(Il Fatto Quotidiano 05.05.2010)
ROMA-INTER
LA COPPA AVVELENATAQuesta sera all'Olimpico, finale tesa: Mourinho chiede rispetto, Ranieri pace(di Carlo Tecce)
Artificieri, ispezioni, elicotteri, sgomberi, carabinieri, polizia. Questa è la finale di Coppa Italia. Benvenuti, anzi bentornati all'Olimpico sorvegliato come un'arena di gladiatori impazziti per una partita di calcio, l'ennesima Roma-Inter, le sorellastre dell'infinito post Calciopoli. E poi c'è la Lazio con lo strascico di polemiche, ancora pulsanti nel mercoledì della coccarda tricolore. Sarà perché la squadra di José Mourinho ha accolto con cipiglio la morbidezza della Lazio: "Di cosa dovrei vergognarmi?", parola di Massimo Moratti. Sarà perché la Roma scopre che il campionato le è scivolato tra le mani, complice la spintarella dei cugini. I tre protagonisti di una saga dai toni forti, per un calendario fitto e diabolico, si ritroveranno un'altra sera all'Olimpico. I laziali sono il terzo incomodo, la variabile che sfugge ai calcoli del Viminale: "
La gara è in campo neutro" – dicono fonti qualificate del ministero dell'Interno – eppure i tifosi interisti saranno pochi(

). Non più di 7 mila. Ci saranno gli ultras laziali a dar man forte? Le ultime indicazioni dei nostri servizi ci dicono che la situazione sarà delicata, ma non grave: non abbiamo gli stessi segnali del derby di un mese fa". Quando volarono petardi, lacrimogeni e coltelli. Il fischio d'inizio è confermato (senza esitazioni) alle 20:45: in notturna con l'imbrunire che fa da copertura ai teppisti: "Non potevamo anticipare l'orario: segno di resa e di sconfitta". Ignobile sconfitta per due motivi. Uno. La Coppa Italia sarà consegnata dalla seconda carica dello Stato, Renato Schifani (il presidente della Repubblica è impegnato a Scoglio di Quarto, lì dove salparono i Mille garibaldini). Due. La correttezza dentro, intorno e fuori dallo stadio sarà valutata dai commissari dell'Uefa, il 28 maggio l'Italia conoscerà le sorti della sua candidatura per l'Europeo 2016: "I vertici della Federazione e del Coni guardano con attenzione all'evento. Ci hanno telefonato. Non possiamo fare una brutta figura. Una figuraccia internazionale", aggiungono dal Viminale. E per scongiurare cadute di stile e incidenti, i "tavoli" di Questura, Prefettura e Ministero sono aperti a oltranza. La polizia controlla l'area dell'Olimpico sin da ieri notte, il Foro Italico sarà deserto dall'alba con il divieto di parcheggio. Nel pomeriggio saranno schierati all'esterno più di mille agenti, oltre 600 steward della Lega calcio con pettorina gialla all'interno. Una parte della tribuna Tevere – circa 5 mila posti – sarà vuota per fare da cuscinetto alle opposte tifoserie. Previsti 60 mila spettatori. "Applicheremo le stesse misure del derby – spiegano dal Viminale –
Temiamo infiltrati laziali con gli interisti, questa è la nostra preoccupazione, ma le informazioni che arrivano sono rassicuranti". E mentre il Ct Marcello Lippi alimenta lo stupore per Lazio-Inter di domenica scorsa – "Non ho mai visto uno stadio tifare contro la propria squadra" –
la Procura Federale prende tempo: "Non abbiamo ancora deciso se aprire un'inchiesta sul posticipo". Il difensore biancoceleste Aleksandar Kolarov ha un brutto ricordo di domenica: "Sono ancora choccato, ma la gara è stata regolare. I nostri tifosi hanno esultato per i loro goal e applaudito i loro movimenti. Questo non ha niente a che fare con la rivalità sportiva, questo comportamento trasforma la passione in malattia". Forse una tradizionale giornata in contemporanea – tutti insieme sotto il sole domenicale – avrebbe allontanato i sospetti almeno mediatici, spettri di complotti e favori tra amici. Eppure Maurizio Beretta, il presidente della Lega, è pragmatico: la tv paga il calcio, ben venga il cosiddetto spezzatino. Lì dove mancano le istituzioni del pallone, arriva la politica. Il sindaco Alemanno invita alla calma e annuncia un'iniziativa: "Per dare segnali positivi". Rosella Sensi interviene sulle dichiarazioni di Lotito al termine di Lazio-Inter: "Ho chiesto il silenzio di tutti i miei calciatori nella settimana di vigilia del derby per creare le più corrette condizioni ambientali, registrando viceversa l'assenza di interventi analoghi sul fronte opposto, che si è distinto negativamente con provocazioni di ogni genere". L'allenatore dell'Inter sigilla la vicenda con il suo stile irriverente. Sempre all'offensiva per difendersi: "Vergogna bisogna averla solo se si ruba. E se noi siamo arrivati a questo punto a giocarci tutto non meritiamo rispetto, ma esigiamo rispetto. La signora (Sensi, ndr) può essere presidente, dottoressa, può essere nata in una culla dorata ma deve darci rispetto. Occasione unica al mondo per la Roma: gioca in casa sua", e sogghigna Mou. Il collega Ranieri è più conciliante: "Gara secca, quindi vinca il migliore. I nostri tifosi devono venire per una festa. Non credo ci saranno problemi di ordine pubblico". Al Viminale sono ottimisti, ma con più cautela: nel calcio c'è sempre qualcosa di mai visto prima.