L'identità divisa: se la mia banca minaccia la mia squadra (da Repubblica)

Aperto da Magic, 02 Set 2010, 09:39

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Magic

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L'identità divisa: se la mia banca minaccia la mia squadra

Le squadre di calcio e le banche: due riferimenti importanti dell'identità, in tempi di crisi delle identità. Per quel che riguarda il calcio, è noto. Metà degli italiani tifano per una squadra, il 18% in modo militante. Tra i tifosi, la metà tifano contro un'altra squadra, diversa dalla loro. Proprio come nella politica ai tempi belli. Tra i più giovani, peraltro, il tifo calcistico conta più di ogni altra fede, compresa quella religiosa. Insomma, il calcio offre solide ragioni di appartenenza. Com'è noto. Mentre immagino che l'appartenenza "bancaria" possa sollevare molti più  dubbi e qualche ironia. D'altronde le "banche" sono tra gli organismi che suscitano maggiore diffidenza. Difficile attendersi altro, dopo gli scandali e le crisi in cui sono state coinvolte negli ultimi anni.

Tuttavia, occorre fare attenzione e distinguere. Se solo 2 italiani su 10 esprimono molta o abbastanza fiducia verso le "banche in generale", oltre metà di essi nutre fiducia verso la "propria" banca. Verso l'agenzia dove ha depositato i "propri" risparmi. Verso i funzionari e gli esperti che consulta spesso, per avere informazioni e consigli. D'altronde, non potrebbe essere altrimenti, verso coloro a cui affidi i tuoi risparmi, i tuoi mutui, i tuoi investimenti e i tuoi fondi, piccoli o grandi che siano. In un Paese dove la quota dei risparmiatori tra le più alte del globo. Forse la più alta. Perché da noi  il risparmio è ancora
considerato un valore e il debito un peccato (e un rischio). Così, può succedere che  si generino conflitti di identità, che attraversano e dividono le stesse persone. Visto che ciascuno di noi ha molte appartenenze, molte identità (religiose, politiche, territoriali, di genere e di generazione). E costa  impegno a tenerle insieme. A farle coabitare, soprattutto quando diventano contraddittorie.

Ad esempio, essere rossoneri e di sinistra allo stesso tempo. Non è facile. Ed è divenuto difficile, per me, far convivere i due riferimenti dell'identità  di cui ho parlato prima. La banca e la squadra di calcio. Mi spiego. Io, come sanno alcuni che mi leggono e tutti quelli che mi conoscono, sono molto bianconero. Juventino. Dall'infanzia e forse dapprima. Come molti immigrati e i figli di immigrati che vivono (vivevano) nella provincia piemontese. I torinesi veri, invece, tifavano e tifano Toro. Questione di "integrazione": i gruppi sociali periferici, per integrarsi, cercano canali diretti e "vincenti". Una giustificazione ex post: io non mi sono mai chiesto perché sono juventino. Lo sono e basta. Anche se da qualche tempo - io e la Juve -  non vinciamo più. Anzi. Dopo il passaggio in serie B e l'illusione breve di un rapido ritorno ai fasti del passato, arranchiamo. Alla ricerca dei successi perduti. Con molta delusione. Il nostro peso fra i tifosi, intanto, sta calando. Difficile tifare per chi perde. Mentre è in crescita il tifo nerazzurro. Non sospettavo che fossero così numerosi. Ma da qualche tempo mi trovo circondato da interisti. Effetto band wagon, in una certa misura. Perché il carro dei vincitori è sempre carico. (Unica, triste, consolazione: l'Inter ha rubato alla Juve anche lo scudetto della squadra più odiata. Me lo sarei tenuto volentieri).

