Premio Turone D'Oro 2010-11 (L'angolo del buonumore contest)

Aperto da Biafra, 23 Mag 2011, 19:12

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Vota il Turone D'oro 2010-11

TONINO CAGNUCCI
72 (84.7%)
CARMINE FOTIA
19 (22.4%)
ROBERTO RENGA
15 (17.6%)
STEFANO ROMITA
1 (1.2%)

Totale votanti: 85

Le votazioni sono chiuse: 22 Giu 2011, 19:12

Biafra

*
Lazionetter
* 10.706
Registrato
Ci hanno allietato per tutta la stagione con i loro articoli carichi di speranza, sogni e grotteschi deliri di onnipotenza.
E' stata una stagione bellissima, partita con l'arrivo al Flaminio dell'imperatore Adriano e i proclami sull'alba dell'impero, proseguita poi tra fantomatiche  aste miliardarie per aggiudicarsi la presidenza dell'aesseriomma, valanghe di  scaldabagni rimediati anche in Ucraina e terminata al solito modo: con l'atroce dilemma (cit.).

E' giunto il momento di sdebitarci per tutto il divertimento che anche quest'anno generosamente ci hanno dato  e che sicuramente non mancheranno di darci anche in futuro. Per questo nasce la prima edizione del "Turone D'Oro", un premio che vuole essere un ringraziamento da parte di Noi, tifosi della prima squadra di Roma, alle "migliori" penne del "giornalismo" romanista.

Ho ristretto la rosa dei papabili a quattro nomi, fate la vostra scelta e se possibile motivatela citando qualche passo memorabile del vostro prescelto che vi ha particolarmente impressionato.

Per un voto più consapevole vi raccomando di rileggere tutto il topic:

http://www.lazio.net/forum/calcio!/l%27angolo-del-buonumure-%28articoli-divertenti-stagione-20102011%29/20/

Le votazioni chiuderanno tra trenta giorni.


PS. La mia scelta è  Tonino Cagnucci del quale mi piace citare queste immortali righe:

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Li hanno visti sabato notte sopra il cielo di Roma. Palle luminosi, dischi che lampeggiavano, se ne andavano via. Non potevano essere elicotteri, né aerei, li hanno filmati persino dei militari, ne hanno parlato i telegiornali e come si fa quando mancano le parole li hanno chiamati come sempre Ufo, acrostico di Unidentified Flying Object, oggetti volanti non identificati. Tutte fregnacce. Non è vero niente. Perché se nell'universo non siamo soli il motivo è un altro dallo spazio infinito: è che c'è Francesco Totti. C'è. C'è e basta. E c'è pure la controprova. Gli avvistamenti più importanti sono stati registrati verso Roma Sud, tra la Colombo e il mare, un'ora-due dopo la partita della Roma col Cesena: orario e luogo coincidono, esattamente quando Totti stava tornando a casa sua al Torrino. Una scia luminosa dall'Olimpico al largo dei bastioni di Orione, intercettata soltanto da Antonioli che sembra Spock e che è sempre parso un vulcaniano anche quando parava e non parava per la Roma. Per la Roma invece Francesco Totti hafatto sempre tutto.

Palo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.818
Registrato
Se avessi scelto Cagnucci sarebbe stato come sparare sulla croce rossa.

Ho scelto la tradizione (renga) ed il simbolo della "romanistità", fotia, romanaccio de dentro le mura ...

Il Mitico™

*
Lazionetter
* 22.595
Registrato
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.

Romanismi
pubblicata da Tonino Cagnucci il giorno lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 12.49

