L'angolo del buonumore (Articoli divertenti - stagione 2013/2014)

Aperto da Biafra, 23 Giu 2013, 17:27

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Biafra

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«Gli americani sono carichi»

IL ROMANISTA (A. F. FERRARI) - «Gli americani hanno inserito uno staff giovane, stanno lavorando su diversi fronti e vogliono fare grande questa squadra». A parlare è l'avvocato Mario Tonucci. Un nome che i tifosi della Roma hanno sentito migliaia di volte negli ultimi anni. Si tratta, infatti, del fondatore dello studio legale "Tonucci"  :oo, di cui fa parte il consigliere della società giallorossa Mauro Baldissoni. Studio che ha curato gli interessi degli americani per l'acquisizione della quota di maggioranza dell'A.S Roma ma non solo. Il prestigioso studio romano, situato nei pressi di piazza del Popolo, infatti, nel 2008 lavorò come advaisor per la trattativa che vide il magnate americano George Soros interessato sempre alla Roma. Trattativa che, però, saltò nel momento in cui fu tirata in ballo una presunta offerta da parte di uno sceicco arabo che poi si rivelò fasulla.  :rotfl:

Oltre a fare l'avvocato, Mario Tonucci è stato presidente del Club Scherma Roma  :shock:, società che ha vinto più scudetti in Italia. :bann: L'avvocato, intervistato dal sito romanewe.eu, ha parlato della società giallorossa e della trattativa che due anni fa permise a James Pallotta e co. di acquisire il club giallorosso in mano alla famiglia Sensi. Anche in quel caso, l'attività di mediazione dello studio legale romano, che dopo la vicenda Soros non smise di interessarsi delle vicende legate alla vendita della Roma, fu decisiva. «Retroscena particolari nella trattativa che ha visto il passaggio dai Sensi agli americani non ci sono stati - ha proseguito -, quando si lavora con professionisti sono poche le sorprese che ti possono capitare». Nelle ultime due stagioni, quelle con gli americani alla guida, però i risultati sportivi sono stati scarsi. Tant'è che gran parte della piazza non è più disposta ad aspettare in silenzio. Annate che, assicura l'avvocato, non sono piaciute neanche a Pallotta e soci: «Non sono sicuramente contentissimi di queste due stagioni - le sue parole -. L'ambiente di Roma non è facile, tutt'altro ma sono carichi ancor di più a far bene. Hanno inserito uno staff giovane, stanno lavorando su diversi fronti e vogliono fare grande questa squadra».

Oltre agli americani, però, all'interno della AS Roma c'è anche Unicredit che starebbe cercando acquirenti per la sua quota di minoranza: «È dall'inizio che la banca si è prefissata di cedere le quote che la riguardano, ma non è sicuramente ora il momento - ha spiegato Tonucci -, bisogna risollevare il club per poi dedicarsi a cercare nuovi investitori». Uno di questi potrebbe essere (secondo alcuni rumors) Luca Parnasi  :lol: , l'imprenditore romano incaricato di costruire, con la sua azienda di costruzioni, il nuovo stadio della Roma che a breve  :up: dovrebbe essere presentato dall'architetto Dan Meis: «Parnasi? Sono tanti gli imprenditori che vorrebbero rilevare la quota di minoranza appartente alla banca ma non tutti sono affidabili»  :rotfl2: :DD .

In ogni caso, si parla sempre di quote di minoranza e di ricerca di nuovi partner, come la proprietà americana ha sempre dichiarato fin dal momento del suo insediamento. Sicuramente non affidabile si è, invece, dimostrato il presunto sceicco
Al Qaddumi
 
:hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail:
che nei mesi scorsi cercò di entrare nella società giallorossa dichiarando eredità in arrivo e quant'altro. Dopo le verifiche del caso, non se ne fece nulla. «Non sappiamo perché gli americano lo hanno voluto ascoltare, forse gli hanno mostrato alcune carte e documenti in America. Per fortuna è andata diversamente...», ha concluso Tonucci

23-06-2013

Tarallo

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MadBob79

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A me tutta sta cialtronaggine comincia veramente a stomacare: sarà che oggi il mood è quello che è, un po' malinconico, un po' scazzato, ma per me, anche se fisicamente lontano, dividere la città con questi cialtroni comincia a diventare difficilmente sopportabile. Li mortacci loro sempre e mejo che non continuo: oggi so' da ban.

seagull

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Io vorrei sapere a che pro' questi continuano a scrivere una marea di caxxate, sempre, ovunque, ogni santo giorno. Sempre le stesse cose, mannateveneaffanculo.

