L'angolo del buonumure (Articoli divertenti - stagione 2010/2011)

Aperto da Biafra, 13 Set 2010, 07:39

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Biafra

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Il vero profeta.. :D


Un mercato travolgente: lo sgarbo di Rosella, colei che ha già battuto la Juve due volte.

02.09.2010 00.00 di Roberto Renga  articolo letto 23912 volte


Se il mercato fosse quello degli ultimi due giorni, con i direttori sportivi e i giocatori svolazzanti attorno ai microfoni di Criscitello e Valentina, sarebbe una meraviglia,uno spettacolo imperdibile. Ed é strano che il mondo del calcio, già da anni proteso alla monetizzazione dell'aria, non se ne sia accorto, facendosi strapagare e sponsorizzare: altre due lire e le telecamere si potrebbero infilare negli stanzini che pomposamente chiamiamo, per far tutti contenti, box. Ci arriveremo e il presidente Beretta, se ci legge, ruba l'idea.
Pensate che bello: Lotito alle prese con Hernanes, Zamparini che litiga con Delio Rossi per un terzinaccio qualsiasi, Marotta che riceve un no dal primo centravanti che passa, Galliani che convince Berlusconi a prendergli un giocatore e il dottore che gliene prende due: contento, Adriano? Questo sarà, altro é stato. Ci si chiede in giro chi sia stato il protagonista del mercato. Non il club, perché sul successo del Milan c'é poco da dire. Parliamo del singolo, dell'attore, non della compagnia o del teatro.
Personalmente diremmo Massimo Moratti se non avesse venduto Balotelli. L'Inter va bene com'é: perché cambiarla? Per far contenti i tifosi? Sono dispiaciuti forse? Si é dato molto da fare Beppe Marotta, sino alla settimana scorsa padrone della scena, almeno quanto Preziosi, presidente del Genoa intenzionato a scalare l'Everest. Poi il manager juventino ha collezionato più no di Lotito, aprendo una nuova fase nella vita della Juventus, sino a ieri abituata a ricevere entusiastici sì.
Rifiutarono il passaggio solo Gigi Riva, Giorgio Chinaglia, Bruno Giordano e Pietro Paolo Virdis, che si fece poi convincere da Boniperti, che si infilò nella camera che ospitava l'attaccante in un albergo della Sardegna. Ora, tutti insieme: Di Natale, Burdisso, Borriello. Ce n'é abbastanza per finire sul lettino di uno psicologo: caro dottore, mi dica tutto. E il dottore: mi racconti la sua infanzia, mi parli del primo rifiuto della sua vita.
La fuga di Burdisso ha aperto la strada a una delle sorprese del mercato: Borriello in giallorosso. Ci sono retroscena, che giustamente devono passare alla nostra piccola storia calcistica. Daniele Pradè (voto nove e mezzo; il dieci a Rajola, cuoco capace di cucinare piatti insoliti e vincenti, da Gambero Rosso: é lui il numero uno) domenica ha seguito la partita del Milan e ascoltato le dichiarazioni di Borriello, così sintetizzabili: adesso che é arrivato Ibra, quando gioco io? Parole ascoltate anche da Marotta. Pradè ha telefonato a Rosella Sensi. Marotta ha chiamato Borriello e l'intervento juventino é diventato pubblico: in serata agenzie e televisioni non dicevano altro.
Pradè a Rosella: ci inseriamo e facciamo un dispetto alla Juve, che ci ha fatto pagare Burdisso tre milioni in più? Rosella: ci inseriamo, ma per prenderlo. A tutti i costi.
Rosella ha ragionato come suo padre. A uno sgarbo si risponde con due sgarbi. Pradè é stato spedito a Torino e Milano e, in genere, ovunque si trovasse Borriello. Rosella si é messa in contatto con Galliani, che ha preso nel cuore della romanista il posto che era stato occupato da Moratti. Galliani ha annuito, abbassando anche la richiesta: dieci milioni da pagare in tre atti a partire dalla prossima stagione.
Cifra adeguata. Tanto che la Sensi non ha avuto bisogno di ricevere l'assenso della banche: dieci milioni li può coprire con le prossime partite in Champions (é stato scritto il contrario: dimenticatelo. Come dovete dimenticare il messaggio che Totti avrebbe spedito a Borriello: falso). Pradè non ha mai mollato Borriello, che gli ha chiesto solo di poter dormire in un singolo, questione di abitudine. Bruno Conti ha ricordato a Borriello di quando, ragazzo, la Roma lo voleva già. Borriello si é scusato con Marotta: come posso dire no alla Roma? E così ci spinge tutti a riscrivere un pezzo di storia del nostro calcio.
A Roma già sono felici per aver battuto la Juve due volte. Se poi batteranno anche Milan e Inter, ma sul campo, non basterà il Circo Massimo e Antonello dovrà scrivere un'altra canzone e Carlo Zampa inventare nuove definizioni per i calciatori della Roma.


:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

eaglefly1978

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Il Rumenista, Domenica 12 Settembre 2010 14:07

Roma, dove sei?


TONINO CAGNUCCI
Ma erano tutti scemi quelli che erano andati a Ciampino a cantare "Vinceremo il tricolore" soltanto qualche giorno fa oppure è più surreale vedere Ranieri che "motiva" Baptista mentre lo sta lanciando dentro l'assurdo di un 1-4 contro il Cagliari? E' una scena che manco Bunuel avrebbe osato immaginare. Poi è finita 5-1 e allora mancano i termini di paragone.

Cinque a uno è troppo, è troppo per qualsiasi giustificazione, qualsiasi congiura astrale e degli uomini, qualsiasi sfortuna e qualsiasi lista di infortunati. E, soprattutto, è una cosa, qualsiasi cosa essa sia, che i tifosi della Roma non meritano, ma neanche lontanamente, neanche per niente, tesserati o non tesserati.
Cagliari cinque Roma uno è un non sense (non solo calcistico) che ogni componente della Roma si deve subito stampare e guardare per farci subito i conti. Come fu quel 7-1 di Manchester che portò a tre coppe. Tutti chiusi nello stanzone dello spogliatoio - o dove volete - per far sì che quello che è stato non sia veramente stato e, soprattutto, che non sia più. Basta. Siano problemi di forma, di preparazione, di concentrazione, di litigi tra i dirigenti, risolveteli, Subito. Perché se non si dà una svolta l'unica salvezza è tifare per lo sciopero dei calciatori sin da adesso. Da ieri. L'unica cosa decente della Roma (la Roma?) a Cagliari è stato un colpo di tacco di Totti che poi è dovuto sparire dentro l'errore del campione pagato 8 milioni di euro, dopo la sostituzione di un allenatore che in conferenza stampa ha parlato di Uefa, vabbè, forse di Champions, ma che di scudetto no, ci mancherebbe altro. "Aveva ragione" diranno in tanti adesso, ma solo quelli per cui è normale perdere 5-1. Col Cagliari. Che cosa è?

Sì è vero, dopo il 2-1 con un uomo in meno e senza Totti non era facile, ma così è stato facilissimo per il Cagliari! Dov'è la squadra di Ranieri che l'anno scorso vinceva spesso e volentieri in rimonta o all'ultimo minuto? Hanno pensato a Monaco di Baviera? Sbagliato due volte, visto che del girone - paradossalmente - è la partita in cui ci si può fare meno male. Dov'è la Roma e perché è sparita?
Questa squadra l'anno scorso a un tempo dalla fine è stata campione d'Italia. Questa squadra è l'unica che s'è tenuta un allenatore mentre le altre (e pure ieri l'Inter lo ha dimostrato) hanno scelto un nuovo guru o hanno rifondato completamente. E a quella squadra ci devi aggiungere Adriano, Borriello, Simplicio - senza considerare Burdisso, perché ce l'avevi non tanto per la prestazione di ieri. No. Non c'è una ragione e non ce ne deve essere. Non fate passare per scemi quelli che sono andati a cantare "Vinceremo il tricolore!" perché non lo sono. Semmai sono innamorati. E quando ami non sbagli così tanto, anzi: non sbagli mai.

Flaminio

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Cito un estratto:
" (...) Come fu quel 7-1 di Manchester che portò a tre coppe. (...)"
Insomma, c'è un legame di causa-effetto tra il 7-1 e le 3 coppe. La vergogna si trasformò in trionfo. Il fango in oro. Il 7-1 è la pietra filosofale dei peperones?    :)

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Citazione di: Flaminio il 13 Set 2010, 09:52
Cito un estratto:
" (...) Come fu quel 7-1 di Manchester che portò a tre coppe. (...)"
Insomma, c'è un legame di causa-effetto tra il 7-1 e le 3 coppe. La vergogna si trasformò in trionfo. Il fango in oro. Il 7-1 è la pietra filosofale dei peperones?    :)
Cazzata. Lo sanno tutti che fu il gol di turone a portare quei 3 trofei.

