Repubblica (stavolta) qualcosa scrive ma se il titolista non è della rioma, l'articolista forsi si

"Genoa-Roma sarà un over" E spunta il nome di De Rossi
CREMONA — Il primo nome eccellente che salta fuori dalle carte di Cremona è quello del centrocampista della Roma e della nazionale Daniele De Rossi. A farlo, in una intercettazione registrata dalla squadra mobile di Cremona è il portiere del Benevento Marco Paoloni, quello che a un certo punto aveva talmente perso il controllo del giro di scommesse illegali di cui si era trovato epicentro da arrivare a somministrare ai propri compagni di squadra del sonnifero. La vicenda che riguarda De Rossi - che non è indagato - è importante per capire la delicatezza dell'inchiesta e l'approccio con cui gli investigatori hanno scelto di gestirla. Come ogni giorno, anche domenica 20 febbraio gli uomini della mobile, cuffie in testa e taccuino alla mano, sono al lavoro nella sala ascolto. Intorno a mezzogiorno il telefono di Paoloni e quello di Erodiani entrano in comunicazione. I due si scambiano qualche parola, come d'abitudine. Erodiani tratta Paoloni con un po' di sufficienza, poi gli chiede se ha qualcosa di buono. Paoloni inizialmente fa un po' di resistenza, poi però dà la dritta giusta: la partita Genoa-Roma "sarà un over". Il che significa che verranno segnati più di tre gol. Erodiani chiede spiegazioni, fa domande, cerca di capire chi sia eventualmente l'uomo di Paoloni nella partita. Il portiere un po' resiste, poi, fa il nome: «De Rossi». Non un nome a caso, anzi. I due si conoscono, sono praticamente coetanei ed entrambi provengono dalle giovanili della Roma. Insomma, per Erodiani, la dritta è credibile. Ed in effetti la partita si concluderà con un over, 4-3, e tra i più incredibili, per giunta; visto che la Roma era in vantaggio di tre gol dopo il primo tempo. E il gol del 3-1, quello cioè che sancisce l'over, è frutto di un'incredibile papera di Mexes e del portiere Julio Sergio. Nonostante ciò gli investigatori hanno deciso di non inserire la telefonata tra quelle più rilevanti e di non mettere, per il momento, Genoa-Roma nell'elenco delle partite sospette. Perché? Semplicemente perché al di là delle parole di Paoloni, pronunciate, per altro, con un margine temporale troppo esiguo per organizzare una scommessa, non c'erano altri riscontri che quella partita fosse combinata. Le indagini non avevano registrato nessuna attività anomala durante la settimana intorno a quel match, nessun accordo, nessuno sforzo per recuperare danaro. Lo stesso tono usato da Paoloni era sembrato un po' troppo estemporaneo agli stessi poliziotti. E che, infine, De Rossi non era nemmeno della partita. Gli unici elementi "sospetti" in mano alla polizia erano quindi la coincidenza tra pronostico e risultato, e la comune provenienza di De Rossi e Paoloni dalle giovanili della Roma. Troppo poco. Una valutazione piuttosto simile era stata fatta per il caso Inter-Lecce (1-0). Gli elementi sospetti per quella partita erano certamente di più: e non tanto perché anche Corvia, il presunto "interlocutore" di Paoloni, proveniva dalle stesse giovanili della Roma, quanto perché i telefoni messi sotto controllo dalla procura nella settimana precedente e in quella successiva avevano registrato un finimondo di chiamate per organizzare "il piattino". L'esito, tuttavia, fu diverso da quello pronosticato (un altro over) e questo ha fatto pensare agli investigatori che buona parte dell'attività di Paoloni, non certamente tutta, fosse viziata da una certa millanteria. Oltre a quelli di De Rossi e Corvia, di nomi di giocatori di serie A, nelle carte che da oggi verranno depositate alla cancelleria del Gip Guido Salvini, ce ne sono molti altri. Ma tutti hanno bisogno di essere riscontrati.