Mafia Roma, De Rossi telefonava a De Carlo

Aperto da Precisione, 05 Dic 2014, 18:32

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Eagle78

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Citazione di: Tarallo il 08 Dic 2014, 18:37
E noi che li chiamavano Mafia così, sulla fiducia...

ricordo quando qualche tifoso delle feci ci fece notare qui sopra che chiamandoli "Mafia" avremmo rischiato denunce....

vagabond

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che schifo ragazzi che schifo. E si fanno chiamare "i puliti del calcio"...

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: vagabond il 08 Dic 2014, 18:39
che schifo ragazzi che schifo. E si fanno chiamare "i puliti del calcio"...
E invece sono solo impuniti.

bellodecasa

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Calcioscommesse: Alemanno telefona a De Rossi per esprimergli solidarietà

Comunicato - Campidoglio 3 Giugno 2011

"Questa mattina ho telefonato a Daniele De Rossi per esprimergli la mia personale solidarietà e quella della Capitale. Daniele è un patrimonio della Roma sportiva, della società giallorossa e della nazionale italiana. Avvicinare il suo nome a scandali che sporcano e rattristano il mondo dello sport è sbagliato e del tutto fuori luogo". È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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radar

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Citazione di: Eagle78 il 08 Dic 2014, 18:38
ricordo quando qualche tifoso delle feci ci fece notare qui sopra che chiamandoli "Mafia" avremmo rischiato denunce....

Da parte della Mafia, senzaltro

Alexxio

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Citazione di: bellodecasa il 08 Dic 2014, 18:50
Calcioscommesse: Alemanno telefona a De Rossi per esprimergli solidarietà

Comunicato - Campidoglio 3 Giugno 2011

"Questa mattina ho telefonato a Daniele De Rossi per esprimergli la mia personale solidarietà e quella della Capitale. Daniele è un patrimonio della Roma sportiva, della società giallorossa e della nazionale italiana. Avvicinare il suo nome a scandali che sporcano e rattristano il mondo dello sport è sbagliato e del tutto fuori luogo". È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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mavatteneaffanculo alemà, te e quell'altra tdc

AguilaRoja

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La sola frequentazione, più o meno assidua, di personaggi del calibro di Carminati basterebbe per essere allontanati da qualsiasi contesto civile.
E sticazzi della presunzione d'innocenza e dei 3 gradi, non c'entrano nulla.
E' abominevole questa cosa, abominevole.
Citazione di: Alexxio il 08 Dic 2014, 18:21
Le indagini su "mafia capitale" puntano anche al mondo del calcio. E in particolare ai rapporti tra Massimo Carminati e Daniele Pradé, ex direttore sportivo della Roma, oggi in forza alla Fiorentina. Non soltanto amicizia, secondo gli investigatori, ma "interessi comuni" che meritano di essere verificati con attenzione. Come vedremo, il rapporto tra il "cecato" e il mondo del calcio romano, non riguarda soltanto Pradé. Ma sul rapporto con Pradé gli inquirenti intendono fare ulteriore luce: "Carminati – scrive il Ros dei carabinieri in un'informativa – è risultato in contatto con il direttore sportivo della squadra di serie A Fiorentina Calcio, Daniele Pradé, con il quale fissa telefonicamente appuntamenti per incontrarsi presso studi legali".

Il direttore sportivo non risulta tra gli indagati ma gli investigatori annotano che "i due – Pradé e Carminati – appaiono avere un rapporto amicale e interessi in comune che meritano di essere approfonditi". Il Fatto Quotidiano ha contattato Pradé, per conoscere la sua versione dei fatti, e il direttore sportivo della Fiorentina ha confermato la conoscenza di Carminati ma smentito di aver mai avuto interessi in comune con lui. Gli investigatori sono convinti, invece, che questi interessi meritino un approfondimento. Di certo, c'è che i due si sentono al telefono, fissando incontri per organizzare pranzo o cene e Carminati propone di "andare a mangiare insieme.. alla piazzetta nostra". Pradè, prima di dirigere la Fiorentina, è stato per 13 anni a Roma, dove la famiglia Sensi lo promuove direttore sportivo. Si trasferisce a Firenze, per dirigere la squadra toscana, nel 2012 e nel settembre dello stesso anno Daniele Pradé chiama Carminati che si "complimenta per la campagna acquisti della Fiorentina".