Hai avuto ben ventisette anni per innaffiare il tuo albero della vita, per agguantarne le radici, tenderle, nutrirti della terra su cui l'avevi piantato. Non ti sono bastati. Durerà per sempre il tuo guardare, il tuo fremere e odiare questo binomio di colori e infinito rumore che hai iniziato a sentire. Un rumore che c'era, c'è sempre stato. E sempre ci sarà. Hai avuto paura e ancora ne hai. Hai smesso di esistere appena hai sentito il terremoto. Hai fatto quadrato e hai pensato a difenderti invece di continuare a lavorare su quello che avevi iniziato. E questo fai. Ti difendi e basta. Da 110 anni. Sei fermo a quel giorno del 1927. A quel caldo Luglio romano e non al tuo freddo e spoglio Gennaio. Noi siamo società. Popolo, mondo, vita. E dentro questo tutto possiamo essere in tanti e diversi, soli e in compagnia. Tu la tua Lazio la chiami Patria perché sei nel recinto della retorica del debole, dell'impaurito, dello sconfitto. Sconfitto non sul campo ma per le strade che continuano a muoversi nonostante crisi e epoche [...]. Sconfitto perché ti difendi in modo poco sano, poco costruttivo. Lo fai indossando tutti i colori del mondo e mettendo in tasca i tuoi. Lo fai ancora da Piazza della Libertà, da quella panchina. E se il mondo lo guardi da li, da 110 anni, lo vedi sempre dallo stesso punto di vista. E il mondo cambia anche se tu confondi l'immobilismo con la tradizione. La tua malinconia del solo contro tutti ha rotto il cazzo. Sei solo perché chi odia prima di amare solo deve restare. L'odio non può esistere senza amore. Non sei solo e fiero come vuoi dipingerti. Ti piacerebbe. Sei soltanto solo e non per coraggio o perché sei minoranza. Ma perché tremi davanti alla confusione del sentimento puro di chi adora questa squadra. Temi il sentimento più di una carica della celere. Il sentimento è irrazionale, è rischio totale, è cuore oltre l'ostacolo. E' malattia senza cura, poesia cialtrona, coatteria bambina. E' un capitano che tu hai reso tale disprezzandolo nella sua semplicità di uomo che sa soltanto giocare a pallone. Tu hai creato Francesco Totti. Tu crei il tuo nemico, lo rendi più forte, eterno.La romanità è anche sopportazione, cinismo e resistenza. Ma tu non sopporti. Non sei cinico. Non resisti a nulla se non al tuo blocco di partenza. Da cui ancora non sei partito. E' questo il tuo destino. Quello di fondare la tua identità sul terrore che te ne genera un'altra. La nostra.Vivrai sempre di riflesso perché non ti sei mai specchiato e mai hai cercato di capirti. Vivrai sempre preso per il culo perché non hai ironia, non ne hai mai avuta e l'ironia o ce l'hai o non ce l'avrai mai."Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni. La prima cosa che hanno fatto i tuoi "pochi" capitani è stata quella di venire sotto la nostra curva dopo un goal. Questo dice tutto. Dice lo spavento da combattere col coraggio di un minuto. Dice la priorità dell'intento. Il primo pensiero non è mai per la vostra maglia, è per la nostra curva. In questo sei figlio che vuole dimostrare al padre, sei padre che non sopporta l'energia del figlio, sei quello del piano di sotto su cui gocciola l'acqua delle piante, sei quello del piano di sopra che dal suo balcone non vede niente di interessante mentre al piano terra c'è festa: smargiassa, grossolana, chiassosa e naturale. Sei il segno meno. Represso dalla tua storia che non hai saputo vivere. Ora fatti coraggio e cerca di crescere laddove meriti di esistere.E non analizzare il nostro mondo enorme e complicato, pensa al tuo.Tu non saprai mai cos'è il romanismo. Che le radio noi le odiamo. Che i tifosi occasionali sono i nostri primi nemici. Che il potere - come lo annusiamo - lo combattiamo. Che i giocatori passano ma le maglie no. Noi siamo Roma. Quella che resiste: alle tendenze, ai ventimila a Bari, Roma che resiste al lato peggiore di Roma. Di cui tu non farai mai parte perché Roma ti ospita nel momento stesso in cui non ti vede vivo. E tu vivi soltanto perché viviamo noi. A suo tempo ci hai fatto il regalo più bello: costretto ad esultare insieme al tuo avversario. Fiero di perdere per paura che fossimo noi a vincere. Hai sputato sul tuo piccolo nome e sulla tua misera storia per rimandare la nostra gloria. Ora vai, misero scudiero, vai nel tuo deserto di cui è colma la tua dignità. Noi continueremo a non capire di che malattia viviamo questa vita. Ad amare questa madre - senza se e senza ma - come si amano le madri. A sentirci soli in mezzo a centomila perché come noi ce ne stanno pochi, meno di quanti siete voi che bevete da queste mani e mangiate da questi cuori.Tornerà la tua B anche se in B per noi sei sempre stato, pure scudettato. La B è una condizione. La B è il secondo piano. Lì deve giocare chi ha paura di esistere davvero. Lì deve vivere chi non l'ha mai fatto.

