Citazione di: NEMICOn.1 il 16 Lug 2018, 10:05
Non mi riferivo a te ma a questi soloni dei salotti buoni che parlano di integrazione in riferimento a una vittoria di un campionato del Mondo e poi ..
Il tuo discorso l'ho letto ,lo condivido e aggiungo che chi festeggia , al di là del colore della pelle , per me , è Francese e basta .
Scusa per l'incomprensione.
Certo sono d'accordo con te, ma negli ultimi anni questa "francesi" si é molto annacquata per cause di forza maggiore. Quattro anni fa, durante il mondiale 2014, quando accompagnavo la classe di mia figlia in gita, i suoi compagnucci mi parlano delle partite mondiali dell'Algeria, del Marocco.
Anche se erano francesi, nati in Francia, e l'Algeria e il Marocco non li avevano neanche mai visti in cartolina. Non é bello per una società quando i suoi bambini non ci si riconoscono, fosse anche in una squadra di calcio. Gli avvenimenti del 2015 e 2016 hanno esacerbato queste divisioni.
Se una vittoria sportiva puo' portare un mattoncino alla costruzione di una nuova unione d'intenti, io dico che é sempre benvenuta. Tralaltro, aspetto non marginale, da ammirare il lavoro di Deschamps che, nel corso degli anni, ha creato un gruppo di giocatori/persone positive. Di giocatori che sono capaci di dare il buon esempio anche aldifuori del terreno di gioco. Non é cosa da poco.
L'esclusione dei vari Benzema, Nasri, Ribery e compagnia cantando, che calcisticamente sembravano ingiustificate alla fine hanno creato un gruppo di giocatori che emanano un senso di "positivo".
La stessa gioia di ieri non era una gioia aggressiva, non c'era nessun rancore, nessuna rivincita.
Era includente, non escludente.
Mo basta, pero', che senno' me riviene in mente il gol di Wiltord e me risale la rabbia...