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Pergianluca

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Che poi, se non sbaglio, il Mario avv. Tonucci non è che muore proprio per quei coloracci

robylele

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il fatto che questo nuovo topic sia stato aperto da Biafra è giusto almeno quanto che Tarallo apra un topic sulla partita in corso e se la partita è un derby.


strano, leggo che la famosa offerta arrivata alla Sensi (e che avrebbe indispettito l'agenzia inviata da Soros) era una scemenza..   :lol:

Gricia

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Roma, Pallotta: "È stato anno frustrante, anche se abbiamo battuto tutte le grandi"
Le parole del presidente giallorosso al Financial Times.


In un'intervista realizzata dal Financial Times, James Pallotta ha commentato e analizzato la stagione disastrosa appena conclusa per la Roma (sesto posto in campionato, sconfitta in finale di Coppa Italia nel derby, fuori dall'Europa, due allenatori). Il presidente del club capitolino ha definito l'annata "frustrante" e si è detto "decisamente deluso". L'imprenditore americano ha in particolar modo criticato l'atteggiamento della squadra nelle gare disputate contro le medio-piccole, rivendicando invece i risultati positivi ottenuti nei big match:

Abbiamo sconfitto tutte le migliori squadre: la Juventus, abbiamo distrutto il Milan, la Fiorentina e battuto tre volte l'Inter. Ma è assurdo il modo in cui abbiamo giocato contro le squadre dalla metà della classifica in giù. Abbiamo molti nuovi giocatori. Ci vorrà tempo.

Successivamente Pallotta ha messo da parte le vicende tecniche e si è concentrato in maniera particolare sulla questione dello sviluppo del marchio Roma:

Stiamo facendo della Roma un brand. Le squadre di calcio in Italia sono scambiate sulla base di ricavi e un certo ammontare di ego. Noi non lo abbiamo fatto per l'ego. Se il Manchester United vale 3,9 miliardi di dollari e la Roma è valutata meno di 200 milioni, ci sono tante opportunità per colmare quel divario. Le squadre di calcio dovrebbero essere gestite come un business, non come un hobby.

Il presidente giallorosso, l'unico straniero nel campionato di Serie A italiano, ha quindi rivolto delle critiche alla passata gestione della famiglia Sensi che per quanto concerne i "social media o sistemi di gestione dei fan" non aveva "fatto nulla, dimenticandosi di Facebook o Twitter" ed ha spiegato che l'intenzione è di creare un database dei suoi sostenitori, riprendendo l'esperienza dei Boston Celtics, dei quali Pallotta possiede una quota. L'obiettivo finale è di permettere l'accesso allo stadio senza biglietto cartaceo, ma con gli smartphone.

Quindi ha rivelato che il suo gruppo si propone di raccogliere nuovo capitale di almeno 75 milioni di dollari, con la banca statunitense Morgan Stanley advisor dell'operazione. Insomma, in vista c'è un aumento del capitale:

Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma.

Intanto la redditività appare ancora lontana: secondo il rapporto annuale di Deloitte la Roma è scesa di quattro posti, al 19esimo, tra i top club europei nel 2011/12, con ricavi totali in calo del 19 per cento a €115,9 milioni, in gran parte a causa della sua mancata qualificazione per la Champions League. Le entrate commerciali sono invece cresciute del sei per cento (36,8 milioni di euro).

Scritto da: Massimo Galanto - lunedì 24 giugno 2013
http://www.calcioblog.it/post/195673/roma-pallotta-e-stato-anno-frustrante-anche-se-abbiamo-battuto-tutte-le-grandi

ian

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"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.

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Rivolazionario

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Citazione di: ian il 24 Giu 2013, 15:58
"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.

Cerca di farci capire che stanno cercando di mettere in piedi una tasche force.

