dell'immagine di Totti con il cartello che reggono i calciatori di Lega Pro... quanto è facile fare il giornalista.
Citazione di: skizzo87 il 10 Ago 2013, 12:17
Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, anche i giocatori di Serie A si schierano dalla parte di quelli di Lega Pro, alle prese con le nuove regole della categoria. Il capitano della Roma Francesco Totti ha aperto un gruppo su Facebook denominato "post Macalli", che in 24 ore ha ricevuto oltre mille adesioni.
Fonte: TMW
Poi cerchi la pagina, e c'è un fotomontaggio(venuto male) dell'immagine di Totti con il cartello che reggono i calciatori di Lega Pro... quanto è facile fare il giornalista.
Casualmente l'articolo è già cambiato in questo..
Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, ha ancora eco la situazione dei giocatori di Lega Pro, alle prese con le nuove regole della categoria. Giocatori di Serie A e B avrebbero espresso tutta la loro solidarietà nei confronti dei colleghi
Una sconfitta che non fa male
IL ROMANISTA (D. GALLI)
Arrogante, come la sognava Sabatin. O se volete, «cazzuta». :oo Concetto nemmeno troppo complicato da tradurre agli stranieri alla Roma, è la definizione coniata per questa squadra dai tifosi all'indomani del test col Chelsea. È stata una partita inesatta, nel senso che è stato sbagliato il risultato. :lol: :rotfl2: :rotfl:
Il 2-1 di Lukaku - gol di Lamela che s'approfitta del pasticcio di Schwarzer, pari di Lampard - è veramente ingiusto. :fidej: :DD È il prodotto di una mischia in area, di uno scontro tra un De Sanctis ordinariamente superbo e un Balzaretti spremuto come un limone, è l'effetto dell'acido lattico che annebbia prima i muscoli e poi i neuroni. :clap: Però, almeno per un tempo (ma forse anche qualcosa di più), la Roma non solo tiene testa al Chelsea dello Special Mourinho, ma detta legge, impone ritmi, spedisce i Blues a caccia di farfalle :rotfl2: , li costringe a inseguire i propri portatori di palla. Il segreto è un gruppo tornato a Roma dopo aver scoperto l'America: questa squadra ha trovato dei leader attorno ai quali tutto gira. Due sono noti, sono romani e romanisti, sono capitani per indole e per storia, sono Totti e De Rossi. Gli altri non sono romani, non sono romanisti, sono elementi nuovi e di potenza fisica, tecnica, ma soprattutto caratteriale. La nuova Roma esce rafforzata da questa sconfitta, perché ha acquisito attributi. Attributi lessicali e attributi reali. De Sanctis che urla in diretta mondiale un sano «porca tr...» alla difesa offre più garanzie di cento parate in serie di Stekelenburg :sisisi: :fidej: , che alla difesa parlava raramente per un motivo, se volete, persino banale: con l'italiano se la cavicchiava appena. Morgan ha polso, ordina e la Roma lo rispetta. L'ascolta.
Lontanissimo da De Sancitis per palmares, ma identico per grinta, c'è Maicon. Questo aneddoto proviene dritto dritto dall'America. Si sta giocando Roma-Chelsea, i ritmi sono frenetici, dalla tribuna si sente gridare il terzino brasiliano. Sembra che ce l'abbia con Garcia. Sembra, perché non è così. «Nessuno tiene le posizioni, nessuno tiene le posizioni!», s'arrabbia Douglas Sisenando dalla profonda destra dove a tratti pare irresistibile. Maicon parla alla pari col suo tecnico, mette a frutto del suo allenatore un'esperienza internazionale, richiama i compagni. Non a caso il duro Mourinho se lo abbraccia per parecchi secondi prima della partita. Assieme hanno vinto tanto. Hanno vinto tutto. Ed è con loro, con chi ha vinto tanto, con chi ha vinto tutto, che la Roma può vincere ancora:win: . Oppure anche con chi non ha vinto tanto, ma è venuto per vincere tutto. Come Strootman. «Uno così forte erano parecchi anni che la Roma non ce l'aveva». Qualcuno a Trigoria è rimasto sbalordito. Kevin si sta rivelando un gigante tecnicamente, tatticamente. E caratterialmente. Ecco, questo è il punto. In società lo dipingono come un leader silenzioso. In attesa di imparare la lingua, cosa che sta facendo perché ci sono olandesi e olandesi, Kevin parla con i fatti. Il bello, per nostra fortuna, è che non è il solo. Questa è una Roma di Rudi.
:hail: :DD :up: :rotfl:
12-08-2013
Fonte:
http://www.laroma24.it/archivio/90801/una-sconfitta-che-non-fa-male.html
Citazione di: Biafra il 12 Ago 2013, 15:37
... un De Sanctis ordinariamente superbo :pp ... Oppure anche con chi non ha vinto tanto, ma è venuto per vincere tutto. Come Strootman. «Uno così forte erano parecchi anni che la Roma non ce l'aveva» (chi l'ha detta sta frase? la zia dell'articolista?) ...
Citazione di: Biafra il 12 Ago 2013, 15:37
«Nessuno tiene le posizioni, nessuno tiene le posizioni!»
Sono vanti.
Citazione di: Biafra il 12 Ago 2013, 15:37
Ed è con loro, con chi ha vinto tanto, con chi ha vinto tutto, che la Roma può vincere ancora:win: . Oppure anche con chi non ha vinto tanto, ma è venuto per vincere tutto.
Ma iniziano quest'anno?
Citazione di: Biafra il 12 Ago 2013, 15:37
Una sconfitta che non fa male
IL ROMANISTA (D. GALLI)
Arrogante, come la sognava Sabatin. O se volete, «cazzuta». :oo Concetto nemmeno troppo complicato da tradurre agli stranieri alla Roma, è la definizione coniata per questa squadra dai tifosi all'indomani del test col Chelsea. È stata una partita inesatta, nel senso che è stato sbagliato il risultato. :lol: :rotfl2: :rotfl:
Il 2-1 di Lukaku - gol di Lamela che s'approfitta del pasticcio di Schwarzer, pari di Lampard - è veramente ingiusto. :fidej: :DD È il prodotto di una mischia in area, di uno scontro tra un De Sanctis ordinariamente superbo e un Balzaretti spremuto come un limone, è l'effetto dell'acido lattico che annebbia prima i muscoli e poi i neuroni. :clap: Però, almeno per un tempo (ma forse anche qualcosa di più), la Roma non solo tiene testa al Chelsea dello Special Mourinho, ma detta legge, impone ritmi, spedisce i Blues a caccia di farfalle :rotfl2: , li costringe a inseguire i propri portatori di palla. Il segreto è un gruppo tornato a Roma dopo aver scoperto l'America: questa squadra ha trovato dei leader attorno ai quali tutto gira. Due sono noti, sono romani e romanisti, sono capitani per indole e per storia, sono Totti e De Rossi. Gli altri non sono romani, non sono romanisti, sono elementi nuovi e di potenza fisica, tecnica, ma soprattutto caratteriale. La nuova Roma esce rafforzata da questa sconfitta, perché ha acquisito attributi. Attributi lessicali e attributi reali. De Sanctis che urla in diretta mondiale un sano «porca tr...» alla difesa offre più garanzie di cento parate in serie di Stekelenburg :sisisi: :fidej: , che alla difesa parlava raramente per un motivo, se volete, persino banale: con l'italiano se la cavicchiava appena. Morgan ha polso, ordina e la Roma lo rispetta. L'ascolta.
Lontanissimo da De Sancitis per palmares, ma identico per grinta, c'è Maicon. Questo aneddoto proviene dritto dritto dall'America. Si sta giocando Roma-Chelsea, i ritmi sono frenetici, dalla tribuna si sente gridare il terzino brasiliano. Sembra che ce l'abbia con Garcia. Sembra, perché non è così. «Nessuno tiene le posizioni, nessuno tiene le posizioni!», s'arrabbia Douglas Sisenando dalla profonda destra dove a tratti pare irresistibile. Maicon parla alla pari col suo tecnico, mette a frutto del suo allenatore un'esperienza internazionale, richiama i compagni. Non a caso il duro Mourinho se lo abbraccia per parecchi secondi prima della partita. Assieme hanno vinto tanto. Hanno vinto tutto. Ed è con loro, con chi ha vinto tanto, con chi ha vinto tutto, che la Roma può vincere ancora:win: . Oppure anche con chi non ha vinto tanto, ma è venuto per vincere tutto. Come Strootman. «Uno così forte erano parecchi anni che la Roma non ce l'aveva». Qualcuno a Trigoria è rimasto sbalordito. Kevin si sta rivelando un gigante tecnicamente, tatticamente. E caratterialmente. Ecco, questo è il punto. In società lo dipingono come un leader silenzioso. In attesa di imparare la lingua, cosa che sta facendo perché ci sono olandesi e olandesi, Kevin parla con i fatti. Il bello, per nostra fortuna, è che non è il solo. Questa è una Roma di Rudi.
:hail: :DD :up: :rotfl:
12-08-2013
Fonte:
http://www.laroma24.it/archivio/90801/una-sconfitta-che-non-fa-male.html
Più vanno avanti, piu' il livello degli articoli scende.
Neanche la loro bacheca europea ha toccato cosi' il fondo.
meno male sono tornati, cominciavo a spaventarmi, invece sara' scudetto pure quest'anno.
Daye riomma daye!!!
AGGIUNGO UNA MIA PERSONALISSIMA RIFLESSIONE RIGUARDO LA PUBBLICAZIONE DI CERTI "ARTICOLI DIVERTENTI":
secondo me si dà modo, in un certo senso, di giustificare, anche se indirettamente, la tiratura di uno scandaloso quotidiano, "Il Romanista", finanziato pubblicamente (e vergognosamente, aggiungo io) con i soldi di tutti, quindi anche i nostri.
Non ci bastano già dal vivo per ridere a crepapelle?
Forse si potrebbe usare un occhio più attento.
Ad ogni modo, personalmente, non ho alcun interesse a contribuire, nemmeno in minima parte, alla visibilità di certi scempi e tanto meno di pagarli ridendo.
Tutto qui.
:since :since :asrm
Citazione di: D. GALLI il 12 Ago 2013, 15:37
è l'effetto dell'acido lattico che annebbia prima i muscoli e poi i neuroni.
12-08-2013
Fonte:
http://www.laroma24.it/archivio/90801/una-sconfitta-che-non-fa-male.html
E pensare che a qualcuno basta anche solo il latte del cappuccino mattutino ad annebbiare ogni sparuto neurone sopravvissuto alla devastazione del XXVI maii.
La propaganda sta tentando di far passare per una cosa positiva ("c'ha grinta da venne") il fatto che Maicon abbia apostrofato Garcia per un cambio in ritardo.
Solito bell'ambientino a trigoria.
il Romanista è come Il Vernacoliere, da ridere.
Citazione di: johnnybgoode il 14 Ago 2013, 19:27
il Romanista è come Il Vernacoliere, da ridere.
Avrei voglia di segnalarti . :x
Blasfemo . :)
Me pare de vedelli con la canotta, la capezza, l'asciugamano col lupetto sulla spiaggia a Ostia che se leggono il romerdista.
Ahahahahhahahahaha
Citazione di: seagull il 23 Giu 2013, 20:30
Io vorrei sapere a che pro' questi continuano a scrivere una marea di caxxate, sempre, ovunque, ogni santo giorno. Sempre le stesse cose, mannateveneaffanculo.
Ma nun ve fanno pena, neanche un pochettino? Siete un branco de senzacuore!! Ma non pensate mai che ( Dio non voglia ) potreste avere un parente stretto riommico? Nun pensate che sofferenza?
Per fortuna che le loro amiche zebre ( se li sò portati pure a dormì a casa loro ) ci hanno menato, così hanno potuto ricaccià la testa da dentro ar sacco, perché dal 26 Maggio pé loro è stato un inferno!!!
Citazione di: Biafra il 12 Ago 2013, 15:37
Una sconfitta che non fa male
IL ROMANISTA (D. GALLI)
Arrogante, come la sognava Sabatin. O se volete, «cazzuta». :oo Concetto nemmeno troppo complicato da tradurre agli stranieri alla Roma, è la definizione coniata per questa squadra dai tifosi all'indomani del test col Chelsea. È stata una partita inesatta, nel senso che è stato sbagliato il risultato. :lol: :rotfl2: :rotfl:
Il 2-1 di Lukaku - gol di Lamela che s'approfitta del pasticcio di Schwarzer, pari di Lampard - è veramente ingiusto. :fidej: :DD È il prodotto di una mischia in area, di uno scontro tra un De Sanctis ordinariamente superbo e un Balzaretti spremuto come un limone, è l'effetto dell'acido lattico che annebbia prima i muscoli e poi i neuroni. :clap: Però, almeno per un tempo (ma forse anche qualcosa di più), la Roma non solo tiene testa al Chelsea dello Special Mourinho, ma detta legge, impone ritmi, spedisce i Blues a caccia di farfalle :rotfl2: , li costringe a inseguire i propri portatori di palla. Il segreto è un gruppo tornato a Roma dopo aver scoperto l'America: questa squadra ha trovato dei leader attorno ai quali tutto gira. Due sono noti, sono romani e romanisti, sono capitani per indole e per storia, sono Totti e De Rossi. Gli altri non sono romani, non sono romanisti, sono elementi nuovi e di potenza fisica, tecnica, ma soprattutto caratteriale. La nuova Roma esce rafforzata da questa sconfitta, perché ha acquisito attributi. Attributi lessicali e attributi reali. De Sanctis che urla in diretta mondiale un sano «porca tr...» alla difesa offre più garanzie di cento parate in serie di Stekelenburg :sisisi: :fidej: , che alla difesa parlava raramente per un motivo, se volete, persino banale: con l'italiano se la cavicchiava appena. Morgan ha polso, ordina e la Roma lo rispetta. L'ascolta.
Lontanissimo da De Sancitis per palmares, ma identico per grinta, c'è Maicon. Questo aneddoto proviene dritto dritto dall'America. Si sta giocando Roma-Chelsea, i ritmi sono frenetici, dalla tribuna si sente gridare il terzino brasiliano. Sembra che ce l'abbia con Garcia. Sembra, perché non è così. «Nessuno tiene le posizioni, nessuno tiene le posizioni!», s'arrabbia Douglas Sisenando dalla profonda destra dove a tratti pare irresistibile. Maicon parla alla pari col suo tecnico, mette a frutto del suo allenatore un'esperienza internazionale, richiama i compagni. Non a caso il duro Mourinho se lo abbraccia per parecchi secondi prima della partita. Assieme hanno vinto tanto. Hanno vinto tutto. Ed è con loro, con chi ha vinto tanto, con chi ha vinto tutto, che la Roma può vincere ancora:win: . Oppure anche con chi non ha vinto tanto, ma è venuto per vincere tutto. Come Strootman. «Uno così forte erano parecchi anni che la Roma non ce l'aveva». Qualcuno a Trigoria è rimasto sbalordito. Kevin si sta rivelando un gigante tecnicamente, tatticamente. E caratterialmente. Ecco, questo è il punto. In società lo dipingono come un leader silenzioso. In attesa di imparare la lingua, cosa che sta facendo perché ci sono olandesi e olandesi, Kevin parla con i fatti. Il bello, per nostra fortuna, è che non è il solo. Questa è una Roma di Rudi.
:hail: :DD :up: :rotfl:
12-08-2013
Fonte:
http://www.laroma24.it/archivio/90801/una-sconfitta-che-non-fa-male.html
A perde ce sò tarmente abbituati!!!
