Sondaggio
Domanda:
Vota il Turone D'oro 2010-11
Opzioni 1: TONINO CAGNUCCI
voti: 72
Opzioni 2: CARMINE FOTIA
voti: 19
Opzioni 3: ROBERTO RENGA
voti: 15
Opzioni 4: STEFANO ROMITA
voti: 1
Ci hanno allietato per tutta la stagione con i loro articoli carichi di speranza, sogni e grotteschi deliri di onnipotenza.
E' stata una stagione bellissima, partita con l'arrivo al Flaminio dell'imperatore Adriano e i proclami sull'alba dell'impero, proseguita poi tra fantomatiche aste miliardarie per aggiudicarsi la presidenza dell'aesseriomma, valanghe di scaldabagni rimediati anche in Ucraina e terminata al solito modo: con l'atroce dilemma (cit.).
E' giunto il momento di sdebitarci per tutto il divertimento che anche quest'anno generosamente ci hanno dato e che sicuramente non mancheranno di darci anche in futuro. Per questo nasce la prima edizione del "Turone D'Oro", un premio che vuole essere un ringraziamento da parte di Noi, tifosi della prima squadra di Roma, alle "migliori" penne del "giornalismo" romanista.
Ho ristretto la rosa dei papabili a quattro nomi, fate la vostra scelta e se possibile motivatela citando qualche passo memorabile del vostro prescelto che vi ha particolarmente impressionato.
Per un voto più consapevole vi raccomando di rileggere tutto il topic:
http://www.lazio.net/forum/calcio!/l%27angolo-del-buonumure-%28articoli-divertenti-stagione-20102011%29/20/
Le votazioni chiuderanno tra trenta giorni.
PS. La mia scelta è Tonino Cagnucci del quale mi piace citare queste immortali righe:
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Li hanno visti sabato notte sopra il cielo di Roma. Palle luminosi, dischi che lampeggiavano, se ne andavano via. Non potevano essere elicotteri, né aerei, li hanno filmati persino dei militari, ne hanno parlato i telegiornali e come si fa quando mancano le parole li hanno chiamati come sempre Ufo, acrostico di Unidentified Flying Object, oggetti volanti non identificati. Tutte fregnacce. Non è vero niente. Perché se nell'universo non siamo soli il motivo è un altro dallo spazio infinito: è che c'è Francesco Totti. C'è. C'è e basta. E c'è pure la controprova. Gli avvistamenti più importanti sono stati registrati verso Roma Sud, tra la Colombo e il mare, un'ora-due dopo la partita della Roma col Cesena: orario e luogo coincidono, esattamente quando Totti stava tornando a casa sua al Torrino. Una scia luminosa dall'Olimpico al largo dei bastioni di Orione, intercettata soltanto da Antonioli che sembra Spock e che è sempre parso un vulcaniano anche quando parava e non parava per la Roma. Per la Roma invece Francesco Totti hafatto sempre tutto.
Se avessi scelto Cagnucci sarebbe stato come sparare sulla croce rossa.
Ho scelto la tradizione (renga) ed il simbolo della "romanistità", fotia, romanaccio de dentro le mura ...
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.
Romanismi
pubblicata da Tonino Cagnucci il giorno lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 12.49
Hai avuto ben ventisette anni per innaffiare il tuo albero della vita, per agguantarne le radici, tenderle, nutrirti della terra su cui l'avevi piantato. Non ti sono bastati. Durerà per sempre il tuo guardare, il tuo fremere e odiare questo binomio di colori e infinito rumore che hai iniziato a sentire. Un rumore che c'era, c'è sempre stato. E sempre ci sarà. Hai avuto paura e ancora ne hai. Hai smesso di esistere appena hai sentito il terremoto. Hai fatto quadrato e hai pensato a difenderti invece di continuare a lavorare su quello che avevi iniziato. E questo fai. Ti difendi e basta. Da 110 anni. Sei fermo a quel giorno del 1927. A quel caldo Luglio romano e non al tuo freddo e spoglio Gennaio. Noi siamo società. Popolo, mondo, vita. E dentro questo tutto possiamo essere in tanti e diversi, soli e in compagnia. Tu la tua Lazio la chiami Patria perché sei nel recinto della retorica del debole, dell'impaurito, dello sconfitto. Sconfitto non sul campo ma per le strade che continuano a muoversi nonostante crisi e epoche [...]. Sconfitto perché ti difendi in modo poco sano, poco costruttivo. Lo fai indossando tutti i colori del mondo e mettendo in tasca i tuoi. Lo fai ancora da Piazza della Libertà, da quella panchina. E se il mondo lo guardi da li, da 110 anni, lo vedi sempre dallo stesso punto di vista. E il mondo cambia anche se tu confondi l'immobilismo con la tradizione. La tua malinconia del solo contro tutti ha rotto il cazzo. Sei solo perché chi odia prima di amare solo deve restare. L'odio non può esistere senza amore. Non sei solo e fiero come vuoi dipingerti. Ti piacerebbe. Sei soltanto solo e non per coraggio o perché sei minoranza. Ma perché tremi davanti alla confusione del sentimento puro di chi adora questa squadra. Temi il sentimento più di una carica della celere. Il sentimento è irrazionale, è rischio totale, è cuore oltre l'ostacolo. E' malattia senza cura, poesia cialtrona, coatteria bambina. E' un capitano che tu hai reso tale disprezzandolo nella sua semplicità di uomo che sa soltanto giocare a pallone. Tu hai creato Francesco Totti. Tu crei il tuo nemico, lo rendi più forte, eterno.La romanità è anche sopportazione, cinismo e resistenza. Ma tu non sopporti. Non sei cinico. Non resisti a nulla se non al tuo blocco di partenza. Da cui ancora non sei partito. E' questo il tuo destino. Quello di fondare la tua identità sul terrore che te ne genera un'altra. La nostra.Vivrai sempre di riflesso perché non ti sei mai specchiato e mai hai cercato di capirti. Vivrai sempre preso per il culo perché non hai ironia, non ne hai mai avuta e l'ironia o ce l'hai o non ce l'avrai mai."Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni. La prima cosa che hanno fatto i tuoi "pochi" capitani è stata quella di venire sotto la nostra curva dopo un goal. Questo dice tutto. Dice lo spavento da combattere col coraggio di un minuto. Dice la priorità dell'intento. Il primo pensiero non è mai per la vostra maglia, è per la nostra curva. In questo sei figlio che vuole dimostrare al padre, sei padre che non sopporta l'energia del figlio, sei quello del piano di sotto su cui gocciola l'acqua delle piante, sei quello del piano di sopra che dal suo balcone non vede niente di interessante mentre al piano terra c'è festa: smargiassa, grossolana, chiassosa e naturale. Sei il segno meno. Represso dalla tua storia che non hai saputo vivere. Ora fatti coraggio e cerca di crescere laddove meriti di esistere.E non analizzare il nostro mondo enorme e complicato, pensa al tuo.Tu non saprai mai cos'è il romanismo. Che le radio noi le odiamo. Che i tifosi occasionali sono i nostri primi nemici. Che il potere - come lo annusiamo - lo combattiamo. Che i giocatori passano ma le maglie no. Noi siamo Roma. Quella che resiste: alle tendenze, ai ventimila a Bari, Roma che resiste al lato peggiore di Roma. Di cui tu non farai mai parte perché Roma ti ospita nel momento stesso in cui non ti vede vivo. E tu vivi soltanto perché viviamo noi. A suo tempo ci hai fatto il regalo più bello: costretto ad esultare insieme al tuo avversario. Fiero di perdere per paura che fossimo noi a vincere. Hai sputato sul tuo piccolo nome e sulla tua misera storia per rimandare la nostra gloria. Ora vai, misero scudiero, vai nel tuo deserto di cui è colma la tua dignità. Noi continueremo a non capire di che malattia viviamo questa vita. Ad amare questa madre - senza se e senza ma - come si amano le madri. A sentirci soli in mezzo a centomila perché come noi ce ne stanno pochi, meno di quanti siete voi che bevete da queste mani e mangiate da questi cuori.Tornerà la tua B anche se in B per noi sei sempre stato, pure scudettato. La B è una condizione. La B è il secondo piano. Lì deve giocare chi ha paura di esistere davvero. Lì deve vivere chi non l'ha mai fatto.
Ho votato Carmine Fotia
Cagnucci über alles, non scherziamo. Il prodigioso impasto di nonsense, schietta stupidità, vano esercizio di sghemba erudizione e aggressività dialettica lo rende insuperabile.
Spero continui a scrivere per anni e anni ancora. E sempre le stesse cose. Sempre prendendosela nel culo.
Un Renga in ribasso ultimamente... quasi annacquato.. se la giocano Cagnucci e Fotia a pari merito.
Citazione di: Il Mitico™ il 23 Mag 2011, 20:02
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.
Romanismi
pubblicata da Tonino Cagnucci il giorno lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 12.49
Hai avuto ben ventisette anni per innaffiare il tuo albero della vita, per agguantarne le radici, tenderle, nutrirti della terra su cui l'avevi piantato. Non ti sono bastati. Durerà per sempre il tuo guardare, il tuo fremere e odiare questo binomio di colori e infinito rumore che hai iniziato a sentire. Un rumore che c'era, c'è sempre stato. E sempre ci sarà. Hai avuto paura e ancora ne hai. Hai smesso di esistere appena hai sentito il terremoto. Hai fatto quadrato e hai pensato a difenderti invece di continuare a lavorare su quello che avevi iniziato. E questo fai. Ti difendi e basta. Da 110 anni. Sei fermo a quel giorno del 1927. A quel caldo Luglio romano e non al tuo freddo e spoglio Gennaio. Noi siamo società. Popolo, mondo, vita. E dentro questo tutto possiamo essere in tanti e diversi, soli e in compagnia. Tu la tua Lazio la chiami Patria perché sei nel recinto della retorica del debole, dell'impaurito, dello sconfitto. Sconfitto non sul campo ma per le strade che continuano a muoversi nonostante crisi e epoche [...]. Sconfitto perché ti difendi in modo poco sano, poco costruttivo. Lo fai indossando tutti i colori del mondo e mettendo in tasca i tuoi. Lo fai ancora da Piazza della Libertà, da quella panchina. E se il mondo lo guardi da li, da 110 anni, lo vedi sempre dallo stesso punto di vista. E il mondo cambia anche se tu confondi l'immobilismo con la tradizione. La tua malinconia del solo contro tutti ha rotto il cazzo. Sei solo perché chi odia prima di amare solo deve restare. L'odio non può esistere senza amore. Non sei solo e fiero come vuoi dipingerti. Ti piacerebbe. Sei soltanto solo e non per coraggio o perché sei minoranza. Ma perché tremi davanti alla confusione del sentimento puro di chi adora questa squadra. Temi il sentimento più di una carica della celere. Il sentimento è irrazionale, è rischio totale, è cuore oltre l'ostacolo. E' malattia senza cura, poesia cialtrona, coatteria bambina. E' un capitano che tu hai reso tale disprezzandolo nella sua semplicità di uomo che sa soltanto giocare a pallone. Tu hai creato Francesco Totti. Tu crei il tuo nemico, lo rendi più forte, eterno.La romanità è anche sopportazione, cinismo e resistenza. Ma tu non sopporti. Non sei cinico. Non resisti a nulla se non al tuo blocco di partenza. Da cui ancora non sei partito. E' questo il tuo destino. Quello di fondare la tua identità sul terrore che te ne genera un'altra. La nostra.Vivrai sempre di riflesso perché non ti sei mai specchiato e mai hai cercato di capirti. Vivrai sempre preso per il culo perché non hai ironia, non ne hai mai avuta e l'ironia o ce l'hai o non ce l'avrai mai."Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni. La prima cosa che hanno fatto i tuoi "pochi" capitani è stata quella di venire sotto la nostra curva dopo un goal. Questo dice tutto. Dice lo spavento da combattere col coraggio di un minuto. Dice la priorità dell'intento. Il primo pensiero non è mai per la vostra maglia, è per la nostra curva. In questo sei figlio che vuole dimostrare al padre, sei padre che non sopporta l'energia del figlio, sei quello del piano di sotto su cui gocciola l'acqua delle piante, sei quello del piano di sopra che dal suo balcone non vede niente di interessante mentre al piano terra c'è festa: smargiassa, grossolana, chiassosa e naturale. Sei il segno meno. Represso dalla tua storia che non hai saputo vivere. Ora fatti coraggio e cerca di crescere laddove meriti di esistere.E non analizzare il nostro mondo enorme e complicato, pensa al tuo.Tu non saprai mai cos'è il romanismo. Che le radio noi le odiamo. Che i tifosi occasionali sono i nostri primi nemici. Che il potere - come lo annusiamo - lo combattiamo. Che i giocatori passano ma le maglie no. Noi siamo Roma. Quella che resiste: alle tendenze, ai ventimila a Bari, Roma che resiste al lato peggiore di Roma. Di cui tu non farai mai parte perché Roma ti ospita nel momento stesso in cui non ti vede vivo. E tu vivi soltanto perché viviamo noi. A suo tempo ci hai fatto il regalo più bello: costretto ad esultare insieme al tuo avversario. Fiero di perdere per paura che fossimo noi a vincere. Hai sputato sul tuo piccolo nome e sulla tua misera storia per rimandare la nostra gloria. Ora vai, misero scudiero, vai nel tuo deserto di cui è colma la tua dignità. Noi continueremo a non capire di che malattia viviamo questa vita. Ad amare questa madre - senza se e senza ma - come si amano le madri. A sentirci soli in mezzo a centomila perché come noi ce ne stanno pochi, meno di quanti siete voi che bevete da queste mani e mangiate da questi cuori.Tornerà la tua B anche se in B per noi sei sempre stato, pure scudettato. La B è una condizione. La B è il secondo piano. Lì deve giocare chi ha paura di esistere davvero. Lì deve vivere chi non l'ha mai fatto.