Davy_Jones

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Citazione di: ian il 24 Giu 2013, 15:58
"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.

cercano gente un po' meno mortidefame de loro pe finanzialli

pandev66

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Citazione di: Davy_Jones il 24 Giu 2013, 16:09
cercano gente un po' meno mortidefame de loro pe finanzialli

Ecco perchè hanno cercato lo sceicco umbro...

:D

Gricia

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Citazione di: ian il 24 Giu 2013, 15:58
"Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma."
Cioè?
Me sfugge er furgido senzo.

pe' sfogasse

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arrigodolso

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Per quanto riguarda la società di scherma che ha vinto più titoli , mi piacerebbe sentire l'opinione di Jesi.......

skydark

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Citazione di: James Pallotta il 24 Giu 2013, 14:36
Penso che a tanta gente con le tasche piene piacerebbe possedere la Roma.

Sì, da dietro. Come abbiamo fatto noi il 26 maggio.  :ssl

Maremma Laziale

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Citazione di: Gricia il 24 Giu 2013, 14:36
Roma, Pallotta: "È stato anno frustrante, anche se abbiamo battuto tutte le grandi"
Le parole del presidente giallorosso al Financial Times.

Abbiamo sconfitto tutte le migliori squadre: la Juventus, abbiamo distrutto il Milan, la Fiorentina e battuto tre volte l'Inter. Ma è assurdo il modo in cui abbiamo giocato contro le squadre dalla metà della classifica in giù. Abbiamo molti nuovi giocatori. Ci vorrà tempo.


Questo li sta a sfidà. Li sta prendendo palesemente per il c**o.

SATOR 58

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Citazione di: Maremma Laziale il 24 Giu 2013, 19:07
Questo li sta a sfidà. Li sta prendendo palesemente per il c**o.
... sò sempre più convinto che è Laziale: solo un Laziale può prenderli x il cu.o così ...  :) :) :) :) :)

spook

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Daniele, c'è solo un motivo         
Mercoledì 03 Luglio 2013 07:59
TONINO CAGNUCCI