Ma il malessere che mi accompagna non accenna a declinare. Penso alla campagna del calcio-mercato appena conclusa. Nella quale abbiamo cambiato quasi tutti, dal Direttore sportivo e dall'allenatore in giù. Se ne sono andati tanti. Alcuni mi piacevano molto. Diego e Giovinco, non li avrei ceduti mai. Mentre sono arrivati giocatori costosi di cui prima sapevo poco (Krasic: chi è costui?). Mentre di altri, arrivati gratis, mi sfuggiva l'esistenza (Rinaudo: sarà un brasiliano?). Ho assistito, ancora, a fatti che, in passato, non avrei mai immaginato. Giocatori che hanno rifiutato il passaggio alla Juve. Per fedeltà ai colori (Di Natale, ma anche Burdisso). Mentre altri, come Borriello e Kaladze, non sono arrivati, pare, per scelta personale. Di interesse: economico ma anche di competitività. Evidentemente, oggi la Juve, per un giocatore ambizioso, ha meno appeal della Roma e dello stesso Genoa. Anche se tra Grosso e Kaladze (uno scontro fra titani) mi tengo Grosso. E tra Borriello e Amauri non vedo distanze enormi (a meno che non si metta sul piatto Belen, che però, mi dicono, da molto tempo  veleggia altrove).

Tuttavia, non nego di essere a disagio. Con me stesso. Perché io sono un correntista Unicredit. Ho miei risparmi depositati nell'agenzia di Isola Vicentina, dove abitavo al tempo dei miei primi stipendi. Mi hanno sempre trattato bene, con riguardo e attenzione. Ieri e anche oggi. Eppure, un poco, mi disturba che Burdisso e Borriello siano stati ingaggiati dalla Roma  -  invece che dalla Juve  -  grazie al consenso e alla garanzia finanziaria di Unicredit. Proprietaria, di fatto, della Roma. O meglio, del suo debito enorme. Mi disturba. Non perché ci tenessi molto a Borriello (a Burdisso un po' di più). Ma perché la mia identità ne esce contrastata. Come posso affidarmi a una banca che combatte contro il mio tifo? Che usa (anche) i miei soldi (una goccia nell'oceano, lo so) contro di me? Come posso restare, al tempo stesso, bianconero e  di Unicredit senza sentirmi dissociato? Il conflitto fra banca e tifo. Da matti. Un non-problema, del tutto inesistente, diranno tutti (o quasi). Un altro segno di questi tempi tristi, senza fede e senza ideologia, senza politica e senza valori. Però una cosa è certa: io la squadra non la cambio.


fonte Repubblica.it


...vedo che finalmente non è solo un nostro malessere...


eaglefly1978

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FINALMENTE (anche se con MOOOOOLTO ritardo) qualcuno comincia ad aprire gli occhi...

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Che Unicredit sia la proprietaria della roma e compri i giocatori deve indignare a prescindere, non perchè uno è juventino o ha il conto all'unicredit.

PILØ

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Bellissima la chiosa finale "Però una cosa è certa: io la squadra non la cambio. "
Un invito a cambiare banca? :D

Murmur

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Dovrebbero scatenarsi TG e giornali, una banca che in tempi come questi elargisce 15 milioni così a cuor leggero.
Fosse successo a noi, Borriello l'avrebbe rispedito la finanza a Milano a calci in culo
Invece l'unica reazione è questo articoletto che, tra il serio e il faceto, afferma che è difficile essere juventini e unicreditisti, come lo è essere milanisti e sinistristi. Ripeto, stronzate. Altro che "cominciano a svegliarsi"

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Zoppo

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Citazione di: Murmur il 02 Set 2010, 10:26
Dovrebbero scatenarsi TG e giornali, una banca che in tempi come questi elargisce 15 milioni così a cuor leggero.
Fosse successo a noi, Borriello l'avrebbe rispedito la finanza a Milano a calci in culo
Invece l'unica reazione è questo articoletto che, tra il serio e il faceto, afferma che è difficile essere juventini e unicreditisti, come lo è essere milanisti e sinistristi. Ripeto, stronzate. Altro che "cominciano a svegliarsi"

Stra d'accordo. Questa è una cosa da ufficio inchieste. E invece ci facciamo 4 risate in allegria. Articoli così mi fanno rodere ancora di più il sedere. Preferisco sky che finge che non sia successo niente esaltando l'as mafia.

cosmo

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Dietro l'operazione della Sensi, l'ombra di Sawiris (Wind) e di Unicredit.