Krypto

*
Lazionetter
* 1.151
Registrato

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Baldrick

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.782
Registrato
Cagnucci über alles, non scherziamo. Il prodigioso impasto di nonsense, schietta stupidità, vano esercizio di sghemba erudizione e aggressività dialettica lo rende insuperabile.

Spero continui a scrivere per anni e anni ancora. E sempre le stesse cose. Sempre prendendosela nel culo.

Kebab

*
Lazionetter
* 4.377
Registrato
Un Renga in ribasso ultimamente... quasi annacquato.. se la giocano Cagnucci e Fotia a pari merito.

white-blu

*
Lazionetter
* 17.050
Registrato
Citazione di: Il Mitico™ il 23 Mag 2011, 20:02
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.

Romanismi
pubblicata da Tonino Cagnucci il giorno lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 12.49

Hai avuto ben ventisette anni per innaffiare il tuo albero della vita, per agguantarne le radici, tenderle, nutrirti della terra su cui l'avevi piantato. Non ti sono bastati. Durerà per sempre il tuo guardare, il tuo fremere e odiare questo binomio di colori e infinito rumore che hai iniziato a sentire. Un rumore che c'era, c'è sempre stato. E sempre ci sarà. Hai avuto paura e ancora ne hai. Hai smesso di esistere appena hai sentito il terremoto. Hai fatto quadrato e hai pensato a difenderti invece di continuare a lavorare su quello che avevi iniziato. E questo fai. Ti difendi e basta. Da 110 anni. Sei fermo a quel giorno del 1927. A quel caldo Luglio romano e non al tuo freddo e spoglio Gennaio. Noi siamo società. Popolo, mondo, vita. E dentro questo tutto possiamo essere in tanti e diversi, soli e in compagnia. Tu la tua Lazio la chiami Patria perché sei nel recinto della retorica del debole, dell'impaurito, dello sconfitto. Sconfitto non sul campo ma per le strade che continuano a muoversi nonostante crisi e epoche [...]. Sconfitto perché ti difendi in modo poco sano, poco costruttivo. Lo fai indossando tutti i colori del mondo e mettendo in tasca i tuoi. Lo fai ancora da Piazza della Libertà, da quella panchina. E se il mondo lo guardi da li, da 110 anni, lo vedi sempre dallo stesso punto di vista. E il mondo cambia anche se tu confondi l'immobilismo con la tradizione. La tua malinconia del solo contro tutti ha rotto il cazzo. Sei solo perché chi odia prima di amare solo deve restare. L'odio non può esistere senza amore. Non sei solo e fiero come vuoi dipingerti. Ti piacerebbe. Sei soltanto solo e non per coraggio o perché sei minoranza. Ma perché tremi davanti alla confusione del sentimento puro di chi adora questa squadra. Temi il sentimento più di una carica della celere. Il sentimento è irrazionale, è rischio totale, è cuore oltre l'ostacolo. E' malattia senza cura, poesia cialtrona, coatteria bambina. E' un capitano che tu hai reso tale disprezzandolo nella sua semplicità di uomo che sa soltanto giocare a pallone. Tu hai creato Francesco Totti. Tu crei il tuo nemico, lo rendi più forte, eterno.La romanità è anche sopportazione, cinismo e resistenza. Ma tu non sopporti. Non sei cinico. Non resisti a nulla se non al tuo blocco di partenza. Da cui ancora non sei partito. E' questo il tuo destino. Quello di fondare la tua identità sul terrore che te ne genera un'altra. La nostra.Vivrai sempre di riflesso perché non ti sei mai specchiato e mai hai cercato di capirti. Vivrai sempre preso per il culo perché non hai ironia, non ne hai mai avuta e l'ironia o ce l'hai o non ce l'avrai mai."Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni. La prima cosa che hanno fatto i tuoi "pochi" capitani è stata quella di venire sotto la nostra curva dopo un goal. Questo dice tutto. Dice lo spavento da combattere col coraggio di un minuto. Dice la priorità dell'intento. Il primo pensiero non è mai per la vostra maglia, è per la nostra curva. In questo sei figlio che vuole dimostrare al padre, sei padre che non sopporta l'energia del figlio, sei quello del piano di sotto su cui gocciola l'acqua delle piante, sei quello del piano di sopra che dal suo balcone non vede niente di interessante mentre al piano terra c'è festa: smargiassa, grossolana, chiassosa e naturale. Sei il segno meno. Represso dalla tua storia che non hai saputo vivere. Ora fatti coraggio e cerca di crescere laddove meriti di esistere.E non analizzare il nostro mondo enorme e complicato, pensa al tuo.Tu non saprai mai cos'è il romanismo. Che le radio noi le odiamo. Che i tifosi occasionali sono i nostri primi nemici. Che il potere - come lo annusiamo - lo combattiamo. Che i giocatori passano ma le maglie no. Noi siamo Roma. Quella che resiste: alle tendenze, ai ventimila a Bari, Roma che resiste al lato peggiore di Roma. Di cui tu non farai mai parte perché Roma ti ospita nel momento stesso in cui non ti vede vivo. E tu vivi soltanto perché viviamo noi. A suo tempo ci hai fatto il regalo più bello: costretto ad esultare insieme al tuo avversario. Fiero di perdere per paura che fossimo noi a vincere. Hai sputato sul tuo piccolo nome e sulla tua misera storia per rimandare la nostra gloria. Ora vai, misero scudiero, vai nel tuo deserto di cui è colma la tua dignità. Noi continueremo a non capire di che malattia viviamo questa vita. Ad amare questa madre - senza se e senza ma - come si amano le madri. A sentirci soli in mezzo a centomila perché come noi ce ne stanno pochi, meno di quanti siete voi che bevete da queste mani e mangiate da questi cuori.Tornerà la tua B anche se in B per noi sei sempre stato, pure scudettato. La B è una condizione. La B è il secondo piano. Lì deve giocare chi ha paura di esistere davvero. Lì deve vivere chi non l'ha mai fatto.


