AMARCORD
La squadra biancoceleste perde il derby due a zero tra le polemiche per la conduzione arbitrale. Morganti assegna due tiri dagli undici metri ai giallorossi, negandone tre, di cui uno clamoroso su Mauri, ai biancocelesti. Si accende l'ira dei tifosi.
Piove all'Olimpico, piove sulla Lazio, piove sul calcio italiano. Nel pomeriggio del derby romano piovono anche polemiche sulla conduzione arbitrale di Morganti che ha segnato in maniera negativa la stracittadina tra giallorossi e biancocelesti. La Roma di Ranieri si aggiudica il derby con due calci di rigore, ma ancora più scandalo fanno i penalty non concessi dal direttore di gara di Ascoli alla Lazio, di cui uno clamoroso su Mauri. Il centrocampista brianzolo intorno al 30esimo viene steso in area di rigore da Riise, mentre stava per colpire a rete, ma per l'arbitro è tutto regolare. Azione che fa seguito, un minuto dopo, ad un'altra situazione dubbia verificatasi nell'area di rigore giallorossa: cross di Foggia dalla sinistra, Simplicio intercetta di mano, ma per la terna non c'è rigore. Si scatenano le ire dei tifosi biancocelesti che proprio al 6' avevano subito il gol dello svantaggio su un calcio dagli undici metri concesso per un'azione molto simile. Sul secondo rigore concesso alla Roma c'era un fallo di partenza di Baptista su Lichtsteiner, ma niente. Nel finale di gara, a partita già compromessa, Morganti completa l'opera con la negazione dell'ennesimo penalty: ancora Simplicio dentro l'area stoppa la palla tra gamba e braccio, ma anche qui nulla da fare. Tra i sostenitori laziali cresce l'amarezza di aver perso un derby, subendo poco e con situazioni dubbie all'interno del rettangolo di gioco.
La Lazio deve archiviare al più presto la sconfitta contro la Roma e ripartire da Cesena, farsi sentire è bene ma non bisogna piangere sul latte versato.
Guido De Angelis
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