Sacchidemmerda-Würstel e crauti

Aperto da Maquandovepassa84, 21 Ott 2014, 20:45

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JoeStrummer

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Citazione di: DajeLazioMia il 24 Ott 2014, 15:16
Per scrivere una serie di cazzate del genere devi essere SICURO che il pubblico a cui ti rivolgi è pieno de deficienti patentati. Chiaro sì? Evidente? O non basta?
Io non ho parole. Ti sorprendo sempre, ogni volta fanno un passo avanti.

Ti quoto alla grande.

Confrontate questo pezzo d'avanspettacolo ad esempio con le recensioni del Mag di Lazio.net.
Anche quelle sono ad uso e consumo di una comunità di tifosi, ma io credo(al netto dell'atavico masochismo del laziale) che se una recensione di una sveja epocale della Lazio avesse lo stesso "taglio"( non nel senso della droga, eh? :p ) i netters arriverebbero anche al cyberbullismo contro l'autore...

gesulio

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Citazione di: spook il 24 Ott 2014, 09:25una squadra che non ha mai smesso di attaccare, sfiorando l'1-1 con Gervinho, costringendo il portiere avversario ad almeno tre parate enormi, ha avuto assegnato contro un rigore assai dubbio, ha segnato sempre con Gervinho, poi fermato solo davanti al portiere per un fuorigioco inesistente


ah ecco, l'arbitro, l'arbitro maledetto. rigore assai dubbio e fuorigioco inesistente.

il fatto che abbia segnato sempre con Gervinho (ma sempre che? sempre cosa? ma che aveva segnato prima? questi estraggono le parole tipo sacchetto della tombola?) in fuorigioco esistentissimo, ovviamente scompare dalle cronache delle malefatte dell'arbitro.

PaperoGiallo

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Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.

pape

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.


da quello che hai scritto, si evincono due cose:
1) che non hai una mazza da fare
2) che sei uno dei più grandi geni del XXI secolo  :D

immenso: pare proprio di leggere "quello"!

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scintilla

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.

Uguale, in ultimo però avrebbe consultato il dizionario dei sinonimi per un finale col botto.

:clap:


ralphmalph

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.

genio

cosmo

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

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Stupendo!
:hail:

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biancocelestedentro

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Citazione di: Lativm88 il 24 Ott 2014, 18:30
Ahahahahah

http://www.laziopress.it/2014/10/24/audio-peter-griffin-laziale-commenta-roma-bayern-monaco/

http://www.laziopress.it/wp-content/uploads/2014/10/caprio.mp3

"ha segnato Götze... no... ancora Robben? no Shaqiri..."
andrebbe postato su prima romanisti e poi professionisti, me lo immagino questo radiocronista che al settimo fischione subito impreca mentalmente alzando gli occhi al cielo senza neanche curarsi di vedere chi ha segnato
:asrm

Rugiule

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.
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robylele

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.

manca giusto un riferimento ai lombi saggi, per il resto il pezzo é pressoché perfetto.   :)


Maremma Laziale

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Citazione di: robylele il 24 Ott 2014, 19:46
manca giusto un riferimento ai lombi saggi, per il resto il pezzo é pressoché perfetto.   :)

Guarda, mi hai anticipato di poco  :)
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Citazione di: spook il 24 Ott 2014, 09:25
Non impareranno mai. So' proprio stupidi...

Meglio perdere come la Roma che come la Juve

Non sempre la sconfitta più brutta è quella col passivo peggiore: i due modi di perdere di Roma e Juventus.

Nel calcio il risultato è la cosa fondamentale, ma se tutti pensassimo che è l'unica cosa che conta, in campionato esisterebbe solo una squadra: per fortuna ce ne sono moltissime, con moltissimi modi di intendere il magico gioco del pallone.
E ci sono moltissimi modi di perdere, indicativi per il futuro. Due, molto diversi, sono quelli della Roma e della Juve.