P.S. uso un linguaggio poco forbito perché potrebbe leggere qualche riommico che con l'italiano ha poca dimestichezza.
Anche il Corriere. Ormai è un virus...
http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2013-2014/notizie/nuove-stelle-lanciano-sfida-ultimo-gol_2fc5aaac-0af1-11e3-ab6e-417ba0dfe8a6.shtml
[...]La Roma ha ceduto l'irrequieto Osvaldo e arricchito l'attacco con Gervinho, discontinuo talento dell'Arsenal. Ma il vero colpo, per adesso, è il giovane olandese Strootman, concentrato di forza e qualità, un giocatore che a fianco di Pjanic e De Rossi rischia di trasformare il centrocampo della Roma nel più completo e competitivo della serie A. [...]
Daje
Citazione di: spook il 22 Ago 2013, 20:11
Anche il Corriere. Ormai è un virus...
http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2013-2014/notizie/nuove-stelle-lanciano-sfida-ultimo-gol_2fc5aaac-0af1-11e3-ab6e-417ba0dfe8a6.shtml
[...]La Roma ha ceduto l'irrequieto Osvaldo e arricchito l'attacco con Gervinho, discontinuo talento dell'Arsenal. Ma il vero colpo, per adesso, è il giovane olandese Strootman, concentrato di forza e qualità, un giocatore che a fianco di Pjanic e De Rossi rischia di trasformare il centrocampo della Roma nel più completo e competitivo della serie A. [...]
Daje
Pero' il topic e': Articoli divertenti, non "Accozzaglia di lemmi di un visionario sotto peyote." :DD
Citazione di: johnnybgoode il 14 Ago 2013, 19:27
il Romanista è come Il Vernacoliere, da ridere.
Questo me lo cacciate! :stop
Citazione di: spook il 22 Ago 2013, 20:11
Anche il Corriere. Ormai è un virus...
http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2013-2014/notizie/nuove-stelle-lanciano-sfida-ultimo-gol_2fc5aaac-0af1-11e3-ab6e-417ba0dfe8a6.shtml
[...]La Roma ha ceduto l'irrequieto Osvaldo e arricchito l'attacco con Gervinho, discontinuo talento dell'Arsenal. Ma il vero colpo, per adesso, è il giovane olandese Strootman, concentrato di forza e qualità, un giocatore che a fianco di Pjanic e De Rossi rischia di trasformare il centrocampo della Roma nel più completo e competitivo della serie A. [...]
Daje
E annamo... ritorna il centrocampo più forte del mondo, come ai tempi di Gago - De Rossi - Pjanic. :)
Citazione di: spook il 22 Ago 2013, 20:11
[...]La Roma ha ceduto l'irrequieto Osvaldo e arricchito l'attacco con Gervinho
Se chi legge , arrivato a questo punto non caca sul giornale lo appallocca e lo lancia dentro un camino col fuoco acceso , è da internare.
:since
Citazione di: zaradona il 23 Ago 2013, 11:55
Se chi legge , arrivato a questo punto non caca sul giornale lo appallocca e lo lancia dentro un camino col fuoco acceso , è da internare.
uno che ha un camino col fuoco acceso ad agosto qui e' da internare comunque
Citazione di: Il Mitico™ il 23 Ago 2013, 11:32
E annamo... ritorna il centrocampo più forte del mondo, come ai tempi di Gago - De Rossi - Pjanic. :)
:)
Basta uno struttoman in più per far diventare quello giallozzozzo come il centrocampo più forte e completo d'Italia, con tanti saluti, per dire, ad una mediana composta dai vari Vidal-Pogba-Pirlo-Marchisio.
Che poi anche il nostro, se assemblato bene, gli piscia in faccia (scusate il francesismo)
Scritto a quattro mani l'alfabeto giallorosico 2013-2014 :pp
DANIELE GIANNINI
VALERIA META
A A PROPOSITO Si torna a giocare all'Olimpico novantotto giorni dopo il 26 maggio. È bene ricordarlo, per chi c'era, per chi non c'era e per chi c'era ma era come se non ci fosse.
B BRADLEY Al Bentegodi si è affermato nel calcio italiano, sempre con una maglia gialloblù ma quella del Chievo. Oggi per lui sarà un po' un derby e pure il primo, visto che a Verona non lo ha mai giocato. Il Sunderland e Paolo Di Canio sono lontani.
C CORE DE ROMA Contro il Verona Giacomo Losi giocò la sua ultima partita con la maglia della Roma. Giornata indimenticabile, ancora più che per l'addio, per il cartellino giallo rimediato, il primo (e anche l'ultimo) di tutta la sua carriera. Quando lo racconta quasi quasi gli viene ancora il nervoso.
D DI BARTOLOMEI Agostino ci sta sempre bene. In qualsiasi partita, in qualsiasi anno, in qualsiasi Roma. Figuriamoci col Verona. Era settembre, era il 1982, era l'inizio, sarà scudetto.
E ESORDIENTI Sarà la prima volta in assoluto per Ljajic e Strootman. Sarà la prima all'Olimpico da romanisti anche per De Sanctis, Maicon, Benatia, Gervinho... Insomma per tutti i nuovi. Un'emozione speciale, anche se un po' meno perché senza curva Sud.
F FIORENTINA Freud avrebbe avuto molto da dire sul clamoroso lapsus con cui Adem Ljajic apre la sua conferenza stampa di presentazione. «I miei obiettivi? Sono appena arrivato, la Fiorentina ha dei giocatori importanti e mi aspetto di andare in Europa». Momento di gelo in sala stampa. Fra tanti che quando si presentano parlano di sogni, lui si fa sfuggire un lapsus. Speriamo che dopo l'inconscio, i prossimi ad andare fuori giri siano i difensori avversari.
G GRECIA Ci eravamo lasciati (male) con i suoi portacolori, ci ritroviamo contro chi porta il suo nome. Coazione a ripetere, per rimanere a Freud.
H HOTEL Sì, era anche Hellas, però per noi resta sempre hotel, anche perché nel frattempo è arrivato Ljajic e magari lui ancora non lo sa. Questa Roma non è un albergo. Nemmeno quando gioca in casa.
I IUGOSLAVIA Un serbo (Ljajic, anche se non canta l'inno), un bosniaco (Pjanic), un croato (Jedvaj), tutti con la stessa maglia. Ventidue anni fa in pochi lo avrebbero immaginato.
L LAMELA La sua avventura in Premier comincia all'Emirates, dove il Tottenham è atteso dalla sfida con l'Arsenal. Erik ha chiuso con un derby e con un derby ricomincia. Vediamo se ha il coraggio di giocarlo come l'ultimo, questo.
M MANDORLINI Non proprio uno che ispira simpatia. E non solo per quel suo "Ti amo terrone"
N NOVANTUNO L'anno di nascita che accomuna i gialloblù Michelangelo Albertazzi e Jacopo Sala e il nostro Alessandro Florenzi. A sedici anni i primi due erano corteggiati da mezza Europa, Sala andò in Inghilterra (condividendo l'esperienza al Chelsea con Fabio Borini), Albertazzi non se la sentì di trasferirsi all'estero e scelse il Milan. Nel frattempo Florenzi faceva a gara a chi giocava di meno con l'amico Bertolacci. Il tempo, però, ha dato ragione a lui, che li ha raggiunti, superati e ormai pure doppiati.
O ORECCHIO Quello di Luca Toni, celebrato dal noto gesto di esultanza del centravanti, che domani ritrova l'Olimpico (ancora grato per quel gol all'Inter), ritrova Francesco Totti (Ranieri stia tranquillo, giocheranno insieme ma solo da avversari), speriamo non trovi pure un altro gol dopo la doppietta che ha rischiato di mandare per traverso il cocomero a Max Allegri.
P PUNTA La casella da riempire nel mercato giallorosso. Matri è andato al Milan, per Gomis si temporeggia, Abel Hernandez è l'extrema ratio, Gilardino verrebbe di corsa, per Demba Ba c'è da convincere il Chelsea sulla formula. Ah sì, poi c'è sempre da piazzare Marco Borriello.
Q QUATTRO-TRE-TRE Passano gli anni, passano gli allenatori, non i moduli. 4-3-3 era con Luis Enrique, 4-3-3 era ovviamente con Zeman, 4-3-3 è anche con Garcia. Stessi numeri per risultati, si spera, molto differenti. RRUDI Garcia, chiaramente. Buona la prima a Livorno. Magari buona anche la seconda che poi è ancora una prima (in casa). In bocca al lupo mister... (Vedi anche alla lettera T)
S STROOTMAN Kevin. Ovvero un talento che ha già riempito gli occhi dei romanisti. In estate è quello che ha strappato più applausi. Un geometra dai piedi raffinati, un mastino con l'intelligenza calcistica di un trequartista. Un veterano di 23 anni. Terni e una caviglia malconcia gli hanno tolto Livorno. Ora la Roma e l'Olimpico per cominciare come lui sa, come ha fatto vedere di sapere...
T TELEFONO Quello di Garcia (Vedi R), ma è noto che all'Olimpico i cellulari non prendono bene.
U UNDICI Ovvero gli anni dall'ultima volta contro il Verona in campionato. Perché poi i gialloblù sono retrocessi. Undici, gli anni di B e non solo. E non sono loro...
V VENTIDUE SETTEMBRE Tre settimane da domani. Se non lo state già facendo dalle 19.50 del 26 maggio, è bene che cominciate a pensarci.
Z ZERO I tifosi della Roma che domani saranno in curva Sud. E anche il voto a chi ha deciso di impedire loro di entrare
S come Settantuno?
Il tempo ;)
(http://ww2.virtualnewspaper.it/iltempo/fpext.jsp?t=iltempo&h=300)
Citazione di: bellodecasa il 02 Set 2013, 09:25
Il tempo ;)
(http://ww2.virtualnewspaper.it/iltempo/fpext.jsp?t=iltempo&h=300)
angolo del buonumore? ... a voi mette buonumore una cosa del genere? un quotidiano politico a tiratura nazionale che si prostituisce, per vendere qualche copia in più ad alcuni decerebrati, occupando tre quarti della prima pagina per la vittoria delle merde in casa con una neopromossa alla seconda giornata?
Altro giornale che fa la sua porca figura sul bancone gelati del bar sotto casa...
Citazione di: bellodecasa il 02 Set 2013, 09:25
Il tempo ;)
(http://ww2.virtualnewspaper.it/iltempo/fpext.jsp?t=iltempo&h=300)
che squallore ...
la coppainfaccia gli ha fatto proprio male, due vittorie (banali e con avversari che si son scansati ...) con due neopromosse e già sono padroni. questa è veramente prostituzione intelletuale :ignore: :shame:
Ma hanno cambiato qualcosa a "il tempo"?
Lo scorso anno erano etichettati dai coppanfacciati come filo laziali.
Per errore capitai su radio rock(tse!meriterebbero di essere portatti in tribunale solo per l'uso improprio del termine rock) mentre era in corso la rassegna stampa,il conduttore sfogliando Il Tempo disse"...Meravigliosa Lazio...si vabbè...mamma mia,scusate mi è capitato tra le mani per sbaglio Lazialità,ah no è il Tempo,andiamo oltre che è meglio"
Pallotta sbarca per il tris. (da Il Corriere dello Sport un articolo di Riccardo Boccardelli)
Quando entra in scena lui, c'è sempre un'accelerazione, uno scatto di reni, magari anche un tuffo in piscina a Trigoria. Occhio che non sia vuota. James Pallotta, sempre più dentro la Roma, sta per tornare. Non per godersi la languida estate romana settembrina, ma per fare cose importanti. Un triplete che darà sicuramente una nuova fisionomia alla stagione della squadra, iniziata con il piede giusto e con il doppio successo con Livorno e Verona. Come antipasto, appena un mese fa, ha rilevato il 9% della società attraverso la sua Raptor, lasciando alla Banca il 31%. Segno inequivocabile di un impegno maggiore nel suo giocattolone italiano. (...)
RIVINCITA DERBY - C'era anche lui il 26 maggio scorso. E ha potuto capire l'amarezza e il fastidio per una sconfitta che fa più male di tante altre. Sfumata in un amen la Coppa Italia e la qualificazione all'Europa League. Senza possibilità di replica immediata perché la stagione finiva proprio lì. Pallotta ha accettato la sconfitta da uomo di sport qual è, ma per la prima volta ha capito forse cosa vuol dire essere romanisti. (...)
IL CONTRATTONE - Ci tiene Mr. James. E vuole che tutto sia fatto alla luce dei riflettori. Tocca a lui firmare con Totti l'ultimo contratto che legherà Francesco alla Roma da calciatore, con una probabile appendice per il dopo, quando resterà a lavorare nella Roma come è giusto e naturale che sia. Ormai siamo ai dettagli. (...) Pallotta vuole trasformare la firma in un evento, magari il 27 settembre, giorno del compleanno (il 37°) del capitano. (...)
LO STADIO - Il progetto è pronto, l'architetto Dan Meis e il suo staff statunitense hanno consegnato disegni, calcoli, le scelte dei materiali, lo studio dei tempi e dei modi di costruzione. Il disegno del nuovo stadio che sorgerà a Tor di Valle giace da qualche tempo nella cassaforte della Raptor a New York. I pochi eletti che hanno potuto vederlo giurano che sia un impianto bellissimo, tra i più belli mai visti in Europa. Dovrebbe ricordare in qualche modo lo stadio dei Dallas Cowboys di Dallas, progettato dallo stesso Meis, ma con chiari riferimenti alla tradizione di Roma. Non ci stupiremmo se in qualche modo dovesse richiamare anche l'immagine planetaria del Colosseo.
Manca ancora la data della presentazione in Campidoglio, nelle mani del sindaco Ignazio Marino. (...) Nel migliore dei casi la Roma giocherà nel suo nuovo stadio a partire dalla stagione 2016-17 o in quella successiva.
Anche noi ci teniamo che sia presente a quello che una volta chiamavamo derby.
Citazione di: bellodecasa il 01 Set 2013, 10:39
V VENTIDUE SETTEMBRE Tre settimane da domani. Se non lo state già facendo dalle 19.50 del 26 maggio, è bene che cominciate a pensarci.
quando saremo intorno al 20/21 scommettiamo che diventano più cauti e che Totti sarà in dubbio? ;)
Citazione di: spook il 22 Ago 2013, 20:11
arricchito l'attacco con Gervinho
:shock:
Citazione di: spook il 22 Ago 2013, 20:11
discontinuo talento dell'Arsenal
:sisisi:
Citazione di: spook il 22 Ago 2013, 20:11
Strootman, concentrato di forza e qualità, un giocatore che a fianco di Pjanic e De Rossi rischia di trasformare il centrocampo della Roma nel più completo e competitivo della serie A.
stasera mi è capitato in macchina di accendere la radio ed incappare in una stazione, non ricordo quale, dove si parlava serenamente della difesa della roma come la più affidabile della serie A, anche se dopo quella della Juventus..
il romanista medio, secondo me, ha due caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere e precisamente: si vanta di cose e atteggiamenti ritenuti osceni dal resto dell'umanità e, non vincendo mai, ha l'esigenza di creare dal nulla delle vittorie virtuali ed assegnarsele.
Citazione di: bellodecasa il 07 Set 2013, 22:45
Un triplete che darà sicuramente una nuova fisionomia alla stagione della squadra, iniziata con il piede giusto e con il doppio successo con Livorno e Verona.