:clap: :clap: il turone d'oro se lo merita solo per questo :pp
Romita a zero voti non se po vedè...
(se penso che neanche 24 ore dopo se ne tornavano dall'ucraina con tre scaldabagni, me commuovo...)
IL ROMANISTA (S. ROMITA) - Se ti chiami Magica c'è un motivo. Non ci si infila un aggettivo tanto pesante e impegnativo così tanto per dire. Perchè non si sa cosa indossare. Sei magica perché sei in grado di compiere qualunque impresa. Sei capace di prendere per mano qualunque sogno e trasformarlo in realtà. Perché come gli dei della Nuova Guinea sai prendere creta, legno e foglie e farli diventare uomini adatti a terreni inaccessibili, dove anche gli uccelli si chiamano Paradiso.
E nella notte, come gli dei, crei e ottieni le tue "invenzioni" migliori. Magico e misterioso di per sé, il buio, specie se infranto di colpo da riflettori e curve lontane, ti è congeniale. E la lupa che è in te, alza le orecchie e socchiude gli occhi per veder meglio la gola delle sue prede. L'esatto punto dove affondare le mascelle e chiudere la partita. Il tuo punto esatto domani è Donetsk. Ma l'avevano chiamata "Stalinonsochè" per via della grande madre Russia. Tu, che anche se giochi con la maglia bianca, arancio, nera o a torso nudo sei sempre per noi con la classica rossa col bordino giallo, non temere. Sei andata in passato ben oltre il carbone e l'acciaio di quei luoghi. E hai fatto abbassare la testa e lo sguardo a ben altri avversari. Devo ricordarti io che per giungere ai quarti hai preso a schiaffi il Real Madrid? Hai parlato agli iniziati Caprari e Sabelli, che come tutti gli iniziati verranno portati nei luoghi della maturità di notte, di quelle incredibili con Barcellona e Chelsea? Di come si può, se si crede, ottenere ciò che si vuole? Di come si stende Doni per arrivare agli angoli bassi, dove le vertebre fanno male e di come Taddei, d'incanto si crede veramente un brasiliano? Noi siamo lì con te. Lungo il fiume dove Massimo Mauro ci dà già per spacciati. E dove Totti si ribattezzerà gettando il cellulare alle ortiche. Da dove risaliremo per far festa tutti insieme. In un notte da grande Casa degli Spiriti. Intorno al palo centrale (che guarda caso in tutte le tradizioni culturali del mondo si deve erigere scrupolosamente di notte) in cui avremo intagliato un'altra impresa della nostra tribù da tramandare nelle notti di gelo. Per bere e riposare stanchi. Feriti forse. Ma a posto con noi stessi e con la nostra storia. E attendere poi qualche giorno per sistemare alcuni fastidiosi parenti che devono tornare al loro posto. Insomma, hai capito che cazzo di notte ci attendiamo, o no? Forza Roma!
Citazione di: Il Mitico™ il 23 Mag 2011, 20:02
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.
Romanismi
pubblicata da Tonino Cagnucci il giorno lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 12.49
Hai avuto ben ventisette anni per innaffiare il tuo albero della vita, per agguantarne le radici, tenderle, nutrirti della terra su cui l'avevi piantato. Non ti sono bastati. Durerà per sempre il tuo guardare, il tuo fremere e odiare questo binomio di colori e infinito rumore che hai iniziato a sentire. Un rumore che c'era, c'è sempre stato. E sempre ci sarà. Hai avuto paura e ancora ne hai. Hai smesso di esistere appena hai sentito il terremoto. Hai fatto quadrato e hai pensato a difenderti invece di continuare a lavorare su quello che avevi iniziato. E questo fai. Ti difendi e basta. Da 110 anni. Sei fermo a quel giorno del 1927. A quel caldo Luglio romano e non al tuo freddo e spoglio Gennaio. Noi siamo società. Popolo, mondo, vita. E dentro questo tutto possiamo essere in tanti e diversi, soli e in compagnia. Tu la tua Lazio la chiami Patria perché sei nel recinto della retorica del debole, dell'impaurito, dello sconfitto. Sconfitto non sul campo ma per le strade che continuano a muoversi nonostante crisi e epoche [...]. Sconfitto perché ti difendi in modo poco sano, poco costruttivo. Lo fai indossando tutti i colori del mondo e mettendo in tasca i tuoi. Lo fai ancora da Piazza della Libertà, da quella panchina. E se il mondo lo guardi da li, da 110 anni, lo vedi sempre dallo stesso punto di vista. E il mondo cambia anche se tu confondi l'immobilismo con la tradizione. La tua malinconia del solo contro tutti ha rotto il cazzo. Sei solo perché chi odia prima di amare solo deve restare. L'odio non può esistere senza amore. Non sei solo e fiero come vuoi dipingerti. Ti piacerebbe. Sei soltanto solo e non per coraggio o perché sei minoranza. Ma perché tremi davanti alla confusione del sentimento puro di chi adora questa squadra. Temi il sentimento più di una carica della celere. Il sentimento è irrazionale, è rischio totale, è cuore oltre l'ostacolo. E' malattia senza cura, poesia cialtrona, coatteria bambina. E' un capitano che tu hai reso tale disprezzandolo nella sua semplicità di uomo che sa soltanto giocare a pallone. Tu hai creato Francesco Totti. Tu crei il tuo nemico, lo rendi più forte, eterno.La romanità è anche sopportazione, cinismo e resistenza. Ma tu non sopporti. Non sei cinico. Non resisti a nulla se non al tuo blocco di partenza. Da cui ancora non sei partito. E' questo il tuo destino. Quello di fondare la tua identità sul terrore che te ne genera un'altra. La nostra.Vivrai sempre di riflesso perché non ti sei mai specchiato e mai hai cercato di capirti. Vivrai sempre preso per il culo perché non hai ironia, non ne hai mai avuta e l'ironia o ce l'hai o non ce l'avrai mai."Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni. La prima cosa che hanno fatto i tuoi "pochi" capitani è stata quella di venire sotto la nostra curva dopo un goal. Questo dice tutto. Dice lo spavento da combattere col coraggio di un minuto. Dice la priorità dell'intento. Il primo pensiero non è mai per la vostra maglia, è per la nostra curva. In questo sei figlio che vuole dimostrare al padre, sei padre che non sopporta l'energia del figlio, sei quello del piano di sotto su cui gocciola l'acqua delle piante, sei quello del piano di sopra che dal suo balcone non vede niente di interessante mentre al piano terra c'è festa: smargiassa, grossolana, chiassosa e naturale. Sei il segno meno. Represso dalla tua storia che non hai saputo vivere. Ora fatti coraggio e cerca di crescere laddove meriti di esistere.E non analizzare il nostro mondo enorme e complicato, pensa al tuo.Tu non saprai mai cos'è il romanismo. Che le radio noi le odiamo. Che i tifosi occasionali sono i nostri primi nemici. Che il potere - come lo annusiamo - lo combattiamo. Che i giocatori passano ma le maglie no. Noi siamo Roma. Quella che resiste: alle tendenze, ai ventimila a Bari, Roma che resiste al lato peggiore di Roma. Di cui tu non farai mai parte perché Roma ti ospita nel momento stesso in cui non ti vede vivo. E tu vivi soltanto perché viviamo noi. A suo tempo ci hai fatto il regalo più bello: costretto ad esultare insieme al tuo avversario. Fiero di perdere per paura che fossimo noi a vincere. Hai sputato sul tuo piccolo nome e sulla tua misera storia per rimandare la nostra gloria. Ora vai, misero scudiero, vai nel tuo deserto di cui è colma la tua dignità. Noi continueremo a non capire di che malattia viviamo questa vita. Ad amare questa madre - senza se e senza ma - come si amano le madri. A sentirci soli in mezzo a centomila perché come noi ce ne stanno pochi, meno di quanti siete voi che bevete da queste mani e mangiate da questi cuori.Tornerà la tua B anche se in B per noi sei sempre stato, pure scudettato. La B è una condizione. La B è il secondo piano. Lì deve giocare chi ha paura di esistere davvero. Lì deve vivere chi non l'ha mai fatto.
ottimo lavoro di introspezione, perchè non può che essersi ispirato ai principi classici del romanismo puro, ma prima o poi dovrà smettere di parlare con lo specchio, fa male. Comunque bello il momento in cui descrive il disprezzo per il potere (che li ha salvati finanziariamente e sul campo con, per esempio, il record di rigori degli ultimi 6 anni....... quelli post calciopoli)
Robertina Renga si è un (BEL) pò defilato, in questa stagione vince Cagnucci con distacco.
Ma sto romita scrive uguale uguale a cagnucci? Tutte frasi corte. Secche. Stentoree.
Secondo me il romanista lo pubblicano con un software di generazione automatica di articoli, Cagnucci Romita e Fotia sono tutti eteronimi partoriti dallo stesso algoritmo.
Oppure uno deve avere iniziato e gli altri, trovando questa prosa eccezionalmente ficcante ed innovativa, devono averlo seguito a ruota.
Ma non posso e non voglio credere ad uno scenario del genere, preferisco aggrapparmi all'illusione del generatore casuale di articoli.
Cagnucci "The best". :)
Io sono un cagnuccista convinto, della prima ora. Aprii praticamente in suo onore un vecchio topic: "Direttamente dal divano dello psicanalista". Insomma, l'ho votato.
Ma la comicità di Fotia mi ha fatto tentennare nella scelta. Comica la sua indignazione a senso unico, comico il suo fingersi romano, comico il suo presentare i nuovi proprietari americani come dei rivoluzionari di sinistra che vanno all'assalto del Palazzo d'Inverno. Comico dalla testa ai piedi.
