Nazionale italiana (topic unico)

Aperto da anderz, 21 Mag 2014, 14:16

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angeloadamo

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Non siamo piu' forti della Bosnia. Lo ha detto il campo. La Bosnia ha giocato molto meglio, anche prima dell'espulsione. E si era anche messa bene andando in vantaggio grazie ad un regalo.

Warp

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Citazione di: Maremma Laziale il 01 Apr 2026, 10:20Personalmente credo che i danni fatti in questi ultimi anni siano talmente grossi che sarà difficile risolverli con delle semplici dimissioni di questo scemo (scontate). Auguri a chi verrà dopo.

Ovviamente sto aspettando anche le nuove dichiarazioni di de siervo che stavolta probabilmente darà la colpa del fallimento a chi preferisce guardarsi il campionato olandese o portoghese invece della fantasmagorica serie A
quelli che 'lo hanno ucciso qui"  'la pirateria uccide il calcio italiano" io tutti gli olandesi che conosco sj guardano le partite sui siti pirata. 8)

Eroche..siusta

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Ormai ci sono solo macerie, del resto il calcio è lo specchio del nostro paese.
Stadi fatiscenti, squadre scarse in generale imbottite di stranieri che fanno le riserve nei loro campionati, vedi Malen, che da noi fanno la differenza, quarantenni che ancora te mischiano il pallone, Pedro, Modric, Dzeko.
Di questa Nazionale forse solo Donnarumma avrebbe potuto partecipare al mondiale 2006, ovviamente come riserva di Buffon, gli altri manco a parlarne.
Siamo schiavi della tattica, ma tecnicamente siamo delle pippe invereconde.
Gravina si dovrebbe dimettere perchè responsabile di un sistema ma se siamo obiettivi ad eleggerlo sono stati i presidenti delle squadre di calcio con una maggioranza bulgara e sono anche loro responsabili di questa situazione, la nostra Nazionale, come tutto il sistema calcio è schiavo dei procuratori, asservito ai loro voleri.
Questo sport va restituito a chi lo ama, ai tifosi ed ai protagonisti che lo hanno praticato prima per passione e poi per soldi.
Per me poi esiste la dignità e il trio che abbiamo ascoltato ieri ne ha poca, la prima cosa che avrebbero dovuto annunciare sarebbero state le dimissioni, poi avrebbero dovuto passare al resto, alle scelte che hanno portato a questa disfatta, ma del resto, anche se ot, abbiamo un sottosegretario alla giustizia che apre un ristorante con un indagato per reati mafiosi che è stato costretto a dimettersi che di suo non ci pensava proprio.

Vogel_Lazio

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Tre mondiali di fila mancati (la vittoria all'Europeo somiglia sempre di più a quella strappata dalla Grecia nel 2004) e uno stato generale del calcio italiano pietoso. In un contesto normale (qualunque cosa significhi) Gravina si sarebbe già dimesso. Ma siamo in Italia, e qui la normalità è appunto il non dimettersi e il restare incollati alla propria posizione.
E in tutto questo squallore, se anche la politica riuscisse a mandarlo via al suo posto potrebbe arrivare un personaggio come Malagò...

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Fiammetta

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A mio parere, i calciatori sono solo il problema finale. Abbiamo guasti sistemici e se non cominciamo a ripararli adesso, restare fuori sarà la prassi. Mi dispiace soprattutto per i bambini e i connazionali all'estero, perché so che hanno un sentimento più ardente di molti tra noi. Io ho avuto la gioia di vedere due mondiali vinti, soprattutto quella dell'82 fu una cavalcata mitologica nella quale non credeva nessuno. Ricordo che ci stropicciavamo gli occhi increduli dopo aver battuto Argentina e Brasile. Ecco, guardando la squadra adesso, ho la brutta sensazione che quei tempi non torneranno mai più. Almeno finché il calcio italiano resterà questa struttura di pessima politica e scambi sottobanco, quei tempi non potranno tornare.
EDIT: scusate, non ho fatto in tempo a leggere i post precedenti, quindi questo mio è un po' ridondante.

white-blu

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Il problema nasce a monte.
Nasce dalle scuole calcio.
Nasce dagli oratori chiusi.
Nasce dalla.scoparsa dei campetti accessibili a tutti.
Succede che i costi per portare il propio figlio a giocare non sono più accessibili alla stragrande maggioranza della gente.
Vi siete mai chiesto perchè gli attività sportive come il calistenics o la semplice palestra nell'ultimo decennio hanno preso il sopravvento ?
Perchè si possono  praticare tranquillamente al parchetto sotto casa tua , o ad un prezzo accessibile in palestra.