:rotfl: :rotfl: :rotfl:
Citazione di: bellodecasa il 07 Set 2013, 22:45
Come antipasto, appena un mese fa, ha rilevato il 9% della società attraverso la sua Raptor, lasciando alla Banca il 31%. Segno inequivocabile di un impegno maggiore nel suo giocattolone italiano. (...)
RIVINCITA DERBY - C'era anche lui il 26 maggio scorso. E ha potuto capire l'amarezza e il fastidio per una sconfitta che fa più male di tante altre. Sfumata in un amen la Coppa Italia e la qualificazione all'Europa League. Senza possibilità di replica immediata perché la stagione finiva proprio lì. Pallotta ha accettato la sconfitta da uomo di sport qual è, ma per la prima volta ha capito forse cosa vuol dire essere romanisti.
LO STADIO - Il progetto è pronto :) l'architetto Dan Meis e il suo staff statunitense hanno consegnato disegni, calcoli, le scelte dei materiali, lo studio dei tempi e dei modi di costruzione. Il disegno del nuovo stadio che sorgerà a Tor di Valle giace da qualche tempo nella cassaforte della Raptor a New York.
I pochi eletti che hanno potuto vederlo giurano che sia un impianto bellissimo, tra i più belli mai visti in Europa. Dovrebbe ricordare in qualche modo lo stadio dei Dallas Cowboys di Dallas, progettato dallo stesso Meis, ma con chiari riferimenti alla tradizione di Roma.
Non ci stupiremmo se in qualche modo dovesse richiamare anche l'immagine planetaria del Colosseo.
Manca ancora la data della presentazione in Campidoglio, nelle mani del sindaco Ignazio Marino. (...) Nel migliore dei casi la Roma giocherà nel suo nuovo stadio a partire dalla stagione 2016-17 o in quella successiva. :guin:
Citazione di: robylele il 08 Set 2013, 00:38
il romanista medio, secondo me, ha due caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere e precisamente: si vanta di cose e atteggiamenti ritenuti osceni dal resto dell'umanità e, non vincendo mai, ha l'esigenza di creare dal nulla delle vittorie virtuali ed assegnarsele.
Ne ha una terza: e' un [...].
domanda per i più colti del Forum.
Si è poi arrivati a dare un significato preciso alla chiosa finale di Romita: ''Lombi saggi''?
E' da Aprile che mi ci arrovello, anche su internet non sono riuscito a trovare risposte esaustive.
..ce mancava
http://www.romacapitalenews.com/rifiuti-anche-francesco-totti-contro-la-discarica-a-falcognana-foto/
Citazione di: fede75 il 09 Set 2013, 12:09
..ce mancava
http://www.romacapitalenews.com/rifiuti-anche-francesco-totti-contro-la-discarica-a-falcognana-foto/
Te pareva,se c'era una possibilità una di bloccare la discarica questo ci fa perdere(sono contrarissimo).
I precedenti parlano per lui.
Citazione di: Cialtron_Heston il 09 Set 2013, 12:17
Te pareva,se c'era una possibilità una di bloccare la discarica questo ci fa perdere(sono contrarissimo).
I precedenti parlano per lui.
che poi lì vicino c'è già quella di trigoria come discarica..
ecco perchè forse lo hanno scelto come testimonial :pp
:asrm
Giusto! La piu' maleodorante d'Europa :)
Ma la faccia che c'ha?
"che è?"
"zitto e reggi questo"
Anche De André sarebbe stato romanista. Non ce lo sapevate ? Sapevatecelo !
La squadra del cuore è la colonna sonora della vita. Non cambia mai e ti accompagna sempre. E il Genoa è stato la colonna sonora di uno che, a sua volta, è stato la colonna sonora per tanti: Fabrizio De André.
Che fosse genoano si sapeva, ma quanto e come lo fosse lo ha svelato il nostro Tonino Cagnucci nel suo ultimo libro. Si chiama "Il grifone fragile – Fabrizo De André, storia di un tifoso del Genoa" (Limina, 171 pagine, 16.90 euro) e potrebbe essere definito una biografia doppia, perché intreccia due vite: quella del cantautore e quella della sua squadra del cuore. Ma in realtà cercando una categorizzazione non si rende giustizia a un'opera che è un incontro di voci, sentimenti e storie che non possono non coinvolgere anche chi non è del Genoa e chi non è appassionato di De André. C'è anche un po' di Roma, con le parole di Turone e Zigoni. «La maglia del Genoa è una maglia di De André – dice "Zigo" - Ci sono maglie e maglie nel calcio, simboli e simboli. Secondo me tre sono più maglie di altre. Sono le maglie del Genoa, del Tori e della Roma, squadre espressioni del popolo, col rosso dei cuori, con gente sanguigna che se ne innamora». E Faber, figlio di un tifoso del Torino e genoano, se fosse nato a Roma sarebbe stato della Roma. Lo si può affermare con certezza dopo aver letto della sua avversione per la Juventus degli Agnelli («Ho una certa reticenza nell'identificarmi con chi vince»), espressione della logica del profitto, o per il Milan «plutocrate e pluridecorato». Lo striscione "Chi tifa Roma non perde mai" avrebbe potuto idearlo lui, nato nell'ultimo giorno in cui il Genoa è stato primo in classifica e "battezzato" allo stadio in un Genoa-Torino del 1947.
«Questa squadra che perde ma che ha con sé la gente». Sul 3-0 per il Torino, all'85', il Genoa segna due gol e prende un palo. Lui s'innamora dei rossoblù e così inizia questa biografia sì, doppia, ma non duplicata, perché le vite di De André e le vicende del Genoa non solo s'intrecciano, ma diventano la stessa cosa, insieme alle poesie in musica di Faber. Come quella bandiera che sventola in Gradinata Nord col ritratto del cantautore genovese. «Quindi genoano, perché Genova è il Genoa». Sì, sarebbe stato della Roma ma non ne avrebbe scritto un inno, come non lo ha fatto per la sua squadra. «Per fare canzoni bisogna conservare un certo distacco verso quello che scrivi, invece il Genoa mi coinvolge troppo». Un insegnamento più che mai attuale per questi tempi romanisti. Perché se una canzone diventa un inno lo decide la gente, non chi l'ha scritto. I genoani hanno scelto la sua "Crueza de' ma", che non parla del Genoa ma che è scritta in genovese, quindi in genoano.
Quanto lo coinvolgesse, lo raccontano Dori Ghezzi, i già citati Zigoni e Turone, Francesco Baccini, il capo storico dei tifosi del Genoa Pippo Spagnolo, un Gigi Riva degnissimo rappresentante dell'altro amore di De André, la Sardegna, e un Paolo Villaggio talmente sampdoriano da non accettare che si parli di De André come di un genoano. Ma scorrendo queste pagine tifose, quindi vere, ci trovi anche Pier Paolo Pasolini e Gigi Meroni (Genoa e Torino, appunto), simbolo di quella libertà che vola sopra a qualsiasi cosa. Anche sopra i vicoli di Genova, dove scorrendo nel libro ti sembra di perderti, o sopra lo stadio Ferraris, dove De André accompagna il Genoa in ogni partita. Non solo lì, perché poi ci sono anche le trasferte con un amico, tale Pinelli, forse anarchico, malato di diabete che ogni tanto deve fermarsi per un'iniezione d'insulina. Fino al "Giugno '73", il capitolo più coinvolgente del libro: De André si separa dalla prima moglie e lascia Genova.
Ma non poteva lasciare la sua squadra in B e così l'ultima partita allo stadio diventa quella della promozione in A. Poi la separazione. Dalla prima moglie e dal Genoa. Ma non dall'amore. Lo ritroverà in Dori Ghezzi e durante il rapimento ai rapitori chiederà i risultati delle partite dei rossoblù. Il libro è pieno di queste corrispondenze e di veri e propri tesori, come la lettera a Gesù Bambino in cui un giovanissimo Fabrizio chiede una maglia del Genoa e diari che contengono formazioni del Genoa, tabelle-salvezza, l'elenco degli squalificati delle squadre con cui i rossoblù avrebbero giocato la domenica successiva, ogni passo del Genoa annotato in maniera maniacale.
Tutte le emozioni del tifoso, della persona, del poeta De André crescono e vengono fatte crescere dalla penna dell'autore, la cui abilità è quella di riuscire fin dall'inizio a traccare un percorso da cui è difficile staccarsi. Sia perché coinvolge in maniera totale il lettore, sia perché ti dà la sensazione che tutto sia destinato a compersi all'arrivo. Ed è quasi appagante scoprire che è veramente così nell'ultimo capitolo, struggente ma che ti lascia un retrogusto dolce, di una storia che non è sul calcio ma che non puoi dire che sia "solo" sul calcio. Perché il calcio non è mai "solo" il calcio, è quella «fede laica che nasce da un bisogno infantile ma pure sempre umano». Ce l'ha insegnato Fabrizio De André.
Luca Pelosi per il quotidiano "il Romanista" del 21.07.2013
Che pena, usare Faber per parlare dei galacticos di tor bella monaca...
Citazione di: genesis il 09 Set 2013, 16:48
Anche De André sarebbe stato romanista. Non ce lo sapevate ? Sapevatecelo !
(...) I genoani hanno scelto la sua "Crueza de' ma", che non parla del Genoa ma che è scritta in genovese, quindi in genoano.
(...)
Luca Pelosi per il quotidiano "il Romanista" del 21.07.2013
Che pena, usare Faber per parlare dei galacticos di tor bella monaca...
Quanto continua a faje male quella partita con la Samp...
Siamo tutti riomanisti .
E' che non lo sapete . O non ve lo hanno mai detto .
tze tze (alla Bombolo) .
De Andre' secondo me, piuttosto avrebbe preferito la Sampdoria.
De Andrè e cagnucci......................................De Andrè e cagnucci...........................De Andrè e cagn............................
No, vabbé per questo mondo non c'è più speranza.
Secondo me dobbiamo focalizzarci sulla effettiva perla di questo ammasso di stronzate spacciato per articolo:
" I genoani hanno scelto la sua "Crueza de' ma", che non parla del Genoa ma che è scritta in genovese, quindi in genoano."
Cioè, questo con un arzigogolo mentale, vuole comunicarci che la canzone scritta in genovese è genoana (secondo quale assunto...bah) e lo conferma con
«Quindi genoano, perché Genova è il Genoa»
Data questa premessa, abbiamo anche che:
"- Ci sono maglie e maglie nel calcio, simboli e simboli. Secondo me tre sono più maglie di altre. Sono le maglie del Genoa, del Tori e della Roma, squadre espressioni del popolo, col rosso dei cuori, con gente sanguigna che se ne innamora»." (zigoni)
Cosa dovrebbe inferire il lettore? Semplice, che a "Roma ce sta solo aaaamagggggica" e che è vera "esssssspresssione de romanità"
Roba che Gödel si farebbe morire d'inedia un'altra volta...
Al Tardini Totti vestì La maglia.
(10/09/2013-Cagnucci Tonino)
Totti è un numero, il 10. Ma lo è diventato. Francesco prima di essere a vent'anni il «Signor Totti» è stato soprattutto un 4 e un 8, un regista, un trequartista atipico, una mezzapunta, una punta, un attaccante, un centrocampista, persino un regista davanti alla difesa, Francesco era chi «giocava» con il pallone. Totti è un effetto ottico, un capolavoro manierista in cui c'è dentro un 10 da leggere, ma non lo vedi subito.
Cercate di guardarlo: Totti. C'è un'idea, dà la sensazione chiara di intravederlo. Tra le linee. È come quando devi fissare un puntino, un Andy Warhol :), un Arcimboldi :) e poi vedi all'improvviso un'altra figura, ti si squaderna tutto, ti si apre un orizzonte come capita con uno dei suoi lanci. Tac, e capisci che quel puntino non era lui, ma qualcos'altro. Non quel 4, quell'8, quel 20, né tantomeno quel 17 marchiatogli da Carlos Bianchi. A un certo punto della sua carriera – e per un periodo nemmeno breve – Totti è stato persino un sequel felliniano, un 9 ½. Totti devi fissarlo :pp perché non lo vedi all'inizio. Il suo primo numero è stato addirittura il 16, a Brescia, il suo primo gol lo ha fatto con la maglia numero 9, quella di Pruzzo. Quella maglietta è finita nelle mani di un vigile di Los Angeles prima di essere ricomprata da un collezionista. Forse adesso sta nella teca di una biblioteca di qualche pianeta :lol:, per rendere più affascinante il mistero delle prime maglie di Francesco (quella della Fortitudo era veramente tanto pesante e pizzicava più della lana). Tante, ma non la 10. La maglia è un ID nascosto sulla schiena: Best era il 7, Ardiles l'1, Tigana e Cruyff il 14, Paulo Roberto Falcão il 5, e poi c'è il 10 che – se possibile – è un identificativo più forte, perché innanzitutto – prima del singolo – (in)veste una razza di calciatori, quelli chiamati a trasformare il calcio, a trovare la mossa che cortocircuiti il computer impazzito a bordo, che scopra il vaccino per l'ultima influenza, che trasformi in mare una tavola di compensato.
La maglia numero 10 la devi saper portare, la devi saper meritare, se non vuoi passare per profano, persino per ladro, o, molto peggio, per raccomandato. Anche perché prima del calcio moderno i numeri di maglia che andavano dall'1 all'11 – quelli che dovevi veramente meritare e difendere – li potevi anche turnare, il terzino sinistro giocava col 3, c'era il ruolo: c'erano i ruoli e i posti di lavoro. Nel calcio moderno il numero è seriale, prefabbricato, scelto da 1 a 99 (sperando di non morire un giorno nelle centinaia) precariato. Francesco Totti, il numero 10 per eccellenza, è stato un 4, un 8, un 9, un 9 e ½, un 16, un 20, un 17... La maglia è un identificativo e Totti è un Ufo. Soprattutto appena avvistato, da ragazzino, non è stato facile vedere quello che pure aveva scritto nel nome: Totti è diventato un 10 pur essendolo sempre stato. Francesco è diventato se stesso.
La prima volta con la maglia numero 10 è un grande indizio sparso dalla storia: il 30 ottobre del 1994, a Parma, stadio Tardini. È ancora il cucciolo che Mazzone sta svezzando, un ragazzino che diventa rosso a sfiorarlo con lo sguardo, un diciottenne alla sua vera prima grande stagione. Indossa la numero 10 contro il Parma, finisce1-0 per il gol di Gianfranco Zola, un altro numero 10. Risultato e marcatore allo specchio: 1-0. Francesco è appena entrato nel paese delle meraviglie. Lo troverà meraviglioso un altro 30 ottobre quando segnerà la vittoria più storica – fino a quel momento – della Roma. A Madrid contro il Real, 1-0 col numero 10. Specchio, specchio delle mie brame... Qual è la formula magica per indossare quella maglia? Non c'è. È un percorso di crescita. :sisisi: Gradoni e xoglioni. La numero 10 arriva tardi, arriva dopo l'esordio di Boskov, dopo i tre anni di Mazzone, dopo l'anno buttato di Bianchi. Giuseppe Giannini, il Principe, il Dieci, se ne è andato insieme a Mazzone, ma la :sisisi: Carlitos-way ha imposto il divieto al naturale passaggio di consegne. C'è un anno vacante, come appeso a un numero che cercava il suo proprietariotipo un personaggio in cerca d'autore di Pirandello – apposta quella stagione Francesco ha rischiato di andare alla Sampdoria o al Cagliari (c'era pure il Tottenham che, visto la radice del nome :pp, poteva essere un bel destino e un autentico approdo visto che negli Spurs ha giocato il più grande 10 della storia dopo Totti: Glenn Hoddle). La numero 10 arriva tardi, arriva nella stagione 1997-98, soltanto con Zdenek Zeman, l'uomo che chissà perché sarebbe dovuto essere la negazione dei fantasisti, dei lampi, del numero 10.