Ricordo con commozione, l'anno scorso, il suo editoriale "Aripijatece" poco prima che fossero aripijati, grazie a Pazzini. E quest'anno un suo epico articolo sul complotto contro la sua squadra di adozione, che riporto qua sotto. E' del 24 settembre 2010, dopo la partita di andata con Brescia. Giusto per capire la persona. Ovviamente, i neretti sono miei.
Sì, il complotto era lì, sotto i nostri occhi, solo che noi, esigenti come siamo con la nostra squadra, non li vedevamo.Attenti, com'è giusto che sia, alla qualità delle sue prestazioni. Poi, la verità è apparsa nella sua solare evidenza sul campo di Brescia, con un arbitraggio che ci ha sistematicamente impedito di vincere, come avremmo vinto se la parola fosse stata affidata solo al campo. Da quella data, il nome di Carmine (ahi, disgraziato, quale [...]a hai gettato sul mio onorato nome!) Russo, entra negli annali del peggior arbitraggio della storia del calcio mondiale, soppiantando quello di Byron Moreno.
L'ira di Rosella Sensi, solitamente così misurata e schiva, non è stato solo uno sfogo. Ad essa ha fatto seguito un'azione della società a tutto campo contro le scandalose decisioni della giustizia sportiva che, invece di punire gli autori di un sopruso, colpisce le vittime, e si annuncia un ricorso ancor più clamoroso contro la conduzione della gara. Pensate davvero che, in un momento così delicato della vita della Roma, ci si esporrebbe così tanto se non si fossero accumulati i segnali di manovre, più o meno occulte, che tendono non solo a speculare sulla vendita della società, ma anche a cogliere l'occasione per normalizzare l'unica anomalia del sistema del calcio italiano? Quella Roma che, sola, prima ha lottato contro la Calciopoli del sistema Moggi ed oggi si oppone al sistema Moratti che - Zamparini dixit - ne ha preso il posto? Pensate davvero che Claudio Ranieri abbia parlato a vanvera, denunciando le oscure manovre del signor Marcello Lippi? E credete che un iracondo come l'ex mister della nazionale non avrebbe fatto fuoco e fiamme, se non sapesse di essere stato colto con le mani nella marmellata? Nelle pagine interne vi raccontiamo i particolari del complotto, quelli evidenti e quelli nascosti, e state tranquilli che non molleremo l'osso. Il disegno è chiaro: una Roma che si presentava ai nastri di partenza con un organico rafforzato e offerto a un Mister carismatico come Claudio Ranieri e con una proprietà che era riuscita a farsi garante di un progetto non di svendita ma di valorizzazione ulteriore, dava fastidio a tanti, a troppi.
A quelli che hanno già deciso chi deve vincere il prossimo campionato e a quelli che pensano di poter cedere la società non a chi offre le migliori garanzie economiche e di progetto, ma a chi è più funzionale ai propri disegni di potere.
L'urlo di Rosella ha squarciato il velo dell'ipocrisia. Ci permettiamo solo di suggerire molto sommessamente a chi ha il potere di decidere una contromossa che sventerebbe subito ogni piano: si rinnovi subito il contratto a Claudio Ranieri. Sarebbe il segno di una totale unità d'intenti tra la famiglia Sensi e Unicredit, per una Grande Roma che, come ha detto Paolo Fiorentino, ci faccia «sognare ». La squadra c'è - lo si è visto nell'eroico secondo tempo a Brescia - la società ha reagito, il popolo pure (andatevi a leggere una cernita tra le migliaia di messaggi che ci hanno
sommerso). Noi romani semo gente strana: se possiamo abbozziamo, magari per quieto vivere, ma quando decidiamo di reagire non ci ferma più nessuno. Tiriamo fuori le unghie e i denti. Lottiamo metro per metro e le battaglie apparentemente perdute sono quelle che ci piacciono di più.
La lupa è ferita. Attenta, Inter.
C. Fotia direttore 'Il Romanista"
Little dogs batte tutti senza se e senza ma
Sempre Forza Lazio
Questa è roba forte. Va letta e riletta.
Grazie a chi ha postato gli articoli.
Questo è un topic di servizio.
Un topic di salute pubblica.
Un topic di progresso civile e culturale.
fermiamoli, ma non con un'azione di polizia internazionale - per cui ci sarebbero anche gli estremi - ma con un'azione di resistenza culturale, anzi di bombardamento culturale.
Devo avere l'illusione di averla vinta per un attimo, perché un secondo dopo, il laziale riesce fuori a ricordargli che questa non è casa loro: ci siamo anche noi, ci siamo sempre stati e ci saremo ancora.
Citazione di: Baldrick il 23 Mag 2011, 20:54
Sempre prendendosela nel culo.
Soprattutto questo.
Pure io voto Cagnucci.
Cagnucci andrebbe votato solo per la tesi discussa quando si è laureato.
Cagnucci regna sovrano.
e se fotia fosse uno pseudonimo di cagnucci? un pò come Pessoa
io vi ammiro perchè riuscite a leggere tutto l'articolo, io dopo due righe comincio ad avere i conati di stomaco.
Citazione di: Biafra il 23 Mag 2011, 19:12
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Li hanno visti sabato notte sopra il cielo di Roma. Palle luminosi, dischi che lampeggiavano, se ne andavano via. Non potevano essere elicotteri, né aerei, li hanno filmati persino dei militari, ne hanno parlato i telegiornali e come si fa quando mancano le parole li hanno chiamati come sempre Ufo, acrostico di Unidentified Flying Object, oggetti volanti non identificati.
Non ci credo. Voto cagnolucci solo per questo. Poi RengadelMenga cui sono affezionato da sempre.
Il Turone d'oro è di Tonino.
Nessuno più di lui lo merita.
Postai l'articolo sotto riportato senza neanche leggerlo perchè di Cagnuccio mi fidavo.
Grazie Tonino, ti vogliamo bene!
Highlander
Scritto da redazione
Lunedì 21 Marzo 2011 01:25
TONINO CAGNUCCI
Uno avrebbe voglia di dargli un figlio. Per un minimo senso di gratitudine e per l'ansia di assicurarne la memoria. Ma l'eternità Francesco Totti se l'è già presa scegliendo il per sempre con la Roma. Non è vero che i giocatori passano e la Roma resta. Gli slogan sono falsi, e ci sono giocatori che la Roma se la meritano, se la cercano, se la sono sognata. Ci sono certi che non l'hanno nemmeno avuta e l'avrebbero tanto voluta. I tifosi. I tifosi della Roma sono la Roma. I giocatori tifosi della Roma hanno il privilegio di indossare il loro sogno. E questi giocatori non sono come gli altri. Di Bartolomei resterà sempre la voce seria, il cipiglio sicuro nella notte, un nostro padre, o un fratello maggiore, e il ricordo più geloso e prezioso in fondo al cuore (come un ago). Rocca te lo immaginerai sempre correre a sinistra. Rocca è stata la corsa tra la Rometta e la Roma campione, quasi si fosse sacrificato per questo scatto. Rocca s'è fatto male perché è stato un giocatore che ha saputo correre attraverso due epoche. Di Rocca avrai sempre il rimpianto per quel ginocchio. Ci sono giocatori e giocatori della Roma. E poi c'è Totti.
Totti è una giornata della nostra vita. Ci ha già assicurato l'accompagno. Ha segnato da mezzogiorno, come ieri, a mezzanotte circa (il rigore con l'Arsenal). Ha segnato da Palermo a Udine. Da Silkeborg, che sta dalle parti del castello di Amleto, ai Giochi del Mediterraneo. Ha segnato tutti i mesi dell'anno, anche a giugno - persino un gol scudetto - a luglio - in Europa League - ad agosto - in Supercoppa. La sua stagione dell'amore è l'unica che non viene e va. Ha giocato tutti i giorni della settimana, una volta persino di lunedì, proprio qui al Franchi dove ha scelto di segnare il 200esimo (e quello seguente) perché lì vicino ci sono gli Uffizi. La prima doppietta nella storia dell'arte da incastonare fra l'Adorazione dei Magi di Leonardo (che non è quello dell'Inter) e il Giudizio di Salomone di Giorgione (che - tranquillizzate i laziali - non è Chinaglia). Totti è una decisa presenza, una chiara presa di posizione e quindi è sempre contro le mode. Contro chi s'acchitta gli idoli naif. Una volta c'era chi gli preferiva Di Canio! Vero, è successo a Roma. Per dare il senso della stronzata si potrebbe fare un giochetto per bambini: per esempio, tra i gol di Di Canio in serie A (30) con quarantadue squadre diverse e quelli di Totti bisognerebbe aggiungere quelli di Maradona (81), Platini (68) e Zico (22). Fate, fate: 30+81+68+22=201. E non dà ancora la misura, perché c'è qualcosa di ingiusto nel celebrare Totti solo per i gol, e non solo perché ha giocato da prima punta solo un terzo della carriera. I gol sono come i premi per i grandi ricercatori, conta quello che si fa ogni giorno, ciò che ti porta al titolo. La quotidianità passata da Porta Metronia al Torrino: l'intero sistema solare.
Se sei della Roma Totti è un'imposizione, un matrimonio deciso dai padri, se lo rifiuti sei fuori. E' il Sinai. E' così. E' religione e costituzione senza bicamerali o leghe. In questi tempi di fast food e di globalizzazione, Totti rappresenta l'eccezione che salvaguarda l'antica regola dell'appartenenza. Parolacce in disuso come fedeltà. Non è un caso che Totti sia l'anagramma di se stesso. E' rimasto qui. E' rimasto così. E così è rinato tante volte senza mai essere finito. Un creatore di gioco, quindi di mondi.
La cosa più poetica di ieri, in fondo, è l'aver segnato l'unico gol della partita controvento. In direzione ostinata e contraria. L'azione di chi ha scelto una maglia nel mondo del finto pluralismo a buon mercato, la lana pesante e vera della nonna e non quelle insegne luminose che - il filosofo Giovanni Lindo Ferretti insegna - attirano sempre e solo gli allocchi. La cosa più bella è che s'è tenuto i sogni così. E parlando di gol, il record più bello non è tanto riprendere Baggio (in anticipo sul suo stupore) o pensare già a Meazza o - perché no? - a Piola. Il record più bello da prendersi è quello di Nordahl che ha segnato 210 gol con una stessa maglia, il Milan. Solo che Nordahl poi ha indossato anche un'altra divisa (proprio quella della Roma). Totti sta per diventare definitivamente il calciatore che in Italia ha segnato più volte con la stessa maglia. Quando si è ragazzini e quasi subito ci si innamora del pallone, si hanno due sogni. Quello di giocare per la Roma (o per un'altra squadra, per chi crede all'esistenza di altre squadre) e di segnare. Di fare gol. E correre sotto la Curva Sud. E tutti sono pe' te. Ecco Francesco Totti è come quel "gabbiano ipotetico" di cui cantava Giorgio Gaber, due sogni in un corpo solo. Soltanto che il suo non s'è mai rattrappito. E permette a noi di farlo. Di sentire ancora vivo n questo calcio moderno senza senso - questo sentimento che continuiamo a chiamare Roma.
Così si può ragionevolmente credere che oggi sia primavera apposta (un equinozio, un 2-2, fra le ore di buio e di luce come ha voluto ieri il Sole) e tra una settimana esatta è il 28 marzo. Quel giorno nel 1993 esordì in serie A. Sono passati 18 anni. Tra una settimana Totti diventa maggiorenne. Significa che c'è tempo ancora per tutto. Anche per i figli.
Citazione di: est1900 il 24 Mag 2011, 09:28
Il Turone d'oro è di Tonino.
Nessuno più di lui lo merita.
Postai l'articolo sotto riportato senza neanche leggerlo perchè di Cagnuccio mi fidavo.
Grazie Tonino, ti vogliamo bene!