Se volete possiamo anche parlare della materia "educazione fisica" nelle scuole.
Che credo sia un altro tema centrale dell'intero carrozzone !!



mr_steed

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non vi crucciate più di tanto perché pare che resteranno tutti 8)

https://www.alfredopedulla.com/gravina-ho-chiesto-a-gattuso-e-buffon-di-restare-non-mi-dimetto/

comunque sentivo poco fa su radio 3 rai che molti genitori non iscrivono i propri figli alle scuole calcio se c'è il campo di pozzolana: vogliono solo il sintetico, quello che poi certi ministri devastano atterrandoci con l'elicottero per fare campagna pro referendum per il sì...

poi c'è il problema che denunciava Gentile (procuratori che impongono giocatori) che si ripercuote a livello più basso dove figli di papà e di gente coi macchinoni impone di far giocare i propri figli a dispetto magari di allievi più bravi ma con famiglie non facoltose...

e poi gli allenatori che invece di insegnare a giocare per divertirsi impongono schemi e tatticismi alla Guardiola...

e comunque la Bosnia, che ha 3 milioni di abitanti quindi circa quanto la sola città di Roma, ha giocato bene e aveva più fame... noi invece abbiamo esultato perché avevamo "evitato" il Galles: quando fai gesti antisportivi del genere, non dissimile dall'esultanza di bastoni per aver fatto espellere ingiustamente il giocatore della juve, vuol dire che non hai "fame" ma sei solo spocchioso senza avere le qualità (morali e techiche) per potertelo permettere...

il sistema andrebbe cambiato in toto, dalla testa alla coda, ma credo che vincerà il modus operandi gattopardesco del cambiare tutto per non cambiare nulla, sempre vincente in Italia...

vorrà dire che ci consoleremo con volley, basket e magari baseball...

ad esempio questa legge, votata da tutto il parlamento, sembra intelligente...

Palestre scolastiche alle società sportive: accessibili tutto l'anno. Via libera definitivo dal Parlamento. Cosa è previsto

https://www.orizzontescuola.it/palestre-scolastiche-alle-societa-sportive-accessibili-tutto-lanno-via-libera-definitivo-dal-parlamento-cosa-e-previsto/

ma ovviamente di scuole pubbliche col campo di calcio regolamentare non credo ce ne siano molte, quindi favorirà maggiormente altri sport, come quelli che citavo sopra...

Laziolubov

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Chi sperava nel fallimento della nazionale per far fuori quel ladrone di Gravina, sappia che stanno preparando il terreno per Malagò...auguri

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italicbold

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Citazione di: Eroche..siusta il 01 Apr 2026, 10:53Ormai ci sono solo macerie, del resto il calcio è lo specchio del nostro paese.