:clap: :clap:      il turone d'oro se lo merita solo per questo  :pp

Biafra

*
Lazionetter
* 10.706
Registrato
Romita a zero voti non se po vedè...
(se penso che neanche 24 ore dopo se ne tornavano dall'ucraina con tre scaldabagni, me commuovo...)

IL ROMANISTA (S. ROMITA) - Se ti chiami Magica c'è un motivo. Non ci si infila un aggettivo tanto pesante e impegnativo così tanto per dire. Perchè non si sa cosa indossare. Sei magica perché sei in grado di compiere qualunque impresa. Sei capace di prendere per mano qualunque sogno e trasformarlo in realtà. Perché come gli dei della Nuova Guinea sai prendere creta, legno e foglie e farli diventare uomini adatti a terreni inaccessibili, dove anche gli uccelli si chiamano Paradiso.
E nella notte, come gli dei, crei e ottieni le tue "invenzioni" migliori. Magico e misterioso di per sé, il buio, specie se infranto di colpo da riflettori e curve lontane, ti è congeniale. E la lupa che è in te, alza le orecchie e socchiude gli occhi per veder meglio la gola delle sue prede. L'esatto punto dove affondare le mascelle e chiudere la partita. Il tuo punto esatto domani è Donetsk. Ma l'avevano chiamata "Stalinonsochè" per via della grande madre Russia. Tu, che anche se giochi con la maglia bianca, arancio, nera o a torso nudo sei sempre per noi con la classica rossa col bordino giallo, non temere. Sei andata in passato ben oltre il carbone e l'acciaio di quei luoghi. E hai fatto abbassare la testa e lo sguardo a ben altri avversari. Devo ricordarti io che per giungere ai quarti hai preso a schiaffi il Real Madrid? Hai parlato agli iniziati Caprari e Sabelli, che come tutti gli iniziati verranno portati nei luoghi della maturità di notte, di quelle incredibili con Barcellona e Chelsea? Di come si può, se si crede, ottenere ciò che si vuole? Di come si stende Doni per arrivare agli angoli bassi, dove le vertebre fanno male e di come Taddei, d'incanto si crede veramente un brasiliano? Noi siamo lì con te. Lungo il fiume dove Massimo Mauro ci dà già per spacciati. E dove Totti si ribattezzerà gettando il cellulare alle ortiche. Da dove risaliremo per far festa tutti insieme. In un notte da grande Casa degli Spiriti. Intorno al palo centrale (che guarda caso in tutte le tradizioni culturali del mondo si deve erigere scrupolosamente di notte) in cui avremo intagliato un'altra impresa della nostra tribù da tramandare nelle notti di gelo. Per bere e riposare stanchi. Feriti forse. Ma a posto con noi stessi e con la nostra storia. E attendere poi qualche giorno per sistemare alcuni fastidiosi parenti che devono tornare al loro posto. Insomma, hai capito che cazzo di notte ci attendiamo, o no? Forza Roma!