Mezzogiorno di fuoco per Marco Borriello, anzi mezzogiorno e mezzo.
Alle 12,30 avverrà, infatti, l'attesa presentazione del nuovo centravanti della Roma, che tante speranze sta sollevando tra i tifosi giallorossi.
L'arriva di Adriano, infatti, non aveva convinto nessuno, specie dopo averlo visto in campo, ancora troppo lento e pesante per un camionato come quello italiano.
Borriello, invece, che ieri ha superato al Gemelli le visite mediche convince tutti.
Piace anche che abbia detto "no" alla Juventus, storica "rivale" della tifoseria giallorossa.
Vedremo oggi cosa avrà da aggiungere anche il calciatore, alle poche parole di entusiasmo già pronunciate dopo la firma del contratto.

Ieri la Borsa ha premiato l'acquisto del centravanti
La Roma chiude col botto la campagna acquisti e rimbalza immediatamente in borsa, dove le azioni del club giallorosso sono salite di valore stamattina, in apertura di seduta, di più del 3%. Ma i mercati non si entusiasmano per questo o quel centravanti. Semplicemente c'è chi è convinto - e lo scrive anche il quotidiano economico Il Sole 24ore - che, dietro il via libera di Unicredit all'acquisto di Borriello, ci sia il rinnovato interesse del magnate egiziano Sawiris all'acquisto del club giallorosso.   
Sawris interessato alla società
Anche per questo Unicredit avrebbe offerto le garanzie per l'acquisto del centravanti. La banca di piazza Cordusio, infatti, punta a far primeggiare la squadra sul campo, in modo da poter attrarre un compratore che possa valorizzarla al massimo. E i corteggiatori non mancano.
In particolare tra i pretendenti starebbe tornando all'attacco il miliardario egiziano Naguib Sawiris, proprietario di Wind che a sua volta è sponsor della società di calcio.


Offerta da 140 milioni di euro
Sembra che UniCredit abbia contattato il patriarca della famiglia del magnate, Onsi Sawiris, per tastare il terreno.
Tuttavia la famiglia Sawiris dovrebbe fare l'acquisizione personalmente, non mediante Weather Investments che controlla Wind, in quanto non in grado si supportare finanziariamente l'operazione.
Così Il sole 24 ore parla di una offerta di 140 mln di euro, ben 40 milioni di euro in più delle precedenti offerte.
Non solo: per il quotidiano di Confindustria Unicredit conta di concludere le nozze entro fine anno, ovvero prima della riapertura della campagna acquisti.


Angelini non ce la fa da solo
D'altra parte Francesco Angelini resta interessato ad acquistare il controllo della As Roma, ma all'interno della stessa famiglia di imprenditori farmaceutici esisterebbe una diversità di vedute al riguardo.
Angelini potrebbe fare l'operazione, ma non da solo, probabilmente in cordata con altri soggetti: tra i nomi che sono circolati c'è quello del private equità Clessidra, interessato a rilevare una minoranza, ma che per ora non si sarebbe fatto ancora avanti in modo esplicito.


E gli Angelucci non piacciono a Unicredit
La stessa famiglia Angelucci, i proprietari della Tosinvest con interessi diversificati nella sanità e nell'editoria, si è detta più volte interessata ad acquistare l'As Roma. Ma la manifestazione di interesse (con una cifra intorno ai 100 milioni di euro) non sembra aver trovato almeno per ora il consenso di Unicredit. Gli Angelucci avrebbero per ora ottenuto l'appoggio di Intesa Sanpaolo che però avrebbe assunto esclusivamente il ruolo di advisor (tramite Banca Imi) ma non di finanziatore dell'operazione.
Insomma, tutte le strade portano a Il Cairo.


Fonte: Il salvagente.it


COLDILANA61

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Citazione di: arrigodolso il 02 Set 2010, 12:42

Ilvo Diamanti

Giornalista e se non sbaglio docente di Economia . Non giornalista sportivo .......
E quindi il 90% degli italiani non leggera' MAI questi articoli . troppo faticoso .
E' come pretendere che si parli di Economia sul TG1 e sul TG4 ...... meglio parlare del caldo torrido , dei gusti del gelato e dei cavalli berberi di Gheddafi (magari ci scappa la notizia che e' interessato alle Merde) .  :twisted:

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Brujita!