Cazzatissime ;). Pensateci, incluso il campionato dell'esordio, Francesco Totti il Dieci per definizione – tanto da farci gli spot – ha avuto un altro numero per cinque campionati: 1992-93, 1993-94, 1994-95, 1995-96, 1996- 97. E poi il 10 non se l'è preso: gliel'hanno dato. Lui non l'aveva chiesto, non l'avrebbe mai fatto, non ci avrebbe nemmeno pensato. L'idea fu di Abel Balbo, di Marco Delvecchio e di Gigi Di Biagio, piacque immediatamente a Zeman e al presidente Franco Sensi («era giusto che la prendesse Francesco quella maglia»). Francesco, invece, sembrava quasi non vedesse l'ora di darla a qualcuno, di darla via, come non fosse pronto a indossare un destino che pure aveva scelto già mille volte sin da ragazzino: "La regalerò al Principe, ma non pretendo che la appenda in camera. Sì, la prima che userò la regalerò a Giannini. Spero non la getti ma la usi, perché non credo che la moglie, Serena, gliela farà appendere in camera come feci io con la sua. A me basterebbe la indossasse,magari giocando solo a calcetto. Sinceramente non ci pensavo, credevo di avere la 20 che mi diede Mazzone. Lui, il tecnico a cui devo tutto, ha gestito il mio impiego creando anche polemiche, gli sono grato. Il 10 è un onore, ma so bene di essere ancora piccolo".
L'immagine è sempre la stessa, quella di un ragazzino della Fortitudo a cui hanno dato una maglia più grande. :sisisi: Il Piccolo Principe che si mette a contare i puntini, i soli, i mondi, si ritrova con la prima doppia cifra possibile nella vita, con la cifra più tonda che ci sia, con un impegno: un'identificazione. Il 10 è un io. Io. 10. Totti. Non è un caso che Francesco sia sbocciato una volta e per sempre con quel numero sulle spalle, da Zeman al Mondiale, passando per :sisisi: le Coppe, :sisisi: la Scarpa d'Oro, :sisisi: la classifica cannonieri, :sisisi: le magie, :sisisi: tutti i record e tutti quei numeri infiniti che sono compresi fra l'1 e lo 0. L'io di Totti è un 10. Per Francesco si è sempre trattato esattamente di questo: realizzarsi. E lo ha fatto il 17 giugno 2001 quando è diventato campione d'Italia. "Il momento più bello della mia carriera è stato il 2001, quando abbiamo vinto lo scudetto. Era un sogno che avevo da quando ero bambino e che sono riuscito a realizzare, anche perché come ho sempre detto vincere uno scudetto a Roma è come vincerne dieci da un'altra parte in Italia. Quando sei giovane pensi e speri di calpestare il prato dell'Olimpico, però era più un sogno che la realtà. A Roma poi... Erano vent'anni che non si vinceva un titolo e quando l'abbiamo fatto è scoppiato il delirio. La gente diventa pazza, non capisce più niente, farebbe qualsiasi cosa per questi colori". Pure lui. Quel giorno Francesco per quei colori ha fatto una cosa: ha vinto e ha pianto. Vito Scala: «È stata la prima volta che l'ho visto piangere». Totti si è sciolto in Francesco. È stato soprattutto un modo per vincere la sua timidezza, certe sue rigidità, più che la gioia della risposta, finalmente, a quelle chiacchiere di non aver mai vinto niente, di non essere mai decisivo... In quelle lacrime scorreva il senso di una vita, il racconto di una mamma: "Abitavamo a via Vetulonia, con i miei genitori. Stavano molto male tutti e due e io non volevo che Francesco vedesse i nonni soffrire, così lo portavo a giocare a pallone. Dapprima sotto casa, poi a sei anni alla Smit di Trastevere e poi più tardi alla Lodigiani. Ma si vedeva sin da piccolo che era forte di gambe. Quando aveva nove mesi siamo andati in villeggiatura sull'Adriatico, lui camminava già sulla spiaggia spingendo un pallone. Faceva ridere tutti, ho ancora le foto. Il pallone, lui, ce l'aveva dentro. Ma Francesco da piccolo pensava solo a giocare e a divertirsi. Lo accompagnavo in macchina agli allenamenti, prima due volte a settimana, poi quando è passato alla Lodigiani tutti i giorni. Da San Giovanni a San Basilio, ogni pomeriggio. Portavo lui e il suo compagno Giuseppe Capano. Non lavoravo, mi dedicavo ai miei figli e ai miei genitori. Finito l'allenamento lo accompagnavo al catechismo e gli imponevo di fare i compiti. Gli ripetevo: Francesco, tre sono le cose più importanti, la famiglia, :sisisi: lo studio e il calcio. Se dovevo punirlo, gli vietavo di giocare a pallone e lui soffriva. Poi è passato alla Roma, ma noi siamo rimasti sempre con i piedi per terra, vivevamo questa avventura con serenità, senza affanni. Quante mamme deluse ho visto in quegli anni... Certo sono stati sacrifici, ma sacrifici d'amore che non mi sono pesati. E poi io pensavo sempre che era meglio portarlo fuori che tenerlo a casa con i nonni malati".
Francesco Totti è nato due volte, la seconda per giocare a pallone: a nove mesi – il tempo di una gravidanza – palleggiava. Ed è stata ancora sua madre a farlo nascere anche la seconda volta. Ecco perché gioca così bene a pallone: c'è tutto l'amore possibile in campo. Totti ha cominciato a giocare a pallone perché quella è stata la risposta di una madre alla morte. Una mamma che sceglie la vita, e quel giorno di giugno Francesco gliel'ha restituita. È una questione di maglia, quella che Fiorella faceva in attesa degli allenamenti, quella che gli infilava da ragazzino ragazzino, quella che Francesco doveva imparare a portare per sentirsi meno piccolo perché soltanto così i sogni si realizzano. È quello che Francesco quel giorno le restituisce, il senso di una vita: una maglietta numero 10: "Il venerdì sera Francesco mi ha detto: mamma, domenica all'Olimpico ti voglio vedere con la mia maglietta numero 10. «Ma stai scherzando? – gli ho risposto – tu lo sai che non mi va di mettermi in mostra, allo stadio mi conoscono tutti...». E lui insisteva. Quella notte pensavo: mio Dio, cosa devo fare? Mio figlio mi chiede questo, non posso deluderlo, ma come faccio ad arrivare lì con la maglietta addosso?! Alla fine l'ho accontentato e per non farmi riconoscere ho indossato un cappellino nero e gli occhiali scuri. Ero tesa, ma dentro di me molto serena. Quando l'ho visto entrare in campo, mi sono commossa. È stato come un flash, mi sono passate davanti, in un attimo, le immagini di Francesco piccolo che giocava a pallone, i suoi primi allenamenti. M'è tornato in mente quella volta che ancora ragazzino, quando aveva appena cominciato a giocare con la Roma, mi disse: voglio fare un gol l'ultima giornata dello scudetto. Io sono una donna riservata e semplice, sono schietta e mi piace dire tutto quello che penso. Odio le ipocrisie. Sono una donna serena e questa serenità, il mio cammino di fede, penso di essere riuscita a trasmetterli ai miei figli. Meriti? No, non ho nessun merito. Il merito è tutto di Francesco. Lui è bello e ricco dentro, ha un carattere così forte. Chi poteva immaginare tutto questo? Ma lui voleva arrivare e questo desiderio se lo teneva per sé, nemmeno noi ci siamo resi conti subito quanto era determinato. Sognava e il suo sogno s'è avverato. Poi ha fatto il gol e io ho avuto un attimo di sbandamento, tant'era la gioia. Mi è caduto il cappellino e tutti mi hanno riconosciuta. Guarda la mamma di Totti, urlavano. Ma era così bello... A fine partita sono esplosa, pensavo allo zio che non c'è più, era un tifoso romanista e come gli sarebbe piaciuto vedere Francesco. Pensavo ai nonni. Ho pianto".
Contro il Parma, una sera, un ragazzino indossò per la prima volta la maglia numero 10 della Roma sognando il giorno in cui tutti i suoi sogni si sarebbero potuti realizzare. Contro il Parma, un giorno, una mamma indosserà per la prima volta la maglia numero 10 della Roma. Quel giorno suo figlio se la toglierà dopo aver segnato il gol dello scudetto e, indicando la tribuna, gliela restituirà, urlandole: «È vostro, è vostro». Soltanto così i sogni si realizzano: diventando la stessa cosa. Mamma Roma.
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Ma perchè...
Ma perchè?!?!
Ma solo io mi sento abbastanza offeso dall'articolo di Gaber?
Mangiare anche sulla vita del più grande cantautore italiano.
Ma può Cagnucci scriverci un libro sopra...
Mio Dio...
non ce l'ho fatta a finire l'articolo sul numero dieci.
Citazione di: Zoppo il 10 Set 2013, 12:50
Ma perchè...
Ma perchè?!?!
Ma solo io mi sento abbastanza offeso dall'articolo di Gaber?
Mangiare anche sulla vita del più grande cantautore italiano.
Ma può Cagnucci scriverci un libro sopra...
Mio Dio...
Ci sto pensando anche io.
Passi che "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior", ma questo e' veramente troppo.
Citazione di: genesis il 09 Set 2013, 16:48
I genoani hanno scelto la sua "Crueza de' ma", che non parla del Genoa ma che è scritta in genovese, quindi in genoano.
Luca Pelosi per il quotidiano "il Romanista" del 21.07.2013
Che pena, usare Faber per parlare dei galacticos di tor bella monaca...
Crueza non è genovese, nè genoano e nemmeno italiano.
pelosì, dietro alla lavagna
http://lij.wikipedia.org/wiki/Cr%C3%AAuza (http://lij.wikipedia.org/wiki/Cr%C3%AAuza)
Citazione di: simcar il 10 Set 2013, 13:00
non ce l'ho fatta a finire l'articolo sul numero dieci.
Citazione di: simcar il 10 Set 2013, 13:00
non ce l'ho fatta a finire l'articolo sul numero dieci.
Aggiunta .
Come il topic su Lotito :=))
Citazione di: bellodecasa il 10 Set 2013, 12:15
Risultato e marcatore allo specchio: 1-0.
A Madrid contro il Real, 1-0
tutti i record e tutti quei numeri infiniti che sono compresi fra l'1 e lo 0.
1 e 9 = 19
Lulic
1-0 Lulic
Sempre la stessa tonnellata di cazzate sul bolso spennapolli.
Lo pagano a cottimo, un centesimo a battuta, non c'è altra spiegazione.
Che vita grama, poveraccio.
Citazione di: simcar il 10 Set 2013, 13:00
non ce l'ho fatta a finire l'articolo sul numero dieci.
Citazione di: bellodecasa il 10 Set 2013, 12:15
Al Tardini Totti vestì La maglia.
(10/09/2013-Cagnucci Tonino)
un capolavoro manierista in cui c'è dentro un 10 da leggere, ma non lo vedi subito.
cosa c'è di nascosto nel manierismo? è uno stile classicissimo che anzi si rifà anche troppo all'arte rinascimentale, alla bella maniera (Vasari) dei maestri rinascimentali...questo non conosce neanche i termini che usa, secondo me apre il vocabolario a caso e ci scrive qualcosa intorno
Citazione di: simcar il 10 Set 2013, 13:00
non ce l'ho fatta a finire l'articolo sul numero dieci.
io l'ho sempre detto al contrario degli idolatri del cagnetto, è un logorroico annoiante a morte, è impossibile finire un suo "articolo" infarcito di errori stronzate e infinite ripetizioni. Quanto è lontana la Poesia di "c'è da fare sesso con la Lazio..." vetta inarrivabile per il nostro botolo ignorante
La Roma continua a pensare al giovane Karlo Lulic, centrocampista croato accostato anche alla Sampdoria. I giallorossi stanno monitorando il giocatore che nel frattempo è stato promosso titolare dall'Osijek, club titolare del cartellino, che pare vorrebbe cederlo già a gennaio, stando a quanto riporta l'esperto di mercato Alfredo Pedullà sul suo sito alfredopedulla.com.
Il club capitolino avrebbe deciso di mandare osservatori alle prossime partite, c'è da superare la concorrenza della Dinamo Zagabria, ma a breve la società giallorossa potrebbe presentare un'offerta ufficiale per il giocatore classe '96.
Citazione di: un morto di fame come pelosi il 09 Set 2013, 16:48
Anche De André sarebbe stato romanista. Non ce lo sapevate ? Sapevatecelo !
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
genoano, a ostiense te sei addormentato al tuscolano ti ritrovi accoltellato. asr ultras(letta di fronte al Ferraris 4 anni fà)certamente a De Andrè avrebbe fatto molto piacere leggerla
Citazione di: bak il 13 Set 2013, 11:30
genoano, a ostiense te sei addormentato al tuscolano ti ritrovi accoltellato. asr ultras
(letta di fronte al Ferraris 4 anni fà)
certamente a De Andrè avrebbe fatto molto piacere leggerla
Che poi.
De Andrè era anarchico.
Solo poter pensare che potesse accostare la sua fede calcistica ad una squadra nata per scelta del potere è una aberrazione assoluta.
Citazione di: Rivolazionario il 13 Set 2013, 12:37
Che poi.
De Andrè era anarchico.
Solo poter pensare che potesse accostare la sua fede calcistica ad una squadra nata per scelta del potere è una aberrazione assoluta.
Si, ma a parte questo, che è sacrosanto, non ha nessun senso...
Nessun senso...
Citazione di: Zoppo il 13 Set 2013, 13:18
Si, ma a parte questo, che è sacrosanto, non ha nessun senso...
Nessun senso...
Trovare un senso a ciò che scrive Cagnucci, è come cercare di rispondere alla domanda: "E' nato prima l'uovo o la gallina".
In fondo, è colpa nostra, che cerchiamo ancora un senso all'insensato.
GASPORT (MARCO CALABRESI) - Viva la sincerità, quella di Walter Sabatini e Giuseppe Biava. Nel giro di un'ora fanno il ritratto di due squadre e di una città, che neanche sedendosi ai banchetti di Piazza Navona verrebbe più verosimile. È sempre 26 maggio, sì, ma ci sono due modi per viverne le conseguenze. E il d.s. romanista, ieri, ha vuotato il sacco, ammettendo come il mercato sia stato condizionato da quella partita: «La squadra era in crescita, e la vittoria in Coppa ci avrebbe dato la possibilità di rischiare». Wallace sarebbe stato il rischio, Maicon la certezza.
Instant team Uno che «quando si incazza non fa lo stesso effetto di qualche giocatore che era qui l'anno scorso»: ma si incazzano anche De Sanctis, Benatia e pure Strootman, che a differenza di tanti ventenni passati negli ultimi due anni non fa l'agnellino, ma quando serve si fa sentire eccome. Effetti di una Roma che non è rimasta a piangere sulle case scoperchiate dallo tsunami, ma ha pensato subito alla ricostruzione, pur avendo avuto tanto bisogno di tanti aiuti (cessioni). E se per un anno l'età media non sarà la più bassa della Serie A, chissenefrega, hanno pensato a Trigoria.