Highlander
Scritto da redazione
Lunedì 21 Marzo 2011 01:25
TONINO CAGNUCCI
Uno avrebbe voglia di dargli un figlio. Per un minimo senso di gratitudine e per l'ansia di assicurarne la memoria. Ma l'eternità Francesco Totti se l'è già presa scegliendo il per sempre con la Roma. Non è vero che i giocatori passano e la Roma resta. Gli slogan sono falsi, e ci sono giocatori che la Roma se la meritano, se la cercano, se la sono sognata. Ci sono certi che non l'hanno nemmeno avuta e l'avrebbero tanto voluta. I tifosi. I tifosi della Roma sono la Roma. I giocatori tifosi della Roma hanno il privilegio di indossare il loro sogno. E questi giocatori non sono come gli altri. Di Bartolomei resterà sempre la voce seria, il cipiglio sicuro nella notte, un nostro padre, o un fratello maggiore, e il ricordo più geloso e prezioso in fondo al cuore (come un ago). Rocca te lo immaginerai sempre correre a sinistra. Rocca è stata la corsa tra la Rometta e la Roma campione, quasi si fosse sacrificato per questo scatto. Rocca s'è fatto male perché è stato un giocatore che ha saputo correre attraverso due epoche. Di Rocca avrai sempre il rimpianto per quel ginocchio. Ci sono giocatori e giocatori della Roma. E poi c'è Totti.
Totti è una giornata della nostra vita. Ci ha già assicurato l'accompagno. Ha segnato da mezzogiorno, come ieri, a mezzanotte circa (il rigore con l'Arsenal). Ha segnato da Palermo a Udine. Da Silkeborg, che sta dalle parti del castello di Amleto, ai Giochi del Mediterraneo. Ha segnato tutti i mesi dell'anno, anche a giugno - persino un gol scudetto - a luglio - in Europa League - ad agosto - in Supercoppa. La sua stagione dell'amore è l'unica che non viene e va. Ha giocato tutti i giorni della settimana, una volta persino di lunedì, proprio qui al Franchi dove ha scelto di segnare il 200esimo (e quello seguente) perché lì vicino ci sono gli Uffizi. La prima doppietta nella storia dell'arte da incastonare fra l'Adorazione dei Magi di Leonardo (che non è quello dell'Inter) e il Giudizio di Salomone di Giorgione (che - tranquillizzate i laziali - non è Chinaglia). Totti è una decisa presenza, una chiara presa di posizione e quindi è sempre contro le mode. Contro chi s'acchitta gli idoli naif. Una volta c'era chi gli preferiva Di Canio! Vero, è successo a Roma. Per dare il senso della stronzata si potrebbe fare un giochetto per bambini: per esempio, tra i gol di Di Canio in serie A (30) con quarantadue squadre diverse e quelli di Totti bisognerebbe aggiungere quelli di Maradona (81), Platini (68) e Zico (22). Fate, fate: 30+81+68+22=201. E non dà ancora la misura, perché c'è qualcosa di ingiusto nel celebrare Totti solo per i gol, e non solo perché ha giocato da prima punta solo un terzo della carriera. I gol sono come i premi per i grandi ricercatori, conta quello che si fa ogni giorno, ciò che ti porta al titolo. La quotidianità passata da Porta Metronia al Torrino: l'intero sistema solare.
Se sei della Roma Totti è un'imposizione, un matrimonio deciso dai padri, se lo rifiuti sei fuori. E' il Sinai. E' così. E' religione e costituzione senza bicamerali o leghe. In questi tempi di fast food e di globalizzazione, Totti rappresenta l'eccezione che salvaguarda l'antica regola dell'appartenenza. Parolacce in disuso come fedeltà. Non è un caso che Totti sia l'anagramma di se stesso. E' rimasto qui. E' rimasto così. E così è rinato tante volte senza mai essere finito. Un creatore di gioco, quindi di mondi.
La cosa più poetica di ieri, in fondo, è l'aver segnato l'unico gol della partita controvento. In direzione ostinata e contraria. L'azione di chi ha scelto una maglia nel mondo del finto pluralismo a buon mercato, la lana pesante e vera della nonna e non quelle insegne luminose che - il filosofo Giovanni Lindo Ferretti insegna - attirano sempre e solo gli allocchi. La cosa più bella è che s'è tenuto i sogni così. E parlando di gol, il record più bello non è tanto riprendere Baggio (in anticipo sul suo stupore) o pensare già a Meazza o - perché no? - a Piola. Il record più bello da prendersi è quello di Nordahl che ha segnato 210 gol con una stessa maglia, il Milan. Solo che Nordahl poi ha indossato anche un'altra divisa (proprio quella della Roma). Totti sta per diventare definitivamente il calciatore che in Italia ha segnato più volte con la stessa maglia. Quando si è ragazzini e quasi subito ci si innamora del pallone, si hanno due sogni. Quello di giocare per la Roma (o per un'altra squadra, per chi crede all'esistenza di altre squadre) e di segnare. Di fare gol. E correre sotto la Curva Sud. E tutti sono pe' te. Ecco Francesco Totti è come quel "gabbiano ipotetico" di cui cantava Giorgio Gaber, due sogni in un corpo solo. Soltanto che il suo non s'è mai rattrappito. E permette a noi di farlo. Di sentire ancora vivo n questo calcio moderno senza senso - questo sentimento che continuiamo a chiamare Roma.
Così si può ragionevolmente credere che oggi sia primavera apposta (un equinozio, un 2-2, fra le ore di buio e di luce come ha voluto ieri il Sole) e tra una settimana esatta è il 28 marzo. Quel giorno nel 1993 esordì in serie A. Sono passati 18 anni. Tra una settimana Totti diventa maggiorenne. Significa che c'è tempo ancora per tutto. Anche per i figli.
Un genio assoluto.
Citazione di: Baldrick il 23 Mag 2011, 20:54
Cagnucci über alles, non scherziamo. Il prodigioso impasto di nonsense, schietta stupidità, vano esercizio di sghemba erudizione e aggressività dialettica lo rende insuperabile.
Spero continui a scrivere per anni e anni ancora. E sempre le stesse cose. Sempre prendendosela nel culo.
senza dubbio alcuno
cagnucci, basta la parola!
con quel nome solo canide poteva essere :asrm
Citazione di: Eagles77 il 24 Mag 2011, 08:59
io vi ammiro perchè riuscite a leggere tutto l'articolo, io dopo due righe comincio ad avere i conati di stomaco.
Anche io. E dico seriamente.
Cagnucci assolutamente:
1) per il figlio a Totti
2) per il cognome
del resto
"un cognome una garanzia"
:asrm
Cagnucci senza dubbio poi Renga per la storia.
Citazione di: Eagles77 il 24 Mag 2011, 08:59
io vi ammiro perchè riuscite a leggere tutto l'articolo, io dopo due righe comincio ad avere i conati di stomaco.
Qualche volta, turandomi il naso, io riesco a leggerli integralmente gli articoli di questo tenore...
Però, relativamente a quello di Cagnucci postato in questo 3D, alla seconda riga ho avuto la tua stessa sensazione...
Citazione di: genesis il 24 Mag 2011, 10:46
Cagnucci senza dubbio poi Renga per la storia.
Quoto.
Biafra, fosse possibile aumenterei i Turoni d'oro. E farei così:
Cagnucci Turone d'oro 2010-2011
Romita Turone d'oro rivelazione 2010-2011
Renga Turone d'oro alla carriera
sottoscrivo:
Cagnucci Turone d'oro 2010-2011
Romita Turone d'oro rivelazione 2010-2011
Renga Turone d'oro alla carriera
e aggiungo: :asrm
Angelo Mangiante (sky sport) leccaturone 2010-2011
Errata corrige.
La rivelazione è essa:
CHIARA ZUCCHELLI
Sono la coppia più bella del mondo. E non ci dispiace per gli altri. In Italia nessuno ha le potenzialità di Totti e Adriano. Quali? Classe, potenza, imprevedibilità, lucidità sotto porta. Destro, sinistro, colpi di testa, bombe su punizione. Nel nostro campionato, nessuna coppia ha un repertorio così completo. Trentaquattro anni a settembre Totti, sei di meno l'Imperatore, possono far sognare i tifosi della Roma almeno per tre stagioni. Per raggiungere insieme, magari, la coppa dalle grandi orecchie che nessuno dei due ha mai vinto. Ce l'hanno fatta invece, al primo tentativo insieme, Eto'o e Milito, gli unici due giocatori che possono contendere il primato a Totti e Adriano. Su di loro, però, pesano alcune incognite, prima tra tutte l'appagamento. Quest'anno hanno vinto tutto e non sarà facile mantenere stimoli e concentrazione anche da settembre in poi. In più, al contrario dei due romanisti, disputeranno il Mondiale e da sempre la stagione dopo la coppa del mondo è ricca di punti interrogativi. Non va neanche sottovalutato il fatto che entrambi, subito dopo la conquista della Champions, hanno espresso qualche dubbio sulla loro permanenza all'Inter. Probabilmente resteranno, convinti anche da qualche assegno di Moratti, ma la loro fame di gol e vittorie sarà tutta da dimostrare. Sull'altra sponda di Milano le cose non vanno meglio. Huntelaar è stato un buco nell'acqua, Borriello ogni anno combatte con mille problemi fisici, Inzaghi è all'ultimo anno della carriera. Rimangono - al momento - Ronaldinho e Pato: sulle qualità tecniche non si discute, su quelle fisiche e comportamentali i dubbi ci sono. Il Paperoha avuto una stagione travagliata, Dinho, invece, ha reso di più ma
il carattere burrascoso non lo mette al riparo da sorprese. Sulla Juve poco da dire: si cercano acquirenti per Trezeguet e si cerca di portare a Torino Pazzini perché Amauri e Iaquinta non danno garanzie. Se dovesse arrivare l'attaccante della Samp, scoppierebbe il tandem con Cassano che ha portato i blucerchiati dritti in Champions. Dove non sono arrivate Fiorentina e Napoli: anche loro, in attacco, hanno bei problemi. I viola devono fare i conti con la squalifica di Mutu e, accanto a Gilardino, almeno all'inizio, ci sarà Jovetic, mentre la squadra di Mazzarri è alla disperata ricerca di qualcuno da affiancare a Lavezzi e Quagliarella. Si lavora per Fred, ma anche se dovesse arrivare l'eventuale trio non sarebbe certo ai livelli di Totti e Adriano. Perché - è bene ribadirlo - la coppia più bella del mondo sono loro.
Citazione di: Il Mitico™ il 23 Mag 2011, 20:02
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.
"Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni.
Eh? :o
Ma allora ci provano gusto a sperimentare l'atroce dilemma in tutte le possibili varianti...
Citazione di: est1900 il 24 Mag 2011, 09:28
Il Turone d'oro è di Tonino.
Nessuno più di lui lo merita.
Postai l'articolo sotto riportato senza neanche leggerlo perchè di Cagnuccio mi fidavo.
Grazie Tonino, ti vogliamo bene!
Highlander
Scritto da redazione
Lunedì 21 Marzo 2011 01:25
TONINO CAGNUCCI
Uno avrebbe voglia di dargli un figlio. Per un minimo senso di gratitudine e per l'ansia di assicurarne la memoria.
NO CONTEST!
Cagnucci quest'anno, lo merita. Ha stracciato tutti. Vince per distacco.
cagnucci quest'anno non se batte.... !!
Citazione di: est1900 il 24 Mag 2011, 10:56
Quoto.
Biafra, fosse possibile aumenterei i Turoni d'oro. E farei così:
Cagnucci Turone d'oro 2010-2011
Romita Turone d'oro rivelazione 2010-2011
Renga Turone d'oro alla carriera
Sanipoli Vincenzino d'argento 2010-2011
Secondo me , uno dei 4 sta scrivendo su LAZIO.NET :o
http://www.lazio.net/forum/calcio!/udinese-milan-partita-vera!/msg522892/#new
In merito all'articolo (?), sui 201 gol del Burger King, ci tengo a dire una cosa.