Prendo solo spunto da questa frase, non rispondo personalmente a te. ;) 
È una frase che comincia a prendere il sopravvento negli ennemila editoriali scritti da chiunque abbia la disponibilità di una tastiera e di una vetrina pubblica. Stampata o on line. Ed è, secondo me, quanto di più sbagliato si possa dire oggi. Sbagliato, assurdo e completamente fuori fase.
Le macerie del calcio italiano sono macerie assolutamente intrinseche al calcio italiano, una industria composta e incancrenita da rendite di posizione immutabili, sia sul piano individuale (tra presidenti di lega, leghina e leghetta, presidenti di federazioni o responsabili della formazione) che sul piano delle società (le strisciate a cui si possono associare i cugini scemi giallorossi che impediscono di far entrare il nostro campionato nel terzo millennio) o media (la telecronaca di ieri è stata imbarazzante tra epiteti di eroici e orgoglio patrio per una sconfitta contro la Bosnia guidata in campo da un quarantenne che, prima di farsi male, batteva i nostri ventenni su ogni pallone). 
Io non so se possa essere fatto un parallelo con la situazione del paese, anche perché poi, secondo me, bisognerebbe aggiungere che lo sport italiano, in questo momento e sul piano generale, stia vivendo probabilmente uno dei momenti più favorevoli della storia dello sport in Italia. Porcomondo abbiamo anche battuto l'Inghilterra nel rugby con 19 giocatori formati in Italia. Lascio da parte il folcloristico baseball dei paisà che bevono il caffè in panchina ma nello scorso weekend abbiamo messo su trofei nel tennis, nella Formula 1, siamo campioni del mondo di tutto quello che c'è nel volley, anche il basket si sta risvegliando con il bronzo europeo delle nostre ragazze che, loro si, andranno al mondiale. Nello sci e negli spot invernali l'Italia ha pattinato, sciato, scivolato, tirato pietre sul ghiaccio rivaleggiando con le superpotenze. Nell'atletica leggera, l'espressione più pura della competizione sportiva, dove si salta, si corre, si getta qualcosa in aria, insomma, nel più puro gesto o movimento, facciamo incetta di medaglie neanche fossimo la DDR negli anni 70. Ecco.
Insomma, sta storia dello specchio fa acqua da tutte le parti.

Dissi

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Citazione di: Laziolubov il 01 Apr 2026, 11:40Chi sperava nel fallimento della nazionale per far fuori quel ladrone di Gravina, sappia che stanno preparando il terreno per Malagò...auguri
In confronto a Gravina Malago è Juan Samaranch

(Quando è salito al CONI pensavamo che avrebbe favorito la maggica ed invece hanno continuato a non vincere un cazzo)

tommasino

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Cose da fare per avere un risultato a lungo termine:
1) investimenti sostanziosi sulle scuole calcio (parlo di quelle delle piccolissime società); gli istruttori non devono prendere un misero rimborso spese ma uno stipendio vero. Devono potersi dedicare interamente alla loro "professione" di istruttore di scuola calcio
2) Le piccole scuole calcio devono essere dotate di impianti ed attrezzatture adeguate. Non è possibile vedere ragazzini allenarsi in piccoli ritagli di campo fangosi, con attrezzature vecchie più di me, con numero di palloni insufficienti, ecc. ecc.
3) La retta delle scuole calcio (che giustamente le varie società devono incassare) deve essere pagata dalla FIGC. La famiglia del ragazzino ad imparare calcio ce lo deve portare "aggratis!"
4) Divieto assoluto fino al raggiungimento della maggiore età di avere alcun tipo di rapporto coi procuratori. Se becco un ragazzino (od un padre di un ragazzino) a parlare con un procuratore lo squalifico per 5/10 anni
5) Obbligo delle società professionistiche a destinare il tot per cento del proprio fatturato in parte al proprio settore giovanile ed in parte alle scuole calcio della provincia di riferimento.
Cose da fare per provare ad avere un risultato in tempi brevi:
1) via gravina, gattuso, buffon, bonucci
2) basta con la storia del gruppo (ieri ho sentito gravina essere contentissimo del gruppo che si è creato fra i ragazzi della nazionale). in nazionale ci va chi sta bene IN QUEL MOMENTO ed in QUEL MOMENTO è migliore di altri, sticazzi della testa o degli screzi del passato (ogni riferimento a zaniolo/raspadori, fagioli/cristante, zappacosta/politano, è puramente voluto)
3) basta con questo riommanismo imperante in tutti i media

QVIRIS

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mi aspetto la crocifissione di cristante nel cerchio di centrocampo dell'olimpico....mi sa che magno tranquillo. immagino cosa sarebbe successo se a sbagliare un rigore fosse stato un giocatore della Lazio
p.s. ancora godo!!!

