Rossi contro gli arbitri
"Non passo da cog.lione"
L'allenatore del Palermo: "Devo per forza credere nella buona fede, andare oltre il sopruso, ma se le cose si ripetono ancora non voglio passare da cog.lione. Si sbaglia sempre in un senso, e la mia idea ormai me la sono fatta: alle solite 4 non succede mai. Gli arbitri se sbagliano devono andare ad arbitrare in serie B e in Lega Pro"
PALERMO, 21 gennaio 2011 - C'è il Brescia dietro l'angolo, domani nell'anticipo pomeridiano del Barbera, ma il ricordo del fuorigioco di Matri a Cagliari è ancora troppo fresco per Delio Rossi che senza tanti giri di parole lancia il suo j'accuse contro gli arbitri e il sistema che li governa: "Io sono un allenatore e devo per forza credere nella buona fede degli arbitri - dice il tecnico di Rimini in conferenza stampa - anche perchè se facessi altrimenti darei alibi ai giocatori, e non voglio farlo".
L'AFFONDO DI ROSSI — E fin qui tutto fila liscio, ma il romagnolo va oltre, l'errore del guardalinee Papi sul primo gol dei sardi domenica scorsa è solo la punta dell'iceberg del malcontento rosanero nei confronti delle ex "giacchette nere". Quest'anno sono stati sottolineati torti in almeno altre dieci occasioni, contro le provinciali e contro le big: quasi ogni domenica una recriminazione, Rossi sbotta: "Il mio compito è quello di andare oltre il sopruso, ma se le cose si ripetono ancora non voglio passare da cog.lione. Dopo l'errore col Cagliari ci hanno chiesto scusa, ma non succede sempre. Si sbaglia sempre in un senso, e la mia idea ormai me la sono fatta". Parte l'attacco: "I giudici non possono essere espressione di Lega e Figc, devono essere indipendenti e costituire una federazione a parte. Devono essere professionisti. Se sbagliano devono andare ad arbitrare in serie B e in Lega Pro". Le critiche di Maurizio Zamparini, al confronto, sembrano carezze, e proprio al suo presidente si rivolge Rossi: "Zamparini fa più che bene a difendere il suo giocattolo, io se fossi in Lega magari mi farei sentire maggiormente all'interno del palazzo, ma da allenatore guardo oltre perché se dovessi esser certo che si ragiona in malafede dovrei smettere di allenare".
FAVORITISMI — Il finale del discorso, come in un crescendo rossiniano, riserva il concetto più pesante e ad effetto: "L'errore arbitrale ci sta però se andiamo a vedere, gli errori capitano a tutte le squadre tranne che alle solite quattro...". A Galliani, Moratti, Agnelli e Rosella Sensi fischiano già le orecchie. Se l'obiettivo di Delio era farsi sentire e dare risalto alle recriminazione palermitane, beh, come si dice in questi casi, "obiettivo raggiunto". E domani? È attesa la replica, sul rettangolo verde, degli arbitri.