Più fame Che la Coppa Italia rimanesse nella testa dei tifosi laziali per tanto tempo, invece, era prevedibile; meno che succedesse lo stesso in quella dei giocatori, anche loro inghiottiti dai festeggiamenti e convinti di avere un alibi vitalizio. Ha vuotato il sacco pure Giuseppe Biava: «Forse quella vittoria ci ha tolto la cattiveria che ci vuole in questi momenti. Il nostro è stato un problema di testa». Ma forse non solo di quella: se il 26 maggio fosse finita diversamente, Vinicius, Perea, Novaretti & Co. non sarebbero stati i rischi che invece si sarebbe voluto prendere Sabatini, amante dell'utopia calcistica. La Coppa Italia è stata fumo sui problemi che la Lazio aveva e ha ancora, un termometro tarato su un mercato che domani, contro il Chievo, sarà tutto in panchina o in tribuna. E chissà se Petkovic, persa la finale, sarebbe ancora al suo posto, viste le ultime sparate di Lotito.
Altro derby La fortuna dei laziali è che al prossimo derby manchi solo una settimana, ed è proprio su questo che il d.s. Tare ha insistito in questi giorni nei lunghi e preoccupati colloqui con la squadra e con Petkovic. «Il derby dovrà essere il trampolino di lancio della nostra stagione», il messaggio ripetuto come un disco rotto. Aveva provato a lanciare lo stesso messaggio anche il tecnico ad Auronzo («la festa è finita a Piazza San Silvestro»), senza sapere che sarebbero servite le due batoste con la Juve per far scattare la molla del cambio di rotta.
Tifo L'ambiente, in questo senso, ha la sua rilevanza: il trionfo doveva avere un altro impatto sui laziali, già incolonnati sulla Roma Fiumicino per andare ad accogliere Yilmaz, poi rimasti delusi. Dopo un'estate di sfottò aerei e goliardia (non di corsa all'abbonamento, visto che il dato è migliorato ma non di quanto ci si aspettasse), invece, per domani è già pronta la contestazione, non alla squadra ma a Lotito. Nei romanisti, questo il paradosso, la rabbia è svanita: tra chi l'abbonamento lo aveva già fatto in Primavera e chi si è fidato – in 30 mila si sono goduti l'Open Day – hanno ammortizzato le cessioni eccellenti e si preparano alla vendetta. Quattro mesi dopo una partita che sembra aver dato più benefici ai vinti che ai vincitori, vittime loro stessi della coppa in faccia.
:sisisi: https://www.facebook.com/marco.calabresi
:sisisi: https://twitter.com/MarCalabresi
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
com'è che si dice a Roma? A Marco calabre', te posso tocca'?
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Che [...] vergognoso.
In pratica vuol far credere che è andata meglio a loro.
Magari aver perso, il 26/5.
Voltastomaco
Citazione di: Rivolazionario il 13 Set 2013, 12:37
Che poi.
De Andrè era anarchico.
Solo poter pensare che potesse accostare la sua fede calcistica ad una squadra nata per scelta del potere è una aberrazione assoluta.
Infatti.
certo che uno che amava dire
"in direzione ostinata e contraria", non poteva che essere dei loro; sicuro sicuro :roll:
E tana pure per Marco Calabresi...
Scrivono articoli da leggere "on-line" e non si rendono conto che la stessa "rete Internet" e' in grado di sgamarli in 10 secondi.
Che testeappera.... :shame:
cognomen atque omen
Nun je passa più... :D
Citazione di: bellodecasa il 14 Set 2013, 09:48
GASPORT (MARCO CALABRESI)
La Coppa Italia è stata fumo sui problemi che la Lazio aveva e [b]ha ancora[/b], un termometro tarato su un mercato che domani, contro il Chievo, sarà tutto in panchina o in tribuna. E chissà se Petkovic, persa la finale, sarebbe ancora al suo posto, viste le ultime sparate di Lotito.
Altro derby La fortuna dei laziali è che al prossimo derby manchi solo una settimana, ed è proprio su questo che il d.s. Tare ha insistito in questi giorni nei lunghi e preoccupati colloqui con la squadra e con Petkovic.
«Il derby dovrà essere il trampolino di lancio della nostra stagione», il messaggio ripetuto come un disco rotto.
Nei romanisti, questo il paradosso, la rabbia è svanita: tra chi l'abbonamento lo aveva già fatto in Primavera e chi si è fidato – in 30 mila si sono goduti :lol: :lol: :lol: :lol: l'Open Day – hanno ammortizzato le cessioni eccellenti e si preparano alla vendetta. Quattro mesi dopo una partita che sembra aver dato più benefici ai vinti che ai vincitori, vittime loro stessi della coppa in faccia.
provo a tradurre.
avete rotto il caz.zo con questa Coppa Italia e questi aerei che volano sul litorale.
La coppa in faccia farà presto male a voi perchè siamo andati su gente cattiva e navigata che vi impedirà di rivincere il derby, perché, diciamocelo, avete rotto il catz.zo dopo 4 sconfitte e un pareggio.
noi siamo pronti e il prossimo lo vinciamo sicuro così da cancellare lo scivolone di Maggio, puntare alle prime 3 posizioni (anche non ci sentiamo inferiori al Napoli) mentre voialtri penserete al Catania e alla Sampdoria.
(un Cagnucci più viscido, in buona sostanza).
Diciamo pure che abbiamo perso 2 volte, magari anche male, contro la squadra che quest'anno vincerà il campionato con almeno 10 punti di vantaggio sulla seconda. E vinto l'altra. Ma de che c@##o stamo a parlà?
Nun je passa più...
Citazione di: spook il 14 Set 2013, 14:13
Diciamo pure che abbiamo perso 2 volte, magari anche male, contro la squadra che quest'anno vincerà il campionato con almeno 10 punti di vantaggio sulla seconda. E vinto l'altra. Ma de che c@##o stamo a parlà?
Nun je passa più...
Eh, ma vuoi mettere fare 5 gol a due neopromosse ?
Comunque è incredibile.
È veramente un fenomeno sociale che andrebbe studiato, e risolto.
I cantori dell'aessemerdasecca, coloro i quali dovrebbero per deontologia e professionalità moderare i toni o quantomeno raccontare semplicemente la realtà per quella che è (cronaca) non solo pompano a dismisura tutto il possibile ma si dimostrano, come in questo caso, più avanti rispetto al becerume che li legge.
Voglio dire, io una stronzata simile, "era mejo perde", non l'ho sentita da nessun riomista.
Neanche da quelli più ottusi e, quindi, maggiormente ringalluzziti dalla doppia vittoria vs Pergocrema e Solbiatese.
a calabrè ma quanno te passa...
(http://www.abitarearoma.net/wp/wp-content/uploads/2013/05/LulicGolDerby.jpg)
(http://qn.quotidiano.net/sport/calcio/2013/05/26/894697/images/2131212-lulic.JPG)
(http:///wp-content/uploads/2013/05/ESULTANZA-LULIC-ROMA-LAZIO-2.jpg)
(http://lamialazio.altervista.org/wp-content/uploads/2013/05/429901_379476292163196_183465288_n.jpg)
Citazione di: bellodecasa il 14 Set 2013, 09:48
:sisisi: https://www.facebook.com/marco.calabresi
:sisisi: https://twitter.com/MarCalabresi
Nessuno che glie và a dà un saluto a stò rosicone...
Ma quanno te passa...
.
Sono tutti merdosi o filo-merdosi.
TUTTI.
La stampa è merda e coi giornali sia cartacei che online noi Laziali dobbiamo solo pulirci il culo (anche quello virtuale).
Anche il guerin sportivo ha ceduto, mettendo in bella mostra le due ultime cacate di sabatini.
Tutta questione di marketing, semplicemente i difettosi sono più idioti e quindi facili da imbonire.
Compriamo tonnellate di prodotti ufficiali della nostra, se possibile.
La repubblica sera
"titty: l'ultimo partigiano" :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o
Primo gol nel 1994. Da allora ne ha segnati altri 227. Nel cervello del numero 10 soltanto Roma
Date un'occhiata a questo!
http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2013/09/18-334916/Serie+A+Roma%2C+Totti+a+Parma+campione+in+campo+e+fuori
Citazione di: Winston Smith il 18 Set 2013, 11:10
Date un'occhiata a questo!
http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2013/09/18-334916/Serie+A+Roma%2C+Totti+a+Parma+campione+in+campo+e+fuori
Ma solo lui fa beneficenza in Italia.
E poi avrebbe fatto più bella figura a pagare tutte le spese, per me.
Citazione di: simcar il 18 Set 2013, 14:05
Ma solo lui fa beneficenza in Italia.
E poi avrebbe fatto più bella figura a pagare tutte le spese, per me.
Non so se è l'unico. Sicuro è il solo che la pubblicizza ogni santa volta.
Citazione di: Maremma Laziale il 18 Set 2013, 10:04
La repubblica sera
"titty: l'ultimo partigiano" :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o
Primo gol nel 1994. Da allora ne ha segnati altri 227. Nel cervello del numero 10 soltanto Roma
Refuso tipografico . L'ultimo parmigiano .
Quella non è beneficenza.
La sua è pubblicità.
E' parecchio diverso...
Citazione di: Zoppo il 19 Set 2013, 08:22
Quella non è beneficenza.
La sua è pubblicità.
E' parecchio diverso...
si ma tu che hai un cervello funzionante arrivi facilmente a sta conclusione, loro, invece, che ce l'hanno pieno demmerda come pensi possano arrivarci?
Citazione di: spook il 18 Set 2013, 22:49
Non so se è l'unico. Sicuro è il solo che la pubblicizza ogni santa volta.
la mia era ironica, ho scordata la faccina o i puntini
"Il presidente da una mano a Trigoria" twitta simpaticamente Alex Zecca, braccio destro del Presidente, sul suo profilo twitter. Nella foto si vede James Pallotta alla guida di un mezzo da lavoro sui campi di Trigoria.
(http://www.forzaroma.info/wp-includes/phpThumb/phpThumb.php?w=332&h=242&src=///wp-content/uploads/2013/09/BUhCJHhCEAAkZlS.jpg)
Preso da un mio contatto fb. (vi evito il link originale):D
(http://img9.imageshack.us/img9/1237/urjy.jpg)
se venuto cor trattore
parcheggi er trattore 'n doppia fila
E l'arabo romanista esulta con Pallotta
IL TEMPO (A. AUSTINI) - Allah è grande, la Roma di Garcia pure. Tra i tifosi festanti all'Olimpico si è mischiato un arabo accolto e «coccolato» dallo stato maggiore giallorosso. Non uno sceicco, non il futuro socio degli americani, ma neppure uno qualsiasi. Altrimenti non si spiega perché Pallotta lo faccia salire sul minivan presidenziale che lascia l'Olimpico dopo la vittoria. Chi è il misterioso arabo romanista immortalato nella foto qui accanto? (http://www.iltempo.it/polopoly_fs/1.1174626.1379995428!/image/image.jpg_gen/derivatives/landscape_300/image.jpg)
Unicredit aveva invitato allo stadio il figlio del principe saudita Salman Bin Abdulaziz Al Saud, ma a quanto pare è rimasto bloccato a Londra. Il ragazzo presente ieri è comunque un esponente della stessa famiglia reale. Tifoso di Totti come il «principino». E Pallotta, alla ricerca di facoltosi partner in giro per il mondo, ha tutto l'interesse di farlo sentire al centro della Roma in un giorno così speciale.
Sciarpa giallorossa al collo, scortato da Tacopina e dall'uomo della Raptor Sean Barror, l'arabo ha esultato dalla Tribuna 1927 e poi se n'è andato insieme ai dirigenti. Si è goduto in prima persona anche un piacevole fuori programma: uscendo dallo stadio, dopo aver salutato la squadra e Sabatini negli spogliatoi (come aveva fatto anche prima della partita), Pallotta ha fatto fermare la macchina accanto a un gruppetto di tifosi, è sceso ed ha firmato autografi.
Finalmente una festa per «Big Jim», che da quando ha comprato la Roma non aveva mai vinto il derby. Invece ieri è tornato l'amuleto infallibile, come era stato prima del 26 maggio. Allo stadio c'era un altro tifoso «vip» del mondo asiatico: l'ambasciatore indonesiano August Parengkuan. Non sarà riuscito a convincere Thohir a dirottare i suoi fondi verso Trigoria, ma è comunque un romanista «doc» come dimostra la foto pubblicata sul Twitter societario in cui posa accanto a Pallotta con la maglia della Roma indosso.
Stamattina il presidente riparte da Ciampino. Alle spalle si lascia una squadra rinata e prima in classifica, un Totti blindato a vita con il contratto e una società ancora da ritoccare. A tutti i livelli. Nelle prossime settimane verrà ristrtutturata l'area marketing dopo l'uscita di Winterling: il primo accordo della nuova era è la «mini» sponsorizzazione della Cne Gas & Power. Poi verrà lo stadio e tutto il resto. Magari un socio arabo.
Ma questo non è Omar,il pizzaiolo zona largo la loggia? :o
Citazione di: Cialtron_Heston il 25 Set 2013, 08:32
Ma questo non è Omar,il pizzaiolo zona largo la loggia? :o
Cugino di (http://www.laroma24.it/IMG/DIRIGENTI/AL%20QADDUMI%20FELPA%20AS%20ROMA.jpg) :lol:
Questo di divertente ha poco, visto che il prefetto comunica le sue decisioni in diretta da Marione...
http://www.gazzetta.it/Calcio/25-09-2013/roma-napoli-rinvio-prefetto-201232092116.shtml
https://www.facebook.com/notes/kansas-city-1927/il-pianto-del-cigno-roma-lazio-2-0/616638698387477
è un'ora che raccatto in giro frammenti di [...].
Citazione di: spook il 25 Set 2013, 13:57
Questo di divertente ha poco, visto che il prefetto comunica le sue decisioni in diretta da Marione...
http://www.gazzetta.it/Calcio/25-09-2013/roma-napoli-rinvio-prefetto-201232092116.shtml
http://m.calciomercato.com/news/roma-invitato-allo-stadio-il-tifoso-disabile-aggredito-al-derby-313388?os=msite
Citazione di: saramago il 25 Set 2013, 14:53
https://www.facebook.com/notes/kansas-city-1927/il-pianto-del-cigno-roma-lazio-2-0/616638698387477
è un'ora che raccatto in giro frammenti di [...].
Ovviamente non sprecherò mezzo secondo per leggere quelle cazzate. Però sono fantastici i commenti del maggico bobolo, pronto a imbracciare di nuovo il forcone se i loro "cigni" stasera beccano contro la Samp. Questi nel cervello hanno veramente la merda...
Paloschi come Turone: il gol annullato e quello scherzo da Preti
Il fuorigioco inventato, il Chievo beffato: i tifosi della Roma (e del Napoli) furiosi con la solita "fortuna" della Juve.
di Michele Galvani del Messaggero
Nessuno sa se passerà alla storia, come il gol di Turone. Ma la storia è oggi. E si chiama Paloschi. Protagonista sempre la stessa Signora, che a volte signora non è. La Juve. Qui non si tratta di tirare in ballo il tifo e la bandiera. Al centro c'è un episodio. Chiaro. C'è una linea. Un gol annullato.
La dinamica, come quel 10 maggio 1981, è simile. Buffon respinge (male) un tiro, l'attaccante Paloschi arriva da dietro (in posizione regolare, straregolare) e segna. E corre. Esulta. L'arbitro De Marco convalida, il guardalinee Preti (toh!) lo confonde con Thereau – in posizione irregolare ma passiva dunque ininfluente – e annulla. Succede il putiferio. Mille proteste non cambiano il risultato. Alla fine, guarda un po', grazie a un autogol di Bernardini la Juve vince a Verona contro il Chievo.