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ian

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Citazione di: eaglefly1978 il 13 Set 2010, 09:26

Il Rumenista, Domenica 12 Settembre 2010 14:07

Roma, dove sei?


TONINO CAGNUCCI
......... per la prestazione di ieri. No. Non c'è una ragione e non ce ne deve essere. Non fate passare per scemi quelli che sono andati a cantare "Vinceremo il tricolore!" perché non lo sono. Semmai sono innamorati. E quando ami non sbagli così tanto, anzi: non sbagli mai.



Noooooo

National Anthem

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Citazione di: eaglefly1978 il 13 Set 2010, 09:26

Il Rumenista, Domenica 12 Settembre 2010 14:07

Roma, dove sei?



Ma erano tutti scemi quelli che erano andati a Ciampino a cantare "Vinceremo il tricolore" soltanto qualche giorno fa?


Si.

spook

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Bravo Biafra, questo topic ci accompagnerà e ci allieterà per tutta la stagione!!!

:srm:

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iDresda

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Sento che questo topic farà impallidire il record di pagine raggiunto dal topic SOLO mercato
:lol:

eaglefly1978

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Citazione di: Dresda_BiancoBlu il 13 Set 2010, 12:46
Sento che questo topic farà impallidire il record di pagine raggiunto dal topic SOLO mercato
:lol:

OT

Il tuo amico difettoso poi che fa? Viene a prendere di persona st'altra cinquina a Monaco?   8)

iDresda

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Citazione di: eaglefly1978 il 13 Set 2010, 12:51
OT

Il tuo amico difettoso poi che fa? Viene a prendere di persona st'altra cinquina a Monaco?   8)
:lol:
Gli ho detto che non sarei stato a casa (parto mercoledì per un colloquio in Olanda), se l'è presa perché pensava che avessi tirato fuori la solita scusa da "lanziale" 'nvidioso.
Ma invidioso de che? :lol:

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eaglefly1978

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Citazione di: Dresda_BiancoBlu il 13 Set 2010, 12:55
:lol:
Gli ho detto che non sarei stato a casa (parto mercoledì per un colloquio in Olanda), se l'è presa perché pensava che avessi tirato fuori la solita scusa da "lanziale" 'nvidioso.
Ma invidioso de che? :lol:

De 'sti tempi poi...  :lol: :lol: :lol:

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08/07/2010
Calenda: «Vi svelo il colpo Adriano»