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Slasher89

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Citazione di: tommasino il 01 Apr 2026, 12:09Cose da fare per avere un risultato a lungo termine:
1) investimenti sostanziosi sulle scuole calcio (parlo di quelle delle piccolissime società); gli istruttori non devono prendere un misero rimborso spese ma uno stipendio vero. Devono potersi dedicare interamente alla loro "professione" di istruttore di scuola calcio
2) Le piccole scuole calcio devono essere dotate di impianti ed attrezzatture adeguate. Non è possibile vedere ragazzini allenarsi in piccoli ritagli di campo fangosi, con attrezzature vecchie più di me, con numero di palloni insufficienti, ecc. ecc.
3) La retta delle scuole calcio (che giustamente le varie società devono incassare) deve essere pagata dalla FIGC. La famiglia del ragazzino ad imparare calcio ce lo deve portare "aggratis!"
4) Divieto assoluto fino al raggiungimento della maggiore età di avere alcun tipo di rapporto coi procuratori. Se becco un ragazzino (od un padre di un ragazzino) a parlare con un procuratore lo squalifico per 5/10 anni
5) Obbligo delle società professionistiche a destinare il tot per cento del proprio fatturato in parte al proprio settore giovanile ed in parte alle scuole calcio della provincia di riferimento.
Cose da fare per provare ad avere un risultato in tempi brevi:
1) via gravina, gattuso, buffon, bonucci
2) basta con la storia del gruppo (ieri ho sentito gravina essere contentissimo del gruppo che si è creato fra i ragazzi della nazionale). in nazionale ci va chi sta bene IN QUEL MOMENTO ed in QUEL MOMENTO è migliore di altri, sticazzi della testa o degli screzi del passato (ogni riferimento a zaniolo/raspadori, fagioli/cristante, zappacosta/politano, è puramente voluto)
3) basta con questo riommanismo imperante in tutti i media
Sono d'accordo.

Aggiungerei solo un punto: rimozione totale di qualsivoglia classifica o "campionato" dai pulcini fino agli allievi.

Questo perchè oramai qualsiasi allenatore giovanile, invece di fare l'istruttore ed insegnare il gioco del calcio ai bambini, pensa a vince er campionato.

GoodbyeStranger

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Citazione di: italicbold il 01 Apr 2026, 12:01Prendo solo spunto da questa frase, non rispondo personalmente a te. ;)
È una frase che comincia a prendere il sopravvento negli ennemila editoriali scritti da chiunque abbia la disponibilità di una tastiera e di una vetrina pubblica. Stampata o on line. Ed è, secondo me, quanto di più sbagliato si possa dire oggi. Sbagliato, assurdo e completamente fuori fase.
Le macerie del calcio italiano sono macerie assolutamente intrinseche al calcio italiano, una industria composta e incancrenita da rendite di posizione immutabili, sia sul piano individuale (tra presidenti di lega, leghina e leghetta, presidenti di federazioni o responsabili della formazione) che sul piano delle società (le strisciate a cui si possono associare i cugini scemi giallorossi che impediscono di far entrare il nostro campionato nel terzo millennio) o media (la telecronaca di ieri è stata imbarazzante tra epiteti di eroici e orgoglio patrio per una sconfitta contro la Bosnia guidata in campo da un quarantenne che, prima di farsi male, batteva i nostri ventenni su ogni pallone).
Io non so se possa essere fatto un parallelo con la situazione del paese, anche perché poi, secondo me, bisognerebbe aggiungere che lo sport italiano, in questo momento e sul piano generale, stia vivendo probabilmente uno dei momenti più favorevoli della storia dello sport in Italia. Porcomondo abbiamo anche battuto l'Inghilterra nel rugby con 19 giocatori formati in Italia. Lascio da parte il folcloristico baseball dei paisà che bevono il caffè in panchina ma nello scorso weekend abbiamo messo su trofei nel tennis, nella Formula 1, siamo campioni del mondo di tutto quello che c'è nel volley, anche il basket si sta risvegliando con il bronzo europeo delle nostre ragazze che, loro si, andranno al mondiale. Nello sci e negli spot invernali l'Italia ha pattinato, sciato, scivolato, tirato pietre sul ghiaccio rivaleggiando con le superpotenze. Nell'atletica leggera, l'espressione più pura della competizione sportiva, dove si salta, si corre, si getta qualcosa in aria, insomma, nel più puro gesto o movimento, facciamo incetta di medaglie neanche fossimo la DDR negli anni 70. Ecco.
Insomma, sta storia dello specchio fa acqua da tutte le parti.
100% è il calcio (che non è più uno sport) asservito alla mafia dei procuratori e degli afferisti di vario genere che fa cagare... lo sport italiano quello vero è su un altro livello.

tommasino

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Citazione di: Slasher89 il 01 Apr 2026, 12:19Sono d'accordo.