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Citazione di: Eagles77 il 02 Set 2010, 10:21
Che Unicredit sia la proprietaria della roma e compri i giocatori deve indignare a prescindere, non perchè uno è juventino o ha il conto all'unicredit.

assolutamente d'accordo. Però, nel mio piccolo, io oltre a indignarmi cambio pure banca (si vabbè,lo so : so tutte uguali.... li metto alla posta!! anzi, sotto al materaZZo  piuttosto  :lol: ). Not in my name. Eccheccà!!

Citazione di: Zoppo il 02 Set 2010, 11:29
Stra d'accordo. Questa è una cosa da ufficio inchieste. E invece ci facciamo 4 risate in allegria. Articoli così mi fanno rodere ancora di più il sedere.
Anche a me. Ma, vista la situazione economica, politica e sociale globale, te ne stupisci?  :)

Zoppo

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Citazione di: Maurita! il 02 Set 2010, 20:41
Anche a me. Ma, vista la situazione economica, politica e sociale globale, te ne stupisci?  :)

No Maurita, non me ne stupisco. Ma stavolta secondo me hanno proprio pisciato fuori dal vaso. Ecco perchè voglio fare qualcosa. Voglio unirmi con le altre tifoserie per protestare. Non possono permettersi sempre di fare il cavolo che gli pare e poi sentirmi raccontare un sacco di fregnacce...

white-blu

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A Lazio-Bologna un bello striscione che fà

Borriello non de ringrazia la rossella.......ma Profumo

dite che lo inquadrano ?????

Zoppo

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Citazione di: white-blu il 02 Set 2010, 21:15
dite che lo inquadrano ?????

mmm...No...però tocca farlo.
Per questo dicevo di parlare con altre tifoserie. Se protestiamo sono noi, nessuno ci cagherà mai. Invece se siamo un po' di più, magari...

angus

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adoro diamanti quanto parla di politica. ma quest'articolo è dettato dalla rabbia.


quando agnelli comprava platini mandando in cig migliaia di operai non ha mai detto una mazza.

serve coerenza nella vita

arturo

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Roma-Borriello, la Lega Nord attacca Unicredit
02.09.2010 11.14 di Matteo Magrini  articolo letto 12951 volte
Fonte: tuttojuve

L'arrivo di Borriello alla Roma, realizzato con l'ormai consueta operazione del prestito con obbligo di riscatto tra un anno (un acquisto con pagamento posticipato), è stato reso possibile grazie alla Unicredit, che avrebbe garantito, ai giallorossi, i 12 -15 milioni di euro necessari per realizzare il colpaccio.Una boccata d'aria per Rosella Sensi, che grazie a questa "sponsorizzazione" ha potuto beffare la Juventus e assicurarsi le prestazioni del bomber campano. L'operazione, però è rimasta tutt'altro che inosservata e ha sollevato letteralmente un vespaio di polemiche anche nel panorama politico italiano. La Lega Nord, attraverso alcuni suoi esponenti è esplosa contro l?Unicredit, accusata di "leggerezza" e incoscienza nell'investimento dei capitali. Ecco infatti le parole espresse dalla deputata del "carroccio" Silvana Comaroli: "Sono arrivati i libici e Unicredit ha concesso una garanzia di 13-15 milioni per la campagna acquisti della Roma, società in stato prefallimentare. Sarebbe bene che questi capitali, invece, fossero investiti anche per i nostri imprenditori". Parole dure che trovano un seguito anche in quelle del Sindaco di Verona Tosi: "Sembra che la banca voglia investire nella Roma piuttosto che venderla. Meglio sarebbe stato se quella garanzia fosse stata dedicata alle piccole e medie imprese in difficoltà, anche nel Lazio".Ancora una volta la politica entra nel mondo nel calcio, o meglio forse è il calcio ad essere diventato uno sport troppo"politico", in cui il campo rimane uno degli ultimi fattori.


Purtroppo, anche questi non se li cagherà nessuno, visto che di loro parlano peggio che delle merde... :roll:

Camel

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io dico solo che quanto è vero Dio dopo una cosa del genere se avessi il conto in unicredit lo chiuderei.

Per fortuna sono cliente Intesa S.Paolo,non avrei retto una porcata simile.

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