per me aveva bevuto....
dal cdt
Sabatini: «Ecco come sarà la Roma di Luis Enrique»
Il nuovo direttore sportivo si presenta in conferenza stampa con tante certezze: «Franco Baldini sarà con me alla Roma nei prossimi mesi. Saremo io lui e il tecnico, non c'è spazio per altre figure nell'organigramma a prescindere dal loro valore. Luis Enrique vale Villas Boas. Lamela lo vogliamo portare a tutti i costi. Totti è la Roma, è il progetto. De Rossi deve rimanere qui»
commenti © Bartoletti NOTIZIE CORRELATECarlo Ancelotti, grande
anche in Inghilterra«La Roma vuole prendere
Ramirez dal Bologna»Roma, Sabatini a Trigoria
«Domani dico tutto» FOTORoma, per il ds Sabatini primo giorno a Trigoria Totti e Ilary, che look in spiaggia a Formentera
499
Invia ad un amico
Stampa l'articolo Discuti su Facebook› Lamela, la schedaSabatini a Trigoria
ROMA, 10 giugno - E' il giorno di Walter Sabatini. Una conferenza stampa fiume, durata oltre un'ora, nella quale il nuovo direttore sportivo giallorosso ha portato tante certezze a squarciare il silenzio sceso in questi ultimi tempi sulla situazione e sul futuro della società: «Franco Baldini sarà con me alla Roma nei prossimi mesi. Saremo io lui e il tecnico, non c'è spazio per altre figure nell'organigramma a prescindere dal loro valore. Luis Enrique vale Villas Boas. Lamela lo vogliamo portare a tutti i costi. Prenderemo anche un portiere, titolare. Totti è la Roma, è il progetto. De Rossi deve rimanere qui»
BALDINI TORNERA' ALLA ROMA -Andiamo con ordine e partiamo dalla prima assicurazione. Il direttore generale della nuova Roma sarà Franco Baldini, che si libererà dalla federazione inglese. Sabatini ha un contratto annuale con il club giallorosso. "La dimensione in cui sono precipitato ora la percepisco, anche se me l'immaginavo. Vi devo chiedere qualche pausa per fumare una sigaretta, in maniera tale da essere sempre efficace. I nomi del mercato? Quello che conta stamattina è il mio. Ho cercato di arricchire il vostro pensiero sul mercato, intanto grazie alla società che mi permette di presentarvi a voi, traduttori della storia antica del calcio che indirizzate umori dei milioni di tifosi. Ed è a loro che mi rivolgo, perché sono in una situazione di astinenza perché non sanno, non si orientano, e allora voglio chiarire il pensiero della società di Thomas DiBenedetto e di Franco Baldini, che sarà qui nei prossimi mesi appena potrà risolvere il suo contratto con la federazione inglese, non appena potrà liberarsi verrà a Roma. Odio parlare di progetti, nel calcio non esistono, esiste il lavoro di tutti i giorni. Sappiamo quello che vogliamo fare e lo faremo, con una scelta coraggiosa che già conoscete e che non nomino più (Baldini, ndR) perché deve concludere dei suoi affari. Perché la Roma mi ha convinto. La Roma è la Roma, non deve convincere nessuno, sono tornato indietro da una mia decisione per venire qui. Non sto realizzando il mio sogno nel cassetto e non ho dormito con la foto di Giacomino Losi. Ho chiesto e ottenuto dalla società un contratto di un anno perché non dobbiamo essere un peso per il club, che deve sceglierci e prolungare gli accordi se lavoriamo bene".
LUIS ENRIQUE VALE VILLAS BOAS - Il tecnico è una certezza assoluta, una prima scelta tra i tanti nomi vagliati da Sabatini che promuove lo spagnolo e lo paragona al giovane allenatore del Porto, trionfatore in patria e in Europa League. Una direzione tecnica che lo vedrà supervisore anche di Primavera e Allievi Nazionali, con un accordo di due anni. "Luis Enrique? Il motivo per cui l'abbiamo scelto è chiaro: vogliamo fare un calcio diverso, rappresenta la discontinuità, rappresenta simbolicamente un'idea di calcio che vogliamo perseguire con un ragazzo giovane, esuberante, che sfida se stesso, la sua multiattività compensa la mia staticità, un tecnico che porta una cultura che sfida un mondo calcistico. Non siamo in cerca di una mutualità spagnola, perché il calcio vive un po' barocco ma molto efficace, e lui saprà fare una sintesi tra il calcio e la cultura di gioco spagnola e quelle che sono le esigenze del nostro campionato. E' una novità assoluta, una scelta coraggiosa che rifarei, anche se all'inizio potrebbe portarci a qualche contraddizione siamo contenti di averlo preso. Una novità sarà anche la sua diretta gestione, che annuncio qui e mi scuso se non ho potuto dirlo prima ai diretti interessati De Rossi e Stramaccioni, della Primavera e degli Allievi Nazionali. Luis Enrique ha firmato un contratto di due anni con opzione sulla parola per un terzo, due anni basteranno se può guidare la squadra per i prossimi dieci. Abbiamo monitorato decine di allenatori, ci siamo avvicinati a obiettivi importanti però non abbiamo percepito una reale e forte motivazione da parte dei nomi eccellenti. Abbiamo valutato tra gli altri Klopp, Garcia, Pioli, Giampaolo, sono tutti ottimi allenatori. Ha accettato Luis Enrique che è una nostra prima scelta. Non è un tecnico inferiore a Villas Boas".