E il suo allenatore, Antonio Conte, invece di cospargersi il capo di cenere, sostiene che "c"è stato un episodio a nostro favore ma non è stato eclatante". D'accordo? Insomma, mica tanto. Siamo solo alla quinta giornata.
Nulla a che vedere con lo scontro diretto tra Juventus e Roma dell'81 nel quale ci si stava giocando lo scudetto. Ma nella Capitale, si sa, se oggi sei un fenomeno domandi sei una capra. E viceversa. Dunque, oggi giallorossi primi da soli. E bianconeri a inseguire a due punti.
E se fosse stato convalidato il gol di Paloschi? Il Chievo, forse, avrebbe vinto. Oggi distacco di 5 punti e via a sognare. Magari, a fine campionato, quei tre punti peseranno come macigni anche solo per la corsa a un posto in Champions League e non per forza allo scudetto.
Twitta @janick70: "Il gol di #Paloschi è stato annullato non per fuorigioco, ma in quanto trattasi di gol". La rete è cattiva, la rete non perdona. "Uno scherzi da Preti", ironizza @Jonnyscaffardi giocando sul cognome del guardalinee che ha alzato la bandierina. L'ironia. Quella strana cosa che ti aiuta a sdrammatizzare. Ma sì, ridiamo. Senza dimenticare che il calcio è una roba seria. Oggi infatti c'è qualche tifoso della Roma o del Napoli, che dello scherzo da Preti non sa che farsene.
:sisisi:https://twitter.com/GalvaniM (https://twitter.com/GalvaniM)
Dice che ha 4 malattie gravi: la roma, la musica, la famiglia e l'ironia :lol:
GAZZA OFFSIDE 26 Settembre 2013
Berti: "Questa Roma riomma è come il Barcellona"
Nicola Berti sul primato solitario dei giallorossi
Daje
so 3 anni che è come il barcellona.
facevano il tikitaka, c'avevano il cuggggino de messi, mica è na novità.
Citazione di: spook il 26 Set 2013, 18:40
GAZZA OFFSIDE 26 Settembre 2013
Berti: "Questa Roma riomma è come il Barcellona"
Nicola Berti sul primato solitario dei giallorossi
Daje
Il nome dello spacciatore di Nicola Berti.
Subito.
Citazione di: Rivolazionario il 27 Set 2013, 13:25
Il nome dello spacciatore di Nicola Berti.
Subito.
E' un turco,si chiama Uni Kredit.
Ho intravisto Nicola Berti ieri sera a sky sport da Bonan.
Ha il cervello andato in fumo, è pieno di tic, non sta bene.
Vabbé, su Nicolino Berti è come sparare sulla croce rossa.
Rudi Garcia e la forza dei numeri... la sua asromamerda ha la miglior difesa d'Europa
http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2013/09/29/4297231/rudi-garcia-e-la-forza-dei-numeri-la-sua-roma-ha-la-miglior?ICID=HP_BN_5
Citazione di: Maremma Laziale il 27 Set 2013, 15:07
Vabbé, su Nicolino Berti è come sparare sulla croce rossa.
stavo per partire con un post riassuntivo sul personaggio ma poi ho letto il tuo post... hai ragione, lasciamo perdere
(https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/1234289_10151890705040842_92524061_n.png)
:) :) :)
Grande titolo di articolo di Matteo Pinci su repubblica.
CALCIO
Da Totti agli Allievi
la Roma sa solo vincere
Ora l'esame da grande
Sei vittorie nelle prime sei giornate, record nella storia giallorossa. Il primo posto in classifica certificato da numeri record, miglior attacco e miglior difesa. Primavera, sette successi di MATTEO PINCI
Non ho letto l'articolo ma il titolo fa ben sperare.
Oltre al titolo, ho letto anche l'articolo e poi......sono andato di corsa al bagno a dare di corpo :asrm
Roma, cinquanta doppiette di Totti: il Napoli è avvisato
ROMA, 13 ottobre 2013
Nessuno come il capitano giallorosso. Per lui un altro record. La pirma al Bari, l'ultima nel match vinto con l'Inter. Da lunedì a Trigoria prepara la supersfida contro gli azzurri
Francesco Totti, 37 anni, 3 gol finora in questa stagione. Pegaso
Un altro record. Basta studiare un po' i numeri della carriera di Francesco Totti per scoprire ogni volta qualcosa in più. Con i due gol di sabato scorso a Milano, il capitano della Roma ha raggiunto le cinquanta doppiette in carriera da romanista, di cui 44 in Serie A. Da quando esistono i campionati a girone unico, Totti è quello che ha realizzato più doppiette: dietro di lui Piola (35), Meazza (35) e Nordahl (33). Non solo, visto che quasi ogni volta che Totti ha realizzato due gol nella stessa partita di campionato la Roma ha vinto: 37 vittorie, 4 pareggi e appena 3 le sconfitte.
LA PRIMA — Aveva 21 anni la prima volta che realizzò due gol nella stessa partita. Era novembre del 1997, c'era Zeman e l'avversario era il Bari. Da ricordare anche la doppietta all'Udinese nel '98-99: è la prima partita da capitano vero, visto che tre giorni prima, a Bergamo in Coppa Italia, Aldair aveva lasciato la fascia al ventiduenne numero dieci.
I CUCCHIAI — Spesso i due gol di fila per Totti hanno coinciso con grandi giocate. Nell'ottava doppietta (Roma-Brescia 2003) c'è stato il pallonetto a Castellazzi dal limite dell'area. Da segnalare anche lo «scavino» ad Antonioli (Roma-Sampdoria 2004) dopo un coast to coast partito prima della metà campo. Ci sono poi il cucchiaio di San Siro a Julio Cesar e due rigori calciati (a Castellazzi nel 2007 e Handanovic nel 2011) col tocco sotto. Non bastassero i cucchiai, altre doppie marcature sono associate a gol di pregevole fattura. Uno su tutti. Nel 2-4 alla Sampdoria del 2006, la seconda rete del capitano è quella che tutti considerano la migliore della sua carriera, cioè il sinistro al volo verso il palo lontano. Tra tutte le doppiette, comprese quelle europee (Valencia in Champions, Hit Gorica in Coppa Uefa e Gent e Kosice in Europa League) e in Coppa Italia (Milan e Torino) una ha un sapore particolarmente dolce per i tifosi. E forse anche per lui. È quella del marzo 2011 alla Lazio, quella del «the king of Rome is not dead». Altre doppiette che per Totti contano sono quelle di Firenze, nel 2011, quando realizza il gol numero 200 in campionato, quella, sempre dello stesso anno, a Bari, quando scavalca Baggio nella classifica marcatori di tutti i tempi della Serie A e quella del 2012 contro il Cesena quando supera Nordahl come numero di gol realizzati (211 a 210) con la stessa maglia.
IERI E OGGI — In questi giorni, come consigliato da Garcia, Totti ha staccato la spina fuori Roma e domani sarà a Trigoria per la ripresa. Con l'obiettivo di trascinare ancora la squadra (al Napoli ha già segnato una doppietta) e, perché no, aumentare anche la sua media-voto. Uno studio pubblicato ieri da As Roma Membership, basato sui voti della Gazzetta, ha dimostrato che 6.41 è la media che Totti ha collezionato in 19 campionati, dal '94-95 al 2012-'13. Una sufficienza abbondante a sancire una continuità che, dai 16 ai 37 anni, non è mai mancata.
Chiara Zucchelli
Capisci che c'è qualche piccolo problema quando Chiara "forse" Zucchelli passa dal romanista alla Gazzetta .
Pallone d'Oro a Totti La proposta alla FifaUn premio alla carriera: sarebbe questo l'unico modo per riparare al rischio di tramandare una palese ingiustiziadi Marco Evangelisti
ROMA - Esistono oggetti dal potere inesplicabile, sacri graal dei quali non ti spieghi il senso. Sai solo che ce l'hanno e non se ne può prescindere. Il Pallone d'Oro era un premio istituito da una rivista francese, il che fa parecchia eleganza, anche se l'essenza del calcio ha sempre aleggiato altrove. Dal 1956 a oggi ha avuto il tempo di diventare il riconoscimento più desiderato, affascinante in ogni sua singola incarnazione, PER APPROFONDIRETutto sulla Roma Rito giallorosso Serie A, Roma: Maicon e Bradley hanno raggiunto il Napoli «Vogliamo la Roma tra le regine d'Europa» De Sanctis: «Al Napoli ho dato tutto» Matilde Brandi, tifosa doc con la sciarpa della Roma straziante per chi non lo vinceva, definitivo per chi riusciva ad averlo. E' andato crescendo fino a fondersi con il premio assegnato dalla federazione internazionale al miglior calciatore del mondo. Ora si chiama Pallone d'Oro Fifa. France Football lo ha creato, il presidente del calcio Joseph Blatter lo ha adottato in maniera che ogni anno esistesse un solo giocatore più giocatore degli altri. Fino al 1994 premiava solo gli europei, fino al 2006 calciatori di club dell'Uefa, poi è diventato trofeo universale. Era sempre più famoso e più ambito del Fifa World Player of the Year e la federazione non aveva scelta: o ingoiare il fiele o ingoiare il premio, accordandosi con France Football.
OCCASIONI - Il fiele è rimasto tutto a chi non lo vince. Francesco Totti non è mai stato preso in considerazione e questa non può essere colpa del giocatore. La formula, che prevedeva una votazione da parte di 96 giornalisti di tutto il mondo e adesso ammucchia nella lista dei grandi elettori 208 giornalisti e 208 tra allenatori e capitani, lo ha sempre svantaggiato. Gli sarebbe servita una squadra in primo piano sul palcoscenico europeo. Aveva la Roma, bel nome e poca sostanza. Ancor meno visibilità. Ha avuto l'Italia campione del mondo nel 2006. Vinse Fabio Cannavaro davanti a Buffon. Oh, in giuria ne hanno avute di occasioni per dare a Totti quel che avrebbe dovuto essere di Totti. Scoprono adesso quel che si sono persi. France Football dà spazio a un articolo sulle doti del capitano della Roma, sulla sua dedizione, sulle differenze tra lui e il resto. Lo definiscono eterno, regale. Non accennano al Pallone d'Oro, graal che Francesco ha cercato per una vita intera senza mai raggiungerlo. Dovrebbero. Dovrebbero almeno ammettere che lasciare Totti senza quel riconoscimento sarebbe come negare ad Einstein il Nobel. Potrebbero assegnargli un Pallone d'Oro alla carriera, per esempio. Hanno cominciato a farlo con l'Oscar e nessuno ne ha mai rifiutato uno, anche se Peter O'Toole ci andò vicino e venne convinto a prenderlo dalla famiglia.
SENZA NEMICI - Non sarebbe un tombolino di consolazione. Einstein non vinse il Nobel per la teoria della relatività ma per gli studi sull'effetto fotoelettrico, un calcolo tirato giù probabilmente una domenica mattina in cui era chiuso dentro casa perché fuori pioveva. Se poi l'agilità mentale della Fifa non arriva a capire che non è tanto Totti a meritare il Pallone d'Oro quanto il Pallone d'Oro a meritare Totti, c'è sempre il Presidential Award, assegnato a personalità che abbiano dato lustro al calcio. Provate a proporlo e vediamo chi vota contro. Javier Zanetti ieri ha detto al Tg1: «Totti è un giocatore eccezionale, un grande. Sono contento per l'ottimo momento che sta vivendo. E' stato tra i primi a chiamarmi quando mi sono infortunato, dimostrando notevole sensibilità» . Un campione senza nemici. Varrebbe il premio solo per questo.
e inventateve un premio porca mignotta, dateje sto cazzo de pallone d'oro alla memoria e non se ne parli piu'
pare che non esistano altri problemi. boh
stiamo organizzando una colletta per comprare il pallone d'oro a Titty. Vuoi partecipare ???
ma de che
se famo na colletta de sputi per lucidallo sono pronto
Citazione di: Splash21 il 13 Ott 2013, 13:08
Capisci che c'è qualche piccolo problema quando Chiara "forse" Zucchelli passa dal romanista alla Gazzetta .
Braccia e
schine strappate alle risaie. In un paese normale questa stava a fa la mondina.
Citazione di: MadBob79 il 13 Ott 2013, 13:59
Braccia e schine strappate alle risaie. In un paese normale questa stava a fa la mondina.
La mondina era un lavoro nobile .
E poi Silvana Mangano ...
In un paese "normale" faceva altro ... anzi probabilmente lo fa . Mica sarà arrivata li per meriti ...
Citazione di: COLDILANA61 il 13 Ott 2013, 14:04
La mondina era un lavoro nobile .
E poi Silvana Mangano ...
In un paese "normale" faceva altro ... anzi probabilmente lo fa . Mica sarà arrivata li per meriti ...
C'hai ragione: 'na bella mazza e via a spaccare pietre.
Citazione di: Splash21 il 13 Ott 2013, 13:08
Capisci che c'è qualche piccolo problema quando Chiara "forse" Zucchelli passa dal romanista alla Gazzetta .
Siamo circondati...
stanno a fa i botti regà
Totti fa la storia. Anche in pagella: re degli ultimi 20 anni
Milano, 14 ottobre 2013
Diamo voti ai giocatori da 40 anni: negli ultimi venti il re è di Roma, la media top è del capitano giallorosso. Platini '84 il migliore per singolo campionato
Francesco Totti, 37 anni, re delle pagelle gazzetta negli ultimi 20 anni. Ansa
Francesco Totti, 37 anni, re delle pagelle gazzetta negli ultimi 20 anni. Ansa
Quarant'anni di pagelle, vagonate di voti, un paio di 10 e migliaia di 6 perché in medio stat la virtù del pagellista. E soprattutto: centinaia di maledizioni dei giocatori per un giudizio non condiviso, 43.362 imprecazioni (non confessate in chiesa, la religione del fantacalcio non ha luoghi di culto) per una partita persa di mezzo punto. In questo mare di voti, il talento è la vela più adatta alla navigazione. Totti si conferma al livello dei migliori di sempre: in carriera ha una media voto di 6,45, la migliore degli ultimi vent'anni. E Platini è proprietario della migliore stagione dal 1982 a oggi: nel 1983-84 girò a 6,94 di media, portando la Juve allo scudetto. Neanche Maradona ha mai fatto tanto.
LA STORIA — Le pagelle sulla Gazzetta nascono in un lunedì di inizio ottobre del 1973: compaiono a fianco della partita, senza commenti, in un riquadro col contorno nero. Le ha inventate Milaninter, un settimanale distribuito allo stadio, ma è su carta rosa che diventano prima un'istituzione e poi un gioco. Al primo giorno di scuola, invece, si vede un po' di tutto: diversi giocatori prendono 4 e solo otto si arrampicano fino all'8. Tra loro Dino Zoff, capoclasse per definizione. Zoff para, para ancora e gli anni Ottanta arrivano in fretta. Nella stagione 1982-83 per la prima volta si calcola una classifica per media voto. Vince per distacco Silvano Martina, portiere del Genoa e poi procuratore di Buffon, che ritaglia la Gazzetta e l'appende in ufficio: «In quella stagione stavamo raccolti in difesa e mi tiravano da tutte le parti - racconta oggi -. Ci sono campionati in cui vai oltre le tue possibilità e per me l'anno magico è stato il 1983».