QUI ROMA - Ripartiamo da quel terribile 1-7 in casa: risultato ingiustificabile e passivo enorme. Dovuto in parte, come sottolineato dallo stesso Garcia, ad un atteggiamento prima mentale e successivamente riportato sul campo, troppo sicuro a tal punto da rivelarsi un boomerang letale.
Ma, come detto, c'è da vedere anche oltre. E quell'oltre non è niente male: c'è una squadra che non ha mai smesso di attaccare, sfiorando l'1-1 con Gervinho, costringendo il portiere avversario ad almeno tre parate enormi, ha avuto assegnato contro un rigore assai dubbio, ha segnato sempre con Gervinho, poi fermato solo davanti al portiere per un fuorigioco inesistente. Insomma, una Lupa mai doma. E il pubblico l'ha capito: a fine partita, ovazione per tutti i giocatori in campo da parte di un Olimpico strapieno, spettacolo rarissimo da vedere in Italia. E, nel secondo tempo, Garcia può far entrare Florenzi e Ljajic, che possono permettere schemi diversi e maggiore versatilità in attacco.

La Roma ha perso, inoltre, contro una squadra che, in questo momento, sta prendendo a pallate tutti: nelle ultime 4 giornate in Bundesliga ha segnato 16 gol non prendendone nessuno. Campionato tedesco già assegnato? Diciamo che se potete scommettere ancora sul Bayern, è meglio che lo fate prima che la quota scompaia.

QUI ATENE - Dopo la sconfitta della Roma, inutile dirlo, sono partiti gli sfottò, com'è inutile dire che la massima parte delle battute era di origine bianconera. Ma attenti a cantar vittoria troppo presto. E infatti poche ore dopo, la vecchia signora subisce la stessa sorte contro un modesto Olympiakos.

Una squadra compatta e poco più, con un attacco che almeno ieri sera non è stato non certo sfavillante (a decidere è stata la meteora palermitana Kasami, pensate un po') ha messo sotto per oltre un tempo i campioni d'Italia, sapendo gestire anche con un po' di fortuna il vantaggio, e prendendo il secondo scalpo nobile dopo l'Atletico.
Una squadra quella bianconera parsa senza ne capo ne coda, capace di andare avanti a folate (quelle di Pogba Tevez e Morata), ma senza alcuno schema preciso.
Quando gioca la Roma, è un piacere notare come i giocatori si muovano con armonia, attaccano spazi profondità, verticalizzano creando costanti pericoli.
E quando c'è da difendere sembra che difendano in undici.

La squadra bianconera è tutto il contrario: riesce a prendere gol quando la palla è in suo possesso, e nonostante un possesso palla pari quasi al 70% riesce a creare pericoli non susseguenti a manovre e schemi ben congeniati, bensi ad azioni create dal "CASO". Insomma la mano di Allegri si vede.

Capitolo sostituzioni: ad entrare sono stati Marchisio e Pereyra, non certo due che ti cambiano una partita che sei destinato a perdere, ma soprattutto nessun attaccante serio quando c'era bisogno di rimontare. Capitolo campionato dell'avversario: l'Olympiakos è terzo in classifica dietro gli odiati rivali del Panathinaikos, veniva da una vittoria strappata all'ultimo minuto contro una squadra in lotta per non retrocedere e una brutta sconfitta contro l'Atromitos. Inoltre il presidente (un ricchissimo armatore) è contestato per aver venduto i due difensori migliori senza sostituirli degnamente. E questi sono andati a vincere contro la Juventus che voleva fare il balzo definitivo.

Ieri sera veniva da dire: "Si Athenas et Spartam, quod aiunt, ne clamor ridentem", se Atene piange, Sparta non ride: invece sembra proprio che da questa nefasta giornata di Champions, sia proprio la Roma ad uscirne, al contrario di quanto dica il risultato, a testa alta e quindi a sorridere. E pare che anche un pubblico finalmente maturo come quello romanista, lo abbia capito ed apprezzato.
Mentre l'eterna rivale bianconera, sembra uscirne con le ossa rotte, e quel che è peggio, ma buon per i colori giallorossi, risulta essere la mancanza di una figura capace di farla ripartire, come lo era Conte la stagione scorsa.
E' tempo di stare Allegri....
Forza Lupi!