Non è l'unico rapporto tra Carminati e gli ambienti calcistici legati alla Roma. Mario Corsi, conduttore della trasmissione radiofonica sportiva Te lo do io Tokio, meglio noto come Marione, ultra della Roma. La sua amicizia con il guercio è datata nel tempo: anche lui apparteneva all'organizzazione fascista dei Nar (Nucleo armato rivoluzionario). In un'intercettazione Carminati e Marione commentano la vittoria di Ignazio Marino al Comune di Roma e "il cecato" dice: "Adesso si va a bussacchiare". L'obiettivo di Carminati è chiaro: bisogna presentarsi dai nuovi eletti per incassare appalti pubblici, e Corsi commenta: "Adesso è ora de tira' le reti". Del resto, Carminati è in buoni rapporti anche con la famiglia Sensi, cioè la vecchia proprietà della As Roma Calcio. Ed è stato proprio Marione a favorire il contatto con Marco Staffoli, "figura in vista nel panorama capitolino – scrive il Ros – per essere il marito di Rosella Sensi, ex presidente dell'AS Roma". Anche in questo caso, come per Pradé, gli investigatori sottolineano che i rapporti non si limitano alla convivialità ma comprendono "specifiche progettualità imprenditoriali alle quali Staffoli aderiva fattivamente".

Il centrocampista giallorosso Daniele De Rossi, invece, è in contatto con l'altro "re di Roma" Giovanni De Carlo, che chiama la notte del 30 settembre 2013 dopo una lite in un locale. "Avevo pensato che quello aveva chiamato qualche coattone... ho detto famme senti' Giovanni", gli dice De Rossi che, scrive il Ros, "assieme al compagno di squadra Mehdi Benatia, aveva avuto poco prima una discussione in un locale e temendo conseguenze aveva pensato a De Carlo".

E Giovannone si dimostra contento del pensiero: "Chiamame sempre... bravo! Hai fatto bene Danie', amico mio...". Il nome di un altro calciatore della Roma compare nell'informativa del Ros. È Alberto Aquilani. A citarlo è Marco Iannilli, proprietario della villa di Sacrofano, in cui dimora Carminati. Il proprietario fittizio della villa di Carminati vuole chiedere un prestito – 250 mila euro – da versare al fisco per chiudere la vicenda della casa sottoposta a sequestro e pensa di rivolgersi oltre che ad Aquilani anche all'intermediario calcistico Davide Lippi, figlio dell'ex ct della nazionale, Marcello: "Perché se a me me li presta Alberto e Davide, che ca##o mi vonno di? Mi spiego? Uno fa il giocatore e piglia quattro milioni l'anno, l'altro fa il procuratore e ne piglia altri due l'anno...".

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Citazione di: bellodecasa il 08 Dic 2014, 18:50
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Comunicato - Campidoglio 3 Giugno 2011

"Questa mattina ho telefonato a Daniele De Rossi per esprimergli la mia personale solidarietà e quella della Capitale. Daniele è un patrimonio della Roma sportiva, della società giallorossa e della nazionale italiana. Avvicinare il suo nome a scandali che sporcano e rattristano il mondo dello sport è sbagliato e del tutto fuori luogo". È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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disse con la pistola puntata alla tempia

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la cosa brutta è che sia i politici sia sti personaggi tipo ddr, la moglie etc sono usciti dalla porta e rientreranno dalla finestra...ne sono certo.

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(ANSA) - ROMA, 8 DIC - Federico Peluso chiude la polemica con Radja Naiggolan dopo il contestato 2-2 di sabato all'Olimpico. "Non volevo creare nessuna polemica, il mio era un tweet ironico - spiega - Il calcio è un gioco dove scendono in campo calciatori ed arbitri e possiamo sbagliare sia noi che loro, ma questo è umano e lecito. Ma non per questo bisogna credere che dietro ad una svista arbitrale ci sia per forza un piano studiato a tavolino. Il mio tweet voleva solo dire questo, mi dispiace se qualcuno si è offeso".

Ragazzi chi è che si chiedeva se Peluso si fosse già scusato?
Ecco ora lo ha fatto, che squadra demerda, che roba...

Cialtron_Heston

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DajeLazioMia

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Amici dei Mafiosi. Punto e a capo.

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Ora molte cose sono chiare, compreso il ruolo di parnasi.... Ora i prezzi del puzzle si incastrano che è un piacere.... Non era solo un fatto di tifo... Mi fanno vomitare


Il nostro Giorgione

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Citazione di: bellodecasa il 08 Dic 2014, 18:50
Calcioscommesse: Alemanno telefona a De Rossi per esprimergli solidarietà

Comunicato - Campidoglio 3 Giugno 2011

"Questa mattina ho telefonato a Daniele De Rossi per esprimergli la mia personale solidarietà e quella della Capitale. Daniele è un patrimonio della Roma sportiva, della società giallorossa e della nazionale italiana. Avvicinare il suo nome a scandali che sporcano e rattristano il mondo dello sport è sbagliato e del tutto fuori luogo". È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Fuor di scherzo. 'sta storia è inquietante, vista col senno di oggi, ma inquietante davvero.