Non si sa perché ieri Panorama abbia elencato cinque motivi secondo cui Daniele De Rossi dovrebbe andarsene da Roma, ma si potrebbe fare una panoramica di tutti i motivi per cui Daniele De Rossi deve restare a Roma. Sono mille e mille e mille di più, ma ce n'è uno che vale tutti gli altri insieme, uno che vale di più: forse l'unico che va ricordato a lui, perché tutti gli altri lui sicuramente li sa. Daniele De Rossi deve restare a Roma non perché è ancora uno dei più forti centrocampisti al mondo (lo ha detto la Confederations Cup l'altro giorno), non perché sennò con chi lo sostituisci? Non perché Daniele De Rossi è il giocatore nella storia della Associazione Sportiva Roma ad aver giocato più volte con la Nazionale, non perché Daniele De Rossi è il giocatore nella storia della Associazione Sportiva Roma ad aver segnato più volte con la Nazionale, non perché Daniele De Rossi è insieme a Attilio Ferraris il giocatore della storia dell'Associazione Sportiva Roma ad aver vinto una medaglia olimpica e un Mondiale.
Non perché Daniele De Rossi ha vinto un Mondiale e lo ha vinto tirando a ventidue anni un rigore dopo quattro giornate di squalifica in finale. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma nemmeno perché una volta (a Bologna) si commosse quando raggiunse il numero di partite giocate da Agostino Di Bartolomei, e nemmeno perché pianse davanti a tutti quando intitolarono un campo a Trigoria per il Capitano. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma perché da ragazzino indossava la maglia Barilla di Falcao e di Agostino o perché quella storia la conosce e la rispetta a memoria, nel cuore o davanti al mare. No. Daniele De Rossi non deve restare alla Roma perché quando la Roma perde perde soprattutto lui visto che è romanista e visto che il ritornello ormai è confezionato: "a corpa è de De Rossi"; non deve restare alla Roma perché non è vero che "so' tre anni che non gioca" visto che nella stagione di Luis Enrique ha la media voto più alta dei giocatori della Roma; non deve restare alla Roma perché quando la Roma vince non gliene frega niente di venire a parlare davanti alle telecamere troppo occupato magari a rivedersi la partita nel suo personalissimo interiore 90° minuto. Non per il sorriso spudorato smargiasso beffardo fantastico romano romanista in diretta tv quando vide la schermata della classifica con la Lazio terz'ultima dopo la sconfitta in casa col Catania di Maxi Lopez. Non per quella volta che s'è arrampicato sul cancello giallo fra palco e realtà, pista dell'Olimpico e Curva dell'Olimpo dopo un derby vinto, nemmeno per quella volta che là sopra ci arrivò solo con un salto, per andarsi ad abbracciare Okaka dopo un gol al Siena all'ultimo minuto manco fosse il Real Madrid. Assist di Pit. Non per quella maglietta sdrucita, slabbrata, strappata, amata, baciata mille volte e milleuna riamata, tirata fra il suo cuore e le gole della sua gente dopo un 3-3 in rimonta sull'Inter. Non per il tiro da lontano (roba di decenni, roba di vecchia Roma come un ritornello che nessuno canta più) tirato dalle mille miglia a Siena per infrangersi - lui mare e sempre mare di Roma - contro una vetrata dove c'era una scritta per Antonio De Falchi e dove c'era la sua Brigata. Daniele De Rossi non deve restare per i fiori che ha portato sotto le vetrate e dentro al cuore, non per tutto quello che ha fatto e che non dice, non per le parole che sceglie di tacere quando se parlasse forse in tanti capirebbero quello che pure è evidente...
Non per rispondere a tutto il livore che sopporta, nemmeno alle calunnie che lo feriscono e che feriscono le cose sante della sua vita. Daniele De Rossi non devere restare alla Roma per le lacrime a Verona, né per il sorriso che quando la Roma segna sprigiona. E no, nemmeno perché semplicemente e veramente ama la Roma. Né perché è biondo, non per la vena del collo che si gonfia, non per far vedere quello che c'è sotto la barba (il viso pulito di una persona pulita), non perché ha firmato col contratto in scadenza rifiutando il doppio di quello che guadagna. Daniele De Rossi non deve restare a Roma nemmeno perché se se ne andasse farebbe vincere le cattive voci, le calunnie di fuori e non le voci di dentro, lasciando anche un po' più soli i romanisti. Non se ne deve andare perché allo stadio finora non è mai stato fischiato dalla sua Curva, né perché negli ultimi tre anni la sua Curva ha deciso di fare soltanto uno striscione per un giocatore: a lui ("Daniele De Rossi non si tocca"). Daniele De Rossi deve restare per un motivo soltanto. Deve restare anche se a volte amare vuol dire soprattutto separarsi, lasciarsi e lasciarla andare. Ma l'amore devi saperlo anche finire e la tua storia, la tua immagine, la tua ultima partita non può essere quella. Non con te che piangi, non con loro che festeggiano. Non con te in ginocchio, non con quelli che saltano. No. Mai. No. Non lo meriti tu, non lo meritiamo noi. Non lo merita nessuno. Resta, magari per giocare solo un'altra partita. Alza quella Coppa Daniele, come fece Agostino, poi dopo se vuoi sarai libero di... amare.


Siamo passati dal sesso lombare di romita all'amore puro di cagnuccio nostro, con la speranza che l'articolo (dove però stranamente non riconosco lo stile futurista di tonino) convinca cappetan futuro a restare per regalarci altri bei momenti e soprattutto continuare a dissanguare la già disastrata cassa societaria.

JumpingJackFlash

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I topi scappano, registriamo il ritiro dell'inno da parte dell'innominabile e gli strali di Amendola

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ian

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Tutta 'sta pippa per dire che non se può andare proprio ora che ha qùest'ultimo bel palo ficcato su per chiùlo?
Bah, poracci, come stanno combinati.

Ps1 che vor dì "questa storia lui la conosce e la rispetta a memoria, nel cuore o davanti al mare"????
Ps2 che vor dì "lui mare e sempre mare di Roma"?

maverickiv2007

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Ma quale Coppa dovrebbe alzà Dagnielino? Al massimo na coppa de spumante pe fasse un drinketto... Comunque io sono d'accordo RESTA DAGNIELINO RESTA

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