Fossi in Dori Ghezzi, io farei partire una denuncia nei confronti di Cagnucci.
cagnucci ci ha regalato perle immense quest'anno.
se l'è meritato.
Citazione di: est1900 il 24 Mag 2011, 10:56
Quoto.
Biafra, fosse possibile aumenterei i Turoni d'oro. E farei così:
Cagnucci Turone d'oro 2010-2011
Romita Turone d'oro rivelazione 2010-2011
Renga Turone d'oro alla carriera
Condivido.
E Biafra, di questo passo dovremo istituire i tre Turoni d'Oro ogni anno, di materiale ce ne sara' a palate.
Acrostico sara' difficile batterlo, come momento piu' alto della letteratura canina.
Io senza Cagnucci ormai non credo di poter stare.
E ero un grandissimo fan di Renga, ma Renga ormai alla fien era diventato prevedibile e Cosmo qui sopra scriveva preciso come lui.
Cagnucci ha aperto una nuova era, e ci sono gia' tanti adepti.
Non dobbiamo fare altro che turarci il naso e ammazzacce da ride.
Citazione di: intruppone23 il 24 Mag 2011, 19:20
cagnucci ci ha regalato perle immensrde quest'anno.
se l'è meritato.
Ragazzi, la verità qui è una sola: cagnetti sta talmente avanti che è giunta l'ora ti intitolare un premio proprio a lui: il cagnuccio d'oro, che verrà celebrato ogni anno con un certame poetico che si terrà a Corropoli: esametri, distici elegiaci, haiku e tutto quello che serve per celebrare le gesta piscioruggine.
(http://4.bp.blogspot.com/_f-gnJP1cq84/STGhwYS_moI/AAAAAAAAAEU/ntC-Wj7t63w/S220/ZCAXJGYTVCALG0DGZCAP6D4ECCAD7EURPCA1FCUVMCALQWLANCATX8ZLCCAI5EU2QCANPW7U4CAK1NZ9XCASTL1EDCA2UO925CA5VAEZZCAU1OUXMCAU6S039CA0XFJ92CAVNK5NNCAJ2XJKBCA2K1D5F.jpg)
Soprattutto acrostici.
ahhh gli acrostici: un pomodoretto fresco e du' linguine è la morte sua...
Citazione di: MadBob79 il 24 Mag 2011, 21:08
ahhh gli acrostici: un pomodoretto fresco e du' linguine è la morte sua...
Si ma non li puoi fa' coce troppo. Il nome in realta' viene da li', devono esse croccanti fuori (la crosta) e succulenti dentro.
Gli acrostici DEVONO diventare un mantra.
Non scherziamo. Cagnucci ci regala delle perle maestose. Va premiato.
Complimenti al fine intenditore che ha votato il sottovalutatissimo Romita.. :)
Citazione di: Tarallo il 24 Mag 2011, 21:36
Si ma non li puoi fa' coce troppo. Il nome in realta' viene da li', devono esse croccanti fuori (la crosta) e succulenti dentro.
Gli acrostici DEVONO diventare un mantra.
Perche' non avete mai assaporato gli acrosticini...
Bboni...
PS Io voto la Zucchelli... Il suo articolo e' spettacolare.
Citazione di: Sirius il 25 Mag 2011, 09:48
Perche' non avete mai assaporato gli acrosticini...
Bboni...
:lol: :lol: :lol:
In effetti è un pò una parola jolly, buona per tutte le occasioni e per darsi un tono.
Es.:
- Io non sono credente, sono acrostico.
- Mamma mia sei proprio all'antica, sei acrostico.
- Lo spettacolo mi è piaciuto, ma secondo me rischia di risultare acrostico a molti.
Dai magari cagnucci ci legge e non sa perchè si parla di acrostico, dove sarà l'errore?
Lo voglio aiutare così la prossima volta starà attento.
Acrostico
Si chiama acrostico un testo in cui le iniziali delle parole (o dei versi nel caso di poesie o talvolta dei capoversi) formano una parola, un nome o una frase di senso compiuto.
Meccanismi analoghi sono quelli del mesostico e del telestico, basati rispettivamente sulle lettere centrali o finali delle parole (o versi).
Un caso particolare di acrostico è un componimento in cui le parole cominciano per A, B, C, ecc.: si chiama "abbecedario" o "carme alfabetico".
L'acrostico si distingue dall'acronimo in quanto si scrive avendo come scopo la formazione di una parola esistente, mentre l'acronimo è una parola che nasce dall'uso di una sigla (come UFO o LASER, per esempio).
Cagnucci
Ricorderà
Er
Turoned'oro
Indossandolo
Nientepopodimenocheall'
Olimpico
Comunque noi siamo delle me.rde...
...sarebbe potuto capitare a tutti di confondere acronimi e acrostici...
...e soprattutto...
...NON SI PRENDE IN GIRO UNA FUTURA MAMMA!
Cagnucci non ha rivali, ho votato per lui.
questi personaggi sono indispensabili per la mia salute mentale, li leggo e torno più fiero e più forte che prìa.
:beer:
per la rivelazione dell'anno avrei votato per Paolo Di Canio, ma curiosamente non era in lista. :o
Visto che siamo in clima di premiazioni voto gli acrosticini come battuta del mese.
sbaglio o nella settimana enigmistica c'era una rubrica "l'acrostico bizzarro"?
comunque cagnucci andrebbe processato per crimini culturali contro l'umanità
Quattro fuoriclasse, ma di cagnucci ne nasce uno ogni secolo. :p
'na pizza e du' acrostici al cinqueeeeee!!!!! :asrm
Citazione di: momi il 26 Mag 2011, 15:02
'na pizza e du' acrostici al cinqueeeeee!!!!! :asrm
Prosciutto Crudo o Alici ? :asrm
Ho votato Cagnucci ma c'è un certo Nasetti che ha scritto un'articolo postato in altro topic che secondo me potrebbe contendere con i migliori per il Turone D'Oro.Non finiscono mai di stupirmi! :)
Citazione di: valpa62 il 26 Mag 2011, 22:13
Ho votato Cagnucci ma c'è un certo Nasetti che ha scritto un'articolo postato in altro topic che secondo me potrebbe contendere con i migliori per il Turone D'Oro.Non finiscono mai di stupirmi! :)
Spero che per la seconda edizione si potranno individuare più premi e categorie. In effetti è profondamente ingiusto che personaggi esilaranti come Liguori, la Sanipoli o Nasetti (solo per citarne alcuni) non abbiano la possibilità di concorrere al Turone D'Oro.
La prosa di Cagnucci è inarrivabile! Le sue iperboli ti lasciano senza fiato e ciò complica di molto una resperazione fiaccata dalla puzza de merda che emana dai suoi articoli.
Citazione di: Biafra il 26 Mag 2011, 22:23
Spero che per la seconda edizione si potranno individuare più premi e categorie. In effetti è profondamente ingiusto che personaggi esilaranti come Liguori, la Sanipoli o Nasetti (solo per citarne alcuni) non abbiano la possibilità di concorrere al Turone D'Oro.
Intanto si possono creare tre categorie: radio, tv e stampa. E applicare le tre già esistenti a queste.
Io istituirei anche il premio "Bruco in pectore", dedicato al personaggio che formalmente non è daa roma ma si comporta come tale. Tipo dicanio.
cagnucci è imbattibile.
Si può pensare di aprire il Turone d'oro 2011-12, nelle sue varie articolazioni?
No, perché qua già si accumula materiale....
http://www.ilromanista.it/le-ultime-dai-campi/1285-luis-enrique-roma-fatta-al-99.html
http://www.ilromanista.it/images/copertina/copertina_20110528.pdf
Citazione di: Flaminio il 28 Mag 2011, 00:20
Si può pensare di aprire il Turone d'oro 2011-12, nelle sue varie articolazioni?
No, perché qua già si accumula materiale....
http://www.ilromanista.it/le-ultime-dai-campi/1285-luis-enrique-roma-fatta-al-99.html
http://www.ilromanista.it/images/copertina/copertina_20110528.pdf
Flaminio, lo riporto intero perche' merita.
La candidatura di Chiara per il 2011-2012 ora e' prepotente. Lei non sceglie la prosa eclatante, le descrizioni di gesta epiche, l'iperbole che diventa norma nel mondo dell'ipertrofismo identitario. No. Lei dice una cosa, e nella frase dopo la smentisce. Dice il contrario.
Un genio.
Leggete.
CHIARA ZUCCHELLI
Vamos a ganar. Tradotto: andiamo a vincere. :oo (non gli e' bastato?!?!?!) Una citazione doverosa a quello che, salvo incredibili sorprese, sarà il primo allenatore dell'era DiBenedetto. La Roma, infatti, ha scelto: sarà lo spagnolo Luis Enrique a guidare Totti e compagni nella prossima stagione. I contatti, che vanno avanti da settimane, hanno subìto una decisa accelerata nelle ultime ore, dopo che la notizia, in Italia come in Spagna, è uscita allo scoperto. All'inizio della prossima settimana, tra lunedì e mercoledì, Sabatini volerà in Spagna per chiudere le trattativa (anche se c'è chi dice che potrebbe addirittura anticipare il blitz). Possibilità di riuscita? Al momento, filtra tra Londra e Trigoria, «99%». L'1% è lasciato come margine visto che ancora non ci sono le firme che potrebbero arrivare nelle prossime settimane, considerando che a Trigoria Montali ha potere per farlo (mentre alla Sensi sono rimaste solo le deleghe in Lega). Salvo clamorose (e a questo punto impensabili) sorprese, Luis Enrique confermerà la sua disponibilità al futuro direttore sportivo e inizierà a lavorare con lui - e con Baldini - alla costruzione della sua Roma.
Luis Enrique corrisponde all'identikit tracciato dai nuovi dirigenti: giovane e con voglia di vincere. Attraverso un gioco d'attacco e ben definito, sempre a petto in fuori, sui campi di provincia come nei grandi stadi d'Europa. Non quest'anno magari, :wall: ma dal prossimo, quando la Roma dovrà tornare in Champions League, l'obiettivo minimo della stagione che sta per iniziare. :sisisi:
Quella di Luis Enrique è senza dubbio una scelta coraggiosa, proposta da Baldini e avallata dalla nuova proprietà. I primi contatti ci sono stati in primavera: quando Guardiola ha rinnovato per un anno il contratto col Barcellona, Luis Enrique, che pure è suo amico, ha capito che per lui non sarebbe stato possibile approdare in prima squadra. E, piuttosto che allenare per altri dodici mesi il Barcellona B, ha iniziato a guardarsi intorno. Baldini, dopo aver parlato proprio con lo stesso Guardiola, ne ha sondato la disponibilità e ha preso in considerazione l'idea. :fidej: Nel frattempo, sono stati contattati anche altri allenatori, :? ma col passare del tempo la scelta è caduta sull'ex giocatore che in Italia tutti ricordano per la gomitata ricevuta da Tassotti durante il Mondiale americano. :cry: (cioe': lo hanno considerato, poi hanno cercato dappertutto, poi sono tornati da lui. Prima scelta.... :sisisi: )
In Spagna lo avrebbe voluto l'Atletico Madrid, ma un po' per una questione di cuore, un po' per il prestigio, Luis Enrique ha scelto diversamente. :sisisi: Per adesso però non ha potuto firmare nulla: Sabatini, che oggi non sarà a Trigoria, gliene spiegherà i motivi, rassicurandolo sul fatto che la nuova Roma punterà decisamente su di lui. E che, aspetto questo da non sottovalutare, gli sarà accanto passo dopo passo, evitando di lasciarlo solo soprattutto nei primi difficili mesi di ambientamento.