E che nessuno creda alle patetiche scuse di Alemanno, che con tono dolente professa la sua buona fede, la sua ingenuità, tradita dai cattivoni. Se chi deve cercare fa il suo dovere, in fondo all'arcobaleno troverà i baiocchi. Vero motore primo di ogni associazione criminale, come insegnava Giovanni Falcone.

WhiteBluesBrother

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BEBBOGOL

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Ci sarebbero anche altri pezzi da mettere insieme....
Ricordo ad esempio una lettera anonima al pm Di Martino che indagava sul calcio scommesse, sarebbe interessante rileggere il contenuto

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zebmckain1970

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ROMA - Lo stadio Olimpico, da sempre il più inquinato d'Italia, è stato palestra di un gruppo di fiancheggiatori del "rivoluzionario armato" Massimo Carminati. Alcuni di loro sono diventati - lo scrivono i magistrati nell'ordinanza di "Mafia capitale"  -  suoi consiglieri. I tre sostituti della Procura di Roma segnalano: "Il legame tra alcuni personaggi ruotanti attorno all'organizzazione mafiosa era rinsaldato dalla medesima militanza nelle fila del gruppo ultras romanista di destra Opposta Fazione". Già, Opposta fazione. Un ristretto gruppo di tifosi giovani e violenti dell'Alberone - zona San Giovanni - e del quartiere bene di Monteverde che nel settembre 1999 prese la Curva Sud della Roma a pugni e coltelli cacciando i celebri Cucs ed egemonizzando a destra il tifo caldo sotto l'insegna "Asr". Per nove stagioni almeno, dal 1985 al 1994, leader dell'Opposta Fazione che si radunava negli scantinati della chiesa di via Gallia fu Fabio Gaudenzi, oggi 42 anni. Battezzato "Rommel", fu coinvolto nel colpo alla Banca commerciale di via Newton del 23 giugno 1994 che portò alla morte di Elio Di Scala  ("Kapplerino") e di una guardia giurata. Ferito, poi condannato a 21 anni per omicidio doloso e rapina, Gaudenzi è uscito dal carcere il 4 aprile 2012 e subito si è riavvicinato al boss Carminati iniziando a curarne gli affari immobiliari. "Si occupa in particolare del riciclaggio e del reinvestimento dei proventi delle attività dell'associazione", si legge nell'ordinanza.

È stato Gaudenzi a gestire la trattativa per l'acquisto della casa londinese del boss, a Notting Hill, e Carminati lo mette puntualmente al corrente della compravendita della sua villa a Sacrofano. Gaudenzi, ancora, prova a indirizzare Carminati verso alcuni investimenti immobiliari nell'Isola Eleuthra, alle Bahamas, in questo caso inutilmente. Parlando con il sodale Filippo Maria Macchi, "Rommel" racconta come nel tempo sia stato lui a far transitare per la Curva Sud dell'Olimpico "tanta gente", ragazzi presto attivati alla politica di destra e, poi, accompagnati "al mondo criminale dei rapinatori". La procura parla di Opposta fazione come di "un centro di reclutamento per batterie di rapinatori". Nell'intercettazione con l'amico da cui vuole essere finanziato Gaudenzi dice: "Io ne ho reclutata tanta di gente, ho portato quelli della politica dentro lo stadio per creare da lì il gruppo che durante la settimana si occupava di alcune cose e poi la domenica di altre... Tanto per non farsi mancare nulla... Quelli dell'Alberone, è tutto il gruppo dello stadio, il gruppo nostro diciamo dell'opposta fazione, tutta gente che viene da là... Hanno litigato sempre, da quando erano bambini... Lo stadio, sì, è un bel covo di criminali". Opposta fazione era legata al leader del Movimento politico occidentale Maurizio Boccacci e tutti insieme, in una spedizione del novembre 1993, mandarono in fin di vita il vicequestore Selmin: ultras romanisti e laziali utilizzarono Brescia-Lazio come scenografia per realizzare un blitz intimidatorio anti-leghista.