Ma tutto questo è meraviglioso, non è possibile. A questo punto è inutile prenderli in giro ... lo fanno meglio da soli. St'articolo, per me, è meglio ancora della partita.
:o :(


Thorin

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Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.
Ammettilo: ce scrivevi! :)

roby67

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IMPERDIBILE ORA SU TELEROMA56... processo dei tifosi. Max Leggeri ha appena detto "la roma andrà a Monaco a dettare legge"
Fantastici. Unici. Vivono in una realtà parallela

marco87

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Citazione di: roby67 il 24 Ott 2014, 23:05
IMPERDIBILE ORA SU TELEROMA56... processo dei tifosi. Max Leggeri ha appena detto "la roma andrà a Monaco a dettare legge"
Fantastici. Unici. Vivono in una realtà parallela
ne prenderanno a monaco come minimo altri tre o quattro, mi sa che non hanno ancora capito come stanno le cose. :)

seagull

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.

:clap: :clap:

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arkham

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Citazione di: PaperoGiallo il 24 Ott 2014, 17:53

Ammettiamolo: è in giornate come queste che ci manca "Il riommista", un giornale che sapeva regalarci pezzi e analisi di alto livello. Così ho provato a sopperire. Secondo me, se non fosse scomparso, dopo roma-Bayern sul riommista sarebbe uscito un editoriale come questo:  :) non vi dico a chi mi sono ispirato perché mi sembra chiaro  :beer:


Settanta volte sette

Perdona settanta volte sette. C'è scritto sul libro dei libri. E noi che abbiamo la fede giallorossa siamo capaci di perdonare all'infinito la nostra Roma. Poi, in una sera d'ottobre, alzi lo sguardo al cielo e vedi quel numero, sette, stampato sul tabellone dell'Olimpico. E capisci che qualcosa non va in quella partita  maledetta. Perché l'Olimpico pieno come un uovo merita altro. Perché questa squadra ha un lignaggio nobile e proprio non ci sta che sia trattata così. Perché sette è il numero più romano che ci sia: i sette re, i sette colli. Cosa nostra. Noi che abbiamo alfabetizzato i barbari migliaia di anni fa, ora li vediamo saccheggiare casa nostra come se niente fosse. Neanche fossimo tornati indietro ai secoli bui, gli anni della  fine dell'impero. No. C'è qualcosa che non va. Cesare, non Romolo Augustolo, è il nostro condottiero. E allora ti convinci sempre di più che questa serata è bugiarda.

Con la difesa in bambola, con un portiere che si è preso un giorno libero, e un unico legionario, Gervinho, che lotta da solo contro le coorti germaniche. Ultimo eroe dell'Impero, lui che viene dai suoi lontani confini, l'unico che non si arrende. Sì, perché anche colui che indossa la fascia e porta in alto il nostro Labaro per una sera ha deciso di non combattere. Dopo tante battaglie, anche i veterani possono farlo per una sera. Il nostro amore per loro non cambia. Hanno vinto e combattuto tante guerre e per una volta possono essere stanchi. Sono uomini anche loro. 

Poi vedi i teutonici che si accaniscono senza pietà, per portare via tutto quello che possono. Fa male, perché eravamo settantamila e forse più. Con l'entusiasmo e le speranze di un bambino che va alla sua prima partita. I guerrieri del Bayern non si fermano. Si salvi chi può. Ma è proprio quando l'assalto ha fine che ti accorgi quello che non sono riusciti a rubare. Ti giri verso la tua curva e vedi che i tuoi tifosi sono ancora tutti là. Aspettano la squadra, coi colori del loro cuore. E come per magia cominciano a cantare. Inneggiano al tricolore. Incredibile, ma vero. Come solo qui a Roma può capitare. Maestosa, eterna, mai doma. Caput mundi. Allora ti rendi conto che è solo una serata storta, maledettamente storta. Niente di più. Forza Roma.   

P.

Non è possibile. Sei lui infiltrato, confessa.
:clap:

uforobot

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Citazione di: biancocelestedentro il 24 Ott 2014, 18:43
"ha segnato Götze... no... ancora Robben? no Shaqiri..."
andrebbe postato su prima romanisti e poi professionisti, me lo immagino questo radiocronista che al settimo fischione subito impreca mentalmente alzando gli occhi al cielo senza neanche curarsi di vedere chi ha segnato
:asrm
Giulio "manname na mail" delfino altro riommico come repice :asrm

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