IL MIGLIORE — In effetti erano anni d'oro per tutta la A: i giornalisti erano più generosi e di sicuro in Serie A arrivavano tutti i migliori giocatori del mondo. Platini, Maradona, Van Basten, Gullit, Matthäus. Il fantacalcio, poi diventato Magic Cup, ha fatto da transizione tra quell'era e l'epoca contemporanea, con Weah e Ibra, Ronaldo e Totti. Soprattutto Totti: i giocatori hanno sempre dichiarato di non leggere le pagelle (invece sbirciano dal mattino), i ragazzi sono diventati adulti facendo finta di litigare per una partita virtuale (intanto si divertono). Il 10 della Roma è stato una costante: sempre voti alti, un memorabile 9 in un Roma-Bari del 2009 e la sensazione che giocando negli anni Ottanta avrebbe avuto una media anche superiore all'attuale 6,45.
I PERSONAGGI — Di certo, Totti non ha mai preso 1 come Rapaic, che nel '97 fu punito per aver ingannato l'arbitro Nicchi: mentì spudoratamente dichiarando che non aveva segnato di mano. Di certo, non ha mai pensato di vendicarsi su un giornalista come Careca, che perse 5-1 a Brema in Coppa Uefa e non gradì l'accoppiata votaccio più giudizio al veleno: «Careca 4. Coniglio imbelle». Roberto Baggio ha avuto alti e bassi - la media di carriera è «solo» di 6,27 - ma Totti no: costante. Come Javier Zanetti, che cinque anni fa andò vicino all'impresa del secolo, l'Everest del calciatore di Serie A: prendere 100 sufficienze di fila. Il capitano - numero 4 sulla maglia, non certo in pagella - prese almeno 6 per 99 volte di fila, poi crollò sullo striscione del traguardo: 5,5.
I 10 — Il dolce in fondo. La Gazzetta in Serie A ha dato due 10. Uno regolare, in campionato: a Scarpi per aver salvato la vita a Grassadonia. L'altro nello spareggio Champions 2000: Inter batte Parma 3-1, e Baggio merita il massimo. Poi, le doppie cifre in partite internazionali: 10 a Buffon e Cannavaro nella finale mondiale 2006, 10 a Salenko per i cinque gol in Russia-Camerun a Usa '94, 10 a Lewandowski per i quattro gol al Real, addirittura 10+ a Milito nella finale di Champions 2010. Nessuno, però, ha una storia più strana di Francesco Grandolfo, due soli voti in carriera in Serie A. Il primo, ordinario: 6 in Bari-Lecce. Il secondo, irreale: 9 per la tripletta in Bologna-Bari 0-4. All'estero non sarebbe stato possibile. In Spagna As dà i voti da 1 a 3, in Inghilterra spesso i mezzi punti spariscono, in Francia i giudizi sono di un punto più basso e un 5 vuol dire sufficienza. Fosse scuola, sarebbe uno spasso.
Luca Bianchin
gazzetta.it
Citazione di: vaz il 14 Ott 2013, 13:59
stanno a fa i botti regà
ot/ho realizzato adesso chi e' il tuo avatar :beer: /eot
:))
(ma certo, come dimenticare il 9 per roma-Bari. Primo gol su classicissimo rigorepaaaroma, con WCnic che vola naenche sfiorato dal portiere. Secondo gol su ancora piu' classica punizzzionepaaroma, con il Cretino che, resosi conto che un elettrone di un avversario e' entrato nella sua sfera d'azione, si rade al suolo da solo in una scena che manco Francesca Bertini. E non vorrei sbagliare ma forse e' anche il roma-Bari con gomitata clamorosa del Cretino a Innocenti ovviamente impunita, neanche un giallo (avvenne sotto la Monte Mario, vicino le panchine). Il roma-Bari in cui segno' un gol di mano senza poi dire niente era un altro se non sbaglio.
CitazioneDi certo, Totti non ha mai preso 1 come Rapaic, che nel '97 fu punito per aver ingannato l'arbitro Nicchi: mentì spudoratamente dichiarando che non aveva segnato di mano
Perche' a lui se avesse segnato con la mano manco gleilo chiedevano)..
Ora a parte che a questo il fumo gli ha evidentemente bruciato il cervello ("Francesco sta usufruendo di una condizione dell'anima fragorosa" manco sotto l'effetto di una decina di ceres riuscirei a pensarlo) ma guardate un po la ndr che metto in neretto: la coppanfaccia a questi li ha devastati, tifosi, giocatori e pennivendoli rosiconi (e incompetenti ovviamente)
http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2013/10/14-337538/Sabatini%3A+%C2%ABRoma-Napoli+di+venerd%C3%AC+ci+disturba%C2%BB
lunedì 14 ottobre 2013Sabatini: «Roma-Napoli di venerdì ci disturba»Il ds dei giallorossi: «Sia noi che gli azzurri siamo impegnati con i nostri giocatori in giro per il mondo. Li recupereremo all'ultimo momento, ma andiamo avanti»ROMA - "Non sono affatto preoccupato". Per il direttore sportivo della Roma non ci sono rischi di episodi razzisti venerdì all'Olimpico nella gara con il Napoli. "Sono certo - spiega ai microfoni di 'Radio Anch'io lo sport' - che i tifosi del Napoli stiano godendo di quello che la loro società e la loro squadra stanno facendo. Hanno impresso una svolta tecnica fulminea, hanno fatto scelte immediate molto remunerative dopo
Per approfondireRoma, ecco Dodò Garcia sulla Roma Totti da Pallone d'oro Cannavaro sulla Roma Zola sulla Roma Tutto sulla Roma l'era Mazzarri, adesso hanno un respiro internazionale. I tifosi sentono questa cosa che De Laurentiis e Bigon sono riusciti a fare e la vorranno vivere insieme sportivamente. E questo vale per i tifosi della Roma. Tutte le società e i tifosi veri non possono scontare i ricatti reiterati che vanno avanti da 25 anni. È una cosa riprovevole". "L'anticipo - conclude - ci disturba moltissimo, sia noi che il Napoli siamo impegnati con i nostri giocatori in giro per il mondo. Li recupereremo all'ultimo momento, ma andiamo avanti".
SABATINI SU TOTTI - "Ha pronto un contratto da dirigente dopo i 40 anni, ma se continua a giocare così qualche rigore tra tre anni lo potrà ancora battere...". Totti, per il direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini, può tranquillamente giocare non soltanto fino ai 40 anni, ma anche oltre. "Francesco sta usufruendo di una condizione dell'anima fragorosa - spiega ai microfoni di 'Radio Anch'io lo sport' -, sta bene con questo allenatore e con i nuovi compagni e questo l'ha portato a un clamoroso risveglio muscolare. La forza e la reattività che esprime nelle partite e in allenamento non credo ce le avesse 2-3 anni fa. Per lui è una nuova gioventù, è condannato a giocare altri 2-3 anni". La rinascita della Roma è partita dagli addii di Mrquinhos, Osvaldo e Lamela. "Abbiamo dovuto fare scelte in parziale controtendenza - spiega - per dare solidità e carisma alla squadra. Non non c'è stata contraddizione totale nelle scelte fatte, ma sorta mediazione sì"Venivamo da una sconfitta dalla quale non ci saremmo più tirati fuori (la Supercoppa, ndr). Quella è stata una sconfitta che ci ha devastato. Con Maicon, De Sanctis e gli altri abbiamo fatto una scelta per darci una struttura psicologica che ci è venuta a mancare. Noi veniamo da psicodramma e il nostro primo obiettivo era di risollevare il morale, oggi abbiamo ristabilito un'armonia". Ma nessuno, nemmeno lui, avrebbero potuto aspettarsi un exploit così (sette vittorie su sette). "Quando si fanno le cose si pensa al meglio - spiega Sabatini -, ma nessuno si poteva aspettare in questo modo. Siamo molto soddisfatti, ma non appagati". Artefice del momento magico giallorosso oltre alla seconda "giovinezza" di Totti anche l'arrivo di Rudi Garcia. "Non lo considero la mia rivincita, ma un plus per la Roma. È stata una scelta a ragion veduta, lo conoscevo da molto: per caso lo andai a osservare quando era a Le Mans per il Palermo. Lo vidi lavorare e l'ho sempre sempre seguito. Oggi posso dire che è stata una scelta molto fortunata. Lo auspicavo, non nel calcio ci vuole anche fortuna. Rudi si è inserito splendidamente, come se avesse lavorato sempre qui". Sabatini racconta che la Roma prima di Garcia ha "percorso diverse piste ma lui ci ha colpito, ha idee e sa trasmetterle". Si parla già per il tecnico francese di un rinnovo di contratto, ma il ds frena: "Non abbiamo questo stress, contratti nel calcio hanno un valore relativo, in primavera ci confronteremo. Ora non abbiamo questa esigenza".
Interessanti i vari commenti dei lettori trigorioti in cui invocano il nuovo gemellaggio con il Napoli.
romammerda
è pur sempre l'angolo del buonumore!
Non sono cambiati:
https://www.youtube.com/watch?v=yF-IWOJ2eu0
Citazione di: Lativm88 il 24 Ott 2013, 15:14
è pur sempre l'angolo del buonumore!
Non sono cambiati:
https://www.youtube.com/watch?v=yF-IWOJ2eu0
Questa poi... io me rifiuterei a prescindere di far giocare uno che porta i calzini in quel modo.
Non è un articolo, ma un servizio sul tg1. Muore Manolo Escobar, il tizio del porompompero...chi fanno vedere? cosa esaltano? :asrm
P.s.: volevo metterlo su they live...ma non si riapre più? :(
(http://sphotos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/995223_578145228912962_355333304_n.jpg)
Citazione di: Eagle78 il 25 Ott 2013, 17:27
(http://sphotos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/995223_578145228912962_355333304_n.jpg)
è chiaramente un fake, lo si evince dallo stemma che è senza dubbio quello usato dai bancarellari fuori trigoria...
come dite? è quello ufficiale?
ah, allora mi scuso, siete i più fortissimissimissimi della galassia.
Sono i giornalai ad inventare queste notizie . I tifosi più tifosi dei tifosi più tifosi NON sono così .
Per informazioni telefonare all'oste e al pugile . Ore pasti .
E se lo dicono gli yankee che notoriamente di soccer ne capiscono assai...
http://edition.cnn.com/2013/10/28/sport/football/roma-record-totti-garcia-football/index.html
Roma: 5 reasons why Serie A leaders are the best team in Europe
[...]
Non sanno più come fermare Totti
Hanno mobilitato anche i defunti per cercare di riuscire dove i vivi hanno fallito: fermare Francesco Totti.
Ma siamo sicuri che al Capitano serva davvero centrare questo ennesimo record? Sul serio, convinti che raggiungere Piola cambi qualcosa nella carriera di un giocatore entrato di diritto nel gotha del calcio mondiale? Purtroppo i soliti noti, detrattori della prima e dell'ultima ora, se ne devono fare una ragione: di Totti ce ne è uno ed e' della Roma. Punto. Tutto il resto è fuffa compresa questa ennesima castroneria sfornata dai «contabili» del calcio più attenti ai numeri che non alle qualità e al carisma di un giocatore infinito: e mai termine fu più appropriato.
Una sollevazione, un movimento, orchestrato ad arte da chi più che appassionato di sport si sente figlio di un dio minore: perché non si può amare questo sport, dichiararsene esperto, senza ammettere la qualità, la classe e il carisma di questo giocatore che il mondo intero ci invidia anche oggi alla «veneranda» età di 37 anni. Un calciatore che in molti si erano affrettati a definire finito e che ogni volta invece ha risposto sul campo dimostrando una longevità sportiva a dir poco rara.
Eppure continuano a bombardarlo da tutte le parti, c'è chi prova a tornar in auge infangandolo (vero Padovan...?), perché il solo nominarlo fa audience, figuriamoci il discriminarlo. Ci hanno provato in molti, addetti ai lavori, esperti, direttori e anche colleghi più o meno frustrati, ma tutti (tranne gli stolti) hanno poi dovuto far retromarcia e arrendersi all'evidenza dei fatti.
Per raccontare le sue gesta sono stati utilizzati fiumi di inchiostro, a volte scadendo nella retorica, spesso nella banalità. Ma bastano poche parole, chiare, per definire semplicemente quello che è stato il «più forte» calciatore italiano degli ultimi anni. Dieci, quindici, venti, venticinque? Fate voi, cambia poco.
Così come non cambia nulla il raggiungimento di questo «numero» soprattutto per i tifosi della Roma in questo momento concentrati su ben altro: sì, sul recupero fisico del loro leader indiscusso, ma soprattutto sull'andamento di questa Roma pazzesca che in otto giornate ha spazzato via due anni di tormenti. E anche qui c'è impresso bello grosso il nome di Francesco Totti. Un giocatore, un uomo, che è facilissimo criticare... soprattutto per chi non ce l'ha.
Di TIZIANO CARMELLINI
Daje Roma
http://www.laroma24.it/archivio/97187/daje-roma.html
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Non gliela dobbiamo dare vinta. Non a loro, alla Juventus, alle televisioni, ai titolisti del giorno prima, a chi ha celebrato dall'altro ieri la Juventus capolista, ai gufi fratelli d'Itaglia, non a Celi che s'inventa la regola dello svantaggio, non a Banti di Torino, a Giacomelli di Sassuolo, a Sonnino che si complimenta con chi gliel'ha appena rubata, a chi si inventa i fotomontaggi, a chi "zumma" su Garcia espulso perché ha saltato (!?), agli stadi che un giorno sono pronti e benedetti e poi invece non si possono più fare, ai cinesi in coma, a Daniele Conti che esulta per un pareggio, ai Cerci che ancora stanno a strilla' per quel gol da centro-bassa classifica, a quel portiere con la faccia da scrittore triste che fa la parata del millennio su Maicon e alle tradizioni dei secondi portieri che con noi fanno meglio dei primi (Ciucci-Negretti), alle neo televisioni che licenziano giornalisti per farci lavorare quelli ammaestrati da un certo potere, alle Lega Nord e alla Lega di Serie A che sono la stessa cosa, alla saggezza che ti induce a pensare che siamo 5 punti sopra al Napoli (e 7 sopra l'Inter, 9 sulla Fiorentina, infiniti su "quelli" che prima o poi in serie B ci tornano) dimenticando però così la realtà, cioè che siamo a un punto (1) dal primo posto. Dal sogno.
Non gliela dobbiamo dare vinta perché non l'abbiamo persa, e non ne abbiamo ancora persa nemmeno una, manco mezza, proprio niente. Non gliela dobbiamo dare vinta al popolo degli ascari e dei Costacurta: «Quando De Sanctis ha parato su Ibarbo già gridavamo al gol», hanno detto all'Itaglia in diretta tivvù. Almeno hanno fatto outing. Però poi stasera basta scrive' perché il tifoso della Roma 'ste cose già le sa e le sente dentro, e chi è tifoso della Roma 'sta cosa dentro non la fa' sta zitta, non la lascia mori'. E non la deve fa mori' nessuno.