Tra i curvaroli di Of della prima ora c'è il braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia, 53 anni: "Stamo inseme da 25 anni", racconta ancora Gaudenzi, "lui è uno dei più grossi rapinatori di Roma". Anche Brugia è stato arrestato nell'inchiesta "Mafia capitale". Poi i fratelli Bracci (arrestato Raffaele, 39 anni). Così i fratelli Placidi. Ancora negli ultimi campionati vanno insieme allo stadio ed è lo stesso Gaudenzi a tranquillizzare, la scorsa stagione, il 21 ottobre, il titolare di un autosalone che teme di essere picchiato all'Olimpico dagli amici di "Rommel": "Stai tranquillo", lo rassicura, "stanno tutti con me, nessuno te fa niente...".

C'è poi Mario "Marione" Corsi, 56 anni, pistola dei Nar nei Settanta, lungamente sotto inchiesta con Massimo Carminati e Claudio Bracci  per l'omicidio di Fausto e Iaio a Milano, marzo 1978. Corsi, indagato nell'inchiesta di Mafia capitale, nella sua seconda vita è diventato voce radiofonica della Roma calcio. Marione è un ultrà prevaricatore passato dietro una consolle grazie a minacce, bugie e strette frequentazioni di Trigoria. È, tra l'altro, uno speaker capace di portare con sé nugoli di sponsor, cosa che lo rende appetito dalle radio della capitale. L'ultima che ospita la sua trasmissione "Te lo do io Tokio" è Radio centro suono sport. In un colloquio con Carminati, si ascolta Mario Corsi discutere sul da farsi dopo gli arresti di Riccardo Mancini, l'amministratore di Eur spa ed ex Nar che sta iniziando a parlare sulle tangenti pagate dalla Breda. In un locale di Vigna Stelluti Carminati e Corsi parlano ancora delle cimici piazzate dai carabinieri del Ros, a partire dallo studio dell'avvocato Pierpaolo Dell'Anno. C'è una confidenza antica, un'intesa politica, tra Marione e il Guercio.

Più che a Francesco Totti, gli "ultras di Carminati" sarebbero vicini a Daniele De Rossi: lo proteggono, difendono, aiutano. Lo vanno a vedere agli allenamenti. È stato lo stesso De Rossi a chiedere aiuto al vice-Carminati, Giovanni De Carlo, dopo uno sgarbo ricevuto in discoteca. Nelle carte dell'inchiestona viene fuori Fabrizio "Diabolik" Piscitelli, 48 anni, ex capo degli Irriducibili della Lazio, arrestato a luglio per traffico di droga. Di lui lo spacciatore internazionale Ferdinando "Freddi"  Mazzalupi dice: "Ha fatto una scalata pazzesca, controlla Ponte Milvio con due albanesi e i napoletani, gente cattiva". Piscitelli ha in mano quattro locali di zona, il quinto è del figlio del "Guercio". Uno degli indagati infine, l'assessore allo Sport Alessandro Cochi, è stato, oltreché capo del Fronte della gioventù, uno dei capi della Curva Nord della Lazio.

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Citazione di: zebmckain1970 il 08 Dic 2014, 23:09
ROMA - Lo stadio Olimpico, da sempre il più inquinato d'Italia, è stato palestra di un gruppo di fiancheggiatori del "rivoluzionario armato" Massimo Carminati. Alcuni di loro sono diventati - lo scrivono i magistrati nell'ordinanza di "Mafia capitale"  -  suoi consiglieri. I tre sostituti della Procura di Roma segnalano: "Il legame tra alcuni personaggi ruotanti attorno all'organizzazione mafiosa era rinsaldato dalla medesima militanza nelle fila del gruppo ultras romanista di destra Opposta Fazione". Già, Opposta fazione. Un ristretto gruppo di tifosi giovani e violenti dell'Alberone - zona San Giovanni - e del quartiere bene di Monteverde che nel settembre 1999 prese la Curva Sud della Roma a pugni e coltelli cacciando i celebri Cucs ed egemonizzando a destra il tifo caldo sotto l'insegna "Asr". Per nove stagioni almeno, dal 1985 al 1994, leader dell'Opposta Fazione che si radunava negli scantinati della chiesa di via Gallia fu Fabio Gaudenzi, oggi 42 anni. Battezzato "Rommel", fu coinvolto nel colpo alla Banca commerciale di via Newton del 23 giugno 1994 che portò alla morte di Elio Di Scala  ("Kapplerino") e di una guardia giurata. Ferito, poi condannato a 21 anni per omicidio doloso e rapina, Gaudenzi è uscito dal carcere il 4 aprile 2012 e subito si è riavvicinato al boss Carminati iniziando a curarne gli affari immobiliari. "Si occupa in particolare del riciclaggio e del reinvestimento dei proventi delle attività dell'associazione", si legge nell'ordinanza.

