OT (è una perla del 2007)
Il Romanista: la Scarpa d'Oro di Totti è tutto tranne che un premio svalutato.articolo di
Tonino Cagnucci sul Romanista del 18 giugno 2007
Dal 17 giugno del 2001 a ieri, dal Trattato di Roma con cui in Campidoglio il 25 marzo 1957 nasceva la CEE, al Santiago Bernabeu, passando per una tivvù accesa al Torrino, finalmente l'Europa è unita. Settecentonovantanovemilioni di abitanti sparsi su un territorio di poco più di diecimilioni di chilometri quadrati hanno un Re. E' una favola iniziata con un fallo di Vanigli e finita con un altro a van Nistelrooy di Basinas. Prima della mezzanotte: Francesco Totti si è messo una Scarpa d'Oro. 
Cinquantadue federazioni calcistiche affiliate all'Europa per cinquantuno campionati (il Lichtenstein non ha torneo ma solo una coppa), circa ottocento squadre di calcio, migliaia di calciatori hanno eletto il loro Bomber:
una volta, quando c'era la Lira, c'era Roberto Pruzzo dalle parti della capitale delle capitali, con l'Euro quello è il nuovo titolo di Francesco Totti. Esperanto del pallone, speranza dell'umanità. 
Dal 19 febbraio del 2006 con una caviglia spaccata in due e i sogni finiti a Villa Stuart a ieri sera, è passato poco più di un anno: Totti è diventato campione del Mondo, vicecampione d'Italia, capocannoniere della serie A e d'Europa, ha alzato a Milano la Coppa Italia, ha battuto il Lione e il Manchester United. Lui non Ronaldinho, né Shevchenko, o Drogba, Eto'o, Crespo, Ibrahimovic, Del Piero, Baggio, Boninsegna, Riva, Rivera, Maldini, Baresi, Platini (questi manco un Mondiale hanno vinto...) e mille altri. No: lui sì.

Totti quello che... "sì è pure fortissimo però non ha mai vinto niente a livello internazionale", quello "sì a Roma è Dio però in Europa chi lo conosce?", quello che con le stampelle è andato in Curva Sud, coi capelli corti ha guardato negli occhi un portiere australiano alto e brutto e in primissimo piano il mondo e gli ha fatto go (go perché è Tottigo) oltretutto anche dopo l'ultimo minuto. «Dicevano che ero finito...», ha detto e poteva pure non dirlo. Basta riguardare quella "cosa" terra-aria "a Sampdoria", la mezzarovesciata rovescia Milan a Milano, la punizione stile Comiso a Palermo, eccetera ed eccetera. Tutto il resto è gioia.
E' il primo romanista che vince la Scarpa d'Oro, è il secondo italiano a riuscire a fare quello che gente come Eusebio, van Basten, Rush, Gerd Muller, Henry, Ronaldo, Hugol Sanchez, Stoickhov, hanno fatto. Che gli sia capitato il 17 giugno è per forza un destino. Anche di domenica come quella domenica di un milione di bandiere. E se pure Capello ha goduto, chissenefrega. Il Barcellona ha fatto di tutto per cercare di comprarsi legalmente il Maiorca, le aveva promesso due milioni di euro e, dicono, anche Chivu. Se lo terranno se andrà là. E se pure Capello ha goduto chissenefrega, serve soltanto a ricordare a tutti che non lo faceva dal 17 giugno 2001, con la Roma: come ieri, 3-1. Tutto il resto è stato Calciopoli. Niente. Macerie. Placche. In piedi c'è rimasto Francesco Totti. Non s'è mai sporcato. Pensa adesso con una Scarpa d'Oro. Altro che Cenerentola.