:rotfl:
Citazione di: Biafra il 26 Nov 2013, 09:46
Daje Roma
http://www.laroma24.it/archivio/97187/daje-roma.html
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Non gliela dobbiamo dare vinta. Non a loro, alla Juventus, alle televisioni, ai titolisti del giorno prima, a chi ha celebrato dall'altro ieri la Juventus capolista, ai gufi fratelli d'Itaglia, non a Celi che s'inventa la regola dello svantaggio, non a Banti di Torino, a Giacomelli di Sassuolo, a Sonnino che si complimenta con chi gliel'ha appena rubata, a chi si inventa i fotomontaggi, a chi "zumma" su Garcia espulso perché ha saltato (!?), agli stadi che un giorno sono pronti e benedetti e poi invece non si possono più fare, ai cinesi in coma, a Daniele Conti che esulta per un pareggio, ai Cerci che ancora stanno a strilla' per quel gol da centro-bassa classifica, a quel portiere con la faccia da scrittore triste che fa la parata del millennio su Maicon e alle tradizioni dei secondi portieri che con noi fanno meglio dei primi (Ciucci-Negretti), alle neo televisioni che licenziano giornalisti per farci lavorare quelli ammaestrati da un certo potere, alle Lega Nord e alla Lega di Serie A che sono la stessa cosa, alla saggezza che ti induce a pensare che siamo 5 punti sopra al Napoli (e 7 sopra l'Inter, 9 sulla Fiorentina, infiniti su "quelli" che prima o poi in serie B ci tornano) dimenticando però così la realtà, cioè che siamo a un punto (1) dal primo posto. Dal sogno.
Non gliela dobbiamo dare vinta perché non l'abbiamo persa, e non ne abbiamo ancora persa nemmeno una, manco mezza, proprio niente. Non gliela dobbiamo dare vinta al popolo degli ascari e dei Costacurta: «Quando De Sanctis ha parato su Ibarbo già gridavamo al gol», hanno detto all'Itaglia in diretta tivvù. Almeno hanno fatto outing. Però poi stasera basta scrive' perché il tifoso della Roma 'ste cose già le sa e le sente dentro, e chi è tifoso della Roma 'sta cosa dentro non la fa' sta zitta, non la lascia mori'. E non la deve fa mori' nessuno.
:rotfl:
questo pezzo è di una cattiveria, di un provincialismo, di una bassezza che non credo di aver mai letto merda così, prima d'ora..
Citazione di: Biafra il 26 Nov 2013, 09:46
Daje Roma
http://www.laroma24.it/archivio/97187/daje-roma.html
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Non gliela dobbiamo dare vinta. Non a loro, alla Juventus, alle televisioni, ai titolisti del giorno prima, a chi ha celebrato dall'altro ieri la Juventus capolista, ai gufi fratelli d'Itaglia, non a Celi che s'inventa la regola dello svantaggio, non a Banti di Torino, a Giacomelli di Sassuolo, a Sonnino che si complimenta con chi gliel'ha appena rubata, a chi si inventa i fotomontaggi, a chi "zumma" su Garcia espulso perché ha saltato (!?), agli stadi che un giorno sono pronti e benedetti e poi invece non si possono più fare, ai cinesi in coma, a Daniele Conti che esulta per un pareggio, ai Cerci che ancora stanno a strilla' per quel gol da centro-bassa classifica, a quel portiere con la faccia da scrittore triste che fa la parata del millennio su Maicon e alle tradizioni dei secondi portieri che con noi fanno meglio dei primi (Ciucci-Negretti), alle neo televisioni che licenziano giornalisti per farci lavorare quelli ammaestrati da un certo potere, alle Lega Nord e alla Lega di Serie A che sono la stessa cosa, alla saggezza che ti induce a pensare che siamo 5 punti sopra al Napoli (e 7 sopra l'Inter, 9 sulla Fiorentina, infiniti su "quelli" che prima o poi in serie B ci tornano) dimenticando però così la realtà, cioè che siamo a un punto (1) dal primo posto. Dal sogno.
Non gliela dobbiamo dare vinta perché non l'abbiamo persa, e non ne abbiamo ancora persa nemmeno una, manco mezza, proprio niente. Non gliela dobbiamo dare vinta al popolo degli ascari e dei Costacurta: «Quando De Sanctis ha parato su Ibarbo già gridavamo al gol», hanno detto all'Itaglia in diretta tivvù. Almeno hanno fatto outing. Però poi stasera basta scrive' perché il tifoso della Roma 'ste cose già le sa e le sente dentro, e chi è tifoso della Roma 'sta cosa dentro non la fa' sta zitta, non la lascia mori'. E non la deve fa mori' nessuno.
:rotfl:
Atroce dilemma risolto?
Quando chiuderanno quella carta da culo sarà sempre troppo tardi...
Citazione di: Zoppo il 26 Nov 2013, 10:19
Quando chiuderanno quella carta da culo sarà sempre troppo tardi...
Il mio culo si rifiuta di farsi pulire da quella carta da culo
Citazione di: Biafra il 26 Nov 2013, 09:46
Daje Roma
http://www.laroma24.it/archivio/97187/daje-roma.html
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Non gliela dobbiamo dare vinta. Non a loro, alla Juventus, alle televisioni, ai titolisti del giorno prima, a chi ha celebrato dall'altro ieri la Juventus capolista, ai gufi fratelli d'Itaglia, non a Celi che s'inventa la regola dello svantaggio, non a Banti di Torino, a Giacomelli di Sassuolo, a Sonnino che si complimenta con chi gliel'ha appena rubata, a chi si inventa i fotomontaggi, a chi "zumma" su Garcia espulso perché ha saltato (!?), agli stadi che un giorno sono pronti e benedetti e poi invece non si possono più fare, ai cinesi in coma, a Daniele Conti che esulta per un pareggio, ai Cerci che ancora stanno a strilla' per quel gol da centro-bassa classifica, a quel portiere con la faccia da scrittore triste che fa la parata del millennio su Maicon e alle tradizioni dei secondi portieri che con noi fanno meglio dei primi (Ciucci-Negretti), alle neo televisioni che licenziano giornalisti per farci lavorare quelli ammaestrati da un certo potere, alle Lega Nord e alla Lega di Serie A che sono la stessa cosa, alla saggezza che ti induce a pensare che siamo 5 punti sopra al Napoli (e 7 sopra l'Inter, 9 sulla Fiorentina, infiniti su "quelli" che prima o poi in serie B ci tornano) dimenticando però così la realtà, cioè che siamo a un punto (1) dal primo posto. Dal sogno.
Non gliela dobbiamo dare vinta perché non l'abbiamo persa, e non ne abbiamo ancora persa nemmeno una, manco mezza, proprio niente. Non gliela dobbiamo dare vinta al popolo degli ascari e dei Costacurta: «Quando De Sanctis ha parato su Ibarbo già gridavamo al gol», hanno detto all'Itaglia in diretta tivvù. Almeno hanno fatto outing. Però poi stasera basta scrive' perché il tifoso della Roma 'ste cose già le sa e le sente dentro, e chi è tifoso della Roma 'sta cosa dentro non la fa' sta zitta, non la lascia mori'. E non la deve fa mori' nessuno.
:rotfl:
:)
Se quella di Abramov è da scrittore triste, questa qua sotto è da chirurgo allegro:
(http://i43.tinypic.com/23svrxe.jpg)
Chirurgo? questo manco il becchino.
pur parlando di De Andrè e del Genoa, è riuscito a mette in mezzo la :asrm due volte in un minuto.
non ce sta niente da fa', è più forte de loro.
St'ammassi de letame
Mamma mia che soggetto,avendolo conosciuto posso confermare,che soggetto.
Cagnucci Parla di De Andrè.
Io lo ripeto.
Il mondo e' un posto bruttissimo.
Sto seriamente pensando di dare le dimissioni da essere umano.
Citazione di: iDresda il 26 Nov 2013, 12:18
E' questo che è più grave
E' come se Moccia parlasse di figure retoriche, concordatio e consecutio temporum.
Previti di lotta alla mafia.
Non mi vengono altri esempi.
Io veramente, boh.
Citazione di: Rivolazionario il 26 Nov 2013, 12:19
E' come se Moccia parlasse di figure retoriche, concordatio e consecutio temporum.
Previti di lotta alla mafia.
Non mi vengono altri esempi.
Io veramente, boh.
Berlusconi che parla di politica....
Citazione di: laziAle82 il 26 Nov 2013, 09:50
questo pezzo è di una cattiveria, di un provincialismo, di una bassezza che non credo di aver mai letto merda così, prima d'ora..
Hai ragione, è veramente rivoltante.
Citazione di: StylishKid il 27 Nov 2013, 12:50
Berlusconi che parla di politica....
OT Ecco esatto.
Speriamo che oggi... EOT
Questa merda di uomo afferma continuamente il tema della lesa maestà. Cerci ed Abramov, offesi per aver fatto il loro lavoro da professionisti del calcio. La prossima volta fateli andare in porta e scansatevi. Del resto loro sono abituati così...
Citazione di: spook il 27 Nov 2013, 15:20
Questa merda di uomo afferma continuamente il tema della lesa maestà. Cerci ed Abramov, offesi per aver fatto il loro lavoro da professionisti del calcio. La prossima volta fateli andare in porta e scansatevi. Del resto loro sono abituati così...
Dichiarazioni e interviste, come ad esempio i vecchi interventi di Jacopo Voli da mar1, andrebbe registrati e inviati alle altre società...
Sai le risate quando te ritrovi in studio uno come Gattuso che hai definito na pippa al quadrato....
Roma, Strootman e i miti Totti e De Rossi: "Meglio di Gullit e Van Basten...."
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/13-12-2013/calcio-roma-strootman-miti-totti-de-rossi-201818114804.shtml
Citazione di: spook il 14 Dic 2013, 19:25
Roma, Strootman e i miti Totti e De Rossi: "Meglio di Gullit e Van Basten...."
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/13-12-2013/calcio-roma-strootman-miti-totti-de-rossi-201818114804.shtml
Madonna mia, come si fa a dire meglio di van basten? ma com'è possibile?
Stroot sei proprio un [...] venduto.
Che poi confrontare questi 4 giocatori è come confrontare le pere con le mele.
Forse gli unici che potrebbero essere simili nel calcio odierno sono Gullit e titti... ma proprio se si forza.
Citazione di: spook il 14 Dic 2013, 19:25
Roma, Strootman e i miti Totti e De Rossi: "Meglio di Gullit e Van Basten...."
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/13-12-2013/calcio-roma-strootman-miti-totti-de-rossi-201818114804.shtml
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Scusate ragà, non riesco a smettere....
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Oppure anche meglio di Cruijff e Neeskens !
Citazione di: spook il 14 Dic 2013, 19:25
Roma, Strootman e i miti Totti e De Rossi: "Meglio di Gullit e Van Basten...."
http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/13-12-2013/calcio-roma-strootman-miti-totti-de-rossi-201818114804.shtml
ma probabilmente l'ha detto dopo un giretto con Capitan Trinchetto, sotto i fumi dell'alcol se ne dicono di fregnacce :asrm :asrm
beh dai, in fondo a trofei vinti stamo la.
8)
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Mangiante ritiene inter-rioma di pochi mesi fa una delle partite piú spettacolari i quest'anno...
(http://static.tumblr.com/484c2cf41bce415c92e040d764bc0c41/70m0y7x/e3mmn1u3j/tumblr_static_tumblr_lr4i9b0mt61r07ipbo1_400.gif)
Citazione di: anderz il 16 Dic 2013, 16:45
(http://static.tumblr.com/484c2cf41bce415c92e040d764bc0c41/70m0y7x/e3mmn1u3j/tumblr_static_tumblr_lr4i9b0mt61r07ipbo1_400.gif)
Sottilissimo..
Citazione di: Zoppo il 16 Dic 2013, 14:31
Mangiante ritiene inter-rioma di pochi mesi fa una delle partite piú spettacolari i quest'anno...
mangiante ritiene anche che con il culo si rutti e con la bocca si caghi date le stronzate che gli escono da quella fogna.scusate la finezza.
UP perchè "Taddei è spuntato dalla mammella della lupa" è un'immagine che mette i brividi... :=))
Uomini
Giovedì 03 Aprile 2014 02:46
TONINO CAGNUCCI
Ma davvero non ci volete provare a credere? Davvero preferite dire che è troppo tardi, che sette partite sono poche, che il calendario della Juventus è facile, che dovrebbe perderne tre, che dovremmo vincerle tutte, che tanto non ce lo faranno vincere, che bisogna guardare al Napoli, che il secondo posto è troppo importante, che le premesse erano altre, che se c'avessero detto st'estate che la Roma sarebbe arrivata seconda avremmo tutti firmato col sangue, che che... Che? Che? Davvero c'è bisogno di specificarle 'ste cose? Ma non ve brucia er core? Ma secondo voi se Rodrigo Taddei avesse ragionato adeguandosi al fatto che erano sei mesi che non giocava, cinque anni che non era un titolare della Roma ci sarebbe arrivato a ieri? A fare (sì a farla) questa Curva della sua vita? Non vi va di giocare una fiche sull'impossibile? Ma davvero tutte queste né sacre né sante ma solo ovvie banalità devono trovare posto qua? Ma davvero questa Roma si merita 'sto trionfo del buon senso, 'sto panegirico del calcolo, 'sta fanfara della mediocrità, 'sto grigio e borghese sapore della sicurezza, queste assicurazioni sul già detto, sul già sentito, sullo scontato? Ma non vi fa sognare la Roma? Quella di quest'anno, quella di sempre. L'Utopia non è un'illusione altrimenti avrebbero lo stesso nome. Il sogno non è una menzogna altrimenti non potrebbe mai diventare realtà.
Qui non si tratta di vincere, di spacciare trionfi a buon mercato perché qui fra l'altro a questo nessuno è interessato. Si tratta di crederci. Sempre. La storia di Rodrigo Taddei racconta questo. La storia di pane quotidiano e sudore (con un dolore vero nascosto in fondo al cuore e che per questo batte solo sotto la maglia) di Rodrigo Taddei se riesce a diventare favola di un giorno come quello di ieri è per questo. E' l'umiltà che ti porta a riempirti di gioia, è il lavoro, è il crederci quando tutti ti dicono "lascia stare", anzi crederci quando tutti nemmeno ti dicono niente perché si sono dimenticati di te, perché ti danno per finito, per passato, per scontato. Invece certe cose non hanno prezzo. Certi sapori, certi valori, certi attimi che ti ripagano delle ore lunghe, delle ore noiose, delle ore vuote. Ieri Rodrigo Taddei è stato tutti noi così come Balzaretti a settembre. Tutti tifavamo per un suo gol. Come ricompensa, come un dovere, come una preghiera, come una distrazione. La spocchia e la boria ce le hai non quando punti in alto, ma quando dai le cose per scontate, quando te la "senti calla", quando ti metti lì a giudicare il sognatore di turno, a condannare il primo che prova ad andare oltre le righe, a dire una cosa non sentita, a cantare una canzone stonata.
"Dicono era il mio sogno sin da bambino..." E cantano bene. Non solo quello di vedere "su questa maglia il tricolor" ma di indossarla quella maglia, di onorarla, di portarla sotto la Curva e di baciarla. Ieri Rodrigo Taddei è stato tutti noi, ieri Rodrigo Taddei, almeno ieri, solo ieri è stato più grande del Sole, di un Giocatore che è il Giocatore della nostra storia che si può dire senza nominare, o magari usando i numeri (234). Codici da leggenda. Taddei è spuntato dalla mammella della Lupa, terzo gemello (Romolo, Remo e Rodrigo) e arrampicandosi sopra al simbolo è diventato lui stesso un simbolo. Di un uomo che supera gli ostacoli, di un uomo che "è" e non che sembra Johnny Depp, di un uomo che poi è andato a fine partita (lontano dalle tivvù) a prendersi il ragazzino in braccio perché queste sono le storie da raccontare ai tuoi figli, queste non quelle delle vittorie sicure, dei sorrisi prestampati, delle feste organizzate. Sono le storie degli uomini che sanno scavalcare le barriere (e i tornelli, e le tessere, e le divisioni). Le storie degli uomini che vincono quando sentono battere il cuore. Che vincono quando sono uomini.