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

portainsegne61

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 2.430
Registrato
Citazione di: Il Mitico™ il 23 Mag 2011, 20:02
Voto questa perla di little dogs, la miglior storpiata della Lazio che abbia mai letto.

Romanismi
pubblicata da Tonino Cagnucci il giorno lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 12.49

Hai avuto ben ventisette anni per innaffiare il tuo albero della vita, per agguantarne le radici, tenderle, nutrirti della terra su cui l'avevi piantato. Non ti sono bastati. Durerà per sempre il tuo guardare, il tuo fremere e odiare questo binomio di colori e infinito rumore che hai iniziato a sentire. Un rumore che c'era, c'è sempre stato. E sempre ci sarà. Hai avuto paura e ancora ne hai. Hai smesso di esistere appena hai sentito il terremoto. Hai fatto quadrato e hai pensato a difenderti invece di continuare a lavorare su quello che avevi iniziato. E questo fai. Ti difendi e basta. Da 110 anni. Sei fermo a quel giorno del 1927. A quel caldo Luglio romano e non al tuo freddo e spoglio Gennaio. Noi siamo società. Popolo, mondo, vita. E dentro questo tutto possiamo essere in tanti e diversi, soli e in compagnia. Tu la tua Lazio la chiami Patria perché sei nel recinto della retorica del debole, dell'impaurito, dello sconfitto. Sconfitto non sul campo ma per le strade che continuano a muoversi nonostante crisi e epoche [...]. Sconfitto perché ti difendi in modo poco sano, poco costruttivo. Lo fai indossando tutti i colori del mondo e mettendo in tasca i tuoi. Lo fai ancora da Piazza della Libertà, da quella panchina. E se il mondo lo guardi da li, da 110 anni, lo vedi sempre dallo stesso punto di vista. E il mondo cambia anche se tu confondi l'immobilismo con la tradizione. La tua malinconia del solo contro tutti ha rotto il cazzo. Sei solo perché chi odia prima di amare solo deve restare. L'odio non può esistere senza amore. Non sei solo e fiero come vuoi dipingerti. Ti piacerebbe. Sei soltanto solo e non per coraggio o perché sei minoranza. Ma perché tremi davanti alla confusione del sentimento puro di chi adora questa squadra. Temi il sentimento più di una carica della celere. Il sentimento è irrazionale, è rischio totale, è cuore oltre l'ostacolo. E' malattia senza cura, poesia cialtrona, coatteria bambina. E' un capitano che tu hai reso tale disprezzandolo nella sua semplicità di uomo che sa soltanto giocare a pallone. Tu hai creato Francesco Totti. Tu crei il tuo nemico, lo rendi più forte, eterno.La romanità è anche sopportazione, cinismo e resistenza. Ma tu non sopporti. Non sei cinico. Non resisti a nulla se non al tuo blocco di partenza. Da cui ancora non sei partito. E' questo il tuo destino. Quello di fondare la tua identità sul terrore che te ne genera un'altra. La nostra.Vivrai sempre di riflesso perché non ti sei mai specchiato e mai hai cercato di capirti. Vivrai sempre preso per il culo perché non hai ironia, non ne hai mai avuta e l'ironia o ce l'hai o non ce l'avrai mai."Sei della Lazio". E' talmente entrata nell'immaginario questa frase che non le puoi scappare anche se alzi tre, quattro Coppe dei Campioni. La prima cosa che hanno fatto i tuoi "pochi" capitani è stata quella di venire sotto la nostra curva dopo un goal. Questo dice tutto. Dice lo spavento da combattere col coraggio di un minuto. Dice la priorità dell'intento. Il primo pensiero non è mai per la vostra maglia, è per la nostra curva. In questo sei figlio che vuole dimostrare al padre, sei padre che non sopporta l'energia del figlio, sei quello del piano di sotto su cui gocciola l'acqua delle piante, sei quello del piano di sopra che dal suo balcone non vede niente di interessante mentre al piano terra c'è festa: smargiassa, grossolana, chiassosa e naturale. Sei il segno meno. Represso dalla tua storia che non hai saputo vivere. Ora fatti coraggio e cerca di crescere laddove meriti di esistere.E non analizzare il nostro mondo enorme e complicato, pensa al tuo.Tu non saprai mai cos'è il romanismo. Che le radio noi le odiamo. Che i tifosi occasionali sono i nostri primi nemici. Che il potere - come lo annusiamo - lo combattiamo. Che i giocatori passano ma le maglie no. Noi siamo Roma. Quella che resiste: alle tendenze, ai ventimila a Bari, Roma che resiste al lato peggiore di Roma. Di cui tu non farai mai parte perché Roma ti ospita nel momento stesso in cui non ti vede vivo. E tu vivi soltanto perché viviamo noi. A suo tempo ci hai fatto il regalo più bello: costretto ad esultare insieme al tuo avversario. Fiero di perdere per paura che fossimo noi a vincere. Hai sputato sul tuo piccolo nome e sulla tua misera storia per rimandare la nostra gloria. Ora vai, misero scudiero, vai nel tuo deserto di cui è colma la tua dignità. Noi continueremo a non capire di che malattia viviamo questa vita. Ad amare questa madre - senza se e senza ma - come si amano le madri. A sentirci soli in mezzo a centomila perché come noi ce ne stanno pochi, meno di quanti siete voi che bevete da queste mani e mangiate da questi cuori.Tornerà la tua B anche se in B per noi sei sempre stato, pure scudettato. La B è una condizione. La B è il secondo piano. Lì deve giocare chi ha paura di esistere davvero. Lì deve vivere chi non l'ha mai fatto.