Aggiungerei solo un punto: rimozione totale di qualsivoglia classifica o "campionato" dai pulcini fino agli allievi.

Questo perchè oramai qualsiasi allenatore giovanile, invece di fare l'istruttore ed insegnare il gioco del calcio ai bambini, pensa a vince er campionato.
Sono d'accordo fino alla categoria esordienti (si vedono delle partite in tornei di pulcini ed esordienti nelle quali una squadra magari segna e poi comincia a tirare pallonate in tribuna).
Dai giovanissimi in su, invece, è probabilmente giusto che si cominci a parlare di risultati e competitività

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Non ce ne libereremo mai.
:asrm

Warp

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Non bisogna inventarsi rivoluzioni o cose strane "all'italiana" basta copiare modelli che funzionano,


Il calcio italiano è morto, ora copiamo dagli altri: come funziona il "programma talenti" che ha fatto rinascere la Germania
Lorenzo Bloise

Il modello tedesco, nato dopo il disastroso Euro2000, ha portato alla vittoria dei Mondiali 2014. Pochi principi, ma chiari: scuole calcio federali in tutto il Paese, obbligo per i club di avere accademie avanzate, corsi per gli allenatori che devono insegnare solo la tecnica fino a 14 anni, bacino allargato anche alle seconde generazioni con lo Ius Soli

Tre eliminazioni consecutive dai Mondiali. Tre fallimenti, uno dopo l'altro, senza che il calcio italiano sia stato in grado di attuare una rifondazione totale, se non a parole. Ora invece l'Italia deve ripartire dai fatti. E visto che non siamo capaci di fare la rivoluzione, non ci resta che copiare da chi ci è già riuscito. Non serve di certo inventarsi qualcosa di nuove e assurdo, perché in Europa c'è un modello che esiste da anni, funziona alla grande ed è già stato fonte di ispirazione per le altre federazioni calcistiche. Ogni riferimento alla Germania (non) è puramente casuale. Idee, competenza e valorizzazione: dopo il disastro di Euro2000 (sì, per loro già un Europeo giocato male è bastato per fare tabula rasa) la nazionale tedesca ha messo in atto un sistema che gli ha permesso di tornare ai vertici del calcio mondiale. Si chiama Talentförderprogramm (programma di raccolta di talenti).
Tutto si muove nella stessa direzione e con gli stessi tempi. Non ci sono Länd e territori più svantaggiati di altri. Ci sono strutture e accademie adeguate (le scuole calcio federali) e un numero di addetti ai lavori che abbonda. Il collegamento tra club è diretto. Tutti hanno una squadra B (in Italia se ne contano a malapena tre). E il processo è uguale in ogni scuola calcio: fino a 14 anni tutti i giovani calciatori imparano tutto, poi arriva la specializzazione. Uno sviluppo capillare supportato anche grazie alla legge sulla cittadinanza introdotta dal governo Schröder nel 2000. Con lo Ius soli (a condizione che almeno uno dei genitori fosse legalmente residente in Germania da un minimo di otto anni) abbondano i figli di stranieri che possono diventare cittadini tedeschi. E di conseguenza il bacino di talento da cui poter pescare. Copiare per una volta dai vicini: così gli Azzurri possono ripartire (per davvero) dal progetto tedesco. Funzionante e soprattutto già pronto.

Come la Germania ha fatto la rivoluzione
Arrivata ultima nel girone senza vittorie (contro Portogallo, Romania e Inghilterra), dopo gli Europei 2000 la Germania si accorge che è arrivato il momento di cambiare qualcosa. O meglio, tutto. Presentarsi con gli stessi giocatori impiegati quattro anni prima è controproducente. Il mancato ricambio generazionale è un campanello d'allarme: il sistema calcistico tedesco ha necessariamente bisogno di stare al passo con i tempi.
La federazione tedesca (DFB) individua così i principali problemi da risolvere: il sistema di scouting non copre interamente il paese; le infrastrutture dei settori giovanili non sono adeguate; gli allenatori tedeschi non godono di una grande formazione professionale; le seconde generazioni presenti sul territorio sono il primo passo per tornare a riscoprire il vero talento e a essere competitivi.
Nel 2002 l'allora presidente della federazione Gerhard Mayer–Vorfelder lancia il progetto "Extended Talent Promotion Program". Il primo anno è già un successo: 22.099 tra ragazzi e ragazze partecipano al nuovo programma e l'85% di loro vive a meno di 25 chilometri dal campo di allenamento federale più vicino. Vengono organizzati 367 corsi di allenamento e a 1.167 allenatori viene data una formazione seria e fatta di regole. Dal 2002 al 2014 (anno in cui la Germania diventa campione del mondo), la DFB costruisce 52 centri d'eccellenza dedicati alla formazione dei migliori talenti del paese e 366 centri regionali per gli oltre 1200 preparatori.