Nelle vicende di mercato, spes­so gli uomini chiave sono quelli che lavo­rano nell'ombra. Adriano in giallorosso è stato voluto dalla dottoressa Sensi, con­cretizzato da Daniele Pradè, ma un ruo­lo decisivo lo ha avuto anche l'agente Fi­fa Roberto Calenda con un lavoro durato mesi. Ora che l'Imperatore è arrivato a Trigoria, dimostrando una grande voglia di torna­re quello che è stato, cioè uno degli attaccanti più de­vastanti del mondo, ci sia­mo fatti raccontare qual­che dettaglio inedito su co­me è stato concretizzato il suo arrivo al­la Roma.
Quando è cominciata la trattativa per Adriano?
«Tanto tempo fa. Settembre 2009, ap­pena concluso il mercato estivo dello scorso anno».
Come è nata?
«E' stata una mia iniziativa. Si sapeva che la Roma cercava una prima punta. Sono andato a Trigoria, ho parlato con la dirigenza e gli ho chiesto: lo volete Adria­no? Mi hanno risposto positivamente e lì è cominciato tutto».
Adriano quando ha saputo che la Roma voleva riportarlo in Italia?
«Nell'ottobre dello scorso anno. Si è su­bito dimostrato interessato».
Interessato perché?
«E' sempre stato affascinato da Roma e dai suoi tifosi, lo avevano conquistato da avversario, gli piaceva l'idea di diventa­re un giocatore della Roma. Nel passato campionato ha seguito tutte le partite della squadra di Ranieri, affascinato dal gioco che lui diceva alla brasiliana dei giallorossi».
Perché allora non è arri­vato a gennaio?
«Ci abbiamo provato, ma lui aveva un impegno con il Flamengo, voleva vince­re lo scudetto e provare a fare la stessa cosa con la coppa Libertadores».
Non avete però mollato la presa nonostante l'arri­vo a Trigoria di Toni.
«No, non abbiamo mollato per niente. Io ho fatto diversi viaggi a Rio per incon­trare il giocatore, spiegargli il progetto Roma, riferirgli pensieri e parole dello staff giallorosso. La trattativa così è ri­masta aperta con Adriano che ha comin­ciato a tifare sempre di più la squadra giallorossa».
Quando ha capito che sarebbe diventa­to un giocatore della Roma?
«Nel momento in cui ha cominciato a rifiutare le tante, vi assicuro, tante offer­te che gli arrivavano».
Da parte di chi?
«Ci sono state almeno tre squadre ita­liane che hanno provato a prenderlo».
Quali?
«Milan, Napoli e Genoa».
E poi chi altro?
« Il Manchester City
per esempio. In questi mesi è arrivata anche una solidis­sima offerta da parte di un club arabo. Così come al Flamengo hanno provato di tutto per trattenerlo, offrendogli tantis­simi soldi. Lì ho capito che era fatta, cioè che Adriano aveva scelto la Roma».
Non è stata quindi una scelta di soldi.
«Lo posso escludere nel­la maniera più assoluta. Forse qualcuno non si ren­de conto della potenza me­diatica e del nome che an­cora oggi ha Adriano. Stia­mo parlando di un giocato­re che fa la differenza, di un campione vero. Oggi con l'arrivo di Adriano, la Roma avendo anche Totti, può dire di avere i due giocatori media­ticamente più incredibili al mondo». :lol:
Qual è stata la chiave vincente di que­sta trattativa?
«La stima e la fiducia».
Cioè?
«La stima e la fiducia che la Roma ha sempre dimostrato al giocatore, sin dal primo contatto. Adriano è un ragazzo di una sensibilità incredibile, per lui senti­re l'affetto di chi lo circonda, è un fatto­re fondamentale. Se poi avverte anche la stima nei suoi confronti, allora è un ra­gazzo che ti regala il suo cuore e dà tutto se stesso. Roma in questo senso è la piaz­za perfetta per lui. Sono convinto che in maglia giallorossa tornerà l'Imperatore e la Roma avrà fatto il miglior affare pos­sibile ».
Se dovesse riandare a un episodio de­cisivo di questa trattativa, cosa ci rac­conterebbe?
«Una telefonata».
Tra chi?
«Rosella Sensi e Adriano».
Quando?
«La data è facile da ricor­dare, era il giorno della fi­nale di Champions Lea­gue » .
Ventidue maggio quindi. Che è accaduto in quella telefonata?
« Il presidente della Ro­ma ha usato le parole giu­ste, decisive per conquistare definitiva­mente il giocatore. Lo ha fatto sentire co­me un fratello minore  :lol:, come in una fami­glia. Lo ha conquistato. Da quella telefo­nata tutto è andato in discesa».

Diventata fumata bianca con il viaggio del direttore sportivo Daniele Pradè a Rio de Janeiro.
«Vero. Il più era stato già fatto, ma in quella cena a Ipanema, Daniele ha usato toni e parole giuste, (Ciao, Amore?)  ha fatto capire al gio­catore come fosse indispensabile per un progetto vincente  :lol: della Roma. In quella serata di fatto sono state messe le firme».
Poi siglate a Villa Pacelli.
«Dove Adriano ha capito sempre di più di aver fatto la scelta giusta. La signora Maria che gli ha fatto il caffè, non la di­menticherà mai».  :rotfl2:

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Citazione di: Biafra il 15 Set 2010, 17:21
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08/07/2010
Calenda: «Vi svelo il colpo Adriano»