ottimo lavoro di introspezione, perchè non può che essersi ispirato ai principi classici del romanismo puro, ma prima o poi dovrà smettere di parlare con lo specchio, fa male. Comunque bello il momento in cui descrive il disprezzo per il potere (che li ha salvati finanziariamente e sul campo con, per esempio, il record di rigori degli ultimi 6 anni....... quelli post calciopoli)

eaglefly1978

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.694
Registrato
Robertina Renga si è un (BEL) pò defilato, in questa stagione vince Cagnucci con distacco.

Barabba Terzo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 10.621
Registrato
Ma sto romita scrive uguale uguale a cagnucci? Tutte frasi corte. Secche. Stentoree.

Secondo me il romanista lo pubblicano con un software di generazione automatica di articoli, Cagnucci Romita e Fotia sono tutti eteronimi partoriti dallo stesso algoritmo.

Oppure uno deve avere iniziato e gli altri, trovando questa prosa eccezionalmente ficcante ed innovativa, devono averlo seguito a ruota.
Ma non posso e non voglio credere ad uno scenario del genere, preferisco aggrapparmi all'illusione del generatore casuale di articoli.


Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Flaminio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 1.547
Registrato
Io sono un cagnuccista convinto, della prima ora. Aprii praticamente in suo onore un vecchio topic: "Direttamente dal divano dello psicanalista". Insomma, l'ho votato.
Ma la comicità di Fotia mi ha fatto tentennare nella scelta. Comica la sua indignazione a senso unico, comico il suo fingersi romano, comico il suo presentare i nuovi proprietari americani come dei rivoluzionari di sinistra che vanno all'assalto del Palazzo d'Inverno. Comico dalla testa ai piedi.
Ricordo con commozione, l'anno scorso, il suo editoriale "Aripijatece" poco prima che fossero aripijati, grazie a Pazzini. E quest'anno un suo epico articolo sul complotto contro la sua squadra di adozione, che riporto qua sotto. E' del 24 settembre 2010, dopo la partita di andata con Brescia. Giusto per capire la persona. Ovviamente, i neretti sono miei.