Sembra quindi fuori dai giochi Didier Deschamps: l'allenatore del Marsiglia è considerato l'unica vera alternativa allo spagnolo, ma arriverà nella Capitale soltanto se, all'ultimo, le cose dovessero cambiare. :? Dopo la finale di Champions in programma domani se ne saprà sicuramente di più: se Guardiola dovesse decidere di lasciare, potrebbero muoversi molte pedine e la Roma, nel valzer europeo di allenatori, potrebbe entrarci. :win: Difficile però che questo accada. :cry: Oggi è prevista, comunque, una conferenza stampa in cui Deschamps potrebbe - o per meglio dire, dovrebbe - chiarire le sue intenzioni.
Chi si è tirato fuori da solo è Stefano Pioli. L'ex allenatore del Chievo, che Sabatini aveva incontrato la settimana scorsa, ha ufficializzato non solo il suo addio alla società veneta, ma anche al sogno di allenare la Roma: :(( «Abbiamo rescisso consensualmente con il Chievo per alcune situazioni che non combaciavano in obiettivi comuni. Roma? Non c'è stato alcun ultimatum o scadenza per una risposta da parte di Sabatini. Come prossimo allenatore dei giallorossi sono in corsa candidati più esperti di me. Io comunque sto valutando già altre situazioni avendo avuto contatti con altre società». :? In pole c'è il Palermo e non è escluso che con Sabatini abbiano parlato anche di questo. D'altronde, una settimana fa, l'obiettivo era già chiaro: Vamos a ganar. Con Luis Enrique.
formidabile questa Zucchelli, non la conoscevo.
e così...la roma il prossimo anno ha il ritorno in C.L. come obiettivo MINIMO. :beer:
bello anche il passaggio dove dice che tra la roma e l'Atletico Madrid l'allenatore abbia scelto il prestigio. :)
Citazione di: Il Mitico™ il 23 Mag 2011, 20:02
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.
Romanismi
pubblicata da Tonino Cagnucci il giorno lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 12.49
Hai avuto ben ventisette anni per innaffiare il tuo albero della vita, per agguantarne le radici, tenderle, nutrirti della terra su cui l'avevi piantato. Non ti sono bastati. Durerà per sempre il tuo guardare, il tuo fremere e odiare questo binomio di colori e infinito rumore che hai iniziato a sentire. Un rumore che c'era, c'è sempre stato. E sempre ci sarà. Hai avuto paura e ancora ne hai. Hai smesso di esistere appena hai sentito il terremoto. Hai fatto quadrato e hai pensato a difenderti invece di continuare a lavorare su quello che avevi iniziato. E questo fai. Ti difendi e basta. Da 110 anni. Sei fermo a quel giorno del 1927. A quel caldo Luglio romano e non al tuo freddo e spoglio Gennaio. Noi siamo società. Popolo, mondo, vita. E dentro questo tutto possiamo essere in tanti e diversi, soli e in compagnia. Tu la tua Lazio la chiami Patria perché sei nel recinto della retorica del debole, dell'impaurito, dello sconfitto. Sconfitto non sul campo ma per le strade che continuano a muoversi nonostante crisi e epoche [...]. Sconfitto perché ti difendi in modo poco sano, poco costruttivo. Lo fai indossando tutti i colori del mondo e mettendo in tasca i tuoi. Lo fai ancora da Piazza della Libertà, da quella panchina. E se il mondo lo guardi da li, da 110 anni, lo vedi sempre dallo stesso punto di vista. E il mondo cambia anche se tu confondi l'immobilismo con la tradizione. La tua malinconia del solo contro tutti ha rotto il cazzo. Sei solo perché chi odia prima di amare solo deve restare. L'odio non può esistere senza amore. Non sei solo e fiero come vuoi dipingerti. Ti piacerebbe. Sei soltanto solo e non per coraggio o perché sei minoranza. Ma perché tremi davanti alla confusione del sentimento puro di chi adora questa squadra. Temi il sentimento più di una carica della celere. Il sentimento è irrazionale, è rischio totale, è cuore oltre l'ostacolo. E' malattia senza cura, poesia cialtrona, coatteria bambina. E' un capitano che tu hai reso tale disprezzandolo nella sua semplicità di uomo che sa soltanto giocare a pallone. Tu hai creato Francesco Totti. Tu crei il tuo nemico, lo rendi più forte, eterno.La romanità è anche sopportazione, cinismo e resistenza. Ma tu non sopporti. Non sei cinico. Non resisti a nulla se non al tuo blocco di partenza. Da cui ancora non sei partito. E' questo il tuo destino. Quello di fondare la tua identità sul terrore che te ne genera un'altra. La nostra.Vivrai sempre di riflesso perché non ti sei mai specchiato e mai hai cercato di capirti. Vivrai sempre preso per il culo perché non hai ironia, non ne hai mai avuta e l'ironia o ce l'hai o non ce l'avrai mai."Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni. La prima cosa che hanno fatto i tuoi "pochi" capitani è stata quella di venire sotto la nostra curva dopo un goal. Questo dice tutto. Dice lo spavento da combattere col coraggio di un minuto. Dice la priorità dell'intento. Il primo pensiero non è mai per la vostra maglia, è per la nostra curva. In questo sei figlio che vuole dimostrare al padre, sei padre che non sopporta l'energia del figlio, sei quello del piano di sotto su cui gocciola l'acqua delle piante, sei quello del piano di sopra che dal suo balcone non vede niente di interessante mentre al piano terra c'è festa: smargiassa, grossolana, chiassosa e naturale. Sei il segno meno. Represso dalla tua storia che non hai saputo vivere. Ora fatti coraggio e cerca di crescere laddove meriti di esistere.E non analizzare il nostro mondo enorme e complicato, pensa al tuo.Tu non saprai mai cos'è il romanismo. Che le radio noi le odiamo. Che i tifosi occasionali sono i nostri primi nemici. Che il potere - come lo annusiamo - lo combattiamo. Che i giocatori passano ma le maglie no. Noi siamo Roma. Quella che resiste: alle tendenze, ai ventimila a Bari, Roma che resiste al lato peggiore di Roma. Di cui tu non farai mai parte perché Roma ti ospita nel momento stesso in cui non ti vede vivo. E tu vivi soltanto perché viviamo noi. A suo tempo ci hai fatto il regalo più bello: costretto ad esultare insieme al tuo avversario. Fiero di perdere per paura che fossimo noi a vincere. Hai sputato sul tuo piccolo nome e sulla tua misera storia per rimandare la nostra gloria. Ora vai, misero scudiero, vai nel tuo deserto di cui è colma la tua dignità. Noi continueremo a non capire di che malattia viviamo questa vita. Ad amare questa madre - senza se e senza ma - come si amano le madri. A sentirci soli in mezzo a centomila perché come noi ce ne stanno pochi, meno di quanti siete voi che bevete da queste mani e mangiate da questi cuori.Tornerà la tua B anche se in B per noi sei sempre stato, pure scudettato. La B è una condizione. La B è il secondo piano. Lì deve giocare chi ha paura di esistere davvero. Lì deve vivere chi non l'ha mai fatto.
Per questo sono Laziale...
Per questo tu, non hai mai vinto un cazzo...
AS ROMA MERDA SINCE 1927
(Io comunque, ripeto, che dire che Luis Enrique è conosciuto per la gomitata di Tassotti è pura follia da MinCulPop.)
è come dire che poulsen è conosciuto per lo sputo al capetano
o che il manchester united viene ricordato per il 7-1 alla roma
Che poi Luis Enrique era un fenomeno, ma questi ignorano TUTTO.
Citazione di: robylele il 28 Mag 2011, 08:20
bello anche il passaggio dove dice che tra la roma e l'Atletico Madrid l'allenatore abbia scelto il prestigio. :)
Atletico MadridTitoli di Spagna: 9Trofei nazionali:
9 Coppe del Re
1 Supercoppe di Spagna
2 Coppe Eva Duarte
Trofei internazionali:
1 Coppe delle Coppe
1 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA1 Coppe Intercontinentalias romaScudetti: 3
Trofei nazionali:
9 Coppe Italia
2 Supercoppe italiane
Trofei internazionali:
1 Coppe delle Fiere (:rotfl:)
Citazione di: Barabba Terzo il 28 Mag 2011, 17:14
Atletico Madrid
Titoli di Spagna: 9
Trofei nazionali:
9 Coppe del Re
1 Supercoppe di Spagna
2 Coppe Eva Duarte
Trofei internazionali:
1 Coppe delle Coppe
1 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
1 Coppe Intercontinentali
as roma
Scudetti: 3
Trofei nazionali:
9 Coppe Italia
2 Supercoppe italiane
Trofei internazionali:
1 Coppe delle Fiere (:rotfl:)
Barà, mi sa che ti sei scordato una Coppa Campioni dell'Atletico, altrimenti non mi spiego la Intercontinentale. ;)
Luis Enrique è stato un giocatore fenomenale,è stato uno dei difensori-centrocampisti-attaccanti migliori che io abbia visto,riusciva a coprire tutta la fascia con qualità e quantità. Ma le merde che ne sanno.
Citazione di: Rivolazionario il 28 Mag 2011, 17:18
Barà, mi sa che ti sei scordato una Coppa Campioni dell'Atletico, altrimenti non mi spiego la Intercontinentale. ;)
L'atletico perse la finale di coppa dei campioni contro il Bayern ma giocò l''intercontinentale per rinuncia a parteciparvi del Bayern stesso
Citazione di: And159 il 28 Mag 2011, 18:07
L'atletico perse la finale di coppa dei campioni contro il Bayern ma giocò l''intercontinentale per rinuncia a parteciparvi del Bayern stesso
Merci.
Misconoscevo l'avvenimento. :)
Citazione di: Rivolazionario il 28 Mag 2011, 18:10
Merci.
Misconoscevo l'avvenimento. :)
Una cosa del genere non è ancora riuscita nemmeno a loro :D
Anche questa perla di Carmine Fotia merita a mio avviso una citazione:
"Sulla Nuova Roma targata DiBenedetto hanno ricominciato a svolazzare i soliti corvacci e i gufi si sono appollaiati sul ramo sperando che il loro malanimo ottenga l'effetto desiderato e la Nuova Roma cada prim'ancora di aver mosso i primi passi. Dal pulpito del Corriere dello Sport, che non nasconde il proprio trasporto per le imprese della terza squadra della capitale che si allena a Formello, le cui imprese sono sempre narrate come epiche, i soliti Soloni Incipriati hanno già emesso la sentenza bocciando la scelta, che pare ormai certa, di Luis Enrique quale allenatore giallorosso...."
Scusate, ribadisco che forse bisognerebbe avviare l'annata 2011-2012. Qua con queste perle siamo già bel oltre l'anno trascorso :)
Citazione di: ViaGuareschi il 28 Mag 2011, 20:48
Dal pulpito del Corriere dello Sport, che non nasconde il proprio trasporto per le imprese della terza squadra della capitale che si allena a Formello
:lol: :lol:
Citazione di: And159 il 28 Mag 2011, 18:07
L'atletico perse la finale di coppa dei campioni contro il Bayern ma giocò l''intercontinentale per rinuncia a parteciparvi del Bayern stesso
E la perse perchè il portiere si fece pareggiare perchè distratto da un fotografo....o qualcosa del genere.
Citazione di: ViaGuareschi il 28 Mag 2011, 20:48
Anche questa perla di Carmine Fotia merita a mio avviso una citazione:
"Sulla Nuova Roma targata DiBenedetto hanno ricominciato a svolazzare i soliti corvacci e i gufi si sono appollaiati sul ramo sperando che il loro malanimo ottenga l'effetto desiderato e la Nuova Roma cada prim'ancora di aver mosso i primi passi. Dal pulpito del Corriere dello Sport, che non nasconde il proprio trasporto per le imprese della terza squadra della capitale che si allena a Formello, le cui imprese sono sempre narrate come epiche, i soliti Soloni Incipriati hanno già emesso la sentenza bocciando la scelta, che pare ormai certa, di Luis Enrique quale allenatore giallorosso...."
povero fotia, certo che ce deve ave' dei problemi personali insormontabili
a me questi fanno anche un po' pena
Ma non sa nemmeno scrivere...