SCUDETTO? E' UN OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE - Il nuovo corso Roma prevede la lotta per obiettivi importanti, ma da raggiungere con il lavoro di ogni giorno: "DiBenedetto vuol vincere il campionato, ma Roma deve voler vincere il campionato. Quando una società ha alle spalle una spinta così potente, così popolare, una forza d'urto che fa il calcio, deve puntare a vincerlo. Perché la gente fa il calcio, non i calciatori o i dirigenti. DiBenedetto ha detto che vinceremo, ma non che lo vinceremo subito. La società viene per portare un idea di vittoria con i mezzi che metterà a disposizione. La voglia di vincere deve essere una rincorsa ai calciatori sul mercato, una rincorsa a comportamenti positivi, una rincorsa a superare i propri limiti".
CALCIATORI: PEONES O PROTAGONISTI? - Il discorso vira sul parco giocatori Roma. Discorso che Sabatini vuole approfondire, parlando con tutti uno per uno: "Non sono pronto ad affrontare discorsi su giocatori in uscita perché non mi sono ancora confrontato con i calciatori, devo capire se vogliono essere peones o protagonisti, belligeranti, per raggiungere i risultati. Se hanno voglia di essere qualcosa. Dovrò parlare con loro per capirlo, la Roma è sempre stata competitiva, lasciando stare l'ultima annata, due anni fa vi siete giocati lo scudetto all'ultima giornata. C'è qualcosa da modificare dal punto di vista culturale, questo sì".
BUDGET? MI E' STATA GARANTITA COPERTURA. E SPUNTA PASTORE... - Nessuna cifra ma una certezza: Sabatini potrà fare mercato per la Roma senza vagliare troppo l'aspetto economico, che la società gli ha pienamente assicurato. "Non mi è stato riferito o consegnato, mi è stato dato un imprimatur per lavorare liberamente nel calcio. Nei prossimi giorni ci incontreremo e cercheremo di capire dove si può arrivare. DiBenedetto mi ha esaltato dicendomi di fare il calcio, sicuramente ci vogliono i soldi, ma sicuramente per tutto quello che vorrò avrò la copertura della società. Supponete vi dica "Ho un budget di 80 milioni". Pastore costa 60. Che facciamo, è finito il budget? Non serve darvi cifre ma la società mi ha dato libertà di lavoro sul mercato".
ARRIVERA' UN PORTIERE TITOLARE - In questo reparto idee chiare. Arriverà un titolare. "Ci sono dei nomi che non farò. E' un problema che ci stiamo ponendo. Doni per qualche anno è stato giudicato affidabilissimo, poi dovrò capire cosa è successo ma sicuramente prenderemo un portiere. Cercheremo di capire chi in questo organico resterà a fare da secondo o da terzo portiere".
ABBASSARE L'ETA' MEDIA E' L'IMPERATIVO - Il principio sarà comunque garantire giovani di qualità al nuovo tecnico: "Luis Enrique è molto soddisfatto dell'organico della Roma così com'è. Ovvio che ci ha chiesto degli accorgimenti da fare. Il problema della Roma non è rappresentato dal valore ma dall'anagrafe dei giocatori. Abbasseremo il livello di età dei giocatori. Vogliamo portare a Trigoria forti giocatori giovani e non dei liceali acerbi. Voglio rendere questa squadra meno sclerotizzata. Ci vuole una dialettica diversa e una sana competitività all'interno del gruppo. Contano due principi in un gruppo: lealtà e generosità. Se lo saranno faremo uno straordinario passo avanti. Luis Enrique è un competitivo. lo incontrerò domani e decideremo quando iniziare il lavoro. Avrà una squadra pronta da allenare, sicuramente, anche se il 12 luglio non saremo al completo, sapete che il calciomercato va in fibrillazione gli ultimi giorni, quindi...".