Come viene trovato e coltivato il talento
Programmazione e regole precise. Tutto seguendo dei parametri ben precisi. Il numero degli osservatori federali aumenta. E di conseguenza cresce la qualità (e la meticolosità) nella ricerca del talento. I migliori giocatori si ritrovano nei 366 "Stützpunkte" (i punti di raccolta della federazione) per poter migliorare la propria tecnica. Poi arrivano i club con i loro Leistungszentren (i centri di formazione). In questo senso, le società di Bundesliga e 2.Bundesliga devono obbligatoriamente disporre di ottime strutture, di allenatori sempre aggiornati, di medici e fisioterapisti preparati, psicologi e insegnanti. Insomma, tutto il necessario per crescere un giovane e coltivare il talento.
Per mantenere alta l'attenzione la Federazione ha anche istituto dei controlli biennali ai centri di tutti i club del territorio. Il giudizio spetta a un ente terzo, ovvero alla società belga Double Pass. Chi riceve la valutazione più alta (che va da una a tre stelle) guadagna un contributo da investire nel settore giovanile. Giusto per avere un'idea più concreta una certificazione da tre stelle vale più di 300mila euro per una stagione. Questi soldi vengono prelevati da una sorta di fondo di solidarietà – sotto il controllo della DFB – finanziato da buona parte di denaro distribuito dalla UEFA per le qualificazioni alla Champions League. E cosi il livello di attenzione e di competenza cresce a dismisura. E in modo costante.

Un sistema multietnico
E torniamo al discorso di multietnicità, forse la chiave di svolta del progetto tedesco. Con la legge sullo ius soli, proposta dai socialdemocratici e approvata dopo due anni di scontri (2002) e compromessi con il centrodestra, a undici anni un ragazzino nato in Germania da genitori immigrati e regolari residenti può diventare a tutti gli effetti cittadino tedesco con la possibilità giocare da "comunitario". E non da straniero. Così rappresentare il proprio paese diventa solo una formalità e non crea problemi a nessuno. I primi risultati arrivano nel 2009: l'Under 21, vincitore dell'Europeo di categoria contro l'Inghilterra, è composta da nove giocatori che non sono nati in Germania. Tra questi Jerome Boateng, Sami Khedira e Mesut Ozil, cinque anni più tardi, vincono i Mondiali in Brasile con la prima squadra.

La regola che obbliga ad aver centri per i giovani
La regola è chiara: ogni club deve costruire (o se lo ha già, rinnovare) un centro d'allenamento giovanile d'eccellenza. Senza quello il modello diventa insostenibile. Per un programma inizialmente sostenuto da un finanziamento annuale di 48 milioni di euro – in parte garantiti dalla Federazione e dalla stretta collaborazione dei club – oggi il costo del progetto si aggira intorno ai 100 milioni di euro. Il processo nato dopo il fallimento del 2000 diventa un esempio per tutti. E i primi ad accorgersi del buon funzionamento sono proprio i tedeschi. Così, infatti, diceva l'allora direttore sportivo della DFB Matthias Sammer nel 2013 al Guardian: "Abbiamo raggiunto un livello che in questo momento è difficilmente migliorabile. In Germania ci sono 80 milioni di abitanti e prima del 2000 molti talenti ci sfuggivano. Ora ci accorgiamo di tutto".