Citazione di: Baldrick il 29 Mag 2011, 04:19
Ma non sa nemmeno scrivere...
usare un italiano quantomeno corretto
non è una credenziale richiesta per scrivere sul giornaletto di riferimento dei coprofili
Votato per Cagnucci per l'inestimabile valore del "...cugino della realtà.."
Citazione di: Murmur il 28 Mag 2011, 14:22
è come dire che poulsen è conosciuto per lo sputo Dal capetano
Ragazzi occhio a 'ste cose...
Citazione di: ViaGuareschi il 28 Mag 2011, 20:48
Anche questa perla di Carmine Fotia merita a mio avviso una citazione:
"Sulla Nuova Roma targata DiBenedetto hanno ricominciato a svolazzare i soliti corvacci e i gufi si sono appollaiati sul ramo sperando che il loro malanimo ottenga l'effetto desiderato e la Nuova Roma cada prim'ancora di aver mosso i primi passi. Dal pulpito del Corriere dello Sport, che non nasconde il proprio trasporto per le imprese della terza squadra della capitale che si allena a Formello, le cui imprese sono sempre narrate come epiche, i soliti Soloni Incipriati hanno già emesso la sentenza bocciando la scelta, che pare ormai certa, di Luis Enrique quale allenatore giallorosso...."
cioè, leggo bene? il direttore dell'anista, che se la prende col cds?
:o
è come il papa che maledice l'osservatore romano perché da' troppo spazio alle pratiche dei satanisti...
Secondo me gli interessati devono aver saputo del referendum in corso. Perchè da qualche giorno tutti stanno regalando ai posteri il meglio del loro repertorio!!
Anche se la gemma storica rimarrà sempre ad appannaggio del maggico RR, che salutando l'avvenuto ingaggio dell'immenso Simone Loria, coniò l'ormai celebre definizione: "il difensore che segna come un attaccante".
Che poi è vero, segna una cifra... in entrambe le porte.
Per la prossima edizione ricordatevi di Ugo Trani, ci terrei particolarmente.
Il giornalista de "Il Messaggero" Ugo Trani ha definito "strano" il pareggio della Roma contro il Milan argomentando la sua tesi con diversi elementi:
i rossoneri sono stati umiliati per 4-0 contro il Manchester United. Non è normale che la squadra giallorossa sia stata presa a "pallonate" da un avversario in questo periodo di forma scadente.
Lo United non è più quello del 7-1 alla Roma. La squadra pratica un 4-5-1 rinunciatario, con Rooney unico centravanti, eppure ha schiantato il Milan.
Il giornalista pone sotto la lente d'ingrandimento la prestazione sottotono di 7 titolari della Roma. Secondo il suo parere autorevole il Milan era da attaccare e invece la squadra capitolina è stata sulle sue.
Le sue dichiarazioni sono state rilasciate presso l'emittente radiofonica "Rete Sport" e hanno creato un vasto dibattito nel mondo della comunicazione locale, radiofonica e televisiva.
12 marzo 2010 | 11:54
Logica aristotelica allo stato puro.
A me certe cose mandano in bestia.
E' inconcepibile che un soggetto che scrive di calcio su un giornale sportivo, letto da altre persone che non siano soltano i suoi familiari e il suo cane, non sappia che l'Atletico Mardid è la terza squadra più titolata di Spagna (così come molti altri non sanno cose altrettanto eclatanti).
Si sta parlando dell'Atletico, non del Gornik Zabrze (anche se i riommanisti dovrebbero conoscerlo bene, il Gornik :DD).
IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI)- Pazza idea. Di far la squadra con lui. Dove lui sta per Zlatan Ibrahimovic, uno dei talenti più puri del calcio europeo. È quella che, stando a quanto riporta il sito sportmediaset, starebbe balenando per la testa di DiBenedetto e soci i quali, volendosi presentare a Roma con un grandissimo colpo, starebbero pensando di puntare sullo svedese tanto forte e decisivo quanto, specie in questo ultimo periodo, irascibile. Una cosa va precisata subito: non c'è una trattativa. O meglio, non c'è ancora una trattativa. Però quella che ieri mattina sembrava solo un'indiscrezione giornalistica, col passare delle ore è diventata qualcosa di più: fonti milanesi, vicine all'ambiente rossonero, confermano. Fonti spagnole, che ben conoscono le intenzioni del Barcellona, il club che ancora detiene il cartellino di Ibra, pure. Aggiungendo che «la rivale più seria, se la Roma volesse davvero lo svedese, sarebbe il Manchester City di Mancini».
Una squadra e, soprattutto, una società che non hanno certo problemi di liquidità. E ch potrebbero garantire al giocatore almeno lo stesso ingaggio che prende attualmente. La Roma difficilmente potrebbe farlo ma, sul piatto, può mettere altre prerogative: più anni di contratto, una città unacentomille volte più bella e affascinante di Manchester, un progetto nuovo che lo vedrebbe assolutamente come punto cardine. A dirigere le operazioni, oltre a Di- Benedetto, potrebbe essere quel Franco Baldini che, già nel 2004, aveva tentato in tutti i modi di portare Ibrahimovic a Trigoria. Bruciato sul filo di lana dalla Juventus di Moggi e Giraudo. E non è neanche difficile immaginare come. Adesso, sette anni dopo, Baldini avrebbe l'occasione di avere nella sua squadra quello che considera uno dei più grandi attaccanti in circolazione. Per far sì che la (pazza) idea si concretizzi, bisogna però che si verifichino alcuni fattori. Primo: il Milan, che nonostante le dichiarazioni ufficiali non ha per niente gradito le sei giornate di squalifica accumulate nelle ultime settimane, deve comunicare al Barcellona la sua decisione di non riscattare Ibra. Concentrandosi magari su quel Cristiano Ronaldo che tanto piace a Berlusconi. A quel punto, lo svedese sarebbe costretto a tornare in Spagna dove, gol a parte, non si è trovato bene. Se Guardiola poi dovesse restare a Barcellona, allora le possibilità di permanenza sarebbero ridotte al minimo, visti i rapporti pessimi tra i due. A quel punto, entrerebbe in gioco la Roma.
La società blaugrana sarebbe disposta a liberarsi di Ibra per una cifra tra i 25 e i 30 milioni, non fosse altro che per non intaccare un meccanismo assolutamente perfetto e Baldini, a quel punto, potrebbe farsi sotto puntando sulle motivazioni del giocatore. Capitolo ingaggio: al Barça Zlatan prendeva 10 milioni, al Milan ha accettato una riduzione a 9. Cifre impensabili, almeno adesso, per la Roma. Se però accettasse un quadriennale a cinque o sei milioni, allora l'operazione si potrebbe fare. Considerando che la società rientrerebbe di parte della spesa grazie al merchandising, che schizzerebbe a l velli mai visti. Una sorta, tanto per fare un esempio, di effetto Beckham, visto che, anni fa, il Real fece sapere che in un mese aveva venduto talmente tante magliette da essersi ripagato l'ingaggio del giocatore. In tutto questo quadro, bisogna anche considerare altri due fattori. Marco Borriello, che se arrivasse davvero lo svedese sarebbe difficile ipotizzarlo ancora a Roma, e il rapporto tra Raiola e la Roma. Ogni tanto c'è stato qualche screzio, anche se il procuratore di Ibra è uno che, davanti alle buone offerte, dimentica tutto e tutti. E c'è da giurarci che, se fosse davvero convinto della bontà della proposta romanista, farebbe carte false per agevolare il trasferimento. Anche perché, almeno a rileggere le sue parole di qualche tempo fa, qualche speranza in più potrebbe esserci: «Zlatan adora la città e la tifoseria di Roma. Un giorno potrebbe giocare con la maglia giallorossa anche perché non è detto che resti per sempre al Milan». E chissà che allora, tutto questo, non possa diventare realtà
Citazione di: Sirius il 25 Mag 2011, 09:48
PS Io voto la Zucchelli... Il suo articolo e' spettacolare.
L'avevo detto, io, di votare la Zucchelli...
Quest'altro articolo e' delirio puro... :) :)
Questi due passaggi, poi, sono da applausi a scena aperta
"Capitolo ingaggio: al Barça Zlatan prendeva 10 milioni, al Milan ha accettato una riduzione a 9. Cifre impensabili,
almeno adesso, per la Roma." :) :) :)
"Se però accettasse un quadriennale
a cinque o sei milioni, allora l'operazione si potrebbe fare." :) :) :) :) :) :)
E quel famoso tetto ingaggi che lo stesso DiBenedetto aveva detto non avrebbe superato il maglione e mezzo? :) :)
Si si si, io voto la Zucchelli, all the life... :beer:
Citazione di: est1900 il 31 Mag 2011, 11:05
IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI)- .....................
:o
A quando la sonfitta del cancro ?
Eccerto ce lo vedo proprio IBra a ridursi l'ingaggio del 50% perchè Roma è millemila volte meglio di Manchester...
E poi Zucchelli si contraddice, nell'articolo... Guardiola a breve arriverà alla rioma, lui e Ibra non pssono coesistere :^^
Credo che i tempi per un Turone Master siano maturi.
E' arrivato il momento di schierarsi: Cagnucci o Zucchelli?
Io, dal canto mio, non tradisco TC.
La prosa di Cagnucci è inarrivabile. La Zucchelli le spara grosse, grossissime, ma non è al livello del primo.
Citazione di: est1900 il 31 Mag 2011, 11:05
IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI)- Una cosa va precisata subito: non c'è una trattativa.
in pratica stamo a spara' caxxate in libertà, 'na specie de Voyager in versione cartacea
Ancora non se comprano la broma e già se so presi Ibra.... forti st'ameregani
Citazione di: Sirius il 31 Mag 2011, 11:26
L'avevo detto, io, di votare la Zucchelli...
Quest'altro articolo e' delirio puro... :) :)
Questi due passaggi, poi, sono da applausi a scena aperta
"Capitolo ingaggio: al Barça Zlatan prendeva 10 milioni, al Milan ha accettato una riduzione a 9. Cifre impensabili, almeno adesso, per la Roma." :) :) :)
"Se però accettasse un quadriennale a cinque o sei milioni, allora l'operazione si potrebbe fare." :) :) :) :) :) :)
E quel famoso tetto ingaggi che lo stesso DiBenedetto aveva detto non avrebbe superato il maglione e mezzo? :) :)
Si si si, io voto la Zucchelli, all the life... :beer:
Però deve essere fico lavorare in quel giornale ....
Te svegli la mattina e pensi a quale mega caxxata scrivere per far contenti i lettori.... cosa c'è di meglio???
Bello... quasi quasi gli mando il CV
Citazione di: AquiladiMare il 31 Mag 2011, 13:55
Però deve essere fico lavorare in quel giornale ....
Te svegli la mattina e pensi a quale mega caxxata scrivere per far contenti i lettori.... cosa c'è di meglio???
Bello... quasi quasi gli mando il CV
Credo che ormai diversi di noi sono pronti per infiltrarsi là dentro 8) :D
Citazione di: Drake il 31 Mag 2011, 12:16
in pratica stamo a spara' caxxate in libertà, 'na specie de Voyager in versione cartacea
Del resto Roberto Giacobbo ha scritto qualche libro in perfetta simbiosi con l'indimenticato Richard Moon:
http://www.ibs.it/code/9788854100817/giacobbo-roberto-luna-riccardo/segreto-di-cheope-alla.html?shop=5313
Citazione di: Drake il 31 Mag 2011, 12:16
in pratica stamo a spara' caxxate in libertà, 'na specie de Voyager in versione cartacea
Citazione di: Flaminio il 31 Mag 2011, 14:28
Del resto Roberto Giacobbo ha scritto qualche libro in perfetta simbiosi con l'indimenticato Richard Moon:
http://www.ibs.it/code/9788854100817/giacobbo-roberto-luna-riccardo/segreto-di-cheope-alla.html?shop=5313
Me [...]...