Sì, il complotto era lì, sotto i nostri occhi, solo che noi, esigenti come siamo con la nostra squadra, non li vedevamo.Attenti, com'è giusto che sia, alla qualità delle sue prestazioni. Poi, la verità è apparsa nella sua solare evidenza sul campo di Brescia, con un arbitraggio che ci ha sistematicamente impedito di vincere, come avremmo vinto se la parola fosse stata affidata solo al campo. Da quella data, il nome di Carmine (ahi, disgraziato, quale [...]a hai gettato sul mio onorato nome!) Russo, entra negli annali del peggior arbitraggio della storia del calcio mondiale, soppiantando quello di Byron Moreno.
L'ira di Rosella Sensi, solitamente così misurata e schiva, non è stato solo uno sfogo. Ad essa ha fatto seguito un'azione della società a tutto campo contro le scandalose decisioni della giustizia sportiva che, invece di punire gli autori di un sopruso, colpisce le vittime, e si annuncia un ricorso ancor più clamoroso contro la conduzione della gara. Pensate davvero che, in un momento così delicato della vita della Roma, ci si esporrebbe così tanto se non si fossero accumulati i segnali di manovre, più o meno occulte, che tendono non solo a speculare sulla vendita della società, ma anche a cogliere l'occasione per normalizzare l'unica anomalia del sistema del calcio italiano? Quella Roma che, sola, prima ha lottato contro la Calciopoli del sistema Moggi ed oggi si oppone al sistema Moratti che - Zamparini dixit - ne ha preso il posto? Pensate davvero che Claudio Ranieri abbia parlato a vanvera, denunciando le oscure manovre del signor Marcello Lippi? E credete che un iracondo come l'ex mister della nazionale non avrebbe fatto fuoco e fiamme, se non sapesse di essere stato colto con le mani nella marmellata? Nelle pagine interne vi raccontiamo i particolari del complotto, quelli evidenti e quelli nascosti, e state tranquilli che non molleremo l'osso. Il disegno è chiaro: una Roma che si presentava ai nastri di partenza con un organico rafforzato e offerto a un Mister carismatico come Claudio Ranieri e con una proprietà che era riuscita a farsi garante di un progetto non di svendita ma di valorizzazione ulteriore, dava fastidio a tanti, a troppi.
A quelli che hanno già deciso chi deve vincere il prossimo campionato e a quelli che pensano di poter cedere la società non a chi offre le migliori garanzie economiche e di progetto, ma a chi è più funzionale ai propri disegni di potere.
L'urlo di Rosella ha squarciato il velo dell'ipocrisia. Ci permettiamo solo di suggerire molto sommessamente a chi ha il potere di decidere una contromossa che sventerebbe subito ogni piano: si rinnovi subito il contratto a Claudio Ranieri. Sarebbe il segno di una totale unità d'intenti tra la famiglia Sensi e Unicredit, per una Grande Roma che, come ha detto Paolo Fiorentino, ci faccia «sognare ». La squadra c'è - lo si è visto nell'eroico secondo tempo a Brescia - la società ha reagito, il popolo pure (andatevi a leggere una cernita tra le migliaia di messaggi che ci hanno
sommerso). Noi romani semo gente strana: se possiamo abbozziamo, magari per quieto vivere, ma quando decidiamo di reagire non ci ferma più nessuno. Tiriamo fuori le unghie e i denti. Lottiamo metro per metro e le battaglie apparentemente perdute sono quelle che ci piacciono di più.
La lupa è ferita. Attenta, Inter.

C. Fotia direttore 'Il Romanista"


aquila62

*
Lazionetter
* 730
Registrato
Little dogs batte tutti senza se e senza ma

Sempre Forza Lazio

fish_mark

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.968
Registrato
Questa è roba forte. Va letta e riletta.
Grazie a chi ha postato gli articoli.
Questo è un topic di servizio.
Un topic di salute pubblica.
Un topic di progresso civile e culturale.

fermiamoli, ma non con un'azione di polizia internazionale - per cui ci sarebbero anche gli estremi - ma con un'azione di resistenza culturale, anzi di bombardamento culturale.
Devo avere l'illusione di averla vinta per un attimo, perché un secondo dopo, il laziale riesce fuori a ricordargli che questa non è casa loro: ci siamo anche noi, ci siamo sempre stati e ci saremo ancora.

Iker77

*
Lazionetter
* 11.225
Registrato

Rivolazionario

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 10.456
Registrato
Cagnucci andrebbe votato solo per la tesi discussa quando si è laureato.

syrinx

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.711
Registrato

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

massirosa73

*
Lazionetter
* 2.800
Registrato
e se fotia fosse uno pseudonimo di cagnucci? un  pò come Pessoa

Eagles77

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 14.436
Registrato
io vi ammiro perchè riuscite a leggere tutto l'articolo, io dopo due righe comincio ad avere i conati di stomaco.

Discussione precedente - Discussione successiva