Insomma, gli altri hanno smesso di vivere di ricordi per crearsi un'identità. Noi portiamo avanti una becera comunicazione che si aggrappa a un Mondiale vinto più di una generazione fa. Le cose questa volta cambieranno davvero o si continuerà a fare finta di nulla? Tanto domenica torna il campionato e la Nazionale non interesserà più a nessuno per mesi. Finisce sempre così, no? Il mondo si evolve. L'Italia si ferma. Questa volta, però, proviamo almeno a copiare dai migliori.

Il calcio italiano è morto: ora copiamo il modello tedesco

Slasher89

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Perfetto il modello tedesco.

30 anni fa ci si poteva permettere di avere allenatori poco preparati perchè i ragazzini imparavano a giocare in strada.

Oggi in strada non c'è più nessuno e quindi bisogna investire pesantemente sulla formazione degli istruttori, come diceva Tommasino.

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DaMilano

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Citazione di: italicbold il 01 Apr 2026, 12:01Prendo solo spunto da questa frase, non rispondo personalmente a te. ;)
È una frase che comincia a prendere il sopravvento negli ennemila editoriali scritti da chiunque abbia la disponibilità di una tastiera e di una vetrina pubblica. Stampata o on line. Ed è, secondo me, quanto di più sbagliato si possa dire oggi. Sbagliato, assurdo e completamente fuori fase.
Le macerie del calcio italiano sono macerie assolutamente intrinseche al calcio italiano, una industria composta e incancrenita da rendite di posizione immutabili, sia sul piano individuale (tra presidenti di lega, leghina e leghetta, presidenti di federazioni o responsabili della formazione) che sul piano delle società (le strisciate a cui si possono associare i cugini scemi giallorossi che impediscono di far entrare il nostro campionato nel terzo millennio) o media (la telecronaca di ieri è stata imbarazzante tra epiteti di eroici e orgoglio patrio per una sconfitta contro la Bosnia guidata in campo da un quarantenne che, prima di farsi male, batteva i nostri ventenni su ogni pallone).
Io non so se possa essere fatto un parallelo con la situazione del paese, anche perché poi, secondo me, bisognerebbe aggiungere che lo sport italiano, in questo momento e sul piano generale, stia vivendo probabilmente uno dei momenti più favorevoli della storia dello sport in Italia. Porcomondo abbiamo anche battuto l'Inghilterra nel rugby con 19 giocatori formati in Italia. Lascio da parte il folcloristico baseball dei paisà che bevono il caffè in panchina ma nello scorso weekend abbiamo messo su trofei nel tennis, nella Formula 1, siamo campioni del mondo di tutto quello che c'è nel volley, anche il basket si sta risvegliando con il bronzo europeo delle nostre ragazze che, loro si, andranno al mondiale. Nello sci e negli spot invernali l'Italia ha pattinato, sciato, scivolato, tirato pietre sul ghiaccio rivaleggiando con le superpotenze. Nell'atletica leggera, l'espressione più pura della competizione sportiva, dove si salta, si corre, si getta qualcosa in aria, insomma, nel più puro gesto o movimento, facciamo incetta di medaglie neanche fossimo la DDR negli anni 70. Ecco.
Insomma, sta storia dello specchio fa acqua da tutte le parti.
Concordo con te

mr_steed

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credo che "il calcio è lo specchio del paese" venga detto perché il calcio da noi è seguito da tutti e soprattutto da chi non capisce un caxxo e pretende di avere ragione... volley, basket, rugby pur "popolari" ormai non sono ancora "nazional-popolari" e chi li segue è molto più esperto della materia rispetto ai tifosi di calcio... e non sono "specchio del paese" non solo perché hanno prospettive migliori rispetto al calcio ma forse per il loro essere più di nicchia...

per intederci... oggi fdi ha fatto una interrogazione parlamentere sulla sconfitta dell'italia... i politici l'avrebbero mai fatta per il volley?

comunque ci vorrebbe un binaghi anche nel calcio... ma è molto più difficile e ci toccherà megalò, dapprima inviso al governo e ora invece diventato uomo per ogni stagione...

purtroppo lo invoca pure de laurentiis, che su tutto il resto invece ha abbastanza ragione...

https://www.alfredopedulla.com/de-laurentiis-se-malago-prendesse-in-mano-il-calcio-italiano-risalirebbe-prestissimo-la-china/

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