E chi se lo sarebbe mai creso??? :o
Citazione di: AquiladiMare il 31 Mag 2011, 13:55
Però deve essere fico lavorare in quel giornale ....
Te svegli la mattina e pensi a quale mega caxxata scrivere per far contenti i lettori.... cosa c'è di meglio???
Bello... quasi quasi gli mando il CV
(edit)
Già che c'era poteva dire che ibra era pronto a pagare di testa sua per giocare col cappitone
Sembra quasi che al riommerdista siano venuti a conoscenza del turone d'oro e che stiano cercando di aggiudicarselo facendo a chi la la spara più grossa
Citazione di: AquiladiMare il 31 Mag 2011, 13:55
Però deve essere fico lavorare in quel giornale ....
Te svegli la mattina e pensi a quale mega caxxata scrivere per far contenti i lettori.... cosa c'è di meglio???
Bello... quasi quasi gli mando il CV
Per parlare del calibro del prodotto cartaceo: Un giorno un ragazzo (dell'Inter), che lavorava per "Il Romanista", intervistò mio padre, che ha lavorato con Sergio Leone in "C'era una volta in America", per farsi raccontare il personaggio.
Furono 7 ore di Intervista.
L'intervista, non è mai uscita.
(Per fortuna, visto il giornale, dico io)
Citazione di: Rivolazionario il 01 Giu 2011, 00:29
Per parlare del calibro del prodotto cartaceo: Un giorno un ragazzo (dell'Inter), che lavorava per "Il Romanista", intervistò mio padre, che ha lavorato con Sergio Leone in "C'era una volta in America", per farsi raccontare il personaggio.
Furono 7 ore di Intervista.
L'intervista, non è mai uscita.
(Per fortuna, visto il giornale, dico io)
Tre domande:
a) Volevano forse far dire a tuo padre che l'ultimo progetto di Sergio Leone era quello di fare un film sul magnifico bobolo e il suo capetano?
b) Nelle sette ore il giornalista ha provato a scroccare il pranzo?
c) Uscito il giornalista, avete fatto un attento inventario degli oggetti di valore?
Citazione di: radar il 01 Giu 2011, 00:46
Tre domande:
a) Volevano forse far dire a tuo padre che l'ultimo progetto di Sergio Leone era quello di fare un film sul magnifico bobolo e il suo capetano?
b) Nelle sette ore il giornalista ha provato a scroccare il pranzo?
c) Uscito il giornalista, avete fatto un attento inventario degli oggetti di valore?
a) Devo dire che quando sono arrivato il giornalista, è stato molto pudico nell'ammettere di scrivere per cotanta testata dicendo anche "Purtroppo, qui mi fanno lavorare" (Poraccio aggiungo io)
b) dopo 7 ore, mio padre, io ed il giornalista, avevamo scolato talmente tanto vino, che chiunque abbia pagato il conto, non lo ricordo (apparte gli scherzi, dopo che il poro giornalista ha proposto di fare alla romana, mio padre non ha voluto sentire ragioni ed ha pagato lui.)
c) C'era tutto c'era tutto, ma del resto eravamo da Agustarello, quindi, giocavamo in casa noi. :D
lo posto pure qua, forse sposterà qualche voto :)
Cuoio e galera
Venerdì 03 Giugno 2011 10:31
STEFANO ROMITA
Malati. Ora qualcuno dice che erano malati della scommessa in se, come la pensionata che si gioca tutto al lotto o nei gratta e vinci. Quella malattia che spesso aiuta ad essere giudicati con maggior clemenza e con quel briciolo di pietà che ha chiesto Beppe Signori ai giornalisti. Ma che lui non ha avuto per la sua famiglia, per i suoi ex tifosi, per gli amici che nella sua fortunatissima vita da calciatore ha avuto intorno.
La scommessa è una cosa, la scommessa di un giocatore un'altra, la scommessa di un ex giocatore un'altra ancora. E la "puntata" sopra una partita truccata e falsata altra cosa ancora. Si muovono insieme infatti più cose: la stupidità, la febbre del gioco, l'imbroglio, la truffa. E il tradimento. Verso i compagni, come nel caso del portiere della Cremonese che li addormentava nell'intervallo. Verso i propri tifosi, la gran parte dei quali al giorno d'oggi, si privano di cose necessarie pur di essere allo stadio a sostenere i propri colori e i propri eroi. Ma di che eroi si tratta? Che bandiera può sventolare un bergamasco nerazzurro quando il suo beniamino per antonomasia, vissuto e cresciuto con quella maglia, si vende una partita e ci scommette anche sopra? Perché mai la Federcalcio in passato, nel 2001, nel 2004, nel 2006, è stata magnanima? Perché lo è ancora con i reati sportivi? E perché la giustizia non condanna rapidamente e severamente chi tenta di condizionare, o riesce a farlo, le competizioni? E' per me una cosa inspiegabile. E al momento mi accontento di poter riabbracciare all'Olimpico Franco Baldini, l'uomo che combattè contro la cricca di Moggi. L'uomo su cui gli americani di Boston hanno ricostruito la Roma. Una squadra che si compra, ma che non si vende.
Non vorrei scrivere uno di quei commenti pesanti, noiosi, pieni di retorica, di morale e impregnati tutti nell'etica dello sport. La vita di tutti i giorni con uno Stato che ti porta per mano a scommettere su tutto, a grattare tagliandi ogni giorno, a tentare la botta di culo e la scorciatoia milionaria, non è ricca di insegnamenti. Una società condotta a sognare il win for life da 6000 euro al mese per venti anni e che ha chiuso i cinema per sostituirli con le sale del bingo, ha un po' di difficoltà a capire le parole di Cesare Prandelli sul fatto che "i soldi bisogna sudarseli". Son parole d'altri tempi, forse. Sono il rimprovero del vecchio nonno al nipote che non vuole lavorare nella stessa attività artigianale fatta di dolore alle mani e alzatacce.
Ma qui non stiamo parlando di una vita grama. Stiamo parlando di domeniche da giganti all'ombra di cori e abbracci esaltanti. Che anche se diventate un ricordo hanno pur sempre lasciato tasche piene e vita agiata. E tifosi anonimi disposti a sorriderti e salutarti al supermercato come davanti alla più bella delle dive cinematografiche. Stiamo parlando di un qualcosa che non è vendibile a nessun prezzo: l'amore dei tifosi. Bambini cresciuti sulla stessa poltroncina e ormai invecchiati sognando solo di poter strombazzare il clacson una notte d'estate urlando "Siamo noi, siamo noi, i campioni dell'Italia siamo noi..". E se io fossi dell'Atalanta e dovessi passare tutta l'estate a tremare sapendo che potrei non risalire in serie A perché qualcuno ha rubato il mio cuore insieme al pallone, che farei? Cuoio e galera. Chiederei solo questo. Cuoio per le cinghiate in piazza e galera medioevale, dove scommettere sulla bronchite che arriva.
Ho votato Little Dogs, un voto quasi dovuto.
Ma in pole position per il prossimo anno vedo Valerio Nasetti, promessa del settore giovanile. Se si impegna dà una pista a tutti!
fotia e romita tenteranno il sorpasso su cagnucci !!!!
Citazione di: intruppone23 il 24 Mag 2011, 19:20
cagnucci ci ha regalato perle immense quest'anno.
se l'è meritato.
in effetti sì, ho votato per lui. Ma la lotta è dura eh! :pp :asrm
(http://i43.tinypic.com/23svrxe.jpg)
Bello,
ultras temibile,
de quelli che,
racconta lui,
che probabilmente c'era,
cacciarono i Laziali dalla curva "sudde",
ma soprattutto vincente,
il Turone D'Oro non è per tutti.
Bravo Toni', continua sempre così!!!
Rileggerti dalla prima pagina di questo topic è un godimento secondo solo alle sveglie di Klose e Mauri.
Mai come oggi,
orgoglioso di contribuire all'editoria che ti stipendia con le mie tasse!
Continua così, con sta faccia e con i tuoi articoli me fai morì
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
quando si disputerà il premio turone d'oro 2012?
e che lo facciamo a fare? cagnucci non si batte. ci vorrebbe un secondo premio (tipo l'europa league), per gli altri. tipo lo strukelj d'argento. o il sannipoli di bronzo.
Facciamo la Champions degli inviati, con Sanipoli e Mangiante favoriti d'obbligo, e Assogna un gradino sotto.
allora se cagnucci è imbattibile propongo il vavra d'argento, oppure la vavra league ;)
Citazione di: Rivolazionario il 01 Giu 2011, 00:50
del resto eravamo da Agustarello, quindi, giocavamo in casa noi. :D
Rigatoni al sugo di coda (al cacao), quindi.
Comunque, il sapere di avere avamposti come Augustarello e (mi sembra) Felice nel cuore di quello che loro (a torto) considerano territorio loro (che poi qualcuno dovrà pur spiegar loro che quello era l'ager remorinus, il territorio dei perdenti ...), mi ha sempre fatto piacere.
Citazione di: Pergianluca il 15 Mar 2012, 19:07
Rigatoni al sugo di coda (al cacao), quindi.
Comunque, il sapere di avere avamposti come Augustarello e (mi sembra) Felice nel cuore di quello che loro (a torto) considerano territorio loro (che poi qualcuno dovrà pur spiegar loro che quello era l'ager remorinus, il territorio dei perdenti ...), mi ha sempre fatto piacere.
Di avamposti a testaccio ce ne sono parecchi: macellaio e altre pizzeria tra cui una dove il pizzaiolo ha una testa d'aquila attaccata al collo enorme (mai vista così grande).
secondo me bisognerebbe fare 2 leghe, la lega b dove stanno quelli che "proprio non so' boni" gente rubata alla soccida, gente che non sa parlare, non sa scrivere, non sa intervistare, i rosiconi, gli ultras camuffati.
E una lega a dove stanno i megalomani, i tromboni, i tribunizi, i declamatori, ma che comunque 5 parole una dietro l'altra le sanno mettere.
Obiettivamente Cagnucci e "Er supplì con le unghie" non possono stare nello stesso campionato
Citazione di: uforobot il 16 Mar 2012, 12:52
Di avamposti a testaccio ce ne sono parecchi: macellaio e altre pizzeria tra cui una dove il pizzaiolo ha una testa d'aquila attaccata al collo enorme (mai vista così grande).
OT
La pizzeria dovrebbe essere Da Remo, il pizzaiolo ha un ciondolo (orrendo imho) davvero esagerato.
Ci vado da quando sono bambino, un tempo era un vero e proprio feudo laziale. Poi sono spuntati fuori i primi camerieri difettosi e la questione si è im[...]ta. E, sarà un caso, pure la qualità generale è scesa assai.
EOT
Citazione di: Mignolo il 16 Mar 2012, 15:31
OT
La pizzeria dovrebbe essere Da Remo, il pizzaiolo ha un ciondolo (orrendo imho) davvero esagerato.
Ci vado da quando sono bambino, un tempo era un vero e proprio feudo laziale. Poi sono spuntati fuori i primi camerieri difettosi e la questione si è im[...]ta. E, sarà un caso, pure la qualità generale è scesa assai.
EOT
il "remo" originale non c'è più da anni
ha aperto due pizzerie per i figli in zona trieste, entrambe si chiamano "pizzeria san marino", ogni tanto lavora ancora in quella a via san marino, appunto