È stato Gaudenzi a gestire la trattativa per l'acquisto della casa londinese del boss, a Notting Hill, e Carminati lo mette puntualmente al corrente della compravendita della sua villa a Sacrofano. Gaudenzi, ancora, prova a indirizzare Carminati verso alcuni investimenti immobiliari nell'Isola Eleuthra, alle Bahamas, in questo caso inutilmente. Parlando con il sodale Filippo Maria Macchi, "Rommel" racconta come nel tempo sia stato lui a far transitare per la Curva Sud dell'Olimpico "tanta gente", ragazzi presto attivati alla politica di destra e, poi, accompagnati "al mondo criminale dei rapinatori". La procura parla di Opposta fazione come di "un centro di reclutamento per batterie di rapinatori". Nell'intercettazione con l'amico da cui vuole essere finanziato Gaudenzi dice: "Io ne ho reclutata tanta di gente, ho portato quelli della politica dentro lo stadio per creare da lì il gruppo che durante la settimana si occupava di alcune cose e poi la domenica di altre... Tanto per non farsi mancare nulla... Quelli dell'Alberone, è tutto il gruppo dello stadio, il gruppo nostro diciamo dell'opposta fazione, tutta gente che viene da là... Hanno litigato sempre, da quando erano bambini... Lo stadio, sì, è un bel covo di criminali". Opposta fazione era legata al leader del Movimento politico occidentale Maurizio Boccacci e tutti insieme, in una spedizione del novembre 1993, mandarono in fin di vita il vicequestore Selmin: ultras romanisti e laziali utilizzarono Brescia-Lazio come scenografia per realizzare un blitz intimidatorio anti-leghista.

Tra i curvaroli di Of della prima ora c'è il braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia, 53 anni: "Stamo inseme da 25 anni", racconta ancora Gaudenzi, "lui è uno dei più grossi rapinatori di Roma". Anche Brugia è stato arrestato nell'inchiesta "Mafia capitale". Poi i fratelli Bracci (arrestato Raffaele, 39 anni). Così i fratelli Placidi. Ancora negli ultimi campionati vanno insieme allo stadio ed è lo stesso Gaudenzi a tranquillizzare, la scorsa stagione, il 21 ottobre, il titolare di un autosalone che teme di essere picchiato all'Olimpico dagli amici di "Rommel": "Stai tranquillo", lo rassicura, "stanno tutti con me, nessuno te fa niente...".

C'è poi Mario "Marione" Corsi, 56 anni, pistola dei Nar nei Settanta, lungamente sotto inchiesta con Massimo Carminati e Claudio Bracci  per l'omicidio di Fausto e Iaio a Milano, marzo 1978. Corsi, indagato nell'inchiesta di Mafia capitale, nella sua seconda vita è diventato voce radiofonica della Roma calcio. Marione è un ultrà prevaricatore passato dietro una consolle grazie a minacce, bugie e strette frequentazioni di Trigoria. È, tra l'altro, uno speaker capace di portare con sé nugoli di sponsor, cosa che lo rende appetito dalle radio della capitale. L'ultima che ospita la sua trasmissione "Te lo do io Tokio" è Radio centro suono sport. In un colloquio con Carminati, si ascolta Mario Corsi discutere sul da farsi dopo gli arresti di Riccardo Mancini, l'amministratore di Eur spa ed ex Nar che sta iniziando a parlare sulle tangenti pagate dalla Breda. In un locale di Vigna Stelluti Carminati e Corsi parlano ancora delle cimici piazzate dai carabinieri del Ros, a partire dallo studio dell'avvocato Pierpaolo Dell'Anno. C'è una confidenza antica, un'intesa politica, tra Marione e il Guercio.

Più che a Francesco Totti, gli "ultras di Carminati" sarebbero vicini a Daniele De Rossi: lo proteggono, difendono, aiutano. Lo vanno a vedere agli allenamenti. È stato lo stesso De Rossi a chiedere aiuto al vice-Carminati, Giovanni De Carlo, dopo uno sgarbo ricevuto in discoteca. Nelle carte dell'inchiestona viene fuori Fabrizio "Diabolik" Piscitelli, 48 anni, ex capo degli Irriducibili della Lazio, arrestato a luglio per traffico di droga. Di lui lo spacciatore internazionale Ferdinando "Freddi"  Mazzalupi dice: "Ha fatto una scalata pazzesca, controlla Ponte Milvio con due albanesi e i napoletani, gente cattiva". Piscitelli ha in mano quattro locali di zona, il quinto è del figlio del "Guercio". Uno degli indagati infine, l'assessore allo Sport Alessandro Cochi, è stato, oltreché capo del Fronte della gioventù, uno dei capi della Curva Nord della Lazio.

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