matto matto ...ma già me piace

"Ferguson mi disse: 'Guarda quello col numero 7 in allenamento, è il migliore giocatore della sua età che ho mai visto'. Aveva solo 14 anni e spiccava rispetto a tutti gli altri. A 16 anni già era con la prima squadra. Pagherei anche solo per vederlo allenarsi..." Per presentare Ravel Morrison basterebbe affidarsi alle parole di una leggenda del calcio inglese come Rio Ferdinand. Uno che lo ha visto crescere, esplodere, bruciarsi e rialzarsi. Il tutto in poco più di 5 anni tra i pro, un'eternità se hai messo piede per la prima volta ad Old Trafford, tra i grandi, a soli 17 anni.
Le premesse per una carriera da numero uno c'erano tutte: nella sua scheda sul sito ufficiale del Manchester United veniva descritto come un "supremely gifted talent", uno fuori dal comune, in grado di spiccare in quella che probabilmente è stata la miglior nidiata dell'Academy dell'ultimo ventennio dopo l'irragiungibile 'Class of '92', dei vari Beckham, Giggs, Scholes, Butt, Gary e Phil Neville. Con Ravel c'erano Blackett, Lingaard, Will Keane (tutti agli ordini di Van Gaal oggi) e soprattutto Paul Pogba, oggi uno dei più grandi rimpiani della storia mancuniana. Il francese già allora mostrava sprazzi di onnipotenza ma erano in tanti a considerare Morrison il vero gioiello della collezione.
Nel calcio però i piedi non sono tutto e il lato oscuro della luna di Ravel ha finito con l'eclissare la luce che aveva illuminato gli occhi di Sir Alex. Ceduto a prezzo stracciato al West Ham nel gennaio del 2012, Ferguson lo congedò con l'amarezza di chi ha perso una grande scommessa: "Ha capacità incredibili, da fuoriclasse. Ha bisogno di andare via da Manchester e iniziare una nuova vita". Ne aveva combinate troppe, e di grosse, per continuare con la strada del perdono-condono.
All'epoca della prima bravata aveva appena 15 anni: dopo aver aggredito la madre finisce coi nonni a Denton, a pochi chilometri da Manchester. Non certo un gesto da chirichetto ma a Wythenshawe - una delle zone più malfamate di Greater Manchester, dove Ravel nasce e cresce - se ne vedono di peggio.
Pochi giorni dopo il suo 17° compleanno e la firma del primo contratto con il Manchester United Morrison finisce sui giornali per esser stato fermato dalla polizia in macchina con alcuni amici: nella vettura vengono ritrovate armi e droga. Se la cava ma a settembre si trova di nuovo coinvolto in vicende losche: minaccia un ragazzo, vittima precedentemente di una rapina da due parte di due suoi amici, intimandogli di non presentarsi a testimoniare. Episodio del quale, nel febbraio 2011, lo stesso Morrison si dichiarerà colpevole, con una condanna a un anno con la condizionale.
Passano pochi mesi e Ravel finisce di nuovo davanti alla corte, stavolta per aver aggredito verbalmente la fidanzata Reah e aver scaraventato il telefonino della ragazza dalla finestra durante una lite furiosa. In quel caso 'solo' 700 sterline di multa e l'obbligo di frequentare i servizi sociali per capire la gravità delle azioni di chi commette abusi domestici.
Tutto finito? Macchè, è solo l'inizio. Poco dopo il suo arrivo al West Ham litiga virtualmente con un ragazzo su Twitter accusandolo di essere omosessuale con un termine non certo oxfordiano ('faggot'), scatenando le accuse della comunità LGBT e beccandosi una multa da 7mila sterline dalla Football Association.
L'ultima vicenda, la più pesante, riguarda l'estate del 2014: Ravel viene arrestato con l'accusa di aver aggredito due volte Reah, la prima in un bar e la seconda a casa della fidanzata, minacciando di sfigurarla con l'acido, per poi aggredire anche la madre della ragazza. Proprio ieri la corte lo ha scagionato, con gli avvocati del giocatore che hanno recuperato i video a circuito chiuso del locale dimostrando che Ravel non aveva colpito Reah.
RAVEL VISTO DALL'INGHILTERRA
"Ferguson è stato felice di sbarazzarsi di lui, nonostante l'enorme talento lo avrebbe potuto portare ad essere uno dei migliori al Manchester United, a causa dei suoi problemi fuori dal campo. Al West Ham è stato sfortunato, al QPR non ha brillato. La sua prossima tappa, Lazio o no, sarà decisiva per la sua carriera. Ha grande talento ma sembra non essere in grado di sfuggire ai suoi demoni". Sam Lee, Goal UK
Nonostante la fedina penale chilometrica Morrison è ancora uno dei talenti più interessanti d'Inghilterra. E non a caso Roy Hodgson aveva pensato anche a lui per la spedizione mondiale, quando Ravel (nome che porta stampato anche sulla maglia) sembrava aver intrapreso la retta via, incantando Upton Park nel suo momento di massimo splendore al West Ham, nella prima metà della stagione 2013/14, terminata poi in prestito al QPR dopo qualche screzio con il tecnico Allardayce. Quest'anno Morrison, dopo aver iniziato la stagione con i 'claret and blue', è finito in prestito al Cardiff, in Championship, dove ha diviso il suo tempo tra la trequarti e la tribuna.
Eppure la Lazio ha deciso di scommettere su di lui, sul suo potenziale tecnico ma anche sulla sua crescita come uomo, indispensabile per raggiungere un accettabile equilibrio tra genio e sregolatezza. L'opportunità d'altronde è ghiotta: poter mettere le mani a costo zero su un giocatore del genere (è in scadenza di contratto con gli Hammers), dal talento magnetico, non capita tutti i giorni. La carta d'identità recita 2 Febbraio 1993, sarebbe delittuoso passare la mano.
Arriverà a giugno (impossibile un suo trasferimento prima, avendo già giocato quest'anno con due squadre) e, per uno scherzo del destino, proprio nel club in cui ha giocato Paul Gascoigne, al quale è stato più volte accomunato, sia da un punto di vista tecnico che in chiave extracalcistica.
Più yin che yang, in bilico tra rimpianto e speranza, in curva a 200 chilometri l'ora sul ciglio di un burrone: Ravel è come un 'Flaming Lamborghini', un cocktail ipnotizzante, misterioso, abbagliante, dal gusto esplosivo ma con la fiamma viva in cima. Il rischio di scottarsi è grande, ma resistergli è difficile.
La Lazio ha fiutato l'affare, si è mossa con largo anticipo e si prepara a portare in Italia il più problematico bad boy del calcio inglese dai tempi di 'Gazza'. Armata di estintore e bravi avvocati...