Nelle vicende di mercato, spes­so gli uomini chiave sono quelli che lavo­rano nell'ombra. Adriano in giallorosso è stato voluto dalla dottoressa Sensi, con­cretizzato da Daniele Pradè, ma un ruo­lo decisivo lo ha avuto anche l'agente Fi­fa Roberto Calenda con un lavoro durato mesi. Ora che l'Imperatore è arrivato a Trigoria, dimostrando una grande voglia di torna­re quello che è stato, cioè uno degli attaccanti più de­vastanti del mondo, ci sia­mo fatti raccontare qual­che dettaglio inedito su co­me è stato concretizzato il suo arrivo al­la Roma.
Quando è cominciata la trattativa per Adriano?
«Tanto tempo fa. Settembre 2009, ap­pena concluso il mercato estivo dello scorso anno».
Come è nata?
«E' stata una mia iniziativa. Si sapeva che la Roma cercava una prima punta. Sono andato a Trigoria, ho parlato con la dirigenza e gli ho chiesto: lo volete Adria­no? Mi hanno risposto positivamente e lì è cominciato tutto».
Adriano quando ha saputo che la Roma voleva riportarlo in Italia?
«Nell'ottobre dello scorso anno. Si è su­bito dimostrato interessato».
Interessato perché?
«E' sempre stato affascinato da Roma e dai suoi tifosi, lo avevano conquistato da avversario, gli piaceva l'idea di diventa­re un giocatore della Roma. Nel passato campionato ha seguito tutte le partite della squadra di Ranieri, affascinato dal gioco che lui diceva alla brasiliana dei giallorossi».
Perché allora non è arri­vato a gennaio?
«Ci abbiamo provato, ma lui aveva un impegno con il Flamengo, voleva vince­re lo scudetto e provare a fare la stessa cosa con la coppa Libertadores».
Non avete però mollato la presa nonostante l'arri­vo a Trigoria di Toni.
«No, non abbiamo mollato per niente. Io ho fatto diversi viaggi a Rio per incon­trare il giocatore, spiegargli il progetto Roma, riferirgli pensieri e parole dello staff giallorosso. La trattativa così è ri­masta aperta con Adriano che ha comin­ciato a tifare sempre di più la squadra giallorossa».
Quando ha capito che sarebbe diventa­to un giocatore della Roma?
«Nel momento in cui ha cominciato a rifiutare le tante, vi assicuro, tante offer­te che gli arrivavano».
Da parte di chi?
«Ci sono state almeno tre squadre ita­liane che hanno provato a prenderlo».
Quali?
«Milan, Napoli e Genoa».
E poi chi altro?
« Il Manchester City
per esempio. In questi mesi è arrivata anche una solidis­sima offerta da parte di un club arabo. Così come al Flamengo hanno provato di tutto per trattenerlo, offrendogli tantis­simi soldi. Lì ho capito che era fatta, cioè che Adriano aveva scelto la Roma».
Non è stata quindi una scelta di soldi.
«Lo posso escludere nel­la maniera più assoluta. Forse qualcuno non si ren­de conto della potenza me­diatica e del nome che an­cora oggi ha Adriano. Stia­mo parlando di un giocato­re che fa la differenza, di un campione vero. Oggi con l'arrivo di Adriano, la Roma avendo anche Totti, può dire di avere i due giocatori media­ticamente più incredibili al mondo». :lol:
Qual è stata la chiave vincente di que­sta trattativa?
«La stima e la fiducia».
Cioè?
«La stima e la fiducia che la Roma ha sempre dimostrato al giocatore, sin dal primo contatto. Adriano è un ragazzo di una sensibilità incredibile, per lui senti­re l'affetto di chi lo circonda, è un fatto­re fondamentale. Se poi avverte anche la stima nei suoi confronti, allora è un ra­gazzo che ti regala il suo cuore e dà tutto se stesso. Roma in questo senso è la piaz­za perfetta per lui. Sono convinto che in maglia giallorossa tornerà l'Imperatore e la Roma avrà fatto il miglior affare pos­sibile ».
Se dovesse riandare a un episodio de­cisivo di questa trattativa, cosa ci rac­conterebbe?
«Una telefonata».
Tra chi?
«Rosella Sensi e Adriano».
Quando?
«La data è facile da ricor­dare, era il giorno della fi­nale di Champions Lea­gue » .
Ventidue maggio quindi. Che è accaduto in quella telefonata?
« Il presidente della Ro­ma ha usato le parole giu­ste, decisive per conquistare definitiva­mente il giocatore. Lo ha fatto sentire co­me un fratello minore  :lol:, come in una fami­glia. Lo ha conquistato. Da quella telefo­nata tutto è andato in discesa».

Diventata fumata bianca con il viaggio del direttore sportivo Daniele Pradè a Rio de Janeiro.
«Vero. Il più era stato già fatto, ma in quella cena a Ipanema, Daniele ha usato toni e parole giuste, (Ciao, Amore?)  ha fatto capire al gio­catore come fosse indispensabile per un progetto vincente  :lol: della Roma. In quella serata di fatto sono state messe le firme».
Poi siglate a Villa Pacelli.
«Dove Adriano ha capito sempre di più di aver fatto la scelta giusta. La signora Maria che gli ha fatto il caffè, non la di­menticherà mai».  :rotfl2:

E adesso a Borriello CHI glielo dice ?

And159

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Cmq se volete intervistare Adriano dal vivo ogni tanto fatevi un giro al Sofia.Sarà lieto di offrirvi da bere :twisted: :twisted: :twisted:

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Zoppo

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