VUCINIC, MENEZ, BORRIELLO - Tre situazioni da risolvere, in un modo o nell'altro: "Di Vucinic parliamo dopo, è un grande giocatore e merita una risposta articolata. Ho sempre avuto paura di lui quando lavoravo in altre squadre. Devo confrontarmi con lui perché ho percepito qualche suo disagio per la sua posizione in campo. Siccome avremo un tecnico con un modulo chiaro, ho bisogno di parlarci". "Menez e Borriello? Entrambi scontano la mia defaillance di non aver potuto affrontare con loro direttamente la questione. Menez è forte, è un giocatore che esalta la gente e noi vogliamo giocatori che esaltino la gente, il calcio non deve essere noioso, se non c'è un uno contro uno anche la migliore squadra annoia. I giocatori forti resteranno tutti, se accettano le scelte dell'allenatore e del club. Borriello è un problema perché è molto forte ma ha vissuto una stagione a due fasi. Dovremo capire che ruolo può avere e se vuole restare con il ruolo che avrà, con lui dovremo parlare più degli altri".
DE ROSSI DEVE RIMANERE ALLA ROMA - Parole importanti anche su De Rossi, che Sabatini chiarisce essere una priorità della Roma: "Deve rimanere alla Roma, con lui saremo più forti. Ha avuto un periodo di flessione ma auspico la sua permanenza. Io non voglio che il ragazzo sia sotto pressione anche per il contratto, lasciamolo stare in vacanza tranquillo, è fortemente motivato dalla Roma e troveremo sicuramente un accordo. Qualora l'accordo non si trovasse De Rossi farebbe la sua ultima stagione alla grande con la Roma e poi ci separeremmo senza problemi. Ma De Rossi DEVE rimanere alla Roma".
TOTTI E' IL PROGETTO - Una cosa è certa. La Roma riparte da Totti e sarà costruita attorno al numero 10. "Totti è innominabile, è una specie di divinità. Totti nel progetto? Totti E' il progetto tecnico della Roma, sarà modellata la squadra su di lui, è come la luce sui tetti di Roma che non scompare mai. L'hanno accantonato tante volte e tante volte in campo ha schiantato gli avversari. Lui dovrà capire quando sarà il caso di esserci e quando sarà il caso di lasciare a qualcun altro i compiti, da capitano dovrà gestirsi. Vorrei parlarci, anche perché se in serata dovesse riuscire ad arrivare Luis Enrique vorrei che si incontrassero".
RAGAZZI DELLA PRIMAVERA IN PRIMA SQUADRA - Giocatori della Primavera faranno comunque parte della prima squadra da subito: "Storari, Bovo, giocatori romani nella nuova Roma? Questi nomi non verranno, ci saranno sicuramente invece ragazzi della Primavera in prima squadra, hanno le qualità per esserci. Ringrazio Montella, ha già fatto vedere che è possibile".
LAMELA - Il talento argentino è un obiettivo esplicito di Sabatini. "Lamela? C'è una nevrotica trattativa, per le richieste fatte, ammetto candidamente che è un ottimo calciatore e che vorrei portarlo qui a tutti i costi. Se non arriverà lui arriverà uno che vale come lui".
AI TIFOSI CHIEDO COMPLICITA' - E se dovesse esserci qualche intoppo? Sabatini fa un appello ai tifosi: "Qui non si fa una rivoluzione tecnica, si fa una rivoluzione culturale. Vorrei, e quando dico vorrei dico la Roma, una squadra piena di voglie, di voglia di confrontarsi con gli avversari, con il calcio. A volte le squadre si impigriscono e non fanno quel passo in più, quello sforzo necessario. Chiedo la complicità della gente, non pazienza. La complicità è un modo di condividere e pensare insieme, che i tifosi siano complici di questo gruppo di persone che vuole far qualcosa".
NON C'E' SPAZIO PER PRADE' E MONTALI - " L'organigramma societario? DiBenedetto mi ha fatto presente l'organico che lui voleva quando mi ha contattato, su Peruzzi il discorso è diverso perché era una mia idea, personalissima, che è uscita indebitamente allo scoperto ma che ora dovrò rivedere. Pradé troverà una sua collocazione dignitosa e giusta ma non sarò io a determinare quale, lo faremo insieme a Franco. Montali? Ha fatto benisssimo e lo stimo, ma l'organigramma che mi è stato presentato dal nuovo presidente prevede tre figure: Allenatore, Direttore Sportivo e Direttore Generale. Oltre a queste persone altre non ce ne possono essere, al di là del valore che possono avere. DiBenedetto? Ho un inglese ignobile, ma mi sembra un uomo molto sereno, informato e determinato. Penso stia cominciando a capire dentro quale incredibile avventura si sia messa. Calcioscommesse? La società si è espressa in maniera chiara con il comunicato, qui non albergheranno mai millantatori, la Roma difenderà con ogni mezzo i propri tesserati perché sono fuori da tutto".
RINGRAZIO ZAMPARINI E GAUCCI - "Zamparini? E' stato un grande presidente per me, sarei potuto rimanere 20 anni con lui se non avessi difeso gli allenatori che lui voleva distruggere, ma io non sono fatto così. Ho lavorato anche con Gaucci, lo ringrazio perché ha avuto fiducia in me in un momento difficile della mia vita, lo nomino anche perché un grande romanista e mi ha voluto bene, fatto salvo che mi ha licenziato dodici volte".