Per quando mi riguarda ha piú senso Saná Fernandes (nome random di ragazzo che si sta completando nella repubblica italiana) in nazionale che Rategui o Grifo o mio figlio.
Mio figlio (ha 7 anni) nato a Francoforte, a parte i suoi genitori e dunque il suo sangue (elemento biologico-razziale) non ha molto da spartire con l´Italia. Certo dovesse diventare calciatore, ha il mio divieto di indossare le maglie del

e della germania. A parte le mie fisse...perché? Certo ci sono delle dinamiche socio-psicologiche che lo portano a sentirsi italiano, sebbene non lo sia. Del resto molti italiani di seconda o terza generazione come Grifo si sentono piú italiani di me, ma la loro identitá é piú la conseguenza della non integrazione (discorso lungo)
Tornando al Saná Fernandes di turno...é arrivato a 16 anni, "lavora-gioca" in Italia, ergo paga le sue tasse in Italia, perché a 22 anni non dovrebbe avere diritto alla cittadinanza italiana e dunque giocare per la nazionale italiana??
Qua si sta ancora ragionando sullo ius soli, quando parliamo di un concetto giá obsoleto, rispetto alle dinamiche socio-economiche.
Maremma dice che gli "oriundi" li abbiamo sempre avuti. Non ho un problema con gli oriundi per se. I vari Sivori, Camoranesi, Jorginho vivevano da tempo in Italia al tempo della loro prima convocazione e dunque per me ci stanno benissimo. A me non va bene che lo sport sia basi sullo ius sanguinis.
Ripeto per non essere frainteso, Jorginho ha piú senso di mio figlio tra 15 anni, peccato che il determinante sia un elemento biologico.
Cosí si lavora inconsciamente (mica tanto) per il razzismo