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L'effetto-Lotito comincia a farsi sentire anche a Salerno....
12 Settembre 2011 - L'effetto-Lotito comincia a farsi sentire pure a Salerno, ma soprattutto fuori dal campo. Messa in disparte la Lazio, da settimane Claudiuccio de noantri ha concentrato tutte le sue attenzioni sulla sua nuova creatura. Si sa, i piccoli hanno la precedenza, necessitano di maggiori cure e attenzioni e, per mantener fede alla sua dichiarazione nel giorno dell'incoronazione ("Salerno per me è come un figlio"....), il reuccio di Formello si è buttato anima e corpo in questa sua nuova avventura. In settimana, è tornato in città insieme al cognato-socio per visionare dei terreni dove potrebbe sorgere la cittadella dello sport, per trovare campi su cui far allenare le squadre giovanili, ma anche per dare un'occhiata al porto (che deve essere rimodernato e ampliato) e, udite, udite, per andare a caccia di sponsor. Ma come, proprio lui che da cinque anni non riesce a trovare uno straccio d'azienda disposta a spendere 4-5 milioni di euro per vedere il suo marchio abbinato a quello della Lazio? Già, proprio lui. Ha incontrato gruppi di imprenditori, insomma, tanta carne al fuoco (forse vista la posizione geografica di Salerno si dovrebbe parlare di pesce, ma il concetto è lo stesso). Ma al momento, chiaramente, niente di concreto.
In una cosa, però, è riuscito subito. Aveva promesso di riportare in tempi brevissimi Salerno nel grande giro: detto, fatto. La Federcalcio mesi fa aveva ricevuto mesi fa la richiesta dell'allora Salernitana di poter ospitare l'amichevole Italia-Uruguay del 15 novembre. A metà giugno la cosa sembrava fatta, poi nei giorni scorsi è arrivata una nuova decisione (a quanto pare suggerita ai vertici della Federcalcio dal Coni), quella di togliere l'organizzazione di quella sfida alla Nuova Salerno (e quindi di fatto a Lotito). La marcia indietro della Federcalcio è chiaramente collegata alla guerra in atto tra Lotito e i vertici del Coni, anche perché a via Allegri hanno deciso che l'amichevole Italia-Uruguay si giocherà, beffa delle beffe, allo Stadio Olimpico di Roma, nell'impianto in cui Lotito è ospite pagante. Se e quando paga, chiaramente. A Salerno, a quanto pare sono preoccupati per i riflessi di questa guerra Lotito-Coni e non l'hanno presa benissimo questa decisione, perché Italia-Uruguay era una vetrina importante per la città e per una società che sta cercando di risorgere. Così come ieri il reuccio di Formello non ha preso benissimo il gol del pareggio incassato in extremis dalla Nuova Salerno sul campo del Marino. Lui che ai castelli è di casa, si stava già gustando il secondo successo consecutivo e il primato in classifica, invece ha dovuto incassare la seconda amara rimonta nel giro di due giorni. E a farne le spese è stato il povero Carletto Perrone, che a fine partita non ha ricevuto né parole dolci né pacche sulle spalle.
Insomma, tempi duri per Claudiuccio de noantri, che in questi giorni ha dovuto incassare anche il NO del Ministero dei Beni Culturali con il quale il duo Galan-Giro ha messo una pietra tombale (o quasi) sulla Legge sugli stadi, ma soprattutto sulla possibilità di aggirare in sede di conferenza dei servizi i vincoli idrogeologi e storico-archeologici che attualmente rendono inutilizzabili i suoi terreni sulla Tiberina per la costruzione della stadio della Lazio con annessa cittadella dello sport e nuovo quartiere. Non resta che affidarsi a Salerno per sperare in un futuro migliore. D'altra parte, per uno che ha salvato la Lazio dal coma irreversibile non dovrebbe essere così difficile resuscitare l'ex Salernitana. Con annessa cittadella dello sport, chiaramente.